Rimettete i cestini dei rifiuti

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I rifiuti del concerto di Vasco Rossi in parte stanno ancora lì. No, non tanto nel Circo Massimo, quanto tutto attorno, perché la kermesse di due giorni si è svolta anche fuori dai cancelli: tra spettatori paganti giunti in anticipo e spettatori di straforo che hanno ascoltato la musica dall’esterno, migliaia e migliaia di persone si sono alternate nelle strade e nelle aree verdi circostanti, lasciando troppo spesso i loro rifiuti.
Un comportamento incivile, certo, ma la responsabilità è anche di chi – Ama o Servizio Giardini – non si è preoccupato nei giorni successivi di ripulire a dovere la zona. In cui oltretutto mancano anche i cestini.

Perché nella nostra città tantissime aree verdi, giardini e giardinetti, parchi, sono ormai privi di cestini per i rifiuti. Le ragioni sono diverse. In certi casi si tratta di trascuratezza, perché i cestini danneggiati non vengono sostituiti. In altri casi, l’amministrazione (prima quella M5s, ma evidentemente anche quella di centrosinistra) reputa sufficienti i cassonetti disposti in giro per la città, che però servono soprattutto per i condomini e spesso sono lontani dalle zone verdi: non così lontani, ma neanche molto vicini.
In altri casi (per esempio, la Caffarella), la scelta è quella di responsabilizzare i frequentatori dei parchi, imponendogli di riportare a casa i rifiuti.
In generale, però, il problema principale è che svuotare i cestini ha un costo economico e, data la vastità della città, non è comodissimo (non a caso, nei contratti di servizio con l’Ama, lo spazzamento delle strade ha un costo elevato).

Foto di Andrew Stawarz diffusa su Flickr.com con licenza creative commons

Il risultato, comunque, è che spesso le aree verdi restano sporche. Certo, sarebbe meglio che i cittadini non lasciassero in giro rifiuti: il compito di un’amministrazione, però, non è quello di fare la morale ai cittadini, ma di trovare delle soluzioni, e anche di ridurre i danni. I rifiuti abbandonati non rappresentano un danno soltanto per l’estetica: nel caso della plastica, per esempio, si tratta di un materiale inquinanti e che hanno tempi di decomposizione lunghissimi.

E allora? E allora, bisogna rimettere in servizio i cestini dei rifiuti. Cestini per la raccolta differenziata. Cestini anti-intrusione da parte degli animali cittadini (gabbiani e altri volatili, cani, etc). Raccoglitori speciali per i mozziconi di sigaretta, usando semplicissimi sistemi di “nudge” (in inglese significa “spintarella”) per spingere le persone a usarli di più e meglio.

Un esempio di nudge: come spingere le persone a non buttare per terra i mozziconi di sigarette, utilizzandoli invece per una sorta di “gara”

E poi fare un po’ d’informazione, magari anche in più lingue. E monitorare le aree verdi della città, in accordo con i comitati di quartiere, le associazioni e i gruppi di cittadini che sempre più spesso oggi si armano soprattutto di pazienza per difendere gli spazi pubblici e verdi vicino a casa loro. 

Stabilire un buon rapporto con i cittadini e i commercianti dei quartieri, responsabilizzandoli e dando loro un compito preciso (segnalare tutto quello che non funziona e che va sostituito) non serve solo a migliorare la pulizia della città, ma la città stessa e il rapporto con l’amministrazione.

[La foto del titolo è stata scattata nei giardini di via delle Terme di Caracalla il 21 giugno 2022]

23-06-2022 | © Riproduzione riservata

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