Surfin’ Ostia

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Attraversano cancelli, percorrono passerelle e poi giù alla riva con soltanto la tavola sottobraccio. Il mare negli occhi e le onde già pronte a cancellare il loro passaggio.

Gli attimi sulla riva restano sospesi insieme alle infinite gocce di cui l’aria è densa. Un invito che sfiora il viso. L’attesa di quel vento, di quel momento, incontra le onde e va verso un mare maestoso che si prende gioco delle intenzioni di chiunque e frulla nella la sua schiuma coraggio e adrenalina.

Fermi lì verso l’orizzonte, tesi verso le onde.

Il primo tuffo incontrerà le meno accoglienti ma è lì che inizia la sfida.

Resistere e andare avanti fino alla prossima onda e tornare a resistere.

E poi l’attesa, sguardo in avanti e cercare di capire cosa il mare porterà.

Cercare la propria onda, cercare la propria occasione.

Sentirla scivolare e lasciarsi portare dentro, lasciarsi prendere.

Procedere verso la spiaggia e da lì ricominciare ancora.

Anche quando butta giù, tornare a provare ancora e ancora.

E poi di nuovo le tavole sottobraccio, le onde alle spalle e il mare sempre lì a cancellare ogni passaggio.

29-03-2022 | © Riproduzione riservata

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