Quando le Drag Queen assediarono il Vaticano

di

Si chiama Muccassassina, è una sfrenata festa di danze e spettacoli inventata nel 1990 dal circolo di cultura omosessuale Mario Mieli per autofinanziarsi. Le prime serate vennero organizzate all’ex Mattatoio e da qui viene il nome, con la mucca per una volta carnefice e non vittima.
Il successo del “Mucca” crebbe senza sosta negli anni e dura tuttora, per il geniale incrocio di politica e spensieratezza, creatività e delirio, sesso, droga e canzonette. Per accogliere i partecipanti sempre più numerosi il Muccassassina ha cambiato diverse sedi (il Grigio Notte a Trastevere, l’Alpheus a Ostiense, il Qube a Portonaccio, il Palladium a Garbatella…) ma a noi interessa raccontare quando, a metà degli anni ’90, le feste si svolgevano a via di Porta Castello 44, nei locali dell’ex cinema Castello, costruito negli anni ’20 del ‘900 vicinissimo al Vaticano, pochi metri oltre le mura. Sul palco danzavano splendide Drag Queen — Porompompero, CaraMella, Fuxia Loka Door Queen, La Diamond, Paola Penelope, Kasta Diva — mentre fuori la gente faceva la fila per entrare e le serate finivano suonando e ballando uno scatenato sirtaki, girotondo antico che serviva a sottolineare amicizia e solidarietà.

Foto dal Gaypost.it

Via di Porta Castello 44 è un luogo dalla storia strana, segnata dall’alternarsi di sacro e profano: prima cinema, poi sala parrocchiale, poi locale a luci rosse, poi ancora casa delle feste gay-lesbo-trans più scatenate. Ancora qui nel 2000 è stato allestito il centro stampa dell’Agenzia romana del Giubileo, dopo dodici mesi di lavori e grazie a ben 8 miliardi e 300 milioni di lire, con la promessa di offrire alla città “una delle cose più belle” dell’Anno Santo. A distanza di quindici anni possiamo dire che quella promessa non è stata mantenuta, e nel frattempo il vecchio cinema Castello è diventato il triste centro conferenze della Libera Università Maria Ss. Assunta (LUMSA), università privata e di ispirazione cattolica nata nel 1939, “improntata alla conoscenza e alla diffusione della verità”. Forse in qualche irraggiungibile pertugio è rimasta ancora una minuscola paillette superstite, a testimoniare l’ironia che fu.

[L’immagine del titolo, relativa al carro del Muccassassina al Gay Pride romano del 2012, è stata diffusa da Sergio su Flickr.com con licenza creative commons]

 

Guida alla Roma ribelle è un libro collettivo del 2013 dedicato, appunto, ai luoghi ribelli della Capitale (e ai ribelli, non solo romani, che li hanno animati). Pubblicato da Voland, una piccola ma caparbia casa editrice romana, fa seguito alla nota Guida alla Parigi ribelle di Ramón Chao e Ignacio Ramonet, e poi alla Guida alla Barcellona ribelle di Guillem Martínez. Abbiamo deciso, in accordo con gli autori, di pubblicarne nelle prossime settimane alcuni estratti, per raccontare storie, momenti e posti talvolta meno noti della Città Eterna. Che, nonostante sia stata sede dell’Impero e poi del Vaticano, è meno cheta e reazionaria di come possa apparire a prima vista, come spiegano benissimo gli stessi autori nell’introduzione. 
Il libro è sempre disponibile, anche in formato digitale.E dunque vi invitiamo ad acquistarlo.

06-06-2022 | © Riproduzione riservata

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*