Tutta la musica di Roma: Fulminacci

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Si chiama Filippo Uttinacci, non ha ancora 25 anni (è nato nel 1997), ha scelto Fulminacci come nome d’arte ed è arrivato davvero come un fulmine sulla scena musicale romana. Anche se non è estraneo allo spettacolo: prima di essere noto come cantautore, aveva infatti esordito come attore in cortometraggi, in un film e in una serie tv. 

A gennaio 2019 pubblica il primo singolo, ad aprile esce il suo primo album “La vita veramente”, il Primo Maggio dello stesso anno è già sul palco della Festa organizzata da Cgil, Cisl e Uil a San Giovanni. A luglio 2019 vince la Targa Tenco per l’opera prima e va in tv, oltre a suonare in diversi festival. Nel 2021, dopo altri concerti e premi, è a Sanremo, già nella sezione campioni, col brano “Santa Marinella”. Sempre quest’anno esce poi il secondo album, “Tante care cose”.

Fulminacci è prodotto dall’etichetta Maciste Dischi, che produce già Gazzelle.

Scrive di lui Patrizio Ruviglioni su Rolling Stone: “È tecnico, studiato, è umile e spigliato; e guarda a riferimenti démodé, come il Jovanotti di Lorenzo 1994, il romanticismo di Samuele Bersani e la scuola del Locale dei ’90, ovvero le parole crociate di Daniele Silvestri e l’umorismo di Max Gazzè. Bene, con credibilità. Come canta a un certo punto in ‘Forte la banda’ – un saliscendi di cinque minuti che non a caso apre il concerto, e dice molto della preparazione e la voglia di non essere uno dei tanti – “mi piace la musica, quella dei grandi”. 

In una intervista a FS News, ha risposto così alla domanda ‘Nei tuoi testi è sempre molto presente la sera. Perché?’: “È il momento della riflessione, quando gli impegni sono conclusi e arrivano le preoccupazioni per i giorni successivi, i pensieri su ciò che si poteva fare meglio, ma anche le idee per le canzoni. La sera, in particolare quella estiva, ha una grande potenza”.

 

13-12-2021 | © Riproduzione riservata

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