Ciaccheri: W le primarie, ma serve una mossa

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Non è la prima volta che lo ripete, Amedeo Ciaccheri, dell’importanza di una coalizione di centrosinistra per battere le destre a Roma, ma a questo punto ci siamo. Il Partito democratico propone per il 20 giugno le primarie di coalizione, e domani mattina dei temi e delle questioni organizzative discuterà con gli alleati. 
“Un passo avanti è stato fatto” dice Ciaccheri. “Adesso però bisogno iniziare a correre – aggiunge. Si è sempre espresso “senza se e senza ma” per le primarie, come ribadisce in questa intervista telefonica. Ha meno di 35 anni, ricopre l’incarico di presidente del Municipio VIII e ha un passato di educatore. Il Centro Sociale La Strada della Garbatella è stato per lui un luogo di crescita politica, in particolare con la scuola popolare “Piero Bruno” che ha per obiettivo di lottare contro la dispersione scolastica. Ciaccheri entra per la prima volta in consiglio municipale nel 2013 con la lista Sinistra Ecologia e Libertà. Politicamente vicino a Massimiliano Smeriglio, vice presidente delle Regione Lazio (e oggi eurodeputato, eletto nelle liste Pd), e al presidente Nicola Zingaretti. Il coinvolgimento delle diverse realtà civiche, la cura del territorio,  i temi della multiculturalità, del femminismo e dell’ecologia, sono al centro della sua azione politica. Dal gennaio del 2020 guida Liberare Roma, un movimento, che nasce con l’intento di voltare pagina dopo la disastrosa amministrazione del Movimento 5 Stelle e dell’amministrazione Raggi.

Le primarie adesso hanno una data.
È una buona notizia, adesso però abbiamo bisogno di un’accelerazione e martedì al tavolo del coalizione, dove si prenderanno delle decisioni, porteremo, tra le altre cose, anche questa esigenza. Tra l’altro al momento i candidati sono tutti uomini, non è un buon segnale per un progetto di sinistra per la città. Un progetto che noi vogliamo ecologista, femminista e civico.

Insomma siete favorevoli alle primarie…
Sì, primarie di coalizione. Ho costruito la vittoria in Ottavo municipio con le primarie, la stessa cosa è accaduta al Terzo. Martedì (domani, NDR) valuteremo tutte le carte, all’interno di un percorso partecipato e di coinvolgimento. Dobbiamo tirare fuori l’opzione vincente, perché è già stato perso molto tempo.

Cosa pensa della candidatura di Zingaretti? Nelle scorse settimane non si è parlato di altro.
Zingaretti è un amico, con lui ho costruito le tappe che mi hanno portato alla vittoria nell’Ottavo municipio. Sarebbe un candidato straordinario, ma lui sinora si è detto indisponibile a candidarsi a sindaco di Roma. Aggiungo che il dibattito sul suo nome ha contribuito ad allungare i tempi, in qualche modo a ritardare le scelte.

Niente Zingaretti, insomma?
Certo, se Nicola dovesse cambiare idea, dovremmo confrontarci, non sarebbe tuttavia irrilevante. Con lui arriverebbe un valore aggiunto importante ma le primarie direi sono un passaggio obbligato perché nasca un onda di mobilitazione plurale e popolare.

Di Gualtieri si hanno notizie? Prima sì, poi forse, poi chissà…
Massima stima per Roberto Gualtieri, ma l’attesa continua non fa bene alla coalizione e non fa bene alla campagna elettorale. Su queste elezioni si gioca una partita fondamentale e serve partire urgentemente con le idee chiare.

Della candidatura di Carlo Calenda, cosa ne pensa?
Penso che sarebbe un ottimo candidato per partecipare alle primarie, se lui lo volesse. Nulla contro di lui. Come sappiamo ha fatto altre scelte.

La coalizione di centro sinistra e la Raggi: come siete messi?
È semplice, il progetto di Virginia Raggi è stato fallimentare, per questo ragione quanto accade a livello nazionale non può essere replicato a Roma. Lei e tutta la sua squadra hanno interpretato il governo della città in un modo disastroso. Oramai è senza maggioranza, per non parlare della situazione in diversi municipi.

Quali sono le tre priorità per Roma?
La cura della città, il verde, i rifiuti. La premessa è che in questi anni a Roma la qualità della vita è scesa di molto, gli standard minimi che ogni capitale dovrebbe perseguire sono stati completamente dimenticati. Ci troviamo di fronte ad un fallimento di una amministrazione. È venuta meno – ed è grave – la fiducia tra istituzioni e cittadini. Le persone non si fidano più, così viene meno la partecipazione dei cittadini. Insomma, c’è da ricostruire un rapporto di fiducia con la cittadinanza.

E poi?
Roma in questi anni è uscita dalla scena internazionale, purtroppo diversi errori sono stati fatti anche in questo direzione. Penso al ritiro della candidatura da parte delle Raggi alle Olimpiadi. Invece noi sosteniamo la candidatura alle Olimpiadi del 2032, all’Expo del 2030, e ovviamente riteniamo importante per la città il Giubileo del 2025. Eventi che possono riaprire la città al mondo. Penso inoltre che c’è da ripensare il modello di sviluppo, l’esempio è il turismo veloce, che a conti fatti non ha funzionato. Vogliamo costruire un processo a sinistra per una progettualità diversa per la città, anche lavorando sulla rigenerazione del patrimonio pubblico.

Gli effetti della pandemia hanno messo a dura prova tanti romani.
Purtroppo è così. Ci troviamo di fronte a un dramma che aveva avuto inizio prima dell’esplosione del Covid ma che ora si è allargato, con una povertà crescente, l’aumento della disoccupazione, l’emergenza abitativa, come anche le tante persone costrette a ricorrere a un sostegno alimentare. Ci troviamo di fronte a delle forti disuguaglianze sociali, su cui noi chiediamo di intervenire.  

Il ruolo dei migranti o dei cittadini provenienti da altri paesi?
Liberare Roma” immagina una città dall’identità multiculturale, dei diritti di cittadinanza, con un’apertura internazionale. La candidatura nella lista del movimento di Paolo Barros, ex M5S e Black Italians – Neri Italiani, ne è una conferma.

 

[Le foto sono tratte dal sito web di Amedeo Ciaccheri]

19-04-2021 | © Riproduzione riservata

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