Coronavirus – Diario di crisi giorno 634

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Anche Martina si è vaccinata ed ero quasi con lei, aspettavo fuori dall’ospedale dove è nata a Pontecorvo. Molto efficienti le hanno fatto anche l’antinfluenzale un‘iniezione per spalla. Faceva un gran freddo, stamattina, mentre aspettavamo che la chiamassero e anche ora che siamo tornati a Roma sento il gelo nelle ossa. L’inverno è arrivato anche se non ufficialmente: gli alberi spogli, l’odore dei camini accesi, la bruma e le luci delle luminari natalizie e il buio prolungato. Almeno così è a Roccasecca il paese di Martina che ho imparato a conoscere quando cominciammo a stare insieme tanti anni fa. Ieri eravamo a pranzo dai suoi genitori dopo aver fatto una gita nelle vicinanze con dei nostri amici. Dopo il caffè, non so come, ci siamo messi sul mio telefono a cercare di anticipare la sua vaccinazione prevista a Roma tra una settimana. Funziona così nel caso lo vogliate fare anche voi, prima disdicete il vecchio appuntamento e poi potete prenotare nuovamente. Mentre cercavamo soluzioni più prossime a Roma continuava a comparirci l’ospedale di Pontecorvo per la mattina dopo. Alla fine abbiamo deciso di restare lì e andare l’indomani mattina anche perché le soluzioni romane non erano troppo vicine nel tempo e nello spazio a casa nostra.
Sono rimasto piacevolmente colpito nel constatare una certa omogeneità di trattamento nella diversità esteriore. Pur non essendoci le voci robotiche i monitor multicolori che fanno il countdown , come da ACEA, ho visto Martina entrare e uscire piuttosto velocemente e con un servizio in più offerto: il vaccino antiinfluenzale.
Oggi era il primo giorno di multe e greenpass diversificati tra base e super o rafforzato. Io ero in macchina o nelle viscere della terra a Pastena dove abbiamo visitato, rigorosamente greenpassati e mascherati, le splendide grotte, non ho visto l’impatto romano della cosa, certo per gli autobus sono curioso dato che praticamente non controllano i biglietti dall’inizio della pandemia. Pare però che controllino a terra chiedendo il granpasso ai passeggeri appena scesi. Hanno fatto anche la prima multa.
Omicron che non è XI oggi sembra aver influito positivamente sulle borse, l’idea che non causi effetti troppo severi rassicura fa sognare una sorta di vaccino naturale che si propaga per il mondo. Tutto questo senza nessuna certezza come non ce ne era che fosse invece un flagello di Dio.
Nelle grotte spesso ci sono tanti chirotteri e pipistrelli a Pastena c’è un’enorme cavea chiamata Sala dei pipistrelli che d’estate non è visitabile perché ne nascono a centinaia e sarebbe difficile conviverci. Ettore incredibilmente attratto dall’animale simbolo di BATMAN si è subito accorto che il guano e tutti gli anfratti dove i chirotteri si erano posati erano neri come loro. MI ha molto colpito primo che se ne fosse accorto Ettore che ha 4 anni! E secondo si tratta di un dettaglio inquietante tipo il nulla che avanza della storia infinita o gli orchi del signore degli anelli. Ho chiesto alla guida che però non ha saputo dirmi perché il guano dei pipistrelli avesse quel colore. Comunque le loro tracce annerivano le rocce e lo splendente carbonato di calcio in più di un luogo.
Voi mi direte che tutto questo non centra nulla con noi e con il covid nostro può essere ma i BAT centrano sempre con i Pirrotta da quando c’è Ettore e in fondo tutta questa storia potrebbe essere cominciata proprio con uno di loro.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 632

«Il numero 931PO ha terminato il periodo di osservazione» Ho fatto il buster, la terza dose di Pfizer, vicino a Piramide dalle parti della stazione Ostiense nell’HUB di ACEA. Tutto semplice, persone gentili, monitor fiammanti, una voce elettronica che ti avverte quando hai finito il periodo di osservazione. Pioveva e il tutto aveva un vago sapore post industriale da film di fantascienza anni ’80. Mi fa piuttosto male il braccio destro, meglio la spalla, questo da quando mi sono svegliato questa mattina. Forse non ha aiutato nemmeno il pugno che quel criminale di mio figlio Giuliano ha pensato bene di sferrarmi ieri sera.
Dopo i 15 minuti di attesa in un’ampia sala dedicata, il mio numero originariamente rosso, i primi 5 minuti, poi giallo è diventato verde e la voce elettronica mi ha detto «Il numero 931PO ha terminato il periodo di osservazione» a quel punto sono andato da delle infermiere che mi hanno rilasciato un foglio che attestava l’avvenuta vaccinazione e sono andato via. Per trovare il posto tra la pioggia mi sono rivolto agli unici passanti che ho incontrato che erano dei senza tetto un po’ avvinazzati che però a modo loro mi hanno dato le giuste indicazioni.
Pare che Omicron che non è XI non sia nemmeno così terribile come variante certo ha convinto molti a vaccinarsi o a fare la terza dose.
Una delle persone cui sono più affezionato e con cui ho fatto cose utili non solo per me ma anche per il Paese, cioè il Ministro Mario Catania, mi ha segnalato la forte incidenza dei casi in questo momento della popolazione tra i 6 e i 13 anni. Il che da un certo punto di vista è relativamente preoccupante perché raramente per loro è severo. Le ragioni del successo del covid nostro tra gli studenti sono rconducibili alla vita di comunità e sociale che conducono e al fatto che in gran parte non sono vaccinati ne fino a poco tempo fa vaccinabili.
Ora però si potranno vaccinare i bambini tra i 5 e i gli 11 anni e sembra che nel 2022 vaccineremo anche i bimbi più piccoli.
Le cose però non vanno bene i casi in tutto l’emisfero nord aumentano vertiginosamente e de qui nella nostra Italietta difesa dal feroce Drago, ci hanno pure aumentato il rating, più o meno ce la caviamo nel resto d’Europa e in USA la situazione è sempre più preoccupante.
Da ieri al centro, in Prati e in alcune vie di Roma Nord Piantedosi controllerà gli ingressi e che ci si metta la mascherina anche all’aperto. Lo prevede un’ordinanza firmata dal Sindaco Gualtieri, di cui un tassista mi ha detto che non sa ancora dare un giudizio non lo ha mai visto neanche in TV.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 630

Ho preso uno scroscione di pioggia come mi è capitato poche volte nella vita, so già che mi raffredderò e che mi spaventerò e mi tamponerò e probabilmente non avrò nulla come al solito.
Potremo vaccinare i nostri bambini, Aifa ha dato il consenso. Secondo uno studio, condotto su 3000 bambini, il vaccino è efficace e non ha mai prodotto miocarditi. È una decisione importante per tante ragioni non ultima che ci sono 3,7 mln di persone in più vaccinabili. Omicron sembra che contagerà tutta l’Africa e poi anche da noi diverrà prevalente. Il consiglio di stato ha stabilito che i medici non possono rifiutare di vaccinarsi.
In Germania si preparano al lockdown per i no vax. Ettore con le sue domande sugli alberi davanti al ministero dell’istruzione mi lasciva sperare in una bella giornata. Invece acqua, incomprensioni e vita da campioni. Sono stato a pranzo fuori, prima il controllo del green pass e poi tanti e tutti a mangiare vicini – vicini.
Ogni tanto Giuliano mi racconta di un suo amico più piccolo che va a scuola con lui: «Poi c’è Puccio che non sa la privacy e dice, tutto orgoglioso, che la fa quattro volte al giorno.» Noi la sappiamo la privacy? Forse no, forse questo non è il suo tempo. Tra un po’ ci saranno controlli anche per chi prenderà l’autobus senza almeno un tampone niente mobilità, e forse è inevitabile. L’Europa è tutta rossa con alcune zone gialle giusto da noi e in estrema dura. E noi ci siamo difesi come abbiamo potuto sacrificando prima di tutto le nostre libertà, perché la vita è la vita e la morte fa, giustamente, paura.
La Merkel vorrebbe essere italiana, per la situazione dei contagi, e chissà che non venga da noi, ha annunciato un lockdown per i non vaccinati.
State bene e adelante con juicio!

barchette

Coronavirus – Diario di crisi giorno 629

È qualche giorno che per ottimizzare le energie della famiglia abbiamo deciso che al mattino anche uno solo tra me e Martina può accompagnare les deux . Però la cosa sembra non piacere troppo a Giuliano che forse vuole risentirsi ogni tanto ancora un po’ figlio unico. Ettore invece è molto orgoglioso di andare in giro insieme al fratello.
L’omicron continua far parlare di se mostrando però tutti i nostri limiti nell’affrontare e pesare quel che succede veramente quando c’è qualcosa di nuovo. Ora sembra che con tre dosi si sia al sicuro anche da omicron di cui però non sappiamo ancora abbastanza.
Nel Veneto del mio ex Ministro Zaia la situazione sta peggiorando negli ospedali, anche i FVG e a Bolzano la situazione non migliora. In generale possiamo dire che come al solito con il freddo e con l’inverno il covid nostro si accanisce un po’ di più, sparavamo nei vaccini che ci aiutano ma non quanto avevamo sperato. 2.656 nuovi casi nelle 24 ore solo in Veneto.
Sabato dovrei fare la mia terza dose. Il drago ha dato il contrordine per la Dad e le chiusure delle classi dopo un caso di positività, l’apertura della scuola sembra essere per lui una vera priorità
ANSA dice che in terapia intensiva aumentano del 17% i ricoveri dei no vax, diminuiscono del 10% i ricoveri dei vaccinati. 568 ricoveri (+15) in area non critica e 108 (+3) in terapia intensiva.
Pare che al maggior parte delle classi in DAD siano nelle scuole primarie, il che tornerebbe visto che loro non possono vaccinarsi. Nell’attesa che si cominci a vaccinare anche loro anche a scuola di Giuliano hanno chiuso una classe e messo in quarantena una delle insegnanti di Giuliano. La sua maestra scientifica poi risultò negativa ed è tornata in classe più agguerrita di prima però il problema dei piccoli non vaccinati c’è.
Noi genitori avremo qualche titubanza in più’ C’è ne è ragione o no? Avremo l’obbligo vaccinale alla fine? L’approdo sarà quello? La Von Der Leyen ne parla ne parla Bonomi.
È che abbiamo bisogno di pensare che possiamo sconfiggerlo e il vaccino è lì per questo però il covid nostro per il momento non sembra voler arretrare più di tanto.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 627

La variante Omicron spaventa i belli e i brutti al di là delle notizia certe che la riguardano per ora. Sulla variante non Xi abbiamo letto di tutto a partire dal fatto che non si sarebbe potuta chiamare Xi per non offendere un celebre e potente Xinese.
Sulla sua pericolosità, pervasività, contagiosità, velocità, lievità e infettività abbiamo letto tutto e il contrario di tutto. Le ultime novità riguardano la quasi immediata realizzazione di un vaccino ad hoc. Uno home made, qui tra gli italici ulivi, e un altro di Moderna e sicuramente me ne sfugge più d’uno.
Noi abbiamo continuato i festeggiamenti per il compleanno di Ettore che poco prima della festa si aggirava per la casa borbottando «Devo impedile a Giujano di rubarmi il compleanno!» Piccola mangiatina fra i palloncini in casa con pochi intimi, una delle cose da fare prima che non si possa più.
Per ragioni che nulla hanno a che vedere con il diario e il covid nostro è un periodo che dormo poco, quasi niente, il che mi rende intorpidito e lento il giusto per apprezzare il volgere del tempo, stiamo per entrare nel terzo anno di pandemia e non se ne vede la fine. Il dubbio che quello che avrebbe dovuto essere un’emergenza stia diventando la normalità mi indispone oltre modo. Vorrei poter fare come in Gray’s Anatomy e cancellarla d’autorità con un tratto di penna. Anche perché la mia storia per la sua serialità ed altre circostanze accidentali rischia di virare verso la telenovela brasilera tipo Sonia Braga, che poi alla fine è d’amore e morte che viviamo.
State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 624

Mentre scopriamo la nuova variante sud africana e lo Spallanzani apre una task force dedicata, Ema autorizza i vaccini per i bambini tra i 5 e gli 11 anni. Aifa (la nostra autorità nazionale per il farmaco) dovrebbe autorizzare per i primi di dicembre. Qui continua a piovere da qualche giorno e noi stiamo sempre più al chiuso. Ieri sono stato a pranzo fuori e ho costretto il mio povero ospite a mangiare all’aperto: spero non me ne abbia voluto.
Con Giuliano ed Ettore abbiano preso l’otto non proprio vuoto oggi staremo ad una festicciola per il compleanno del figlio di Flaviano, mio collega, e domenica faremo quella di Ettore ei nonni e qualche amico a casa. Staremo attenti siamo prudenti però non eviteremo i contatti sociali. Oggi mentre mi toglievo la mascherina all’aperto ho pensato che era meglio approfittare prima che ritornasse obbligatoria anche per strada. È un po’ che faccio tutto come se fosse non l’ultima volta in assoluto ma l’ultima prima di una nuova ecatombe di proibizioni. Forse è per questo che abbiamo invaso pizzerie ristoranti e che a Roma ci sono turisti nonostante l’immondizia, la pioggia e il caos, come non capitava dal tempo immemore.
Il Fruli Venezia Giulia diventa giallo, insomma la situazione variante sudafricana o meno con la brutta stagione non migliorerà. Il primo caso europeo è simbolicamente una belga non vaccinata.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 623

Ettore oggi compie 4 anni ed era particolarmente di buon umore e ha quindi pensato di fermarsi a parlare con dei poliziotti a piazza Navona, credo siano per lui la cosa più simile a BATMAN, perché combattono i ‘climinali’ . Ha fatto con loro un discorso sui colori di non so quale bandiera italiana e alla fine gli hanno regalato una sorta di crest della mobile. “ Un legalo tanto speciale, papà gualda !” Che ha portato a casa come un vero trofeo.
Il Super Green pass così battezzato dai media italici entrerà in vigore dal 6 dicembre e durerà fino al 15 gennaio. Sostanzialmente si tratta di quello che i tedeschi chiamano il 2 G cioè viene concesso solo a chi è guarito o si è vaccinato. I solo tamponati non lo avranno e quindi non potranno andare: al ristorante, in palestra, al bar, al cinema, a teatro. Certificazione verde (quella basa che comprende anche i solo tamponati sarà necessaria anche su bus e metro. Non solo in zona gialla o arancione ma ovunque anche in zona bianca. Insomma la stretta è natalizia, perché pure il Drago vuole salvare il Natale come il Fiero Conte. Sui no vax si abbatte una saracinesca. Quanti di loro saliranno in massa su autobus e insceneranno altre manifestazioni di disobbedienza civile? Vedremo.
Quelli della mobile gli amici di Ettore avranno certamente un bel da fare. Comunque se volete qui potete leggere tutto il decreto.
State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 622

Mi scuso con i miei affezionati lettori ma una serie di circostanze che esulano dal racconto mi impediscono di scrivere proprio tutti i giorni il diario quindi ogni tanto salterà
– Papà ma i tuoi genitoli ti pallavano?
– Certo amore
– Che ti dicevano?
– Bah tante cose.
– Anche ti vojo bene e ti glidavano!
– E si sì anche questo.

Casa mia ferve in preparativi per il compleanno di Ettore che è molto incuriosito dai miei genitori. Ogni tanto mi chiede se mi parlano ancora. Purtroppo devo dirgli la verità che no al massimo mi dicono qualcosa quando guardo lui o suo fratello che per molti versi me li ricordano.
C’è una grande attesa per quel che il Drago farà. Brunetta giura che i no-vax potranno fare solo casa – lavoro. Fedriga che il governo seguirà le indicazioni dei governatori che vogliono misure solo per i non vaccinati. Slavini dichiara di essere d’accordo con i governatori della Lega ma non si sgola. Certo gli sciatori e tutto il settore del turismo invernale è la terza stagione che rischia di andargli di traverso. Cosa farà il Drago però nessuno in verità ancora lo sa.
I casi salgono e anche le terapie intensive e i ricoveri. Si fa un gran parlare di questa storia dei covid party, le persone si incontrano con positivi per prendere il virus, apre soprattutto in Alto Adige, però potrebbe anche essere una bufala. Come raccontano facessero le nonne con la rosolia e altre malattie un tempo. Martina mi disse che provarono anche con lei da piccola credo con la varicella ma non riuscirono. Poi si cresce bisogna stare attenti.
Sapete come si sta da ragazzi quando ci si innamora? Ricordate quelle sensazioni, il corpo scosso dall’emozione, il sonno che va via, l’appetito che scompare, il pensiero dominante, tutto che sembra svanire e non avere più senso, più si diventa grandi e più è pericoloso se ci capita di soffrire per amore. Bisogna fare attenzione anche perché non abbiamo più il fisico. Almeno io!
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 620

Come ampiamente annunciato le cose stanno peggiorando anche qui. Fare la terza dose credo sia l’unica cosa che ci possa aiutare ma non so se basterà piegare il covid nostro per l’inverno. Siamo alla quinta settimana con dati in crescita vedremo.
Ieri siamo passati in macchina verso le 18.00 dalle parti del Circo Massimo e nel buio si intravedevano tanti cellulari accesi un palco, qualche tricolore e urla contro il Drago. Qualcuno dal palco invitava gli astanti a urlare il più classico insulto da stadio che inizia con la M. Avete presente sì: Lazio M. Roma M. Juve M, ebbene tutti urlavano felici Draghi M., Ettore a un certo punto lo ha ripetuto e subito Martina gli ha detto che era una brutta frase che non si ripeteva. E allora lui ha detto «Quindi quei signoli sono maleducati!» E noi gli abbiamo detto di sì.
Giuliano ieri ha vinto un piccolo torneo di Scacchi aggiudicandosi un bel trofeo, un enorme torre di legno che molto è piaciuto ad Ettore. Questa mattina ci ha voluto fare colazione eravamo a tavola e c’era pure la torre e il fratellino allora ha voluto una coppa anche lui, che Giuliano gli ha fornito prontamente. Eravamo un po’ comici a tavola con i trofei però erano contenti.
Si discute di nuove misure che temo saranno inevitabili e non credo basterà chiudere i no-vax che comunque probabilmente non si farebbero chiudere e inscenerebbero grandi manifestazioni di disobbedienza civile.
Credo che il Drago insultato dai no-vax sia anche molto preoccupato di un eventuale nuova frenata dell’economia.
La narrazione sul Natale da salvare quest’anno, forse a causa dell’assenza di Casalino, non è pervasiva e retorica come l’anno scorso, almeno fin qui. Comunque la frase: Passeremo un Natale sereno è sfuggita più di un uomo di responsabilità e del lockdown natalizio ancora nessuno ha parlato.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 618

Oggi e ieri non sono state delle belle giornate. Non sempre tutto va come vorresti ma c’è di buono che oggi ho lavorato un bel po’ e questo di solito mi tira su il morale. Però ho trovato il tempo per costruire un Batsegnale per Ettore. L’ho ricavato da una scatola di Prilngles e da un disegno di Martina, funziona piuttosto bene.
Come previsto purtroppo gli austriaci stano passando dalle chiusure selettive a quelle generalizzate, però imporranno l’obbligo vaccinale da febbraio e alla fine del lockdown i non vaccinati resteranno consegnati.
Voi siate stati mai consegnati, chiusi dentro? Io sì sul finire dei ’90 a Montorio Veronese durante il CAR mi sbattevano sempre dentro insieme a Fabrizio, per indisciplina e un’altra serie di robe. Avevo una certa difficoltà ad accettare l’autorità e soprattutto che la potessero avere persone a me sconosciute e spesso per molti versi inaspettate. Poi dopo un po’ mi arresi ricordo esattamente il momento.
«Fabrì basta arrendiamoci. Non gli rispondiamo più. Famo quello che vojono… nun je la faccio più!»
«Non ci dobbiamo piegare!»
Ci piegammo e riuscimmo a riveder le stelle, che poi a Verona sono bellissime. Ora un po’ sono migliorato ma non moltissimo forse un po’ meno sociopatico però.. Mi chiedo sei tostissimi austriaci alla fine non si piegheranno anche loro, sarebbe un bene per tutti anche per noi italici che molto commerciamo e ci scambiamo con loro  ai confini e no.
Da noi le cose vanno ancora benino. Chissà che un giorno non si debba ringraziare l’ottimo Arcuri che per incompetenza ha fatto si che ci vaccinassimo un po’ dopo e un po’ più lentamente fino all’arrivo di Figliuolo, ci siamo immunizzati quasi tutti tra maggio e luglio quindi siamo ancor abbastanza coperti.
Ieri notte sono riuscito a prenotare me e Martina per la terza dose, questa volta in due scaglioni, separati per praticità di vario tipo e genere. Se volete potete provare anche voi qui https://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it/main/home.
Ora vi lascio che vado ad occupare con i miei figli mia moglie e degli amici uno degli infiniti tavolini dei ristoratori romani
State bene e adelante con juicio!

Protesta medici pronto soccorso

Coronavirus – Diario di crisi giorno 617

Ieri 10.638 positivi e 69 le vittime 132.513 le persone che secondo la protezione civile sono positive adesso. La curva sale con inesorabile calma ma sale. Il dibattito qui è ancora concentrato sulle possibili misure per i novax, che però pur se poco sensati ed irrazionali ripeto non sono il problema che invece resta la pandemia. In Austria dove hanno cominciato chiudere solo per i non vaccinati, ottenendo il buon risultato di far vaccinare qualcuno in più, però ora almeno in alcune zone sembra vogliano chiudere per tutti.
Se volete sapere come va nel Lazio qui il nostro aggiornamento.
Oggi ho provato a prenotarmi sul sito della regione Lazio per la terza dose risulta ancora un po’ intasato, riproverò magari di notte o la mattina prestissimo. Per ora il sito della regione mi dice not found.
Ettore oggi mentre lo portavo in bici in viale Trastevere ha cominciato a dirmi che aveva paura. Gli ho chiesto perché e lui mi ha detto che c’erano tante macchine e tanto rumore. Era vero, ci aveva appena superato un motorino smarmittato che faceva più casino si un’Harley del ’71. Temo che nella sua saggezza di bambino Ettore abbia colto il punto c’è troppa folla, troppi tavolini, troppa monnezza, troppi monopattini troppi turisti. Questo come sappiamo da almeno un anno e mezzo aiuta il covid nostro più di quei simpaticoni che credono alla terra piatta, alla purezza del Duce e alla bontà di Stalin.
Eppure noi metropolitani siamo così formicolanti e caciaroni ed anche un po’ puzzoni. Ieri abbiamo incontrato i medici che protestavano per i pronto soccorsi, ma con tutti i soldoni che sono giunti niente si può usare per i medici dei pronto soccorsi ?
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 616

«In effetti è la Batcavelna Giuliano in effetti è la Batcavelna!»
La da me temutissima DAD sta tornando cheta e quatta come non ci si aspettava. Una classe della scuola di Giuliano è in quarantena e quella di Giuliano stesso è in qualche modo sotto osservazione in quanto ha una maestra in comune con la classe provvisoriamente chiusa. Poi per ragioni a me del tutto sconosciute, che credo però abbiano a che fare con il budget dell’Istituto, la maestra scientifica in quarantena non è stata sostituita con una supplente per la settimana prevista ma con supplenti diverse ogni giorno, cosa che eventualmente contribuirebbe a diffondere il virus. Diciamo che siamo molto lontani dal principio della bolla. Speriamo comunque che la maestra adorata di Giuliano non sia positiva. Oggi per non sapere né leggere né scrivere semplicemente ci hanno comunicato che dovevamo andare a prendere i bambini alle 13.30. L’ho fatto e dato che c’ero ho preso anche Ettore che ora è qui con me a fare il giusto disordine di Lego, meccano e pezzi vari sotto i miei piedi. Con Giuliano abbiamo fatto una ricerca sul Presidente della Repubblica, pare passi per Geografia.
I neologismi del covid nostro hanno dell’ironico, ora i nostri cugini, di secondo grado se volete però sempre cugini, Austriaci e Tedeschi alle prese con un punto piuttosto alto della seconda ondata ora stanno mettendo in pratica la regola delle 2 G e addirittura delle 2 G +. Cioè sono ammesse in determinati luoghi pubblici, solo le persone vaccinate (geimptf) o guarite (genesen). La regola delle 2 G plus prevedrebbe non solo vaccino o guarigione ma anche tampone fatto (getestet, testati). Da noi per ora vige la regola dei 3 G cioè basta una di queste tre cose o testati o vaccinati o guariti. L’idea di dovermi pure tamponare non i entusiasma e mi sembra vagamente in contraddizione con l’idea dell’immunità comunque come sempre si farà quel che c’è da fare. Provate a immaginare l’effetto di tutte queste G sui cospirazionisti del 5G che già erano convinti che tutto fosse legato a quelle antenne…
Per ora sembra che qui, guidati dal Drago, si mantengano i nervi saldi e non cambino le regole speriamo bene.
Ora vi lascio che devo accompagnare i piccoli in piscina ed Ettore è ora tra la tastiera e le mie ginocchia che disegna una BAT Caverna come regalo per Giuliano che non so quanto apprezzerà.
State Bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 615

La zona gialla è lì pronta per arrivare prima in alcune regione e poi nelle altre. Le prime dovrebbero essere FVG e la provincia autonoma di Bolzano. Si può fare qualcosa per fermare l’ondata? Gli esperti dicono di sì ma alla fine cosa fare è una scelta politica. Si può chiudere, chiudere qualcosa, chiudere per qualcuno o per qualcun altro, chiudere tutto o far finta di niente.

Oggi Giuliano è stato in visita con la sua classe a quella che potrebbe diventare la sua scuola media. La mamma che lo è andato a prendere all’uscita mi ha chiamato tutta emozionata. Ettore è qui con me che guarda un vecchio film su BATMAN e ROBIN con Schwarzenegger, George Clooney e Uma Thurman, straordinario cast ma prodotto colorato quanto Kitsch quindi singolarmente non oscuro quindi più adatto ad Ettore.

Chissà che alla fine non si decida di nuovo che la cosa migliore è chiudere le scuole, scelta sciagurata secondo noi ma non secondo la maggior parte delle persone e della nostra classe dirigente.

Intanto in Austria hanno chiuso in casa i no-vax , un lockdown per loro. In Olanda c’è di nuovo il ‘coprifuoco’ e il limite alle persone che si possono ospitare è tornato a quattro. Insomma ci risiamo e solo un cieco potrebbe fingere di non accorgersene. Le immunizzazioni hanno fatto molto ma non basta. Oggi alla posta un anziano signore mi ha rassicurato rispetto alla vicinanza di mio figlio spiegandomi che aveva fatto la terza dose, era lì fiero e giustamente fiducioso, io gli ho detto che però Ettore non lo è e che ai piccoli sembra far meno male ma con i più grandi il covid nostro è più cattivo.

Alessio D’Amato, l’assessore alla sanità del Lazio, ci spiega che dovremo fare la terza dose dopo il quinto mese e ricominciare a mettere le mascherine all’aperto. Dopo di che richiuderanno le palestre e le piscine? Poi di nuovo il coprifuoco?

L’idea di fermare di nuovo l’economia spaventa un po’ tutti. I governatori chiedono a gran voce chiusure mirate per i no-vax come in Austria, anche Renzi. Pare che i non vaccinati siano i più fragili fra noi, non solo emotivamente ma anche fisicamente e politicamente. Certamente sono quelli che più facilmente possono contagiarsi ed ammalarsi gravemente non avendo nessuna forma di immunità, sono quelli che per paura di una puntura rischiano e mettono a rischio molto di più e sono anche i migliori candidati all’antico ruolo del capro espiatorio. Non prendendo in considerazione gli evidenti problemi costituzionali e morali che del caso, sia che li si voglia o non li voglia considerare gli eredi della colonna infame di Manzoniana memoria, temo che non sarebbe una soluzione pratica ed efficacie.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 614

Napoli era bellissima e diversa dalle altre cento volte in cui, per una ragione o senza ci ero capitato. Complice la passione di Ettore nata per amore di A., una sua compagna di classe partenopea, che purtroppo sembra non corrispondere il suo smisurato amore, abbiano deciso di andarci a passare un fine settimana per festeggiare il mio compleanno. L’anno scorso sarebbe stato impensabile proprio il 13 novembre Napoli e la Campania vennero dichiarate rosse insieme alla Toscana.
Siamo partiti con il desiderio di fuggire un po’ da Roma e con la quasi certezza che tra un po’ sarà più difficile e meno prudente allontanarsi. I casi continuano a salire, anche con incrementi, in alcune zone, che sfiorano il 100% su base settimanale e anche la tensione tra chi si ostina a non vaccinarsi e il resto del mondo sale.
E così “Senza fame e senza sete, senza aria e senza rete” come dice quella che Ettore chiama per una strana assonanza semantica ‘la signora bombardiera’ ci siamo messi in viaggio sulla nostra piccola auto carichi di vestiti, libri, medicine e device come se dovessimo star via una settimana.
Siamo stati molto bene nonostante un po’ di pioggia. Meteo che abbiamo esorcizzato andando al MANN, luogo incredibile senza il quale non solo non si è vista veramente Napoli ma neanche Roma. La collezione Farnese ora lì custodita racconta delle bellezze di Roma e del suo impero ad ogni Antinoo, Cesare, Eros, Dioniso, Apollo o Venere. Alcuni nomi nel tempo attribuiti alle statue suscitano in un romano tardo novecentesco come me anche qualche sorriso: l’Eros di Centocelle non lo dimenticherò mai.
Ci è piaciuta molto a tutti e quattro, Ettore indicava, chiedeva voleva sapere chi fosse ognuna di quelle statue anche se le mummie della sezione Egizia, compresa quella del coccodrillo, sono le cose che lo hanno affascinato di più, un po’ perché lui ha del granguignolesco, forse grazie a Batman, e un po’ perché i bambini adorano spaventarsi. Giuliano invece guardando l’Ercole Farnese ha spiegato a noi e ad un’anziana coppia che come me cercava di capire cosa avesse in mano dietro al dorso che quegli strani frutti erano i pomi d’oro rubati alle Esperidi. Sono andato verificare solo ora ed aveva ragione. Giuliano legge e ricorda quel che legge.
Per visitare il Museo archeologico e l’acquario ci hanno chiesto, naturalmente, il Greenpass non ce lo hanno chiesto invece in Galleria Umberto, in Via Toledo, in Piazza del Plebiscito e sul Lungo Mare Caracciolo dove abbiamo potuto apprezzare la popolosità e l’allegria dei partenopei, e nostra, ai tempi del covid. Domenica si correva anche una maratona, le strade erano piene di persone nonostante la pioggia e a dire il vero quasi nessuno portava la mascherina all’aperto malgrado l’ordinanza del De Luca.
Siamo a novembre e l’anno scorso eravamo belli avanti con le chiusure prenatalizie come andrà quest’anno in realtà non lo sa nessuno. L’unica cosa certa è che i vaccini aiutano a mitigare questa quarta ondata. In UK le cose sono migliorate senza bisogno di ricorrere a chiusure semplicemente spingendo sulla terza dose.
In attesa del Natale che verrà sono grato a Martina, che era bellissima anche sotto la pioggia partenopea, e a les deux di aver passato con me un paio di giorni deliziosi quasi come loro. Approfitto facendo un uso personale della mia rubrica per ringraziare tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri in questi giorni.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 610

Ansa dice che c’è stata una brusca partenza della curva delle sindromi simil-influenzali in Italia: “si osserva attualmente un’incidenza pari a 3,5 casi per mille assistiti. Colpiti maggiormente i bambini al di sotto dei cinque anni.” Il che insieme alla sindrome sinciziale che sta colpendo i polmoni dei neonati è una discreta afflizione.

Noi si prosegue con l’aerosol, antico strumento di tortura particolarmente in voga soprattutto tra i pediatri e i geriatri italiani.

Intanto il covid nostro continua farsi modestamente strada in Europa e, come ogni buon super cattivo, nell’universo. La Germania ha superato i 50,000 al dì e noi abbiano avuto un incremento settimanale del 37,7% i nuovi casi positivi, del 14,8% i ricoveri nei reparti ordinari e del 9,4% quelli in terapia intensiva. Con picchi come quello di Bolzano, zona con un bel po’ di no vax mi direte temo però che non sia l’unica ragione, del 75 % di positivi.

Dovendo fare aerosol con Ettore facciamo un po’ tardi a scuola e lui mi chiede come mai ma sembra comunque contento di arrivare all’asilo come di stare con me. Ora però si è arrampicato sulla scrivania e con la complicità del fratello mi vuole sparare in fronte cosa che riesce loro con un coloratissimo blaster Star Wars.

Devo dire che mi fa allegria passare un po’ di tempo con lui.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 609

Speranza dice che dal primo dicembre si potranno rivaccinare gli adulti tra i 40 e i 60, prima sembrava che ai cinquantini, per citare Camilleri, toccasse prima.

I casi continuano a salire, quello che è successo in Gran Bretagna, Israele inevitabilmente succederà anche qui, e anche quello che sta succedendo in Germania. La cosa che un po’ mi turba è che toccherà vaccinare anche i bambini per arrivare alla mitica quota 90 per cento, perché alcuni adulti continuano ad avere paura delle punture. Oggi sono stato molto con i miei di bimbi. Ho accompagnato Ettore a scuola e ripreso tutti e due per andare in piscina. Abbiamo preso un sacco d’acqua, ci si sono divelti gli ombrelli, abbiamo fatto un sacco di risate e fatto merenda in una pizzeria al taglio deserta. Li guardo felice e mi preoccupo il giusto e l’ingiusto. Figli miei vi hanno recluso in casa, espulso dalle scuole, dalle piscine, dalle palestre,  dai  campetti sportivi e addirittura dai giardinetti. Il Fiero Conte stabilì che i cani avevano più diritti di voi, senza che nessuno  protestasse. State crescendo in una normalità fino a un paio di anni fa impensabile ora vi chiedono un ultimo sforzo: fatevi il vaccino che c’è un gruppo di adulti che ha paura voi invece dovete essere coraggiosi anche per loro che credono al Bau Bau, all’uomo nero, di cui è quasi sempre la colpa, ai sette savi di Sion, e alla Vitamina C in tubetti come panacea di tutti i mali. Amori miei non dovete avere paura delle punture, voi siete forti e come dice Ettore siete colaggiosi. Certo un po’ di amaro in bocca lo lascia e se fra qualche anno ci rinfaccerete anche questo non riuscirò a darvi torto.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 608

La televisione che abbiamo nello studio, che poi è diventato un po’ anche il soggiorno e la sala hobby, ce l’hanno regalata per il matrimonio, ormai qualche anno fa, quindi non sta reggendo allo switch-off del digitale terrestre. Giorno dopo giorno intere serie di canali o svaniscono o trasmettono solo il sonoro, ora sto sentendo le Charlie’s Angels a nero, peccato erano così fiche con quei vestiti e tutto il resto. Io ed Ettore siamo rimasti a casa, è raffreddato oggi pioveva pure non mi pareva il caso di portarlo a scuola, ci siamo persi il telecomando tra un assalto di Batman e una Puzzle quindi non posso neanche cambiare o mettere Netflix. Ettore si gode ora i suoi Paw Patrols in camera da letto.
Sto sentendo delle voci su un testo tradotto e adattato da degli italiani per dei doppiatori non più animato dai volti e dalle scene per cui era stato pensato. Diciamo delle vestigia decontestualizzate, un abito afflosciato, un naso rosso senza clown. È straniante come neanche il temibile Brecht sarebbe riuscito. A proposito di clown  i circensi hanno ripreso a lavorare anche a Roma si può tornare al circo, luogo in cui di solito si portano i bambini sotto Natale.

Gesù però nascerà anche quest’anno in un mondo e in un’Europa flagellata dal covid nostro, anche se dalle sue parti in Israele  il covid sembra essere stato ammansito dalla terza dose. I 500.000 morti annunciati per l’inverno cominciano ad essere contati in Russia, Bulgaria, Germania, Romania. I non vaccinati sono quelli che se la passano peggio, però appare chiaro che in ogni caso il covid non sembra volerci abbandonare. Mi ha incuriosito l’ondata di dimissioni di cui parlano i media, come a lasciar intendere che molte persone hanno capito che stavano facendo una vita sbagliata anche grazie alla pandemia e allora hanno colto l’occasione per comprendere il vero senso della vita, una trasmissione di Bonolis. Non so a volte i media, i social, l’informazione e la contro informazione mi sembrano come i dialoghi a nero della mia televisione, qualcosa di profondamente legato a una realtà che rimpiange ma che è scomparsa, delle voci nel buio. La pubblicità invece regge meglio il nero, il nome del prodotto non manca e jingle aiutano molto.
Dopo la Turingia, a Singapore sembra che vogliano addebitare le cure ai no-vax, in Austria c’è un lockdown a loro dedicato. Credo personalmente che abbiano torto marcio e chi li organizza lo fa a fini politici antisistema, però loro possono essere al massimo parte del problema non il problema, il problema resta il covid nostro e come ha piegato e modificato economie e strutture sociali.
La terza dose ci sarà probabilmente per tutti per ora la possono fare gli over 60, quelli del Lazio possono prenotarsi qui https://www.salutelazio.it/prenotazioni-per-terza-dose.
Per i bambini, tema delicatissimo che susciterà paure su cui sono certo si speculerà oltre ogni immaginazione, potrebbe non essere obbligatoria, dicono i giornali. In teoria però non lo è neanche quella per gli adulti, la differenza sarà che i minori non dovranno aver il greenpass?

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 607

Ettore canta furia cavallo del west, nuovo motivo che qualcuno deve avergli insegnato, immagino a scuola, Giuliano è felice perché ha trovato su internet gli scacchi di Harry Potter Lego che chiederà per Natale.
A Roma continua a piovere ma la temperatura sembra quella di aprile, continua a fare un caldo abbastanza fuori stagione. Nel Lazio di oggi, lunedì 8 novembre 2021 va così: 449 contagiati nuovi, 212 qui a Roma, 12 morti. Non sono numeri spaventosi, ricordo l’anno scorso di questi tempi la situazione era imparagonabile. Però in più gira la buona vecchia influenza e soprattutto il mai dimenticato rinovirus, cioè il raffreddore, risorto quest’anno ma in grado comunque di terrorizzare come mi in precedenza.
Giuliano lo ha appena avuto, ora tocca ad Ettore felice di poter fare l’aerosol come il fratello maggiore, per una terribile proprietà transitiva sono certo che nei prossimi tre giorni toccherà anche a me.
Chissà che con la ricerca fatta per il covid nostro non venga fuori anche un bel vaccino pe liberarsi per sempre dai raffreddori, compagni dalla quale ci eravamo quasi separati grazie alle mascherine i lockdown il distanziamento sociale. Per tornare a casa data la pioggia ho abbandonato la bici e abbiamo preso il buon vecchio tram, pieno come i un film del dopoguerra.
Da oggi valgono le nuove regole per le quarantene a scuola: almeno tre casi per chiudere una classe. I bambini e i ragazzi stanno continuando ad andare a scuola per ora anche in Campania, in Puglia, insomma in quel sud che chiuse le scuole prima di tutto e prima di tutti, perché in fondo la scuola non serve a niente.
Spero che sia chiaro all’ottimo Figliuolo che se si decide per una terza dose di massa questa andrà fatta con gli stessi strumenti della prima e della seconda. Perché le farmacie sono troppo occupate a fare tamponi a chi non si è vaccinato e molti medici di famiglia quasi non ricevono più da che arrivò il covid nostro. Non tutti ma molti.
Quasi in tutti i medical drama gli sceneggiatori hanno deciso di dedicare una doverosa serie al covid ma poi basta. Nel mondo parallelo della medicina mista al triangolo amoroso e al politicamente corretto di Hollywood il covid è passato. La pandemia c’è stata in Grey’s Anatomy, in New Amsterdam e in The Good Doctor. Poi però è finita. Non so quale sia il motivo preciso però è così.
In tutto il nostro Paese invece sono 98.775 i positivi al Covid i neo positivi 1.788. Dall’inizio della pandemia i casi totali sono 4.812.594, i morti 132.423. I dimessi e i guariti sono invece 4.581.396, con un incremento di 2.727 rispetto a ieri, così per non dimenticare di che stiamo parlando.

State bene adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 606

«Voglio un adulto femmina.» Questo il notevole eufemismo, non ha ancora compiuto quattro anni, usato da Ettore per chiedere della mamma ed escludere me e Giuliano in alcune occasioni di gioco e di vita. Oggi era sull’altalena e non voleva proprio né me né il fratello a spingerlo e quindi ha chiesto di un adulto e precisamente di un adulto femmina.
Intanto il Drago ha fiutato il tesoro e nessuno sa neanche come dire che non si può rifare il Britannia. Una vecchia storia di privatizzazioni e liquidazioni di cui forse si è persa memoria, di cui l’allora direttore generale del tesoro fu protagonista. Ora però non è più “solo” direttore generale e tutti: partiti, forze sociali dipendono da lui per molte delle decisioni prese e futuribili non solo sul covid nostro. Del resto credo che si potrebbe serenamente rifare, con scorno di molti ma si potrebbero reimplementare molte privatizzazioni e liberalizzazioni. Eppure il covid nostro dovrebbe averci insegnato l’importanza e la strategicità di alcuni asset e quanto possa essere pericoloso lasciare che a regolarli sia il mercato.
Il Natale anche quest’anno sarà protagonista nel bene e nel male di tutto quello che gira intorno alla pandemia da qui alla Befana. Speranza dice che sarà più sociale e che somiglierà a quelli pre- covid nostro. Tutti sappiamo però che i parametri di alcune regioni stanno virando verso il colore. In particolare il FVG ha un tasso di crescita notevolmente più elevato rispetto a quello medio italiano. Questo è dovuto secondo alcuni ai novax che manifestano ed hanno adottato Piazza dell’Unità d’Italia come loro luogo simbolo insieme al porto e ad altre originalità, manifestazioni che a dire il vero si susseguono in molte città d’italia almeno da sedici fine settimana. Non escludo possano aver dato il loro contributo ma il nostro resta uno dei paesi più vaccinati del mondo, per fortuna e grazie al Drago. La vicinanza ad Austria e Slovenia in cui la situazione è meno rosea può aver influito anch’essa ad appesantire il bilancio in Friuli.
In Austria le misure vanno verso un inasprimento, mascherine obbligatorie e greenpass al lavoro dal primo novembre e da domani, misura veramente estrema, lockdown per i non vaccinati. Da noi si discute della terza dose, del vaccino per i bambini che dovrebbe arrivare appunto a Natale e di eliminare il tampone come via d’acceso al green pass e di misure per la stagione sciistica adveniente.
In un Land tedesco, la Turingia, in cui il covid ha rialzato molto al testa si arriva a prospettare l’ipotesi di non curare i novax, almeno negli ospedali del Landa causa della pandemia dei non vaccinati che sta riempiendo le terapie intensive.
Il freddo e il Natale ci porteranno come ormai consuetudine un po’ di libertà in meno.
State bene adelante con Juicio!

 

Ettore e il mio potente mezzo

Coronavirus – Diario di crisi giorno 604

Ettore ha un suo tesoro, con tanto di scrigno, credo sia dei Lego o dei Playmobil. Questa mattina si aggirava per la casa mostrandomelo orgoglioso. Dentro il piccolo forziere però aveva un solo dobloncino d’oro, grande come una lenticchia e purtroppo o per fortuna di plastica. Ne era comunque fiero. Alla fine il valore è arbitrario, condizionato da una serie di fattori con qualche caratteristica oggettiva ma in ultima analisi è per lo più arbitrario.
Tutto è stato rimescolato dal covid nostro, anche quel che vale e quel che non vale o conta meno.
Ora che i posti letto e le terapie intensive torneranno protagoniste delle nostre cronache tutto tornerà a rimescolarsi di nuovo.
I don Ferrante che non credono al contagio, alla malattia e alle sue conseguenze ci saranno ancora e purtroppo avranno un peso anche sulle nostre sorti e le nostre scelte. La terza dose, i bambini, le farmacie, i tamponi, le immunizzazioni, lo stato di emergenza da prorogare con una nuova legge.
Il freddo, il chiuso e l’originalità di alcuni sono i principali alleati del covid nostro.
Figliuolo dice che potremo fare la terza dose tutti ma ancora non si capisce come e quando, si sa per i fragili e i più anziani per noi altri ancora no. Come non sappiamo dei bambini.
I dati peggiorano e Zaia si chiede se in Veneto valga la pena buttare il lavoro di mesi per mangiare le castagne in piazza.
Ettore alla fine ho dato qualche altro dobloncino che ho trovato sparso negli svuota tasche che infestano casa mia, ne è stato felicissimo e dopo averli chiusi nel suo scrigno ha messo tutto sulla sua gru gialla per un trionfale giro tra il bagno e lo studio.
State bene e adelante con juicio!

 

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 603

Forse Babbo Natale quest’anno porterà ad Ettore e Giuliano oltre ai giocattoli anche un paio di vaccini. La (quarta?) ondata sta flagellando l’Europa colpendo sì i non vaccinati in modo particolare ma tra loro, come ci siamo detti più volte, ci sono i bambini oltre ai no vax.
L’OMS sostiene che l’Europa è al centro della non del tutto imprevedibile nuova ondata stagionale. Qui in Italia anche se in misura minore c’è stato comunque un aumento dei casi: a (+16,6%) ed i ricoveri (+14,9%) e s’inverte la tendenza delle terapie intensive (+12,9%). Questo lo dice la Fondazione Gimbe che evidenzia, nella settimana 27 ottobre-2 novembre, rispetto alla precedente, un ulteriore aumento dei nuovi casi settimanali: da 25.585 a 29.841. Una roba che ora la Germania fa orami in una giornata, però il covid nostro ci ha insegnato che quel che fa succedere lontano da noi dopo un po’ lo fa capitare anche a noi.
Faremo anche al terza dose, in realtà molte persone più fragili o più grandi, come il presidente Mattarella, l’hanno già fatto, ma maledizione questa storia purtroppo non sembra ancora voler finire.
La macchina economica ed amministrativa ora è ripartita anche a una velocità ragguardevole che succederà se la dovremo frenare di nuovo? La GB ha approvato il pillolone antivirale, lo faremo anche noi, o meglio lo farà anche l’EMA a breve probabilmente sì. Prevedere altri 500 mila morti per l’inverno in Europae Asia è qualcosa in più che una previsione pessimistica è un incubo .
Eppure Roma oggi era un casino incredibile pieno di traffico, monnezza e turisti come nei suoi momenti migliori. Il caos era anche potenziato dalla chiusura di Piazza Venezia per la festa dell’Unità nazionale, già dell’armistizio , già delle forze armate già della vittoria dell’Italia nella prima guerra mondiale . Oggi il presidente Mattarella poi celebrava il centenario del milite ignoto che 100 anni fa venne qui tumulato in rappresentanza di tutti i caduti per l’Italia e per la guerra. Morirono 651mila soldati italiani.
State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 602

La mia bicicletta barrisce. Succede sempre quando è umido. Credo siano i freni, questa mattina nonostante fosse stata ricoverata sul tappeto del mio ingresso, necessitava infatti di un po’ di manutenzione, appena siamo usciti ha cominciato a barrire come un elefante DVVVHHHHUUUUU,DVVVHHHHUUUUU, DVVVHHHHUUUUU. La cosa ha anche una sua utilità, tutti si girano tutti ci guardano appena diamo un colpo di freno, il che non ci fa passare inosservati. Non so quanti di voi siano ciclisti metropolitani però vi giuro che una delle principali preoccupazione di un ciclista è essere visibile, a maggior ragione se si porta abbarbicato dietro il figlio.
Con Ettore siamo comunque riusciti a raggiungere la scuola prima che ricominciasse a piovere, lungo la strada abbiamo incontrato la mamma e appena l’abbiamo superata lui ha cominciato a lamentarsi e a dirmi «Voglio fare a cambio di genitore!». Martina aveva appena accompagnato Giuliano, anche da qui l’idea del cambio, che il mio Ettore ogni tanto rispolvera, per rivendicare la sua mamma.

Ettore vuole fare cambio di genitore

Il Sindaco di Roma oggi ha presentato la sua giunta, speriamo faccia meglio dei suoi ultimi predecessori, la città ne avrebbe bisogno. Qui tutti i nomi in un articolo di RR.

Il covid nostro nel frattempo si sta facendo largo tra i non vaccinati fino a creare quella che in Germania viene definita la pandemia dei non vaccinati. Uno potrebbe dire ‘fatti loro’ oppure peggio per loro ma sbaglierebbe e non solo per pochezza umana, ormai dovremmo aver capito che quel che capita agli altri ha conseguenza su di noi.
Pare che i teutonici prendano in considerazione l’ipotesi di fare come noi, come ci ha fatto fare il Drago, Green Pass etc. Devo dire che mi capita sempre più spesso di entrare in luoghi in cui me lo dovrebbero chiedere i diciamo così dimenticano. Intanto anche qui aumentano i casi però grazie alla grande messe di vaccinati non le terapie intensive e gli ospedalizzati.
Uscendo dall’ufficio mi fermo davanti a Sant’Ivo alla Sapienza e guardando attraverso il cortile intravedo un uscio per entrare in chiesa, tenuto aperto da un sacerdote tutto vestito di bianco. Decido di entrare non è facile di questi tempi non è sempre aperta. Il sacerdote è gentile e annuisce in segni di approvazione quando mi vede togliere velocemente il cappello e mettere la mascherina, poi con grande garbo volta le spalle a me a me e al gruppo di turisti che mi aveva preceduto e sbarra la porta, letteralmente prende una sbarra in la infila in due fermi. Ci guarda con gli occhi del pescatore che ha tirato su un bel po’ di pesci, però si contenta di dirci quando ci sono le messe, una è appena terminata e ci indica un’altra uscita che tutti più o meno sollevati imbocchiamo, però poi lì nel cortile più d’uno si intrattiene con il canuto e bianco prete, il posto del resto è di una tale bellezza. Io non posso non pensare ad Andreotti che qui giocò, e perse, la sua partita per l’autorizzazione a procedere per mafia. Comunque la cupola, la torre, un po’guglia, un po’ spirale e un po’ Babele, il cortile, il tiburio e la lanterna riconcilierebbero con il barocco anche uno stilita romantico, una vera vertigine di bellezza. Che il Borromini mi perdoni.
State bene adelante con juicio!

 

Via del Corso

Coronavirus – Diario di crisi giorno 601

«Ho fatto la terza dose. Me sento una carica che potrei vincere una gara.» All’uscita di scuola di Giuliano ed Ettore i genitori riparlavano di vaccini, qualcuno ne è entusiasta qualcuno è preoccupato degli assembramenti insomma si ricomincia a parlare del covid nostro. Ci rivaccineremo tutti o quasi? Oppure perderemo qualcuno per la strada? C’è qualcuno che ha fatto la prima e la seconda dose ma non sarà disposto a fare al terza? Temo di sì. A Roma il gran freddo annunciato è durato solo una decina di giorni e le strade del centro sono ancora invase di turisti e di monnezza. Il nuovo sindaco Gualtieri cerca di trovare la quadra per la giunta e intanto con cadenza bisettimanale (2 volte a settimana) annuncia grandi operazioni per la città, messe in campo dalla monocratica squadra. Dopo i milioni per le buche, ora grande conferenza stampa per la pulizia straordinaria della città. Intanto quella ordinaria, purtroppo, continua a non funzionare, vedremo, siamo tutti speranzosi.
Giuliano mi racconta della sua giornata mentre lo accompagno a scacchi e a fare merenda. A volte io mi dimentico di tirar su la mascherina lui no mai.
Chiunque abbia pulito una chiusa da un po’ sa che a togliere la polvere a volte si rivelano imperfezioni, crepe e parti del mobilio fin lì protette dalla coltre. Che il covid nostro con la sua decelerazione seguita, ora, da un’improvvisa accelerazione abbia rivelato più di una crepa nel nostro stile di vita e nella nostra economia sembra piuttosto chiaro. Con 2.834 positivi e 41 vittime il trend di lenta risalita viene confermato. In Alto Adige si ricomincia a prendere in considerazione l’ipotesi delle restrizioni.
State bene e adelnate con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 600

Roma, o almeno una sua parte, ha rivissuto quale strana sensazione tra il claustrale e il post atomico che davvero non ci mancava, ma è stato “solo” per il G20. Celebratosi tra l’Eur e il centro di Roma ha isolato e respinto un po’ di noi ma solo per un paio di giorni. Vedere la foto dei grandi che tutti insieme buttano la loro monetina a Fontana di Trevi da’ anzi un senso di vitalità e centralità che forse Roma non aveva da tempo. La curva continua a salire, soprattutto tra i non vaccinati tra i quali si annoverano anche i nostri bambini.
Ma la vera notizia per noi è che Ettore è diventato del Napoli e si vuole trasferire a Napoli, per amore e per sfida. Per amore di A. che è partenopea e per sfida a me e al fratello che siamo laziali. La cosa sta assumendo dei contorni preoccupanti. Noi non sapendo bene che fare un po’ ci scherziamo e un po’ gli diciamo che no noi siamo di Roma, con una certa convinzione però ci rendiamo pur conto che al cuor non si comanda. Per intanto approfitto per fargli sentire un po’ di musica napoletana di tradizione e no: Pino Daniele, Murolo ma anche ‘Ma quale dieta’ del terribile Luca il sole di Notte. Oggi mentre eravamo in macchina voleva a tutti i costi che andassimo a Napoli.
La terza dose ormai acquisita come necessaria comincia ad essere contesa tra le categorie, non so se ricordate quando la Toscana decise di vaccinare prima l’allegro ed iniziato mondo della legge che venne considerato in blocco categoria essenziale Draghi e Figliuolo misero ordine. Ora il punto è che la terza dose verrà data anche in base a quando è stata data la prima e soprattutto la seconda. Gli insegnanti, vaccinati tra i primi, anche giustamente loro fanno per contratto una vita di comunità, ora si chiedono quando ritoccherà alla loro categoria. Immagino gli avvocati e i magistrati toscani che probabilmente cominceranno a fare un simile ragionamento anche loro. Pare che dopo un po’ la copertura scemi e quindi in molti chiederanno, domanderanno, protesteranno.
Noi dopo un paio di esperimenti con delle piccole zucche abbiamo prodotto il nostro Jack-o’-lantern con una certa maestria. Giuliano l’ha disegnato ed io l’ho inciso con la sicurezza di un maestro d’armi giapponese.
Ora vi lascio che si avvicina la notte e loro vogliono fare dolcetto scherzetto, per ora qui non è venuto nessuno. Lo potranno fare o è ancora troppo presto? Comunque noi come da tradizione familiare mangeremo tortelli alla zucca.
State bene e adelante con juicio! E buon Halloween!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 597

Ve lo ricordate il paziente 1: Mattia Maestri? Lo sportivone cui fu diagnosticato il Covid per primo in  Italia, è stato indagato per epidemia colposa dalla Procura di Lodi e poi, con un soprassalto di buon senso, il suo caso è stato archiviato su richiesta della procura stessa.

Qui ci si prepara al G20 che si svolgerà all’EUR quartiere meraviglioso in cui ho lavorato per un lustro. Tutto chiuso e tutto bloccato. Il prefetto Piantedosi ha deciso di chiudere le scuole per il fine settimana, cioè a a partire da domani alle 16.00. La cosa mi ha fatto un po’ sorridere, ormai le scuole sono sempre chiuse nel week- end, poi però h capito che qualche superiore il sabato è ancora aperta e che le scuole nella loro insindacabile autonomia avrebbero declinato quel 16.00 PM in 14.00, 15.30 etc. Infatti domani Giuliano me lo fanno uscire alle 14.00. Devo dire che trovo ci sia una strana compulsione a chiudere le scuole che da un po’ di tempo a questa parte scandisce le decisioni di molti uomini delle istituzioni centro meridionali.

Ma il vero problema domani sarà spiegare ad Ettore che non potrà mascherarsi da pipistrello. Si era convinto, a dire il vero credo di essere stato io ad illuderlo, che ad Halloween a scuola avrebbe potuto travestirsi. Aveva già tirato giù il suo costume da Batman. Questa mattina però ho chiesto e mi è stato fatto divieto tassativo di mascherarlo dalla sua maestra.  Ci sarà sì una festicciola tra di loro ma niente travestimenti.

Il covid nostro questa settimana si è un po’ riavuto dal 20 al 26 ottobre si rileva  dice la fondazione GIMBE “un netto aumento dei nuovi casi settimanali di Covid-19”, passati da 17.870 a 25.585, pari al + 43,2%, anche “se la crescita potrebbe in parte essere legata all’incremento dei tamponi totali” fatti anche per il Green pass però i ricoveri sono aumentati del 7,5% e questo non centra nulla con il green pass.

Ettore oggi mentre guardava una pistola di Spiderman che si apriva e si chiudeva  soppesando la gioia di che sentiva mi ha guardato e mi ha detto «Guarda che fichezza»! Credo si tratti di un nuovo sostantivo femminile da lui inventato per indicare una cosa bella che fa provare contentezza. Come farò domani mattina a portarlo a scuola senza costume?

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 596

Francesco vescovo di Roma ha fatto la terza dose. Molti fra noi sperano di poterlo seguire a breve. Oggi con 4.598 positivi e 50 vittime la curva continua salire un po’. La settimana scorsa già avevamo invertito la tendenza risalendo da 17.800 a 18.800, temo che anche questa settimana saranno più della scorsa.
Ettore per manifestarmi tutto il suo disappunto per il fatto che ad accompagnarlo fossi io e non la mamma mi ha detto che mi vuole bene ma solo un po’. Il che a me basterebbe pure bene. Poi mi ha detto che invece voleva tanto bene a me alla mamma e a Giuliano, al che gli ho risposto che anche io voglio tanto bene a mamma e a Giuliano e allora mi ha chiesto «E ame papà?».
Il bene che mi vuole il mio Ettore potrebbe subire duri contraccolpi se come sembra l’offerta di beni non sarà in grado di rispondere a quella dei consumi. Lo scorso Natale lo passammo in casa il prossimo sarà senza panettoni e senza regali, o almeno senza i regali e i panettoni che avevamo immaginato? Sembra che l’economia rischi di imballarsi in questo strano imbuto, fatto di ripresa dell’occidente di esitazione della Cina e di una logistica in difficoltà per tante ragioni non ultima la transizione ecologica, i suoi costi e le sue resistenze e di conseguente scarsità di materie prime.
I netturbini che ho visto tanto in giro ieri invece hanno fatto sapere al neosindaco senza giunta che loro comunque l’8 novembre scioperano.
La grande novità per Giuliano potrebbe essere che gli sarà consentito di giocare di lasciare qualche libro a scuola, se ne gioverebbe sicuramente la sua schiena. Sarebbe una gran bella notizia da quando è iniziata questa storia uno die primi provvedimenti è stato proibire categoricamente di lasciare alcunché in classe ai bambini.
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Coronavirus – Diario di crisi giorno 595

Sembra che ci rivaccineremo tutti o almeno i soliti da gennaio. La terza dose sembra necessaria e la seconda per chi ha fatto Jhonson & Jhonson. In Romani il sistema sanitario è ai limiti del collasso, in tutto l’est Europa il ricordo dell’orrore del comunismo ha regalato un riflesso di diffidenza per lo stato che ha prodotto una bassissima adesione alle campagne vaccinali, in Cina dove il Partito comunista invece è ancora al potere hanno vaccinato più di un miliardo di persone e presto lo faranno anche ai bimbi.
Oggi con Giuliano ci siamo alzati presto e siamo andati a fare le analisi del sangue, ho firmato un modulo nel quale dicevo di avere il greenpass ma nessuno me lo ha controllato. Ci hanno tolto un po’ di sangue a tutti e due.
Per strada ho incontrato un gran numero di netturbini, è come se volessero far bella figura con la nuova amministrazione. Qualche giorno fa ho fatto un sogno stranissimo: i cassonetti e i cumuli di immondizia che si accatastano in via che incrocia la mia, è lì che porto anche i nostri rifiuti, erano spariti ed era comparsa una bellissima edicola piena di giornali riviste e giochi per i miei bambini. Una roba strana ma… l’ho raccontato a Giuliano che oggi me lo ha ricordato quando ha visto i cassonetti insolitamente vuoti.
Se fossi in psicanalisi cercherei con la mia analista di capire cosa vuol dire, lei probabilmente mi chiederebbe di interpretarlo io . Mi va di pensare che sia un sogno di speranza non solo per la mia città ma anche per me e i miei tre amori, via la monnezza e dentro giochi, libri e giornali, oggetti orami abbastanza desueti ma tant’è . Poi in fondo il posto in cui viviamo, se è pulito o pieno di monnezza ha u impatto su di noi anche sulla nostra psiche.
State bene e adelante con Juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 594

Oggi sono tornato a fare la pulizia dei denti, cura fondamentale che non facevo da prima dell’arrivo del covid nostro. E devo dire che con tutti quegli schizzi il dentista o l’igienista qualche rischio lo corre. Va detto che era uno dei pochi esseri cui avevo sempre visto su la mascherina anche prima di tutta questa storia. Vado da lei da tanti anni, da prima di Giuliano e forse anche da prima di sposarmi, eppure per me è sempre la dentistina, così l’ho salvata sul mio cellulare. Dopo una serie di cortesie verbali tra medico e paziente ci siamo detti che eravamo tutti e due vaccinati, cosa che mi ha rassicurato. Molto brava e minuziosa mi ha torturato con grazie e gentilezza.

Oggi les deux erano un po’ raffreddati e sono rimasti a casa con Martina, credo avessero anche bisogno di stare un po’ con la mamma. In ufficio un po’ di colleghi, un po’ di lavoro e un po’ di cose miste e varie.

I lockdown stagionali cominciano ad affacciarsi nel vecchio continente. In alcuni Paesi dell’est Europa dove le persone non hanno perso tempo a vaccinarsi ala situazione e molto grave e il sistema sanitario co terapie intensive satire e respiratori quasi finiti rischia di saltare. In UK si comincia a valutare l’obbligo vaccinale almeno per i sanitari e sembra che il file con il piano B (obbligo della mascherina nei luoghi pubblici lavoro da casa e l’istituzione di un qualche Green Pass vaccinale anche in Inghilterra) sia stato almeno aperto e ripassato. In Cina invece si stanno per immunizzare i bambini dai 3 anni.

La fiera dello show business ha reclutato anche Enrico Montesano vessillifero dei no vax , presente a tutte le manifestazioni sul tema che arriva dire che con i vaccini ci inoculano nano robot.

In Italia la curva ricomincia un po’ a salire forse bisognerebbe fare la terza dose ma non sembra che sia ancora dicibile per qualche ragione che mi sfugge.

State bene e adelante con juicio!

Conavirus – Diario di crisi giorno 593

Fine settimana abbastanza casalingo con qualche passeggiata. Sembra che il covid nostro stia rialzando un po’ la testa qui nel Lazio e in Lombardia, non è una buona notizia ma per il momento non sembra il caso di allarmarsi. L’effetto greenpass, semmai c’è stato, è finito i capoccioni preferiscono farsi i tamponi o mostrare il codice QR un parente, un amico, un collega o un dipendente, piuttosto che innestarsi il terribile siero.
Il Drago comincia a dover fare i conti con uno degli spauracchi di tutti suoi predecessori: il mite e avvolgente Franceschini. La morsa del covid si è allentata e i partiti tendono a riprendersi il loro naturale spazio, come affronterà la questione il Drago?

I partiti abbracciano il Drago in particolare Franceschini …

Con Martina, Giuliano ed Ettore siamo stati al ponte di ferro o meglio sotto sulla sponda in cui è ormeggiato il gommone dei vigile del fuoco e dalla quale si vede sia il danno, non trascurabile, che la caserma dei vigili del fuoco che è ed era lì anche al momento dell’incendio. Loro sono sommozzatori, un’unità fluviale, mi sono però chiesto cosa abbiano pensato quando hanno visto il fuoco, se siano comunque intervenuti, se erano attrezzati.
Lì lungo il Tevere, sopra e sotto i muraglioni è comunque bellissimo molto sporco, materassi, bacinelle di plastica e monnezza varia ovunque ma anche uno scenario di acciaio da bell’époque non ripetibile anche se industriale bellissimo, anche il ponte ha una sua bellezza chissà se e quando lo risistemeranno. Qualcuno spostava le transenne ci saliva sopra. Noi siano stati solo sul ponte pedonale prospicente: il ponte della Scienza pieno di ragazzi bici e graffiti. Dalla parte del Gazometro c’è una classe di ragazze di età diverse che verso le 18.00 balla e fa ginnastica guidata da un istruttore, un bel ragazzone di colore. Non fa però loro piacere che le si guardi, però sembrano divertirsi. Spesso si incontrano anche cineasti più o meno improvvisati, starlette che sistemano il book, fanciulle dal filtro facile insomma è un vero set naturale, più o meno.
Anche la televisione nazionalpopolare entra nel dibattito vaccino sì vaccino forse, ammesso che me sia mais tata fuori. Infatti Mietta nota cantante sanremese ora tra le protagoniste di Ballando con le stelle della Carlucci. La splendida signora purtroppo si è ammalata di covid e non risponde alla domanda un po’ maliziosa di un’altra splendida signora Selvaggia Lucarelli, giurata della trasmissione, che voleva sapere se fosse vaccinata. Lo showbiz ingoia un po’ tutto forse anche il covid nostro lo ha digerito da tempo.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 591

Si comincia a parlare di smobilitazione del CTS, il mitico comitato tecnico scientifico che ha scandito le nostre non sempre lineari reazioni di contenimento alla pandemia.
Il crepuscolo del covid nostro sembrerebbe vicino eppure in molti paesi del mondo è ancora una potenza devastante. Per il momento l’esperienza inglese e Israeliana sembrano insegnarci che la terza dose e un po’ di prudenza possono essere utili. La gradualità di cui parla il Drago appare utile però con la fine dell’anno dovrebbe finire anche lo stato emergenziale.
Oggi mentre scendeva le scale con le sue calosce di Saetta MCQUEEN Ettore ha fissato la B troneggia sull’ascensore per indicare la scala del condominio ed ha esclamato «Guarda la lettera di BATAMAN!» con un tale entusiasmo che tutto il resto credo sia scomparso intorno a noi per un attimo.
Giuliano ieri mi ha chiesto «papà qual è il periodo più bello? L’infanzia, l’adolescenza, la giovinezza quando sei adulto?» Non ho saputo rispondergli in realtà, perché ricordo per ogni periodo qualcosa di meraviglioso e qualcosa di atroce.
Oggi se le cose fossero andate diversamente mio padre avrebbe compiuto 80 anni. Che sono un po’ ma si può, ci si riesce. Quanto mi avrebbe fatto felice fargli conoscere i miei figli che però un po’ me lo ricordano ogni giorno. Mi sembra di averlo qua davanti nelle diverse fasi della sua e della mia vita, per quel po’ che si sono sovrapposte, non fu un rapporto lineare o semplice, non lo era neanche lui e forse non lo sono neanche io ma che darei per mettermi una quarantina di minuti a parlare di letteratura con lui. È stata una delle cose che ci unì di più chissà poi perché.
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“Roma Report non ti vuole raccontare storie, vuole dirti la verità! Solo la verità!”. No, non è vero: siamo meno tromboni di così, ti vogliamo proprio raccontare storie, le nostre e le tue, storie della nostra città, vere, cinematografiche, politiche e letterarie. Roma che cambia in meglio e in peggio, forse da un po’ di tempo più in peggio che in meglio ma, come dire, questa è un’altra storia.
“La nostra è una voce indipendente di cui la città ha bisogno!”. No, non è vero manco questo: la città starebbe benissimo o malissimo anche senza di noi, però proviamo a raccontarti con prospettive diverse alcune delle cose che succedono e succederanno qui, dove tutto è già successo almeno un paio di volte da quando Remo litigò con Romolo.
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Coronavirus – Diario di crisi giorno 590

La mattina quando ci alziamo è ogni giorno un po’ più buio e ancora non è tornata l’ora solare quando sarà ancora più notte al mattino. Ettore infatti protesta e quando lo svegliamo ci dice che è buio ancora ed è ora di dormire.
Hanno fatto 574.671 tamponi molecolari e antigenici in un giorno. In 7 giorni 2 milioni di tamponi. Le farmacie anche qui sono sempre piene di persone in fila che immagino vogliano tamponarsi per greenpassarsi. Mezzo milione di esseri umani italici si sono sottoposti a tampone devo ammettere che la capacità dell’industria farmaceutica di rispondere a una simile domanda mi impressiona. Le prime dosi sembra che non siano aumentate più di tanto.
Tornando a casa Giuliano mi aiuta non poco a tenere a bada Ettore che vuole correre in mezzo ai turisti, alle macchine e ai monopattini. A un certo punto piccato per un mio rimprovero scherzoso ci dice «No, io sono un supereroe e ho costluito tutta Roma. Insieme a voi anzi non co’ te papà pecchè non eli ancola così
Nel frattempo il nuovo Sindaco si è insediato, speriamo vada un po’ meglio degli ultimi 15 – 20 anni.
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Coronavirus – Diario di crisi giorno 589

Mentre il Drago in 20 minuti spiegava alla Camera dei Deputati come e dove va il mondo, io ero proprio lì nell’ufficio di un autorevole parlamentare per motivi di lavoro. L’onorevole era entusiasta del Presidente e si augurava che restasse al suo posto almeno fino alla fine della prossima legislatura. Anche lui stregato dal Drago come molti politici che ormai tendono quasi ad affidarcisi in nome di una competenza che fino a un paio di anni fa veniva derisa. «Sa quello che dice e sa quello ce fa quando va in Europa gli dicono sì professore sì mica come… Chi ci garantirà tutto il debito fatto se non lui, a fondo perduto mica tanto è aumentata la quota nazionale da versare all’UE» Ma la vera notizia di oggi è che in Russia rifaranno dei lockdown anche se non si chiamerà così e che in UK la situazione peggiora ogni giorno e lo stesso Drago la indica come monito topo aver spiegato che siamo davanti in Ue per il Prnn e per i vaccini.
Io purtroppo ho imparato che con il covid nostro non bisogna fidarsi troppo e che quello che succede in altri paesi spesso è il nostro futuro.
Oggi quando sono arrivato a scuola è ho infilato la mano nella tasca per prendere la mascherina mi sono accorto che quel che mi sembrava l’ormai indispensabile accessorio o dispositivo di protezione individuale che dir si voglia erano invece qualche fazzoletto di carta sfuso. Allora ho dovuto prendere il divertito Ettore per mano e mettermi in cerca. Dopo qualche tentativo a vuoto le ho trovate in un gigantesco negozio di caramelle e dolciumi in via del Tritone che pur se osservato da fuori, sono stati così gentili da prendersi il denaro e portarci le mascherine sulla strada, è stato per Ettore un bel diversivo.
Alla camera invece oltre a chiedermi il Green Pass, come fanno a scuola, mi hanno fatto firmare un modulo di tracciamento. Non ti controllano più nemmeno i documenti se prima non si sono assicurati che hai il grampasso. E non a torto credo.
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Coronavirus – Diario di crisi giorno 588

Lavorare stanca diceva Pavese ed è vero ma senza lavoro ci sentiamo un po’ persi, a tal punto che conosco molte persone che pur non avendone alcun bisogno economico, beate loro, si dedicano comunque al lavoro anima e corpo. Per non parlare di quelle che come me del loro lavoro vivono. Ne conosco altre che esistono nella schietta convinzione di essere il lavoro che fanno, idea alla quale mi sono sempre ribellato. Detto questo tutti sappiamo che non è vero che il lavoro nobilita l’uomo ma lo rende più simile alle bestie, e via giù con tutti i luoghi comuni del caso; però diciamo che chi più chi meno diamo una certa importanza alla questione. Quindi che il green pass al lavoro sia divenuta un nodo non ci stupisce. Come fare a non vaccinarsi, non fare il green pass e non perdere lavoro e stipendio? Beh una soluzione è marcare visita: all’Inps sono arrivati più di 80mila certificati di malattia. Un’altra è negare la questione alla radice e presentarsi comunque al lavoro come ha fatto la senatrice no-pass Laura Granato che è entrata non ha mostrato e si è seduta in commissione, poi sospesa per 10 giorni. Un’altra e fare il tampone, consentita e legale ma un po’ dispendiosa. L’ultima soluzione è vaccinarsi, arrendersi e conformarsi che poi alla fine la cosa più difficile, come diceva Lucio Dalla, è essere normale.
Giuliano ed Ettore sono stati con la mamma, domani si torna a scuola che Michetti o Gualtieri resta la cosa più importante per loro. Quando rientrato ho visto Ettore che alzava un po’ le mani con il fratello, un po’ per gioco un po’ per farsi spazio, allora l’ho rimproverato, lui è fuggito dalla mamma e mi ha fulminato con un «Non mi piace la rabbia!» e degli occhioni grandi che mi guardavano in tralice. Poi alla fine credo che abbia ragione lui, la rabbia non è bella, ma non ci si può nemmeno far largo nella vita con le mani.
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Coronavirus – Diario di crisi giorno 587

«Tutte le lotte finiscono con un abbraccio.» Dice il mio Ettore mentre abbraccia il fratellone in cerca di perdono.
Oggi sono stati con me. La loro scuola era chiusa per consentirci di votare al ballottaggio. Sarà chiusa anche domani, per pulizie post elettorali. A parte un feroce attacco a morsi al petto di Ettore al petto del più grande, con una piccola escoriazione è andato tutto bene. Abbiamo mangiato pasta al pesto, giocato a biliardino, scavato un’altra zucca, fatto a botte (come si evince dalle ferite di Giuliano) letto e aspettato la mamma.
Oggi non ho potuto esibire il mio Green Pass a nessuno ma la questione continua a tenere banco almeno a Trieste. Il porto alla fine è stato sgombrato ma con gli idranti e i lacrimogeni. Non è stata una bella cosa. Ora i manifestanti si sono riuniti nella spettacolare Piazza dell’unità d’Italia.
Qui invece abbiano eletto il nostro nuovo sindaco che sarà Roberto Gualtieri il quale si troverà a dover gestire una città sempre più problematica vedremo come andrà. Qui un articolo sul tema. Mi chiedo se sulla sconfitta dei candidati del centro destra non abbia pesato la non vaga ambiguità di Salvini e Meloni sulla campagna vaccinale e sul green pass.
Ricordate quando chiusero le scuole la prima volta? Non era ancora chiara al gravità della situazione e molti genitori cominciarono a “condividere” i bambini e i ragazzi per poter continuare a lavorare. Beh qualcuno deve aver pensato che la cosa si potesse in qualche modo istituzionalizzare per evitare ai propri figli mascherine, distanziamento e non so cos’altro. Pare che soprattutto in Alto Adige seguendo questo schema sia nata qualche scuola alternativa che si svolge nelle case di alcuni genitori che hanno ritirato i figli dagli istituti scolastici, c’è qualcosa di profondo he temo ci porteremo dietro anche quando questa storia sarà finita.

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 586

Sono tornato al cinema! A dire il vero loro tre già c’erano andati questa estate io ancora no. All’Adriano vecchio posto devastato e rimodernato con il plauso del mondo della cultura tanti anni fa. Mi è piaciuto tanto, ci siamo presi anche i popcorn. Il film era una supereroica minchiatone che ci ha conquistato il giusto: Venon. I più fumettari tra voi forse conosceranno Rasputin l’amico di Corto, beh il carattere del simbionte che si impossessa del corpo del protagonista e instaura un dialogo un po’schizzoide con lui è quello del Russo barbuto amico del gentiluomo di fortuna.
Comunque a parte il solito delirio per trovare un parcheggio in Prati, per un po’ è stato pieno anche quello a pagamento sotto la statua di Cavour, per il resto tutto piuttosto normale, abbiano comprato il biglietto alle casse, ci siamo seduti accanto a degli sconosciuti che mangiavano popcorn e ridevano come degli scemi esattamente come noi e come sempre. A me e Martina è stato richiesto il Green Pass e in sala quando non sbevazzavamo e non mangiavamo tenevamo su la mascherina. Abbiamo molto riso penso ci farà bene, ridere è un piacere non trascurabile.
Tornati a casa a turno siamo andati a votare, nessun assembramento e manco una risata purtroppo, anche se un paio di battute alle scrutatrici che avevano occupato una cattedra con le carte da UNO mi è scappata.
I Green pass scaricati hanno superato quota 100 milioni, la notizia in se è notevole noi in fondo non siamo, tutti bimbi compresi, non siamo più di 60 milioni, se ne avessimo scaricato uno a testa ci fermeremmo molto prima dei 50 milioni eppure arriviamo a quota 100 mln perché se il tuo Grampasso dipende dal tampone dura poco, per la precisione 48 ore, quindi te ne serviranno tanti: 1,2,3,4,5…

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 584

Nonostante il freddo per merenda Giuliano ed Ettore hanno voluto un gelato che abbiamo mangiato in una cremeria per me nuova. Ettore era seduto vicino a una bimba che protestava l’attenzione perduta del padre in quel momento attratto dalla bella mamma di un altro bambino. «Papà vieni a farmi compagnia. Sennò ti bullo… » Il padre le rispondeva che sarebbe arrivato ma continuava a stare fuori dalla gelateria con la bella signora. La bimba, bionda con un bel cappottino rosa più o meno dell’età di Ettore, continuava a chiamare il babbo ma non riusciva ad abbandonare il gelato per raggiungerlo e tentare di recuperarlo.
Alla fine il Paese non è stato paralizzato, le merci si sono mosse, chi voleva ha manifestato e chi non voleva si è vaccinato. Il D-Day tanto temuto e annunciato il 15 ottobre 2021 (mamma mia 2021 ad uno come me sembra un titolo da rivista di fumetti di fantascienza) è passato senza paralisi e senza retromarce del governo. Il Drago anzi ha passato la giornata in un Consiglio dei ministri che ha visto una veloce battaglia tra pro e contro il reddito di cittadinanza, vinta per ora dai pro, e l’approvazione del decreto fiscale con le nuove norme sulla sicurezza sul lavoro. Insomma l’intendenza seguirà.
Roma invece un il colpo del rientro di tutti gli statali un po’ l’ha sentito. Oggi l’8 che avremmo voluto prendere era così pieno che neanche in tempi pre covid avrei tentato vi farci salire Ettore e Giuliano. Alla fine ci siamo arresi e abbiamo preso un taxi. La folla che ho dovuto fendere in centro oggi tra le 16 ed le 17 facendo lo slalom in mezzo ai tavoli sempre più numerosi ed occupati, era notevole, varia e più incravattata del solito. D’altro canto questo sta facendo al felicità di tutti quelli che con pendolari, impiegati e turisti ci guadagnano.
«Papà vieni a farmi compagnia. Sennò ti bullo..» continuava e dire la bimba con il suo gelato avrei voluto dire al padre qualcosa del tipo guardi che sua figlia protesta la sua attenzione, ci ho pure pensato ma non me la sono sentita alla fine mi sembrava una inopportuna intromissione. Però con Ettore e Giuliano abbiamo notato al cosa e ne abbiamo parlato insieme ed eravamo tutti e tre dalla parte della bimba e del gelato.
Pare, lo dicono Figliuolo e Speranza, che siano aumentate le somministrazioni delle prime dosi, più 40%, sarebbe una buna cosa. Intanto in UK le cose stanno un po’ peggiorando. Nella autoritaria Russia putiniana le cose non vanno meglio: muoiono circa mille persone al dì. In Francia oggi lo stato smette di pagare i tamponi ai non vaccinati.
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Coronavirus – Diario di crisi giorno 583

Protocollo nr: 37420 – del 14/10/2021 – GABINETTO – Uffici Diretta Collaborazione Ministro Chiarimenti sulle vigenti disposizioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nel settore dei trasporti. Così inizia quello che alle ore 18.30 del giorno della vigilia del D-day sembra l’’unica concessione del Drago al mondo dei trasporti e a quello dei no-vax o almeno no green pass, non che coincidano necessariamente ma a volte si sovrappongono.
Sostanzialmente si concede agli autisti provenienti dall’estero sprovvisti di certificazione verde o documento equipollente di entrare comunque in Italia fermarsi nei piazzali delle aziende ma senza scaricare operazione che dovrà fare altro personale.
“Per quanto riguarda gli equipaggi dei predetti mezzi di trasporto provenienti dall’estero che non siano in possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19 (o di altre certificazioni per vaccinazioni riconosciute dall’EMA o di vaccinazioni riconosciute equivalenti con circolare del Ministero della salute), si precisa che è consentito esclusivamente l’accesso ai luoghi deputati alle operazioni di carico/scarico delle merci, a condizione che dette operazioni vengano effettuate da altro personale.” Qui la circolare nella sua interezza in PDF.
Devo dire che questo romanzo italiano non mi spiace neanche un po’ da seguire come osservatore, peccato che poi mi ricordi che alla fine da tutto questo dipenda in parte anche il nostro destino. Il braccio di ferro con i camionisti e i marittimi non sembra una cosetta vedremo domani quando insieme all’entrata in vigore delle nuove norme sul green pass ci sarà anche il rientro di tutti gli impiegati statali in ufficio. Qui ne parlo in articolo sul ritorno del caos a Roma.
Con Giuliano ed Ettore abbiamo fabbricato una zucchetta di Halloween al rientro da scuola. Oggi Ettore mi ha molto rimproverato perché ormai in bicicletta si è reso conto che non avevamo lavato i suoi dentini. Aveva ragione ma ormai era troppo tardi, abbiamo potuto rimediare solo nel pomeriggio.
Un mio amico che non sentivo da un po’ mi ha raccontato delle enormi difficoltà che ha avuto anche solo a vedere la moglie ricoverata per via delle norme di sicurezza contro la pandemia e ho pensato che alla fine ce la stiamo ancora vedendo con il covid nostro. Eppure c’è una parte anche fra i miei conoscenti che crede che sia stata tutta un’utile farsa al soldo delle big pharma e della finanza internazionale per un grande reset.
Mentre scrivo sento Giuliano ed Ettore che si litigano l’attenzione dell’adorata mamma che ognuno vorrebbe monopolizzare e un po’ lo vorrei anche io.

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 582

Il freddo comincia a farsi sentire ma noi comunque se non piove andiamo in bici. Oggi mentre attraversavamo Piazza di Pietra davanti al tempio di adriano mi ha detto: «Papà sono.. Allola io sono felice, alolla.. . sono proplio contento che esiste il gelato al pistacchio!» Poi mi ha chiesto chi lo ha fatto e da quando e perché c’è il gelato. Ho provato a rispondergli raccontandogli una romantica storia sui gelatieri siciliani dell’Etna, la neve usata per fabbricare i primi sorbetti e i primi gelati, che non so quanto abbia di vero ma gli è piaciuta molto.
Oggi più di qualche anno fa moriva mia mamma e il ricordo che ho di lei somiglia molto nei colori e nello sguardo dei miei due figli. Comincio ad avvicinarmi all’età che aveva lei quando se ne andò.
Intanto il Drago e i suoi nemici si preparano al D-day , sono uscite linee guida, circolari raccomandazioni ma la sostanza è il sistema reggerò all’impatto delle nuove regole? Ci sono abbastanza tamponi per tutti i non vaccinati?
La logistica i trasporti ce la faranno? Lo sapremo solo dopo domani, a meno che alla fine il Drago non si arrenda e sposti il 15 di ottobre più in là, ma non ce lo vedo.
Ieri ho fatto una tele
Speranza di che ci sono tante prime dosi, il che significherebbe che le maniere del Drago hanno funzionato, che dire speriamo..
Ieri sono stato a pranzo fuori con un po’ di colleghi, saremo stati una tavolata di una decina di persone. Il ristoratore aveva predisposto dentro ma non c’è stato verso alla fine quando tutti volevamo mangiar fuori e fuori è stato anche se faceva un certo fresco.

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 581

Questa mattina così:
– Papà devo fare un po’ di addominali
– Come amore mio?
– Addominali! devo fare gli addominali come Batman
L’amor mio ettoresco passa da una sconfinata ammirazione per il mio pancione: «Papà ma perché hai quel pancione? Papà quando lo avrò anche io quel pancione? Come hai fatto a fare quel pancione? Quando sarò grande voglio essere grande come te?» A quella per un altro suo grande amore BATMAN con i suoi nove addominali!
Trovare tutte le cose che servono a vestirsi d’autunno è un peso troppo poco lieve per un padre affaccendato come me. Alla fine abbiano optato tutti e due per il gilè sotto un trench io e un chiodino lui. Gli è piaciuto molto il gilè … lo guardava con occhi di bragia compiaciuti come se dentro ci potesse essere una meravigliosa sorpresa.
Roma è ancora piena di turisti, tutti infila davanti al Pantheon a formare una specie di labirintica spirale.
Mentre il 15, giorno del giudizio, si avvicina Grillo apre ai non vaccinati chiedendo per loro tamponi gratuiti, vecchia richiesta slaviniana, in nome di una riconciliazione nazionale come se questo fosse il Sud Africa post apartheid. La sua proposta non ha trovato particolare riscontro neanche tra i 5 stelle. Il punto è che la quasi totalità dei non vaccinati è di fatto un no vax e quindi facilitargli la vita significherebbe dargliela vinta e buttare soldi più utili per altro, dicono i più ortodossi. Personalmente pur essendo un convinto sostenitore dei vaccini di ogni tipo, compresi quelli per il covid, non so quale sia la strada giusta. L’obiettivo del governo deve essere: avere una popolazione protetta e un’economia in ripresa, se fosse possibile mi asterrei dall’ideologico e dal punitivo. Però io non sono il Drago a lui sta salvarci dal covid nostro e dalla stagflazione data la manifesta incapacità mostrata più o meno da tutti gli altri attori in campo. Comunque se potete vaccinatevi e smettetela di fare gli originali che tanto non sarà da questo che si parrà la vostra nobilitate. Oggi sarà l’anniversario di Montale ma tendo un po’ al citazionismo poetico perdonatemi.
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“La nostra è una voce indipendente di cui la città ha bisogno!”. No, non è vero manco questo: la città starebbe benissimo o malissimo anche senza di noi, però proviamo a raccontarti con prospettive diverse alcune delle cose che succedono e succederanno qui, dove tutto è già successo almeno un paio di volte da quando Remo litigò con Romolo.
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Gabbiano imperiale

Coronavirus – Diario di crisi giorno 580

La crisi sanitaria si è affievolita e molti di noi nutrono la speranza che stia volgendo verso al sua fine. Questo è stato possibile grazie alla campagna vaccinale e alle regole che ci siamo imposti. I due governi che si sono succeduti dall’inizio della pandemia, pur molto diversi, con tutti i limiti del caso (molti Conte anche umani) non avrebbero potuto fare quasi nulla senza la nostra collaborazione. In Italia non ci sono abbastanza forze dell’ordine per imporre all’intera popolazione chiusure, lockdown, dispositivi di sicurezza individuali o vaccinazioni. La stragrande maggioranza, direi la quasi totalità, di noi ha accettato i provvedimenti imposti dalle autorità più o meno di buon grado nella speranza di poter così far fronte ad un virus che stava decimando i nostri vecchi ed insidiando anche noi più giovani. La paura ha fatto molto. Abbiamo sopportato anche molte cose che non ci sono piaciute e che credevamo inutili o addirittura dannose, come la coazione a chiudere le scuole della classe dirigente del sud del paese, l’insulsa retorica sulla sanità migliore del mondo, il narcisismo di molti, provvedimenti con un impatto sociale notevole su alcune categorie ed irrisorio, quasi un premio, per altre. Abbiamo sopportato tutto questo per spirito di sopravvivenza e perché non vedevamo oggettivamente una via diversa o separata da quella degli altri. Abbiamo rinunciato a quasi tutte le nostre libertà individuali, ueh non potevamo uscire di casa, dovevamo dare una giustificazione e per ogni movimento. Ora con la vaccinazione di massa siamo tornati più o meno ad una vita normale. Eppure quel che è successo sabato in Via del Corso e in Corso d’Italia da il senso di come anche una piccola, minitissima minoranza violenta possa portare caos in una situazione grave e precaria come quella che stiamo vivendo dal marzo del 2020. Che poi se è vero che siamo uno dei paesi più vaccinati d’Europa e del mondo, e che questo è stato possibile anche grazie al lavoro di Figliuolo del governo e delle Regioni alla fine siamo stati noi ad andare volontariamente, anche con gioia a farci immunizzare.
Non so cosa succederà, chi dovrà rispondere della situazione sfuggita evidentemente di mano. Ovviamente le grottesche squadracce fasciste che hanno potuto contare nella piazza dei 10 000 no-vax, no-greenpass per galvanizzarsi ed esibirsi in quello che per loro è un grade classico: l’assalto alla sede della CGIL. A chi toccava garantire la sicurezza della città al prefetto Piantedosi? Al questore? Al ministro? Qualcosa non deve aver funzionato.
Oggi Roma è stata ripulita dalla pioggia e dal vento, bloccata dallo sciopero generale dei mezzi e da qualche altra manifestazione.
Con Giuliano abbiamo preso tram e autobus, che ha abolito due fermate lasciandoci piuttosto lontani dalla nostra meta però poi alla fine anche se in ritardo siamo riusciti, un po’ zuppi ad arrivare.
Il 15 giorno in cui entreranno in vigore le nuove regole del grampasso sarà il D-day del Drago che oggi è stato bruciato in effige insieme ad una bandiera europea da un gruppo di studenti. Lo sciopero generale di oggi è stato indetto dal variegato mondo dei cobas che pur nelle sue microdiversità è molto di sinistra e ha contestato anch’esso il green pass, bandiere rosse go go. Poi ci sono i camionisti, gli ex forconi, gli autonomi, io apro insomma ci aspetta un autunno non facilissimo. Immagino le proteste quando arriveranno le prime bollette con il super aumento.
Ettore che ha un po’ di raffreddore è a casa con la mamma e si chiede «Pelchè adesso i miei amichetti limangono consenza me?» Sì perché la nella lingua di Ettore il senza è con, un po’ come il ‘without’ degli inglesi. Ma la cosa più bella è che essendo lui, plasticamente e visivamente, il centro del suo mondo trova che siano loro ad doversi sentire soli senza di lui non il contrario.
Purtroppo devo constatare che molti degli squadristi \ assaltatori non avevano neanche la scusante della gioventù erano più o meno miei coetanei, capelli brizzolati, radicalizzati probabilmente sui social, pronti a pestare e a farsi pestare perché c’è la dittatura sanitaria. Ci troviamo di fronte a una nuova forma di radicalizzazione di cui non sappiamo ancora abbastanza, nata nella solitudine più che dal confronto.
Comunque noi questa sera ci mangeremo le prime castagne a mio avviso l’unica cosa buona dell’autunno.
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Coronavirus – Diario di crisi giorno 577

Pare, fonte Ansa, che i meno vaccinati siano i miei coetanei: quelli tra i 40-49 anni, gente che è stata bambina negli indimenticabili anni ’80, chissà per quale strana ragione. Comunque il Drago dice che grazie ai vaccini si vede finalmente la fine della pandemia. Probabilmente è così, come dicevamo ieri siamo alla quinta settimana di discesa dei casi.
Ettore era un po’ infreddolito oggi in bici, l’autunno sembra essere finalmente giunto fra noi. Nel Lazio dopo al terza dose per gli immunodepressi stanno per partire con quella per i sanitari.
Ho lavorato un sempre in ufficio e sempre al pc, non mi sono quasi mai alzato e non ho mai aperto le finestre. Questo non va bene per tante ragioni ma i primi freddi ci spingono al serrare. Il che è un errore.
Giuliano che sta in classe vicino alla finestra pure lui chiede ogni tanto di poter chiudere, me lo ha raccontato ieri mentre mi guardava con quegli occhi pieni di ammirazione ed amore del tutto immeritati.
Qui mentre si procede lentamente verso le lezioni comunali con forse la più bassa affluenza di sempre Gualtieri sembra aver incassato l’ endorsement di Calenda e quello del fiero Conte non quello della Raggi che invece incontrerà il suo avversario Michetti.
Ieri sera prima che ci cimentassimo nella visione di Black Widow Ettore ci ha tenuto a dirci: «Io sono innamolato dei supeleloi e di A.»
Altra novità importante è che dall’11 ottobre finisce il distanziamento sociale, almeno quello di un metro, per musei e luoghi di cultura. Riaperture stadi al 75% e palazzetti dello sport al 60% discoteche al 50% cinema e Teatri al 100%.
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Coronavirus – Diario di crisi giorno 576

«Papà perché le glu sono gialle?» io non so bene che rispondergli però gli dico che così si vedono meglio e sono più belle. Lo guardo mentre gioca con una gru montata su un camion giallo che gli consente di caricare e scaricare mattoncini lego. È un bel giocattolo che ha ereditato dal fratello «È anche di Giujano!» . Lo guardo e mi sembra spettacolare mentre costruisce le sue piramidi e le sue mazze, non spade, con i duplo. Saliti in bici per arrivare a scuola all’altezza di Largo Argentina, davanti alla torre, vediamo una vera gru gialla che solleva antichi manufatti sopra all’area sacra. Ettore sgrana gli occhi e me la indica tutto contento.
È la quinta settimana consecutiva che i casi diminuiscono, direi che possiamo quantomeno esserne contenti. Il 15 di ottobre si avvicina e ancora non è chiaro come si intenda risolvere, nel caso lo si voglia fare, il problema delle badanti e dei camionisti. Il rischio di finire come gli inglesi del biondissimo Jhonson un po’ c’è.
Il mondo dei TIR non è trascurabile: l’80% delle merci movimentate in Italia viaggiano su gomma. Molti camionisti sono semplicemente persone che non vogliono fare il vaccino e il greenpass, e qui diciamo che c’è poco da fare se si è stabilito che per guidare in Italia i loro mezzi devono essere greenpassati non ci sono molti margini di manovra.


C’è invece una larga fetta di autisti che proviene da paesi diversi e lavora anche in Italia. Il problema si pone soprattutto con chi viene dall’est Europa ed è vaccinato con sieri non riconosciuti in UE. Per il momento il ministero della salute ha fatto sapere con una Circolare che ha riconosciuto equivalenti, ai fini del rilascio del Green Pass, una serie di vaccini somministrati dalle competenti autorità estere: oltre a quelli con autorizzaizone UE (Pfizer BioNTech, Moderna, Janssen e AstraZeneca) anche quelli prodotti su licenza di AstraZeneca, quali Covishield (Serum Institute of India), R-CoVI (R-Pharm), Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz).
Inoltre ha precisato che, per le finalità previste dalla legge, le certificazioni di vaccinazione rilasciate dalle autorità estere sono considerate equipollenti al Green Pass purché tali certificazioni abbiano una serie di informazioni (dati identificativi del titolare, del vaccino e dell’Autorità che ha rilasciato la certificazione) e siano redatte almeno in una delle seguenti lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese e tedesco, altrimenti è necessario che la certificazione sia accompagnata da una traduzione giurata.
Insomma una roba un po’ complicata quello che vi scrivo per gli autisti ovviamente vale anche per le badanti con l’aggravante che spesso le badanti hanno anche vitto e alloggio compreso nel loro contratto, ove ci sia, o comunque nel loro lavoro.
Insomma non è facilissimo. Vedremo che succederà. Intanto noi ci contentiamo del camion giallo con gru di Ettore, che non è una ruspa eh!
State bene e adelante con juicio

Coronavirus – Diario di crisi giorno 575

In attesa del D-Day, previsto per il 15 di ottobre, quando tutti gli statali torneranno in ufficio con il green pass e dovremo ricominciare a nuotare tra le persone, qui lentamente il livello di affollamento sale. Il che è ovviamente un bene ma se dobbiamo tornare alla normalità lo dobbiamo fare con senno. Qui un reportage fotografico sulla linea 98.

Mentre consegnavo Ettore a scuola ho sentito la dolce ATA che lo prendeva in consegna molto lamentarsi per il fatto che le persone siano potute entrare senza green pass durante il voto. Non ho capito se in polemica con il fatto in se o con il Grampasso in generale. Poi siccome dovremo fare il secondo turno la cosa si ripeterà inevitabilmente tra una decina di giorni, precisamente il 16 e il 17.


L’ottimo Drago non si ferma davanti alle proteste dello Slavini che non vuole che si rifacciano le stime catastali e cerca dopo la tremenda batosta elettorale di fermare la frana che gli sta venendo addosso. In compenso potremo andare in discoteca al 35%, per me cambia poco non ci vado da una vita e comunque non sono mai stato un gran frequentatore però pare che il movimento dei discotecari di cui Slavini si fa portavoce consideri le aperture al 35% troppo penalizzante.
Ho fatto due riunioni in presenza con persone che non frequento abitualmente, una in ufficio da me e una in una altro ufficio, e sono stato sempre con la mascherina indosso. La tentazione e il desiderio di dire che tutto è finito e che basta ora facciamo quello che vogliamo è grande ma non abbastanza da farmi abbandonare ogni remora.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 574

Les deux questa mattina
– Basta parlare di A. Dai basta! Ettore non se ne può più!
– No io continuo a pallale di A così lei mi sente e chiede di chi è quetta vocina?
La passione di Ettore per A non sembra doversi raffreddare troppo presto. Oggi siamo stati insieme come ai tempi del lockdown, Giuliano ha fatto un po’ di compiti, io ho scritto e lavoricchiato Ettore ha sospirato, giocato e disegnato. Grande pasta con il pesto per loro e un’insalata con il salmone, avanzato ieri, per me.
L’accademia di Stoccolma ha dato il premio nobel per la fisica a Giorgio Parisi che noi abbiamo imparato a conoscere per i suoi articoli e le sue opinioni sulla pandemia che in fondo si muoveva, e un po’ si muove ancora secondo, modelli matematici.
Roma è sempre più invasa dai turisti, sono tornati anche i pullman gran turismo, è sempre più difficile girare tra i vicoli del centro anche grazie al moltiplicarsi dei tavolini. Tutti mangiano e a tutte le ore. Quando cercheremo di capire cosa ci resta di questa dispotica esperienza ci renderemo conto che una delle cose sono proprio i tavolini, chissà se qualcuno avrà ami il coraggio di dire ai ristoratori di levarli di ritornare alla normalità. Lo dovrebbe fare se tutto va come sembra il prossimo sindaco che sarà uno tra Gualtieri e Michetti.
Una cosa me la sento di dirla a questo punto il temuto effetto scuola sull’ondata non c‘è stato e forse anche in passato si è chiuso troppo e troppo in fretta.
Questa notte e questa mattina ha piovuto il che mi ha rallegrato, era tempo!
State bene e adelante con juicio

Coronavirus – Diario di crisi giorno 573

Questa mattina mentre mi preparavo dalla porta del bagno ha fatto capolino la testa di Ettore: «Papà ho paula di peldele la mamma! Dov’è la mamma?». Martina era solo in un’altra stanza eppure il piccolo Ettore la voleva ancora un po’ per se, più vicina. È in un periodo molto mammesco. Il che non aiuta gli equilibri sia con il fratello che con me. Oggi causa la barbarie italiana che prevede che per votare si debbano chiudere le scuole sono tutti e due a casa e lo saranno anche domani. Oggi sono con la mamma domani staranno con me.
Ieri siamo andati a votare tutti e quattro insieme. Non c’era una gran fila e Giuliano si aggirava per il seggio, un tempo forse la mia classe, con grande curiosità. A parte la mascherina e il gel all’ingresso della scuola non c’era nessuna misura di sicurezza particolare, credo di avere usato la stessa matita copiativa di chi mi ha preceduto e di chi mi ha seguito. Poi però mi sono pulito le mani. Niente Green pass per il voto bastavano come al solito documento e tessera elettorale.
Ormai anche il sempre abbastanza pessimista Cartabellotta del GIMBE comincia a dire che la situazione in Italia è piuttosto buona e che l’ondata si è trasformata in un’ondina.

Con Giuliano ed Ettore abbiamo scoperto un angolo di Villa Pamphilj che non frequentavamo che ora ha una particolare attrattiva per via di un rinnovato campetto di basket e del playground pieno di scivoli e altalene. Quando, esausto dopo una partitella con Giuliano, ho visto lo sguardo concupiscente di un gruppetto di ragazzini filippini verso al nostra palla e gliel’ho prestata ho capito che molte delle mie paure stanno svanendo. Poi ci siamo lavati le mani e abbiano lavato anche il pallone ma solo il mese scorso non avrei prestato alcunché a degli sconosciuti, per quanto simpatici.
L’uggiosa campagna elettorale è finita e ieri il ponte de fero ha preso fuoco, ciliegina sulla torta, il che ha riacceso, mi si perdoni il sordido gioco di parole, la campagna elettorale nonostante il silenzio.
Mentre scrivo sono usciti i primi exit poll sembra che al ballottaggio vadano Gualtieri e Michetti.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 570

«Papà ti devo dile una cosa.» Mi avvicino alla porta socchiusa mi abbasso il necessario «Allola – con pausa di solennità – andale con mamma è bello! Mi piace tanto andale con la mamma.» Provo a dirgli che però anche quando a scuola va con me si diverte ma credo il mio sia stato solo un puerile tentativo destinato al fallimento.
Forse arriva il pillolone. Per uscire definitivamente dalla pandemia secondo molti tra istituzioni sanitarie ed esperti di vario genere farebbe comodo un antivirale di facile somministrazione da dare a chi si è già infettato per aiutarlo a guarire. Ricorderete tutti, oppure ve lo rammento io, che all’inizio dell’epidemia si tentò di curare molti pazienti con gli antiretrovirali usati fino ad allora per l’HIV o per l’Ebola. I risultati furono purtroppo piuttosto modesti. I monoclonali invece pare funzionino bene però sono abbastanza cari e si somministrano per via endovenosa, comunque hanno salvato molte vite e probabilmente anche quella del Trumpone allora ancora presidente degli USA.

Il Molnupiravir: una medicina  per chi si è già contagiato

È da un po’ che si sta sperimentando, anche in Italia, un nuovo farmaco che si prende per via orale e che secondo gli ottimi risultati ottenuti negli Usa ridurrebbe al mortalità dei soggetti a rischio della metà si chiama Molnupiravir. La compagnia farmaceutica Merck & Co (MSD) ha affermato in una nota che chiederà all’Fda americana e poi agli altri enti regolatori di tutto il mondo l’autorizzazione all’uso in emergenza della pillola. Però andrebbe preso subito dopo l’infezione.

 

Qui da noi le cose vanno ancora piuttosto bene, scende l’indice di contagio in tutte le regioni e solo il Lazio viene classificato a rischio moderato.
Questa settimana in Italia i cotagiati sono stati 22.416 contro i 22.815 della settimana scorsa e i deceduti 382 contro 388, una situazione quasi stazionaria. Ho notato però un gran numero di persone in fila per le farmacie di Roma per i tamponi. Al che mi sono chiesto se sono turisti, aspiranti al Grampasso provvisorio che non si sono voluti vaccinare oppure persone preoccupate di essersi infettate.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 569

«Lo devi costringere, obbligare, forzare gli devi imporre quello che vuoi tu.» Sembra un discorso un po’ troppo impositivo con delle sfumature maniacali eppure non lo è, perché spesso è il contesto a dare un senso a quello che diciamo. E il virgolettato è del maestro di scacchi di giuliano che cerca di insegnargli alcuni scacchi matti forzati in due mosse.

I Paesi europei che non hanno ancora raggiunto una copertura vaccinale Covid-19 sufficientemente elevata nella loro popolazione totale corrono il rischio di ripiombare nella pandemia dello scorso autunno-inverno. E’ il messaggio della nuova valutazione del rischio Covid del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Solo Malta, Portogallo e Islanda hanno vaccinato più del 75% della loro popolazione totale. Noi non stiamo malissimo ma non ci siamo ancora, siamo anche u po’ più grandi e complicati dei tre paesi campioni. https://www.governo.it/it/cscovid19/report-vaccini/ qui vi potete fare un’idea ma il dato è sugli over 12. Mentre sempre l’Ecdc segnala che il virus circolerà tra i nostri ragazzi e bambini under 12.
Oggi ci è arrivato il risultato del test salivare che Giuliano ha fatto a scuola: tutto negativo e non rilevato, insomma non ha il covid, cosa che a dire il vero sospettavamo ma comunque meglio così.
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Coronavirus – Diario di crisi giorno 568

«Più veloce, veloce papà.» Così Ettore mi incitava mentre percorrevamo Viale Trastevere con la nostra non potentissima bici da passeggio. Poi però quando un po’ di velocità l’avevamo presa, all’altezza di ponte Garibaldi, «Sul marciapiede papà che è il posto più siculo!»
Roma ha ripreso a girare veloce: traffico, macchine, impiegati riemersi dalle loro case di periferia, studenti, turisti, monnezza e gabbiani, cinghiali qui tra il centro e il sud della città ancora non se ne vedono.

L’economia è ripartita e Roma viene candidata dal Drago per Expo 2030, un evento di massa. L’annuncio vien dato con una lettera, o meglio lo stralcio di una lettera, che il presidente invia a tutti candidati sindaci. Ora senza indulgere in considerazioni politiche il fatto che per Roma ci sia un orizzonte di eventi di massa, il Giubileo del 2025 comunque arriverà, dà il senso che tutti cominciamo a credere nella fine della pandemia. L’Italia se la passa abbastanza bene in questo momento, le scuole hanno riaperto da un po’ e non si registrano picchi, vedremo tra un po’ ma tutto sembra andare per il meglio a tal punto che sembra di intravedere una fine della crisi. Lo stato di emergenza potrebbe non essere prorogato a fine dicembre?
Oggi le deux ritornano in piscina, li accompagna però la loro bellissima mamma. Chissà che farà Ettore, se proverà di nuovo a bere e sputare tutta l’acqua della piscina.
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Coronavirus – Diario di crisi giorno 567

«Mamma oggi voglio dile ad A. tutte le parole che conosco!» La passione del piccolo Ettore per la sua compagna continua. Cinema, teatri e stadi sono divenuti un po’ più capienti. Ieri il Comitato Tecnico Scientifico (per gli amici CTS) ha portato il limite dal 50% al 75% per stadi e luoghi aperti; nei palazzetti e nei luoghi al chiuso si sale al 50% dall’attuale 25%. Per quanto riguarda cinema, teatri e sale concerti si passa al 100% all’aperto ed all’80% al chiuso.
Restano le discoteche ancora chiuse per cui Slavini, in questi giorni un po’ in difficoltà per varie vicende, chiede la riapertura immediata di tutto e del tutto. La sua Lega gli fa il controcanto con Fedriga che parla di scelte equilibrate.
I Novax, nogreenpass perdono la loro voce più calda: il canale telegram BASTA DITTATURA, chiuso da telegram stessa per violazione dei termini di servizio. Ho imparato da tempo che quel che è vero per le buone idee è vero anche per quelle cattive: camminano sulle gambe degli uomini, quindi credo non farà una grossa differenza.
Giuliano invece ha fatto il suo test salivare per il campione della sua scuola. Pare però che non ci sia stata un grande adesione. MI racconta di un piccola spugna estratta da un fiala che deve suggere.
Qui nel Lazio da mercoledì gli ultra ottantenni potranno fare la terza dose prenotandosi su https://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it/MAIN/HOME purché abbiano ricevuto al seconda dose entro il 31 marzo 2021.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 566

A volte va così.
– Papà sono stanco!
– Bene amore riposati.
– NO! Facciamo un gioco.
E tutto sommato ne sono felice perché quando abbiamo voglia di giocare vuole dire che stiamo bene. Che stiamo in salute. La crisi del covid nostro sembra che piano, piano stia scivolando via, verso un’endemicità che potrebbe avere il sapore della normalità. Però, però come diciamo sempre aspettiamo l’effetto delle scuole e l’arrivo della stagione influenzale. Che chissà che sarà… Però tutto lascia credere che tra vaccini, grampassi e mascherine, sempre più rade in giro, le cose vadano verso una normalità endemica.
Abbiamo passato un bel fine settimana a csa si amici a Roma sabato e in campagna domenica. Devo ammettere che m sono lascaito andare anche al finger food che consideravo più o meno il diavolo fino a poche settimane fa. Con l’ausilio di qualche posata dai piatti comuni ma comunque finger.
L’ottimo Alessio D’Amato non si da riposo e annuncia la terza dose in un cocktail con l’antiinfluenzale suscitando qualche perplessità tra il personale medico colto un po’ alla sprovvista. “Nel Lazio pronti a partire con la terza dose di richiamo Covid, contestuale al vaccino antinfluenzale. “Non appena sarà disponibile la circolare del Ministero della Salute” aggiunge D’Amato spiegando: “Si inizierà con tutti gli over 80 che hanno completato il ciclo vaccinale entro il 31 marzo 2021 (ovvero che hanno fatto la seconda dose entro il 31 marzo 2021), per poi proseguire con tutti gli altri”.
Quando Giuliano ci racconta qualcosa per lui di importante catturando così, non è difficilissimo, la nostra attenzione a tavola spesso Ettore comincia a raccontarci una storia parallela del tutto inventata che però ha un ritmo narrativo simile a quella del fratello. Il che è ance divertente e temo che a volte questo succeda anche tra i nostri meravigliosi attori istituzionali, un po’ persi nel narcisismo come Ettore, che tutto sommato è uscito dalla fase orale da pochissimo, e un po’ presi invece dalla cogente campagna elettorale romano laziale.
C’è un solo posto che ho frequentato pieno di mascherine: una struttura ospedaliera, stracolma di pazienti non covid, come richiamati dopo una lunga attesa.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 563

«Papà, papà guarda ho fatto un castello di carte!» Contentissimo della sua performance Giuliano mi chiama per mostrarmi la sua piccola creazione. L’adorante fratello lo guarda e ride con lui quando inevitabilmente le carte implodono.
Questa mattina mentre ero in ufficio mi è arrivato un sms dell’Asl Roma 1 che mi chiedeva l’autorizzazione per includere mio figlio nel programma di screening con i tamponi salivari. Se acconsentivo dovevo proseguire sul web ed inserire un pin che loro stessi mi avrebbero mandato via sms. Ovviamente ho acconsentito. Quando testeranno Giuliano mi avviseranno e mi faranno avere prontamente i risultati. MI apre una buona cosa spero che molti genitori acconsentano; è un modo per contrastare il covid nostro che già con l0imjuniuzzazione di massa non se la sta vedendo troppo bene. Giuliano ed Ettore ovviamente non sono vaccinati come tutti i bambini della loro età.
Il Drago prosegue senza troppi problemi il suo percorso tra le ovazioni di Confindustria. Onestamente sembra di capire che le scelte fin qui fatte su pandemia, Grampasso e quant’altro stiano pagando. Parafrasando il Pascoli meno felice: la grande depressa si è mossa.

Brunettone felice dal 15 ottobre rimanda tutti il classe, no scusate in ufficio. Quasi la realizzazione di un sogno credo per il ministro divenuto famoso per la lotta ai presunti fannulloni della PA. Per altri immagino sia invece una sorta di incubo, in ogni caso fine dello smart working.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 563

Oggi sono stato ucciso una trentina di volte, a pistolettate. «Mani in alto!» e poi mi sparava. Ho provato ad obiettare che non si fa così, se tengo le mani in alto sono innocuo non c’è bisogno di spararmi! Ma niente mi voleva sparare lo stesso. Alla fine abbiamo trovato un compromesso io non obbedivo alla sua intimazione e allora lui mi sparava. «Bim! Bim!» Niente nessuna pietà l’importante per lui era farmi secco e che io facessi le più strane onomatopee possibili mentre crepavo. Ieri però, il mio piccolo pistolero, in piscina ha pianto tutte le lacrime del mondo. Appena giunti negli spogliatoi, un attimo prima della lezione per limitare la permanenza in un ambiente piccolo umido e caldo, ha cominciato a protestare prima che voleva la sua piscina che quella non era la sua piscina, e poi che voleva la mamma! Mi sono fatto coraggio l’ho comunque consegnato ai maestri. Sono rimasto a sudare guardare per una decina di minuti. La situazione sembrava disperata: si era abbarbicato ad un occhialuto maestro, agitava i braccioli, cui a dire il vero non è abituato, e continuava piangere come una fontana. Poi sono andato via: spesa e fuga nella speranza che non vedendomi si arrendesse.
Quando torno lo trovo che si china sull’acqua come per berla, inizialmente non capisco poi mi rendo conto che fa le bolle, esercizio che i maestri di nuoto hanno fatto fare a tutti noi, ride si tuffa insomma si diverte. Quando esce gli chiedo cosa gli sia piaciuto di più lui mi risponde «La tellina» che dopo qualche ulteriori indagine risulta essere la stellina altro esercizio per imparare a galleggiare.
Mentre io ero alle prese con Ettore, Giuliano il lavoro, insomma con la vita, il Grampasso faceva irruzione in parlamento stabilendo che anche i parlamentari della repubblica avrebbero dovuto soggiacere alle regole che valgono per tutti noi. Moilti furbacchioni usano i Qrcode di amici o parenti, quacuno rimanda ancora il momento della vaccinazione o della confessione : non ho il Green Pass. Alcuni se ne vantano addirittura. Il tempo per cincischiare però sta per fionire dal 15 di ottobre per entrare più o meno in qualunque luogo di lavoro sarà necessario il Grampasso.
Ancora molti di dei miei compatrioti non si è vaccinato e la stagione influenzale si avvicina pericolosamente, il buio, la vita al chiuso, il freddo arriveranno e inevitabilmente le cose andranno un po’ peggio, se non ci faremo trovare pronti molto peggio. Secondo la fondazione GIMBE: la campagna rallenta: in 2 settimane -41% di nuovi vaccinati. In una settimana solo 486mila.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 562

Nel pomeriggio riporto Giuliano in piscina e per la prima volta Ettore che comincia il suo corso da pesciolino. Speriamo che duri che gli anni scorsi andò maluccio, ci chiusero tutto già a ottobre. Certo a dare ascolto al ministro della sanità del paese europeo più potente non ci dovrebbero essere problemi: il tedesco Jens Spahn dice: “Se non ci saranno nuove varianti resistenti ai vaccini, in primavera potremo tornare alla normalità”. Stanno per votare e si sa che in questi casi anche i rigidi tedeschi tendono ad ammorbidire la realtà e a fare promesse. Bah comunque speriamo.
Intanto qui scatta di nuovo l’allarme scuola, con i professori che mancano, le maestre che non ci sono, gli edifici fatiscenti cui si somma la mancanza di uno screening sistematico in grado di supportare la campagna vaccinale, che purtroppo soprattutto a scuola non può bastare. La Fondazione Gimbe dice che indicazioni del tipo “tutti senza mascherina se siamo vaccinati in aula” non sono state particolarmente brillanti, e aggiunge che il 100% in presenza in classe è già a rischio. Quindi considerando che la prima cosa che chiudono sono le palestre e le piscine mi sa che ho buttato i soldi pure a sto giro. Insomma già si parla di nuovo di DAD, oggi 22 settembre primo giorno d’autunno dell’anno di grazia 2022.
Una gentile Ata mi ha chiesto il Grampasso ed io gliel’ho fatto vedere, tutto apposto, mi ha misurato la temperatura e poi si è presa in consegna Ettore felice di andare incontro alla sua A. Tra le mamme dei piccoli colleghi di Ettore questo controllo mattutino ha generato qualche apprensione. Ma passi. Invece un’amica di una mia amica, Maria, mi ha raccontato che le è stato chiesto da un’altra mamma se può accompagnare lei il bambino al posto suo perché non ha il Green Pass. Che fare? Aiutare l’incolpevole bimbo a varcare la soglia della scuola oppure abbandonarlo al suo destino nella convinzione che alla fine la mamma no pass passerà al Green Pass? Questa è l scelta che dovrà fare Maria che mi sa però il passaggio lo darà.
Sono tornato a riprendere la mia povera macchinetta dal meccanico e l’ho trovata con il volante, il cambio, il freno a mano, parte del cruscotto completamente ricoperti di cellofane e una specie di palloncino bianco accanto al posto del guidatore. Lì per lì non ho capito ma erano dispositivi di protezione. Erano lì per garantire me e i meccanici. Notevole!
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 561

Quello che ci emoziona è sempre diverso nel tempo, nella durata e nel carattere. Oggi il questuante della Nuvola era un brodo di giuggiole per il nuovo smartphone, io lo ero per mia moglie e il suo acerbo decolté, Giuliano per la preparazione di una omelette al prezzemolo e prosciutto, Ettore per l’alternarsi del giorno e del buio, fenomeno che ancora può stupirlo.
Oggi hanno chiesto a Martina il Green Pass. Hanno fatto anche il controllo con il Qrcode, si cominciano a spaventare «Sa la preside con le prime influenze e i primi freddi ci tiene. Se il bambino è raffreddato lo dovrà tenere a casa. O nel caso vi chiameremo noi per riprendervelo.» Povero Ettoruccio mio, degno figlio di suo padre raffreddato tutto l’inverno come faremo? Bah vedremo.
Sto leggendo un vecchio romanzo del ‘900, non di grandissimo successo (forse anche giustamente). Parla di un architetto che si invaghisce di una giovane prostituta e che si rende ridicolo secondo tutti i cliché e topoi erotici noti alla letteratura occidentale dai tempi della letteratura greca e l’invenzione del romanzo erotico, genere minore tardo ellenistico. Si dispera, si perde, ama non riamato almeno per un po’. Lui più vecchio si strugge una ragazzina, un’etera, ma si rende conto che tutto ha un senso solo perché c’è lei (che qui si chiama Laide).
Buzzati lo scrive quando è già grandino, è il suo ultimo romanzo, non so quanto ci sia di autobiografico (sposò una donna molto più giovane di lui) certo non si fatica molto a intravederlo nell’architetto di mezza età perso per Laide. Ora voi vi chiederete cosa centri con il mio diario sulla crisi del covid nostro questo vecchio romanzo del secolo scorso che parla d’amore. Bah è un incontro che ho fatto e che volevo condividere con voi. Un amore è un buon libro che parla di come siamo più o meno sempre ci innamoriamo e di cosa siamo disposti a fare per amore. Cosa sia stato l’amore ai tempi del covid nostro non è ancora chiaro ma c’è stato, come in tutti tempi e in tutti i luoghi, e forse ci ha consentito di tirare avanti, insieme alla cupidigia, allo spirito di adattamento, all’istinto di sopravvivenza e a tutto il resto.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 560

Fatto il Grampasso, arrivano richieste non solo per la prima e la seconda dose ma anche per la terza. Soprattutto parte della nomenclatura italica la vorrebbe al più presto e in anticipo. Da Israele arrivano buone notizie, cioè con il terzo picco, nel senso di buchetto, la copertura sarebbe duratura; l’autunno si avvicina, comincia dopodomani mercoledì 22 settembre, e molti vorrebbero essere immunizzati una terza volta per farla finita. Ricordate la corsa dei vari De Luca, Scanzi per la prima dose? Insomma il fenomeno degli scavalca fila?
Pfizer e BioNTech hanno oggi comunicato che il loro vaccino contro il coronavirus è “sicuro, ben tollerato” e ha prodotto una risposta immunitaria “robusta” nei bambini di età compresa tra i cinque e gli 11 anni. La dose somministrata sarebbe inferiore a quella usata per gli over 12. Chiederanno a breve l’approvazione normativa da parte degli enti regolatori in USA ed UE.
Certo poter immunizzare i bambini sarebbe una gran cosa. Nel frattempo molte classi e anche alcune scuole chiudono, per quarantene varie.
Martina è andata a prendere Ettore che ancora non fa il tempo pieno, venerdì scorso l’avevo fatto io. Devo ammettere che è impegnativo, lui vuole fare tutto il percorso a piedi, arrampicandosi sulle ringhiere, le transenne e i muretti che trova lungo la strada. Per esempio vuole salire sui muretti che circondano il Pantheon che però sotto, dalla parte del tempio, hanno un dislivello di qualche metro. Se provi a spiegargli che è pericoloso lui ti risponde che lui è colaggioso. Come se questo lo dispensasse dal pericolo.
La paura e il coraggio sono alla fine stati fondamentali per noi genere umano anche in questa storia del covid nostro. La paura del contagio, la paura del vaccino in alcuni, inspiegabilmente, più forte di quella del contagio. Il coraggio di andare avanti di non fermarsi che dobbiamo pur riconoscere al temibile Drago nostro ma anche ai nostri bambini, sottratti al scuola, ai nostri lavoratori essenziali: per lo più persone normali, con stipendi normali, a volte anche precarie, chiamate a continuare a lavorare quando tutti dovevamo stare chiusi in casa.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 559

«Papà lo vojo consenza palmigiano» Ad Ettore non piace, Giuliano ne è ghiotto lui invece non lo ama come la mamma. Però nella sua personale grammatica con va insieme a senza e significa con l’eclusione di. Questo fine settimana siamo stati a casa. Erano stanchi per la ripresa ed io non avevo più voglia di mare. Anche convincerli a fare una passeggiata al Gianicolo, che non è molto lontano da casa nostra  non è stato facile. Però poi si son convinti ed è stato un bene. Bisogna uscire ci fa bene, sempre o quasi.

Intanto il secondo Grampasso è stato fatto ed è “consenza”, come direbbe Ettore, i tamponi gratuiti per i non vaccinati.

Riguarda sostanzialmente tutti i luoghi di lavoro per i dipendenti delle aziende sotto i 15 dipendenti è prevista la sostituzione temporanea. Detto questo in ogni caso sospensione dal lavoro senza stipendio per tutti coloro che si rifiuteranno di fare il green pass.

La validità del green pass passa da 9 a 12 mesi. I test salivari vengono equiparati ai tamponi e si estende fino al 30 novembre la misura dei tamponi, che come dicevamo nono sono gratuiti ma a prezzi calmierati in farmacia (15 euro anziché 22 per gli adulti, 8 euro per gli under 18).

Figliuolo parla di un incremento d prenotazioni del 40%. È inutile girarci intorno è decisamente un atto di imperio, speriamo funzioni. Nel frattempo l’Ema fa sapere che sta lavorando sui vaccini per gli under 12, forse nel giro di un paio di mesi si potranno vaccinare i bambini dai sei anni in su.

Il nostro paese così lasco per tante cose sembra aver deciso, anche con il primo lockdown durissimo rispetto ad altro paesi europei, con questa pandemia di essere draconiano e rigido ai limiti del giusto.

L’idea ovviamente è che questo  possa salvarci da nuove chiusure, nuove morti e mettere in un angolo il covid nostro. Speriamo. Certo ci scopriamo ancora una volta tra le meno aperte delle società aperte. Credo che la scelta sia stata giusta e ragionevole ma non può non impressionarmi e non farmi riflettere.

Il Drago ha fatto la differenza ma non credo si stato l’unico elemento. Qualcosa resterà anche di questo.

Qui il decreto se lo voleste leggere

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/09/18/21G00136/sg

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 556

La pandemia aveva di buono che almeno a Roma aveva attenuato e mitigato alcune emergenze cittadine come il lerciume che ogni giorno di più invade le nostre strade.
Raccolta differenziata, cassonetti o cestini il punto è che se non hai dove mettere la monnezza dopo un po’ questa invade, i vicoli, le strade e i cortili delle case e anche la città più bella del mondo diventa un letamaio. Cumuli di immondizia circondano la scuola di Giuliano, quindi Fontana di Trevi, il Quirinale, il Pantheon, Via del Corso. Chiunque divenga sindaco deve trovare il modo di liberarci dall’immondizia che Romani, ristoratori e turisti seminano per la città.
Roma è piena di gente come non mai e queste persone producono rifiuti come è normale che sia.
Una rivista americana per viaggiatori, più o meno danarosi, dice che Roma è la città più sporca del mondo, dopo Bangkok, io ci sono stato a Bangkok, lo ricordo come il posto più rumoroso e incasinato che avevo visto fino ad allora. Beh potrebbe essere vero la Roma di oggi, 16 settembre 2021, sia probabilmente più sporca e più incasinata, non ho difficoltà a crederlo.
La campagna elettorale per le comunali prosegue nello scetticismo generale. Quasi nessuno di noi si aspetta veramente che il prossimo sindaco possa cambiare qualcosa in meglio, ma spero di sbagliarmi.
Le strade di Roma sono anche invase dalle erbacce, o forse sarebbe meglio dire da una nuova vegetazione spontanea. Vicino casa mia in una piccola crepa tra muro e marciapiede è cresciuto quello che ora è un enorme fico. Su Viale Trastevere all’altezza di Piazza Mastai, in un isolotto accanto al relitto di un platano tagliato, ma non sradicato, sta crescendo una notevole pianta di zucca: sì zucca pumpkin, quella arancione che si svuota per Halloween. Qualche fiore è già visibile, farcito e pastellato potrebbe fare la sua figura nel vicino ristorante ai Marmi o da Pucci.
Roma è la capitale d’Italia, uno dei posti più belli del mondo, eppure è ridotta così. Travolta dall’incuria e dall’indifferenza di tutti. Perché certo il sindaco ha le sue enormi responsabilità, e non solo la Raggi, anche i suoi predecessori. Ma la capitale in queste condizioni non può non coinvolgere tutti i livelli amministrativi superiori e sussidiari. Perdonate lo sfogo ma girando in bicicletta con Giuliano sulla sua vado più lentamente e vedo più cose, più schifezze anche irriferibili.
Nel frattempo il Drago ha fatto approvare il vecchio Grampasso e si appresta ad approvare il nuovo che dovrebbe valere per tutti, parlamentari compresi.
I numeri sono buoni continuano e scendere purtroppo molti non vaccinati continuano a finire in terapia intensiva. Resta da vedere quale sarà l’effetto scuola e cosa succederà, semmai arriveranno i primi freddi, cosa per il momento mi sembra impossibile fa un caldo boia e non piove da una vita. Un po’ di pioggia pulirebbe almeno le strade.
Giuliano mi ha chiesto cosa fosse il grande fratello Vip ed io, come faccio in questi casi, gli ho spiegato asetticamente di cosa si trattasse ma gli ho anche detto, poi, che noi non lo vediamo e che insomma… è un programma sciocchino. Però so che un giorno lui cercherà questa roba e mi chiedo se non sarebbe meglio che ci sia anche io. D’altro canto non potrò certo proteggerlo per sempre dalle immondizie televisive.
Mi viene in mente Bandira bianca: “e sommersi soprattutto da immondizie musicali.” Anche se il profetico Battiato non poteva sapere che le immondizie non sarebbero state solo musicali.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 555

«Plometto che se A non c’è non piango! Plometto! Se c’è non piango, ma se non c’è a cquola non piango lo ttesso!»
Le pene d’amore di Ettore proseguono. Che poi questa bimba io non l’ho mai vista, chissà come sarà. Martina mi dice che per quanto gentile A. non sembra presa come l’Ettoruccio nostro, che comunque le maestre definiscono un piccolo gentiluomo con lei.
La Gelmini dice che si va verso l’obbligo del certificato verde non solo per i lavoratori del pubblico impiego ma anche per quelli del settore privato. Importanti quotidiani hanno già messo in piedi le FAQ per i dipendenti e i datori di lavoro, immaginando un decreto che ancora non c’è. Slavini sembra essersi arreso sotto le botte di Zaia e Giorgetti, anche Borghi (vero pasdaran dei no pass) ammette che la battaglia parlamentare è stata persa. Resta la questione dei tamponi gratis per i non vaccinati che vogliano il green pass, ultima ridotta Slaviniana.
Facendo un giro su Twitter e Facebook mi rendo conto che non tutti si sono arresi, vedremo.
Come era prevedibile qualche classe è finita in quarantena, il caldo almeno qui non ci abbandona quindi viviamo ancora molto all’aperto e con le finestre aperte, il che dovrebbe aiutarci per un po’.
Questa sera Giuliano ricomincia scacchi ma online per il momento, poi da ottobre di nuovo in presenza.
Questa sera pasta con il tonno e a letto presto, che andare in bici a scuola con due bici è stranamente più faticoso che portarlo nel seggiolino; sono forse la tensione, il timore che si faccia male, le decine di persone da schivare solo con la testa, dato che per quanto mi sforzi, non ho il controllo del suo manubrio. Però ne vale la pena se sapessi l’inglese direi che raramente l’ho visto così brave and pride.
State bene e adelante con Juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 554

Oggi sembrava che a Roma fosse finita, finalmente! Le strade e i vicoli del centro erano pieni di persone che giravano, fotografano, passeggiavano e soprattutto mangiavano, qualunque cosa: dal bubble tea, che oggi finalmente con Giuliano abbiamo provato, alla carbonara, alla bisteccona con l’osso ricoperta di formaggio, (è sembrato troppo anche a me) alla pizza, alle ostriche, ai maritozzi con la panna. E a mangiare erano un po’ tutti, bianchi, neri, filippini, indiani, egiziani, arabe velate, bambini, vecchi, grassi, magre e belle e brutti. Complici le norme varate dal fiero conte per favorire le mantucate all’aperto dove mi giravo era tutto un magna magna, come dicono a Roma. Turisti, portaborse, onorevoli, senatori, imprenditori, impiegati tutti intenti in un unico banchetto. Da bambino mi spiegarono che il modo più semplice per capire se al storia che stavo vedendo a teatro era un tragedia o una commedia era vedere se finiva in una strage o in una grande mangiata. Questa volte non saprei dire. Certo molto si mangia e si è mangiato ma temo che anche al strage ci sia stata.

D’altro canto si prosegue sulla via del Green pass anche con sanzioni, le prime classi in Alto Adige, dove si è riaperto prima come da tradizione, sono rientrate in DAD. Oggi sono more 72 persone, non siamo ancora in grado di capire se sia veramente finita come tutti e tutto sembrava urlare per strada quest’oggi. Una parte di noi sa che con l’inverno e l’autunno forse le cose peggioreranno.

Nel frattempo credo che Ettore si sia innamorato. Pare che il reincontro con A. a scuola sia stato qualcosa di memorabile. «Sai che ho chiacchielato con A tanto, tanto». Se ne parliamo viene preso da una gioia visibile, dice che la vuole come sorellina che è la sua. «A. mi piace molto ha un faccia bellissima ed è pule bionda.» L’amore quest’ineffabile sentimento , fatto un po’ di dopamina e un po’ di poesia, che ci rende tutto più sopportabile.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 553

Oggi siamo andati a scuola in bicicletta, però diversamente dal solito Giuliano non era nel seggiolino dietro di me ma sulla sua bicicletta. È Stato divertente, e un po’ spaventoso al tempo stesso, come molte delle esperienze formative della vita di un bambino e di un papà. A scuola ci aspettavano molti genitori e molti bambini, quasi tutti senza mascherina. Giuliano è entrato con il primo scaglione, prestino ma ce l’abbiamo fatta.

Le mamme si baciavano, fotografavano le bimbe e poco sembravano dare peso al covid nostro quasi fosse archiviato.  All’arrivo in ufficio mi confronto con un collega che mi racconta che nella scuola del figlio non c’è stato l’ingresso scaglionato il che mi è sembrato singolare. Ormai parliamo di queste cose con la stessa scioltezza che dedicavamo alla vecchia quotidianità.

Tornando a piedi, non dispongo ancora di due catene quindi ho dovuto legare le biciclette vicino la scuola, ho incontrato Ettoruccio con la sua splendida mamma che in Piazza del Pantheon trotterellavano verso la scuola.

Pare che qualche genitore senza Green Pass sia stato rimandato indietro. A noi non è stato chiesto, a Martina hanno misurato la temperatura ma niente di più.

Quando lo vado a riprendere è contento, affamato, pare la mensa non sia la fine del mondo, ma contento.

Ha raccontato le sue vacanze alla maestra scientifica come un itinerario enogastronomico, strana chiave ma pare l’abbia data lei. Pare abbia voluto che gli spiegasse cosa è una gricia cosa che Giuliano ha fatto con infinito piacere. Il covid nostro non ha fatto di noi persone migliori però certamente ci ha avvicinato ancora di più al cibo, questo è vero anche per i bambini.

Mentre torniamo a casa mi fermo a largo argentina dove un ragazzo e una ragazza parlano fitto fitto a un banco per la raccolta delle forme sulla giustizia. Mi spiace quasi interromperli ma lo faccio e firmo tutto.

Ritrovato Ettore con la mamma andiamo a iscriverli in piscina, nella speranza che quest’anno non ci sbattano fuori a ottobre.

Giorgetti dopo Zaia dice altre cose piuttosto chiare per la Lega sui vaccini il Grampasso etc. “Soltanto un contagiato, al netto delle conseguenze sanitarie rischia di far chiudere tutta l’azienda. Dobbiamo dare un sistema di certezze –  dice all’Ansa – sia sotto il profilo sanitario che sotto il profilo dell’organizzazione del lavoro” Quindi “Quella di estendere il Green pass a tutti i lavoratori è un’ipotesi in discussione. L’esigenza delle aziende è di avere la sicurezza per chi opera nei reparti. Credo, quindi, che si andrà verso un’estensione senza discriminare nessuno, possibilmente.” Chissà cosa ne dirà Slavini.

Intanto dopo il Lazio anche a livello nazionale si decide, con l’ottimo generale che non si nasconde dietro al collina, che a partire da lunedì 20 settembre sarà somministrata la terza dose di vaccino anticovid ai soggetti immunocompromessi. In tutto questo l’economia sembra che si stia riprendendo e a tal punto da divenire talmente energivora da rincarare sulle nostre povere bollette ci consumatori poverazzi.

Ora vi lascio che Giuliano si è messo a cucinare lui le bistecche!!

 

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 552

A casa mia fervono gli ultimi preparativi per la scuola soprattutto per Giuliano che domani inizierà il suo ultimo anno di elementari. Non senza qualche tensione credo che riusciremo a giungere all’inizio di questa piccola fine preparati.
Ieri siamo stati a Santa Marinella per quello che credo sarà il nostro ultimo giorno di mare. Con noi c’erano anche Gianluca amico di Giuliano ed ora anche di Ettore, la sua mamma Cristina e il suo papà Tony.
Ho rubato loro il Corriere della Sera per leggere un’intervista di Luca Zaia a Cremonesi nella quale usa l’espressione stella polare per definire la campagna vaccinale e dice che il Green pass è libertà. Aggiunge che la linea vincente della Lega è quella dei governatori quasi a voler porre una pietra sopra la questione. Devo dire di aver molto apprezzato e di essere stato contento di aver lavorato per lui per un po’.
La scuola vero cruccio oggi di Zaia e degli altri governatori, speriamo non le richiudano, riaprirà più o meno con le stesse regole che avevamo prima della pausa estiva ed in più il Green Pass.
I Test salivari verranno fatti per ora a campione. Un piano piuttosto ambizioso: monitorare almeno 55mila alunni di scuole pilota ogni 15 giorni. Un campione di circa 110mila studenti al mese, rappresentativo della popolazione scolastica di riferimento che ammonta a un totale di circa 4 milioni 200mila bambini e ragazzi.
Si dovrà tenere le finestre aperte o impianti di areazione (purificatori d’aria, in classe di Giuliano è stato acquistato dai genitori l’inverno scorso), mascherine ancora indosso. La piattaforma per verificare i Green Pass invece sarà pronta già domani?

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 550

Slavini ci spiega in diretta TV che solo i tamponi possono proteggerci e che i vaccini generano varianti. La cosa non sarò senza conseguenze, molte persone lo ascoltano e lo seguono e si convinceranno, o confermeranno, che è come dice lui. In fondo i vaccini non servono.. meglio i tamponi. Non riesco a vedere metodo in questa follia è un po’ come Trump che girava senza mascherina. Lo Slavini non ha responsabilità dirette ma è certamente tra i politici italiani più influenti checché se ne dica e il fatto che si spenda così per portare avanti questi argomenti avrà un peso. Rettificherà? Forse no. Ma per quanto tempo potrà convivere con Zaia, Fedriga, Fontana e Giorgetti? E con i suoi partner di governo?
Questa mattina durante una passeggiata con les deux ho apprezzato una frenesia e un traffico che non conoscevo a Roma da un po’. La città, a parte la sua sonnecchiosa campagna elettorale, è decisamente ripartita. Lo deve all’annunciata fine dello smartworking, al Grampasso e allo spirito di adattamento degli esseri umani.
Servirebbe un po’ di concordia in più ma non sembra il caso. Al ritorno Ettore e Giuliano hanno voluto comprare un fiore, una bellissima Gerbera gialla. Poi il piccolo ha passato parte del tempo che ci separava da casa a chiedermi quando sarebbe arrivata l’ape. Perché qualche giorno prima mi aveva domandato a che servissero il polline, gli stigmi e tutta roba lì in mezzo ai petali. Con sua grande delusione apina non giunse, non vorrei che una simile attese fosse destinate ad esiti altrettanto deludenti riguardo il senno e la concordia di alcuni.
C’è di buono che anche questa settimana o casi sono diminuiti rispetto a quella precedente certo ora riapriranno le scuole e quindi gireremo di più e i bambini ricominceranno a fare vita di comunità. Come avevamo intuito ieri la piccola estensione del greenpass da ottobre riguarderà anche i genitori dei bambini nel caso debbano o vogliano entrare a scuola. Ettore noi lo accompagniamo al piano quindi qualcuno dovrà controllare il nostri Green Pass ogni volta. I presidi si sono molto allarmati, altro lavoro, possibili assembramenti.

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 549

Oggi la procura di Milano ha coordinato, così si dice in giustiziese, un’operazione di polizia contro i no-vax, degna della buonanima del Generale dalla Chiesa con le BR. Sono ‘trapelate’ intercettazioni di chat onestamente deliranti, che però si sono ritenute attendibili. Il rischio del bizzarro è forte ma pare che anche il senso del ridicolo si sia un po’ affievolito nella nostra piccola distopia quotidiana. Pare ci fosse qualcuno che progettava, nel senso che lo scriveva in chat, attacchi al parlamento e alle Tv.
Lo Slavini intanto pare acconsenta di nuovo al piccolo Green pass, esenzione per tutti gli operatori esterni di scuole università e RSA.
Fino al 31 dicembre 2021 chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative [..] deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde Covid-19″ leggiamo sull’Ansa. Chiunque vuole dire anche i genitori? Dal decreto sono esclusi gli studenti, ma i genitori?
Giuliano ed Ettore oggi sono stati con la mamma. Che gli ha preparato delle mezze maniche con la crema di piselli che dalle foto che mi ha mandato sembrano la fine del mondo.
Sono arrivati anche un po’ dei libri che Giuliano dovrà usare da lunedì. Intanto grazia all’autonomia scolastica qualche bimbo a Roma è già andato a scuola. Ho visto qualche grembiule e qualche zainetto in giro.
Il plexiglass è certamente uno degli attori della nostra piccola distopia quotidiana. Oggi sono andato a prendere un caffè in un un baretto in via dell’Orso che vi aveva edificato una gigantesca barriera tra il bancone e i clienti, sembrava di stare alla posta. Vi lascio foto.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 548

L’uomo del mojto ha fatto un paio di giravolte e ci ha fregato. Per la gioia dei professori universitari di Vercelli, di tutti i no vax, no pass, no tamp e no nada, no maglietta della salute (anzi quella sì che protegge dalle malattie melo diceva sempre mia mamma).  Alla fine pur avendo ritirato i suoi emendamenti, votando quelli di Fratelli d’Italia sembra essere riuscito a frenare il cammino, che ieri sembrava pacifico, verso l’estensione del Greenpass e l’obbligo vaccinale. Oggi si aggira felice dicendo che non gli risulta nessun allargamento del Grampasso all’ordine del giorno.

Intanto prende invece sempre più forma l’idea di tamponare (con il sierologico salivare) i bimbi delle elementari e che non essendo vaccinati sarebbero, un po’ è vero purtroppo, più a rischio contagio. Non si capisce se a tappeto, a campione o solo in alcune scuole da monitorare a fini demografico sanitari. Con Giuliano ed Ettore siamo andati a comprare un po’ di quaderni e cartoleria varia per la scuola sempre più prossima. Prima pizza bianca poi Buffetti, ce n’è uno vicino casa mia. Il mio Giuliano cresce anche se non piò ancora fare il vaccino, l’anno scorso volle liberarsi dello zaino con l’Era Glaciale, che considerava ormai imbarazzante e quest’anno niente animali sui quaderni, astuccio con la lampo da adolescente e il  Diario della Casa de Papel.

Intanto uno come l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese si espone proponendo l’aspettativa non retribuita per chi si rifiuta il Grampasso. Leggo di Alessandro Sallusti reo di posizioni molto radicali contro i no vax,  e di Libero assediati dai no vax, della madre di Bechis, direttore del Tempo, morta a causa di un medico no-vax che le ha sconsigliato il vaccino.

Mi rendo conto che alla fine non è una questione di destra o sinistra, Lega, PD. M5S ma qualcosa di trasversale e più difficile e suggente. Alla fine quasi tutti gli elettori di Salvini sono favorevoli ai vaccini, al greenpass e a tutto quello che può servire a salvare loro al ghirba. Però qualcuno si vuole comunque smarcare. La reale ragione mi sfugge ma evidentemente è un mio limite.

L’unica cosa che il Drago sembra essere riuscito a salvare è  l’estensione del Green Pass alle ditte di pulizia che operano nelle scuole e al personale delle mense scolastiche.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 547

Pare che a lottare ancora e sempre contro il Grampasso siano rimasti solo pochi originali, con e senza la maglietta della salute, cum e sine cattedra anche oltre il vercellese. La Lega ritira i suoi emendamenti e il Drago non ha più bisogno di porre la fiducia. La linea scivola lentamente verso l’obbligo vaccinale ma in un modo avvolgente e per ora condiviso, gradino dopo gradino, da sempre più organizzazioni, cittadini, partiti, media.
Noi invece abbiamo subito un’incursione indesiderata e non dal COLONAVILUS, come direbbe Ettoruccio. Con passo sicuro uno scarafaggio germanico (blatta germanica per la precisione) dalle lunghe antenne ha attraversato la soglia della cucina. Ero con Giuliano che preparavamo le uova, noi a volte ci facciamo colazione all’inglese (esiste anche la blatta americana che pure somiglierebbe però noi ritemiamo fosse germanica). Le sue veloci zampette lo hanno portato in una posizione di osservazione al centro della prima metà della cucina, proprio davanti al forno. Ho detto a Giuliano, rigorosamente scalzo, di andar via, si è voltato ha visto il mostro ed è fuggito urlando e saltando. Mi sono allontanato anche io per prendere il mocio in bagno. Mentre Giuliano, saltava sul lettone della camera da letto dove, la mamma e il fratellino ancora riposavano, io sprezzante del pericolo cominciavo il mio inseguimento del germanico coleottero, che impassibile mi aspettava dove lo avevo lasciato, armato di italico bastone, ma fallivo il primo colpo ed esso, miserabile vigliacco, fuggiva sul balcone. Proseguivo nella mia lotta ed infine con la paletta raccogli pattume riuscivo a dargli il colpo ferale.
Il figliol prodigo tornava con indosso calzini e ciabatte della mamma, a protezione dei piedini rattrappiti dal terrore, seguito dal fratellino, scalzo, che pretendeva di vedere anche lui il germanico coleottero. La blatta, americana o germanica poco importa, era orami nel cestino dell’umido, solo un’antenna, piuttosto lunga, era ancora visibile all’occhio attento di Ettoruccio mio che ogni tanto diceva al fratello di aver visto «un bacalozzo pelò invisibile»
Dopo un po’ compare anche la meravigliosa Martina con l’aria sconsolata di chi è stato svegliato inutilmente troppo presto.
Intanto il Generale Figliulo ci comunica che l’80% dei nostri concittadini ha fatto almeno una prima dose e che conta a settembre di cominciare con la terza per i fragili.

State bene e adelante con juicio

Coronavirus – Diario di crisi giorno 546

Il centro di Roma era paralizzato dal G20 sanità per il resto a parte il plexiglass sempre più presente, il caldo, le mascherine da portare in taxi o in autobus tutto bene. Ovviamente i 20 hanno parlato del covid nostro chissà che ne verrà fuori.
Ettore è qui che gioca è stato tutto il giorno con il fratello e con Giusy che è venuta a farci un po’ di babisitteraggio. Noi avevamo un impegno di lavoro e siamo stati fuori per tutto il pomeriggio. Le scuole cominciano a riaprire nel nord del paese. 300 professori universitari, tra cui anche note star del web, firmano uno sconfortante documento pieno di retorica sull’università luogo di inclusione contro il green pass. Pazienza ci vuole pazienza. Anche se mi chiedo chi vogliano includere, il covid nostro? che Mattarella abbia ragione quando dice “Non si invochi la libertà per sottrarsi dalla vaccinazione, perché quella invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui, e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui.” Proprio all’inaugurazione dell’anno accademico di un’Università. Comunque il Grampasso è servito molti indecisi per non avere rotture di scatole si sono vaccinati.
Oggi è il mio anniversario di matrimonio sono tredici anni che sono sposato con Martina ci sono successe cose belle e cose brutte ma siamo ancora qui insieme che cresciamo les deux, facciamo un sacco di stupidaggini, sbagliamo ma siamo qui che assistiamo alle infinite evoluzioni della vita e della morte. Lei, il mio amore grande è ancora bellissima anzi più bella di quando ventitreenne cominciò a uscire con me.
Festeggeremo con tortellini al sugo e una torta mimosa insieme ai nostri due amori più piccoli che ora si aggirano pericolosamente intorno alla pentola che bolle. Sono arrabbiatissimi con me perché non glieli scolo crudi, hanno fretta e fame dicono che sono cattivo.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 545

Non so spiegarvi bene il perché ma Ettore adora Cuore Matto la canzone di Little Tony. La canta con vero divertimento e passione. Ha imparato anche qualcosa in più del ritornello. Non strofe intere ma qualcosina si. Gliel’ha insegnata la nonna ma credo non sia solo per questo. Ettore è affascinato dal cuore è il fatto che possa battere forte e impazzire lo diverte. Ogni tanto vede qualche grande cuore rosso e urla <<Cuole matto! >>
Intanto a piccoli passi e progressivamente si va verso l’obbligo vaccinale e ci si allontana dallo scetticismo no vax, no green pass etc. Pare che anche Salvini sia arreso al greenpass e stia prendendo in considerazione l’idea di estenderlo, con somma gioia di Brunetta, al settore pubblico che pare dovrà abbandonare l’amato smartworking. Comunque siccome al cuor non si comanda insieme alla Meloni giurano che vada per il green pass ma no all’obbligo. Che comunque è già un gran passo avanti. Giuliano invece si è innamorato di un’altra canzone: Santa Marinella di Fulminacci e noi siamo stati proprio lì e tutto sembrava normale. Nessuna traccia di mascherine, distanze o quant’altro. Sembrava l’ultima domenica di vacanza e niente più. Però abbiamo trovato un bar che si chiama “Cuore matto” e che espone un 45 giri di Little Tony.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 543

L’obbligo vaccinale è il grande tema covid di ieri ed oggi. Dopo che il Drago lo ha messo all’ordine del giorno. Chissà che già l’effetto annuncio non sortisca qualche effetto come fu con il green pass. I racconti di persone non vaccinate che si sono ammalate spopolano non solo nel web ma anche nel passa parola.
Qui nel Lazio già dalla prossima settimana dovremmo essere intorno all’80% dei vaccinati. L’assessore D’Amato conta di arrivare all’85% – 86% entro settembre. A quel punto si potrebbe allentare le misure?
«Ci attendiamo dunque, avendo una maggiore copertura, sia una riduzione del numero dei casi, pertanto delle incidenze, sia dei riflessi sulla rete ospedaliera con una riduzione dei tassi sia di occupazione in area medica che in terapia intensiva.» Dice Alessio D’Amato che indica quel che faranno i danesi, che son più o meno quanti siamo noi laziali e hanno un livello dio vaccinazione simile, come possibilità anche per noi. Copenaghen dal 15 settembre toglierà le restrizioni. Faremo così anche noi? Niente più mascherine? Baci, abbracci e spomiciamenti vari? Magari! Io Ho ricominciato a dare la mano! Non sembra però che le aitorità sanitarie siano dell’avviso per il momento. Del resto il Lazio, anche per fortuna, non è uno stato sovrano come la Danimarca. L’immunità di gregge se verrà raggiunta dovrà essere al livello nazionale. Però sembra che a scuola nelle classi degli secondarie con alunni vaccinati sarà possibile stare senza mascherina. Sembra un primo importante passo verso la normalità.
Una cosa mi sembra singolare dell’organizzazione attuale del greenpass: perché i clienti devono avere il green pass nei ristoranti e i ristoratori no? Comunque la pizza che ieri abbiamo mangiato tutti e quattro era buonissima, chissà però se chi ci ha servito era vaccinato.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 542

Oggi di nuovo a casa con Ettore, abbiamo anche ricevuto una visita lui vestito da Batman io con i miei consueti bermuda e maglietta. Vuole molto combattere con «La Katana che mi ha fatto Giujano!» Il fratello in effetti al centro estivo che sta frequentando durante l’ora di kung fu, dove di solito con suo rincrescimento fanno flessioni e ginnastica, ha prodotto una spada di legno decorata con i animali dei monaci Shaolin: Drago, Tigre, Gru, Leopardo, Serpente come mi ha spiegato appunto Giuliano.  Non è una catana ma più una sciabola. Ha anche il caratteristico nastro che pende dal manico ma per Ettore no, per lui è una katana fatta da Giujano. Comunque il passaggio dai 5 animale Shaolin a Kun Fu Panda è stato velocissimo: ora Ettore è lì che ammira il grande PO.

Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva dell’obbligo di green pass nelle scuole, sostenendo che  In caso di mancato possesso del Green pass, “l’automatica sospensione dal lavoro e dalla retribuzione e la mancata adibizione del personale scolastico ad altre e diverse mansioni è correttamente e razionalmente giustificabile alla luce della tipicità delle mansioni del personale scolastico, specie di quello docente”. Ad adiuvandum aggiunge che nel caso del tampone in sostituzione del certificato comprovante l’avvenuta gratuita vaccinazione […] non appare irrazionale che il costo del tampone venga a gravare sul docente che voglia beneficiare di tale alternativa”. Quindi non solo è giusto che il personale scolastico entri solo se munito di greenpass ma nel caso voglia evitare il vaccino, gratuito, con il tampone che se lo paghi lui. È solo la prima di una serie di sentenza di cui chi scrive non conosce l’esito però valeva la pena raccontarla.

Nel frattempo l’ottimo Borghi ha votato contro il green pass in commissione, il PD ha chiesto un chiarimento politico alla Lega che ha fatto sapere che Letta non capisce.

Nella carta curata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) il Lazio è tornato rosso.

Il Drago nostro, che non è il guerriero dragone ma quando vuole mena, indica il traguardo dell’80% di copertura vaccinale entro fine settembre stigmatizzato, come si diceva un tempo, gli attacchi anche violenti e un po’ vigliacchi dei no vax. Poi aggiunge che l’estensione del greenpass ci sarà «La direzione è quella»

 

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 541

M’ero dimenticato quanto mi piacesse andare in bicicletta. Agosto è stato un mese poco ciclistico per me. Oggi tornando in ufficio l’ho ripresa è portata da Simone, il nostro biciclettaio di Porta Portese. Il mio peso più quello di Giuliano alla lunga non sono sostenibili per gli esili raggi della mia Dea: si spezzano e bisogna cambiare la ruota.
Forse quest’anno niente più Giuliano dietro. Trovo Roma dove l’avevo lasciata, qualche turista in più’ in centro e una campagna elettorale ancora sonnacchiosa.
In ufficio dopo un po’ m raggiunge Flaviano e poi il questuante delle nuvola che ora vorrebbe una terza dose, cosa che per il momento credo potrebbe ottenere solo in Israele.
Nel frattempo non sembra ci sia stato alcun assalto al treno i no-vax no-pass per il momento sembrano caratterizzasi più come un movimento di stolker che come un movimento politico. Ma è presto per dirlo. Intanto qualche insegnante sprovvisto di green pass ma munito di certificato medico è stato respinto dai presidi. A Torino due professori che non vedevano l’ora di essere respinti (una militante no-pass) hanno subito denunciato il preside ai carabinieri pare per abuso di ufficio.
Insomma il primo giorno in cui il greenpass serviva per qualcosa in più che per la pizza e il cinema, treni, lavorare a scuola, aerei, autobus a lunga percorrenza, navi e traghetti tutto sommato non è successo niente di grave.
Ettore è in uno stato di grazia assoluta oggi ha la sua bellissima mamma tutta per se. Giuliano invece è al centro estivo, siamo passati ad informarci per la piscina, nonostante il credito di cui godiamo per l’interruzione dei corsi i gerenti vogliono comunque altri soldini, che gli daremo.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 540

I nopass-novax domani fermeranno i treni? Probabilmente qualcuno sì. La celere li caricherà? Non lo so. Decideranno questori, prefetti e il ministro, anche se il buon senso consiglierebbe di non far male a nessuno se non necessario. Non è che siccome dicono sciocchezze, e secondo me le dicono eccome, li possono pistare come l’uva. Invece ho scoperto che alcuni di loro non ci vanno per il sottile. Ricordate la manifestazione davanti al ministero di cui vi parlai ieri? Beh più di qualche sberla a un collega che faceva qualche domanda, da uno strano personaggio una specie di bidello Katanga (copy di Marinoni Franco).
Nel frattempo il cerchio si stringe attorno ai bimbi che restano i meno vaccinati e quindi i più esposti. Chi può li vaccini e vi prego maestre e Ata vaccinatevi. Meglio che tutti anche i più responsabili mantengano la calma.
Il mio dolce Ettore che parla spesso del colonavilus che lui, Batman, combatte di notte oggi è venuto con me a Primavalle; abbiamo fatto un po’ di foto per i murales e qualche giro. Non ci andavo da quando avevo 16 anni, andavo lì a fare una sorta di doposcuola ai bambini ne ricordo uno Alessandro Pascale, chissà che fa, ora sarà un uomo. Gli volevo un gran bene, era spesso arrabbiato ma aveva qualche ragione per esserlo.
Da domani a Roma riaprono i nidi, e non ci saranno più le bolle! Ettore credo le abbia vissute solo l’estate scorsa. Erano un sistema per tenere i bambini più piccoli, e quindi più inclini a toccare e a mettere in bocca tutto, compresi i compagni di classe, divisi in piccoli gruppi. Tornano le tradizionali sezioni restano la misurazione della temperatura e il divieto di ingresso a chi avesse più di 37,5

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 539

Nei piccoli centri dove tutto è meno quel che c’è sembra di più. Roma con la sua vastità spazio temporale invece ci ha accolto fra le moltitudini impiegatizie di ritorno dalle ferie come noi e i turisti nord europei questa estate padroni di Roma.
Tornare alle cose consuete, la casa, le vie, il supermercato, i pesciolini rossi, la mia biblioteca, il mio letto è un po’ ritrovarsi.
Oggi sono stato con Ettore che mi è sembrato molto contento di stare con il papà, mentre tornavo da Piazza San Cosimata («pecchè piazza è femmina» dice il mio amore) ho trovato davanti al Ministero della Pubblica istruzione i novax che urlavano per la loro libertà di vivere senza greenpass. Non erano estremisti di destra anzi ho visto qualche bandiera rossa e più di qualche sigla sindacale.
La partita ora è lì nelle scuole e negli uffici che ne stanno organizzando la riapertura. Pare che le piattaforme informatiche che avrebbero dovuto impedire il controllo quotidiano dei greenpass non saranno pronte per un po’. Quindi tutti i giorni il personale scolastico dovrà mostrare il proprio QRcode come noi al ristorante. È chiaro che è interesse di chi si oppone al greenpass, ed in ultima analisi ai vaccini, che il meccanismo sia il più farraginoso possibile.
I delicati equilibri della scuola sono cosa seria. Vedremo che succederà troverei sensato e decente che tutti i docenti e non docenti della scuola pubblica si vaccinassero, dato che lavorano per lo stato e devono trasmettere conoscenze in un ambiente sicuro a bambini e ragazzi, però non pare sia così semplice. Si parla ancora dell’obbligo vaccinale ma per ora sono solo parole, ipotesi.


Tra le mille superstizioni riguardo il vaccino c’è quella sulle donne incinta ed in allattamento. In realtà il vaccino non ha controindicazioni particolari per loro o per i loro bambini mentre il covid sembra avere la cattiva abitudine di provocare parti prematuri. Quindi, la Società Italiana di Neonatologia (SIN), la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), la Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI), la Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI), la Società Italiana di Medicina Perinatale (SIMP), l’Associazione Ginecologi Territoriali (AGITE) e la Società Europea di Rianimazione Pediatrica e Neonatale (ESPNIC) fanno appello al Ministero della Salute e a tutte le istituzioni perché “sia promossa il più possibile la vaccinazione delle donne in gravidanza ed in allattamento oltreché dei bambini di età superiore ai 12 anni (e più piccoli quando vaccini dedicati saranno disponibili)”.

State bene e adelante con juicio! E vaccinate le MAMME, se possibile anche le maestre!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 536

Sono un po’ brillo. Sono a cena con mia moglie, soli! Senza les deux che non l’hanno presa benissimo, Giuliano sono due giorni che protesta, Ettore quando ha capito ha chiesto dove andassimo e alla mia risposta, a cena Cheek to Cheek solo noi due, manifestato tutta la sua contrarietà con grande serenità: <<No, no. >> Giuliano voleva sapere a che ora saremmo tornati, immaginava mezzanotte credo per Cenerentola ed altre reminiscenze fiabesche. Anche i nonni no. Ci fanno salutati con grande entusiasmo. Alla fine se ne fecero una ragione ed io portai la mia principessa azzurra a cena. Non capitava da prima dell’avvento del covid nostro. A pranzo si ma a cena erano un paio d’anni che non capitava. È stato bello, abbiamo mangiato, bevuto, chiacchierato. Lei era splendida come sempre ma un po’ di più perché andavamo al suo ristorante preferito. Un posto che le ricorda tante cose anche diverse da me. Il cibo era buono il servizio mascherato e deferente il giusto. Al ritorno Giuliano ci aspetta alzato, ci rimmergiamo in noi quattro ma finché è durato è stato divertente.
La Sicilia ingiallirà quasi certamente, l’assessore alla sanità parla di turisti venuti da tutto il mondo ma anche di troppi siciliani non vaccinati. Pare sia comparsa una soluzione informatica che consente alle scuole di controllare i greenpass senza farli esibire ogni dì. La storia non sembra essersi fermata per il covid nostro, quello che sta succedendo in Afganistan segnerà il futuro del pianeta come il virus. Tra le passioni di Ettore c’è la Luna che molto guarda e di cui chiede spesso, ci vuole andare con il dondolo, le altalene e tutti i nostri mezzi di locomozione immobili.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 534

«Vittoria, non mi dimenticheranno: medaglia, bandiera, coppa! »
Questo l’urlo di battaglia di Ettoruccio che ha apprezzato e compreso le Olimpiadi e gli europei più di quanto immaginassi. Fa questa piccola sceneggiata quando ritiene di aver sconfitto il fratello in alcuni forsennati, ma solo mimati, incontri di box. La distopia climatica sembra regredire almeno un po’ . Fa vagamente più fresco, oggi ho anche potuto fare una passeggiata con Giuliano verso le 15:00. Martina, che gioca a pallavolo con lui, si è immersa nella sua grande e numerosa famiglia: cugine, zie, nonne, è bella e felice. Sembra che i sindacati continuino a trincerarsi nella difesa del tampone gratis per tutti nella scuola. Mentre scrivo Giuliano ha bucato il suo Super Santos facendolo schiantare contro le rose della nonna. Mi ricorda le mille volte che è successo anche a me. Il rischio di bucare il pallone c’è sempre, bisogna stare attenti anche da grandi.
Intanto la Corte europea dei diritti dell’Uomo ha respinto una richiesta di sospensiva dell’obbligo vaccinale contro il Covid-19 proposta da 672 pompieri francesi. La cosa potrebbe avere conseguenze anche Chez nous dove si parla sempre più spesso di introdurre l’obbligo vaccinale. Nel frattempo la scuola italiana non solo non riesce a liberarsi dalla gratuità, a carico degli istituti, dei tamponi ma sembra voglia verificare i green pass ogni giorno, everyday, per non discriminare i non vaccinati secondo alcuni. Il che creerebbe file ed assembramenti inevitabili. Dato che si va verso la validità annuale per i vaccinati la cosa appare inutilmente farraginosa ad alcuni.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 533

Il fatto che le persone si ammalino di più e stiano peggio nelle province e in generale nei posti in cui ci sono meno vaccinati sembra non spiegare nulla a molti. C’è una specie di ostilità preconcetta in tutto il mondo da parte di alcuni nei confronti delle misure di qualunque tipo, non solo i vaccini, anche le mascherine, il distanziamento etc. Come se il covid fosse un dispetto o peggio un sopruso di qualcuno da sfidare e sbugiardare. I giorni qui passano tranquilli, i bambini giocano con i nonni e stanno meno con noi. Martina anche sta un po’ con la mamma e la sua di nonna che come dice Ettore è la bisnonna sua e di Giuliano. Anche a Roccasecca qualche abitudine è inevitabilmente cambiata. Una cosa la accomuna in questi cambiamenti a Roma: la superfetazione dei tavoli all’aperto. Sono ovunque anche qui fin nella parte carrabile delle strade. Pare che lo Smart working possa essere almeno parzialmente ridimensionato. La Gelmini, che fa un po’ quello che prima faceva Boccia dal quale ha rilevato il ministero, dice un po’ sbrigativamente : «Non abbiamo acquistato oltre 100 milioni di dosi di vaccini per far lavorare gli italiani da casa». Vedremo il timore per l’autunno permane. Intanto le vittime e i contagi salgono un po’ di nuovo. Sono 6.076 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Lunedì erano stati 4.168. Una sessantina le vittime. In Israele i primi riscontri dicono che un’ulteriore somministrazione migliora l’efficacia del vaccino contro il coronavirus. Forse lo faremo anche qui. Il punto è etico non medico. Si può vaccinare con tre dosi la parte più ricca della popolazione mondiale quando covax o no la stragrande maggioranza degli umani non ha ancora ricevuto la sua prima dose? Non so. Intanto arrivano tramite la chat delle mamme appelli a vaccinare i figli. Appello rivolto ai genitori degli ultra dodicenni ma che giungono anche a noi. L’idea che presto Giuliano ritorni in classe con mascherina, ricreazione in aula etc. non mi entusiasma ma non credo sarà diverso il rientro. Lui si arrabbierà un po’ anche perché è in una fase molto vivace già colta dalle maestre. Che pur avendogli dato tutti AVA ( il non voto più alto possibile ora) lo hanno sottolineato. Ora è appena rientrato con la sua irresistibile mamma che lo ha trovato nella piazza del paese tutto sporco di fango, causa una scorribanda in un campo di calcio.
State bene e adelante con juicio !

Coronavirus – Diario di crisi giorno 531

Per gradi siamo discesi in pianura. Sempre meno fresco e sempre più cicale, questo simpatico animaletto canterino non deve amare il fresco e le altitudini. Passiamo per Vivaro dove partecipiamo ad una sagra della petaccia, sorta di fettuccina locale. Grandi distanze tra i tavoli immersi in uno spettacolare bel vedere sembra di essere in un lodge esotico. Noi portiamo in casa, invece, il bottino di salsicce e petacce. Bella serata, Giuliano e Gianluca si lasciano coinvolgere in una forsennata partita di pallone nella piazza del paese. Raramente ho visto Giuliano così scatenato e divertito. L’indomani scendiamo ancora raggiungiamo i nonni a Roccasecca. In questi giorni mi è capitato di parlare con un po’ di personale tra ristoranti ed altri luoghi che hanno contribuito ad accrescere la mia massa non muscolare. Ho scoperto che ci sono anche molte persone arrabbiate con chi non si vaccina e che le considera il principale ostacolo alla fine della pandemia. Non dico con la stessa rabbia dei no vax ma ci avviciniamo. Leggo su alcuni giornali paragonare invece il greenpass ai banchi a rotelle ed indicare le scuole come i principali focolai dell’epidemia. Senza nessuna pezza d’appoggio statistica o scientifica, così perché ora fa molto destro e libertario che ai tempi del covid nostro non sembra più essere un ossimoro. Prende corpo anche la polemica sui ristoratori che costringono i greenpassati a mangiare all’interno in modo che i non vaccinati possano accomodarsi all’aperto. A me non è successo, e credo finirebbe a male parole, a dire il vero, ma ci apre niente meno che il corriere.ti quindi vale la pena annotarlo. Sto leggendo un gran bel libro della Simonetta Agnello Hornby si chiama Piano Nobile e racconta di una Sicilia , per la precisione Palermo, quasi Gattopardesca ma più femmina e moderna, che crolla sotto il peso delle bombe alleate.
Leggere ti da la possibilità di fuggire sempre nel tempo e nello spazio. In questi tempo invece le persone continuano a morire, non troppe ma numerose è troppo spesso senza vaccino.
State bene e adelante con juicio !

Coronavirus – Diario di crisi giorno 529

Il Generale Figliuolo che non vuole stare dietro la collina sembra avere finalmente ottenuto i numeri sulla scuola che, a volte in modo composto a volte no, chiedeva da tempo. Sicilia, Sardegna e Calabria – rispettivamente con il 54,49, il 67,07 e il 67,17% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale in questa categoria – restano le tre regioni con il più basso numero di immunizzazioni del personale scolastico. Il dato complessivo invece sembra essere dell’ 81,3 per cento. Su 1.455.308 persone del comparto sono 1.190.932 quelle che hanno completato il ciclo.
Sono numeri buoni o cattivi ? Non lo so certo mi vergogno un po’ per la Sicilia che anche questa volta ha trovato il
Modo per esibire la propria arretratezza. L’isola meravigliosa dalla quale proviene parte del mio sangue o più semplicemente mio padre. Mi chiedo se anche le maestre dei miei bimbi saranno vaccinare oppure no. Saranno novax ? Dopo cinque giorni senza il green pass verrebbero sostituite. Mi spiacerebbe ci piacciono. Vedremo. Noi però saremo a Roma, come si farà in Sicilia dove praticamente un insegnante su due non è immunizzato? Tutti tamponati ? Bah
Ettore ha imparato che si può parlare all’orecchio. La cosa lo entusiasma e allora ogni tanto viene e mi sussurra cose. A volte si sbaglia e prima declama ad alta voce quello che vuol dirmi all’orecchio.
Cose di fondamentale importanza per il
Pianeta che spesso riguardano BATMAN o la mamma.
Riesco a passeggiare un po’ anche da solo è una cosa che mi piace fare molto qui in montagna. La nostra vacanzina qui sta per finire. Siamo stati bene anche grazie all’ospitalità e alla gentilezza di Cristina. Questa sera andremo a cena fuori e dovremo di nuovo mostrare i nostri greenpass. Qui gli zampognari ci sono anche d’estate ed è bello sentirli: lamentosi musici provenienti da un tempo passato.
Le mascherine continueranno ad accompagnarci per un po’ , le vedo per ora sui gomiti fra i turisti nei prati che frequentiamo nelle nostre escursioni. Gli esperti però ci rassicurano che non ci saranno più chiusure in autunno.

 

Coronavirus -Diario di crisi giorno 527

Ieri siamo arrivati a Rivisondoli dai Falchi con cui spendiamo sempre un po’ di tempo in estate qui nella loro deliziosa casa di montagna. Arrivando abbiamo pranzato in una stazione di servizio e ci hanno chiesto e controllato con App il QR code. Nel pomeriggio mia moglie ha prenotato dei biglietti per il cinema e ha dovuto mostrare e far scansire tutti i QR code del caso. I bambini si divertono molto la temperatura distopica sembra quasi averci abbandonato anche se non ho mai visto l’erba dell’Abruzzo così gialla. Ettore ha deciso che è fieno e che va bene così. Anche qui incendi e cielo che promette pioggia e non mantiene, poi però piovve. Ieri sono dovuto andare a fare una commissione a Castel di Sangro ci sono andato insieme ad un maestro di sci che qui a Rivi fa molte altre cose. Emilio era evidentemente molto attirato dagli incendi che ogni tanto incontravamo, me ne parlava con lo sdegno di chi ha la sensazione che un’ingiustizia inevitabile si stia consumando davanti a lui ma anche con una evidente partecipazione. Decido allora di accostare per fargli vedere l’incendio un po’ più da vicino, la seconda piazzola è quella buona, lì mentre parlo a telefono sguscia via e incontra un ex forestale con cui si mettono a discettare: contro fuochi, atomizzatori, elicotteri ed interventi da terra.

Trovo i miei che giocano in un enorme prato a Roccaraso che però ha una densità umana per metro quadrato paragonabile a Porta Portese una domenica di autunno con il sole. Qui è pieno di persone un po’ ovunque, ogni anno qualcuno di più. Precisamente tutta Posillipo e dintorni si è trasferita qua. Noi romani siamo pochi, anche perché uno fico di Roma nord con ci va in Abruzzo, eventualmente va a Cortina o a Madonna di Campiglio. Intanto pare che abbiamo invaso di nuovo la Sardegna che non è in grado di reggere l’impatto sanitario della solita invasione estiva romano lombarda, infatti sembra possa finire in zona gialla insieme alla Sicilia che resta il posto con meno vaccinati ed ha raggiunto un notevole 10% di terapie intensive occupate.

Solo al mattino presto la densità diminuisce un po’ e si sente anche un meraviglioso freddo. Passeggiare qui è una meraviglia ti dimentichi un po’ tutto pure il Covid nostro. Quando torno a casa di Cristina trovo tutti pronti per il una spedizione in bici. Arrivati al campo golf che affitta anche le bici li convinco a provare il green senza pass e devo dire che ci siamo molto divertiti anche Giuliano, Gianluca ed Ettore. Il Papa dice che vaccinarsi è un atto di amore. Forse è troppo generoso con noi vaccinati però è vero che chi si vaccina protegge anche i suoi cari e i più fragili.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 525

«Mi piace il mio pianeta, mi piace, il mio pallocco lotondo è impoltantissimo.» Ettore a suo modo sta prendendo confidenza con l’idea che viviamo su un pianeta che si chiama Terra. Quando in televisione compare la riconosce e ce la saluta con giubilo: IL MIO PIANETA! Per lui però è il suo pianeta, suo, proprio di lui Ettore che tra le altre cose essendo un mastro costruttore, altro portato delle cinematografia Lego, potrebbe anche averlo costruito lui. Roma invece l’ha fatta certamente lui.
Giuliano è alle prese con le prove del nove: divisione e moltiplicazione, compiti per le vacanze. Martina è molto indaffarata per la preparazione delle valigie che stiamo per partire di nuovo per vacanzina.
Pare che abbandoneremo il caldo e che anzi dalla prossima settimana potrebbe anche piovere, almeno in Abruzzo dove ci apprestiamo ad andare.
Oggi sui giornale la triste e un po’ spaventosa vicenda afgana nasconde in parte eventuali novità sul covid nostro. Una sola notizia merita una qualche menzione: l’organizzanda manifestazione Provax di Calenda.
Il fantasioso e iperattivo candidato sindaco di Roma ha ben pensato di organizzare, l’11 settembre (data molto significativa) una manifestazione Pro – Vax in contrapposizione a quelle no-vax o no greenpass. La cosa ha avuto un discreto riscontro mediatico, come tutto quello che fa il Calendone. Del resto come diceva Pannella ad agosto lavorate, non andate in vacanza che i giornali non sanno che scrivere vi copriranno. Ora è la volta dei contatti con personalità del mondo dello sport, della cultura e della medicina per il palco previsto a Piazza del Popolo: finora (sembra, ma che importa) il sindacalista Marco Bentivogli, l’economista Carlo Cottarelli e il professor Roberto Burioni. Poi siccome per fare politica non bisogna imbarazzarsi quasi di nulla invita anche la Raggi e Zingaretti.
Mi sbaglierò ma ho la sensazione che non importi molto agli organizzatori di questa manifestazioni il mettersi sullo stesso piano dei no-vax. Non mi sembra una strategia geniale però poi alla fine siamo un paese libero ed io mi sbaglio spesso.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 524

«Guarda che io so fale allocco. »Dice Ettore. L’arrocco come è noto ai più è una mossa degli scacchi che consente di mettere al riparo il re proteggendolo con una torre che lo scavalca. È l’unica mossa che permette di muovere due pezzi contemporaneamente e l’unica in cui il re si muove di due caselle. Ne esistono di due tipi: quello lungo e quello corto. Nel linguaggio non scacchistico, per analogia, significa che qualcuno vuole difendersi e un po’ nascondersi da un pericolo senza affrontarlo a viso aperto, si chiude. Il sindacato sulla questione della vaccinazione dei lavoratori, sul Green Pass ed altre questioni legate alla pandemia sembra aver adottato una strategia simile. In particolare per i professori sembrava essere riuscito a spuntare un accordo molto difensivo che prevedeva addirittura il rimborso del costo del tampone per i non vaccinati . La cosa è apparsa un po’ eccessiva e alla fine si è stabilito che si è così ma non per i no vax, che vorrei capire come funziona praticamente. Gli chiedono se sono no vax o non ancora vaccinati, dolce ed eufemistica condizione che farebbe accedere al gratuità?
In ogni caso il costo pare ricada sui non ricchissimi budget degli istituti scolastici, le singole scuole.
Per Ferragosto siamo andati dai nonni di Giuliano ed Ettore, pranzo di famiglia anche con Marika la sorella di Martina e la sua famiglia. Tanti bambini, tanto casino, grande festa. Era tanto che non si vedevano credo che Martina ne sia stata felice. Ettore si è fatto molto coccolare dalle cuginette più grandi, Giuliano si è molto misurato con i cugini a pallone scacchi e freccette. Io un po’ ho letto e un po’ ho scherzato con i bimbi non miei. E sono anche riuscito a non mangiare troppo, ho saltato il dolce che prometteva piuttosto bene. Ah dimenticavo per fare l’arrocco il re e la torre non si devono essere mai mossi prima e non ci deve essere uno scacco in atto.
A dire il vero poi Ettore se gli chiedi di farti vedere il suo arrocco ti prende il re e il pezzo più lontano che trova è lì inverte, ad affascinarlo credo che sia soprattutto il gesto delle mani e delle braccia che si incrociano e si sovrappongono. Quasi una questione di simmetrie.

Buon ferragosto!

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 523

«Pelò papà Roma non è un’astlonave». Questa cartesiane verità esposta dal mio Ettore credo sia abbastanza indiscutibile. Eppure in questi giorni sembra che stiamo facendo un viaggio singolare, con noi pochi passeggeri rimasti a bordo. La rotta prevede, oltre alla convivenza con uno strano virus alieno che ha invaso i ponti da più di un anno e mezzo, inusitate temperature. Fa un caldo boia! A tal punto che qualcuno ipotizza di dovere cambiare ancora i ritmi della vita a bordo. Si potrebbe lavorare di notte, dormire di giorno vestirsi in modo adeguato, non uscire di casa, alimentarsi poco e liquido. Ne ho lette tante e mi hanno ricordato non poco il fiorire di notizie e consigli per affrontare il covid nostro. Ormai esiste un nuovo genere giornalistico: i consigli per le emergenze. Diciamoci la verità la nostra astronave non se la passa benissimo.


Ieri abbiamo abbandonato la nave per un po’ e siamo andati a casa di amici, Gianluca, Cristina e Tony, a Vivaro Romano, delizioso paese vicino Roma, un po’ più alto e boscoso il giusto. La temperatura era più sopportabile. Le mascherine quasi dimenticate sono ricomparse solo quando il sindaco, una signora elegantissima e gentilissima Beatrice Sforza, ci ha mostrato una chiesetta che si erge in mezzo ai prati e al limitare di un piccolo boschetto Santa Maria illuminata, che non è la santa protettrice di massoni ma un santuario legato al ritrovamento di un’icona sacra della Madonna grazie a dei raggi luminosi che indicarono ai fedeli dove trovarla.

Promette pioggia ma è una bugia

I bambini hanno molto giocato nel pratone anche con un drone uscito con Topolino che ha volato per un po’ prima di cadere esanime a terra ormai scarico. Poi si sono dati al pallone e a varie esplorazioni in cerca di lupi famelici che assicurano di aver avvistato sul limitare della macchia circostante
A un certo punto il cielo sembrava promettere pioggia ma era una bugia, come spesso capita da un po’ di tempo a questa parte.
Il mondo continua ad avere i suoi guai e il covid nostro dà il suo contributo. Le scuole presto riapriranno, i tecnici del ministero sembra abbiano trovato un accordo con i sindacati dei professori per far insegnare anche i non vaccinati purché muniti di Greenpass con tampone pagato dall’istituto, i presidi non vorrebbero pagare e con i fondi degli istituti e quindi non hanno firmato. Si autorizza “[…] mediante accordi con le aziende sanitarie”, a usare le risorse straordinarie per la gestione dell’emergenza sanitaria “per sostenere il costo, o parte di esso, necessario ad effettuare i tamponi diagnostici per il personale scolastico”.
Questo è un banco di prova piuttosto significativo vedremo come finirà, nel frattempo il generale che non si nasconde dietro la collina punta a vaccinare il 60% degli studenti.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 520

«È ancora più buono del mondo!» Questa l’esclamazione di Ettore per manifestare la sua gioia e il suo apprezzamento per un cappuccino d’orzo preparato a lui e a Giuliano dalla mamma. Non so se mi diverta di più sentirglielo dire o vedere Giuliano che me lo viene a raccontare parola per parola come se io non fossi nella stanza accanto ma chissà in America. Eppure è bello vedere che si osservano, si piacciono e si fanno simpatia, perché nella vita ci si può anche stare antipatici e non è colpa di nessuno.
La mia dottoressa dopo un po’ di resistenza ha preso atto che non ho il covid ma vado curato ugualmente e ha accettato di prescrivermi un antibiotico, speriamo bene, oggi ho preso la prima pasticcona, per ora non noto grandi differenze.
Il grande tema del giorno è il Green pass al ristorante, sono un paio di giorni che si susseguono dichiarazioni e circolari del Viminale su cosa debbano controllare i gerenti o i loro dipendenti ai clienti. L’ultima versione prevede richiesta del Grampasso e documento di identità solo in caso discrepanze evidenti tra la persona e quel che dice il Green: sembri molto più vecchio o più giovane oppure semi donna invece sul green risulti uomo. Chissà che ne dice il mondo LGBTQ+? La circolare sembra un’involontaria negazione del ddl Zan aprendo così una discreta questione di genere. Desumo in ogni caso che si possano affittare, prestare e scambiare green pass purché tra simili per sesso ed età. Mi rendo conto che dire semplicemente che i controlli spettano alle forze dell’ordine, oppure che per mangiare al ristorante al chiuso servono documento e Grampasso era troppo semplice e complesso allo stesso tempo.
Non possiamo certo dirimere la questione qui, però raccontare come è andata a noi sì. Ieri era il mio onomastico, per festeggiarlo i miei amori mi hanno portato al Lago dove abbiamo giocato con l’argilla, tentato inutili pesche con il retino, preso un po’ di sole ed infine cenato. Colgo l’occasione per ringraziare quei miei affezionatissimi lettori che hanno voluto farmi gli auguri.
Dato che quando ci siamo seduti sembrava stesse arrivando un nubifragio ci siamo fatti spostare dentro. Alla nostra richiesta la cameriera, con il fare complice che credo avessero le sue colleghe ai tempi del proibizionismo americano, ci ha chiesto «Green pass?». Noi gli abbiamo detto che lo avevamo, esclusi i piccoli. «No va be ma ne basta uno se lei è sua moglie..» Ora si dà il caso che lei fosse mia moglie però non ho ben capito cosa centrasse. Al che io fiero e coronato, dal cappellino che avevo ricevuto per regalo, estraggo il mio Gren pass manco fosse la carta d’oro che il Gran Khan diede a Marco Polo come lasciapassare per tutto l’impero, mia moglie prepara il suo sul cellulare, ma niente nessuno ce li degna di un solo sguardo distratto. Pare però che controlli o non controlli molti miei concittadini si siano convinti a vaccinarsi il che fa del Grampasso comunque un’istituzione utile, non so se commendevole, ma utile sicuramente.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 518

Un pizzicore in gola, a me comincia sempre così, un rossore doloroso tra la laringe e la faringe, tra il sopra e il sotto della mia gola svuotata, senza tonsille e senza adenoidi. Poi la solennità del raffreddore che mi occlude il naso quasi completamente e mi priva di ogni sensibilità olfattiva o gustativa per giorni, poi tosse prima secca e soffocante, poi grassa e produttiva, ed infine, dopo molto espettorare, lentamente guarisco. Non senza aver riempito buste e cestini con i miei fazzoletti di carta, aver sudato l’impossibile con acido acetilsalicilico, paracetamolo, antistaminici, antinfiammatori e quanto la mia fantasia e la mia fornitissima farmacia per raffreddori mi offre di volta in volta. È stata per me un’antica routine quasi rassicurante. Finché qualche anno fa, credo un anno prima dell’avvento del covid nostro un medico di famiglia che sostituiva la mia, mi terrorizzò spiegandomi che dovevo stare attento e che quell’anno sarebbe stato terribile, alla notizia che avevo due figli piccoli, portatori di raffreddori e virus per eccellenza, mi guardò con commiserazione. Quando vidi che si precipitava nelle sale d’aspetto per far aprire tutte le finestre (a febbraio) perché le influenze non vengono con il freddo ma con le finestre chiuse un po’ mi allarmai anche io. È da allora che non mi godo i miei solenni raffreddori con il giusto piacere di un tempo. Poi un anno dopo arrivò il covid nostro ed è inutile dirvi quanto sia difficile prendere i sintomi influenzali come una scusa per farsi coccolare un po’ di più da Martina.
Sta di fatto che la settimana scorsa un paio di giorni dopo il nostro ritorno da Pesaro son giunti i sintomi, tutti i soliti, però con particolare forza, la gola mi bruciava così tanto che ho pensato fosse qualcos’altro, ovviamente di incurabile e letale. Poi pian piano sono arrivati tutti gli altri sintomi ed anche Giuliano è caduto sotto i colpi del nostro comune amico. Siccome non passa ed io un po’ ipocondriaco lo sono, alla fine oggi sono andato in farmacia per fare lo stesso tampone che sei mesi fa mi costò una fila di sei ore al drive in dell’ex Forlanini. Invece questa volta 15 minuti tra modulo, cassa, tampone e referto e 15 euruzzi in contanti.
C’erano tanti turisti e ragazzi, tutti con il problema di aver un Green pass per vivere e girare, dodicenni accompagnati dai genitori. Alcuni avevano avuto anche problemi burocratici di qualche tipo con i loro grampassi precedenti. Mi sono immaginato questi turisti che si fanno tamponare ogni 48 ore, non deve essere il massimo. La ragazza che ha raccolto le mie secrezioni nasali era tutta involta in una tuta, riuscivo a vederle solo gli occhi che erano bellissimi e curatissimi, mai ho visto ciglia così lunghe. E’ gentile dopo aver prelevato quel che doveva, da tutte e due le mie narici e vermi detto bravo, mi fa aspettare pochissimo e poi mi dice che è andato tutto bene che è tutto ok. Chiamo Martina ci felicitiamo però comunque ancora non mi passa. Vado a fare un po’ di spesa. Dopo un po’ mi arriva un SMS dal ministero della sanità che mi dice che posso scaricare il mio certificato verde, dove e come. Non lo faccio perché ho già quello del doppio vaccino. Torno a casa cucino per loro e quando Giuliano mi dice che le penne gli danno sempre un senso di felicità capisco che non è stata una brutta giornata.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi week-end 66

«Papà, papà abbiamo vinto un altro oro nella staffetta dei 4 per cento». Così Giuliano irrompe nella mia lettura di Klara e il sole di Kazuo Ishiguro quando finalmente Klara sta per incontrare il suo dio e la sua fonte di vita. Siamo stati al mare a Fregene les deux si sono divertiti come dei matti anche grazie alle onde. Giuliano si è preso un rimbrotto dal bagnino perché si allontanava troppo, vedo che gli indica la bandiera rossa e che lo porta davanti alla sua postazione: «Se devi nuotare lo fai qui davanti a me lì c’è più corrente». Non sento bene ma me lo racconterà mia moglie un po’ in imbarazzo e un po’ geloso decido di impiastricciare di crema solare l’area vasta della mia epidermide e di mettermi vicino a Giuliano. Riesco anche a convincere lui e la sua tavola (body board) a farsi trascinare invece di opporsi sempre alle onde. Creando così una routine che lo riporta a terra prima che sconfini troppo a largo o troppo verso il canale.
In qualche modo anche con il covid nostro bisogna trovare una routine. Dopo un’apparente calma piatta ritorna a ondate, con intensità diversa, in base alla stagione, ai mezzi che abbiamo usato per contrastarlo, alla sua ultima mutazione. Una routine mutevole e non sempre gradevole ma noi ci adattiamo velocemente, forse più di lui.
Roma è di nuovo deserta ma questa volta non per paura ma per vacanza, si è svuotata si aggirano solo i candidati alle comunali, pochi residenti, turisti non sono moltissimi e qualche cinematografaro.
Zingaretti sembra essere riuscito a recuperare il backup dei dati della regione e ora ci si può prenotare di nuovo per i vaccini. https://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it/main/home
Girando tra mare e città mi imbatto in un po’ di situazioni in cui i gerenti dovrebbero chiedere almeno di tirar su la mascherina: qualcuno lo fa qualcun altro no, infatti è senza anche lui. Il compito di verificare il Greenpass è di fatto delle stesse persone che ci ricordavano di tenere su le mascherine nelle attività in cui è obbligatorio. In fondo credo che andrà più o meno come è andata con le altre misure, qualcuno sarà più ligio e qualcuno meno. Non mi è ancora capitato di pranzare al chiuso o di andare in piscina ma spero in bene.
I dati continuano a crescere ma dando uno sguardo alla crescita settimanale non lo fanno più esponenzialmente questa settimana abbiamo avuto 39.229 nuovi casi contro i 33.229 della settimana scorsa. La seconda settimana che frena il che rassicura. Le settimane precedenti invece avevano avuto un incremento più preoccupante 5.000, 10.000, 20.000.
Il Drago dice che l’economia va bene cresce e che spera che continuerà così è che è stato fatto tutto il possibile per frenare la pandemia. Il Greenpass per tutto personale scolastico e gli studenti universitari sembra un passo importante cui alla fine ha ceduto, senza fare neanche troppe storie quella parte della maggioranza più restia per ragioni di consenso e propaganda.
Secondo il governo sono 217.870 le persone, tra docenti e non docenti, che ad oggi non hanno ricevuto neanche una dose di vaccino, pari a 14,87% del totale. La scuola è molto della nostra civilizzazione vedremo cosa succederà.
Per intanto les deux non vanno a scuola, è agosto! Seguono invece con me e la mamma le olimpiadi.
Mentre guardiamo Jacobs, Tortu, Desalu e Patta vincere la medaglia d’oro, qualcuno parla degli italiani, non ricordo se proprio uno di loro, nel commento immediatamente successivo, un ringraziamento di rito ai tifosi, oppure uno dei cronisti. A qual punto Ettore che aveva seguito distrattamente la gara dice: «Italiani noi siamo italiani! Abbiamo vinto» Corre a procurarsi una medaglia, ne abbiamo un po’ in giro tra gli scacchi di Giuliano e qualche premio di festicciola, e continua a guardare i quattro. Dopo un po’ mi guarda e mi chiede perché quello è ‘nelo’, indicando Desalu gli rispondo che lo è perché lo è, gli dico anche, mentre li guardiamo in TV, che sono quattro due bianchi e due neri e che sono stati tanto bravi e velocissimi. «Vojo essele nelo anche io. Papà.» «Beh questo non è possibile, però sono italiani come te.» «Sì italiani noi siamo tutti italiani abbiano vinto!»
Per un paio di giorni ci fanno compagnia anche dei cinematografari che stanno girando un film sotto casa nostra che credo si chiami ‘War la guerra desiderata’. Uno dei cineasti presenti ci spiega che è la storia d’amore tra un vongolaro e la figlia di un capo di stato maggiore di un’Italia in guerra con la Spagna. La storia mi sembra grottesca ma divertente.
State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 515

«Papà, mamma ha letto i dati: molti casi e molti morti.» Così Giuliano mi riassume la situazione dei casi e dei decessi. 7.230 positivi e 27 vittime non sono così poche e comunque non ne possiamo più del bollettino di guerra eppure tutti i pomeriggi verso le 5 tutti o quasi compulsiamo il cellulare per sapere e per vedere. Le terapie intensive aumentano e anche i ricoveri ordinari ma la il numero dei contagi non cresce più geometricamente. Questa è l’ondata estiva con i vaccini appena fatti cosa succederà a novembre?
Da domani potremo esibire i nostri Greenpass, che per fortuna avevo scaricato e stampato prima del blocco dell’attacco informatico, a dire il vero non dal sito della Regione che però avrà pur condiviso i dati con l’amministrazione centrale che mi ha dato il mio Grampasso.
Comunque da domani dobbiamo usare il Grampasso per: mangiare al chiuso, in bar e ristoranti. Però i clienti degli alberghi che vogliono accedere ai ristoranti e ai bar al chiuso nelle strutture non dovranno utilizzare il green pass. Cosa poco sensata anche se comprensibilmente auspicata dagli albergatori. Pare ci sia una discussione in corso sul punto ma la norma in vigore da domani questo prevede.
Chiarita la questione del magna’ e beve arriviamo alle altre, certo più trascurabili, attività per cui il pass servirà da domai: spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi, musei, altri istituti e luoghi di cultura e mostre. Piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere. Sagre, fiere, convegni e congressi, centri termali. Parchi tematici e di divertimento. Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso (esclusi i centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione). Sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. Strutture sanitarie, Rsa e concorsi pubblici.
Percepisco, e in fondo comprendo pur non condividendolo, tutto lo scoramento che sconfina velocemente nello scetticismo, nel complottismo e nel desiderio di trovare un colpevole brutto e cattivo che non sia il covid nostro, ma le multinazionali, Bildeberg, il business dei vaccini, le case farmaceutiche, i governi e il mio vicino di casa, quello zozzone, che da tutto questo sono sicuro ci guadagna qualcosa. Eppure il covid nostro c’è, i vaccini ci sono ma non lo hanno spazzato via in un attimo come ci eravamo illusi, portare le mascherine aiuta e il Grampasso di oggi avrà fatto il suo dovere se ci vaccineremo in più persone e se quello di domani riguarderà anche la scuola e i trasporti, almeno.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 514

Una delle ragioni per cui Zingaretti ha perso le password del sistema informatico del Lazio, e pare di conseguenza ogni controllo sulla macchina amministrativa, sembra sia il lavoro a distanza di un impiegato di Lazio Crea, la società informatica che offre più di un servizio alla Regione. L’idea che il covid nostro a suo modo abbia quindi qualche responsabilità anche per questo non mi entusiasma. È a lui che dobbiamo la diffusione dello smart working. Intanto se andate sul sito della Regione o su uno dei link per le prenotazioni vaccino … niente.. rimbalzate via.
Sembra strano che non ci siano contro misure immediate ma ormai ci stiamo abituando alle molte soprese dei nostri tempi.
Il ransomware cryptolocke è il nome del tipo di virus informatico che ha criptato tutte le informazioni digitali della Regione Lazio. Si tratta di una sorta di cavallo di ritorno del cyber spazio. Ti rubano il ‘cavallo’ e te lo restituiscono se paghi.

Hello Lazio!
Your files were encrypted.
Please don’t try to modify or rename any…

Una volta lo vidi fare con una vespa a Palermo. Intanto come in un buon poliziottesco con Franco Nero arrivano anche l’FBI e l’Interpol o meglio l’Europol.
Ettore e Giuliano giocano a biliardino, il grande ha anche fatto un po’ di compiti che bisogna. Ettoruzzo si è invece innamorato di un cartone che lui chiama mini che parla di tre bambini diversamente Spiderman, uno classico Peter, uno di colored e una bambina. Gli piacciono da morire chissà che non abbandoni Batman. Lo vuole vedere e rivedere ma l’episodio che gli piace di più è il secondo quello che lui dice è con la mamma.
Dopodomani entrerà in vigore il Green pass chissà come andrà, chi controllerà? Cosa faranno i nopass, i novax e gli ultimi arrivati i no-tampone, quelli cioè che si rifiutano di fare tamponi se sono entrati in contato con persone contagiate?
Intanto Alessio D’Amato, assessore alla sanità del Lazio, garantisce che le prenotazioni riprenderanno venerdì grazie all’aiuto di Leonardo Finmeccanica, pare di capire che saranno nuove piattaforme pensate da chi di solito si occupa di difesa e areospazio, una cosa anche questa molto cinematografica. Il complesso militare-industriale e politico di cui parlava il buon generale e presidente Dwight D. Eisenhower.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 513

Mentre Giuliano ed Ettore corrono i 100 metri piani nel corridoio di casa, io un po’ leggo e un po’ scrivo. La pandemia non si ferma ancora: 4.845 i positivi, 27 le vittime, crescono i ricoveri +126 e le intensive +9. Non so quanto i dati del Lazio siano computati e siano affidabili dato che abbiamo perso il nostro sistema informatico causa perdita password e attacco hacker. Comunque ve li propino 421 nuovi casi, di cui 205 a Roma, e 3 decessi. Terapia intensiva +2 (50), ricoveri ordinaria +36 (357).
Alessio D’Amato, assessore alla sanità, dice che entro 72 ore sarà tutto ok. Certo neanche in un Bmovie anni 90 franco-indiano avremmo avuto l’accoppiata pandemia attacco informatico, manca il blackout facciamo bingo.
C’è di buono che i miei compatrioti sono felici ed entusiasti dei nostri successi sportivi, al supermercato ho sentito un avventore dire alla cassiera con orgoglio che corriamo più veloce e saltiamo più in alto di tutti. Anche noi quattro ne siamo entusiasti credo che ricorderemo queste olimpiadi insieme. Non sembra che ne usciremo così facilmente quindi godiamoci quel che possiamo finché possiamo fossero anche delle olimpiadi televisive.


Voi sapete dell’amore di Ettore per Batman, della sua identificazione con Bruce Wayne ed il suo mantello da uomo pipistrello. Bene, è una premessa necessaria per capire il dialogo che segue.
«Papà chi ha ucciso i tuoi genitoli?»
«Nessuno amore mio si sono ammalati, sono morti di malattie».
«Ah, i miei invece sono stati uccisi da un ladlo climinale».
«Ma che dici Ettore io e mamma siamo qui e stiamo più o meno benissimo.»
A suo modo anche lui mi dà il senso della mia finitezza.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 512

Torniamo nel Lazio dove qualcuno ha rubato le password a Zinga. Ettore spiega a una signora di aver smesso di fumare perché fa male. Giuliano impazzisce per Jacobs e Tamberi.
Coronavirus – Diario di crisi giorno 512
Mentre noi attraversavamo il Furlo, o meglio il Candigliano, nostro familiare Rubicone che segna l’inizio e la fine delle nostre vacanzine marchigiane, fuori dall’abitacolo della nostra utilitaria succedeva di tutto. Mattarella si apprestava ad imbiancare il suo settennato, da domani non potrà più sciogliere le camere, i miei compatrioti del giro di 15 minuti diventavano straordinari atleti e a Zingaretti fregavano il PC. Di tutto questo siamo stati informati dalla radio.
E’ stato bellissimo mentre attraversavamo prima le Marche e poi l’Umbria tifare per il marchigiano Gian Marco Tamberi e poi per il Lombardo Marcell Jacobs. Abbiamo immaginato il salto e lo scatto, abbiano esultato eravamo veramente orgogliosi. Giuliano non stava nella pelle.
L’idea però che mentre noi ci si rilassava un po’ anche con queste olimpiadi qualcuno abbia rubato le password a Zinga ed abbia paralizzato il sistema sanitario regionale del Lazio e di fatto ingolfato la campagna vaccinale ci è sembrato orribile, un po’ comico ma anche spaventoso. Voi mi direte che Zingaretti non c’entra nulla, il che potrebbe anche essere vero, però sta di fatto che è lui a parlare ufficialmente di un atto terroristico e ad escludere ogni trattiva per un riscatto, come un vero comandante in capo. Qualcuno dirà che così noi laziali impareremo che è meglio non chiacchierare troppo con i Russi e i cinesi e i loro fondi di investimento, anche volessero investire nel nostro distretto farmaceutico. Follie, pura immaginazione e a dire il vero nessuno ha idea di chi possa essere stato per il momento però qualcuno le password ce le ha fregate, questo è sicuro. Chi è già vaccinato non si rallegri più di tanto perché è interesse di tutti che più persone possibili si vaccinino anche di chi lo è già. Un piccolo sospiro di sollievo per averlo abbiamo tirato però…
«E sì un po’ Ettore.»
«Ma è velo che fa tanto male fumale?»
«E un po’.»
«E tu fumi?»
«Un po’»
«E no io ho smesso!»
Questa la breve conversazione tra il mio piccolo Ettore e una signora fumatrice. La cosa mi ha molto colpito perché io parlo molto spesso del fumo che non mangio più e lo faccio anche con lui e davanti a lui che evidentemente si identifica a tal punto da aver già smesso di fumare senza aver mai cominciato. Loro capiscono più o meno tutto e rielaborano come possono e come sanno.
L’assessore Alessio D’Amato dà l’idea delle dimensioni del problema che non riguarda solo i vaccini ma tutto i servizio di prenotazioni «Ci sono problemi su Cup e Recup e siamo al lavoro per garantire il ripristino della funzionalità entro metà mese». Quindi parliamo di Ferragosto. Intanto sembra che in qualche modo le vaccinazioni siano andate avanti.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 510

Giuliano mi parla molto spesso delle Olimpiadi , che segue come può dal piccolo televisore che abbiamo in albergo una mezzoretta al mattino e una al pomeriggio. Tra le mille polemiche credo che dovremo essere grati ai giapponesi che nonostante tutto hanno organizzato questi giochi olimpici in grande perdita economica e in tono così minore da diventare un evento quasi esclusivamente televisivo. Le hanno rimandare e poi organizzate senza pubblico, anche se une delle prefetture coinvolte ( non quella di Tokyo) consente una presenza limitata di pubblico. Niente incitamenti, niente tifo, niente turismo, misure, mascherine, distanze. Eppure mio figlio e tanti altri ragazzi e bambine nel mondo hanno modo di guardare il corpo di noi umani fare cose prodigiose a dispetto dei suoi non trascurabili nemici. Hanno visto vincere e perdere, correre e nuotare, saltare, vogare e giocare ancora e ancora. Perché alla fine noi siamo duri a morire più del covid nostro.

I più ottimisti tra i nostri matematici e immunologi sostengono che siamo vicini al plateau. Effettivamente questa settimana i casi sono cresciuti ma non raddoppiati. Speriamo alla fine in UK la risalita di è fermata. «Dobbiamo fale il bagno!» Dice Ettore che oggi ha voluto salutare il mare al largo che si vede dalla piazza della sfera grande.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus diario di crisi – giorno 509

Mentre l’Italia, isole comprese, brucia letteralmente noi siamo qui in quel pezzo di Romagna che si chiama Pesaro. I novax, nopass, non saccio, hanno assediato anche la casa del sindaco senza sindaco (era a Torino) sotto gli ombrelloni si continua a parlare di AZ e degli altri, quale hai fatto ? Come seconda come prima? Battute sul distanziamento e quel che resta delle abitudini del covid. Les deux hanno voluto imparare a pescare. Ettore era molto dispiaciuto per i velmi che sono molbidi, molbidi, Giuliano invece ne aveva orrore . Poi il grande ha imparato e ha cominciato a innestare lui stesso le esche. Strano ma ogni volta che fanno una nuova esperienza li guardo pensando che non è detto che ne avranno di nuovo occasione. A Giuliano dico sempre di mangiare carne, no troppa, finché potrà nella convinzione che un giorno non si potrà più. Il Lazio rischia di diventare presto di nuovo giallo: mascherine all’aperto, limitazioni per bar, ristoranti , orari imposto etc. Pare che ci capiterà dopo Ferragosto. Immagino i romani in fuga prima della festa che Augusto dava ai sui soldati. I casi crescono e ogni settimana sono il doppio di quella precedente. Gli esperti discutono se si tratti della fine della terza o dell’inizio della quarta ondata, oppure seconda o terza non ricordo. Mi chiedo cosa succederà in autunno. Intanto della scuola non sappiamo.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 508

Pesaro è molte cose: la città di Rossini, una città di mare, mezzo capoluogo di provincia ( insieme a Urbino), uno dei miei luoghi dell’anima ma anche una delle città più novax d’Italia. Da tempo, da ben prima dell’avvento del covid e dei nostri amici AZ, Pfitzer, Moderna e J&J. Quando si trattava di vaccinare i bambini qui c’era una delle sacche di resistenza più vivaci. Quindi quando ieri sera ho visto la Palla di Pomodoro sul lungomare circondata da novax , e nopass la cosa non mi ha particolarmente stupito. Però il fenomeno è questa volta nazionale e vede il suo epicentro proprio a Piazza del Popolo nella Roma che noi abbiamo abbandonato per la nostra piccola vacanzina. <<Papà ma quelli che si vogliono vaccinare sono di più dei novax? >> <<I Vaccinati già sono molto di più dei novax , però ci sono anche loro .>> Ora il punto è il Drago riuscirà nonostante tutti a chiarire per legge quel che è ormai ovvio per tutti? Il pass se c’è ci deve essere anche sui trasporti e per la scuola ? Oppure c’è la vogliamo ancora raccontare con la DAD, la percentuale di capienza dei Bus e tutte le altre ormai consunte chiacchiere con le regioni? Il Drago ha il problema del consenso ? Ha il problema della riforma della giustizia? Quanti fattori si potranno interporre tra il Drago e il suo compito ? L’invidia che consuma il Fiero Conte, convinto come tutti i suoi predecessori che per Palazzo Chigi e per il Paese la caduta del suo governo sia stato un lutto incommensurabile, potrà pesare sul destino del Drago? I draghi sono creature fantastiche e non dovrebbero temere nulla certo se si mettono a chiacchierare con i cavalieri dalle bianche armature, con gli hobbit dai piedi nodosi, con i nani forzuti qualche rischio lo corrono. Vorrei capire quando ci diranno della scuola ? Quando ci diranno che non è finita e che quindi alcune misure andranno mantenute per un tempo congruo. Comunque quando li ho visti tutti li vicini , vicini senza mascherine ho preso i miei tre amori e abbiamo deciso che era poco salutare attraversare tutta quella folla quasi certamente non vaccinata, quasi un piccolo suicidio virale. Così abbiamo fatto un giro più lungo per andare dove dovevamo andare. Con Giuliano ed Ettore abbiamo molto giocato con la sabbia, inventato due giochi nuovi: una specie di carling che si gioca con i racchettoni è un tennis senza rete con campo variabile tracciato sulla sabbia che non somiglia al padel, perché non siamo di Roma nord.

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 506

Qualcuno ha scritto che il Drago è un figlio di papà che non capisce un c. . La cosa ci pare cosi lontana dalla realtà e da non meritate menzione se non come fenomeno di folclore giornalistico. Intanto tutti one by one continuano a disputarsi uno straccio di Green Pass. I farmacisti cui è stata data l’incombenza  per i meno informatizzati stanno impazzendo. Tutti i politici meno fortunati fanno sapere di essersi vaccinati. Il che è un bene. Per noi la grande notizia è che oggi è il compleanno di Martina, mio amore, mia moglie e mia compagna di avventura. Ettore non l’ha presa benissimo inizialmente era molto infastida dal fatto che non fosse il suo di compleanno. Però la gigantesca aragosta alla termidoro gonfiabile che ha ricevuto insieme al fratello lo ha rinfrancato. Non so se ne siete al corrente ma il piatto preferito di Batman Lego è appunto l’aragosta alla termidoro.  Una delle cose che mi ha colpito qui è stato il vedere usurare le strisce per il distanziamento, lo a cosa mi ha dato il senso del covid nostro che ci accompagna da troppo tempo. Ci sono due notizie notevoli una orribile che viene dall’Indonesia: li la pandemia è in una fase di enorme crescita e falcia un centinaio di bambini al giorno. Pochi e diversi vaccini, sistema sanitario non attrezzato e molte altre varianti ma certo la cosa è terrorizzante, fino ad ora l’unica cosa buona del covid nostro era che risparmiava i bambini. Altra notizia degna di nota il calo di casi in Uk che farebbe ben sperare.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 505

One by one lo faremo tutti. Ora si è immunizzata anche la Meloni. Le terapie intensive crescono, i ricoveri ordinari pure. Le cose non sembrano migliorare quanto ci aspettavamo. I mie vicini di ombrellone anche loro parlavano di vaccini e delle linee di febbre post AZ. «Strano AstraZeneca non dovrebbe alla seconda dose».
Questa mattina siamo andati a Mombaroccio a portare qualche fiore a mia mamma. Ettore mi ha raccontato di aver pianto per lei «Sai pecchè piangevo papà? Pe’ nonna Selenella» Non era vero ma ho apprezzato il pensiero.
Li porto qui a trovare mia mamma tutti gli anni. Lei l’abbiamo portata qui nel ‘98 quando morì. Sembra passato un secolo. Arrivammo con mio padre, mia zia Nunzia e Federica, mia cugina. Dove passavamo le persone in divisa salutavano con la mano alla visiera: vigili, poliziotti, carabinieri, molti invece si segnavano con la croce. Un rispetto per chi era morto, chiunque fosse, che mi fece conforto. Io qui non c’ero quasi mai stato. Ricordo invece quel viaggio dietro alla macchina che la portava e dietro a mia zia che ci guidò fin qui mostrando un’umanità e un affetto di cui sia io che mio padre in quel momento avevamo bisogno. Da allora per ricordarla rifaccio più o meno la stessa strada tutti gli anni. Prima con mio papà, poi con amori che finirono, una volta anche con un amico, ed infine con loro tre che sono la mia famiglia, quella che avrei voluto farle conoscere. A Giuliano sembra perfettamente naturale anche Ettore ne parla ogni tanto. Aveva 53 anni ed era una persona notevole, non credo di averle mai perdonato nulla ma quanto mi addolora non poterci più parlare ancora adesso. Martina con mio grande stupore ogni volta è contenta di venire o almeno così mi lascia credere.
Qualche metro più in qua riposa zio Dante, il Fratello di mia mamma, il padre di Federica e il marito di mia Zia Nunzia, cui lei era molto affezionata, anche lui se ne andò via troppo giovane e noi portiamo sempre qualche fiore anche a lui come a mamma. La cosa strana è che non solo me lo ricordo bene ma mi sembra di ricordare anche la sua voce, nitidamente e anche l’accento di qui un po’ più marcato di quello di mamma, forse anche perché le voci dei nostri genitori sono sempre degli assoluti alle nostre orecchie. Certo come sarebbe bello poter pensare che ora sono da qualche parte e tutto il resto…
State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi week-end 64

Dopo aver passato un paio di giorni tra preparativi vari siamo partiti ed abbiamo raggiunto una Pesaro pensierosa e rabbuiata. Non ha piovuto ma era molto coperto e un po’ ventoso. Per strada da Roma a Fano non c’era nessuno.

La differenza principale dall’anno scorso, siamo nello stesso albergo, è che tutti sanno con cosa hanno a che fare e che le mascherine sono obbligatorie per tutti negli spazi comuni.

Il personale sembra un po‘ più nervoso e preoccupato dell’anno scorso, e anche meno numeroso.

I bambini sono contenti. In centro tutto sembra normale tranne le mascherine poi riusciamo ad andare anche un po’ in spiaggia. Ettore vuole ripete al fratello che vuole diventare grande come me. Che gli devo sembrare un gigante con il mio metro e 70.  Con Giuliano disegnano un piccolo campo da tennis sulla spiaggia a giochiamo. Io perdo lui è felice.  Lungo il viaggio mi capita tra me mane qualche giornale cartaceo che lancia l’allarme fuga turisti causa Green Pass. Sarà ma nel nostro solito stabilimento non avevano più posto, non trovavano la nostra prenotazione dopo un po’ è venuta fuori.  Per ora il Grampasso non serve ma tra poco sì.  Le terapie intensive e i ricoveri proseguono sopratutto in Sicilia dove i non vaccinati sono numerosi.

State bene e adelante con juicio

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 502

Il Drago ieri in conferenza stampa ha dato una bella strapazzata alle posizioni di Salvini sui vaccini, il quale dopo aver incassato oggi è andato a farsi inoculare il vaccino. «L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini: ti ammali, muori. O a far morire. Non ti vaccini: ti ammali, contagi lei, lui muore.»
Questo nella conferenza stampa in cui è stato spiegato a cosa serve il Green pass. Vi enumero i luoghi dove non potrete andare se non lo avrete: Servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso, Spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi, Musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre; Piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; Sagre e fiere, convegni e congressi;
Centri termali, parchi tematici e di divertimento; Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione; Attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. Il Grampasso è ottenibile con tampone effettuato entro 48 ore oppure con almeno una dose di vaccino.
Il Fiero Conte lo avrebbe fatto anche lui? Avrebbe detto cose simili, cannando qualche congiuntivo e con un accento meno britannico? In teoria la sua maggioranza era più semplice e con posizioni più simili. Non lo sapremo mai.
Ettore è qui che mi dice che i pesciolini hanno tanta fame e ce uno per uno non fa male a nessuno. Il grande evento di oggi è stata la cattura di una lucertolina mentre tornavamo da Villa Sciarra. Giuliano vi si è lanciato sopra ed è riuscito a catturare la mal capitata. Poverina direte voi, ma devo confessarvi che da bambino anche io mi dedicavo a questo genere di caccia. Avevo la stanza piena di scatole di latta trasformate in terrari. La cosa non piaceva ai miei ma così era.
«Il robot è quella cosa che fa il pesto.» Dice Ettoruccio mio mentre cavalca il bancone della cucina curiosando nel frullatore che noi per dargli un tono chiamiamo robot.
Della scuola ancora non si sa ma tutti sappiamo che il nodo sarò anche lì l’obbligo vaccinale o meno degli insegnanti. Perché nulla è cambiato fin qui quanto a spazi, trasporti e DAD non DAD. Quanto al ministro Bianchi sembra non volersi prendere responsabilità la cosa più forte che disse fin qui è che lui non è Harry Potter e che il CTS non è Voldemort.

PS
49.000 prenotati in Lombardia e 38.000 nel Lazio il primo congruo ma non ancora travolgente effetto del Gampasso.
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Coronavirus – Diario di crisi giorno 501

Sembra che le discoteche resteranno chiuse Grampasso o non Grampasso. Mentre scrivo non è dato sapere con precisione come si chiude questa vicenda del green pass ma sembra che ci sarà e sarà obbligatorio per un numero congruo di attività dal 5 agosto.
Oggi ho avuto un incontro di lavoro in un bel posto a Roma, eravamo una decina di persone provenienti da posti e anche nazioni diverse. L’imbarazzo della mascherina si o mascherina no veniva superato dall’invito dei padroni di casa, non mascariati, a levarla in quanto tutti eravamo vaccinati e l’ambiente era grande. Solo io e un altro astante siamo riamasti nonostante le insistenze con le mascherine su. Perché siamo in fondo dei misantropi? Perché pensiamo come Camus che l’inferno sono gli altri? O forse perché come mi disse un signore molto burbero, un po’ alcolista ma di genio: di buona educazione si può anche morire.

Giuliano ed Ettore oggi sono stati con la nonna di cui Ettore attendeva l’arrivo con trepidazione, arrivando a chiedersi come si sarebbe vestita. Ho regalato ai due dei racchettoni con il logo di Batman ora giocano e Giuliano finge di essere Berrettini mentre Ettore, al solito, Batman.

Incontro ancora persone che sminuiscono, negano, paragonano il covid al tabagismo, ho difficoltà a capirli ma ci provo. I casi continuano a salire come ormai ci aspettiamo tutti. Per la prima volta a poco meno di dieci euro l’uno ho trovato test sierologici al supermercato. Anche se credevo che il tempo in cui ti chiedevano, con tono romanesco strascicato, se eri tamponato fosse passato credo che con l’obbligatorietà del green pass ci sarà un rifiorire di tutti i test diagnostici possibili. «Ahó siete tamponati?»

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 500

Piantedosi e D’Amato purtroppo sembrano aver avuto ragione su quello che l’Assessore alla sanità ha chiamato effetto Gravina. A Roma e nel Lazio i casi stanno salendo un bel po’ e soprattutto tra gli sbandieratori e i fan della nazionale scesi in strada per festeggiarne le vittorie. Il prefetto Piantedosi sollevò una polemica postuma (nel senso successiva ai fatti) forse inutile ma che colse il punto, avevamo sbragato tutti dal più giovane degli adolescenti in strada alle autorità dello stato che avevano benedetto i festeggiamenti con strette di mano, discorsi, retorica patriottarda un tanto al kilo, giornalisti e comunicatori commossi come alla nascita del loro primo figlio.
Non solo i politici meno fortunati, costretti a riprendersi da soli mentre esultavano nel proprio salottino, anche i draghi hanno partecipato e sono stati protagonisti dei festeggiamenti e dei riti eleusini prodromici alla processione dietro al pullman scoperto che portava in trionfo il trofeo e gli eroi della nazionale e della nazione. L’assessore malignamente chiama tutto questo l’effetto Gravina riferendosi al cognome della persona che guida la FGCI che di battesimo credo faccia Gabriele. Ricevuto anche lui al Quirinale e a Palazzo Chigi per i riti preparatori alla processione della coppa in onore del dio e degli uomini. L’unico colpevole, in quanto ammittente, di una storia che in realtà ci dovrebbe vedere tutti colpevoli. Pare però che per ora l’età media dei contagiati dall’effetto Gravina (che effettivamente suona un po’ come slavina) sia molto bassa e che pur crescendo il numero assoluto dei positivi non ci sia un commisurato aumento delle terapie intensive o dei decessi.
Intanto i media romani tengono d’occhio il cluster del pub di Monteverde che almeno sembra essere stato tracciato. Ma la vera notizia del giorno qui è la mancata vaccinazione del sindaco. Virginia Raggi ricorderete contrasse il virus a novembre, esperienza dalla quale uscì agilmente anche grazie alla giovane età. Cosa fa giustamente la sindaca evita di vaccinarsi, come stanno facendo molti dei politici meno fortunati, per non perdere il consenso dei no vax. Però ora è fatta segno di attacchi durissimi da parte di un altro candidato sindaco: Calenda che arriva a dire che non ci dobbiamo stupire se abbiamo 2,5 milioni di over 60 on vaccinati se il sindaco della capitale non si è vaccinata.
Ora non credo sia colpa della Raggi se alcune persone non vogliono immunizzarsi però è interessante che i politici meno fortunati si sentano sotto scacco su questo tema. Il consenso pare si raccolga anche così. Comunque il campidoglio ha fatto sapere che la sindaca non si vaccina perché avendo già contratto il virus ha ancora gli anticorpi alti. Ora io mi chiedo ma a parte Calenda gli altri candidati si sono vaccinati? Gualtieri sì e anche Michetti, lo hanno detto pubblicamente anche se non hanno fatto foto con cerotti o altro. Quindi manca solo Virginia Raggi che in teoria pur essendo già stata contagiata una dose potrebbe farla, novembre (allora si ammalò) è lontano.
Oggi sono stato a casa con le due belve abbiamo fatto passeggiata a Villa Sciarra, giocato a pallone e combattuto una stenua battaglia con le pistole ad acqua. Ettore ha inventato una canzoncina un po’ cantilena che lallallelo la la la, che è molto allegra e che non so rendervi ma spero sarà la nostra colonna sonora. Dopo un po’ cominciamo a cantarla tutti ma lui mi guardare mi dice «No è solo per pambini» quindi anche questa frase alla fine è diventata parte della canzone.
Giuliano ogni tanto vuole condividere le mie ricerche e si mette al PC a spulciare le statistiche e dopo un po’ trova la Diamond Princesse nave giapponese che un tempo era in vetta alle classifiche per contagi con i suoi poco più di 700 casi in tutto.
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Coronavirus – Diario di crisi giorno 499

Roma è abbastanza vuota non per il covid nostro ma semplicemente per l’estate. Oggi io in ufficio, les deux sono rimasti con Martina.
Il numero dei casi continua crescere e la mitica immunità di gregge sembra essersi allontanata ancora un po’ o forse ci è proprio sfuggita. Il Granpasso verde invece precipiterà in soluzioni che prevedono anche una sola dose pe alcune attività, come per esempio andare al ristorante.
I politici meno fortunati di Draghi continuano a darsele sul green pass, sull’obbligatorietà e non solo. Siamo quasi al tutti contro tutti eppure molti di loro sarebbero al governo insieme proprio pe far fronte alla situazione di emergenza.
Tra un po’ andremo in vacanza e i bambini già immaginano o ricordano quel che si farà e si fece in quel di Pesaro. Giuliano racconta di pesche non proprio miracolose fatte con il retino, Ettore parla dei cuginetti. Questi ricordi come imprigionati in piccole perle nella loro memoria poi costituiranno il racconto delle loro estati anche quando saranno grandi. Non credo che Giuliano dimenticherà mai di quella volta che pescò una medusa o di quando imparò a stare un equilibrio su una tavola in acqua, o degli scherzi e dei giochi fatti con i cuginetti ed altri bimbi in spiaggia di cui io nulla so.
«Mi pecchelai un bel pesce papà!» Ora come si fa a dirgli di no? E un po’ che Ettore ha scovato una mia vecchia canna da pesca e va in giro per casa a dire che tanto papà ha la canna da pesca. Come se questo fosse risolutivo di molte delle questioni che possono impattare nel nostro ménage. Un giorno magari una piccola canna o un filaccione potrei comprarglielo.
I bimbi, soprattutto Giuliano, aspettano anche con grande trepidazione le Olimpiadi, dalle quali però non giungono buone notizie: sponsor che si ritirano, atleti che non si presentano (anche il nostro Berrettini) ed altri che arrivano contagiati e si contagiano nel villaggio olimpico di Tokyo. Alcuni giornali arrivano ad ipotizzare che alla fine non si faranno più. Per intanto tutti sappiamo che il pubblico non sarò ammesso.
A Roma le persone positive oggi superano di nuovo i 500 (557) di cui nuovi 217, insomma qualche impatto forse i festeggiamenti calcistici sembrerebbero averlo avuto.
Nel Lazio invece 681 nuovi casi positivi (+247), 1 decesso ( = ), i ricoverati sono 133 (+3), le terapie intensive sono 28 (-1), i guariti sono 212.

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 498

Anche il mondo dell’economia e della finanza sembra aver preso atto che non ne usciremo così presto come poteva sembrare. Oggi le borse scontano al variante delta, si ritarano tutti lo faranno. Intanto seve un nuovo criterio per le future restrizioni, non può più essere quello dell’RT, quello del numero di contagiati perché altrimenti dovremmo chiudere nel giro di una settimana, e non vogliamo. Dato che sembra che le variabili inserite, cioè variante delta e parte importante (circa la metà) della popolazione vaccinata con due doso o monodose, non fermi il contagio ma lo limiti e riduca fortemente l’impatto dell’infezione sull’ospite del virus anche i criteri delle restrizioni vanno ritarati. Il nuovo metro saranno i ricoveri in terapia intensiva e quelli comunque ospedalizzati. 5% intensive e 10% ordinaria: questo il confine per passare da zona gialla a bianca. Almeno così riferisce l’Ansa.
Il ministro dell’istruzione dice che sostanzialmente non se la sente di imporre l’obbligo vaccinale agli insegnanti ma chiede l’aiuto per farlo eventualmente a tutto il consiglio dei ministri. Il tema non è semplice e i politici meno fortunati del Drago sono pronti ad annusare il vento e cavalcare eventuali derive. C’è tutto un mondo che crede fermamente di poter curare i tumori con l’aceto che aspetta solo un segno e qualcuno comincia a darglieli. Mi ha incuriosito un esponente di opposizione che ha dichiarato che non se la sentirebbe di consigliare il vaccino a chi ha meno di quarant’anni, d’altro canto si comincia a parlare della necessità di vaccinare fino a 12 anni e a discutere della possibilità di scendere ancora.
Insomma i politici meno fortunati ci sguazzeranno e sono loro il nostro specchio.
Oggi sono stato con les deux, abbiamo fatto cose divertenti e inutili come colorare di rosso un uovo sodo, fargli la bocca, gli occhi e un ciuffo di capelli biondi, il bagno in vasca con bomba di sapone frizzante, attaccato lo slime gelatinoso tra la pelle e le magliette, giocato e mangiato l’ingiusto e una piccola passeggiatina a Piazza San Cosimato.
Tra i miei tanti difetti da massaia c’è anche una passione sfrenata per i medical drama e vedere (attenziene spoliler di Grey’s anatomy) Meredith malata di covid tra la vita e la morte che rincontra nell’aldilà Derek e George mi ha molto divertito.
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Diario di crisi week end 63

Tutti più o meno ci siamo resi conto che nonostante gli sforzi, i sacrifici, i vaccini, le chiusure, i draghi e i conti non ne siamo ancora usciti e non ne usciremo per un po’. L’anno scorso di questi tempi il virus era meno diffuso e meno aggressivo. A tal punto che qualche medico imprudente di cui non mi sovviene il nome si spinse a dire che era clinicamente morto. Oggi 18 luglio 2021 invece gode di ottima salute, credo anche il medico impudente, ed è in decisa risalita nei contagi. Sembra però che grazie al vaccino l’ospite, cioè noi umani, riesca a sopravvivere e a sviluppare un’infezione meno grave e difficilmente letale.
Oggi sono stato insieme a Giuliano a fare un giro per obelischi insieme a un mio vecchio amico egittomane ed archeologo classico, Riccardo, che ora fa la guida turistica. La visita è stata molto bella e interessante e mi ha consentito anche di constatare che i turisti sono tornati almeno in parte. E vi capita provate anche voi ne vale la pena Roma è la città con più obelischi egizi al mondo (13) e ognuno ha la sua storie e ne racconta altre. Non vedevo Piazza di Trevi così affollata dall’inizio di questa storia.
Mentre ci aggiravamo e immaginavamo una Roma mille volte mutata saccheggiata e ricostruita, anche dagli stessi romani, mi guardavo intorno e mi chiedevo se nella sua non ancora finita storia tutto questo non sia paragonabile ad una delle tante strisce che indicano il livello dell’acqua in una delle numerose inondazioni tiberine. Poi l’acqua alla fine è sempre rientrata nel suo alveo e un bel giorno i piemontesi eressero i muraglioni. Oppure ad uno dei numerosi luoghi meravigliosi inglobati e saccheggiati per costruirne di altri.
A dire il vero temo che tutto ciò ci abbia già segnato più di un esondazione però ne abbiamo viste di peggiori. La mia speranza è che a un certo punto qualcuno riesca costruire questo argine, chissà che in fondo non lo siano già i vaccini a modo loro. Oggi abbiamo 3.127 positivi 3 vittime il che da una parte confermerebbe la diffusione e l’ottima salute del covid nostro e dall’altra l’efficacia dei vaccini nel prevenire le infezioni letali. In tutto questo Alessio D’Amato, l’assessore alla sanità del Lazio, vorrebbe vaccinare gli under 16 (dai dodici) nella convinzione che il virus stia contagiando soprattutto i non vaccinati e che per questo i contagiati saranno sempre più giovani.
Che poi un giorno qualcuno mi spiegò che non c’è nulla di più politico dei numeri il che non so se sia vero certo parò dipende dai punti di vista. Per esempio Giuliano mi ha spiegato che per Ettore i bambini sono da considerarsi grandi dai 4 anni in su il che rende per lui inaccettabile ammettere di averne tre.

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 495

detto Grampasso è uno dei protagonisti del meraviglioso universo di Tolkien parte della Compagnia dell’Anello e pretendente al trono di Gondor del regno degli uomini.

Ettore oggi era particolarmente contento del suo abbigliamento, infatti indossava una maglietta con Batman e la mitica e ipnotica sigla na na na na na na na del telefilm degli anni  60, 80 da noi. Giunto al centro estivo ha notato un signore con la maglietta con il logo del pipistrellone suo e ha cominciato a cantargli  «Na na na na na na na na na na na na na na na na… BATMAN!» Il signore era un po’ imbarazzato e lo guardava stupito non capendo cosa volesse, si guardava intorno come a dire ma che vuole sto bambino da me. Mia moglie e qualche altro adulto lì per consegna bimbo ridacchiavano perché invece avevano chiaro l’arcano del piccolo Ettore. Dopo un po’ il signore si è guardato il petto ha capito e riso anche lui.

Ma è di un altro eroe che vorrei parlarvi oggi meno super ma non meno importante del pipistrellone:  Aragorn detto Grampasso pretendente al trono di uno dei regni di Tolkien nel Signore degli anelli.

Per assonanza e volontà mi ricorda il Green pass di cui tutti parlano. Il Grampasso verde è risultato essere l’arma  segreta de francesi, molto più indietro di noi con i vaccini, che comunque chiamano questo approccio al virus e ai vaccini la via italiana. Ora il punto è il Drago deciderà anche lui per il Grampasso verde? Non è facilissimo perché i politici meno fortunati del Drago hanno addirittura paura di dire in giro se e quando si vaccinano. Postano qualunque cosa sui social ma di foto del picco per l’immunizzazione pochine. Uno di loro ha parlato addirittura di momento privato, e dire che di solito ci mette a parte anche delle sue più minute vicende.

Le voci sul Grampasso Verde però continuano e oggi viene dato per certo il suo utilizzo per treni, ristoranti, bar, palestre  e discoteche ma vale quel che vale, leggeremo.

Il focolaio di Monteverde invece impazza sui giornali e i siti della capitale, pare che galeotta fu la partita, e gira che ti rigira alla fine dovremo dare ragione al Prefetto Piantedosi e a D’Amato dato che sembra che il focolaio del pub Monteverdino in cui si seguì Italia Belgio sia solo il primo figlio della frenesia dei festeggiamenti. I monteverdini sarebbero arrivati a 73 dopo la segnalazione di un primo cluster di 16 persone. L’età va dai 60 ai 14 anni, ma la maggior parte dei contagiati, 69 su 73, ha un’età inferiore ai 25 anni. So ragazzi!

The Batman in realtà è un milionario di Gotham City rimasto orfano da bimbo per colpa di un borseggiatore che voleva la collana della madre. Il padre gli si oppose e il delinquente li uccise tutti e due davanti agli occhi del piccolo Bruce Thomas Patrick Wayne. Bruce da grande travestito da pipistrellone spaventa e come dice Ettore «Uccide i cattivi.» Anche se in realtà di solito li manda i prigione.

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 494

Stare a casa non  mi fa impazzire ma sono uno dei pochi. Prime sospensioni per i sanitari no vax. Ettore vuole dormire

L’obbligo vaccinale comincia ad avere delle conseguenze per i sanitari che si astengono dalla pratica di immunizzarsi. Almeno in Friuli Venezia Giulia a Pordenone 177 persone sono state sospese dal servizio e potranno tornare al lavoro solo dopo aver fatto due dosi oppure fino al 31 dicembre.  Qualcosa di simile è successo anche  a 27 OOSS liguri.

Si dibatte del green pass all’italiana, che potrebbe riguardare i viaggi a lunga percorrenza ma anche bar e ristoranti oppure no. Mentre i contagi tornano a salire pur preservando per ora terapie intensive e diminuendo i decessi. Di fatto abbiamo superato i 2.000 al giorno. Ci prepariamo ad andare in vacanza pur consapevoli che alcuni di noi resteranno bloccati nei luoghi di villeggiatura soprattutto se all’estero. La Farnesina consiglia di farsi l’assicurazione sanitaria che copra spese da covid.

A Roma spira un delizioso ponentino come non capitava da anni. Aspettiamo una pioggia che sono giorni che rimanda il suo arrivo, sarà puntuale per il fine settimana.

Ieri siamo stati a cena a casa di Cristina dove abbiamo mangiato un ottimo arrosto. C’era anche un altro suo amico. Un ingegnere dipendente che vive e lavora da casa ormai interrottamente da quasi un anno o forse di più, ne era felicissimo. A me mancherebbe non andare in ufficio, mi intristirebbe, non sono del tutto smartabile. Mi rendo conto però che stando a casa si ha un impatto ambientale minore, si risparmia e si sta più comodi ma intristisce, io sono uno del novecento voglio uscire per lavorare. Ho fatto e farò un giorno sì e un giorno ma uscire di casa mi fa bene alla pelle.

Ettore è distrutto dal centro estivo e anche Giuliano, la prossima settimana li terremo a casa e sarà l’occasione per fare un po’ di smartworking.

«Vojo dolmire!»

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 493

Ora che il danno è fatto qualcuno si è spaventato e il pullman scoperto degli azzurri per il giro trionfale nel centro di Roma è rimasto senza padre. Piantedosi, il prefetto, dice che si è trovato davanti al fatto compiuto la FIGC che quanto fatto era stato concordato. Proporrei di lasciar correre tanto il danno, se c’è stato è orami fatto, se non c’è stato meglio così. Le cose permesse al calcio e ai suoi adepti mi hanno  sempre stupito ma tant’è. Ricordo il volto stupito di una mia collega, molto appassionata di calcio, quando all’inizio della pandemia le dissi che gli stadi sarebbero stati chiusi e il campionato sospeso. Mi disse, e come lei la pensavano, molte altre persone che non era possibile, non si poteva sospendere il campionato.

«Sai papà c’è un mio amico del centro estivo che è filippino. L’anno prossimo non verrà perché andrà in vacanza nelle Filippine. Lì tutti giocano a basket e allora il papà lo ha iscritto lì dove andiamo così può imparare a giocare a basket. Poi sai è simpaticissimo, quando era piccolo nuotava benissimo ma ora non lo sa fare più, quindi quando andiamo in piscina si mette la ciambella.»

I racconti dei bambini mi piacciono da morire a volte vorrei essere uno di loro ma non mi è più concesso perché come dice Ettore ormai sono glosso e glande. «Papà vojo diventale glosso e glasso come te!»

Nel frattempo la Gelmini annuncia una via italiana all’uso massivo del green pass. Chissà forse sarà obbligatorio per chi vuole, oppure a giorni alterni, oppure seguiremo la via israeliana. ne ho sentite tante, certo che basta parlarne perché le persone prendano in maggiore considerazione l’idea di vaccinarsi. I ristoratori sono preoccupati, Salvini dice che non se ne parla e la Meloni che è agghiacciante.

Comunque devo chiedere a Giusy, la mia tata, se è vero che il basket è così diffuso in Filippine

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 492

Ieri l’ex questuante della nuvola, non so se lo ricordate è quel mio collega che prima che gli consentissero di prenotarsi tentò presentandosi nei vari centri vaccinali, curiosamente insisteva per avere sul cellulare il green pass. Io nella mia infinita ingenuità fin qui non me lo ero neanche scaricato, tutto sommato non mi serve, non devo andare all’estero, non mi è richiesto per nessuna della attività che faccio abitualmente.
Ma il questuante della Nuvola aveva le sue ragioni. Oltralpe il piccolo ma grande Macron, mentre il Drago celebrava nostri atleti stringendo le loro mani e spedendoli in giro per Roma su un pullman scoperto, faceva un discorso alla nazione a reti unificate nel quale preannunciava due cose: primo gli operatori sanitari non vaccinati da settembre senza stipendio e fuori dagli ospedali e secondo tutti francesi dovranno mostrare il green pass per fare molte delle cose che fanno le persone normali trasporto, cinema, shopping, bar, ristorazione.
Paura, grande paura per la variante delta e una possibile nuova, sarebbe la quarta o la quinta, ondata.
Da noi l’ottimo assessore alla sanità laziale Alessio D’Amato si preoccupa per le orde festanti e calcistiche, con qualche ragione ma anche il Drago le ha benedette, per il calcio molto si può di quel che normalmente non si può.
Quindi ho capito che il questuante subodora un provvedimento macronesco anche qui da noi dopo i bagordi dei fasti calcistici. A dire il vero l’ottimo Speranza ha detto che i francesi si sono ispirati a noi almeno per quel che riguarda il personale sanitario, all’umile diarista risulta che il personale italiano che non voglia vaccinarsi possa di fatto ancora non farlo senza subire reali conseguenze, e chissà che non sarà così anche in Francia. Per ora agli italici infermieri, medici, etc. renitenti giungono raccomandate che non ritirano. Obbligo che comunque esiste ed è affermato dall’art. 4 del decreto-legge n. 44/2021, convertito in legge n. 76/2021.
Comunque chiedessero il green pass qui a Roma ora me lo sono scaricato e lo conservo con gelosia sia in formato cartaceo che digitale. In Francia ha funzionato! in un solo giorno un milione di prenotazioni.
Se anche il Drago cede alla tentazione del bagno di folla quanto potranno resistere gli altri politici italiani meno fortunati? Il Fiero Conte poverino che non può nemmeno salutare un Berrettini o un Chiellini in quello che fino a ieri era il suo cortile? Il nostro bevitore di mojto preferito che si è dovuto accontentare di un video in cui si filma da solo mentre esulta da solo per la vittoria europea. Letta invece se la cava con un sobrio post retorico europeista, ma credo che anche lui abbia le sue esigenze. Pare si debba candidare a Siena, suppletive, quindi bagni di folla anche per lui a breve.
Les deux invece ora vanno allo stesso centro estivo, la cosa riempie Ettore di una gioia indescrivibile. Ogni mattina che capisce che andrà lì con il fratello saluta la notizia con grandi evviva e grida di giubilo. Oggi mi aggiravo da quelle parti e mi sono affacciato per dare un’occhiata e ho visto Giuliano impegnato in una partita di calcetto e Ettore, lì vicino, che sembrava voler entrare nel campo che parlava con una ragazzona bionda che credo cercasse di spiegargli che quella era una partita per i bambini più grandi e lui, sicuramente, gli avrà risposto «Ma io sono glande!» Il sogno di stare con Giuliano ogni tanto si interrompe vedremo che mi racconteranno oggi. Del resto sin da piccoli bisogna imparare che il sabato è meglio della domenica.

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 491

Ieri non ce l’ha fatta a restare alzato, appreso che erano le dieci ha chiesto di andare a letto. Quando Giuliano questa mattina gli ha detto «Lo sai che abbiamo vinto Ettore!» ha subito risposto con uno squillante e felice EVVVIVA! Poi dopo un momento di esitazione ha guardato negli occhi il fratello, che si era abbassato alla sua altezza per sottolineare la solennità del momento, e gli ha detto «Ma io e te abbiamo vinto, Giuliano?»
Se da una parte Giuliano mi ha fatto riscoprire il gusto del tifo dall’altra Ettore mi ha restituito con una sola battuta il senso delle cose.
Devo dire che il maggiore si è rivelato una specie di hooligan, anche il taglio dei capelli contribuiva alla costruzione dell’ultrà azzurro, saltava in ogni dove, sbandierava e si disperava come solo un vero tifoso sa fare. A tal punto che quando sembrava che dovessimo perdere ho invocato l’aiuto degli dei de calcio dall’altra parte dello schermo spiegando loro che non avrei saputo come gestire il mio figliuolo in caso di loro sconfitta. Quanto a me ci sarei potuto pure stare, alla fine eravamo in casa loro, giocavano anche bene, ma Giuliano non credo che sarebbe riuscito ad accettarlo.
La fortunata coincidenza che vede il più inglese degli italiani alla guida del nostro Paese, la brexit ancora fresca ha voluto che anche l’Europa istituzionale tifasse per noi. Per una volta quei ciabattoni dei baristi italiani, mangia spaghetti, catenacciari e un po’ mafiosi hanno vinto con la simpatia di tutti gli altri cugini europei, compresi i francesi che non ci hanno dedicato copertine e titoli trionfali.
Ora dovremo sorbirci un po’ di retorica e propaganda patriottarda, comunitaria e resiliente sul tema ma è stato divertente.
Giuliano voleva anche andare a fare i caroselli ma ho pensato fosse ormai tardi, dopo i rigori e i tempi supplementari, quindi sbandierata sul terrazzo e poi a ninna.
La gioia collettiva legata a questa vittoria, retorica e ironie a parte, ha comunque non poco a che fare con il desiderio di noi ex reclusi in libertà provvisoria di sfrenarci un po’ quasi in modo dionisiaco, per festeggiare i nuovi fasti azzurri e la nostra ritrovata libertà.
Il punto è si può? È ragionevole buttarsi tutto alle spalle e sfrenarsi in riti e abbracci collettivi?
Io non lo so quindi mi sento di salutarvi come al solito.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi week end 62

Nella nostra liturgia di preparazione alla finale Inghilterra – Italia abbiamo incluso la finale di Wimbledon anch’essa popolata dalle italiche genti. Il che per un Paese che ha deciso di uscire dall’Europa anche per liberarsi dei baristi italiani deve essere stata una piccola beffa. Comunque li ho visti tutti lì stretti – stretti attorno al campo verde. Il meglio della bella gente del nostro emisfero non distanziata neanche un po’. Mi ha impressionato e mi ha anche fatto sperare che abbiano ragione e che si possa fare proprio così anche se devo dire io non so se lo farei.

A dire il vero ci siamo spinti per le spiagge di Fregene e per i mercati di Porta Portese però con una percezione diversa del rischio.

«Ma per i bambini Francesi, tedeschi e Spagnoli non sarà una festa così grande vero papà? Invece per noi e per gli inglesi…» Giuliano non sta più nella pelle e conta letteralmente i minuti che ci separano dal calcio di inizio. Ettore è meno interessato ma l’acquisto della bandiera lo ha conquistato.

È bello rivedere negli occhi dei miei figli lo stesso entusiasmo cieco per la domenica che avevano i miei sabati.

La variante delta che comunque sembra non spaventare il pubblico di Wimbledon si fa strada anche tra le italiche genti. Di tutte le cose che ho letto oggi sul covid nostro questa è quella che mi è piaciuta di meno ‘La maggior parte dei casi segnalati in Italia nelle ultime due settimane sono stati sottoposti ad accertamento diagnostico per la presenza di sintomi (31,8%) o in seguito ad attività di ricerca dei contatti di casi accertati con contact tracing, il 29%’ Un orfano come me ne deduce che il tracciamento non funzioni ancora abbastanza ma probabilmente mi sbaglierò

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 488

l covid nostro ha deciso di andare a trovare i nostri beniamini azzurri a Coverciano, almeno la delegazione di giornalisti che li accompagna. Inoltre non si è fatto mancare l’attenzione dei vacanzieri in quel di Puglia e non solo. La sensazione che stia succedendo qualcosa di simile a quello che è successo in Sardegna la scorsa estate un po’ c’è. Gli pfitzeriani forse faranno una terza dose ma ancora non serve insomma non si sa.
Giuliano oggi è stato rimproverato perché non si è comportato bene al centro estivo e ne era visibilmente dispiaciuto mentre tornavamo a casa Ettore in qualche modo se ne è avveduto e gli ha preso la mano dal sedile posteriore della bici in cui lo avevo allocato. Lo ha consolato per un po’ dicendogli che gli voleva bene, standogli fisicamente vicino poi anche a casa. Chissà se lo faranno anche più in là certo sarebbe una grande ricchezza. «Giujano abbrazzo!»
Ettore è un bravo bimbo anche se pure lui fa la sua dose di marachelle però è un po’ che ha mostrato una spiccato quanto discutibile gusto per la musica primi anni sessanta. Può passare minuti, anche decine, a cantare/recitare un cuore matto di Little Tony o Glande! Glande! Di Mina. Credo che in parte sia “merito” della nonna che gli ha insegnato alcuni di questi grandi successi della canzonettistica nazionale.
Qui vi lascio una sua rappresentazione del Cuore Matto.
Sono 1.390 i positivi nelle ultime 24 ore contro i 1.39 di ieri. 25 le vittime in un giorno, mentre ieri erano state 13. Il trend settimanale è in crescita ormai anche in Italia. Dopo un costante calo durato oltre tre mesi, nell’ultima settimana c’è stata una inversione di tendenza: dall’1 al 7 luglio sono stati trovati 5.808 contagi, il 13,1% in più rispetto alla settimana dal 24 al 30 giugno che aveva contato 5136 casi. Mancano all’appello troppi baby boomer per poter stare tranquilli.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 487

Bianchi, che a dire il vero somiglierebbe più a un elfo domestico o al massimo a un Goblin, dice che lui non è Harry Potter e che il CTS non è Voldemort. La trovata di comunicazione utile a fare il simpatico alla desta di Repubblica vuol dire che non si prende la responsabilità di garantire la scuola in presenza a settembre. Ve lo traduco io in nome degli anni spesi a seguire o lavorare per la politica dei questo Paese e ancora di più per quelli, forse meglio impiegati, nella lettura di tutte le opere di J. K. Rowling. Insieme all’affermazione che il vaccino non sarà obbligatorio per i docenti e al dato che vede una percentuale di insegnanti e bidelli refrattari al vax. Un paio di giorni il generale Figliuolo lamentava 200 mila dicenti ancora non vaccinati.


L’85% del personale scolastico ha ricevuto entrambe le dosi ma si tratta, come spesso capita, della media del Trilussa. Ci sono infatti situazioni in cui la percentuale è ancora sotto il 50% (Sardegna e soprattutto Sicilia).
Oh padre mio che dalla Sicilia fuggisti per venire a trovare fortuna qua chissà che mi diresti. Sono certo che il vaccino lo avresti fatto come lo abbiamo fatto noi.

Non so se vi ho già accennato alla forza del sangue siculo nelle vene di Ettoruzzo. Per lui le questioni di genere sono molto semplificate. Lui è maschio! Batman pure e questo sembra essere per lui molto importante.
«Questa è Piazza San Cosimato amore è quella in cui andiamo spesso a prendere il gelato.»
«Ma San Cosimato è maschio?»
«Sì amore maschio.»
«Allora pelché hai detto quella?»
La mamma prova a spiegargli che ad essere femmina (femminile) è la piazza ma la virilità di San Cosimato pare faccia premio su tutto. Che poi erano due Cosma e Damiano due medici che curavano gratis i poveri ma questa è un’altra storia nulla ha a che vedere con il Covid nostro
Nel frattempo siamo tornati sopra i 1000 stabilmente: in 24 ore 1.394 positivi, 13 vittime. Il tasso di positività sale allo 0,8%
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 486

I mascariati all’aperto sono sempre di meno, quasi solo i camerieri e i butta dentro almeno in centro. La vittoria degli azzurri è stata una grande gioia un po’ per tutti noi uomini semplici e per i bambini. Giuliano era proprio felice. Le partite hanno portato un bel movimento in centro sia nelle cosiddette fan zone, che non coincidono con le zone della malamovida sembra, che con i turisti – suppertor che molto hanno consumato e mangiato. Chissà perché poi alla fine ci sta così a cuore la sorte dei ristoranti,  dei bar  e degli altri esercizi di mescita e consumo alimentare? Sarà che siamo tutti molto solidali con loro che per noi sono il simbolo di chi ha dovuto chiudere e non lavorare.

Invece sarebbero tornati al lavoro i controllori che però non vogliono far multe e aver contatti e quindi non lavorano, non scioperano non si capisce bene cosa facciano. Quindi solo 150 addetti su 250 hanno ripreso sevizio. Ora io mi chiedo ma gli infermieri non dovrebbero aver paura di contagiarsi, le cassiere, i baristi, i camerieri e potrei andar avanti a lungo con molte altre categorie a rischio. Loro però non lavorano per l’Atac. Per altro la presenza dei controllori potrebbe consentire un maggior rispetto delle regole sul distanziamento. Ma lasciano correre questa storia mi ha sempre fatto impazzire anche quando vennero ufficialmente sospesi i controlli.

«Io vojo diventare glande come te!»

«Beh, magari anche di più amore mio.»

«No vojo diventare glande come te uguale a te, non vojo di più.»

Loro ci vedono come esser meravigliosi se sapessero quanto siamo cialtroni. Mannaggia ai pesciolini lossi come dice Ettoruccio mio.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 485

6 luglio 2021 il giorno dopo, la per me inaccettabile, morte di Raffaella Carrà e dias de la fiesta tra Italia e España. Due eventi grandi e potenti che per un po’ manderanno il covid nostro in soffitta o in cantina. Anche se una notizia gira pronta a preoccupare un po’ tutti italiani, spagnoli orfani della Carrà, gay friendly e frociofobi. In Israele dove hanno vaccinato più o meno tutti con lo Pfitzer hanno scoperto che è efficace il 30% di meno con la variante Delta, si è passati dal 94,3% del maggio scorso al 64% di ora. Protegge ancora dai casi più gravi ma comunque un po’ meno: dal 98.2% al 93% di protezione dai casi gravi. Pfitzeriani un po’ preoccupati siamo ma che dire.
Oggi mi sono dovuto vestire tutto, pantaloni, camicia, giacca, calzini lunghi. Una vera tortura tenere addosso la mascherina non è stato facile. Il caldo non aiuta. Ero con un campano abituato a tenerla addosso anche all’aperto e stavo per incontrarne un altro. Ho molto rimpianto le video conferenze che mi consentono di vestirmi solo a metà.
Ettore dice che vuole giocare con Giuliano che aspetta la Fiesta con l’España e si esercita a biliardino e vorrebbe giocare con me o con la mamma.
Con Giuliano è tradizione che ci si tagli i capelli quasi a zero d’estate quest’anno lo abbiamo rifatto, l’illusione è che così noi si stia un po’ più freschi. In realtà è una specie di gioco che ci consente di essere un pochino più simili. Ettore è per ora preservato dalla mamma e dalla sua invidiabile frangetta.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 484

La curva risale: “ha terminato la discesa dieci giorni fa circa, è rimasta in stasi per 5 giorni circa e da 5 giorni è in aumento, passando dallo 0.6% all’1%”, ha detto all’ANSA il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac). Quanto riportato da quella che fi l’agenzia Stefani è purtroppo vero ed in parte da noi già anticipato la scorsa settimana.
Bastava dare un’occhiata a worldometers.
Roma è un forno statico, ci si potrebbero cuocere deliziose torte salate. Oggi ho accompagnato l’amore mio piccolissimo al suo nuovo centro estivo. Ettore stranamente non gli risultava iscritto io fortunatamente avevo con me la ricevuta di pagamento. Ci ha messo un po’ ma alla fine si è rassegnato ad andare con l’educatrice cicciottina e simpatica (A.) che me lo ha scollato dalla mia gamba. Ettore non mi ha voluto raccontare nulla della sua giornata. «Non te lo vojo dire, non ti dico gnente!» Dopo un po’ però vuole dirci che lì c’era un bambino che si chiamava come il fratello e un altro come lui. Lo dice come se avesse scoperto una cosa incredibile e rarissima.
Giuliano invece è andato al suo solito centro potrà anche nuotare un po’. La cosa mi pare fantastica. In ufficio l’aria condizionata aiuta a sopportare il caldo. Alla fine covid o non covid piano, paino uno dopo l’altro i vari esercizi si sono arresi e hanno accesso l’aria.
Il Lazio per smaltire il suo stock di AZ ha mandato un sms a chi ha avuto la prima dose proponendo loro di anticipare il richiamo purché facesse come seconda dose AZ e non Pfitzer.
“Reg.Lazio-Egregio XXX il suo appuntamento (n.9999999999) per la seconda somministrazione con vaccino ASTRAZENECA può essere anticipato, se lo desidera, fino al 56 giorno dalla prima somministrazione, sempre con vaccino ASTRAZENECA. Per confermare risponda “VACC1001” da questo cellulare entro e non oltre 24h dalla ricezione del presente messaggio. Nel caso di conferma riceverà un SMS con il nuovo appuntamento entro pochi giorni. In caso di non risposta rimarrà valido l’appuntamento in essere. La ringraziamo per la disponibilità.” Purtroppo però qualcosa è andato storto, insomma non funzionava, e allora la Regione ha inviato un secondo messaggio.
“Reg.Lazio-Egregio XX.X, se desidera anticipare l’appuntamento (num.9999999999999) per la seconda somministrazione con vaccino ASTRAZENECA, ed ha avuto problemi con la conferma nel rispondere al precedente SMS, può completare l’operazione facendo click al seguente link ….” Nostante i due messaggi l’amico che me li ha passati resiste vuole Pfitzer.
Ora giocano a biliardino les deux e Ettore accusa Giuliano di fare le gilelle! Che invece protesta di fare oil colpo dello scorpione, che come ricorderete era la specialità di un portiere colombiano anni ‘80 René Higuita. I bimbi di oggi pur non conoscendolo vivono ancora nel mito del suo mitico doppio colpo di tacco con il corpo parallelo al suolo. Secondo un po’ una rovesciata al contrario. Facile da fare con un biliardino meno nella realtà.

Coronavirus – Diario di crisi week end 61

Serviva un po’ di suspense finale. Non è che poteva terminare così facilmente. Un ultimo sforzo doveva essere fatto. Un ultimo rischio era necessario. Quindi diminuzione delle dosi di vaccino disponibili coincidente con il momento di massimo rimescolamento umano e flusso turistico dell’anno. Altrimenti di cosa potrebbe mai scrivere ai suoi affezionatissimi lettori il vostro cronista?

Scherzi a parte le dosi di Pfitzer non sono sufficienti a coprire le AZ non più edibili per gli under 60 perché ora si deve fare l’eterologa.

A luglio le forniture dei vaccini a mRna Pfizer e Moderna verranno infatti tagliate del 5%, mentre AstraZeneca continuerà ad essere impiegato solo sugli over 60 e Johnson & Johnson contribuisce ormai in modo estremamente marginale, con appena 4 mila somministrazioni al giorno.

Alcune regioni quindi hanno sospeso le nuove prenotazioni anche nel Lazio è così.

Giuliano ed Ettore da domani cominceranno ad andare ai loro centri estivi. Questo fine settimana siamo stati ad un torneo di scacchi di Giuliano, un caldo boia ancora mascherine, gel, plexiglass. L’amor mio piccolo ma non piccolissimo ha perso e vinto, un po’ gioito e un po’ sofferto. Non è bello veder soffrire, anche solo per uno spostamento ludico-bellico, il proprio figlio. Uno lo vorrebbe proteggere da tutto, si può solo sperare che impari a reggere l’impatto oggi di una sconfitta mediata dalla scacchiera e domani chissà. Perché purtroppo tutti noi sappiamo che la vita è tante cose non tutte desiderabili ma spesso inevitabili.

Ettore vuole sapere perché le lacrime si chiamano così. Noi non lo sappiamo. La mamma prova a dirglielo ma lui insiste. La domanda anche se spinta da un capriccio non è poi così insulsa, temo però sia una parola compattamente dotta che deriva dal latino lacrima che non ha subito alcuna mutazione e ha poco da raccontarci se non che anche Cesare e Adriano piangevano come noi.

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 479

Questa settimana in Europa abbiamo avuto 384,015 la scorsa 296,709 un incremento del 29% i morti sono stati 6,161 contro i 5,591 incremento del 10%. Per Europa si intende il continente tutto, quello per capirci che gioca gli europei: UK e Russia compresa. Quindi i dati sono in crescita. Qui da noi va bene ma abbiamo imparato che ci sono paesi che esplorano prima di altri le nuove frontiere del covid nostro, a volte è toccato anche a noi.
I nostri dati sono questi: 5,133 nuovi casi questa settimana contro i 6,815 della scorsa -25% i deceduti purtroppo sono in aumento 218 contro i 199 della scorsa settimana più 10%. Vedremo domani il venerdì si capisce meglio da noi. Comunque sembra che il vaccino sia piuttosto efficace soprattutto con la seconda dose ma la i casi non svaniscono per il momento. Dovremo vaccinare più in fretta e di più ma credo si stia facendo il possibile considerando che ci sono anche persone che proprio non vogliono. L’Ema dice che due dosi, di qualunque dei 4 vaccini fin qui approvati in Europa, proteggono da dalla Delta.
La mia casa è piena di scacchiere ché Giuliano si prepara ad un altro torneo. La mia bellissima moglie oggi è andata in ufficio ed io sono rimasto con les deux. Con Ettore un po’ abbiamo giocato con le letterine e abbiamo letto due favole Il Fagiolo e il Pifferaio Magico.
La cosa più carina che ci è capitata è stato vedere dei pulcini di rondine nutriti dalla mamma nel nido mentre tornavamo dalla spesa. Erano almeno quattro il nido era attaccato davanti nel garage che bisogna attraversare per arrivare al supermercato vicino casa nostra. Il soffitto è alto ma meno del tetto di una casa e quindi abbiamo potuto apprezzare ad occhio nudo i colli e i becchi dei pulcini che chiedevano e ricevevano tutto il cibo che la mamma, piuttosto brevemente, riusciva a procurargli.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 478

«Ti devo aiutare a crivere.» Dice il mio Ettore. Oggi è stato il suo ultimo giorno di scuola. Un bambino credo si chiami Rocco, che era uscito prima di lui lo ha aspettato per salutarlo. Era enorme rispetto al mio Ettoruccio. Quando gli ho chiesto come si chiamasse mi hanno risposto tutti e due Robin. Ho capito che il povero era stato plagiato anche lui da Ettore e i suoi amici di Gotham city

Dopo siamo andati a prendere un gelato da Cecere davanti la scuola, il giovane gerente aveva l’aria di chi spera che l’incubo sia finito. Abbiamo parlato di gelati salati e mi ha promesso che anche se li prepara per i ristoranti me li farà assaggiare. Per ora ci siamo dovuti accontentare di quelli che aveva, ottimi come sempre.

Arrivato a casa ho visto i condomini che manovravano verso la sala da Feltre che ospita in tempi normali o semi normali le riunioni condominiali. Non ho avuto cuore questa volta e in nome della parità di genere ci ho mandato Martina. I legalitari condomini hanno preteso da lei una delega che gli ho fatto portare brevi manu da Giuliano. Poi siamo andati a vedere i cavalli e ad informarci per un centro estivo su viale Marconi. Una specie di fattoria in piena città sul Tevere.  Oche, galline di ogni specie, alpaca, mucche, pecore, un vitello, caprette, una scrofotta e tre maialini neri.  A loro è molto piaciuto. Ci sono poi un numero notevole di cavalli e pony.

Quando Giuliano era piccolo ce lo portavo spesso perché lui impazziva letteralmente per i cavalli un po’ come Ettore per Batman. La cosa più bella è stato sentirlo dire papà guadda quelli animali e trovare i tre piccoli porcellini nascosti nella stalla, un po’al buoi non più grandi di della mia mano.

Non so se può andar bene come centro estivo certo è divertente e un po’ selvatico, ne parlerò con Martina ancora prigioniera della riunione di condominio.

776 i nuovi casi, 24 vittime 0,4% il taso di positività dei tamponi. Sarebbero bei numeri a dire il vero. Vedremo se la doppia dose ci salverà dalla delta potrebbe essere fatta. I casi in GB ieri erano di nuovo 20,325 ma le vittime solo 23. Vedremo in compenso la perfida Albione ha sconfitto la Germania, 2 a 0. La storia si ripete direte voi.

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 477

Oggi il covid nostro viene dopo la sconfitta della Francia, la lite tra Grillo e il Fiero Conte ed altre due o tre notizie di cronaca. Capitava raramente, del resto tutto qui lascia credere che andiamo verso la fine di questa stagione distopica e insana. I dati sono buoni, via le mascherine, quasi per tutti ché l’omino di burro, non potendosela prendere con i bambini (le scuole sono già chiuse) ha deciso di fare un’ordinanza per la Campania per cui l’uso “resta obbligatorio in ogni luogo non isolato, ad esempio nei centri urbani, nelle piazze, sui lungomare nelle ore e situazioni di affollamento, nonché nelle file, code, mercati o fiere ed altri eventi, anche all’aperto, nonché nei contesti di trasporto pubblico all’aperto quali traghetti, battelli e navi”.
Molte persone comunque non se ne vogliono separare neanche a Roma. Dopo io no mask dovremo affrontare il fenomeno dei long mask. Comunque chi volesse continuare a usarle anche all’aperto in fondo non fa male a nessuno. Mi immagino però il segno dell’abbronzatura sul viso come quello del costume, chissà che non cominci ad avere un valore erotico come lo aveva il segno del pezzo di sopra quando ero ragazzino io. Questo potrebbe essere il vero trikini un tre pezzi fino al viso.
Il caldo è fiero quasi come Conte, portare la mascherina è faticoso, almeno per me, all’aperto.
Effettivamente per strada si incontrano ancora molte persone con la mascherina. Ettore ci ha tenuto a spiegare a una passante che noi le mascherine a casa non le usiamo e neanche Giuliano! Perché lui è stato quasi sempre esentato Giuliano invece l’ha portata sempre a scuola e in giro ed Ettore ha notato la differenza.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 476

«Ettore ma ti piacciono più i bruchi o le farfalle?»
«Mi piacciono di più i pipistlelli!»
Smascherati e bianchi ci siamo rilassati un po’ finché si può. Oggi per la prima volta non ci siamo messi la mascherina per uscire, anche se in realtà per stare nell’androne di casa bisognerebbe averla su. In questo lungo week –end romano siamo stati al mare, al lago e anche un pomeriggio in Villa. Quest’ultima esperienza mi ha un po’ messo di cattivo umore ieri ho dovuto constatare che anche Villa Pamphili ha ceduto all’abbandono e mi sono immaginato che un po’ alla volta tutta Roma farà la fine delle sue, enormi e bellissime, ville pubbliche: si rinselvatichirà e verrà ingoiata dalla campagna che non l’ha in fondo mai abbandonata. Vedremo che farà il prossimo sindaco temo però che come al solito sarà peggiore del suo predecessore. Roma, o meglio l’attuale amministrazione, per alcuni versi è stata aiutata dal covid nostro che ha fatto diminuire la pressione di pendolari e turisti. È poco più di un mesetto da quando lo smart working è stato affievolito e un po’ di turisti si sono riaffacciati che i cassonetti strabordano di nuovo.
In compenso ho visto che anche al mare e al lago giunge l’infinita tavola perennemente apparecchiata che contraddistingue le fasi più morbide del covid nostro e a dire il vero ne abbiamo anche approfittato.
Per Ettore e Giuliano, e anche per noi, perdere anche solo lo sguardo nei larghi spazi del lago e del mare è stata una vera terapia. Siamo stati strettini per troppo tempo. Rivederli nuotare e sguazzare mi ha molto sollevato. Abbiamo avuto anche un piccolo incidente e un incontro singolare.
Giuliano si era portato i suoi scacchi magnetici e mentre si predisponeva ad una partita gliene è caduto uno sotto il pavimento della palafittona che ospita il bar dello stabilimento. A me dispiaceva abbastanza e sembrava che nessuno del personale, in altre faccende affaccendato, volesse giungere in nostro soccorso almeno a breve. Ho fatto così ricorso alla mia memoria di bambino e procuratomi un filo, parte di un costume di mia moglie, ci ho legato un pedone e sono andato a pesca. Dopo una decina di tentativi attorno a noi si era già formato un capannello di esperti che mi diceva che i due pezzi si sarebbero respinti. Il gruppetto aveva l’aspetto dei più curiosi astanti davanti a un cantiere, mi propongono di usare una gomma americana masticata e un bastoncino. Dopo aver detto loro che bisognava rimandare la lezione di fisica mi sono accorto che aveva abboccato… la piccola torre nera si era avvinghiata al pedone. Dopo aver ringraziato i signori per la fortuna portataci ho tirato su la lenza e catturato la mia preda.
Alla fine credo che sia nella natura umana intromettersi e dare buoni consigli! Comunque poi con Giuliano, nonostante una buona performance, ho perso. Tutta questa operazione l’abbiamo fatta pancia a terra con anche Ettore sdraiato e interessatissimo spettatore. I bambini ci guardano, come facciamo a dimenticarlo?
Ma l’incontro più divertente è stato con un brucone che lemme, lemme si aggirava sui prati e che con Giuliano ed Ettore abbiamo inseguito finché non è riuscito a nascondersi. Era grosso come un dito medio, verde e striato di bianco, aveva anche una coda biforcuta come una scolopendra. A suo modo era bello anche lui.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 473

Si riflette sulle zone rosse per la variante Delta che non troppo lentamente diventa prevalente. Sarebbe al 16,3% in Italia. La variante sarebbe presente in modo importante in Campania e Lombardia. Il ceppo comunque è stato trovato in Piemonte, Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Puglia, Sicilia e Lazio che  sta anticipando i richiami delle vaccinazioni con AstraZeneca per garantire, con due dosi, una migliore protezione.

Con Giuliano oggi ci siano dati al pallone e siamo andati a Villa Sciarra dove ci siamo sfidati ai limiti dell’agonismo, ho perso 13 a 12.

Dobbiamo decidere se prenotare per le vacanze, abbiamo chiesto per il solito posto ed il solito periodo. Dovremmo formalizzare credo che lo faremo. Ettore è tornato dalla scuola materna con un piccolo pinocchio. Per assonanza mi è venuto in mente l’omino di burro sempre pronto a chiudere le scuole. Oggi dichiara «Per quanto riguarda Asl Na1 centro, su 839mila residenti e vaccinabili, vi sono 317mila non adesioni. Non è un dato sostenibile. Questo dato significa andare verso il lockdown verso settembre. È bene parlare chiaro.» Ora De Luca ama drammatizzare, come è noto, ma forse il problema della mancanza dia adesioni sussiste.

Vedremo intanto qui a Roma ci si avvicina al ponte di San Pietro e Paolo.

State bene e adelante con juicio!

Ettore

Coronavirus – Diario di crisi giorno 472

Un paio di giorni fa mentre scalavo uno dei sette colli di Roma in bici, non è una diceria ci sono veramente ed alcuni sono piuttosto ripidi, mi sono accorto che non ce la facevo più. Ho attribuito prima la cosa al sole, poi al mio peso, infine all’età. Non è stato gradevole. Poi però mi sono accorto che il freno davanti mordeva anche se non lo toccavo, insomma non riuscivo a ‘sfrenare’. Ci ho messo subito le mani ma più che sporcarmele lì per lì non sono riuscito. Oggi dopo aver accompagnato Ettore, sempre frenato, l’ho portata a Porta Portese, dove per cinque euro un bangla dalle mani d’oro me l’ha aggiustata cambiandomi il freno. Risalire sulla bici sfrenata è stato bellissimo, un po’ come ringiovanire, sciogliersi da un legaccio, riemergere da una presa sott’acqua.
In questi mesi nel bene e nel male abbiamo vissuto così, per lo più, con il freno tirato, faticando oltre il normale per qualunque cosa.

Intanto il Lazio ha deciso di accelerare sui richiami per AZ  a causa del timore per la variante Delta.

Ieri sera con Giuliano abbiamo visto Francia – Portogallo e molto ci piacque. Per noi che il calcio lo seguiamo solo per europei e mondiali è tutto nuovo ogni volta. «Papà, papà ma secondo te è più forte….? Papà, papà, ma secondo te vincerà…papà , papà ma Mbappé, ma Pelè, ma Maradona, ma Baggio? E il calciatore italiano più forte?» Mentre tento di rispondere a tutte, ma proprio a tutte le sue domande, sul calcio di oggi e di ieri, prendendo anche più di qualche topica, mi rendo conto che anche io sono stato così. Anche io facevo domande simili a mio padre.
Ettore non segue ancora, dice che lui tifa per i verdi che a occhio sembrano essere i fili d’erba.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 471

La variante delta si aggira fra di noi e cresce “esponenzialmente” dice Ansa. Sappiamo tutti che questo vuol dire che non è ancora finita come speravamo che qui succederà quello che sta succedendo in GB risaleranno i nostri casi. Quello che ancora non è chiaro è se insieme ad essi saliranno, e di quanto, le terapie intensive. Tutto sommato per saperlo basterà guardare quello che succederà in Israele e in UK.
Lorenz D’Arabia (Thomas Edward Lawrence) diceva che durante la guerra anche grazie alla divisa si era tutti uguali. Ho sempre trovato questa sua considerazione orrende quanto veritiera, gli uomini e le donne sono creature semplici e vedersi vestiti allo stesso modo crea una comunanza per alcuni pacificatrice, smussa le differenze fisiche e le personalità. Ho sempre creduto che non fosse un caso il fatto che dopo il primo conflitto mondiale quegli stessi ragazzi in divisa edificarono in Russia, in Italia e in Germania le cose peggiori di quello che poi chiamammo il secolo breve, cioè il fascismo e il comunismo.
Ora nel nostro piccolo anche noi ci siamo abituati a coprire e a smussare il nostro volto e con esso il nostro carattere, rendendolo così più simile a quello del nostro interlocutore. Sento già una sorta di ostalgie delle mascherine che comincia ad insinuarsi tra noi. Ho letto titoli tipo: “Saremo ancora fratelli senza mascherine?” La risposta è no e non eravamo fratelli neanche quando le portavamo. Perché siamo diversi e liberi e la diversità è un valore quanto la libertà. Capisco che ad alcuni a ad alcune possa aver trasmesso una sensazione di protezione anche psicologica dal giudizio estetico e dagli sguardi indiscreti, oppure aver dato quel senso di mistero ormai perduto da tempo, però non mi pare una roba sana.
Speriamo che ce le si possa togliere veramente!
Ettore e Giuliano hanno provato a giocare un po’ a scacchi insieme dopo un po’ però è finita in lite, Ettore che protesta di poterci riuscire forse ancora non può. «Vojo giocare con la scacchiera piccola!» Noi vogliamo sempre emulare quello che fanno i nostri fratelli più grandi il punto è cosa fanno?
Il caldo non ci abbandona Roma si è trasformata nella vecchia fornace che tutti conosciamo, oggi vedremo Francia – Portogallo, partita che Giuliano aspetta come una sorta Ragnarok.
«Giujano ti prometto che non peddo i pezzi! Io sono il nelo. Tu sei il biacco!» Per un po’ è felice il fratello lo fa giocare. «Io riesco!»

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 470

I Draghi si sa se vedono un tesoro tendono ad impossessarsene e a vegliarlo più che possono. Così quando ho sentito del nostro che diceva che la finale degli europei non si poteva fare a Londra causa contagi in aumento ho sorriso. Oggi sarà contento ci hanno approvato il suo PNRR.
Nel frattempo Giuliano continua a giocare a scacchi ed Ettore ad andare a qcuola.
Oggi pomeriggio ci siamo ricongiunti per una caccia al tesoro nel parchetto vicino scuola dove sotto la statua di Carlo Alberto dove di solito si vedono con i loro amici. L’occasione era festeggiare il doppio compleanno di due gemelline compagne di Giuliano. Molte delle cibarie erano confezionate: parmigianini, bustine di popcorn e patatine monodose, salatini sempre monodose e panini imbottiti sepolti sotto un millefoglie di pellicola. Abbiamo tutti le mascherine ci igienizziamo le mani, se vogliamo abbiamo a disposizione anche una scatola di guanti in lattice. Ad Ettore piacciono i salatini si divertono giocano sembra quasi una festa normale, anzi lo è.
Mentre i bimbi si scatenano in una infinita caccia al tesoro vediamo comparire un plotone di corazzieri a cavallo, ogni attività ludica si sospende e i bambini dai quattro angoli del giardino si precipitano per vedere i Dragoni belli, corazzati, lucenti con l’elmo, il cimiero nero come i loro cavalli e la mascherina bianca come i loro guanti.
Ci hanno approvato il PNRR il drago è felice.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 469

«Vojo andare con la mia bicicletta a qcuola. Io ce la faccio tutto da solo.» Reduci dalla nostra tre giorni scacchistica a Fiuggi ieri siamo arrivati a casa giusto in tempo per vedere gli ultimi dieci minuti di partita. Questa mattina però Ettore si è svegliato animato dalle peggiori intenzioni. La biciclettina l’ha presa sul serio e inforcata l’ha portata fon davanti alla porta d’ingresso. C’è voluto un po’ per convincerlo ma alla fine ha ceduto, l’ha ripresa e portata in terrazza.
Tra un po’ sembra che potremo aggirarci di nuovo a volto scoperto. Questo lungo periodo di volti velati ha avuto uno strano effetto sulla mia immaginazione e sulla mia memoria fisionomica. Sui volti di molte persone che ho conosciuto in questo periodo ho aggiunto io, come dire a piacere, i tratti mancanti. Forse facendo ricorso alla memoria di altri visi e di altre facce a me note.
Confesso che erano tutti un po’ più belli nella mia immaginazione evidentemente la mia memoria surrettizia seleziona fotogrammi piacevoli frugando nell’archivio del mio capoccione.
Oggi sia la Regione Lazio che il ministero della salute mi hanno inviato codice e link per scaricare prove della mia avvenuta vaccinazione. Con quello laziale sono riuscito a scaricarmi il mio certificato vaccinale, bella soddisfazione ora è qui accanto a me con il suo roseo fiore arcuriano. Dal ministero della salute invece solo speranze frustrate, non sono riuscito a scaricare la “certificazione verde” .
Ora sono in ufficio con aria condizionata spenta, il caldo si sente ma tentiamo di resistere. 881 nuovi casi e ‘solo’ 17 morti è un buon numero. Quello che sta succedendo dà noi è già successo in U.K. e quello che succede ora in U.K. probabilmente succederà da noi. E lì purtroppo i casi stanno risalendo: 30% in più ultima settimana.
ANSA dice che stanno arrivando nuovi tamponi per tracciare la temuta variante delta. Pare sia lei il problema. Vi segnalo se vi va una fiction che troverete su Netflix che immagino prendendo spunto dal covid nostro racconta una storia avvincente e spaventosa il giusto. Si chiama Sweet Tooth. Il morbo provocato dal virus viene chiamato l’afflizione e oltre ad essere mortale per molti provoca un chiaro e riconoscibile tremolio del mignolo. Le persone si proteggono con le mascherine ma tutto precipita in uno scenario post apocalittico tipo quello raccontato da London nella Peste scarlatta. Il virus è stato creato in laboratorio e insieme a lui sono comparsi dei bambini chimera bellissimi e spaventosi. Il nostro protagonista è un bimbo cervo. Mi fermo qui perché poi se vi va ve lo potete guardare senza spoiler. Son resi molto bene il senso dell’isolamento e il terrore dell’altro che il covid nostro ci ha regalato a piene mani.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 466

Niente sintomi, niente di niente, nessun effetto collaterale se non un vago mal di spalla e una certa fiacca post prandiale da addebitare forse più al pasto che ad altro . È come se non avessi fatto nulla, anche perché non mi hanno dato nessun codice, nessun foglio, niente. Mi sono sentito in dubbio come mi capitò quando mi laureai. Tanti complimenti, la lode tutto quello che volete ma non mi diedero neanche un pezzettino di carta lì per lì, che so una ricevutina, un biglietto… certo c’erano li Martina, mio padre e qualche amico, le foto ma nessun documento. Anche questa volta niente carte in mano. Anni dopo Martina( che si è vaccinata con me ) fece stampare i certificati di laurea, il suo e il mio. Questa volta la mancanza di un qualunque attestato potrebbe essere un problema, per avere la Green card del virus : il Green pass, bisogna infatti produrre un numero univoco che attesta la propria vaccinazione. Per il momento: nessuna traccia. Potrebbe essere inviato via sms, vedremo. Nel caso voi lo abbiate potete andare qui https://www.dgc.gov.it/web/
Nel Lazio sembra che si possa scaricare dal proprio fascicolo sanitario 48 ore dopo la dose. Qui https://www.salutelazio.it/scarica-salute-lazio/
Oggi trasferta a Fiuggi grande torneo di scacchi del primogenito. Una bella cosa tutto si svolge in un clima festoso in un albergo pieno di scacchiere divise a metà da lastre di plexiglas para sputi.

Giuliano vince e perde il maestro Blonna gli analizza le partite, come fa con tutti gli altri. A parte il mio quella che mi è piaciuta di più è stata una bambina di otto anni che ha sbaragliato fin qui tutti i suoi avversari(8 anni). La regina di scacchi su Netflix ha avuto un effetto positivo sul movimento scacchistico anche perché ha reso pensabile e auspicabile che una bimba e poi una ragazza fosse una scacchista. I ragazzi hanno continuato a giocare anche dopo il torneo, prima tra una partita che fluviale e l’altra un happening. Sarà capitato anche a voi di andare a Fiuggi per qualche congresso o per le terme. Io lo ricordavo un posto pieno di gente e di eventi diversi. Questa volta non c’era nulla se non il torneo regionale Fise. La cittadina era tutta per noi. Era strano e post atomico come molte delle esperienze dell’ultimo anno. L’ultima volta ero venuto qui per un congresso di una delle incarnazioni del partito radicale di Pannella. Lui stava ancora bene, me lo ricordo in piedi che sorride all’arrivo della nostra delegazione. Comunque questa è un’altra storia oggi se volete potete vedere sulla nostra pagina FB un dibattito per le primarie del Pd organizzato da Roma Report insieme a Roma di sera.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 465

Ho fatto quasi tutto con lei: il gioco, la politica, l’amore, i figli e da qualche anno anche il lavoro. Ora insieme abbiamo fatto anche il vaccino. Lei era lì bellissima che sorrideva al suo vaccinatore. Io ero un due poltrone più indietro che aspettavo e la spiavo un po’ geloso dell’ago e del calvo infermiere che poco prima spiegava ad un’altra signora che ne avrebbe fatte anche sei, sette di dosi pur di non provare quella sensazione di fame d’aria. «Lei non ha idea signora di cosa significhi stare senz’aria, è terribile! Io ho visto morire molti miei colleghi così!»
Mentre siamo in fila una donna bruna cerca di farmi passare avanti a lei come volesse rimandare il momento il più possibile. Le dico che se vuole la supero ma che non saranno quei pochi minuti a fare la differenza. Un ispanico dai capelli corvini, forse domenicano, forse peruviano, un po’ avanti con l’età e con gli abiti non capisce bene quello che gli succede e viene aiutato da una vaccinatrice che parla un po’ di spagnolo. Lo rassicura e lo fa aspettare sulla grande poltrona blu con lei mentre noi andiamo nella saletta dopo la nostra iniezione.
Il clima è più allegro della volta sorsa, la mia vaccinatrice mi ringrazia tante volte al che le dico che no! che sono io che ringrazio lei! è lei che mi sta facendo una cosa buona; mi ringrazia ancora. È che alcuni di noi ringraziano sempre per educazione.
Quando arrivo nella sala in cui si aspettano le eventuali reazioni allergiche la cerco, in piedi con le mani dietro al dorso, non la trovo ma lei mi viene incontro mi tocca il braccio e ci sediamo insieme ad aspettare con i nostri cerotti bianchi sulle spalle.
Giuliano era a casa di una amichetta che abita sopra di noi, poi si diverte così tanto che resta anche dopo il nostro ritorno. Scende per il pranzo, mi racconta la mamma, perché i vicini mangiano troppo tardi per le sue abitudini. Ieri è stato molto felice della partita che abbiamo vinto 3 a 0 con la Svizzera. Oggi a piazza Navona gli elvetici riempivano ancora tavolini e panchine.
Torno in ufficio perché devo fare una cosa che non posso rimandare. Trovo persone, amici, colleghi si parla del vaccino quasi tutti hanno fatto la prima dose gli AZ si chiedono cosa sarà di loro. Pare che ci sia la possibilità di rifare Az con il consenso informato anche per gli under 60 potrebbe funzionare così in Puglia, Campania e Lazio.
Per il momento mi sento un po’ debole ma temo sia il caldo e la comune refrattarietà all’aria condizionata.
Ora vado a prendere Ettore ieri si è alzato nel cuore della notte ci ha spiegato che aveva fatto un bel sogno e un brutto sogno e che quindi aveva finito di dormire, anche questo forse contribuisce al mio stato di abbiocco pomeridiano.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 464

«No! No! Dammi retta nun venì! Non devi venire. Stai a casa riguardati.. se stai male stai a casa! Caro dai fai così. Comunque stasera fammi un colpo di telefono, non mi abbandonare.. fammi sapere.» Poi mi guarda e mi racconta del suo dipendente che ieri ha fatto il vaccino ed è venuto lo stesso al lavoro ma non si sente molto bene.. e allora lui lo ha fatto chiamare dalla moglie per dirgli che deve stare a casa. Che lui ha dei ragazzi d’oro, uno lo ha portato un altro gastronomo che a lavora per lui, un altro ancora si è presentato con la mamma: «È un bravo ragazzo me lo deve far lavorare.. e io gli ho detto attacca… attacca subito.» Ad alcuni, mi dice, gli ha fatto anche il contratto a tempo indeterminato.
Il mondo delle botteghe di Trastevere molto offeso dal tempo e da un diverso modo di intendere il commercio non ha perso alcuni luoghi mitici, uno di questi è il Caciaro, che chiuse avvertendo, durante il primo lockdown, con un cartello molto confidenziale ma compassato il giusto come è lo stile della casa.
CI SCUSIAMO PER IL PROLUNGARSI DELLA CHIUSURA NON DOVUTA A MALATTIA O ALTRO. MA ESCLUSIVAMENTE A TUTELA DELLA SALUTE CI AUGURIAMO CONDIVIDIATE LA NOSTRA SCELTA E SPERIAMO DI POTER RIAPRIRE QUANTO PRIMA.
ROBERTO E ANNA
Sotto qualcuno aggiunse un altro cartello
DAJE ROBE’! CHE SENZA CACIARA (IN TUTTI I SENSI) NUN CE POTEMO STA!
Ora è aperto e si occupa della salute dei suoi dipendenti, appena immunizzati, oltre che di servire noi ghiotti avventori, se vi capita vi consiglio la sua ricotta (forse la migliore che io abbia mai mangiato) e qualunque formaggio, è in via San Francesco a Ripa.

Della bianchezza di Roma ha potuto beneficiare anche il mio Ettore che per la prima volta ha lanciato la sua monetina nella fontana di Trevi. L’accesso alla vasca inferiore, dove c’è un passaggio, finora, tranne che per un paio di giorni credo per errore, è sempre stato interdetto a turisti, pellegrini e avventori vari. La monetina si poteva lanciare ma a una distanza troppo grande per il mio piccolo amore. Poi monetina a parte tra le passioni di Ettore ci sono sicuramente le fontane e quella di Trevi è uno dei trionfi d’acqua più belli di sempre. Martina mi manda una foto di Ettore.

Una cosa ho notato facendo i miei giri oggi: i negozi, gli studi, gli uffici più piccoli hanno un certo timore ad accendere l’aria condizionata. Non so se per sparagnare dopo un periodo non ricco oppure per paura che l’impianto di condizionamento possa diffondere il covid nostro.

Di gran moda vanno invece i purificatori d’aria oggetti più o meno cilindrici che soffiano un po’ d’aria che raccolgono da sempre il mio scetticismo, però speriamo che funzionino.

Per il resto il centro di Roma è di nuovo pieno di magliette rosse, questa volta sono svizzeri.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 463

«Mi selvono alti pesciolini. Pecchè devo fare la tela di spiderman.» La mamma prova a dirgli che quello e cibo e non un gioco dopo un po’ capisce e mangia. Però ha fatto a tempo a disporre le alicette impanate in una sorta di sole ne piatto. Non facile all’età sua, in teoria tre ma essendo lui Batman almeno quattro volte quattro con le dita, distinguere il gioco dal resto. Anche per noi come distinguere quel che è il normale gioco della politica e del potere dall’irrimediabile. Con questa roba di Az forse un po’ il limite lo abbiano passato. Alcune delle persone che conosco che lo hanno avuto ora sono perplesse di fronte all’idea del cocktail. Come se non bastasse qualche virologo di grido consiglia di fermarsi alla prima dose. Per la precisione Galli di buon mattino “Forse, molte seconde dosi di AstraZeneca in questo momento non sono necessarie: molte delle persone che hanno fatto la prima dose non necessitano strettamente della seconda”. A ‘Mattino Cinque’ su Canale 5.
Bah finirà tutto questo forse e torneremo a occuparci di altre vanita, perché alla fine come dice l’ecclesiaste tutto è vanità e se lo porta via il vento.
Comunque questa la fotografia della situazione secondo Ansa che risparmia il governo “Figliuolo: ‘Revisione Piano vaccini? Bilanciate dosi in 11 Regioni’. Fedriga: ‘Confusione organismi regolatori su AstraZeneca’. De Luca vieta AZ e Johnson sotto i 60 anni. L’Aifa ha approvato la vaccinazione mista per gli under 60 che abbiano avuto una prima dose di vaxzevria (AZ).”
I numeri sono buoni tutto sembra andare nel verso giusto non fosse per questo pasticcio.
Gli inglesi invece causa variante Delta ex indiana (sembra davvero un’apertura di scacchi una si chiama est-indiana) rinviano la fine delle misure di un mesetto, la delta si è fatta modestamente strada anche tra i palestrati milanesi.
Gli israeliani invece sembrano aver detto addio alle mascherine!
– Papà mi selvono i bloccoletti!
– Ti servono proprio e perché?
– Li devo mescolale co’ olio!
State bene e adelante con juicio

Coronavirus – Diario di crisi giorno 462

Il caldo si è abbattuto su di noi e il giogo della mascherina si fa più pesante. Per strada vedo sempre più persone che se la abbassano. Siamo bianchi! Il Lazio è bianco (magari pure celeste!) quindi possiamo tornare a casa quando vogliamo senza chiedere il permesso a mammà.

La saga AZ prosegue nella speranzosa confusione che ci è propria. In compenso se volete potrete inviare tutto il parentale per festeggiare le vostre nozze, al vostra comunione, cresima o battesimo, nel caso apparteniate ad un’altra confessione potrete ugualmente ricevere chi riterrete. Ma sia che siate cattolici sia che siate di altre non meglio precisate religioni dovrete chiedere ai vostri ospiti il green pass! R.S.V.P e GREEN PASS così finiranno le partecipazioni di matrimonio per un po’. Vi foste laureati o vogliate festeggiare il diciottesimo sempre RSVP e GREEN PASS. Per avere questo meraviglioso lasciapassare dovrete disporre di una di queste 3 certificazioni verdi previste dai decreti attualmente in vigore: certificato di vaccinazione – che vale 9 mesi a partire dal completamento dell’intero ciclo, dunque anche con la seconda dose, oppure dal 15/esimo giorno dopo la prima dose fino alla somministrazione della seconda – certificato di guarigione, che ha validità 6 mesi, tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti la partecipazione all’evento.

Se invece volete risparmiare questo è il momento di proclamare il vostro attaccamento ai veri valori della vita, alle reali ragioni per cui vi sposate, alla vera letizia francescana e festeggiare in sei al ristorante.
Se invece siete terrorizzati solo all’idea di fare il grande passo e avete ringraziato fin qui il covid nostro che vi ha consentito di procrastinare il giorno delle nozze, questo è il momento di fare casino. Litigate con la suocera, frugate nei device del vostro partner, proclamatevi antivaccinisti e in un modo o nell’altro riuscirete a venirne fuori. A proposito avete visto l’abatino? È andato da Bruno Vespa e ha spiegato che non ci pensa nemmeno a vaccinarsi perché non vuole essere tra quei pochi che muoiono per il vaccino. Ho riconosciuto le precise parole di molte persone che ho incontrato in questo periodo. Oggi invece a me è arrivato l’SMS che mi ricorda che il 17 devo andare a vaccinarmi.

Il mio spettacolare Giuliano è qui che segue una delle sue ultime lezione di scacchi on-line. Non so se ve l’ho detto ma recentemente l’ho battuto in una partita, cosa sempre più rara. Oggi invece ci siamo misurati in dribbling indiavolati contagiati dagli europei, poveri turchi!
Ettore invece si è fatto tagliare mille zampette colorate per fabbricare un glanchio.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 59

«Cordoglio e partecipazione alla mamma e al papà di quella ragazza e al resto della famiglia. E’ stata una cosa tristissima che non doveva avvenire.» Così il Drago sulla morte di Camilla. Una presa di posizione abbastanza chiara e sorprendente. Poi il richiamo a Speranza e alle responsabilità difficili da chiarire.
Il ministro ha sostanzialmente riportato l’uso di AZ solo agli ultra sessantenni, vietando di fatto alle Regioni gli open day con AZ. Dopo un mese buono di questa pratica volontaria per smaltire l’AZ che non veniva consumato baby boomer spaventati, è una posizione tardiva e singolare, in linea però con l’ultima ondata emotiva. Come si sentiranno tutti gli under 60 che fin qui si sono presentati fiduciosi agli Open day?
Io nel mio piccolo mi sento di ringraziarli perché ogni vaccinato fa del bene a se e a tutta la comunità contribuendo ad interrompere la catena del contagio.

La Regina guerriera Camilla è un personaggio dell’Eneide che guida i Volsci e dà del filo da torcere allo spietato Enea e ai suoi alleati, solo una freccia guidata da Apollo riesce ad abbattere questa sorta di Diana cacciatrice.
Il volto di Camilla, sereno, sorridente e giovane deve essere spaventoso per un politico ai tempi dei social network quanto lo fu quello della regina dei Volsci per Enea.
La buona notizia è che tra un Open day e l’altro il Lazio e il Veneto oggi hanno per la prima volta da tanto tempo 0 (ZERO) morti.

Noi siamo stati a trovare una mia zia che non vedevamo da tempo. Zia Lilla che abbiamo trovato in forma e con al quale ci siamo attardati in chiacchiere per tutto il pomeriggio. Lei ha fatto la prima dose noi anche e questo ci ha fatto sentire confidenti il giusto per rivederci. Giuliano ed Ettore sono stati contenti di incontrarla e di fare una bella merenda a base di cassatine siciliane. Goia che anche io e Martina abbiamo condiviso.
Siamo capitati dalle parti di Piazza Bologna e abbiamo visto gruppi di giovani e meno giovani affrontare l’estate romana con il piglio di un tempo, chissà che non sia un buon segno. Sulle banchine del Tevere stanno mettendo su gli stend cosa che l’anno scorso si guardarono bene dal tentare.
Vi lascio qui un link a un pezzo che ho scritto su una piccola diatriba tra muralisti e ambientalisti

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 459

«Vai più veloce co tua moto papà!» Così il mio Ettore mi sprona mentre andiamo in bici verso la sua scuola. Se superiamo qualcuno invece gli urla «Siamo più veloci!» È un tipo simpatico non teme il mondo e il mondo non sembra temerlo. Una delle maestre della sua materna, cui l’ho affidato questa mattina, tra un complimento e l’altro mi ha detto che però ha un certo caratterino.
A loro è sempre piaciuto andare in bici con me pedalante credo di aver cominciato a usarla quotidianamente per questo.
La scuola di Ettore era circondata dai turchi convenuti qui a Roma, di rosso vestiti, per la partita inaugurale, Italia – Turchia, degli Europei 2020 che sono divenuti 2021 grazia al covid nostro.
Con le loro magliette rosse, le loro stelle e le loro mezze lune, i loro baffi e i loro sorrisi si sono seduti alla grande tavola imbandita dai ristoratori e dai baristi del centro. C’era una certa eccitazione un negoziante mi ha anche chiesto di spostare la bici perché gli impallavo al vetrina. Non vedevo il centro così pieno da tanto. Ha anche aperto un nuovo negozio, vendono caramelle ci sono Spiderman, Superman, Betty boop e qualche altro personaggio. Ci ho portato Ettore si è molto divertito.
Si respira un’aria diversa. L’epopea di AZ prosegue, la storia di Camilla, bella, giovane e forte commuove e catalizza l’attenzione. I capi delle regioni vogliono chiarezza e tirano fuori vecchi e nuovi documenti, i virologi dicono le loro non sempre concordanti opinioni. Di Speranza non so, sembra che si andrà verso una raccomandazione di AZ per gli over 60 o forse si toglierà per tutti chissà, dipenderà dall’onda emotiva del momento.
Ansa riferisce che purtroppo Camilla soffriva di piastrinopenia autoimmune familiare e assumeva una doppia terapia ormonale. Non è una condizione comune a tutti gli under 60 però così è. Si tratta di una malattia che colpisce una delle componenti più importanti del sangue, le piastrine che vengono aggredite e distrutte dal sistema immunitario, che nulla ha a che vedere con l’AZ e il covid e anche lo avesse non è una condizione comune, ripeto, ai ragazzi o agli under o over 60.
Intanto a Roma ci sarà un bel rimescolamento di persone, molte delle quali senza mascherine, ma si sa che il calcio è il calcio.
Buona partita e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 458

Dalla A alla Z c’è sempre un po’ più di strada. Il Cts, secondo ANSA, dovrebbe esprimersi in merito all’utilizzo del vaccino anti-Covid di AstraZeneca per i giovani dai 18 anni in su. Alcune Regioni hanno cancellato gli open day con il vaccino AstraZeneca aperti anche ai ragazzi, a seguito di casi di trombosi rare verificatisi in alcune giovani donne.
Oggi sono stato io con Giuliano è ho più o meno deserto da tutto siamo fuggiti a Fregene al villaggio dei pescatori non c’era quasi nessuno. Niente mascherine, se non per i camerieri, spazio moltissimo, mare sole e qualche vicino che diceva che sembrava Miami. Giuliano ha anche fatto amicizia con un bambino ed hanno giocato su un isoletta di sabbia circondata da un canale a lanciare canne che per loro erano giavellotti. Verso pranzo si è riempito, tutti seduti, noi compresi, nell’unica tavolata che unisce tutta la città metropolitana.
Ettore ha fatto la recita che è un canzone, come dice lui. Ce l’hanno mandata via whatsapp come è consuetudine da un po’. Tutto sembra normalizzarsi ma forse qualcosa non tornerà proprio apposto.
Ieri ho incontrato Stefano Caldoro vicino al Senato, magro e in forma. Mi diceva di essere terribilmente preoccupato per l’inflazione che cresce. Chissà che non abbia ragione però un po’ dovrà pur crescere se vogliamo che risalga economia. Dice lui che però dovrebbe essere il contrario, i capi delle regioni passati o presenti non parlano mai a vanvera hanno sempre le loro ragioni chissà.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 457

– Signor Pirrotta mi scusi
– Mi dica signora. È arrivato piccoli matematici?
– No guardi io la chiamo perché non ho il numero di sua moglie.
A questo punto ha tutta la mia attenzione. Che centra mia moglie? Lei è la signora che mi vende i libri per Giuliano, quelli scolastici ma anche no, compriamo lì tante cose è una piccola libreria per ragazzi e bambini che vende anche cose per la scuola. Un posto bello in cui portare i bambini, sin da piccoli. Ma la sua voce è piuttosto preoccupata.
– Suo figlio è venuto qui con sua moglie e mi ha chiesto dei classici. Ho provato ma aveva quasi tutto alla fine ha preso L’Asino d’oro, le metamorfosi di Apuleio. Guardi non è un libro adatto a un bambino.
– Mi rendo conto però è Apuleio non si preoccupi non ha spacciato una rivistaccia.
– No se lo volete cambiare non c’è problema.
– Poi mi scusi ma com’è che ha letto tutte quelle cose?
Cosa fare? Censurare le pagine scabrose a Giuliano? Magari con un pennarello nero, una roba da censura organizzata o da psicopatico hollywoodiano. Togliergli il libro. Chiamo mia moglie per consultarmi e anche un po’ per giocare, che mi spiega che è stata la stessa libraia a proporre il libro. Evidentemente ha avuto un ripensamento. Io l’ho anche letto L’Asino d’oro a casa di una mia fidanzata avevo 16 anni, era lì posato su un mobile bianco accanto al letto nella stanza dove dormivamo. Ricordo Amore Psiche, forse per leggerlo c’è tempo. Ma il tempo c’è veramente? Abbiamo tutto il tempo che vogliamo? Alla fine se Giuliano vorrà leggerlo lo farà quando vorrà. In questo preciso istante sta leggendo ‘Tre uomini e una barca per non parlar del cane’, e ride, ride come è giusto che sia.
Il covid nostro invece si è ammansito tranne, in Russia dove ha avuto una terribile recrudescenza. I paesi non trasparenti in realtà sono sempre difficili da interpretare anche da questo punto di vista.
Un mio collega oggi in ufficio mi ha salutato con il cuore i gola perché andava vaccinarsi, seconda dose di Pfitzer era visibilmente spaventato, del resto la legenda nera è che sia la seconda dose a stroncarti.
I ragazzi invece vogliono tutti vaccinarsi per poter tornare a fare casino, e li capisco! Però AZ era consigliato per gli ultra sessantenni…
La serata si è conclusa con uno spettacolare rombo con le patate preparato da mia moglie mentre Ettore urlava che voleva la pappa con il pomodoro!
Ah oggi il centrodestra ha indicato il suo candidato sindaco per Roma, anzi sono due, una coppia, un ticket. Qui ne scrivo per Roma Report. 
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 456

«È plonto è plonto!» A lavale le mani!» Due cose, tra le tante, non voglio dimenticare della quotidianità di Ettore in questo periodo. Il suo folle entusiasmo per la tavola apparecchiata e la sua voce orgogliosa attraverso il citofono che mi chiede: «È aperto?».
Se per caso a chiamare a raccolta per il desinare è il fratello o la mamma allora: apriti cielo. Si arrabbia moltissimo e comincia un capriccio che non finisce mai. Nel caso in cui io rientri aprendomi con le chiavi oppure mi apra qualcun altro ugualmente son fulmini e saette!
Giuliano oggi ha finito la scuola per pranzo gli hanno servito pizza! Ne era decisamente entusiasta.
Nelle Marche, dove spero di riuscire ad andare per un po’ di ferie anche quest’anno, programmano la somministrazione della terza dose. Per gli ospedalieri, il personale sanitario.
Roma con il suo lento ritorno alla normalità sta anche ritornando nel suo consueto caos. Oggi ha piovuto e questo ha causato incredibili allagamenti a zona nord, che poi è divertente che gli allagamenti sono sempre per lo più a nord dove fa più freddo… praticamente l’acqua alta, una piccola Venezia a Ponte Milvio. I rifiuti ricominciano a tracimare dai cassonetti che come se non bastasse sono anche sempre più circondati da una fauna e una flora incontrollata. Non scherzo la zona raccolta rifiuti vicino casa mia è circondata da arbusti più alti di me. Dei gabbiani non parlo perché mi intimidiscono a tal punto che è più facile che denunci i ristoranti delle ‘ndrine che pure a Roma stanno riaprendo con gioia, insieme a quelli delle persone per bene.
A volte penso che andando avanti così Roma finirà per essere ingoiata dal verde fuori controllo delle sue ville un tempo principesche ora un po’ di tutti e di nessuno. Perché l’idea del bene comune da noi va di pari passo con il degrado, almeno da quando i più buoni e ricchi fra noi si riempiono la bocca con questa espressione, dalla radice così suggestiva e sinistra.
Comunque meglio tornare a vivere nella mia vecchia città un po’ mediorientale che rivederla vuota e freddo come un paio di mesi fa. E poi scherzavo a Roma le ‘ndrine non esistono quanto è vero che la raccolta dei rifiuti e il servizio giardini non ha eguali in Europa e che il nostro è il miglior sindaco di sempre.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 455

Dice che non possiamo chiedere a dipendenti e colleghi se si sono vaccinati. Complesso obbedire dato che è ancora il principale argomento di conversazione appena ci si incontra. Si può fare così: se mi dici ti chiedo altrimenti suppongo tu non lo abbia fatto. Pura forma.
Oggi ho accompagnato Giuliano al suo penultimo giorno di scuola. Non sta più nella pelle non vede l’ora che arrivino le vacanze.
Ettore ne avrà ancora per tutto giugno, anzi potremo godere della sua recita in videoconferenza per non assembrarci. Per Giuliano vedremo.
Il generale dice che vuole “vaccinare l’80% di popolazione entro settembre di quest’anno, compresi i 12-15enni, in totale 54,3 milioni di italiani”. Non esclude una terza dose in autunno, immagino.
Intanto i ristoranti e i bar rifiatano e occupano sempre più spazio nonostante una sorta di ostruzionismo da parte di alcuni uffici del comune che contraddicendo i provvedimenti della parte politica, la giunta, comunque cercano di resistere all’invasione. Resistenza che, pur conquistando quella parte di me che trova si sia un po’ esagerato, somiglia un po’ a un arbitrio.
I professori impegnati negli esami di maturità riceveranno la seconda dose in modo da essere più immunizzati.

Insomma tutto sembra procedere per il meglio non fosse che la pulce inglese sarei certo che ne stiamo uscendo. La pulce inglese è l’incremento del 50% di casi positivi in UK in questa settimana mantenendo un numero relativamente basso di deceduti. Loro sono stati i più veloci con l’immunizzazione. Quel che succede a loro oggi potrebbe succedere a noi tra un po’.
Ettore invece è un po’ che costruisce un grande tleno. Lo guidano lui e Giuliano, dice indicando il pezzo di lego anteriore, e sopra ci stiamo noi, i nonni, Gianluca e ovviamente Batman!
Cenerentole di tutta Italia da questa sera tutti a casa a mezzanotte!
Il coprifuoco slitta di un’ora!

State bene e adelante con juicio

Coronavirus – Diario di crisi weekend 58

«La mattina questi uccellini fanno un fracasso incredibile. Mi svegliano sempre! Poi dopo un po’ riesco a riaddormentarmi.» In effetti questa osservazione che Giuliano ci fa mentre in macchina raggiungiamo il lago da un po’ corrisponde al vero. Noi non abitiamo in campagna. Viviamo in centro a Roma in mezzo al cemento eppure la fauna ornitologica ci circonda ogni primavera un po’ di più e all’alba si scatena in veri saluti al sole, che per quanto allegri finiscono per svegliarci. Dai verdi pappagallini ai bianchi gabbiani, ai passerotti, alle rondini c’è un po’ tutto. E da quando c’è stata la pandemia questo aspetto ferino della mia città si è un po’ accentuato è come se la natura si fosse ripresa un altro pezzettino di spazio. Certamente in questo anche aiutata dalle pessime amministrazioni di cui abbiamo potuto beneficiare negli ultimi anni.

 

Quando siamo usciti per la nostra gita questa mattina pioveva a dirotto. Però non ci siamo scoraggiati e superato il Gianicolo già sull’Aurelia non pioveva più. Perché Roma è grande, piena di verde un gran casino ma bellissima. Abbiamo preso la Cassia e abbiamo ammirato campi probabilmente coltivati da sempre, carichi di spighe di fumento, tutto biondo ma non ancora arido.
Volevamo andare in uno dei nostri posti preferiti: il museo dell’aeronautica sul lago di Bracciano.
Lì tra l’aereo dei fratelli Wright, il motore dello SPAD S.VII di Francesco Baracca (semifuso nello schianto) conservato come una reliquia, gli idrovolanti di Balbo, il biplano di D’Annunzio, la carlinga del dirigibile Italia, le frecce tricolori, il lago e il cielo ci siamo sentiti invasi da uno strano senso di libertà.
Noi che non siamo né particolarmente militaristi né patriottardi. Sarà il fascino della sfida al cielo o banalmente la gioia di una gita fuori porta. Sono riuscito a digerire anche i fasci littori che decoravano più di un bimotore. Sta di fatto che eravamo tutti e quattro entusiasti compresa la dolce Martina.
Se vi capita portateci i vostri bambini è un bel posto tenuto bene, il Lago è pieno di uccelli, nutrie e pesci e gli aerei sono uno spettacolo notevole, vanno dagli albori dell’aereonautica alla fine del ‘900.
Mi è sembrata una delle nostre scampagnate pre covid nostro. Ogni giorno che passa mi voglio convincere di più che ne siamo ormai quasi fuori. Nonostante il fantasma della variante delta, nuovo nome politicamente corretto della vecchia variante indiana. 600 mila inoculazioni in un giorno non è male.
La scuola sta per finire chissà che il ritorno in aula settembre non sarà con tutta questa storia quasi alle spalle.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 452

Per la prima volta da tempo i numeri in crescita riguardano l’economia e non la pandemia. L’ISTAT comunica che prevede una sostenuta crescita del Pil sia nel 2021 (+4,7%) sia nel 2022 (+4,4%,).

Ne avremmo veramente bisogno. Sale anche un pochino l’inflazione sembra. Riprendono i consumi la vita il movimento delle persone. Ricompaiono i turisti a Piazza Navona con tanto di palina. Il Governo si appresta a d assumere nel pubblico impiego, con moderazione ma lo farà. Il piccolo Brunetta sembra avere trovato in Draghi il suo capo ideale.
Del covid nostro c’è poco da dire è in ritirata ovunque persino in India. Si parla molto della corrispondenza di Fauci con la casa Bianca, i cinesi la fondazione Gate, quasi il presente non desse più spunti abbastanza drammatici.
Alla fine tutto finisce e forse la terribile crisi del covid nostro sta per finire. Ieri vi avevo lasciato con un tavolata di otto persone e la mia città sull’orlo di un’overdose di monnezza. I posti sono diventati 6 al chiuso, dall’orlo l’immondizia comincia a traboccare.
Ogni tanto Ettore fa dei capricci che mi sembrano incomprensibili però dopo un po’ gli passa. Ieri sera a cena sembrava che non volesse mangiare per nessuna ragione poi dopo un po’ si è seduto vicino a me e piano piano si è spazzolato tutto. Le ragioni dei bambini a volte sono a noi inaccessibili ma non dobbiamo dubitare che ci siano.
State bene a adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 451

Un giorno qualcuno mi disse che il modo migliore per capire se una storia o una rappresentazione è stata una tragedia o una commedia è vedere se finisce con una grande tavolata, un pranzo nuziale ancora meglio, o una carneficina. Non più quattro ma otto al chiuso, questa sembra la conclusione della gloriosa battaglia dei capi delle Regioni. Una grande tavolata sembra il nostro destino. Per i matrimoni ci stiamo attrezzando.
Non che la cosa mi dispiaccia, sono una discreta forchetta, speriamo che sia prudente.
Ettore è molto incuriosito dai libri e dai magici segni dai quali escono le storie cui tanto ci appassioniamo. Così giusto ieri mi ha chiamato e o ha mostrato la P che aveva vergato con le sue manine «La P di papà, guadda la tua lettela!»
Lui dei due è il più ribelle almeno al momento ma non manca mai di stupirmi con la sua capacità di osservare e capire. Noi crediamo che i bambini non capiscono ma non è così loro guardano ascoltano e interpretano a modo loro.

«Papà perché sei allabiato con mamma? Mamma è bella….» Che fai? Che gli dici? Ti arrendi e ti ritiri in buon ordine.
Nel frattempo Roma gode sempre meno della tregua sulla sua burocrazia inefficiente, sui suoi servizi deficitari e sulla sua amministrazione abborracciata. Il Covid nostro ha mitigato alcune emergenze romane ma ora che torneremo a circolare in tre, quattro milioni di persone al giorno che succederà?
Stefano Zaghis Amministratore unico di AMA sembra già arrendersi o mettere le mani avanti: “La Capitale è in stato di ‘pre-crisi’. Con la fine delle restrizioni e del coprifuoco ci sarà un maggiore afflusso nei negozi di tutta la città, torneranno i turisti ed entro la fine dell’estate saremo di nuovo” con i cassonetti strapieni.
La un po’ comica vicenda che ha storpiato il nome di Ciampi (Azelio al posto di Azeglio) rischia di essere solo l’inizio di una china che non farà bene né a Roma né ai romani. Qui un mio pezzullo sulla vicenda: https://romareport.it/2021/06/01/azelio-azeglio-poco-cambia/
Nel corso del mese di giugno, pur mettendo sul campo ogni sforzo possibile, AMA potrebbe trovare maggiore difficoltà nell’erogazione dei servizi.” Dice sempre Zaghis, il che tradotto significa che tornerà la monnezza un po’ ovunque.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 450

«Un momento così emozionante che sembrava tanto lontano e finalmente è arrivato: ho ricevuto la mia prima dose di vaccino per il Covid. Dopo più di un anno di isolamento e di paura sono così felice di questo primo passo verso la vita normale [..]Vacciniamoci tutti». Così Ferragni con la fronte lucida mentre posa per una foto su Instagram.

Anche i giovani (34 anni) cominciano e vaccinarsi, pure quelli meno famosi. Credo sia un bene che la Ferragni lo abbia fatto sapere come fece anche Renatino Zero per noi che non siamo più giovanissimi.

Noi oggi si è andati a festeggiare il 2 giugno festa delle Repubblica e quello che fu il funerale della monarchia in un luogo bellissimo che abbiamo potuto vedere purtroppo solo a metà. Il museo nazionale romano a Palazzo Massimo.

A causa del Covid alternano le aperture dei piani, e il pezzo più celebre il Pugilatore a riposo era in prestito alle scuderie del Quirinale. Comunque è stata una gita bellissima, confesso che non c’ero mai stato ed è stato un po’come perdersi in un tempo passato tra affreschi, mosaici, erme, statue, sarcofagi e fontane.

A Martina è piaciuto molto il lussureggiante giardino di Livia, moglie di Ottaviano Augusto,  dipinto nel triclinio della sua villa sulla Flaminia riposizionato a Palazzo con grande maestria. C’era anche un piccolo abete, sembrava proprio un albero di Natale messo a dimora d’estate.

Ad Ettore sono piaciute le belve, con Giuliano ci siamo divertiti a riconoscere gli eroi e i miti di cui si è innamorato da un po’.

Dopo esserci rifocillati con arancini siciliani, che però per Ettore erano supplì e guai a contraddirlo, e parmigiana di melanzane siamo tornati a casa, lungo la strada abbiamo visto le tende delle farmacie cominciare a segnalarsi anche per la possibilità di fare vaccini.

State bene e adelante con Juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 449

Noi siamo quattro e possiamo andare al ristorante ma senza amici solo noi. Questa una delle regole delle riapertureanche al chiuso ma in quattro. Oggi con Martina abbiamo anche preso un caffè al banco, senza che qualche cameriere zelante ci riprendesse: potevamo. Piccoli passi verso la normalità. I numeri sono buoni il sole splende andrà sicuramente piuttosto bene per un po’, la speranza è che sia irreversibile. In realtà l’unico modo che abbiamo per preveder il futuro è guardare quello che succede a chi si è vaccinato prima di noi. Cioè gli inglesi e gli israeliani, per ora non sembra che le cose lì vadano malaccio, ieri in UK un solo morto ma quattromila contagiati. Vedremo.
È tradizione a casa nostra fare a spadate, ci piace non siamo schermitori ma proprio spadaccini. Ci tiriamo grandi mazzate con spade di legno, di plastica, laser di Star Wars, katane, gladi, sciabole e fioretti. Io è Giuliano ce le suoniamo da sempre e anche Ettore da un po’ è della partita. Però non vuole battersi contro Giuliano perché è suo fratello.
«No, noi siamo amici non combattiamo, tu sei mio flatello.» Oggi però dopo una spedizione che ha di molto rimpinguato la nostra armeria, così Giuliano ha deciso di investire parte dei soldini che gli ha regalato il nonno, l’ho sentito urlare io sono Achille e combattere con ogni mezzo contro il fratello.
«Allora Ettore tu chi sei?»
«Achille!»
«Ed io?»
«Paride!»
Le buone letture di Giuliano producono frutti anche nel fratello che comincia a conoscere qualche personaggio dell’Iliade che tanto appassiona Giuliano anche perché ha un fratello che si chiama Ettore.
Ora vi lascio che mi reclamano per un duello.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 448

La bisnonna, nonna Francesca, la più giovane fra noi ha già ricevuto due dosi di Pfitzer, i nonni Graziella e Rolando una dose di AZ. Quattro prime dosi è una dose doppia. Questa la composizione della nostra tavola. Inoltre c’erano pasta con le cozze, tonno, spada e calamari alla griglia. Martina ed io recentemente siringati con prima dose di Pfitzer. Ettore e Giuliano niente, troppo piccoli, anche quando arriverà quello per gli adolescenti loro resteranno fuori target. Era un po’ che non andavamo a Roccasecca. Oggi approfittando del ponte siamo giunti per pranzo, una bella giornata nè caldo nè freddo, il sole poi cacciato nel pomeriggio dalle nuvole era piacevole. Ettore era il più entusiasta della gita ma anche Giuliano è stato contento. Martina era come sollevata dall’essere potuta tornare nel posto dove è cresciuta. A casa nostra a Trastevere (o quasi) ieri sera abbiamo visto l’insegna del Troisi( per me Induno tutta la vita) restaurata è una statua di una prosperosa donna con l’aspirapolvere in mano che linkava con un QR code a un sito femminista. Ho trovato le due cose pur da me avvicinate con superficialità, un segno di vita da non trascurare.

Le persone muoiono di meno un po’ per la stagione e molto sembra per la campagna vaccinale che sta proteggendo un grande numero di fragili e anziani. Da questa settimana niente più criteri d’età chi vorrà si prenoterà e si vaccinerà. Dal tre giugno inizia la vera vaccinazione di massa. Qualche babyboomer manca ancora all’appello se vorrà comunque potrà.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 57

C’è un angoletto alla fine di una delle bellissime rampe d’onore che portano all’ingresso del Ministero dell’a volte pubblica istruzione. Proprio davanti al semaforo che mi fa attraversare Viale Trastevere quasi tutti i giorni, che io sia a piedi o in bicicletta.Lì fermo è da un po’ che mi sono accorto che appoggiate al gradone di travertino alcune persone consumano piatti precotti conservati in vaschette d’alluminio.<< So carucci, vacce.. oggi a pranzo hanno passato pasta coi broccoli>>.La signora un po’ âgé tesseva le lodi di una mensa per i poveri, può essere quella a Via Dandolo o forse qualche altra, parlava a un giovane uomo dai riccioli e la pelle scura, forse un somalo o un etiope, basso di statura ma con delle spalle larghe messe in evidenza da una polo ben stirata, la ascoltava come se dovesse essere convinto ad accettare qualcosa che ancora non gli era capitato di dover prendere in considerazione. Della povertà ai tempi del covid nostro è stato scritto e detto troppo poco, temo però che non sia diminuita e che con lo sblocco dei licenziamenti peggiorerà non poco.

Per il cosiddetto terzo settore ci sarà una sorta di età dell’oro e la povertà non sembra averci abbandonato nonostante qualcuno ci avesse spiegato di averla abolita con il reddito di cittadinanza.

Una delle cose che mi spaventò di più dell’avvento del Drago fu la sua definizione di aziende zombie. Ciò l’idea che buona parte delle imprese sopravvissute al covid lo avessero fatto grazie ad aiuti e sussidi e che quindi fossero di fatto dei morti che camminano. Il momento in cui si discernerà il grano dal loglio temo che stia per arrivare e non sarà una passeggiata di salute né per le imprese né per i lavoratori.

La paura di scivolare verso il basso accompagna più di qualcuno di noi ma forse è inutile pensarci.

Ieri con Giuliano ci siamo concessi una bellissima colazione all’aperto, tornavamo da un’analisi del sangue e sembrava che fosse giusto festeggiare con un bel cornetto e cappuccino. È stato piacevole, raramente faccio colazione, pessima abitudine lo so, ma un cornetto e un caffè li hopresi anche io.

La mattina quando arrivo in ufficio trovo in corso rinascimento una signora che si sveglia tra le coperte per la via. I vigili le fanno capire che deve andar via, lei nel giro di una ventina di muniti se ne va. Non so dove faccia colazione ma la farà anche lei. In Piazza Mastai sempre in Trastevere il terzo settore offre robuste colazioni che colano da termosdi plastica colorati. Sembra di vivere nella Chicago della grande depressione descritta da B.Brecht nella Santa Giovanna dei macelli.

«Mannaggia a li pescetti lossi! Lo dice la maestla. È una bella palola! Non è una palolaccia!» Ettore mi parla spesso di una sua maestra, un po’ burbera ma simpaticissima e bravissima secondo me. Ha seguito anche Giuliano e la conosciamo bene. Però gli occhi di Ettore sono diversi. «La maestla è cattiva dice che io sono un passa guai?» «E l’altra maestra che dice Ettore?» «Anche lei dice che sono un passa guai!» Ieri l’ho portato in un auto lavaggio self service. Gli ho presentato la cosa come il più grande dei divertimenti possibili ed effettivamente quando ha impugnato i pistolone ad acqua si è abbastanza divertito.

State bene e adelante con juicio!

 

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 446

Ho fatto la pima dose… Anche io.. quale hai fatto?… Eh sono stato uno dei primi… io invece ho dovuto aspettare perché non volevo quello!
Quante chiacchiere cominciano così oggi? Direi che la prima cosa che si dicono due persone che non si vedono da un po’ è proprio questa. Quando, quale tipo di siero e quando ci sarà il richiamo.
Fra poco saranno li chiacchieri di quasi tutti a giugno si dopo un po’ non ci saranno più classi di età e si comincerà anche con gli adolescenti.
Ci sono quattro cose che mi rilassano da quando non fumo più se sono veramente nervoso: aggiustare cose, cucinare/mangiare, pulire e pavimenti e un’altra che mi tengo per me. Mangiare troppo però mi fa male e infatti mi sono bello inciccito. Per pulire i pavimenti devo prima spazzare, togliere gli infiniti giocattoli e oggetti vari dei miei figli e nostri quindi non è un’attività di immediata disponibilità. Quindi l’aggiustaggio, più o meno, è diventata la mia principale attività antistress.
Oggi mi sono cimentato insieme a Giuliano con la macchina del gas che pendeva così tanto verso il cuciniere da far vedere il filo dell’acqua della pentola di sbiego. Ci siamo messi lì e con una vecchia livella di mio padre, non quella virtuale del cellulare, ma un inutile oggetto reale, di metallo, plastica e vetro e acqua. Con un po’di pazienza abbiamo messo in bolla la vecchia cucina. È stato divertente e normalizzante il giusto.
Ci sono problemi che non possiamo neanche approcciare, altri che ci fabbrichiamo da soli e altri per cui vale la pena lottare fino allo sfinimento. Non è facile distinguerli e non va sempre bene e anche aggiustare le cose non riesce sempre ma aiuta.
Per Friuli, Sardegna e Molise arriva il bianco dalla prossima settimana, niente coprifuoco e una situazione quasi di normalità per tutte le attività economiche, restano però le mascherine e la distanza.
Un lungo ponte forse anche con un po’ di sole ci aspetta vedremo che succederà, non riesco ad immaginare le persone in costume con la mascherina.
Ettore sta litigando con la mamma perché non vuole mangiare l’ombrina che ha appena decorato con fette di limone. C’ha fatto amicizia! Giuliano invece oggi ha fatto un uovo sbagliato che era una delizia. Due uova al tegame rotte l’una dentro l’altra. Molto buone.
State bene adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 445

I miei pochi ma affezionati lettori vorranno perdonarmi. Ieri non ho potuto scrivere il diario perché mi sono fatto ingoiare da un’esperienza per me nuova, ho partecipato alla mia prima riunione di condominio. Abito lì da una vita ma mi ero sempre evitato questa incombenza. Il mio è un grande palazzo e non conosco a dire il vero neanche di vista molti dei miei condomini. Ci sono andato perché vorrei che usufruissimo dell’ecobonus 110% e ci tenevo che la cosa venisse presa in considerazione.
La riunione non si è potuta svolgere nei consueti locali adibiti a causa del covid nostro e quindi ci siamo dovuti vedere in una grande sala di un vicino albergo, che io a dire il vero non avevo mai visto.
La cosa più notevole è la scala dell’hotel che poi ho capito essere anche il logo del Ripa, fatta con una spirale quadrata che sale e si lascia penetrare dalla luce solare, molto bella, a differenza dell’esterno dell’albergo che invece non è proprio un gioiello architettonico.
La riunione è iniziata alle cinque ed è durata fino alle nove di sera, eravamo distanziati c’erano vari microfoni, tutti portavano la mascherina. Comunque era una vera riunione in presenza come non ne vedevo da un po’. A un certo punto mi è stato offerto un microfono gelato e devo ammettere che pur avendo fatto la prima dose di vaccino non sono riuscito ad usarlo. Ho provato un senso di repulsione che mi ha fisicamente impedito di usarlo; mia madre, la natura e qualche decina d’anni di sigarette mi hanno donato un timbro di voce che raggiunge serenamente il fondo della sala (almeno di quella sala) quindi ne ho potuto fare a meno.
Mi chiedo però se riuscirò mai a riabituarmi agli standard igienici di prima del covid, credo di no.
Quando sono finalmente tornato a casa les deux insieme mi hanno accolto con vari «Papà! Papino è tornato! Papà!». Giuliano aveva in sacco di cose da raccontarmi, loro avevano già mangiato ma comunque si sono messi a tavola con me e insieme a Martina, che mi piace ogni giorno un po’ di più, mi hanno fatto compagnia. Ripensandoci e raccontandovelo mi rendo conto che non fosse scontato e che è stato bello.
Ettore è un po’ di mattine che si impunta che vuole la maglietta di Batman quella nera, il che è possibile una volta la settimana non di più e quindi ci pianta un capriccio che comincia con «No mi piace, no a vojo quetta no mi piace.» Martina gli ha detto qualche mattina fa che non può comprargli dieci magliette tutte uguali come Paperino. Inoltre è ormai qualche settimana che ha abbandonato il passeggino chissà che le due cose non siano in qualche modo collegate.
Sul fronte vaccini tutto sembra procedere vi segnalo il rilascio delle dosi si AZ sequestrate qualche a marzo dalla procura di Siracusa a seguito del decesso di un militare vaccinato. Appurato che “non c’era una difformità rispetto agli altri lotti.” Il procuratore che ne aveva ordinato il sequestro ne ha ordinato il rilascio peccato che i vaccini Az abbiano una scadenza e nel caso pare sia al 31 maggio quindi ora il nostro Figliuolo ha meno di una settimana per smaltire il tutto.
Qui potette farvi un’idea dell’andamento della campagna

Qui invece se siete nati dal 42 all’81 se volete prenotare il vostro vaccino ora anche in farmacia (nel Lazio)

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 443

«Ettore devi fare la pipì, hai fatto la pipì?»
«La pipì non esiste!»
Così il mio dolce Ettoruccio nega alla radice l’annoso problema della pipì quando hai tre anni un sacco di cose divertenti da fare e non vuoi perdere il tuo prezioso tempo. Con la stessa indolenza e furbizia che ho visto negli occhi di molti adulti.
«Mo’ vediamo che se’nventano questi. È stata n’ecatombe. Un anno e mezzo così nun s’era mai visto». Con l’aria di chi la sa lunga e ha capito che è stata tutta una manfrina come lo sbarco sulla luna, l’omicidio di Kennedy, la caduta del muro di Berlino o l’esistenza dell’Australia, che come ogni buon terrapiattista sa è un assurdo logico.
Intanto Moderna protegge gli adolescenti: non si sono osservati casi di Covid-19 dopo le due dosi di vaccino, ed è stata osservata un’efficacia del vaccino pari a 93% dopo la prima dose. Lo ha annunciato oggi Moderna pubblicizzando il suo studio TeenCOVE sugli adolescenti.
Oggi prima di uscire ho preparato a les deux due uova alla coque. Le hanno sorbite come fossero un’incredibile delicatezza. Ettore ha voluto inizialmente che gliele dessi io poi le ha attaccate e finite da solo.
Lo sapevate che spesso i vaccini si fanno incubare nelle uova? Sì proprio le uova di gallina. Grandi speranza ha suscitato qualche mese fa alla possibilità di farne uno proprio contro il covid nostro. Vedremo.
Occhio alle strade che ora ogni tanto si apre una voragine in grado di inghiottire una o più macchine, oggi è successo a via Zenodossio dalle parti di Torpigna. Tra un po’ la vita ricomincerà a fluire e forse i problemi che il covid ha nascosto potrebbero riemergere brutalmente. Oppure potremmo dire che le buche non esistono…
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 442

I numeri sono abbastanza buoni, diminuiscono le intensive, i ricoveri. Le persone che muoiono sono sempre troppe ma meno di uno e due mesi fa i contagiati nuovi calano ogni settimana .Giuliano continua a leggere le sue due Iliadi, una in prosa è una in versi, quella del Monti, nonostante io gli abbia alluvionato la seconda.

Oggi ha voluto che disegnassimo e colorassimo e insieme un gioco dell’oca basato sull’Iliade. Quando era piccolo gliene feci uno io sui dinosauri.
Mi è arrivato a casa un pezzo per i miei lavoretti idraulici che purtroppo non è quello giusto. Mi sono terribilmente offeso con me, con il destino con Amazon e con il mondo. Per ripicca me lo sono fabbricato. Più o meno funziona si tratta di un tappo di gomma che deve bloccare il flusso dell’acqua dello sciacquone.
Quello che avevo ordinato era troppo piccolo, così ho staccato una vecchia ventosa da un antico gancio di plastica. L’ho forata e ci ho infilato l’asta che fa da catena. Io non sono proprio un homo habilis però quando riesco ad aggiustare qualcosa sono abbastanza soddisfatto. Mi vengono in mente poi due persone: un mio vecchio amico di quando ero bambino che invece era bravissimo con le mani: Cristiano. Biondazzurro e grande il doppio di me a lui devo anche la discreda conoscenza del romanesco che mi trasmise per immersione. L’altra persona cui penso è mia Zia Teresa in realtà la vecchia zia di mio padre che sapeva aggiustarmi qualunque giocattolo anche i Big Jim cui avevo fatto saltare l’elastico che gli teneva insieme gambe e torace. Comunque loro due erano e sono più bravi di me, il mio accrocco durerà poco ma mi ha risarcito parzialmente della delusione.
Il numero delle persone che sembrano cercare di evitare o almeno rimandare il vaccino non sembra trascurabile. Mi spiace e non riesco a spiegarmi perché abbiamo più paura del vaccino che della malattia. In fondo mi è capitato spesso di stupirmi delle paure degli altri. O forse è qualcos’altro si tratta della stessa sottocultura esoterico -naturalista che è riuscita a far approvare dal Senato le colture biodinamiche. O che cura i malanni con pastiglie di zucchero spacciate per vaccini omeopatici. Tutto questo fa parte del nostro essere e diciamoci la verità, non siamo proprio essere speciali checche ne dicesse Battiato.
Anche se a volte vorrei poter curare chi amo esattamente come diceva lui.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 57

Dopo un sabato passato tra tornei di scacchi, forniture idrauliche, piccoli lavori domestici e una splendida piazzata siamo riusciti ad andare a vedere il lago Sandro Pertini. Uno strano luogo nato per sbaglio qualche anno fa sulla Prenestina. La Snia stava facendo dei lavori e inavvertitamente ha trovato una vena d’acqua che è esplosa sommergendo tutto e creando un laghetto. È uno dei tanti esempi della forza della natura, per quanto si siano accaniti nel tentativo di pompare via l’acqua alla fine un po’per forza un po’ per nobili principi (inutile dirvi della retorica a fiumi sul bene comune che è andata ad ingrossare il laghetto) gli umani si son arresi ed ora è lì, con i suoi pesci, la flora e la sua fauna.
Per molti è una storia edificante per me forse ma anche un po’ spaventosa, la natura è capace di fare cose incredibili e inaspettate che sovvertono anche i progetti di una città millenaria come la nostra. Inutile dirvi che il posto non è molto curato, a Roma da anni il verde pubblico non viene curato quasi per niente: Villa Sciarra sembra un campo di grano, Villa Ada, Villa Pamphili e Villa Borghese sono curate ogni tanto ma spesso lasciate preda delle erbacce.
Il posto ha un aspetto per certi versi post apocalittico le rovine della SNIA dominano in modo piuttosto inquietante il panorama e onestamente mi ha dato una sensazione di decadenza e desuetudine che non mi è piaciuta moltissimo.
Arrivarci non è stato facilissimo e mi ha fatto litigare con mia moglie, ci siamo persi e spazientiti più volte poi però siamo giunti.

Giuliano tenta di far asciugare al sole il libro che gli ho bagnato

Lei, Ettore e Giuliano si sono seduti sulla sponda del laghetto a guardare pesci ed in particolare una gigantesca Carpa Koi, probabilmente liberata lì da qualcuno che non poteva più tenerla in casa.
Erano bellissimi e ho pensato che un po’ ne era valsa la pena. Les deux si sono messi a lanciare sassi contro il carpone che circondato da piccoli pesci neri e baffuti non sembrava particolarmente spaventato.
Uno studio britannico dice che PFITZER e AZ funzionano anche contro le varianti ma di più dopo la seconda dose.
Ettore Pirrotta mi dice di scrivere che lui è un bimbo e che gioca. Il che è fuori discussione. Io invece pur essendo un adulto ho combinato un guaio da bambino a mio figlio Giuliano. Lui con i soldi della paghetta si è comprato un libro cui tiene molto, io gliel’ho bagnato con l’acqua che avevo messo in una borraccia nello zaino insieme ai libri. Non lo fate comprate bottigliette d’acqua chiuse ermeticamente se volete proteggere i vostri libri. Lui si è molto dispiaciuto e mi ha tenuto a tratti il broncio per tutto la gita. Ogni tanto voleva il suo libro e lo metteva al sole per farlo asciugare. Insomma l’acqua ci cercava questo fine settimana tutto sommato è andata bene!
State bene adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 440

Quando torno a casa un po’più tardi Giuliano mi aspetta con una trepidazione e mi accoglie con un entusiasmo che mi sorprende sempre. Ha sempre mille cose da dirmi e da raccontarmi. La scuola, il fumetto che vuole scrivere perché un suo compagno poi lo disegni, il libri che sta leggendo, la maestra che ha detto, quel film che abbiamo visto, Ettore che ha fatto qualcosa.
Oggi mi ha raccontato della ‘Tartina di burro’un breve brano che Mozart scrisse quando aveva appena cinque anni. Glielo hanno fatto sentire a scuola è praticamente un valzer che si suona quasi con un solo dito e che da l’idea che effettivamente si stia spalmando qualcosa sul pianoforte. La leggerezza che mi è arrivata ascoltandola con lui mi ha rimesso in pace per almeno una quarantina di minuti con il mondo.
I dati della settimana sono molto buoni siamo passati da 57.000 a 39.000 nuovi casi. Questo sembrerebbe essere soprattutto merito dei vaccini, l’Istituto superiore di Sanità ha pubblicato uno studio esaminato i dati di 13,7 milioni di persone vaccinate, a partire da 35 giorni dall’inizio del ciclo vaccinale si osserva una riduzione dell’80 % delle infezioni, del 90 % e del 95 dei decessi.
Il tempo è ancora incerto e le temperatura eccezionalmente basse per essere fine maggio ma il sole comincia a farsi vedere sempre più spesso il che aiuta l’umore e anche a stare più all’aperto.
I capi delle nazioni oggi si sono riuniti per parlare della pandemia e tra le cose che sono fatti dire dagli esperti purtroppo c’è la possibilità che il covid diventi endemico.
Draghi chiudendo il Global Health Summit ha parlato da drago, chiesto di togliere i brevetti dai vaccini, promesso di anticipare l’UE sul Green Pass e soprattutto annunciato: «Dobbiamo vaccinare il mondo e farlo rapidamente.»
Il tutto dovrebbe aver prodotto un documento, una dichiarazione di Roma che dovrebbe facilitare quanto annunciato da Draghi, trattato come qualcosa di più di un pari dagli altri capi di stato e governo presenti. La leggeremo e vedremo.
State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 439

«Pecchè è lotta la mia qquola?»

Questa era la domanda di Ettore oggi mentre entrava da un ingresso per lui inconsueto a scuola. La mamma gli aveva appena spiegato che a causa di un cornicione pericolante il solito portone non era più utilizzabile. Saranno contenti i ristoratori lì davanti che ne potranno approfittare per occupare un po’ più di spazio.
Come tante sposine le nostre regioni sognano il bianco. Le nuove regole fanno sperare in un cambio radicale di colore per ora da lunedì 31 maggio dovrebbe toccare a Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Le regioni, con un’incidenza settimanale sotto i 50 casi, potrebbero infatti avere le carte in regola per entrare nella fascia con meno restrizioni, niente coprifuoco per capirci, alcuni includono nella lista bianca anche la Liguria. Si tratta comunque di traguardi non vicinissimi e non certi. Il Lazio potrebbe farcela per il 15 di giugno. Molto dipenderà dall’andamento della pandemia e dai casi di variante indiana che verranno trovati. La variante indiana ora sembra spaventare come quella inglese qualche mese fa.
Pare che le case per le vacanze siano andate tutte via, tutte già affittate o quasi. Altro aspetto che monopolizza l’attenzione di tutti è il green pass. Ci sarà anche per chi ha fatto una sola dose di vaccino da almeno 15 giorni?
Giuliano mi racconta tutte le mattine una storia che prende dai suoi libri sui miti greci, credo ne sappia già molto più di me però sta anche rinverdendo miei ricordi un po’ sbiaditi. Oggi mi diceva sorridendo di trovare particolarmente simpatico Re Mida che si mette continuamente nei guai come un antico Paperone. Una volta chiede a Dionisio di trasformare tutto in oro e per poco non ci lascia le penne, perché anche il cibo e l’acqua a contatto con lui subito si trasformano. Un’altra si permette di dire ad Apollo che aveva appena gareggiato con Marsia (PAN) in una gara musicale che era stato meno bravo del satiro dio dei boschi. Apollo si offende molto e per vendetta gli fa delle belle orecchie d’asino. Ogni tanto Giuliano viene da me e mi chiede «Ma secondo te poi gliele avrà tolte le orecchie d’asino a Mida?»
La vita va avanti, un po’ si lavora, un po’ si litiga con gli operatori telefonici che ti lasciano senza servizi ma alla fine se ne esce con molta pazienza.
Quanto siete ingrassati in questo anno e mezzo? Io troppo devo trovare un modo per invertire la rotta altrimenti pur essendo riuscito fin qui ad evitare il contagio crepo di qualche malattia legata al sovrappeso.
Per il nostro ciclo roman candidate, ho intervistato Stefano Fassina che corre per le primarie del centrosinistra, se vi va la trovate qui.
https://romareport.it/…/fassina-in-bus-ma-anche-un-po…/

«Pecchè non la aggiuttano la mia qquola?»
«Ma sì la aggiusteranno. Vedrai che piano piano.. »
«La mia qquola è lotta? Pecche è lotta mamma? Come si è lotta?»

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 438

I numeri sono importanti e sembra che comincino ad andare benino anche da noi, ma i numeri sono comunque politica mi spiegò una volta qualcuno mentre mettevo apposto delle slide per una conferenza stampa.
«Allora amore mio noi siamo quattro: papà uno, Ettore due, Giuliano tre e mamma quattro».
«No io sono uno!». Il che è in parte incontrovertibile lui non è due è uno però io stavo provando a farlo contare.
«Va bene Ettore tu sei uno, con Giuliano siete due, con mamma tre e con papà quattro. Quindi siamo quattro.»
«No papà è uno.»
«Ma tutti insieme quanti siamo? Quattro. Uno due, tre e quattro.»
«Siamo tanti!»
«Ma no amore siamo quattro ripeti solo quattro non siamo poi così tanti.»
Non so per quale misteriosa ragione Ettore salti sempre il quattro. Ormai conta o fa qualcosa di simile dice: uno, due, tle, cinque, sei, sette, otto, nove ma quattro no. Alla fine ripete quattro ma senza particolare convinzione.
Ognuno di noi ha un ricordo bello o brutto del suo esame di maturità. O magari uno bello e uno brutto. Ma nessuno di noi ha affrontato la maturità come lo faranno gli studenti laziali del 2021. Loro non solo faranno la versione, il tema, il colloquio, la tesina, perdonate non sono aggiornatissimo i miei sono più piccoli. I maturandi del 20121 verranno anche vaccinati.
La regione ha predisposto hub per open day per loro e i professori ancora non immunizzati. Sono curioso di vedere quale sarà la risposta. La prenotazione avverrà sempre attraverso il portale dedicato della Regione Lazio a partire dal 27 maggio. Dovrebbero essere 70 gli hub dedicati alle vaccinazioni per i maturandi nell’open day dell’1-2-3 giugno. Si tratta di tutti i centri vaccinali dove viene somministrato Pfizer che apriranno le porte non solo ai maturandi ma anche ai professori non ancora immunizzati.
Un rito di passaggio che ne accompagna un altro mi pare una bella cosa.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 437

Non tutti sono particolarmente contenti degli allentamenti o comunque delle aperture che ieri il Drago ha stabilito per noi. Che comunque in un climax ascendente ci dovrebbero portare ad un’estate libera e quasi normale. Riassumendo: posticipo del coprifuoco dal 18 maggio alle 23, ancora niente scarpette di cristallo.
I centri commerciali, i mercati, anche nei fine settimana e gli impianti di risalita in montagna riaprono dal 22 maggio.
Le palestre invece dal 24, anche se con alcune limitazioni, per esempio niente piscine al chiuso.
Dal primo giugno invece bar e ristoranti potranno servire i propri clienti anche all’interno dei locali. Riapertura degli stadi al 25% della capienza. Il 7 giugno invece finalmente parte l’operazione cenerentola: rientro a mezzanotte!

Dal 15 giugno ci si può sposare di nuovo con tutto il parentame, ma bisogna aver il green pass, cioè un certificato di avvenuta vaccinazione, tampone negativo (ultime 48 ore) o guarigione.
Detto questo un mio amico, separato allegro, mi ha spiegato che per lui gli allentamenti saranno un piccolo supplizio: perché se finora si era potuto procurare l’amore con parole e sorrisi, da questo momento dovrà aggiungerci aperitivi, cene e spettacoli. In particolare gli sono invisi gli aperitivi perché a suo avviso inutili e dispendiosi. Gli propongo di imitare Gandhi che a Londra aderì alla lega per l’abolizione della prima colazione, fondandone una per l’abolizione dell’aperitivo.
Nel frattempo ATAC fa sapere che a breve torneranno i controllori sugli autobus, che erano stati sospesi dal primo lockdown, che poi vorrei sapere per quale precisa ragione non potevano girare in questi mesi, anzi avrebbero avuto da fare anche per far mantenere le distanze etc. Per dindirindina! io l’ho sempre pagato il biglietto dall’inizio della pandemia. Magari anche i portoghesi non saranno particolarmente felici.

Giuliano oggi è tutto contento perché potrà investire i proventi della sua paghetta, ieri appena sono arrivato a casa mi ha mostrato il suo portafogli perché ci mettessi i cinque euro settimanali. Credo ci comprerà un libro ma non ho ben capito quale.
Ettore invece ieri si è rivestito tutto da Batman: ha un costume che gli fa gli addominali scolpiti, in un modo anche eccessivo (credo sia compreso anche i mitico nono addominale) . I pettorali anche hanno una loro particolare possanza e allora io ho cominciato a penderlo un po’ in giro dicendogli che era Batgirl ma lui ha protestato al sua mascolinità e quella del suo eroe. «Batman è macchio non è femmina». Che poi questa cosa dell’essere maschi o femmine è così importante? Forse sì, direi di sì. Qualunque cosa si sia è parte della nostra identità è utile sapere qual è, fosse anche diversa da quelle che ora chiamano binarie.
State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 436

In ufficio siamo quasi tutti vaccinati. Nessun effetto collaterale di rilievo: mal d’ossa e qualche linea di febbre oppure un vago dolore al braccio iniettato. Lo scrivo anche perché l’ex questuante della nuvola si è di molto raccomandato. Posso anche aggiungere che l’umore dei vaccinati migliora. Il problema semmai è diventata la data del richiamo che tutti vedono come un traguardo troppo lontano.
C’è quello che ti dice che così non sa come organizzarsi le vacanze, quell’altro che proprio vuole la seconda dose per sentirsi più protetto. Vedremo intanto ci sono ancora molte persone che devono ricevere la prima.

«Papà, Giujano è cattivo!»
«No amore, Giuliano ha solo fatto una cosa che non si fa, una cosa sbagliata. Capita. Anche tu fai delle cose che non si fanno e anche papà….Solo mamma no! Lei non sbaglia mai.»
Dopo questa mia piccola spiegazione della differenza tra il peccato e il peccatore siamo tutti scoppiati in una grande risata. Eravamo a tavola era ora di cena stavamo bene e lo sapevamo, non capita sempre ma quando capita bisogna accorgersene. Perché non possiamo non affannarci per il dopo, come dice Gesù però ci possiamo provare, almeno.
«Due persone vaccinate, che hanno avuto la copertura, possono non indossare la mascherina. Per tutti gli altri sì.» Così dice il professor Ricciardi, appare un’informazione utile. Sembra che le cose vadano meglio oggi il drago si vedrà nella cabina di regia per decidere come e quando allentare le misure, verosimilmente il 5 giugno non ci sarà più il coprifuoco e dalla settimana prossima forse slitterà di un’ora o due. A mezzanotte come Cenerentola sarebbe carino.
Vi segnalo il podcast del diario che prosegue se vi va potrete ascoltarlo qui.  Siamo ai primi giorni dopo al chiusura delle scuole, il secondo e il terzo.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 56

«Tu sei glasso, papà!»
«No amore, non si dice è body shaming»
«Però sei glosso!» insiste Ettore. Al che interviene Giuliano che vuole sapere che vuol dire ed io:
«Bah è quando qualcuno ti prende in giro perché sei ciccione o per il tuo aspetto fisico».
«Certo però tutti fichetti adesso, graphic novel, body shaming». Ieri avevamo parlato un po’ di fumetti. A molti di noi piacerebbe poter cambiare il mondo con le parole ma non immaginavamo in questo modo eppure il potere dell’uomo è sin dai tempi antichi quello di nomare le cose il che non è cambiato dai tempi della genesi a quelli del political correctness.

Tornando a noi la prima grande notizia è che Giuliano ha vinto le olimpiadi di matematica e di logica. È tornato a casa con un diplomino e una medaglia dorata. Insieme a lui sono arrivati primi molti altri bambini infatti era un primo posto ex equo. La gara era risolvere problemi e quesiti scritti, tutti quelli che hanno superato le eliminatorie e hanno risposto correttamente alle domande della finale sono arrivati primi. Trovo che sia una bella cosa organizzare competizioni sulla matematica l’eterna cenerentola tra le discipline scolastiche. Prima si riunivano tutti in una scuola per la finale da quando c’è il covid nostro non va più così.
Mi ha fatto molto piacere anche perché Giuliano in questo periodo qualche esperienza non felicissima l’ha avuta e come dice la mamma c’era bisogno di una soddisfazione.

una madonna con il viso di Giulia Roberts dipinta nel 1500 da Dosso Dossi e tante altre meraviglie.

La seconda non trascurabile notizia è che io e Martina ci siamo vaccinati. Insieme come molte della cose della nostra vita. Non abbiamo avuto nessun effetto collaterale se non un vago dolore alla spalla e al muscolo del braccio. Avremo il richiamo a metà giugno ma anche se la cosa non può che sollevarci continuiamo a fare quello che facevamo prima, usciamo con la mascherina usiamo il gel, ci puliamo le mani etc. Oggi siamo stati ai musei capitolini e come al solito temperatura, distanza, prenotazioni.

Io e Martina ci siamo  vaccinati insieme

Bello comunque rivedere un bel museo ci siamo capitati per sbaglio, ci aveva invitati la nostra amica Cristina, era un po’ che Giuliano ed Ettore no vedevano Gianluca e in realtà dovevamo andare tutti insieme ai mercati traianei a vedere una mostra su Napoleone ma chi aveva organizzato tutto non si deve essere capita con il sistema museale del comune e ha prenotato per tutti ai capitolini, pare che sia impossibile cambiare luogo di prenotazione quindi buon grado siamo andati in Campidoglio. Dove ho incontrato una madonna con il viso di Giulia Roberts dipinta nel 1500 da Dosso Dossi e tante altre meraviglie.

Ieri con Giuliano abbiamo fatto un bellissimo giro in bici fino all’ex mattatoio e devo dire che ho visto molte più persone in giro ancora mascherine, distanza etc. magari in un modo meno ferreo di prima ma più o meno.
Tornando al vaccino non c’è nulla di eroico nel farlo ed è anche un atto di civiltà e di rispetto verso gli altri. Se potete vaccinatevi, prenotatevi, fate gli open day, che sono stati dei grandi successi di critica e di pubblico. Ho visto che alcune grandi organizzazioni, come per esempio la Coldiretti. Hanno deciso di cavalcare l’onda e organizzano hub nelle cooperative sociali in Campania tra i silos pieni di mosto del Sannio un simbolo del mondo produttivo che deve ripartire. La Coldiretti di solito sente il vento piuttosto bene spero che lo abbia fatto anche questa volta perché senza vaccini ci vorranno anni e altre migliaia di vittime per uscire da questa non proprio rosea situazione. 500.000 al giorno non è male speriamo si prosegua così.
State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 433

Se il covid nostro cade sotto i colpi del Generale Figliuolo e dei vari Pf, AZ, J&J, Moderna e via iniettando il Drago che farà? Il governo di unità nazionale resisterà avrà ancora un senso? Me lo chiedevo mentre assistevo alla corsa della mia generazione verso la propria immunizzazione. L’open day AZ di sabato alle 20.00 qui a Roma ha fatto il tutto esaurito, 20.000 su 20.000 manco un concerto di Vasco Rossi. Diciamoci la verità è una vera liberazione, dalla paura e per alcuni forse anche dal bisogno. La spalla dolorante sarà una carezza, l’eventuale febbriciattola una coccola.
Roma sempre toppo fredda per maggio è tornata ad essere un enorme ristorante all’aperto con il doppio dei tavolini dell’anno scorso. All’uscita da scuola i miei piccoli quasi camminano dentro i piatti degli avventori, che pranzano anche alle 16.10 come presi da un desiderio incontenibile nel tempo e nello spazio.
Che resterà del tempo del covid nostro? Qualcuno dice che sono sia stato tempo perduto, anni inutili, di solitudine e semi claustrazione, di minori opportunità professionali o comunque di minori incassi, insomma di poca e scarsa economia e vita. Certo ci siamo incontrati di meno ma non per tutti è stato un male.

Il tempo insime  non è mai perduto

Altri ci dissero che ne saremmo usciti migliori, alcuni che niente sarà come prima e che comunque allo smart working non ci rinunciano. Effettivamente per molti è stata una liberazione dai capi, che sono quasi sempre stronzi è peggiori di noi, sono stato un pessimo capo anche io per parte non trascurabile della mia vita, e percepivo tutto il livore e l’invidia di chi mi avrebbe voluto morto e non riusciva capacitarsi del fatto che fossi io il capo e non lui o lei. Io invece alcuni miei capi li ho amati immensamente, come maestri e amici e mi mancano ancora. Tutto questo è stato a lungo sospeso o almeno mitigato ora tornerà. La vita non era giusta prima del covid e non lo sarà neanche dopo. A me lascerà dei ricordi che ho cercato di racchiudere in questo diario che spero un giorno i miei figli cresciuti e felici l’ingiusto leggeranno.
Perché quando gli chiederanno che cosa facevano durante la pandemia possano rispondere con grande eleganza come Proust Longtemps Je me suis couché de bonne heure oppure raccontare quel che ci è successo a noi quattro ai nostri amici e a tutti gli uomini e le donne del mondo. Perché il tempo insieme non è quasi mai perduto.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 431

Si sono tutti vaccinati o lo stanno per fare. Molti miei amici e conoscenti hanno avuto il loro vaccino in questi giorni. Alcuni hanno anche ricevuto un sms che li avvisava che la seconda dose, Pfitzer, gli veniva posticipata, come abbiano spiegato ieri la questione dei venti giorni di distanza che diventano 40. Credo che l’idea sia quella così di toccare più persone possibili almeno con una dose. Ormai si marcia a circa 400 mila dosi al dì. Se in questi giorni vi dovesse toccare vi lascio qui l’utile modulistica per il consenso che altrimenti dovreste compilare lì.

https://www.aslroma1.it/uploads/files/47_05_modulo_consenso.pdf (pfitzer)

Gli hub si moltiplicano, nessuno a dire il vero ha la forma di una primula arcuriana ma sono un po’ ovunque a Roma dalla quasi avveniristica nuvola all’Eur del ricchissimo architetto con il nome di un colore che ho dimenticato, all’auditorium della musica, alle tende più modeste tirate su a Termini e a Via Quirino Majorana. Ci lavorano tante persone, alcuni sono volontari, altri medici, infermieri. Le persone che si incontrano lì sono ancora per lo più anziani e fragili un po’ spaventati e un po’ speranzosi. Il buchino mi dicono on fa veramente niente. È un attimo quasi non se ne accorgono. Poi aspettano lì, in una sala apposita, distanziati un quarto d’ora prima di poter andar via per riscontrare eventuali effetti avversi, che non ci sono quasi mai; un po’ come facevamo con i nostri bimbi quando li vaccinavamo da piccoli. Credo sia un momento di solitudine per i più che non possono andare accompagnati dai propri cari. Un mio amico mi ha però raccontato di una coppia di anziani, lei ancora bionda con l’incarnato chiaro, gli occhi chiari contenta e chiacchierina in piedi vicino al suo uomo seduto, più imbronciato taciturno e forse più fermo a causa di qualche disabilità. Il mio amico mi ha detto che negli occhi di lei ha visto più amore che in quelli di molti suoi affetti.
Certo mi piacerebbe vaccinarmi con Martina abbiamo fatto tutte le cose più belle e importanti della nostra vita insieme e il vaccino a suo modo lo è.
Questo maggio romano continua a somigliare più a marzo che a giugno però il sole si fa vedere più spesso.
Altra grande questione posta dalla Moratti, assessore Lombardo alla sanità, è la seconda dose in vacanza. Sì perché si immagina che molti vaccinati ora o a giugno per la seconda dose saranno in un’altra regione a prendere i bagni o a respirare l’aria di montagna. Può sembrare distonico con la drammaticità del momento ma credo che invece sia sensato porsi il problema. Forse con qualche sforzo di organizzazione un milanese potrà farsi la seconda dose a Rimini in riviera e un romano a Salerno o Sorrento perché in vacanza in costiera, o viceversa naturalmente. Immagino già gli slogan: Vieni in Umbria il cuore verde dell’Italia: cucina vera, cultura antica e seconda dose preordinata. A Venezia quest’anno prima i veneti ma anche i turisti. Vieni a Napoli e poi non muori più con il nostro AZ garantito 100%. A parte gli scherzi la questione esiste e spero che verrà affrontata e risolta con morattiano rigore.
Ho comprato un piccolo portafogli blu a Giuliano, dentro ci hi messo 5 Euro, sarà la sua paghetta. Potrebbe aiutarlo a capire il valore dei soldi e ad amministrarsi. Io ce l’avevo, mio padre la chiamava la settimana e me la sospese per quasi un anno una volta che dovette risarcire il portiere della mia scuola elementare cui avevo sfregiato la macchina scrivendoci sul cofano: Forza Lazio. Quasi autodenunciandomi, la Lazio era in serie B e tutti i ragazzini erano della Roma. La ricordo ancora era una panda rossa che lui venerava come una divinità Atzeca.
Sono curioso di vedere che dirà e che ci farà con i suoi 5 euro.

Oggi ho trovato sul pavimento del cortile una piantina fiorita più o meno dove la signora è caduta. Mi è sembrato un bel gesto. Nel frattempo ho scoperto che non la conoscevo ma che lascia un marito, una figlia di sedici anni e un figlio grande che vive all’estero. Ogni tanto ci ripenso, pare non ci siano più dubbi sulla volontarietà della precipitazione (come la chiamarono i centralinisti del 113), ha avvicinato una scrivania alla finestra per aiutarsi a scavalcarla. Che il signore la accolga fra le sue braccia se può e se c’è.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 430

«Nessuna deviazione dalla raccomandazione.» Così testualmente sulla distanza tra le dosi di Pfitzer che possono superare i 40 giorni secondo EMA abbandonando i 20 originariamente proposti, ma pare non raccomandati. Speriamo che questo non provochi un’altra ondata di paranoia antivaccinista. Facciamoli, sti vaccini, vacciniamo quante più persone possibili, ora a Roma c’è anche l’openday AZ per smaltire le scorte in eccesso, rifiutate dagli ultrasessantenni. Ve lo lascio qui in effige.
Oggi mi è venuta a trovare la mia cara tata, Giusy che mi ha cresciuto per un bel pezzo della mia infanzia, è in qualche modo tutto quello che rimane del nucleo familiare di quando ero piccolo.
Ho sentito al telefono mio fratello Adriano che oggi compie sedici anni e vive in Friuli con la sua mamma. Mi sembrava contento, quando tutto questo finirà potremo rivederci anche noi. È un bel tuffo in vecchi e nuovi affetti trascurati per la distanza e perché la vita non è sempre semplicissima, covid o non covid.
Ho preso les deux all’uscita da scuola. Un bimbo un po’ più grande mi ha accolto sull’uscio e mi ha detto che Ettore era stato cattivo e aveva picchiato altri bambini, era proprio contento nel dirmelo, la gioia per le sventure altrui pare sia uno dei primi sentimenti umani, ci appartiene dalla più tenera infanzia. I tedeschi la chiamano schadenfreude, noi non gli abbiano mai dato un nome però non per questo non la sentiamo vibrare nel nostro cuoricino.
Lungo il tragitto Giuliano mi aiuta e fotografa un divertente lavoro di Diavù in via delle Muratte, poi non resisto e io fotografo lui.
Oggi l’ex questuante della nuvola era molto eccitato domani si vaccinerà AZ, credo a Termini mi racconterà e vi racconterò.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 429

Una strana eccitazione si impossessa di un mio amico quando scopre che anche i quarantenni potranno vaccinarsi nel Lazio dal 19, ma dal medico di famiglia. Comincia a compulsare il computer in cerca appunto di un medico di famiglia. Del quale al momento è sprovvisto per una serie di ragioni e concomitanze.
Lo vedo contento e speranzoso. Mi rendo conto che per molti di noi, spero per la stragrande maggioranza, AZ, J&J, Pfitzer e Moderna sono una meta da raggiungere una soluzione non solo alle preoccupazioni per la collettività, l’economia la società, ma anche personali. Alla fine un po’ di paura di ammalarci la abbiamo avuta tutti, quelli che non si sono ammalati.
È indiscutibilmente una svolta per la mia generazione, bisogna riconoscere che il generale Figliuolo e anche Zinga, che non si candida più a sindaco di Roma, qui da noi hanno dato una bella accelerata.
Qualche momento di normalità in pizzeria ci aiuta e fa la felicità di Ettore e Giuliano. Pare che i ristoratori abbiamo trovato un buon accordo con il Drago per i ristori, speriamo.
Giuliano oggi va a scacchi, nella sua classe scacchistica si è aggiunto un nuovo campioncino che li sta stracciando tutti. È un bambino che conosciamo da tanto tempo, un anno più grande di lui e un po’ vivace, come dicono le maestre, che invece sembra aver trovato un suo equilibrio e una sua regola proprio negli scacchi. Strano il mondo la pace, l’equilibrio si può trovare nelle cose più diverse.
Zio Silvio che ha un’età veneranda manche un sacco di soldi continua ad entrare e uscire dagli ospedali per gli strascichi del covid che ha preso quest’estate in Sardegna. Ricorderete tutti la ‘carica virale più alta mai registrata al San Raffaele’.

Oggi è l’anniversario della morte di uno degli uomini che ho più ammirato in vita mia che con Zio Silvio purtroppo ci scagliava sempre, rapporti di forza non paragonabili.
Però Gianni De Michelis era comunque un passo più in là, anche se quando l’ho conosciuto io non era più in grado di modificare ed influenzare più di tanto il corso delle cose, riusciva sempre a dircele un po’ prima che avvenissero. Non ho conosciuto molti uomini così. Un pensiero a lui lo voglio rivolgere anche oggi.
Chissà che avrebbe detto del Drago.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 428

Oggi riparliamo del covid nostro. Le grandi novità sono che le persone hanno cominciato ad andare al mare dove come ben sappiamo, non ce n’è di coviddi. Diciamoci la verità gli uomini sono animali adattabili ma la mascherina in spieggia viene complessa anche solo da immaginare. Chiedo tra le mie conoscenze che si sono affacciate in quel di Fregene o a Ostia mi dicono che onestamente non la portava nessuno. Qualcuno, tra i più virtuosi, mi dice che la teneva negli spostamenti ma sdraiato via, qualcun altro proprio no mask on the beach.
I politici sono sempre pronti ad annusare il vento, che ci hanno spiegato non si può fermare con le mani, dichiarano che presto potremo togliere la mascherina all’aperto. Per essere preciso lo dichiara il medico e sottosegretario dei due governi pandemici Silieri che promette anche che tra un paio di settimane sposteremo il coprifuoco, “Togliersi la mascherina all’aperto? Concordo con questa ipotesi quando saranno raggiunti i 30 milioni di vaccinati” I capi delle regione si preparano invece ad un assalto per modificare radicalmente i criteri di classificazione delle Regioni per evitare che alcune di esse debbano richiudere, il che però forse vuol dire che ci aspetta una nuova risalita della curva?
Nel Lazio invece sta finendo lo Pfizer perché Zinga si era inventato un sistema quasi à la carte, ognuno sceglieva il vaccino più simpatico e AZ non gode, come si sa, di buona fama. Indi spostamento della seconda dose “a partire dal lunedì 17 maggio saranno estesi i richiami del vaccino Pfizer a 5 settimane, ossia 35 giorni”.
Ettore quando si è alzato questa mattina mi si è accoccolato addosso nel lettone, io lo sento quando sta per arrivare perché nell’arrampicarsi fa un rumore caratteristico che mi scalda il cuore e questa mattina ne avevo particolarmente bisogno.
Roma ha il sole di maggio e le persone si vestono nei modi più disparati, passiamo dal cappotto alla t-shirt in un baleno. ma i più belli sono una coppia che si aggira per il Corso con un enorme contrabasso.
In realtà i dati della settimana scorsa non sono malvagi, ma il fatto che le regioni vogliano cambiare i criteri e che nella loro convinzione siano supportati anche da GIMBE non lascia ben sperare. Comprendo le ragioni delle Regioni ma come si sul dire non è un bel viatico.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 55

La blusa nera le copre pietosamente il viso, scoprendole però un po’ il dorso e il fianco. Guardo Giuliano, ha visto tutto anche lui. Gli dico di tornare dalla mamma a cui urlo di non venire, lei si affaccia comunque e grida. Chiamo subito il 113 mi fanno parlare con due operatori diversi, prima una donna e poi un uomo, che non mi sentono bene mi fanno ripetere le stesse cose più volte. Vorrei che mandassero qualcuno, mi assicurano che lo faranno. Vogliono sapere se il corpo della signora è raggiungibile. Gli ripeto ancora l’indirizzo. Dopo 20 minuti e vari giri del palazzo trovano l’ingresso del lucernaio ed entrano. Prima la polizia poi un’ambulanza.
È stata quasi un’esplosione. Ho alzato lo sguardo è ho trovato davanti a me a pochi metri un corpo che mi sembrava enorme, era di una donna vestita di nero. Ho subito pensato che fosse morta. La terra mi ha tremato sotto i piedi.
Ettore non dovrebbe aver visto niente ma ha percepito la nostra concitazione e sentito l’incredibile coro di urla femminili che si susseguono tutte insieme dopo un po’ e che mi allontanano dal lucernaio, quasi mi cacciassero via.
Mentre aspettiamo i soccorsi qualcuno scende e le prende la mano, penso possa essere il marito, un figlio, qualcuno di caro ma non lo so. Io non riconosco né lei né lui. Un rigagnolo di sangue si allontana dalla testa della signora.
Giuliano mi dice che non vuole uscire, Ettore vuole restare a casa. Vedere la morte a nove anni è una prova un po’ dura ma non c’è scelta. Ettore dopo un po’ non ci pensa più, Giuliano e più scosso. Gli dico quello che credo mi avrebbe detto mio padre cioè  che queste cose fanno parte della vita, possono succedere. Mentre lo dico mi rendo conto dello stridore logico delle mie parole ma non ne trovo di migliori. Poi alla fine è vero la morte è parte della nostra vita.
Martina mi chiede perché, io le rispondo che non lo so, che non so perché si è buttata o se è caduta. Mi racconta della mamma di una sua amica caduta stendendo i panni.
Quasi subito mi rendo conto che è precipitata, senza urlare ed emettere un solo rumore prima dello schianto, dove di solito passiamo quando attraversiamo il cortile se prendiamo l’ascensore. Questa volta avevamo preso le scale. Sento i poliziotti che parlano con un paramedico gli chiedono se può dirgli come è caduta. Lui dice di no che non sa dirgli se è stato volontario o involontario. Però se vogliono la gira e vede se ha altri segni, gli rispondono di no che devono aspettare la scientifica.
Giuliano è molto spaventato e una certa angoscia non posso negare di averla anche io. Martina gli dice che non è in pericolo e che quello che è successo è una cosa grave ma non è successa a lui. Giuliano protesta il suo essere bambino.
Pregherei per lei se lo sapessi fare, non so ancora chi fosse e nemmeno se la conoscevo, una parte di me preferirebbe di no.
Sarebbe meglio non associare un volto a quanto accaduto questa volta o forse no sarebbe meglio sapere conoscere la sua storia.
Un poliziotto resta lì a vegliare il corpo coperto in attesa degli ulteriori accertamenti. Si mette sulle scale come di vedetta.
Alla fine decidiamo di uscire un paio d’ore per non sentici prigionieri. Dopo un po’ bambini ridono di nuovo ogni tanto Giuliano torna sull’argomento ma giocando con il fratellino sembra scrollarsi di dosso la paura. Vedremo.
State bene a adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 425

Ogni mattina in bici con Giuliano facciamo la stessa strada: Viale Trastevere, Ponte Garibaldi, Via Arenula, Teatro Argentina, Pantheon, Tempio di Adriano (Piazza di Pietra), Via del Corso, Fontana di Trevi.
Una delle passeggiate più belle del mondo e di questo siamo grati. Ma avendo anche sempre, più o meno, gli stessi orari incontriamo anche sempre, più o meno, gli stessi passanti. In particolare due persone cerchiamo con gli occhi ogni mattina: il frate laziale e la zingarona di via di Pietra.
Con il frate non abbiamo mai parlato ma spesso all’altezza del Tevere poco dopo il monumento a Giorgiana Masi appena imbocchiamo il Ponte lo vediamo lì con il suo saio, la sua
mascherina colorata e il sopra di una tuta in acetilene della Lazio.
Noi lo salutiamo con ampi gesti e qualche volta gli urliamo: Forza Lazio! Lui ci sorride un po’ contento e un po’ imbarazzato. È un uomo alto con grandi spalle pochi capelli brizzolati, occhi chiari e un saio beige da cui pende il suo cordone, sembra animato da quella che un po’ retoricamente si chiama letizia francescana, a noi fa simpatia e anche un po’ di allegria. Ho sempre immaginato che fosse un giovane tedesco, ma non so, forse prima o pio mi fermerò e glielo chiederò.

La zingarona di Via di Pietra credo invece che ci abbia collegato a Martina ed Ettore che pure passano di lì però con il passeggino. Mi grida sempre di salutargli la piccolina, che credo sia Ettore che per qualche ragione a lei sembra una femminuccia. Quando riesco mi fermo e le do qualcosa, lei è lì per questo, chiede l’elemosina, infagottata in un cappotto liso e un fazzoletto colorato. La vedevo tutti i giorno ora sarà una settimana che manca e a dire il vero mi sono chiesto anche con qualche preoccupazione dove fosse finita. Spero torni.

Però i miei preferiti, gli sposini, li ho incontrati una volta sola. Anche loro venivano da via di Pietra e credo stessero guadagnando Piazza Fontana di Trevi, set fotografico di novelli sposi di ogni nazionalità. Avevo appena lasciato Giuliano a scuola e li ho visti in una luce autunnale che li carezzava appena, lui aveva delle scarpe in mano, che credo avrebbe rimesso dopo le foto o il selfie, lei un piccolo delizioso bouquet bianco. Erano bellissimi e avevano l’aria un po’ guascona di chi ha tutto il mondo ancora da conquistare ma sa che sarà suo. Vi lascio la foto che gli feci allora, se guardate bene sullo sfondo vedrete anche la nostra amica zingara. Era settembre non portavamo ancora le mascherine all’aperto…
State bene e delante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 424

Giuliano ed Ettore dopo al scuola sono andati a festeggiare il compleanno di un amichetto ai giardinetti dove vanno ogni tanto alla fine delle lezioni. Mi sono tanto raccomandato loro di giocare ma di non accettare nessun tipo di finger food. Sono con la mamma che sono certo veglierà, non sono più le caramelle dagli sconosciuti il pericolo ma le ciotole di pop-corn, quelle di patatine, le noccioline salate e le piramidi di panini imbottiti, i Pan brioche, i mignon e le tartine.

Ma finirà so che finirà, mi faccio anche un po’ pena, io non sono mai stato propriamente un igienista. Da bambino se mi cascava un biscotto per terra in cucina bastava un soffio di mio padre per cacciare via ogni impurità.

Ora non è più così, il che è anche giusto in parte a prescindere dal covid però la convivialità è inevitabilmente anche contaminazione, anche di germi.

Intanto abbiamo vaccinato tutta Procida, non ho ben capito perché ma credo abbia a che fare con il fatto che l’omino di burro ci deve fare un Paese dei balocchi estivo.

Il presidente degli Stati Uniti d’America si è detto favorevole all’abolizione dei brevetti per i vaccini potrebbe essere un discreto aiuto per il mondo, vedremo.

Questa mattina la maestra scientifica e la classe di Giuliano tardavano ad arrivare al Farnese, noi ci andiamo direttamente non lo porto a scuola è più vicino. Mio figlio mentre aspettava scrutava l’orizzonte con quell’ansia mista ad eccitazione che hanno i fanciulli quando aspettano i propri amici.

Il cinema dà Nomadland ormai con regolarità, ci si può prenotare ma il signore che accudisce la sala e accoglie i bambini mi ha spiegato che basta anche arrivare un decina di minuti prima e lasciare il nome, vorrei andarci con Martina.

State bene adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 423

Prima di tutto la grande notizia: lo zannio di Ettore è stato fortunosamente ritrovato!
Con Giuliano siamo passati al supermercato dopo la sua lezione di scacchi e ci siamo dati ad acquisti ettoreschi: tovagliolini degli Avengers, calzini di Spiderman. Questo ha incuriosito una cassiera che ci ha attaccato un bottone tra il tono della comare nunziata e quello dell’occhiuta portiera di un Viaggio al Termine della Notte di Celine.
«Ahhh, si comprano tovaglioli colorati ! C’è una festa in vista?» Io subito, quasi a discolparmi, rispondo che no, li sto comprando per mio figlio piccolo, li avremmo usati per cena. Un organizzatore di feste di bambini in questo periodo non è percepito con la benevolenza che meriterebbe.
«E questi calzini invece sono per te oppure sempre per tuo fratello?» Chiede a Giuliano con la stessa aria indagatrice l’attenta cassiera. A quel punto o gli si diceva che non erano affari suoi oppure bisognava sbragare, dire tutto il dicibile e noi appunto confessiamo. Gli spieghiamo che Ettore ha perso il suo zannio di Spiderman e che per risarcirlo gli stiamo comprando un po’ di robette in tema.
«Ma che era rosso e blu?» Con gli stessi occhi sgranati dell’interrogatorio fin lì portato avanti con scrupolo e diligenza poliziesca. Et voilà tira fuori dalla cassa lo zannio di Ettore facendoci esplodere in un giubilo degno di ben altre cause.
Notizie di minore rilevanza sono invece il pronostico del presidente Zinga che vede prossima l’immunità di gregge nel Lazio e una chicca proveniente dal tanto amato distretto farmaceutico laziale. La Life’On srl, con sede a Pomezia, ha fatto richiesta all’EMA perché avvii l’esame del Sinovac, il vaccino cinese ,immaginiamo preparandosi a produrlo qui appena fuori il GRA, insieme al Reithera (l’home made laziale) allo Sputnik e a tutti gli altri annunciati sui giornali insieme a più di un politico locale. Le vie della seta a volte passano per la Pontina. Giova ricordare che per stessa ammissione delle autorità cinesi il Sinovac ha una scarsa efficacia, secondo gli studi fatti sul campo nei Paesi in cui è stato più utilizzato, Cile e Brasile intorno al 50% dopo la seconda dose e al 2% dopo la prima. «Non hanno tassi di protezione molto elevati» disse circa un mese fa Gao Fu, a capo del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie della Cina.
E’ “raccomandabile” un prolungamento nella somministrazione della seconda dose dei vaccini a mRNA Pfizer-BioNtech e Moderna “nella sesta settimana dalla prima dose”. Dice una circolare del ministero della Salute con cui si trasmette il parere del Cts in merito all’estensione dell’intervallo tra le due dosi dei vaccini a mRNA. Più tempo vuol dire più prime dosi e più persone almeno parzialmente protette, un po’ come hanno fatto gli inglesi. Nel frattempo ricompaiono i panchinari, anche trentenni, negli Hub dove si somministra AZ che si offrono volontari per averne una dose.

Mia moglie invece è sempre più impegnata e sempre più bella ogni giorno che passa, oggi siamo andati a mangiare

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 422

Il Drago ha prorogato l’esenzione per la tassa per l’occupazione del suolo pubblico il che lascia immaginare che le doppie file di tavolini non si ridurranno a breve, ci sono vicoli e strade in cui non si riesce più a passare però bisogna avere pazienza e solidarietà, non lo dico con ironia. La verità è che qui si parla più di Murinho che verrà ad allenare la Roma, che di covid, il che potrebbe essere anche un bene. Altro argomento è questa storia del distributore automatico di pizza. Cosa che mi ha incuriosito e per la quale ieri sera ho portato les deux e mia moglie a provarla e poi ci ho scritto un pezzo che trovate qui .. Loro si sono divertiti tantissimo poi anche l’ansia del rientro prima del coprifuoco ha reso tutto frizzantino.
Oggi Giuliano va a scacchi, io ho studiato al difesa russa per provare a mettermi in pari ma lui non ha voluto comunque giocare con me. Ettore da parte sua è invece disperato per lo smarrimento di un suo zainetto con Spiderman, che lui pur non potendolo portare in aula porta sempre con se a cquola perché a cquola si porta lo zannio.
«Ho pesso lo zannio. Sai che ho pesso zannio?» Noi speriamo ancora che possa essere in qualche angolo della casa o della macchina. L’ispezione mattutina fatta anche da Giulianoperò non ha dato adito a ritrovamenti.
Il Drago riparla del green pass per i viaggi in Italia. Intorno a me le persone sono sempre più vaccinate aleggiano anche nuove leggende nere, l’ultima riguarda un video in cui si vedrebbe che in realtà non vaccinano ma fanno finta lasciando il cappuccio alla siringa, diffusa da un giovane cassiere a noi massaie spaventate e tremanti in coda per la spesa. L’altra riguarda il numero impressionante di zie e madri di amiche che nonostante il vaccino si sono ammalate, il che purtroppo è anche possibile, la vaccinazione non copre al 100% però i dati israeliani e UK lasciano ben sperare. Un dubbio però? Perché nelle leggende nere del mio giro si ammalano sempre le signore? Misteri della fede.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 421

– Mi sono svejato. Non liecco più a dommile.
– Ma amore ormai era ora di alzarsi.
– Non liecco più a dommile. Mi sono svejato.
– A va bene dai vuoi fare colazione?
– No. Mi sono svejato. Non liecco più a dommile.
Credo che avrebbero potuto andare avanti ancora a lungo, era ora di alzarsi ma non inderogabilmente, c’erano ancora una decina di minuti e alla fine Martina vedendo che anche io ero sveglio lo ha spedito da me nel lettone. Si è scherzato un po’ e alla fine ci siamo alzati tutti pure Giuliano che nel frattempo oziava in camera sua.
A volte siamo svegli capiamo quello che ci succede intorno ma non siamo ancora pronti per affrontarlo e allora lì sul limine della del giorno esitiamo. Anche noi adulti.
Due cose importanti stanno per succedere: la fine dell’obbligo di smart working per la pubblica amministrazione e l’inizio della vaccinazione di massa. Se tutto andrà bene sarò un po’ come il risveglio di Ettore, ci ritroveremo catapultati in un mondo diversi da quello che abbiamo conosciuto dall’inizio del covid nostro.
Quelli per i quali sono più contento sono i ristoratori, o baristi etc. Con la fine dello smart working obbligatorio ricominceranno a respirare e anche il centro di Roma tornerà a popolarsi.
La categoria mi pare di aver capito che si senta in parte vittima della situazione, alcuni addirittura di una sorta di complotto a favore delle app di delivery e in generale delle multinazionali. Ma questo non è l’unico sentimento che ho visto mi parso che ci fosse anche un gran desiderio di ripartire e di avere solidarietà da parte degli altri. Per esempio al super mercato nel week-end mi è capitato di notare che chi lavorava o faceva la spesa per i ristoranti lo diceva a tutti un po’ con orgoglio e un po’ convinto che così avrebbe avuto un trattamento di favore. Ed era vero li facevamo passare anche avanti se lo chiedevano. Il generale figliuolo che si continua a rifiutare di andare dietro la collina ci ha spiegato che dopo i fragili e gli anziani via alla vaccinazione di massa, tutti dentro, dovrebbero arrivare decine di milioni di dosi già questo mese. Intanto qui i cinquantenni hanno cominciato a prenotarsi nel Lazio da domani quelli del 1964 e 1965 possono. https://www.salutelazio.it/vaccinazione-covid-19-fasce-eta
Brunetta invece dice «Facciamo tesoro della sperimentazione indotta dalla pandemia e del prezioso lavoro svolto dalla ministra Dadone per introdurre da un lato la flessibilità coerente con la fase di riavvio delle attività produttive e commerciali che stiamo vivendo e dall’altro lato la piena autonomia organizzativa degli uffici». Quindi fine dello smart working obbligatorio al 50% per i dipendenti della Pubblica amministrazione.
La cosa buona è che tutto questo succede mentre la curva del contagio e dei decessi giornalieri scende, non precipitevolissimevolmente ma scende. Istat fa sapere che nel 2020 i decessi totali in Italia sono stati 746 mila, il 18% in più di quelli rilevati nel 2019.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 55

– Fili de le pute, traite.
– Albertel, trai
– Falite dereto co lo palo, Carvoncelle!
– Duritiam cordis vestris, saxa traere meruistis. (Per il vostro cuore duro meritatate di trascinare sassi)
Niente iodio neanche questo fine settimana. Sabato, primo maggio festa dei lavoratori e dei cantanti, non siamo riusciti a raggiungere il litorale, o meglio non ce la siamo sentita dato il tempo non felicissimo. Abbiamo ripiegato per la nostra vicina e consueta Villa Sciarra, dove abbiamo fatto un piccolo pic-nic a base di panini, uova sode e scamorzine. Giuliano si è misurato con il suo arco autoprodotto, nel tentativo finora vano di colpire un uccello con il bastoncino che usa come freccia. Ettore invece come al solito è andato per fontane, la più grande e bella era semivuota ma l’acqua continuava a zampillare e un cane ha deciso di dare spettacolo tuffandosi felice nonostante le temperature non proprio estive. Non c’era tanta gente ma qualche ragazzino in bici, qualche simpaticona in tuta ginnica cani e padroni. La vecchia altana all’ingresso è strada trasformata in un luogo per lo scambio di libri, tanti per bambini e uno su Di Bella, quanta strada l’antimedicina da allora.

 

Il proto fumetto di San Clemente purtroppo oggi molto più rovinato di così

Quando ha cominciato a piovere non è stato facile convincere Giuliano che dovevamo andar via. Per farmi parzialmente perdonare ho proposto un giro in macchina. Siamo passati per il Circo Massimo e ci siamo diretti, su richiesta di Giuliano verso il Colosseo. Più ci addentravamo più pioveva a qual punto San Clemente mi è apparsa come un miraggio o meglio un sogno in fondo al mare, per non allontanarsi troppo dalla sua agiografia. Perché sapete il santo venne gettato in mare legato ad un’ancora per ordine dell’imperatore Traino, lui era Papa. Dalla sua morte il mare cominciò a ritirarsi ogni anno un po’ di più fino a svelare una tomba santuario in cui San Clemente era custodito. Luogo di pellegrinaggio ogni anno il mare scopriva la tomba un giorno però tra i flutti spari un bambino che venne restituito dal santuario l’anno successivo alla madre in preghiera.
E’ stato bello scendere per i tre strati di Roma lì conservati: dal santo quasi illusionista che convince i suoi persecutori ad arrestare una colonna al posto suo, da cui il dialogo sopra citato, fino al culto di Mitra più in basso.
Noi Pirrotta siamo fumettari da generazioni e il dialogo tra Clemente e si suoi persecutori con cui abbiamo iniziato il diario rappresentato nel celebre affresco, ora molto offeso dall’umidità, oltre che essere uno dei primi documenti in volgare è anche una sorta di proto fumetto, in anticipo di qualche secolo. Che poi questa cosa di manipolare le menti, di fare illusioni non è così lontano dal mondo dei fumetti, certo Mandrake diceva meno parolacce però…
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 419

Ieri sera Ettore aveva perso uno dei suoi Batman Lego, lo cercava, stava per rovesciare una delle ceste dei giocattoli e io gliel’ ho impedito. L’idea che tirasse fuori tutto mi scorava come si dice a Roma. Per convincerlo a desistere definitivamente gli ho detto che lo avevo mangiato. Giuliano è corso apparentemente in mio aiuto.
– È vero Ettore, l’ho visto io, lo ha fatto a pezzettini. Poi lo ha mangiato ed ingoiato, un pezzettino alla volta. È tutto nel suo pancione
– Mio Batman!!!!
Ettore lo guarda tra lo stupito e lo spaventato. Alla fine decide dopo una breve consultazione con il fratello di aprirmi la pancia per far uscire il suo unico vero beniamino. Si armano di una sega di gomma piuma e di una bacchetta magica, credo e Ermione non di Harry Potter ma di Ermione.Seduto in poltrona vengo nel giro di poco sopraffatto. Alla fine dopo un po’ di strepiti e proteste mi lasciano, però il piccolo era decisamente animato delle peggiori intenzioni, mi voleva sbudellare veramente. Poi per farsi perdonare mi si arrampica addosso e mi dice che mi vuole bene.
– Però mi volevi aprire la pancia!
– Ma no scherzo.
Comunque è ormai da quasi una settimana che si parla dello Pfizer, oggi è stata chiesta ufficialmente autorizzazione all’ EMA, per i ragazzi tra i 12 e 16 anni, l’età media del contagiato medio è scesa a 42 anni . Mio Dio sono più vecchio ogni giorno che passa, ma ogni giorno io ne prendo due.
I tedeschi hanno superato il milione di vaccinati al dì noi i 500.000. Speriamo che serva e che basti.
Domani primo fine settimana semilibero per noi laziali, non oso immaginare. Noi vorremmo tanto andare al mare, vestiti ma felici. Perché come dicevano le nostre mamme c’è lo iodio che fa tanto bene ai bambini.
Iodio o no intanto les deux sono andati al parco del Quirinale in realtà giardinetto limitrofo, con la mamma e i compagni di scuola. Grandi arrampicate sugli alberi e vita spericolata per tutti.
State bene e adelante con juicio!
PS
Da questa settimana comincerò a pubblicare il diario anche in Podcast raccontato da me medesimo. Una tutti venerdì metterò in rete una puntata, cominciamo con la prima ‘Il primo giorno senza scuola’ giusto oggi, spero vi piaccia.

https://www.spreaker.com/user/14448092/diario-1

 

Coronavirus – diario di crisi giorno 418

Nel volo giunto a Fiumicino dalla mistica quanto martoriata India i positivi al test erano 23 su 213, uno su dieci. Speranza appena scampato alla sfiducia come fece un anno fa blocca i voli dall’India ma gli indiani possono arrivare, come fecero anche i cinesi, dalla Germania dall’Olanda. Non esistono solo i voli diretti. I confini che sono tornati ad ergersi in modo non troppo rassicurante intorno a noi, un po’ bastano è un po’ no.
Alla fine il confinamento è la principale misura anti pandemica, non facciamo altro che stare lontano da n anno e due mesi. Il Drago che tra un PNRR e l’altro incassa l’arresto di una dozzina di ex terroristi riparati Francia da 30/40 anni, che nessuno finora era riuscito a farsi consegnare, riesce anche a far parlare di se anche l’Hindustan Times
“Italian Prime Minister Mario Draghi on Wednesday said his country is prepared to send an oxygen generation system with specialised personnel as part of the European Union’s (EU) efforts to bolster India’s response to a second wave of Coronavirus infections.” Diciamoci la verità mai nessuno come lui!
Oggi Giuliano è andato al Farnese era ansioso di incontrare gli ospiti doppiatori di cui ci parla da mesi. Li aspetta da settimane credo che ormai sappia qualcosa di loro anche Ettore.
– Che sono i doppiatoli Giujano?
– I doppiatori sono quelli che fanno la voce ai cartoni animati. Batman Lego parla con la voice di no di loro.
Speriamo che questa volta vengano. Comunque il Farnese ha in cartellone Nomadland. Fuori un manifesto invita a prenotarsi con un QRCODE o entrando direttamente in biglietteria, credo comincino la sua proiezione tra pochissimo. Un film che ha vinto l’Oscar al Farnese una cosa normale, banale.
Arriviamo sotto la statua di Giordano Bruno un po’ prima dei suoi compagni che poi arriveranno tutti insieme in fila indiana, più o meno, accompagnati dalle maestre. La piazza è bellissima come sempre, piena di carciofi deve essere una delle numerosissime stagioni di questo strano fiore. Li vendono a un euro l’uno li vorrei tanto comprare ma non posso andare in ufficio con una decina di carciofi nello zaino.
In ufficio l’uomo della nuvola ci terrorizza tutti con terrificanti catene di contagio che porterebbero almeno ad ognuno di noi.
Intanto sul bellissimo tetto di palazzo madama si sono arrampicati degli operai per tagliare l’erbetta che almeno da un paio d’anni cresce verde e poi si secca fra i comignoli e le tegole.
State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – diario di crisi giorno 417

Bebe Vio mi è sempre piaciuta un sacco e ieri quando sono passato in bicicletta e l’ho trovata disegnata dalla #lediesis in Via Della Spada di Orlando, tra Piazza Capranica e Palazzo San Macuto, con il suo fioretto mi sono un po’ emozionato. Se c’è qualcuno che è caduto e poi si è rialzato e ha cominciato da assaltare il mondo in una tempesta di ferro e sorrisi questa è lei, poi onestamente la trovo anche molto carina. Tra i piccoli piaceri che mi sono rimasti c’è sicuramente anche quello di fotografare le opere degli streetartist, murales e simili.
Ieri il Parlamento ha approvato il PNRR quello che noi chiamiamo Recovery Plan qui ve lo lascio integro nelle sue 350 e rotti pagine. E’ il motivo principale per cui il fiero Conte è stato congedato e sostituito con il Drago. A parte il nome che credo sia rimasto uguale PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA sarei curioso di sapere cosa avrebbero scritto i tecnici per Conte. Comunque se dovessi scegliere un immagine per la copertina del piano del Drago credo che sceglierei Bebe Vio.

Ieri pioveva e anche oggi a tratti ne è venuta giù più di un po’. Questa mattina però siamo riusciti ad arrivare a scuola non solo in tempo ma anche asciutti. La maestra umanistica che si aggirava tra noi genitori per consegnarci un bollettino della mensa comunque ha colto l’occasione per rimproverarmi dei ritardi degli altri giorni. Noi abbiano taciuto ammettendo la nostra colpa pregressa.

Intanto Speranza ha superato indenne la mozione di sfiducia e Salvini e Renzi hanno ottenuto che a maggio si riparlerà del coprifuoco.
Nonostante la zona gialla il centro di Roma resta abbastanza desolato, se volete incontrare un po’ di gioventù gaudente dovete passare il ponte aggirare il a palazzaccio ed approdare a Prati quartiere mai desolato e sempre trafficato e ben frequentato.
La B.1.617, cioè la variante indiana, continua a devastare il sub continente ma non è ancora classificata come più pericolosa del virus originale. L’OMS l’ha individuate in altri 12 paesi tra cui l’Italia.

Il generale Figliuolo è fatto segno di una serie di ironie e meme che lo prendono di mira per la sua mimetica, cosa che onestamente non comprendo. Il generale Figliuolo infatti è un militare, ricopre il ruolo di commissario anche per via della sua esperienza nella logistica dell’esercito. Non vedo perché non dovrebbe portare la mimetica.
Bertolaso invece ha fatto sapore che il grosso del suo lavoro in Lombardia è fatto e che quindi tornerà a Roma e qui tutti dicono che si candiderà a Sindaco.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 416

Il Farnese, il Cinema in cui Giuliano fa i suoi laboratori con la scuola il mercoledì, è uno dei quattro che ha riaperto ieri, gli altri sono il Sacher di Nanni Moretti, il Quattro Fontane e il Greenwich. A Roma ci sono 40 sale diciamo che siamo all’inizio, però è una bella cosa.
Ho passato molte ore della mia vita al cinema e ho sempre pensato che male che andava i soldi per vedere un bel film li avrei rimediati, come quelli per bere un caffè e comprare le sigarette. Era per me una certezza e una consolazione, poi è capitato che ho smesso di fumare e che sono riuscito a ad attraversare un’epoca in cui i cinema sono stati chiusi e in cui anche prendere un caffè in un locale non è così scontato.
Però il caffè del bar è più buono come il film visto al cinema è più bello, il massimo per me era fumare al cinema: all’Alcazar si poteva fare. Diciamoci la verità molte sale a Roma hanno chiuso ben prima del covid nostro, ma questa è un’altra storia.
Il Drago intanto è approdato in Senato e ha indicato con la franchezza che ormai gli riconosciamo il vero problema della gestione delle cose in Italia: il rapporto con gli enti locali.
“La vera sfida non appena il piano viene consegnato è di trovare un modo di attuazione dove le amministrazioni locali e il governo centrale, che sono chiamati a mole di interventi, trovino uno schema di governo del piano. Il vero governo non è cosa fa Palazzo Chigi, che comitati si formano, il punto nodale è questo. È chiaro per i ministeri il processo ma è molto più complesso il coordinamento tra governo e enti locali che sono gli attuatori del piano a cui sono destinati poco meno di 90 miliardi.”
Oggi il tempo si è rimesso al brutto ma il mondo troverà comunque il modo di prendersi un aperitivo, ormai irrinunciabile rito dei miei connazionali. Io come detto son più per il caffè. Ma aperitivo, marocchino o pizza che sia ora la disfida si è sul coprifuoco. I nostri vogliono tornare a casa più tardi ed ora non solo l’uomo del mojto, che diciamo ha una sua logica insita nel cocktail, ma anche il machiavello di Rignano pretende la fine o il posticipo del coprifuoco. Posizione in linea di principio più che condivisibile, nella pratica non so.
Pare che lo Pfizter sia più che sicuro e adatto per i bambini, chissà che non gli venga a un certo punto somministrato.
In India la variante da B.1.617sta devastando il sub continente che produce vaccini per poco più della metà del pianeta. Il timore è che ben più del battito d’ali di una farfalla si stia per scatenare nel resto del globo se non si trova un modo per aiutarli e contenere questa nuova ondata.
Ieri sera con Martina, Ettore e Giuliano abbiamo cominciato a vedere un film che potesse piacere a tutti e quattro e abbiamo scelto Aquaman che ha molto divertito il piccolo Ettore che però ogni tanto interloquiva dicendo «Ma quando arriva Batman?» quando gli abbiano spiegato che lì non c’era se ne è fatta una ragione e ha chiesto di Joker. La nostra piccola proiezione continuerà stasera che il film dura 2 ore e 22 minuti.
«Ma c’è Batman!»
«No amore quello è Batman vs Superman, lì ci sono tutti e tre, qui c’è solo Aquaman».
«Solo Aquaman. E Joker?»
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 415

Questa mattina tutti a fare colazione fuori per i tavolini del centro. Secondo ANSA l’88 per cento delle attività oggi ha deciso di riaprire grazie alla nuova zona gialla. Qui tra Piazza del Pantheon e Piazza Navona non sono comparse improvvisamente folle di turisti o avventori ma un minimo di soddisfazione i locali riaperti l’hanno avuta. Anche noi abbiano dato il nostro piccolo contributo, complice il compleanno di Flaviano siamo andati con Martina e Marco a pranzo in un ristorante qui vicino, ho preso finalmente la poke hawaiana che volevo provar da tempo, ottima sostanzialmente sushi destrutturato.

«Dammi il mio libro ed io non avrò paura di niente!» Così mi dice il mio Giuliano quando gli chiedo di aspettarmi mentre metto la macchina in garage. Ultimamente gli è presa una cotta per i miti greci e legge e guarda sandaloni appena può, non solo, costruisce anche straordinarie armature, elmi e cimieri di cartone colorato con la mamma. Ora è alle prese con un libro su Ulisse che è uscito in allegato al Corriere che per quanto divulgativo per un bambino di nove anni forse è sin troppo impegnativo. Eppure con mia grande sorpresa è già arrivato a metà e sembra capire tutto, ogni tanto chiede ma spesso sa più cose di me. Quindi quando oggi l’ho accompagnato in ospedale, per fare delle analisi del sangue, e l’infermiera mi ha prima chiesto se lo volevo prendere sulle ginocchia e poi gli ha detto di fare ciao-ciao con la manina io non ho potuto fare a meno di pensare che pochi minuti prima lui parlava con me di Ifigenia in Aulide e del suo sacrificio mancato, e sorridere dentro di me dell’infermiera che gli parlava in bambinese.

Un po’ aveva ragione anche lei perché alla fine Giuliano ha nove anni ed ha le paure e le gioie dei suoi coetanei, che però fanno ancora ciao-ciao con la manina?
Il Drago sta presentando il suo Recovery Plan in Parlamento con i toni di chi sta prospettando una scelta epocale per un popolo e un Paese. «Sia chiaro che ritardi e scelte di parte peseranno immediatamente sul nostro futuro e forse non ci sarà tempo per porvi rimedio».

Dalla parte dei Capi delle Regioni Zaia felice annuncia la variante indiana in Veneto, l’omino di burro protesta invece ritardi dell’EMA sullo Sputnik che lui vuole usare al più presto in tutto il suo regno nonostante quelli dell’AIFA dormano da piedi.
L’Ue invece farà causa ad AZ per inadempienza dei contratti, AstraZeneca fa sapere che si difenderà.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 54

Mentre Giuliano cominciava le sue partite del sabato io ed Ettore ci aggiravamo per il centro in cerca della machina che avevamo parcheggiato vicino Piazza Fontanella Borgese, due figli sulla mia bici non mi pare il caso e comunque nono sono attrezzato. Detesto andare in centro con la macchina e se proprio non è necessario evito. Però è stato divertente, stanno facendo dei lavori quindi ho dovuto lasciare la macchina un po’ lontano dal nostro obiettivo scacchistico. Poi con Ettore abbiamo fatto una piccola passeggiata prima della spesa. Roma aveva già cominciato a festeggiare la primavera e la fine di alcune delle limitazioni imposta in realtà fino a domani mattina. La scalinata di Piazza di Spagna era piena come non capitava da tempo, il lungotevere sopra e sotto i muraglioni era colorato e allegro come fosse una giornata qualunque di una meravigliosa primavera romana. Solo, più o meno tutti, avevano una mascherina. Ci siamo imbattuti anche in una galleria d’arte c’erano belle tele di vari artisti ho chiesto il permesso di entrare e guidato dalla signora che, immagino fosse la gallerista, ho portato Ettore in mezzo a quei colori e a quelle rappresentazioni della nostra anima e del mondo tutte uguali e tutte diverse. Alla fine ho chiesto ad Ettore se gli era piaciuto e lui mi ha detto che sì un po’, con quella faccia da bambino vissuto che sa fare lui.
Abbiamo visto molte attività che si preparavano a riaprire, incrociamo le dita. Oggi siamo andati al Parco dell’Appia antica volevamo fare una sbiciclettata ma non abbiano potuto prendere le bici, tutte fittate, solo Ettore si è potuto sbizzarrire con la sua senza pedali che ci eravamo portati da casa. Però che bello, a un certo punto abbiamo trovato un pratone meraviglioso su cui ci siamo ripromessi di tornare per un luculliano pic-nic. Nel frattempo noi abbiamo fatto la lotta e Martina le ruote.
Il Drago discute con i partiti e l’UE di super bonus, e Recovery Plan. Mi è capitato di leggere una dichiarazione del Fiero Conte in cui spiegava l’importanza strategica del super bonus per il M5S, la nazione e il pianeta in cui traspariva tutta la soddisfazione di vedere il suo successore alle prese con le prime difficoltà.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 412

Ettore scruta l’orizzonte con un binocolo che ci regalarono per il nostro viaggio di nozze in Tanzania. Sembra un secolo fa, eppure non è passato poi così tanto tempo. Ora solo immaginare un viaggio simile mi fa tremare i polsi. I bambini, la malaria, il covid. Eppure quel viaggio, non troppo lungo, ci ha riscaldato negli inverni successivi. Torneremo a viaggiare? Forse non più come prima. Però almeno Parigi, non dico le piramidi, ma almeno Parigi la vorrei vedere con loro tre.

Da lunedì si torna zona gialla, avremo un po’ di libertà in più, si spera che le attività più ferite dalle misure di distanziamento e dalle chiusure possano rirendersi almeno un po’.

Oggi prima di salire in ufficio ho visto il piccolo bar che c’è sotto prepararsi alla riapertura. I due gerenti sono due signori di mezza età lei bionda non e allegra, lui baffuto e più serioso. Li ho salutati e gli ho dato, per quel che può valere il mio ben tornato. Lunedì prima di salire potrò prendere un caffè. Non so come se la passino non chiedo ma immagino che in ogni caso non sia stato facile, immagino quanti altri come loro e so di molti altri che hanno chiuso per sempre. Quando chiude un bar, un ristorante un’attività è un guaio per molte famiglie.
Il covid nostro comunque non demorde, in India sta falciando il nazionalismo di Mudi e la vita dei suoi concittadini, in Germania la Merkel alla fine della sua lunghissima esperienza da Cancelliera ha dovuto limitare molti dei poteri dei Lander e imporre nuove misure automatiche perché l’epidemia non si arresta ancora. Qui da noi il drago se la sta vedendo con i capi delle nostre regioni che vogliono rincasare un’ora dopo la sera e andare meno a scuola.
I vaccini restano ancora l’unica speranza ogni volta che so che qualcuno che conosco si è vaccinato sono contento pare che entro agosto il 70% degli adulti sarà vaccinato in Europa, speriamo.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 411

A Roma da un po’ non si può più morire. Non che abbiano trovato un elisir per l’eterna giovinezza o il santo Grall è che c’è l’AMA, e c’è qualche decennio di cattiva amministrazione per cui siamo passati dal racket delle sepolture al niente sepolture. Se non ricordo male c’è una scena nel Borghese piccolo, piccolo di Monicelli in cui Alberto Sordi visita un immenso deposito di bare in cui anche il figlio, ucciso tragicamente in una rapina, aspetta per mesi una degna sepoltura insieme ad altre centinaia di defunti.
Ora sta succedendo di nuovo, però non in un film, e l’Ama dice che è colpa del covid nostro, che forse non avrà facilitato la situazione, ma non è il principale responsabile di una crisi che gli preesiste. Anzi il richiamarlo suona come un alibi che se possibile rende la cosa ancora più sgradevole. A Roma si parla molto di questa cosa sia dopo la recente denuncia di un parlamentare, che poverino ha perso il figlio di 24 anni e non riesce a seppellirlo, sia perché qualche settimana fa un uomo che non riusciva a dare sepoltura alla mamma ha fatto tappezzare Roma con dei manifesti in cui aveva scritto “Scusa mamma se non riesco ancora a seppellirti”.
Nel frattempo nei palazzi di Roma si è consumata al disfida dell’oretta. Nel governo pare ci sia stato uno scontro duro voluto da Salviani e dalle nostre care Regioni per posticipare il rientro o coprifuoco che dir si voglia, e altro tema di scontro è la percentuale di presenza nelle scuole superiori che le regioni vogliono più basse, al grido di più mojto e meno scuola Salvini guida la protesta.
I miei amori dopo scuola sono andati ai giardinetti del Quirinale come li chiamano loro, che niente hanno a che vedere con i giardini del Presidente ma sono, diciamo così limitrofi. Martina mi ha andato le foto di lor che si arrampicano sugli alberi. Sembravano proprio contenti. Questa sera pasta e lenticchie la massaia che è in me mi richiama all’ordina devo uscire andare a casa e preparare.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 410

Oggi avrei voluto far vedere a Giuliano l’occhio o meglio l’oculus del Pantheon. Quando siamo passati in piazza della Rotonda non era mezzogiorno ma le otto e abbiamo trovato la piazza ancora tutta occupata dai lavori, però per quei pochi minuti che abbiamo costeggiato il tempio di tutti gli dei mi sono illuso di potergli far vedere qualcosa, magari non la luce che inonda l’ingresso all’arrivo dell’Imperatore ma almeno la luce che arriva i giorno dei natali di Roma. Perché sono MMDCCLXXIV Ab Urbe Condita, gli farò vedere questo video  che il Pantheon è ancora chiuso, se ne parlerà il 26.

Il mio amico della Nuvola mi parla della variante BV1 che a suo dire ci sterminerà tutti perché resistente a tutti gli anticorpi, vaccini compresi, per ora l’hanno trovata in Texas. Le notizie girano veloci e non sono sempre verificabili e verificate ma tant’è.
Noi ci siamo più o meno abituati, perché siamo animali adattabili, eppure nel mondo e il covid nostro continua mietere vittime, in India e in Brasile la situazione e più che fuori controllo. Qui da noi c’è preoccupazione per varie ragioni la principale è che è dovuto arrivare un alpino a spiegarci che dovevano vaccinare prima i più fragili, gli anziani e non gli amici degli amici.

Il Lazio torna sopra i mille nuovi contagi al dì e Roma conta i suoi 453. Invece 52 le persone che sono morte nella nostra regione.
La grande riapertura in presenza delle scuole superiori sembra come al solito rimandata, perché come sapete c’è il problema del trasporto pubblico. Solo il 60% nelle zone arancioni e gialle.

«Papà perché il salmone vuole bibere?». «Amore mio perché tutti vogliamo vivere.» Osservo Ettore mentre ripete soddisfatto la mia risposta e capisco che non ho detto una sciocchezza. «Però Ettore noi siamo predatori e lo mangiamo.» Gli dice il miglior fratello delle città!
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 409

J&J è un po’ come AZ. L’Agenzia europea del farmaco (EMA) riconosce possibili legami di causa-effetto tra il vaccino di Johnson & Johnson e gli eventi “molto rari” di trombosi cerebrale che si sono verificati negli Usa. Così in una nota dell’Agenzia Ue nella quale si precisa però che i benefici superano i rischi. Più o meno quanto già detto qualche settimana fa de AstraZeneca. Quindi si può fare!
Qui continua invece a fare un freddo fuori stagione che non aiuta né l’umore né la lotta al covid nostro. Stare all’aperto non è una cosa molto praticabile anche tenere le finestre aperte non è facile. Tanto più che hanno spento i riscaldamenti. A casa mia, dove non abbiamo l’autonomo, fa un freddo tale che non vale la pana di conservare alcunché in frigorifero, meglio la nostra camera da letto. Piove quasi tutti i giorni sembra di vivere in Irlanda ai tempi della carestia delle patate!
La mattina les deux escono intirizziti e tremanti dalle loro coperte. Sono così belli al mattino. Ettore oggi gridava che si voleva tenere il pigiama e le pantofole. Ha montato un caso piuttosto divertente ma alla fine si è rassegnato e ha lasciato che la mamma lo vestisse.
Ora è uscito un po’ di sole. Tra un po’ andrò a riprendere Giuliano a scacchi. Oggi ho lavorato un pochino: altra super riunione online. Eravamo una quarantina, un incontro con esperti e giuristi sulle opportunità che hanno fino a luglio i camionisti, o comunque i proprietari di camion per rivalersi sul cartello dei produttori che si misero d’accordo sul prezzo di listino dei mezzi per tenerne il valore alto. Un brutto scherzo che però venne condannato dalla Commissione europea e che da qualche anno consente ai consumatori di rivalersi sulle case produttrici anche in paesi diversi al proprio. Quindi ci siamo trovati a parlare di questo con olandesi e tedeschi, è stato interessante.
Mentre proseguono i bracci di ferro tra Salvini e i rigoristi sull’orario del coprifuoco, il nostro vuole il rientro un’ora dopo, trattative che un tempo facevano gli adolescenti, e le riaperture del 26 aprile vi segnalo questo divertente episodio tratto da alcuni giornali locali.
La storia breve storia della di Palazzo Chigi.
Narrano le cronache che nella notte sia stata fermata una ragazza senza autocertificazione che di fronte alle contestazioni dei poliziotti abbia protestato la sua immunità in quanto stagista a Palazzo Chigi e nipote di un pezzo grosso. Sembra abbia detto loro che cascavano male e che per competenze e ruolo era un loro superiore. Quindi non si fossero azzardati a farle multe… ed altre amenità che vi risparmio. Non le è andata bene: pare l’abbiano denunciata anche per minacce a pubblico ufficiale. Non so quanto ci sia di vero ma sembra una storia esemplare di quelle da raccontare ai propri figli nelle sere fredde di primavera inoltrata. Perché l’idea di essere impunibili ed immuni a tutto ha a che fare con l’età, con il ceto (reale o presunto) ma anche molto con l’educazione!

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 408

La sofferenza del mondo non è fatta solo di numeri, anche se sono certo che se non esiste presto verrà forgiato da qualche oscura manufactory un algoritmo della sofferenza. Ci sono posti, orari e tempi in cui la si vede di più. Quella provocata direttamente o indirettamente dal covid nostro è notevole ma il mondo, anche se noi gli abbiamo chiesto di farlo, non si è fermato. Poi però arriva tuo figlio grande che ti dice che il piccolo gli ha spiegato come è fatta l’aragosta alla termidoro, piatto preferito di Batman Lego.
«Con tante salsicce e un pezzo di salame rosso e un pezzo bianco. È bellissima quell’aragosta!». E allora pensi che comunque alla fine un sorriso te lo puoi fare anche se ti rendi conto che ogni giorno che passa il tuo figlio minore vive un po’ di più a Gotham City.
Oggi les deux hanno avuto un piccolo incidente di gioco ed Ettore ha perso un po’ di sangue dal labbro inferiore. Giuliano è stato molto rimproverato e dopo un po’ Ettore lo ha raggiunto e gli ha detto «Sono molto preoccupato per te!» L’altro di rimando «Perché?» perché sei il miglior fratello della citta!» Credo che fosse il suo modo per perdonarlo e per portarlo con se a Gotham City.
Intanto la riapertura delle scuole superiori, dal 26 generalizzata, fa tornare in auge il problema del trasporto pubblico locale, che voi non ci crederete, non è stato ancora risolto.
L’uomo del mojto invece non sta più nella pelle per l’ebrezza, appena mitigata dal rinvio a giudizio, dovuta alle riaperture ottenute, va detto anche grazie alle pressioni della sua delegazione ministeriale. Non pago delle cene e delle attività all’aperto chiede anche l’abolizione del coprifuoco e la sinistra come un sol uomo risponde no! Il coprifuoco non si tocca! In che strano mondo viviamo grazie al covid nostro.
Che un cosino così piccolo sia riuscito a far apparire sensata e auspicabile una cosa come il coprifuoco in tempo di pace è una roba che non finirà mai di stupirmi. La tragedia è che probabilmente lo è sensata, ma resta orribile e no non ce la farò mai a compiacermi di questa cosa.
Altro argomento del quale non possiamo più tacere è quello del pass che consentirà maggiori libertà a chi lo otterrà. Per ora l’ipotesi che va per la maggiore è che lo si possa ottenere con la vaccinazione, un tampone nelle ultime 48 ore oppure per aver avuto il covid nei sei mesi precedenti.
Vedremo… domani ennesima cabina di regia con regioni.
Di buono ci sono i dati della Gran Bretagna arrivata a 10 milioni di richiami, per lo più AZ, e solo 4 morti oggi. I nostri sono questi : 10,6 milioni i cittadini che hanno ricevuto almeno una dose, quasi il 18% della popolazione e oggi 316 vittime. In GB il 94% degli over 50 ha accettato il vaccino, mentre il Paese sta ora vaccinando i 40enni, quelli dell’età mia che Dio salvi la Regina!
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 53

«L’area del quadrato costruito sull’ipotenusa è uguale alla somma dei quadrati costruiti sui cateti.» Più o meno diceva così il teorema di Pitagora che ora anche Giuliano ha cominciato studiare a scuola. Il mondo sembra più semplice quando lo puoi codificare in formule e teoremi ma questi purtroppo non sempre sono applicabili alla nostra realtà. Ettore invece ha una geometria tutta sua fatta di alcune figure da lui predilette a scapito di altre per noi più comuni. Una delle sue preferite è quella che noi chiameremmo parabola che lui invece chiama arcobaleno. «Papà guadda la banana è un accobaleno giallo.»
A noi servirebbe proprio un arcobaleno simbolo della pace dopo la tempesta ma anche una parabola ascendente e discendente che chiuda una volta per tutte questa storia. Per ora non abbiano formule matematiche che ci garantiscano questo esito ma il Drago e con lui molti di noi, sono disposti a corre un rischio per consentire al Paese e a molte vite di ripartire. Le riaperture che faremo dalla settimana prossima (il 24 aprile è sabato) spaventano più di qualcuno, e abbiamo imparato in questi due anni quanto la paura sia importante nelle nostre dinamiche nel bene e nel male.

Ci vorrebbe un arcobaleno o un colpo di cannone

Con la mia famiglia picciola ieri ci siamo concessi una mini gita come non facevamo da tempo.
Siamo andati prima al Gianicolo a vedere e sentire il colpo del cannone e poi a Villa Sciarra dove abbiano improvvisato un pic-pic come lo chiama Ettore, il quale ha preteso dei supplì ormai per lui sineddoche del pic-nic.
Al Gianicolo luogo da cui si gode forse la più bella vista di Roma eravamo in tanti ad ammirare i soldati che caricavano e sparavano il colpo per salutare il mezzogiorno, quasi quel colpo potesse colpire il minuscolo covid nostro e cacciarlo per sempre, magari con una parabola ad arcobaleno come piacerebbe ad Ettore.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 405

Mentre le Farmacie di Roma abbelliscono le loro vetrine con le vetrofanie della Pfizer l’Assessore Alessio d’Amato lancia la campagna volontari AZ. Il questuante della nuvola non sta nella pelle e si appresta a piantonare quella che lui chiama la croce rossa della stazione termini, ha promesso una fiale anche per me, il che mi sembra complicato dato che i volontari verranno cercati prima tra i cinquantenni e io ancora non ho l’età. Però la cosa ha un suo perché, piuttosto che buttare le dosi che dovessero avanzare verranno somministrate ai cinquantenni che le vorranno. E le distribuiscono anche ai quarentenni io un pensiero ce lo farò.
Il grande gioco europeo invece sembra prevedere con sempre maggiore probabilità la fine degli acquisti dei vaccini con vettori virali quindi di: AstraZeneca, Sputnik V, Jhonson & Jhonson e, temo, anche il nostrano Reithera di Castel Romano.

I vaccini stanno uccidendo il virus ma alcuni sono caduti nella battaglia

Il motivo non mi è del tutto chiaro ma mi apre di aver capito che la paura generata intorno alla questione delle trombosi abbia avuto un ruolo.
È un po’ che non vi tedio con grafici ma oggi ho proprio voglia di farvi vedere quali sono i nefandi effetti dell’AZ sulla popolazione britannica.
Dal grafico di ( https://www.worldometers.info/ ) si vede come la mortalità, proprio grazie a AZ, sia praticamente stata cancellata.


Il Drago si presenta in conferenza stampa dopo una cabina di regia sulla pandemia e annuncia insieme a Speranza che dal 24 aprile cominceranno le riaperture. Il giallo rafforzato prevedrà, scuola e molte delle attività ora interdette consentite all’aperto. Dallo sport alla ristorazione alla cultura. I giornalisti gli hanno chiesto del DEF monstrum che prevede un debito pubblico in notevole crescita lui li ha rassicurati sia con la sua stessa presenza che parlando dei bassissimi tassi di interesse. Il Drago dice anche che non crede che si tornerà indietro questa volta, perché quando giungerà l’autunno lo aspetteremo con lo scudo dei vaccini. Oltre all’attività all’aperto cui il Drago dà molta importanza sottolinea anche l’idea di ritardare le seconde dosi.
Giuliano ed Ettore hanno cominciato le loro attività open air giocando con i loro compagni di scuola in un giardinetto vicino al Quirinale dove spesso si danno appuntamento. Ieri non hanno potuto perché la pioggia mandò a monte l’uscita e allora la mamma ha avuto un’idea geniale, raccogliere il desiderio giocoso di Giuliano e costruirlo con carta e cartoncino.
Li ho trovati che costruivano scudi colorati, con scatole di vecchi giochi e costruzioni. Belli foderati con il cartoncino, ho dato il mio contributo costruendo delle impugnature con stuzzicadenti ed elastici. Poi lì ha costruito degli archi.

Coronavirus – diario di crisi giorno 404

«Meno 28 giorni all’alba!» Così il mio amico questuante della Nuvola mi ha salutato oggi quando mi è apparso nel tardo pomeriggio. Erano tanti anni che non sentivo una frase del genere. La naja è stata abolita nel 2004, io l’ho fatta e non ne ho neanche un brutto ricordo. Allora, devo dire, che questa cosa della ‘stecca’ c’era; lì si segnavano i giorni che mancavano, appunto, all’alba e si lasciavano anche in eredità agli scaglioni successivi, insieme a tante altre cose.
Infatti poi, il questuante, mi ha chiesto quando sarebbe toccato a me. Non ne ho idea ma temo che dovrò ancora aspettare un po’.
Roma è ancora freddina ma stamattina quando, prestissimo, con Giuliano siamo usciti era bellissima. Mi sono spesso chiesto come sarebbe stata la nostra cattività se l’avessimo dovuta vivere in un altro posto. Perché Roma pur con tutti suoi casini, le sue pessime amministrazioni , resta la città più bella che abbia mai visto e un po’ ne ho viste. L’altro giorno in bici sotto la pioggia con Giuliano abbarbicato ho cominciato ad urlarle che non la riconoscevo più, così fredda e vuota ad aprile. Le ho chiesto dove fossero i turisti, il casino, i pellegrini, le ragazze mezze svestite. Alla fine con Giuliano, mentre attraversavamo piazza della Minerva e salutavamo
l’elefantino che sorregge l’obelisco, ed indica le sue rotonde terga con la proboscide, ci siamo detti che era bella lo stesso. Alla fine Roma vale sempre la pena.
I capi delle Regioni approvano documenti per regolare le aperture prossime venture, come dargli torto anche noi avremmo voglia di sederci per mangiare qualcosa in un ristorante magari al mare. All’aperto si potrebbe fare molto, anche suonare, guardare spettacoli, recitare. Il tempo però ancora non aiuta. La natura sembra prendersi gioco di noi prima ci manda un sole un po’ caldo che aiuta i ciliegi e i mandorli a fiorire e poi vento, temperature di nuovo rigide.
I contadini francesi e tedeschi che per salvare i loro alberi da frutto e le loro vigne li hanno dovuti ricoprire e scaldare con fuocherelli e candele ci rappresentano tutti in questo momento. Vorremo caldo e spazi aperti vivibili per mille ragioni diverse. Perché ormai lo sappiamo che d’estate va meglio e combinando le aperture con i vaccini potrebbe andare veramente molto ma molto meglio.
Tra 28 giorni sarà il 13 di maggio il tempo potrebbe essere veramente migliore.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 403

E’ iniziata la distribuzione alle Regioni di circa 1,5 milioni di dosi di vaccino Pfizer, arrivate presso gli aeroporti di Bergamo, Bologna, Brescia, Roma Ciampino, Milano Malpensa, Pisa e Venezia dice l’ufficio del Generale che non vuole andare dietro alla collina.

Oggi il mio amico questuante della Nuvola, non so se lo ricordate era quel signore che girava tutti i centri vaccinali di Roma nella speranza di avere una dose anche lui, è riuscito a prenotarsi. E arrivato il suo turno! L’ho aiutato ma giunti qui https://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it/main/booking/patient  il suo numero di identificazione tessera risultava scaduto. Ma noi non ci siamo persi d’animo e abbiano telefonato al numero 06164161841. Alla fine prenotò, riuscì. Era visibilmente soddisfatto. Dice che sarà a Termini con AZ. Mi saprà dire.

Giuliano si è classificato per le olimpiadi di matematica, che quest’anno si svolgeranno on-line, immagino i genitori pronti a suggerire e a far sbagliare i loro figliuoli.
Non sono di buon umore oggi per una serie di ragioni banali e non che non sto qui a spiegarvi. La vita non è sempre giusta e questo lo sappiamo tutti sin troppo bene, per mille motivi sin da piccoli. Però vedere questo miscuglio di stupidità e avidità tutto insieme mi ha stupito.

Intanto in Via dell’Arco della Fontanella è spuntato un murales che ritrae De Rossi con il pilum, la corazza, l’elmo e lo scudo da legionario mentre combatte contro il covid nostro. Vecchia gloria della Roma, ora impegnato con la nazionale, è stato dimesso dallo Spallanzani ma è ancora positivo. Prima Totti ora lui, però ce la fanno, alla fine ne escono. Speriamo che vada così anche per noi.
Il Murales è di Laika tecnica wheatpaste.
State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – diario di crisi giorno 402

Non mi è mai capitato così spesso come nell’ultimo periodo di dover chiedere il permesso per muovermi, per spostarmi da un luogo all’altro della mia città, del mio paese. Non parlo solo delle autocertificazioni, la lotta al covid, gli assembramenti.
Oggi è il secondo giorno che mi devo giustificare con i poliziotti per andare a prendere un panino, causa manifestazioni e cordoni di polizia. Pazienza anche Giuliano ed Ettore devono fare al gincana. Questo è uno degli eterni problemi di Roma, un sindaco non molto fortunato propose di chiedere una sorta di indennizzo per le manifestazioni.
Comunque bisogna avere pazienza e noi la abbiamo. Ora sta per iniziare un nuovo tormentone dopo quello di AZ ci sarà quello Jhonson & Jhonson (per noi familiarmente J&J). Anche le regioni ricominceranno a le loro capriole antigovernative appena il laccio dell’angoscia e della paura della pandemia si allenterà. Il drago ha avuto tra uso puoi meriti quello di mettere in evidenza, nel caso che be fosse stati bisogno, quelle che con un eufemismo ipocrita potremmo chiamare le contraddizioni delle Regioni.
Del resto nonostante la sentenza della corte costituzionale che avrebbe consentito al Fiero Conte di vincere qualunque sconto con gli enti locali il governo Giallo Rosso decise per una cogestione disordinata di cui paghiamo ancora le conseguenze. Per la scuola al sud devastata dai vari Omini di Burro, il covid free isole comprese, gli anziani trascurati in nome di altri più importanti portatori di interessi, l’ospedalizzazione come unica strategia di cura.
A parte il lockdown nel lockdown continua a far freddo e questo non aiuta.
Ettore è ogni tanto prende scatole piene di costruzioni colorate e le rovescia a terra, poi si mette pure lì a costruire a fare ad agganciare, ma come mi ha detto Giuliano quello che gli piace veramente e far cadere tutto a terra e ridere.
Siamo tutti stanchi i commercianti protestano e non hanno tutti i torti. Il mondo vorrebbe ripartire ma non sembra che ci siano ancora le condizioni per farlo. Certo però non ci sono abbastanza poliziotti per far rispettare le regole e le chiusure a tutti noi se non le accettiamo. La campagna vaccinale e il bel tempo potrebbero consentire di allentare un po’ la presa. Il sole tornerà, anche se in montagna ha ripreso a nevicare per la campagna vaccinale siamo un po’ in mano al Generale che non vuole andare dietro al collina ma anche alle infinite varianti del mercato e delle paure dell’opinione pubblica.
In tutto questo suonano le grancasse delle propagande delle nazioni oggi qui a Roma suona quella ex sovietica.
“La Regione Lazio e lo Spallanzani sottoscrivono questo accordo tecnico-scientifico – dice Francesco Vaia direttore dell’ istituto – che darà il via finalmente alle sperimentazioni con e su Sputnik”.
Lo prevede il memorandum tra l’Istituto Gamaleya di Mosca, lo Spallanzani e il Fondo sovrano russo d’investimento, firmato questa mattina. ll Gamaleya invierà presto le dosi e il materiale biologico.
Per oggi in visita gli scienziati russi che hanno sviluppato il vaccino anti-Covid Sputnik V
E’ di ieri invece la notizia che il vaccino cinese per ammissione delle stesse autorità di Pechino non è molto efficace.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 401

«È colpa tua? Posso dire che è colpa tua?» Questa mattina mentre guadagnavamo le ultime centinaia di metri prima dell’uscio della scuola, Giuliano mi chiedeva questo. Eravamo decisamente in ritardo e la cosa lo infastidisce molto, deve anche essere motivo di rimprovero da parte delle maestre, giustamente. Però a volte capita. «Certo amore mio dille pure che è colpa mia, tutta mia. Quindi tu dici alla maestra quando arrivi in ritardo che…» «Solo quando è colpa tua. E oggi io ero pronto..»
Per noi umani, soprattutto se cresciuti all’ombra de Cupolone questa cosa della colpa è molto importante sin da piccoli. Alla fine il punto non è mai l’errore o il peccato ma l’errante e il peccatore. Ché alla fine non vogliamo risolvere il problema ma stabilire solo che non è colpa nostra. Toglierci la vergogna di dosso, scaricare la responsabilità. Esercizio nel quale io non sono mai stato particolarmente bravo. Tendo a prendermi la responsabilità di tutto. Non se perché considero le mie spalle troppo grandi o troppo piccole.
Nella regione del Ministro della Salute il presidente della regione, Vito Bardi, ha annunciato che il vaccino sarebbe stato somministrato per tre giorni, senza prenotazioni, a coloro che avevano un’età compresa fra 60 e 79 anni. Questo ha prodotto nella piccola Basilicata assembramenti e un caos non del tutto imprevedibili.
Di chi è la colpa? Non lo so ma se non impariamo a organizzarci la cosa si ripeterà.
Nel frattempo un numero congruo di vaccini sta giungendo in Italia: 400mila di Moderna, 1,5 milioni Pfizer e 184.800 Johnson & Johnson 175.200 AstraZeneca.
Qui intorno in attesa della manifestazione ‘Io apro’ la polizia ha occupato e circondato tutte le strade tra il Senato, il Pantheon e la Camera. Speriamo non succedano cose sgradevoli, un funzionario di polizia ci scorta fino in ufficio perché nessuno può passare ma noi non sapremmo dove andare, siamo io e Martina ci siamo allontanati per un panino e ora vorremmo tornare. Alla fine risaliamo in ufficio, il viale in cui passiamo è molto presidiato quanto deserto, un signore scende da un taxi i cielo è cupo pioviccica.
Ci chiediamo come faremo a prendere les deux per la verità lo chiediamo anche al funzionario che ci scorta fino al portone, ci spiega che se sarà tutto chiuso vorrà dire che non è prudente passare quindi dovremo aspettare, ma non è detto potrebbe andare tutto bene, anzi se lo augura.
Quando è ora di andare a prendere les deux andiamo insieme, in giro c’è meno polizia e ancora meno gente, arriviamo tranquilli. Solo al ritorno quando siamo tutti e quattro incontriamo un gruppo di ragazzi, con i bomber mascherine abbassate, non credo fossero commercianti o ristoratori. Uno di loro si annuncia urlando libertà, le sue urla mi arrivano da dietro, lo urla in un modo per me inconsueto senza gioia come una minaccia. Le parole hanno mille significati e sfumature.
Dopo un po’ ne arrivano altri, alla fine sono una dozzina. Uno guarda verso un piccolo cordone d poliziotti che presidia uno dei vicoli che porta a Montecitorio e chiede agli altri non so quanto sul serio, se li volevano caricare, loro ai tre agenti. Sento la voce di una ragazza, romanissima che chiede «andò state? Noi semo qua. Come in via dei Prefetti?! Aoh ma siete storditi? Noi siamo qui pe’antrà a Piazza Montecitorio!»
Capisco che si sono persi e il mio cuore passa dall’allerta, alla tenerezza in un attimo. Sono ragazzi, forse ventenni forse neanche. Arrivato a casa leggo di Piazza San Silvestro e delle botte che inevitabilmente alla fine sono scappate. Molti di loro sono stati fermati dalle diverse città di provenienza, così almeno dicono.
E’ chiaro che non sono tutti uguali e che molti cercano di strumentalizzare o di cavalcare l’onda della protesta, sempre legittima e comprensibile, se fatta nei modi e nelle forme consentite. Chi vivrà vedrà segnalo che uno dei loro leader è un ristoratore e si chiama Mohamed Momi El Haw, non credo sia di Casa Pound, che comunque c’era ci prova si infila. La tigre è bella e molti provano a cavalcarla.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 52

Ettore mi ha portato una torta liquida spiegandomi che era il mio compleanno. Lo ha fatto con quella faccia entusiasta che spero il mondo riesca togliergli dal viso il più tardi possibile. Era bianca e verde e composta da tre strati, in effetti (come dice sempre più spesso lui) era una centrifuga per insalata. Però è stato bello lo stesso. Ho chiesto se potevo soffiare le candeline mi ha detto di no perché è liquida, fatta con il mais scoppiettante, il latte, la panna e il cioccolato. Per Ettore i compleanni sono i giorni più belli quindi è stato un regalo sentito da parte sua. Eppure non credo possa ricordare una vera e propria festa ha tre anni ed è più di un anno che sono praticamente proibite. Alla fine però forse è vero che i compleanni per i bambini sono importanti perché sono giorni tutti dedicati a loro, gonfiabili o no, maghi o no, feste o no.
A Roma le persone continuano a darsi troppe botte per i miei gusti. Ieri nuovo appuntamento al Pincio per scazzottata di rito. Lo schema è stato il solito appuntamento sui social e poi giù botte. So che è difficile da capire ma picchiarsi a un certa età è un modo per sentirsi vivi, tra i peggiori ma lo è.
Domani altre botte probabilmente, infatti il Movimento “IoApro” ha diffuso sui social la convocazione di una manifestazione autorizzata per commercianti, ristoratori, palestre ed altri costretti alla chiusura o comunque piegati dalla pandemia. Però la manifestazione non è autorizzata ci tine a farlo sapere la questura. Come si sa una smentita è una notizia data due volte, il che significa che ora anche io che forse non mi sarei neanche accorto della convocazione ne sono al corrente.
Intanto Ansa riferisce che il governo potrebbe decidere la prossima settimana di anticipare alcune riaperture prima della fine di aprile, dopo aver valutato la situazione epidemiologica.
Ricordate Arcuri il temporeggiatore? La Verità dà la notizia di un inchiesta in cui sarebbe indagato per peculato. Figliulo invece prosegue nel suoi slalom vaccinale che prevede continui cambiamenti di rotta a causa della carenza e della gestione non semplice di AZ. Ora potrebbero interrompere tutte le vaccinazioni non per età anche quelle agli insegnanti, il punto è che le persone muoiono e quelli che muoiono di covid sono di solito gli anziani.
Sabato con Giuliano abbiamo girato viale Marconi e dintorni alla ricerca di un giocattolaio ne abbiano trovato più di uno chiuso, non per divieti che non riguardano i giocattolai, ma per cessata attività. In particolare ce n’era uno molto grande che occupava un edificio e garage sottostante insieme a un Super mercato. Vendeva giochi e prodotti per la prima infanzia ci ho comprato quintali di pannolini e anche un passeggino. Ora è tutto chiuso anche il garage.
Dove spariscono le attività arriva una specie di nulla, fatto di erbacce , materassi, cicche e rifiuti accatastati in giganteschi cassoni. Quello che il Corriere ci ha annunciato come degrado è ogni giorno un po’ peggio e non è degrado è proprio il ritorno a un grado zero della civiltà, in cui si dorme su un materasso buttato per terra. La pandemia non ha aiutato ma era un processo cominciato già prima.
Alla fine con Giuliano abbiamo trovato lo skate che cercavamo, anche se più di qualcuno a cui abbiano chiesto informazioni, anche commercianti, ci ha consigliato di cercare su Internet
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 398

Ho lavorato, in caaaalllll e ho scribacchiato, mi sono perso un po’ di vita per questo. Il mondo continua a muoversi più o meno come al solito, mi dicono, nonostante il covid nostro. Molto si è discusso del rimprovero del Drago ai salta fila. La reprimenda a me è apparsa del tutto condivisibile. «Con che coscienza si salta la fila delle vaccinazioni?» Lui è anche quello che ha spiegato a tutti noi che le regioni, i magistrati e una serie di caste e castine si stavano organizzano sistematicamente per farlo, e ha anche posto un freno alla cosa. Però agli occhi dei più ha un imperdonabile limite è lui stesso espressione di un gruppo di privilegiati cui tutto è permesso che a noi invece nega tutto. Più o meno detto in altri termini anche molto meno gentili è quanto ho letto sui social in risposta al rimprovero del Drago. «Con che faccia? Con la stessa faccia … che ti ritrovi tu che ci ha fatto, questo, questo e questo. E che hai questo.»
Hanno torto perché lui ha fatto e detto cose per limitare questa vergogna molto italiana, la vergogna un po’ flainaesca del tengo famiglia. Come è noto Ennio Flaiano diceva che sul tricolore andrebbe aggiunta la scritta “Tengo famiglia”. Purtroppo temo che siano caratteri che non solo appartengono al nostro patrimonio nazionale ma anche al nostro corredo genetico.
Con Giuliano abbiamo cercato un orologetto con un po’ di tecnologia colorata ma abbiamo scoperto con grande scorno che quelli nel negozio erano tutti smartwatch da collegare agli smartphone. Domani cercheremo da qualche altra parte. Mi pare presto per comprargli un telefonino.
Il Generale Figliulo dice che riuscirà ad arrivare comunque a 500 mila vaccinazioni al dì nonostante la rimodulazione del piano per via dell’AZ che lo devono fare solo gli anziani. Lo spero, il nostro magnifico paese è tornato ad avere il primato delle dei morti per covid e questo purtroppo perché non abbiamo vaccinato le persone più anziane ma le persone più importanti. 18.938 nuovi contagi, 718 vittime oggi. Un tasso di mortalità spaventoso. Draghi ha ragione ma non basta. Sta a lui ora cercare di proteggere i più anziani, non è sufficiente che ci rimproveri, ci aiuti, ci salvi.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 397

Oggi Giuliano andava di nuovo ‘appasseggio’ come dice lui. Con la scuola iniziavano di nuovo i progetti fuori dalle mura dell’edificio, la scuola diffusa. L’ho accompagnato a Campo dei Fiori, un freddo mostruoso. Non aiuta nella ormai pluriennale lotta contro il covid nostro. Siamo arrivati un po’ presto e per ripararci dal freddo, legata la bici, ci siamo infilati dentro il Farnese custodito da un signore canuto e gentile che all’arrivo degli altri bambini si è messo a distribuire gel disinfettante. Giuliano ha provato ad allontanarmi, mi ha proprio chiesto se andavo via non voleva che fossi lì all’arrivo dei suoi compagni. Sapevo che sarebbe successo ma non credevo così presto, comunque gli ho dovuto spiegare che non potevo andar via fino all’arrivo delle maestre. Stava lì che mi guardava con un po’ di disappunto.

«Non è stato affatto divertente» come direbbe Ettore. Usa alcune espressioni che non so dove peschi probabilmente in quell’universo sconfinato di linguaggi che è la TV per un bambino di tre anni.
L’Ema come dicevamo ieri ha ribadito che AZ si può fare e che i benefici superano di gran lunga i possibili rischi eppure le italiche e le barbariche genti, insomma tutti noi europei chi in un modo chi un altro abbiamo ristretto il campo del possibile utilizzo, noi sembra agli over 60, quindi io niente. Ma se volessi? Se fossi disposto ad assumermi il rischio, per il bene mio e della collettività? Vedremo.

La se volessi fare AstraZeneca, potrei?

Lo ricordate il salvatore del veneto? Crisanti quello del tracciamento totale che a un certo punto dichiarò che se non avesse saputo qualcosa in più dei vaccini non li avrebbe fatti? Beh ora dice che AZ è più che sicuro e che in realtà il problema è che costa troppo poco rispetto agli altri e che per questo disturba il mercato.
Ora però chi glielo spiega alla nonna o alla zia che non c’è problema che loro lo possono fare ma i giovani no. In questo mio bellissimo Paese in cui i capi non sono per cultura e attitudini molto distanti dal conte Zio di Don Rodrigo, vuoi che si prendano una responsabilità gratuita? «A voler trovarne il fondo. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire.» Diceva il conte Zio che poi però morì di peste. «È ancora il caso d’un buon principiis obsta. Allontanare il fuoco dalla paglia.»
Non ci resta che sperare nel Drago che questa sera parlerà.

Intanto qui, nel Lazio, da domani sera possono prenotarsi anche i 62- 63enni. Vi lascio qui il link, ve lo foste perso…
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 396

«Io non vojo cadere. Neanche Joker vuole cadere. Nessuno vuole cadere. Solo Kungam vuole cadere.» Così il mio piccolo Ettore abbarbicato sulla sua enorme poltrona di barbiere mentre Carmelo gli fa un caschetto un po’ hipster. Astra Zeneca è ancora con noi. La commissione, della commissione dell’Ema continua a riunirsi per dire che sì potrebbe esserci qualche lontana possibilità che ci sia una relazione tra le rarissime trombosi e AZ ma anche no. La verità è che noi come Italia abbiamo molto investito sul più economico e meno affidabile, per quel che riguarda le consegne, dei vaccini e senza ci troveremmo in discreta difficoltà. Abbiamo cominciato intervistando a reti unificate un signore di Pomezia che ci raccontava di parlare con Speranza quando ancora il vaccino non c’era. Senza sarebbe piuttosto complicato. Io lo farei volentieri anche tra trenta minuti, ma temo di dover aspettare ancora a lungo.

Chiunque soffi sul fuoco molti sono stati messi in ginocchio dalla pandemia

La crisi sociale invece come dicevano i vecchi tromboni di un tempo che fu morde, che poi non ho mai capito che cosa mordesse. La disoccupazione sale ma non sappiamo bene quanto perché l’Istat ha pensato bene di cambiare il metodo di calcolo. I ristoratori, i baristi sono in grande difficoltà. Alcuni hanno manifestato in modo non civile ieri ma i problemi che denunciano non sono per questo meno reali.
Qualcuno vorrebbe soffiare sul fuoco, certo. L’uomo del Mojto non può più perché prigioniero delle spire del Drago. Anche oggi 13.708 positivi e 627 vittime, tante troppe. Questo vuol dire che abbiano vaccinato pochi anziani.
A Roma è tornato il freddo nessuno di noi vuole cadere neanche Joker, che protesta e soffia sul fuoco, però a volte abbiamo qualche vertigine.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 395

Oggi sono tornato in ufficio dopo i bagordi, pur se casalinghi, pasquali. Alle 9.30 moderavo un’assemblea in rete, attività che mi dà sempre una discreta soddisfazione. Spero che questa roba resterà anche dopo la pandemia. Il costo di un convegno di un certo livello con molti ospiti, anche importanti, e un pubblico numeroso si è quasi azzerato.
Un tempo sta roba la vedevamo solo su Star Trek e Star Wars ora è la nostra normalità.
Mi rendo conto che il settore della convegnistica e quello alberghiero magari non ne siano felici però sono fiducioso che le due cose coesisteranno felicemente quando come direbbe il Fiero Conte torneremo ad abbracciarci. Un po’ come il delivery che c’era prima e ci sarà anche dopo la pandemia. Oggi si parlava anche di questo e a me è venuta in mente la scena cinematografica di delivery che amo di più che però fino a pochi mesi fa mai mi sarei sognato di chiamare così. Totò che mangia gli spaghetti a con le mani in Miseria e Nobiltà. Mai pranzo a domicilio fu più gradito e celebrato nella storia del teatro e del cinema italiano.
Le pietanze vengono portate da un ristorante alla famiglia di Felice Sciosciammocca su ordine di Luigino Semmolone innamorato di Pupella. Totò che non solo mangia di nascosto con le mani ma si mette un po’ di spaghetti in tasca è secondo me la migliore pubblicità che il moderno delivery possa chiedere. Comunque oggi era anche il Carbonara Day, giustamente celebrato a casa mia da Martina, Giuliano ed Ettore e i miei suoceri.
Io mi purifico un po’ perché sono in ufficio un po’ perché ne avrei veramente bisogno.
I vaccini Astra Zeneca continuano a dare il loro da fare a commissioni di vario tipo e genere. Domani dovremmo avere dei sottogruppi cui è sconsigliata la somministrazione di quello che ora si chiama Vaxzevria. Nel frattempo ristoratori minacciano e forme di disobbedienza civile e protestano davanti alla camera anche in modo non proprio ordinato.
Poi ci sono le cose che sono rimaste uguali come imparare ad andare sui pattini, offendersi o fare l’amore.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi Pasquetta

Abbiamo deciso di sfidare ogni divieto perché alla fine la libertà se non te la prendi non te la da nessuno! Perché siamo stufi di questo regime di polizia sanitaria, di questa inutile farsa dei vaccini e delle mascherine. Basta! Ci siamo fatti coraggio e in spregio alle regole imposteci arbitrariamente dalle BIG Pharma, dagli immunologi da strapazzo, da tutti i CTS popolati dai peggiori attori delle peggiori produzioni cinematografiche d’Italia, da politici senza competenze e da competenti privi di senso politico, da presidenti di Regione senza ragioni e da ragioni senza presidenti, abbiamo organizzato uno dei più pantagruelici pic-nic che le pasquette di tutti i tempi possano ricordare, un vero assembramento luculliano di cui le cronache parleranno per anni. Che tutti gli arancini di riso, i tramezzini, le fette di pastiera, le pizzette, le insalate di pasta, le grigliate e le salsicce, i calici di vino e i boccali di birra presenti e futuri testimonino della libertà che andavamo cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta. Come disse Virgilio di Dante a Catone.

Ci autodenunciamo in un Satyagraha inverso alle autorità incompetenti perché sappiano della nostra disobbedienza. Oggi lunedì dell’Angelo 5 aprile 2021 io Lorenzo con mia moglie Martina e i miei figli Giuliano Onofrio ed Ettore ci siamo recati tra la peonia e il peperoncino di cayenna e steso un telo a terra abbiamo consumato il nostro fiero pasto memori del Fiero Conte. Senza mascherine e senza rispettare alcun distanziamento tra la cucina e il salotto nel nostro balcone casalingo. E gli arancini erano anche della miglior qualità preparati da me medesimo all’impronta.

Detto questo è la seconda Pasqua così e nel bene e nel male tutti speriamo che sia l’ultima. Le vaccinazioni anche se non a un ritmo forsennato, proseguono. Un mio amico vaccinando mi segnala con un orgoglio tutto laziale, in ogni senso, il portale della Regione che «ti consente di scegliere luogo, tempo e tipo di vaccino, senza intoppi o disfunzioni. Mai visto un portale della PA così ben funzionante. Ora sono prenotato.» Non sapevo fosse così flessibile comunque fermo restando che per ora si possono prenotare i più grandi tra noi, come è giusto che sia, quindi fino ai 64enni inclusi vi lascio QUI IL LINK.  

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 392

«Secondo me lui è la cosa più simile ad Olivender che c’è a Roma.» Effettivamente Giuliano ha più di qualche ragione. La scelta di una bicicletta per un bambino ha qualcosa di magico e indelebile come la scelta della bacchetta per i maghetti di Harry Potter. Poi Simone, che un tempo era un simpatico signore non molto affaccendato, da quando è arrivata la pandemia non sa a chi dare i resti, letteralmente manda via le persone e prende appuntamenti anche per la settimana dopo. «No guardi qui il sabato è un delirio, lei non immagina, non me po’ porta’ la bicicletta ad aggiusta’. Famo martedì prossimo.»
Noi abbiamo comprato lì in quel box un po’ palafitta e un po’ baracca di Bombay (non Mumbai proprio Bombay) tutte le nostre biciclette. Credo che i biciclettai di Porta Portese non vivessero un periodo così felice dai tempi di Vittorio De Sica. Dopo aver fatto un paio di proposte a Giuliano, mentre incassava e teneva a bada un altro paio di clienti, Simone è sparito nel sottotetto del suo box che ha raggiunto con una scala pioli. Agli occhi di Ettore e Giuliano quella scomparsa conferiva al nostri Olivander un’aurea ancora più magica. Il piccolo ogni tanto faceva cadere una, poi due poi tre biciclettine, già in un equilibrio precario nella salitona di sanpietrini ai bordi della quale ci sono tutti i box, Simone ne ha due. Allora per farlo star buono mi sono ricordato dell’omino di burro e gli ho detto che se non stava buono Simone lo avrebbe trasformato in una bicicletta. Ho visto negli occhi des les deux quel brilluccichio che ha la fantasia dei bambini accendersi per un attimo e ho capito che stavo spendendo bene i miei soldi. La bicicletta discesa con il nostro Olivander insieme ai suoi pantaloni di fustagno ha conquistato subito Giuliano ed ora riposa nel nostro terrazzo vegliata e quasi venerata dai miei due figlioli.
A proposito di Figliuoli, il generale diceva la verità e oggi sono arrivati i vaccini che aveva detto sarebbero atterrati a Pratica di Mare. 1,3 milioni di AZ. Le vaccinazioni potranno proseguire serenamente per tutto il periodo pasquale poi vedremo.
A parte la Pasqua Rossa: Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Valle d’Aosta e Campania dovranno ancora aspettare il monitoraggio della prossima settimana prima di poter sperare nell’eventuale uscita dalla zona rossa. Veneto, Marche e la provincia di Trento sono invece state promosse in arancione, con l’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, che entrerà in vigore da martedì prossimo. Sempre arancioni restano: Lazio, Abruzzo, Liguria, Basilicata, Sicilia, Molise, Sardegna, Umbria e la provincia autonoma di Bolzano.
Comunque l’Rt nazionale scende a 0,98 e anche Brusaferro dice che la curva comincia scendere e i miei occhiali sono arrivati.
State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – diario di crisi giorno 391

Ho riletto Topolino, sono riuscito a rileggere il settimanale che tanta compagnia mi fece da bambino. La mia presbiopia sopraggiunta mi ha allontanato da un po’ dai fumetti, che ho scoperto per un presbite di più difficile lettura di un libro. Ieri però Giuliano mi ha accompagnato dall’ottico che mi ha fatto la classica visita propedeutica all’acquisto degli occhiali, che per me non possono essere solo da presbite ma devono correggere anche il mio astigmatismo, per altro non con la stessa gradazione in tutti e due gli occhi.
Dopo aver letto tutte le lettere lontane e vicine che l’ottico mi proponeva ho chiesto a Giuliano in prestito il suo Topolino e GULP e YUK riuscivo a leggere tutte le sciocchezze di Pippo e le arguzie di Topolino. E’ stato bello anche se è durato poco. Il simpatico e bravo ottico che mi ha servito mi garantisce che i miei occhiali saranno pronti entro sabato, speriamo.
Ettore discute con la Mamma perché vuole mangiare le pannocchie ‘clude’, subito. È una bella giornata di primavera anche oggi. La notizia che preoccupa i più e i meno è che i vaccini stiano per finire. Dopo Zaia anche Zinga fa sapere che è pronto a sospendere le vaccinazioni per mancanza di dosi. A dire il vero sembra che un certo margine ci sia ancora nel Lazio per la precisione, mentre scrivo, ci sono 1.055.270 di dosi fatte contro 1.249.350 di dosi consegnate, quindi circa 200.000 dose a disposizione. Mi direte che bisogna conservare un po’ per i richiami, sarà, però in 200 mila sono 200 mila.
La dialettica governo regioni è una delle cose che abbiamo imparato ad apprezzare in questi mesi. Figliuolo, il Generale che non si rassegna a stare dietro la collina ma gira tutte le regioni d’Italia, oggi era in Sardegna, (241.855 dosi fatte contro 311.270 consegnate) garantisce l’arrivo di un altro milione e trecentomila AstraZeneca entro domani.
La miopia ti consente di vedere bene da vicino ma male da lontano ed è spesso usata come metafora del principale difetto della politica italiana da alcuni o addirittura come il peggior difetto in assoluto delle democrazie liberali, o comunque dei regimi che devono rispondere del consenso con elezioni e confrontarsi cin un’opinione pubblica libera.
La presbiopia invece ti impedisce di vedere bene da vicino, di capire proprio quello che ti sta succedendo intorno in quel momento e forse è il principale difetto che alcuni vogliono attribuire alle burocrazie europee (intendendo semplicemente l’UE) lontane dai bisogni quotidiani e perse nei loro quadri strategici, programmi operatici, quadri finanziari pluriennali, settennali o quadriennali.
La pandemia ha messo degli strani occhiali a tutti ed è difficile capire quanto sia rimasto di miopia o presbiopia nei nostri sistemi che comunque sono riusciti a produrre vaccini in tempi che non immaginavamo possibili, e hanno deciso di fermarsi per non farci morire. Noi, più o meno giustamente ci siamo anche piuttosto arrabbiati, perché abbiamo perso quasi tutte le nostre libertà. Questo lo ricorderemo tra qualche anno come il più grande sforzo collettivo che l’umanità abbia mai fatto pur nelle sue non finite divisioni.
Comincio già a pregustare il pranzo di Pasqua, le uova di cioccolata, le colombe e le pastiere, vivo questo momento con piacere ma anche con una certa preoccupazione, quanti kili prenderò questa volta? Il grafico del mio peso dall’inizio della pandemia è volato tragicamente verso l’alto.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 390

Quando con Giuliano torniamo a casa troviamo Ettore che dorme sul suo passeggino all’ingresso.

La scuola stanca, però domani potrà stare a casa è già finita. Giuliano mi spiega che tra i compiti ha la visione di un video sui pronomi. Beh, la maestra umanistica si deve essere impratichita dei  nuovi mezzi. Questo potrebbe essere una spetto non spiacevole della Dad che fu.

Il Drago sta per varare il suo decreto di Pasqua che dal testo anticipato dal Corriere sembra aver due importanti novità: primo l’omino di burro non potrà più chiudere la scuola autonomamente, i Presidenti di Regione non potranno più scaricare le loro ansie sulla scuola, chiusure e aperture saranno decise dal Governo centrale, che almeno fino alla prima media le terrà sempre aperte anche in zona rossa. Seconda cosa le riaperture regionali saranno condizionate al livello di vaccinazione degli anziani. Un meccanismo diabolico quanto virtuoso nell’Italia delle Pegioni che vaccinano prima gli amici, gli avvocati e i magistrati e poi gli altri.

Sabato si dovrebbe vaccinare il padre di mia moglie Martina. Ricomincia la danza di AstraZeneca, la Germania ne ha sospeso la somministrazione per gli per gli under 60.

Noi faremo la nostra Pasqua Rossa e poi dal 7 al 30 aprile resteremo o gialli o arancioni.

Giuliano oggi era particolarmente felice del suo deposito di Zio Paperone che ha completato comprando dei Topolini a peso d’oro.

Roma è sempre più primaverile e profumata. Per i pochissimi lettori tra i miei pochi che mi leggono da fuori Roma, quando sarà e potremo di nuovo spostarci venite a vedere quanto è bella Roma a primavera, è un’esperienza che vi consiglio. A tal proposito pare che dopo le proteste degli albergatori e operatori italiani sarà piuttosto complicato anche andare all’estero a Pasqua non sono spostarsi tar regioni: doppio tampone e quarantena di cinque giorni per chi tornerà dall’estero.

State bene e adelante con Juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 389

Questa mattina Marinoni Franco un mio amico di Facebook, (e di Rovetta) con cui ho stretto di più amicizia da quando i legami sul web hanno assunto un ruolo maggiore nella nostra vita a causa del covid nostro, mi ha scritto tutto contento «Il DRAGO è vaccinato». Effettivamente è una notizia di cui rallegrarsi si è fatto inoculare l’AZ alla Stazione Termini insieme alla moglie Serenella come previsto dal calendario vaccinale di Zingaretti.
Speriamo che il fatto che hanno avuto l’AstraZeneca serva a rassicurare qualcuno ancora dubbioso.
La signora veramente si chiamerebbe Maria Serenella Cappello, ma a me piace di più Serenella. Mentre scrivo sento Giuliano che parla con il Maestro Michele Blonna che gli sta dando l’ultima lezione on-line. Devono dare uno scacco matto in due mosse, li sento che parlano in scacchese stretto, è ormai almeno un anno che non sono più al suo livello però ogni tanto riesco ancora a batterlo. Il suo ritorno a scuola, che pare sia andato bene, però non gli avrebbe consentito di seguire questa lezione da casa quindi ho pensato di farlo stare in ufficio con me dopo l’uscita.
Sento anche voci di bambine la Regina degli scacchi ha fatto del bene a questo gioco.
Anche il mio ritorno è andato abbastanza bene ho sbrigato un po’ di cose. Bisogna lavorare uscire, vedere posti dopo un po’ a casa ci si intristisce. Ettore di noi forse era il più entusiasta. Già ieri sera pregustava il momento chiedendo ora all’uno ora all’altro di accompagnarlo.
È una bella giornata i ciliegi sono sempre più in fiore i oggi mi è capitato di passare nel quartiere più spassoso di Roma. In Prati riescono a produrre ingorghi a croce uncinata anche in pieno lockdown. C’era una tale concentrazione di automobili che Roma mi sembrava tornata quella di un tempo: rumorosa, colorata, puzzolente e meravigliosa, in fondo la più occidentale delle capitali del medio oriente.
E’ bastato però superare con la mia bici Piazza del Risorgimento per ritrovare la Roma della pandemia con poche macchine e poche persone.
Antonello Venditti si è vaccinato anche lui con AZ da lui definito il vaccino proletario, ha dovuto pagare il suo piccolo prezzo sui social dove più di qualcuno ha trovato necessario insultarlo. Che mondo strano il nostro pieno di persone pronte ad imbrogliare per saltare la fila e di altre che invece non vogliono farla e non vogliono anzi che la fila si formi proprio.
Comincerebbero ad emergere i dati truccati dalle Regioni per restare nelle zone prescelte. Per ora si sa della Sicilia che avrebbe pettinato i dati come meglio poteva per evitare la zona rossa. Il timore è che la vicenda possa portare acqua al mulino degli scettici e di coloro che in generale mettono in discussione dati, analisi, numeri e che si possa giungere alla conclusione che tutto è falso e falsificato e allora facciamo come ci pare.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 388

I vaccini funzionano piuttosto bene e sembra che sua maestà la Regina d’Inghilterra abbia visto e superato anche questo. Oggi non si segnalano casi nel suo regno. Noi trepidiamo nell’attesa del J&J, autorizzato da EMA è un vaccino monodose che si conserva in normali frigoriferi, ce la farà anche la nostra logistica.
Domani si torna a scuola per due giorni, lo so che molti diranno che non ne vale pane, alcuni sindaci hanno sconsigliato i loro concittadini dal riportare i figli a scuola, per esempio quello di Frosinone. Noi però ne siamo felici, i miei bambini ne hanno bisogno e un po’ anche io. Ho bisogno di riprendermi dello spazio fisico e mentale.
Oggi preparato tacchino con le mollichine, pasta con la ricotta del caciaro e carote in padella. Loro sono stati bravi hanno mangiato tutto anche la mela, che un po’ di frutta serve ed è buona.
La maestra chiedeva a Giuliano e ai compagni se erano contenti di tornare, lui ci ha tenuto a dirle di sì anche urlando un po’.
Tra le tante notizia che un giorno voglio che i miei figli rileggano quando saranno grandi c’è n’è una particolarmente significativa. Voglio che sappiano che le persone che nel loro paese amministravano la giustizia che più di tutti in teoria avrebbero dovuto avere un innato senso, appunto della giustizia, hanno chiesto di essere vaccinati prima degli altri. Lo hanno fatto molte altre categorie ma loro mi colpiscono in modo particolare. In Toscana: Avvocati, magistrati e cancellieri di tribunale indipendentemente dall’età sono stati considerati “servizio essenziale per il paese” quindi si sono fatti vaccinare insieme e prima di molti ultraottantenni
Il Drago ce l’aveva anche con loro quando in Senato disse «Alcune Regioni seguono le indicazioni del ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale.»
Effettivamente qualche forza contrattuale l’ANM la ha e oggi ribadiva:
Il nuovo Piano strategico vaccinale, modificando le Linee Guida approvate dal Parlamento nel dicembre 2020, non prevede più, tra i gruppi target di popolazione cui offrire il vaccino in via prioritaria, i lavoratori del comparto giustizia. Il Governo considera, dunque, il servizio giustizia con carattere di minore priorità rispetto ad altri servizi essenziali già sottoposti a vaccinazione, tanto da non ritenere doveroso rafforzare le condizioni […]Tale decisione, oltre a destare disagio e sconcerto per la totale sottovalutazione dell’essenziale ed improcrastinabile servizio giustizia. […]Questo imporrà fin da subito il sensibile rallentamento di tutte le attività giudiziarie che devono essere necessariamente svolte in presenza, donde l’inevitabile allungamento dei tempi di definizione dei processi.” Qui il link al comunicato completa dell’ANM. Figli miei quando eravate bambini l’associazione nazionale magistrati la pensava così.
Il Fiero Conte, per non sapere né leggere né scrivere, essendo anche lui un avvocato e avendo il rispetto reverenziale, che il suo ambente politico e culturale, ha per la magistratura li aveva inclusi tra le categorie a rischio. Il Drago no, dice che vengono prima gli anziani. Che tipo questo Drago, un uomo che in altri tempi forse avrebbe detto addirittura prima le donne e i bambini, chissà una roba da medioevo.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 50

«Ettore, sei caduto? Dove hai sbattuto?»
«Pe tella!»
«Sì, ma dove hai sbattuto?»
«Pe tella!»
«Ho capito per terra ma dove ti sei fatto male?»
Questa mattina mentre oziavo nel letto, ci ho messo un po’ a capire che era tardi il cambio d’ora mi ha un po’ scombussolato, ho sentito un tonfo e un botto. Ettore era caduto, ho allungato le me mie orecchie per capire se era cosa grave. Urlava come un ossesso, buon segno. Quando ho sentito questo surreale dialogo ho sorriso e capito che potevo stare tranquillo.
Un altro fine settimana in casa, siamo uscito, io e Giuliano contravvenendo alla regola di un solo membro per famiglia, solo ieri per fare un po’ di spesa. Viale Trastevere era bellissimo, qualche ciliegio gemmare e fiorire, i platani impollinano le strade poche macchine qualche famiglia in bici, qualche carrozzina. Ci si prepara al nuovo (e breve) periodo arancione. Domani ancora a casa perché il rosso finisce il lunedì.
Il commissario europeo Breton giura che entro metà luglio avremo l’immunità di gregge, non posso fare a meno di pensare a Zalone che mi fece tanto ridere l’anno scorso quando si inventò una canzone sul tema.

Speriamo che il commissario non si sbagli. Per intanto sempre più persone che conosco vengono vaccinate. Tutti bene, qualcuno ha avuto un po’ di febbre ma poi è passata.
Figliulo dice che siamo passati da 200 a 250 mila al dì e che presto aumenteremo ancora. Si aggira per il Paese è andato in Calabria, insomma si dà da fare il Generale.

Vedremo anche qui che succederà. Le vittime continuano ad esserci i contagi non scendono. Il nostro amico del mojto pare sia scontento del Drago che non pare per nulla intimidito. È un bene che sia dentro e che porti le sue istanze che non faccia propaganda no vax o contro le regole. Comprendo che abbia la necessità di mostrare, se non altro a se stesso, che almeno in parte le sue richieste vengono accolte.
Ma il Drago e Salvini mi sembrano un po’ come Ettore e la mamma questa mattina: «Impensabile non riaprire dopo Pasqua se i dati lo consentiranno.» «Che vuol dire pensabile o impensabile? Le chiusure sono pensabili o impensabili in base ai dati che abbiamo.»
Uno ha fatto un sondaggio sui social in cui chiedeva se eravamo d’accordo a riaprire se «la situazione sanitaria in tante città italiane sarà tornata tranquilla e sotto controllo, secondo voi sarà giusto riaprire bar, ristoranti, scuole, palestre, teatri, centri sportivi e tutte le attività che possono essere avviate in sicurezza? Secondo me sì» Un capolavoro di tendenziosità. L’altro non sembra particolarmente impressionato ma in qualche modo dovrà pur tenerne conto anche perché si trova con il ‘fido’ Letta che sottolinea come un bravo capoclasse di altri tempi chi sono i buoni e i cattivi, e Salvini (che è un po’ Franti) sta sempre nella parte destra della lavagna dove Enrico mette i cattivi.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 385

Il Drago ha cominciato a parlare e ci ha preso gusto. Dice cose semplici non involute ed immediatamente comprensibili: riapriamo scuole, vacciniamo per età, gli operatori sanitari saranno obbligati a farlo. Le scuole saranno aperte solo fino alla prima media, un provvedimento che obblighi i sanitari a vaccinarsi sarà impugnato infinite volte dinnanzi ad infinite corti, alcune regioni sono ben lontane dal vaccinare anche solo la metà della metà degli ultra ottantenni, però il Drago parla come un uomo giusto e sicuro.
A livello nazionale siamo intorno al 23,5%. Guardando questi dati Report Vaccini Anti COVID-19  vi potrete rendere conto che il maggior numero di dosi non sono state somministrate agli anziani, ripeto il Drago diceva la verità non sono stati dati agli anziani ma diciamo così ad altri.

Le scuole saranno aperte anche in zona rossa. Qui nel Lazio che è diventato arancione si parla per l’ennesima volta di un piano di tamponi e test a tappeto per studenti e insegnanti, non sarebbe certo inutile.
I vaccini comunque scarseggiano (anche se ne teniamo un paio centinaia di migliaia in frigorifero), vedremo, però apprezziamo la vis che pare sia stata utilizzata anche per chiedere a livello europeo lo stop alle esportazioni di AZ.

A un certo punto della sua conferenza stampa, che ho potuto vedere in tv ero con i miei due piccoli, gli vien chiesto se si vaccinerà e quando. Lui risponde di aver prenotato e di essere in attesa di risposta e che lo farà con AstraZeneca. Mi sono chiesto chi sia quell’uomo o quella donna che ha incassato la sua prenotazione senza dare risposta. Un algoritmo? Un intelligenza artificiale? «Mi vaccinerò con AstraZeneca spero la settimana prossima, ho fatto la prenotazione, spero mi rispondano» E poi qui nel Lazio, mi pare di aver capito, se ti prenoti ti danno subito appuntamento. Non so, lui magari si vaccina a Città della Pieve in Umbria. Chiunque sia che deve una risposta al vaccinando Drago consiglio lui di affrettarsi!

Oggi in casa con Ettore e Giuliano. Lunedì sarà l’ultimo giorno, per due giorni ma l’ultimo.
Un nuovo personaggio è entrato nel Pantheon di super eroi di Ettore Capitan all’America. Variante bellissima che ho cercato di correggere, perché poi bisogna sapere il vero nome delle cose, ma con scarso successo.
Se c’è un luogo un posto in cui si è andati in cerca di speranza, un luogo spirituale e materiale che si è indelebilmente legato a questa preposizione articolata questa è Allamerica che un posto molto più bello dell’America. I nostri migranti andavano Allamerica, spero che anche Ettore trovi la sua.

Nel frattempo Biden ( il presidente USA) è stato ospite del consiglio europeo e ci ha permesso che quando avrà finito di vaccina re tutti gli americani qualche vaccino ce lo manderà.

Non è una bella cosa ma non ne stiamo uscendo migliori. Comunque il Drago è a suo agio tra glia altri capi delle nazioni sembra quasi che li abbia sempre frequentati. Il braccio di ferro di Anagni con AZ prosegue, sembra che possa essere il bottino del Drago, perché voi sapete i draghi cercano l’oro e poi lo proteggono.

State bene adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 384

Oggi il Drago è il mio eroe. Ha detto alle Regioni quello che il Fiero Conte non ha mai osato e mi lascia sperare in un ritorno a scuola per i miei pargoli.

Sembra che il Lazio possa tornare in fascia arancione potremo riprendere a circolare liberamente per strada pur senza varcare i confini del nostro comune e molti negozi rialzeranno la saracinesca. Non i bar e ristoranti che restano chiusi, solo asporto. Il Lazio mantiene infatti l’Rt ampiamente sotto il valore di 1,25 che fa scattare il rosso e non supera, sia pure di poco, l’altro parametro dei 250 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti. E cosa ancora più importante i bambini potranno tornare a scuola!

Passo per Piazza del Pantheon e la trovo dimezzata, stanno facendo dei lavori ed è dominata da un camion gigantesco.

Oggi la notizia per i sorcini è che Renatino si è vaccinato. Moderna all’auditorium della Musica. Renato Zero è un mito per molti di noi in un modo o nell’altro e siamo felici che si sia vaccinato, questa sera Mi vendo a palla e il Triangolo no come non ci fosse un domani. Sto iniziando Giuliano al Jazz ma sta sera facciamo festa.

Qui potete prenotarvi se siete più o meno coetanei del paziente Zero come si è autodefinito.

«Per quanto riguarda la copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni, persistono purtroppo importanti differenze regionali, che sono molto difficili da accettare. Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del Ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale.» queste le parole di fuoco del Drago cui va non sola il mio rispetto, solo un cretino potrebbe non aver rispetto di un drago, ma anche la mia gratitudine.

Giuliano e Ettore si sono molto divertiti oggi con la mamma e la maestra umanistica a preparare un salame di cioccalata che mangerò al mio ritorno. Chissà che la prossima settimana non tornino a scuola? Pare che però Giuliano si sia molto adontato per la non perfetta riuscita del prodotto ma lo mangeremo ugualmente.

Dalla mia finestra oggi la Luna è un po’ più grande e più bella che nei giorni scorsi, tutto alla fine deve seguire il suo corso.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 383

Cuca cuca chi, o forse è una parola sola Cucacucachì. È da un po’ che Ettore nel dubbio dice così, è la sua parola passepartout. La dice per gioco ma anche se deve chiamare qualcosa che non conosce e non esiste, noi diciamo coso lui Cucacucachì.
È un nome proprio ma anche un verbo un predicato. Anche Giuliano en aveva una ma purtroppo l’ho dimenticata, questa non la perderò, l’ho scritta.
Oggi sono stato con loro tutto il giorno, ho anche lavorato non è stato facile ho dovuto presentare ad Ettore tutti i miei interlocutori telefonici. Giuliano si è fatta la sua DAD, anche se ogni tanto veniva che voleva stampata qualcosa e comunque voleva un po’ di attenzione. La casa è in condizioni indicibili temo il ritorno di Martina, anche se ho lavato un po’ di piatti. Gli ho preparato gnocchi con pesto di broccoli romani e filetto di manzo. Non male.
Leggo che il Drago continua i suoi incontri con dioscuri ed altri cavalieri della corona. Vuole capire se chiudere ancora o riaprire. Le cose non vanno meravigliosamente i dati sono quello che sono, le vaccinazioni fatte son troppo poche la popolazione anziana non è stata coperta per prima, perché c’erano gli amici di questa e quella categoria, famiglia e clan da coprire con urgenza. Pare che adesso ci sarà un rappelle a l’ordre vedremo.
In UK oggi 98 decessi per Covid qui da noi 460. Il vaccino sembra fare la differenza variante inglese o no.
La scuola riaprirà dopo Pasqua, Draghi ce lo lascia sperare ma sappiamo che Franceschini e Speranza (quindi il PD e Speranza) portano avanti la loro linea del rigore che si sostanzia nella chiusura delle scuole e dei bar, poi ci sono i capi delle regioni che se potessero chiuderebbero solo le scuole. Giuliano si impegna ma mi è chiara la differenza. Fino a marzo almeno ha potuto frequentare la sua classe i suoi compagni e le sue maestre, è andata come l’anno scorso tutto sommato.
I contagi non diminuiscono noi e l’Europa proseguiamo con il nostro atteggiamento schizofrenico con AstraZeneca, della quale diffidiamo ma che non vogliamo esporti un flacone dagli stabilimenti in terra comunitaria mentre ci aspettiamo che quelli della Jhonson e Johnson ci giungano per nave, della sperimentazione dello Sputnik di Zinga che dire le infinite vie della propaganda non sono poi così infinite.
La propaganda sovietica si chiamava Sputnik e si chiama ancora così, ci sono anche dei giornali on-line in tutto il mondo pagati da santa madre Russia per portare il verbo di Putin e si chiamano Sputnik.
Che dire va così, in compenso le imprese potranno richiedere gli aiuti del dl sostegni già dal 30 marzo vi lascio qui un link in cui troverete tutte le spiegazioni e i moduli per richiedere i contributi a fondo perduto.

Giuliano ha disegnato e colorato con gli acquerelli un bellissimo arciere greco copiato dall’Iliade che ha voluto per il compleanno. Ve lo posto.

Oggi altra chiosa domani è il Dantedì.
Diceva l’Ulisse di Dante, nel canto XXVI dell’Inferno, prima di sfracellarsi con la sua nave in un gorgo oltre le colonne d’Ercole con la sua compagna picciola dalla qual non fu diserto:
Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza.

Coronavirus – diario di crisi giorno 382

Se con il passare del tempo e delle ondate sono aumentate le persone nella cerchia dei miei conoscenti e amici che si sono ammalate del covid nostro, lo stesso posso dire, fortunatamente, per quelle che si sono vaccinate.

Siamo ben lontani dalla vaccinazione di massa ma conosco sempre più persone che sono riuscite a farsi inoculare l’agognato siero.

La famiglia di mia moglie Martina ha da parte di madre una discreta linea di insegnanti. Quindi molte delle zie e la mamma di Martina, nonché la nonna (anche lei maestra, qualche anno fa ma vaccinata, perché ottuagenaria)  sono state vaccinate. Qualcuna con qualche patema e qualche rinvio dovuto alla sospensione di AstraZeneca. Tra le molte scelte del Fiero Conte e del Potente Drago questa è una di quelle che mi ha convinto di più: vaccinare maestre e professoresse prioritariamente mi è apparso giusto e doveroso. Chissà le Maestre di Giuliano voglio provare a farglielo chiedere.

Il mio amico questuante mi dice che si arrenderà ha saputo della panchina lunga all’israeliana che verrà adottata da Zinga e D’Amato  «La nostra modalità è quella di richiamare, facendo un check nel pomeriggio, coloro che già sono prenotati chiedendo loro di anticipare.»

Ettore e Giuliano sono rimasti con la mamma che gli ha preparato coscette di pollo e piselli. Mi manda le foto li vedo contenti e felici.

Dalla mia finestra si vede la luna per metà bianca in pieno giorno penso che piacerebbe a Ettore suo grande estimatore. «Dov’è la Luna? Dove è andata papà?» il tono con cui chiede queste cose purtroppo non posso renderlo però immaginate la naturalezza con cui un bambino chiederebbe del luogo in cui è qualcuno che ben conosce, un amico, una persona cara.

Il Drago ha convocato i due dioscuri Curcio e Figliuolo, le cose continuano ad andare a rilento, in più abbiano scoperto che anche la mitica Lombardia e disorganizzata come il resto del Paese anzi per alcuni aspetti anche un po’ peggio, non basta nemmeno mandar via gli assessori c’è qualcosa che non va, temo, nella macchina burocratico informatica l’unica che davvero conta in queste vicende. La coppia burocrazia informatica può produrre danni difficilmente eguagliabili da una burocrazia non informatizzata. Perché il mezzo farà pure il messaggio e il cinema sarà pure l’arma più potente ma se mal gestiti fanno danni che un burocrate non supportato da intelligenze più o meno artificiali riuscirebbe a fare in tempi molto più lunghi.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 381

Qualche genitore ha deciso di protestare contro la DAD ritirando i suoi pargoli dalle lezioni a distanza. Dopo essersi assicurati che avessero raggiunto il numero di presenze necessarie a non perdere l’anno. Sono genitori di Pierini ovviamente, così li chiamava Don Milani. Vengono anche ospitati in radio e suoi giornali per spiegare le loro ragioni. Fa molto fico ora, ‘va così.. l’educazione a questo punto gliela do io’.
Mi chiedo se non siano gli stessi che non li volevano mandare a scuola quando venne riaperta. Gli stessi che occupano le scuole con loro, portando però i tamponi, perché qualche medico in famiglia ci deve pur essere.
Come sanno i miei 25 lettori questa rubrica si è molto battuta per la scuola in presenza pur cercando di capire i timori e le ragioni dei professori che non volevano tornare a scuola. L’idea che ora i figli della classe più privilegiata, culturalmente ed economicamente, snobbi la scuola a distanza mi conferma nei miei giudizi più cupi nei confronti della nostra borghesia e della nostra classe dirigente.
Il messaggio che arriva ai ragazzi così è: «Non ti preoccupare figlio mio che ci pensa papà. Ti scocci amore di casa? sono noiosi i professori? Dai un po’ playstation a Fortnite poi facciamo i compiti insieme eh amore di mammà».
Come rivorrei indietro l’ingegnere papà di Enrico del libro cuore. Libro che devo assolutamente far leggere a Giuliano, anzi forse glielo leggo io.
La scuola è la scuola. Il rispetto per la scuola insegna il rispetto per le istituzioni, per l’autorità, per l’altro per chi non ti somiglia e per chi invece ti somiglia sin troppo. Ti insegna che puoi competere senza essere schiacciato e senza schiacciare.
Capisco che il mio sia un paese in preda a Draghi ed altri animali fantastici però questo concetto basilare sarebbe utile averlo. Più scuola tuo figlio fa meglio sarà per lui e per tutti. E’ un po’ come il vaccino. Ora la Dad non è la formula migliore ma è un modo per andare avanti insieme in questo momento. Se i tuoi compagni fanno la Dad tu fai la Dad. L’idea di poter stare insieme e fare cose insieme si forma lì.
L’abbandono scolastico delle classi e delle regioni più povere è anche lui stato favorito in questo periodo dalle continue, quanto spesso inutili, chiusure. Fenomeno gravissimo non preso in considerazione quasi da nessuno in queste due maledette primavere. Del resto basta pensare all’omino di burro per capire molto del nostro Paese.
Non tutti hanno un Tablet uno SMARTPHONE o un Pc adatti per la DAD. So di più di qualche famiglia che ospita compagni di classe senza device per fargli fare lezione. Loro mi sono simpatici a loro dico grazie, loro andrebbero intervistati non i fighetti che dicono «no.. questa cosa incasinata a mio figlio non la faccio fare».
Nel bel paese del resto autorevoli politici, senza scrupolo e pietà neanche per gli avversarti appena morti, vanno con la scorta a protestare perché i loro parenti non sono stati chiamati abbastanza celermente per il vaccino.
Il mio piccolo Ettore invece fa quel che la scuola gli offre a distanza. Non sta nella pelle quando le sue maestre gli mandano i video con il gatto Zeus che molte cose fa ma soprattutto “è un gatto magico un fatto tragico io lo modifico…” Di volta in volta la storia del felino prosegue e lui deve disegnarla. Cosa che Ettoruccio mio fa con la gioia di un bimbo del qualche la scuola in qualche modo si è occupato. La mamma lo aiuta per la parte tecnologica ma il disegno se lo fa da solo, ve lo lascio non è un cappello e nemmeno un serpente che ha mangiato un elefante.
Ah dimenticavo il mio amico questuante della Nuvola oggi mi ha mandato una foto da un altro hub l’auditorium, corredato dalla scritta: senza speranza pure qua, niente a lui gli avanzi non vogliono darli.
State bene e adelante con juicio

Il Gatto Zeus dagli occhi verdi

Coronavirus – Diario di crisi weekend 49

Le persone torneranno ad essere disposte a mangiare una torta sulla quale un bambino ha soffiato le candeline? Chissà forse alcuni lo sono già ed altri non lo saranno più.
Pensavo questo mentre Giuliano venerdì sera soffiava le sue sopra una bellissima torta con il Fortunadrago cavalcato da Atreiu della storia infinita.
Il nostro fine settimana è stato casalingo come ormai da un po’ anche perché faceva un certo freddino nonostante la primavera adveniente.
Ho notato che ora quando les deux si svegliano si cercano, non solo Ettore cerca Giuliano ma anche il contrario.
Giuliano ha montato lo shuttle di Kylo Ren da solo e quando ha chiesto il mio aiuto si è molto arrabbiato perché ho smontato un pezzo d’ala. Mi sono sentito io un bambino che aveva fatto un danno.
I vaccini continuano ad essere il centro di tutto e il termometro dell’efficienza dei nostri Paesi. Qui Draghi, Figli e Comandanti a parte siamo ancora abbastanza in alto mare. Non abbiamo ancora vaccinato tutti gli ultraottantenni invece siamo riusciti a vaccinare molti amici degli amici.
Questa storia degli avanzi che dovrebbero andare al primo che passa produrrà inevitabili nuove storie di amicizia vaccinale.
Ultima la storia del pettinatissimo Scanzi in Toscana che ha provocato sdegno non si capisce quanto motivato, certo qualche difficoltà a credere che lui con il suo chiodo, la sua moto e la sua vita da VIP social abbia più bisogno di un ottantenne del vaccino la ho anche io, però magari mi sbaglio. Certo se arrivasse la vaccinazione di massa tutto finirebbe in cavalleria se ce ne fosse per tutti non staremmo qua a discutere.
Invece il mio amico questuante della Nuvola non riesce ha provato anche a Termini dove c’è un altro hub ma lo hanno cacciato anche da lì, gli proporrò di mettersi il chiodo e di presentarsi in moto magari gli va meglio.

Ho trovata bella l’ipotesi di Totti che si fa l’AstraZeneca, darebbe una bella mano, anche se di AZ ne avremo sempre di meno.

Dovremo pur ammettere che gli inglesi come spesso capita alla fine ci hanno dato una discreta lezione di civiltà, capacità organizzativa e razionalità. Spiace soprattutto dopo la Brexit però è così.
Il drago ha parlato ed anche in modo piuttosto convincente venerdì scorso, risulta addirittura simpatico speriamo che si abitui e continui a relazionarsi anche con noi gente di piccolo affare.
Le maledette primavere di questi anni venti si portano via molti di noi ed alcune delle nostre libertà speriamo che sia l’ultima volta.
Questa settimana 157694 contagiati contro i 149898 e 2671 morti contro i 2210 della settimana scorsa.
Questo purtroppo vuol dire che i vaccini non hanno ancora inciso sulla popolazione anziana come avrebbero potuto, a patto che fossero stati somministrati.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 378

La passione di mio figlio Giuliano Onofrio per i libri mi ricorda molto mio padre che era un lettore e un bibliomane. Tutti e due hanno una passione per l’oggetto che trascende il contenuto, la storia e la leggibilità e che in un strano crescendo sinestetico coinvolge tutti sensi: dal tatto all’odorato. Quante volte avrei voluto che mio padre avesse potuto iniziare mio figlio Giuliano alla bibliofilia. Non è andata così però è un po’ come se Onofrio Pirrotta vivesse un po’ in Giuliano per più di un aspetto non trascurabile.

Mio padre morì un mese prima della nascita di Giuliano che nacque il giorno della festa del papà quasi a dirmi qualcosa anche su mio padre.

Oggi pur con la zona rossa Giuliano verrà festeggiato degnamente, già ha ricevuto molti auguri da parenti e amici e anche dal maestro di scacchi, altra passione che lo accomuna al nonno, che per festeggiarlo gli ha proposto una lezione online privata come regalo di compleanno.

Ora che ha finito le sue lezioni con le maestre lo immagino addentare il piatto di ravioli che ha voluto gli comprassi ieri e mangiarli felice insieme alla mamma e ad Ettore pe poi lanciarsi nel montaggio dello shuttle di Kiloren per il quale ha più volte tentato di disertare matematica ma la madre lo ha giustamente richiamato all’ordine.

Roma è vuotarella, in ufficio però ci sono ben tre colleghi, a un certo punto sono stati addirittura quattro.

Ora che si ricomincia a vaccinarsi vedremo come andrà. Ho scoperto che alcune persone sapendo che alla Nuvola fanno l’AstraZeneca hanno prenotato allo Spallanzani dove invece sapevano che fanno il Moderna: ovviamente pagando per questo un prezzo in tempo, verranno vaccinati a maggio anziché a marzo.

Le conseguenze della paura possono essere le più diverse, del resto noi sopravviviamo anche grazie ad essa.

Pare che il Drago aiuterà a pioggia come il fiero Conte un po’ tutti, zombie , come dice lui, compresi.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 377

Abbiamo un po’ forzato le regola della zona rossa per una compra di libri tra la Mondadori e la Feltrinelli di viale Marconi con pochi precedenti nella nostra pur libresca famiglia. Giuliano per il suo compleanno che è domani, il secondo senza feste con gli amichetti, ha chiesto lo Shuttle di Kyloren di Star Wars LEGO e alcuni libri. A piazzale della Radio abbiamo trovato un posto auto su strisce bianche senza difficoltà, un parcheggiatore abusivo però ci ha fatto capire che l’euro che gli abbiamo dato era troppo parca mancia ma noi con un francese maccheronico gli abbiano detto che non era possibile di più e che un euro andava bene.
Comunque il catalogo è questo:
Iliade (per ragazzi illustrata), Odissea (per ragazzi illustrata), Lupin Il Tappo di Cristallo di Maurice Le Blanc, Le più belle storie dell’Antico Egitto (miti egizi spiegati ai ragazzi), Il Richiamo della Foresta Jack London, L’isola missteriosa, Don Chisciotte (per ragazzi illustrato), Il manuale delle bacchette di Garrick Olivander, Dead Pool della Marvel e due librotti per Ettore uno dei quali corredato da delle piccole marionette a dito. Le commesse erano stupite dalle precisione delle richieste di Giuliano. Siamo andati via contenti per un Viale Marconi abbastanza affollato e le coda alla cassa della Feltrinelli era seconda forse solo a quella al gabbiotto per i test rapidi della farmacia.
Ettore a volte si sveglia viene da me o dalla mamma e dice «Ho fatto un bel sogno!» O santa pupazza come vorrei anche io a volte che fosse solo un sogno, ma altre volte no sono terrorizzato all’idea di svegliarmi e di scoprire che Ettore, Giuliano e Martina sono solo frutto della mia vita onirica.
«I casi di trombosi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca “sono inferiori” a quelli che avvengono tra la popolazione non vaccinata, ha affermato Sabien Straus» presidente della commissione farmaci dell’EMA. Insomma da domani si potrà ricominciare a vaccinare sul bugiardino dell’AZ bisognerà aggiunger potrebbe provocare trombosi e poi via. La Francia ha già ripreso, la Germania forse domani noi anche, dice il Drago oggi a Bergamo per ricordare quel che ancora non è il passato.
Il danno è sulla percezione di sicurezza dei vaccini se quantificato dal primo sondaggista che passa temo sarebbe notevole. Però così che ci piaccia o non ci piaccia. Ora faranno dei controlli anche sulle pillole anticoncezionali, che la vulgata vuole che rarissimi casi possono provocare anche loro trombosi. I norvegesi e gli svedesi invece non si fidano.
State bene adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 376

«Mamma, mamma….»  ieri nel primo pomeriggio Ettore ha avuto un momento  di nostalgia. «Amore mamma non c’è, però c’è papà che è simpatico anche lui!» «Pelò io la mamma ce l’ho?» «Certo che ce l’hai, tu sei un bambino fortunato: hai la mamma, il papà, il fratellone.» A questo punto mi guarda con uno sguardo illuminato e mi dice:« Sì.. e anche un amico.» «Sì amore, certo e chi è?» «Mio amico con le olecchie a punta: BATMAN.»

Chissà che ha fatto oggi insieme a Giuliano e finalmente alla sua mamma. Roma è desolata e insolitamente silenziosa. In ufficio trovo due colleghi, faccio la mia video riunione su una roba un po’ complessa ma mi diverto. Rido mi fa piacere alla fine prendere un po’ d’aria e vedere qualche adulto.

Il mio amico questuante della Nuvola, che ogni tanto va lì nella speranza che lo vaccinino,  mi dice che oggi era addirittura chiusa. Nel meraviglioso mondo del covid nostro abbiamo il generale Figliuolo che dice che nel caso ci fossero avanzi che si diano al primo che passa, il mio amico si candida ad essere il primo che passa. Mentre noi sospendiamo la somministrazione dell’AstraZeneca quest’ultima, ben lungi dal protestare, approfitta della situazione  e ci taglia ulteriormente le forniture. Che sembra che a noi le dosi le debba vendere ad un prezzo che non le si confà. Con noi non intendo l’Italia ma l’Europa. Anche la Merkel si è spaventata. Qualcosa è scattato anche nella rocciosa Cancelliera che ha sospeso, la somministrazione e già a febbraio alla FAZ (Frankfurter Allgemeine Zeitung)  che le chiedeva se si sarebbe fatta inoculare l’AZ anche per dare l’esempio disse “Non appartengo alla fascia di età consigliata per AstraZeneca“. Creando così la leggenda del suo rifiuto di fare AstraZeneca, ai tempi effettivamente lei  non rientrava nella fascia di età consigliata che ora non esiste più. Però come dire anche lei ha dato un contributo. Chissà cosa scatta nella testa delle persone. Perché alcuni come il mio amico della Nuvola sarebbero disposti a fare quasi qualunque cosa per vaccinarsi ed altri invece preferirebbero ammalarsi del naturale covid piuttosto che iniettarsi l’artificioso AstraZeneca.

State bene a e adelante con juicio!

 

 

Coronavirus – diario di crisi giorno 375

«Senza telefono! Lascia i’telefono!» Mi ha intimato il mio piccolo Ettore quando oggi pomeriggio è riuscito a scollarmi dalla scrivania. Lavorare da casa con le deux mi sembra più faticoso. Ho approfittato anche per fare un po’ di ‘mestieri’ come diceva una mia amica.
Sta di fatto che sono distrutto e non riesco quasi a scrivere. La seconda volta è sempre un po’ più faticoso. Abbiamo colorato le nostre lavagne, riconosciuto le nostre letterine, seminato il nostro basilico, preparata la nostra crema di carote e i nostri arrosticini di pollo.

Giuliano ha cominciato la sua Dad a classe divisa. In questo modo probabilmente le maestre potranno seguirli meglio però Giuliano farà meno ore e non vedrà metà dei suoi compagni, cosa che gli dispiace. Nel pomeriggio compiti, la STORIA INFINITA e lezione di scacchi, che invece raddoppierà due volta a settimana. Ettore si è fatto il suo pisolino con il latte ed è stato bravissimo, niente capricci e niente defaiance con la pipì.
Il cielo dal mio terrazzo sembrava abbastanza cupo come lo è la situazione tra vaccini ritirati senza un’apparente ragione plausibile, leader che non parlano e commissioni che si riunirannoe ci faranno sapere.

Uno sprazzo di giallo nel rosso

Uno sprazzo di giallo però sembra farsi largo in mezzo al rosso, si lascia sperare con qualche voce ben recapitata che le scuole riapriranno presto ( l’indeterminatezza è sempre la chiave) e che il Lazio possa uscire presto (l’indeterminatezza non manca neanche qui) dalla zona rossa.
Una delle regole della pubblica amministrazione, che mi comminarono ai tempi che furono, era nel dubbio non fare, se corri qualche rischio non ti muovere, non ti pendere soverchie responsabilità. E non avete idea di quanto mi piacciano invece quelli che se le prendono, anche diversi da me con idee opposte ma in grado di portare il gioco del potere con un po’ di forza sulle spalle.

Migliaia di persone cui è stato detto con un sms di non presentarsi per il vaccino. Quanto tempo perso, quante vite perse? Quanta paura e quanta strumentalità in tutto questo. Saremo in grado di ripartire tra qualche giorno di ripartire come nulla fosse? W L’AstraZeneca morte all’AstraZeneca! Ma come si fa. Contrordine compagni! Comunque non mi risulta che ci sia stata un’epidemia di trombosi in UK.
Sento Ettoruccio che si racconta qualcosa che fa vivere i suoi personaggi, che conta che dice che li chiama a raccolta. «Non sono stato inutile, sì sei stato inutile!» Penso che sia l’umanità la sua cupidigia, la sua irrazionalità e che non ci posso far niente. Pare che fosse Dart Fener quello preoccupato di essere stato inutile nel mondo di Ettore.

State bene adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 374

«Ma vai a cquola? Vai a cquola papà?» Vedendomi con il casco e il giubbotto Ettore mi chiede più volte: «Vai alla tua cquola?». Alla fine gli dico di sì, non so perché ma gli rispondo di sì. Non che lui non sappia che io vado in ufficio però mi sembrava troppo dirgli che neanche io ci andavo oggi.

Su Viale Trastevere e sul Lungo Tevere oggi macchine e traffico più o meno come al solito, almeno alle 9.00 quando li ho percorsi io con il mio potente mezzo a pedali. Passato Ponte Garibaldi l’umanità si è via, via rarefatta, in corso Rinascimento solo i vigili. Arrivato in ufficio mi affanno a stamparmi autocertificazioni che ero uscito senza. Autocertificazioni che lascerò puntualmente sulla mia scrivania.
Lascio Giuliano ed Ettore con la mamma e la DAD. Prima lezione questa mattina, quando esco il più piccolo si è arrampicato sul tavolo della cucina, per spiare i compagni di classe di Giuliano, in attesa della maestra, ai quali si presenta come Spiderman.
«Ciao io sono Spiderman! Ciaoooooo!» Me ne vado a malincuore ma devo fare un paio di cose per cui è meglio che stia in ufficio, domani mi rifarò.

Il vaccino su cui abbiamo riposto la nostra più grande Speranza continua darci del filo da torcere.
Ansa fa sapere che AIFA, la nostra agenzie del farmaco, ha sospeso per motivi meramente precauzionali l’uso del vaccino su tutto il territorio nazionale. Della decisione sono partecipi sia la Speranza che il Drago. In realtà anche Francia, Germania e Spagna hanno preso la stessa decisione in attesa di una decisione dell’UE attraverso EMA, l’AIFA europea. La complessità del nostro sistema decisionale rischia ancora una volta di non essere un vantaggio nella lotta alla pandemia.

Durante la mattinata sento Martina che pur a casa è impegnata in una serie di riunioni online. Mi dice che Giuliano è stato contento ella sua prima giornata di Dad. Quando torno da loro, dopo aver attraversato la mia città ancora un po’ più vuota, mi spiegano che presto già non numerosissima classe sarà divisa in due, metà con la maestra scientifica metà con quella umanistica. L’idea credo sia quella di alternarli per poterli seguire meglio. Vedremo certo il fatto che abbiano cominciato già oggi mi ha fatto molto piacere. Sarò loro sempre grato. Ettore dice che vuole stare sul legno il che vuole dire che vuole salire sulla scrivania, nel legno, quindi vi devo salutare.
Dimenticavo per consolarci ci siamo dati alla cioccolata, abbiamo aperto un uovo di Pasqua con dentro un minuscolo Monopoli, con le casette piccole, gli alberghetti (rossi pure loro)…
«Vojo stale nel legno, debbo stale nel legno!»

State bene e adelante con juicio

Coronavirus – Diario di crisi weekend 48

Sabato siamo andati a fare quella che probabilmente sarà l’ultima uscita in compagnia per un po’. Niente di  particolare passeggiata a Villa Pamphili. Gianluca, amico e compagno di giochi di Giuliano ed Ettore, si era portato anche un pallone, quindi corse due tiri e passeggiata.

Con nostro grande disdoro ci siamo accorti che l’albero caduto utilizzato da tempo dai bimbi come giostra naturale è stato rimosso. Un momento di efficienza del servizio giardini che non ci aspettavamo.

Ettore ha anche deciso di saltare in una pozzanghera, cosa che ha un po’ fatto arrabbiare la mamma. Ma come dice Peppa Pig tutti adorano saltare nelle pozzanghere e devo ammettere di averlo incoraggiato perché forse per un po’ di fango ne vedrà poco.

Giuliano ha fatto il suo ultimo torneo di scacchi che ha giustamente vinto. La cosa lo mette sempre di un umore fantastico e devo dire fa piacere anche a me, orgoglioso padre.

Venerdì quando si è deciso che il Lazio divenisse rosso c’erano 40.314 infetti con un incremento di 1.757 e 205.518 guariti e 463.863 persone vaccinate su una popolazione generale di  5.879.000 di abitanti. I posti occupati in terapia intensiva erano il  25,7% (sotto il 30 soglia di pericolo) l’indice RT  era all’1,3. Solo la provincia di Frosinone ha avuto più di 250 casi ogni 100.000 abitanti questa settimana, tutte le altre province sono abbondantemente sotto. Roma ne ha avuti 160. Insomma la situazione è meno drammatica del nostro nuovo colore. Detto questo da domani niente scuola, niente pranzo fuori, niente barbiere ed molti altri niente che avranno anche un impatto notevole sul lavoro e l’economia di non poche persone.

La vicenda dell’AstraZeneca continua a seminare panico tra le persone alcune delle quali forse arriveranno a rifiutarlo nonostante le rassicurazioni delle autorità sanitarie. Ci troviamo nella paradossale situazione per cui il nostro governo preme per avere più AstraZeneca, che resta il vaccino in cui abbiamo posto le nostra maggiore Speranza, mentre alcune procure, alcuni media mettono con i loro atti e le loro parole in discussione non l’efficacia ma la sicurezza del prodotto. Oggi sequestrato un altro lotto in Piemonte. Circola anche al voce che chi fosse stato contagiato e avesse in giro gli anticorpi sarebbe più soggetto ad eventuali reazioni avverse. Il racconto di tutto ciò è fatto con una superficialità senza pari, se ne parla in ogni trasmissione in ogni talk con improbabile leggerezza.

Nel caso mi si consentisse di vaccinarmi lo farei volentieri anche domani! Un mio amico che non c’è più e che aveva avuto l’onore di avere più di qualche responsabilità pubblica invitava spesso gli italiani a copiare quello di buono che fanno gli altri, almeno, credo che anche questa volta sarebbe bene provare a copiare la campagna fatta dagli inglesi e dagli israeliani. Abbiamo visto che questi vaccini funzionano e abbattono in modo formidabile la curva del contagio e le morti.

Per il momento nessun politico ha provato a cavalcare l’onda dello scetticismo, questo grazie al governo di unità nazionale che li coinvolge tutti ma per quanto tempo durerà.  Lo stop al lotto ABV5811 in Piemonte è stato preceduto, anche se solo per poche ore, da uno stop generalizzato. La Regione aveva stoppato tutto.

Non sarà facile, nel contempo nella vicina Liguria Toti parla della possibilità di rendere obbligatorio il vaccino per il personale sanitario.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 372

Oggi ultimo giorno di scuola non sappiamo per quanto ma così è. Almeno sono riuscito a portare il mio Giuliano in tempo, era addirittura stupito. «Ma come abbiamo fatto? Siamo in anticipo!»

Non so, forse perché avevo al consapevolezza che sarebbe potuto essere l’ultimo giorno, ho pedalato come un matto, ho preso tutte le scorciatoie possibili, anche se in salita, le ho fatte in quarta o in quinta e ce l’abbiamo fatta. Abbiano anche dovuto aspettare qualche minuto fuori prima di entrare.

Mentre scrivo Martina che è andata a prenderli, mi telefona e mi spiega che le hanno riconsegnato tutte le cose di Ettore. Me lo dice un po’ affranta. «Amore è stato molto triste. Dicono che se poi riaprirà le riporteremo.» Evidentemente le maestre prendono in considerazione l’ipotesi che vada come l’anno scorso. Io spero di no, spero che dopo Pasqua si possa riaprire.

Per intanto Zingaretti ha comunicato, durante una delle sue kermesse odierne, oggi ha presentato la nuova giunta con gli assessori 5MS ed ha presenziato all’inaugurazione dell’Hub vaccinale di Fiumicino insieme a Draghi, che per un po’ noi del Lazio staremo in zona rossa.

Ieri a tavola anche noi gente di piccolo affare eravamo abbastanza consapevoli della possibilità. Giuliano mi ha detto che mancano ancora un bel po’ di cose del programma le dovremo fare con la Dad. Signore del cielo e della terra ci dovremo riattrezzare per la DAD.

Ci dovremmo anche rimunire di autocertificazione. Ricominciare a fare i turni in casa e in ufficio.

Qui vi lascio autocertificazione in Pdf editabile

Ce la faremo riusciremo anche questa volta. Spero solo che non ci saranno di nuovo le file al supermercato.

C’è di buono che il Drago ha parlato: «A più di un anno dall’inizio dell’emergenza purtroppo c’è una nuova ondata di contagi: nell’ultima settimana più di 150mila infezioni contro le 131mila della settimana precedente, un incremento di ricoverati quasi di 5000 persone, della terapia intensiva di seicento unità. Questi numeri impongono massima cautela limitare il numero di morti e impedire la saturazione delle strutture sanitarie». Non dice bugie dice la verità purtroppo.

Nel frattempo sull’AstraZeneca siciliano si continua ad investigare, la procura di Siracusa ha iscritto nel registro degli indagati 10 persone, per omicidio colposo non uno scherzo.  Comunque un’autopsia ha dato esito negativo nel senso che non c’è alcun nesso tra la morte del militare e il vaccino. Si aspettano ancora i risultati per il militare morto di infarto a Misterbianco ieri.

Devo confessarvi che io e Martina oggi siamo andati a pranzo fuori proprio pensando che forse non lo avremmo più potuto fare per un po’. Lei si è presa un panino hamburger e bacon con patatine fritte che sembrava la fine del mondo, lei può, io insalatona con pezzetti di tonno scottato.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 371

“A seguito della segnalazione di alcuni eventi avversi gravi, in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi appartenenti al lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca, l’Agenzia italiana del farmaco Aifa ha deciso in via precauzionale di emettere un divieto di utilizzo di tale lotto.” La cosa peggiore che potesse accadere al vaccino sul quale avevamo riposte le nostre maggiori Speranze è avvenuta.

La Danimarca a seguito di alcuni casi di trombosi ha deciso di sospendere la somministrazione di  AstraZeneca, in Sicilia invece sembra ci siano stati un paio di casi avversi. In particolare la procura di Siracusa ha disposto il sequestro del lotto dopo che un militare di Misterbianco è morto a seguito di un infarto avvenuto il giorno successivo alla somministrazione del vaccino. Il procuratore capo di Siracusa, riferisce l’Ansa, Sabrina Gambino dice «Non dobbiamo creare allarmismo ma le nostre scelte sono dettate dalla tutela della salute pubblica».

Le paure che tutto questo ingenererà nelle persone non sono molto difficili da immaginare, nonostante le migliori intenzioni del caso. L’AIFA è stata sollecitata dalla procura a prendere provvedimenti e lo ha fatto, ha bloccato tutto il lotto un in Italia.

Proprio oggi mentre aspettavo il turno di Giuliano per entrare, fuori dalla sua scuola ascoltavo due persone discutere della presunta pericolosità dei vaccini. Vedremo cosa ne sapremo tra un po’ certo l’AstraZeneca  è il vaccino meno fortunato tra quelli autorizzati dall’EMA. Prima autorizzato solo per gli under 55, prima ancora la confusione sui dati e le dosi della sperimentazione che li costrinse a ripeterne una fase, e ancora prima lo stop dovuto a un caso avverso.  Alla fine tutto si risolse positivamente le volte scorse per questa dovremo aspettare ancora un po’ per saperlo. Certo se entra nei meccanismi della nostra celerissima giustizia forse anche un po’ di più di un po’.

Invece il mio meraviglioso Giuliano prosegue con il suo progetto ‘appasseggio’ che evidentemente è considerata attività curricolare. Niente più laboratori e altre attività al Farnese o al Piazza di Pietra ma ancora passeggiate per il centro. Io non gli volevo credere ma quando poi questa mattina Martina mi ha girato le foto della chat di classe mi sono dovuto ricredere.  Erano bellissimi sull’Isola Tiberina chissà che avrà detto e pensato Giuliano che lì c’è nato e che la vede tutti i giorni quando traversiamo Ponte Garibaldi in bici.

Domani sapremo se il Lazio diventerà zona arancione, arancione rafforzata o rossa, negli ultimi due casi le scuole chiuderebbero, o meglio in zona rossa sarebbero sicuramente chiuse in zona arancione rafforzata la scelta spetterebbe a Zingaretti.

Da un paio di giorni il Lazio ha superato la soglia del 30% imposta dal ministero della Salute per le terapie intensive: 31%. E i ricoveri continuano a crescere da almeno una settimana. Per i pazienti non critici, invece, al momento siamo intorno al 35%, in linea con la soglia del 40%. L’unico dato fin qui positivo è quello di Roma che sembra reggere. L’indice RT non è ancora noto.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 370

Ho perso molte delle cose belle che mi potevano capitare ma non la paternità quella me la sono presa tutta, e mi è anche costato qualche rinuncia. Ma piffero se ne è valsa la pena. Ettore è nella fase, nella quale io forse ancora permango, del ‘facciamo che tu sei’. Ieri ha voluto che  fossi un malato e lui un dottore e poi… «Papà facciamo che tu sei un bimbo e io il maestro!» a questo punto ha preso una piccola maschera da Batman che ha, ne ha più d’una a dire il vero, e mi ha detto «Metti la maccherina bimbo». Ho obbedito dopo un po’ però l’ho calata anche perché per me è piccola e mi copre parzialmente gli occhi. Il maestro Ettore però mi ha subito redarguito e mi ha detto che no non potevo toglierla. Allora ho capito che non era la maschera di Batman ma stavamo facendo che era una mascherina anticovid. Del resto le cose più odiose fanno parte da sempre dei giochi dei bambini, come gli omicidi, la guerra e i combattimenti per quale ragione il covid nostro avrebbe dovuto restare fuori dal ‘facciamo che tu sei’ di Ettore?

Le cose in generale non vanno meravigliosamente, i contagi salgono, in Piemonte la situazione si fa preoccupante qui nel Lazio sembra ancora gestibile. Tutto continua a girare intorno ai vaccini e a volte il nostro sovranismo vaccinale assume, come spesso accade con tutte le cose un po’ eccesive ed ideologiche, un carattere fra il comico e il tragico.

Come saprete qui da noi Zingaretti insieme al suo assessore è un grande fautore sia del vaccino dei Castelli che della possibilità di produrre l’ormai mitico Sputnik V. Beh è venuto fuori che sì c’è un accordo con i russi ma il vaccino è per l’Africa!!!

Esiste in realtà una trattiva, non ancora chiusa ma molto avanzata, tra alcune aziende farmaceutiche del Lazio e i russi (intendendo un fondo di investimento di santa madre Russia e ovviamente anche l’azienda che ha brevettato e prodotto il vaccino) e la prodizione quando ci sarà è destinata all’Africa.

Questi i numeri di oggi 22.409 positivi, 332 vittime. Che non sono belli neanche e un po’ e probabilmente questo week end sarà come a Natale. Siamo in attesa delle modifiche al primo Dpcm di Draghi per consentire ulteriori e più dure chiusure.
Non è stato un anno facile per molti e me ne accorgo guardando una delle vetrine del centro che ancora resiste all’invasore.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 369

A volte le cose non vanno come dovrebbero andare, il mondo ti mette davanti ai tuoi limiti e alle tue miserie, alcuni giorni in particolare, o almeno parti di quei giorni fanno di te un uomo meccanico, come diceva il don Lisander (ovviamente degli altri) e la cosa ti addolora.

Hauendo hauuto notitia di fatti memorabili, se ben capitorno a gente meccaniche, di piccolo affare… diceva il manoscritto.

I vaccini il loro approvvigionamento e la loro inoculazione continuano ad essere il vero problema intorno al quale tutto ormai gira intorno. Non ce ne sono abbastanza e non ce ne sono per tutti. Jhonson & Jhonson hanno fatto sapere all’UE che non ci forniranno le dosi che speravamo. Intanto gli europei, o almeno alcuni di essi, abbandonati dagli americani cercano aiuto dai russi e si preparano a produrre lo Sputink 5 proprio in Italia da luglio

Noi gente di piccolo affare siamo qui che attraversiamo una roba che non fa molto meno paura della pestilenza di Milano.

Il presidente Mattarella oggi qui allo Spallanzani ha avuto il suo vaccino, come era giusto che fosse senza passare avanti a nessuno, quando è toccato alla sua fascia di età lo ha fatto. Era tra due anziani signori nella sua poltrona blu. Gli è stato somministrato il moderna.

Nell’attesa misura per misura chiudiamo un po’ tutto: zone rosse locali con misure più stringenti e severe, sul modello Codogno, chiusure nei fine settimana, come già fatto durante le vacanze di Natale questo sembra suggerisca il CTS.

Noi gente di piccolo affare non sappiamo a che santo votarci, pare che in Toscana vaccinino prima gli avvocati senza nessuna ragione apparente, perché l’azzecca garbugli deve essere vaccinato prima di Renzo Tramaglino?

Le scuole chiuse non si sa quando riapriranno, l’ottimo Bianchi non riesce garantire nemmeno l’apertura per i figli dei lavoratori essenziali o almeno per i figli di medici e infermieri nelle zone rosse.

Giuliano e i suoi compagni delle scuole del centro di Roma avevano avuto fin qui la fortuna di poter uscire accompagnati dai professori o dalle maestre per fare delle attività in altri luoghi, visitare gli obelischi, imparare come si fa l’animazione di un cartoon, come si fa la pasta fatta in casa, coding.  Era la scuola diffusa che consentiva alla preside di far tornare oi conti a scuola, c’erano sempre un po’ di alunni in meno  e a loro di prendere un po’ d’aria e fare qualche esperienza in questo periodo in cui più o meno tutto è precluso. Ora non più: sospensione di tutte le attività extracurricolari fino al 19 marzo 2021.

No discuto so che probabilmente è la scelta più opportuna però noi gente di piccolo affare almeno ce ne potremo dolere.

Era bello vedere queste file chiassose e un po’ disordinate di bambini che attraversavano come plotoni colorati le vie e le piazze del centro, altrimenti abbastanza vuoto, senza più turisti e pellegrini.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 368

 

“La pandemia non è ancora sconfitta ma si intravede, con l’accelerazione del piano dei vaccini, una via d’uscita non lontana”, così Drago Draghi in un videomessaggio alla conferenza ‘Verso una Strategia Nazionale sulla parità di genere’. Già solo l’idea di inviare un video messaggio ad una conferenza stampa ha del macchinoso. Significa sostanzialmente che faccio intermediare dai giornalisti un mio discorso chiuso che invio preregistrato, una sorta di moltiplicatore di distanza, per carità le distanza servono per la lotta al covid ma ci pare un eccesso di grazia

Detto questo Il presidente Draghi dice e fa per il momento cose sensate, il suo ministro Bianchi lascia un po’ rimpiangere la Azzolina, so che sembra strano ma è così. Certo comprendiamo le esigenze elettorali del PD in cerca di una nuova pace con i professori. I quali chiedono una sola cosa da tempo: scuole chiuse, DAD e nessun giorno di scuola in più neanche per sbaglio. Pare che così sarà. La Azzolina pur naïf era certamente meno organica e più coraggiosa nelle sua impotenza.
Speriamo che quell’accelerazione ci sarà e che sia una bella sgasata. Per il momento il mio amico questuante della Nuvola di Fucsas è stato respinto ancora. Per chi non lo ricordasse è un signore che non ha alcun diritto per essere vaccinato in questo momento. Però siccome si presenta bene, ogni tanto si mette in fila e nessuno ha il coraggio di mandarlo via finché giunto al momento della verità viene inevitabilmente respinto. Oggi ha fatto la fila due volte ma niente.
Pioggia e otto marzo, il giorno che ho imparato siamo un po’ più irritanti per le nostre donne che si ricordano un po’ meglio quanto, chi più chi meno, siamo stronzi e prevaricatori con loro.

Martina oggi è stata dirottata dalla manifestazione degli ambulanti a Piazza Venezia per cui quando è arrivata con il dolce Ettore festante io avevo già lasciato Giuliano.
«Oggi non è la fetta di nessuno. Non è la fetta tua!»
«È la festa delle donne di tutte le donne quindi anche di mamma»
«No. No non è la fetta tua no!»
Il bello è che cominciamo da piccoli è più forte di noi. L’amore mio Martina sta con noi tre, tutti maschi viviamo per lei ma a volte mi chiedo se non le chiediamo troppo anzi lo so glielo chiediamo e ci sembra pure normale.
Alla fine la cosa migliore che mi viene in mente per festeggiarla è comprare la cena fuori per evitarle di mettere apposto la cucina almeno oggi. Il covid nostro invece verrebbe da dire che non fa discriminazioni ma non sarebbe de tutto vero.
State bene e adelante con juicio!

Manifestazione ambulanti Piazza Venezia

 

Coronavirus – Diario di crisi weekend 47

«Mamma mi sono fatto un buco.»

«Dove?»

«Nel calzino!»

Ettore è sempre più loquace ed ha anche un certo senso della suspense e della scena. Ieri mi ha accompagnato nel mio giro del sabato mattina: tintoria, supermercato piccole commissioni. Ha attaccato bottone con tutti, in particolare con la signora Angela che gestisce la tintoria vicino casa. Le ha fatto girare la ruota con tutti gli abiti appesi. E’ una cosa che piace molto ai bambini. Angela aveva a mascherina, come tutti in città. Per Ettore è la normalità, più di una terzo della sua vita è passata in questa nuova condizione.

Però poi quando siamo tornati a casa, ed ha visto che non toglievo la mascherina, mi ha guardato è mi ha detto: «Devi tojella. Pe mangiae devi tojella, papà!» Sono le cose che impara alla materna e anche con noi. In realtà dovevo riscendere subito che avevo delle altre cose in macchina, quindi non valeva la pena togliersi la mascherina.

Ieri ci siamo messi tutti e quattro e abbiamo preparato insieme un po’ di pasta fatta in casa, diciamo dei torcinelli, trofie, strozzapreti, caserecci, minchiareddi o cavatielli. E’ quel formato un po’ allungato che le nonne facevano con un ferretto, diffuso in tutta Italia ma in una divertente babele di nomi. Giuliano che era il committente si è dato molto da fare, alla fine condite con un pesto di broccoli hanno reso allegra e saporita la nostra cena.

Mia moglie ogni tanto parla del suo Paese Roccasecca, oggi nella rossissima zona della provincia di Frosinone. Ci sarebbe stata la festa di San Tommaso, santo di cui il paese si contende i natali con Aquino. La festa è un po’ una celebrazione dell’imminente arrivo della primavera, si festeggia con una processione e i ragazzi vanno a fare una scampagnata sui vicini preappennini. Per lei deve essere un bel ricordo ce ne parla spesso. Oggi niente processioni e niente scampagnate di gruppo come è facile immaginare dato la situazione impostaci dal covid nostro e dalle restrizioni per contenerlo.

A volte devo ammettere vengo preso da un po’ di scoramento e mi viene il dubbio che Ettore non ricorderà e non vivrà mai in un mondo senza questo non simpaticissimo ospite.

Abbiamo provato a vedere chi vinceva a Sanremo ma non siamo riusciti, siamo crollati prima. Questa mattina ho fatto sentire i Maneskin a Giuliano che è venuto piuttosto scandalizzato a chiedermi conto di alcune espressioni un po’ fortine. Del resto noi romani tendiamo molto al turpiloquio è parte del nostro discorso condiviso, forse l’unica parte veramente condivisa.

Ha aperto un tendone per vaccinarsi a Termini, il che è positivo chissà che non ci sia alla fine la tanto auspicata accelerazione.

Il Drago Draghi forse in occasione della festa delle donne si rivolgerà a loro e per loro tramite a tutti noi con un video messaggio. Siamo tutti curiosi ci incoraggerà co dirà di tenere duro di resistere? Pur non parlando molto ha dato più che modo di discutere bloccando l’uscita di vaccini AstraZeneca dai nostri confini, segnando un punto a favore del sovranismo vaccinale o almeno stabilendo che se le Bigfarma prima non rispettano i contratti con noi non possono pretendere di esportare dai nostri confini. Di fatto è un precedente vedremo che effetto avrà per il resto dell’UE. Per altro sembra che l’azienda abbia compreso la situazione, almeno ufficialmente on protesta. Mi ricorda un mio vecchio padrone di casa che mi doveva ridare la caparra e che al momento della consegna dell’assegno me ne diede la metà dio fronte alle mie obiezioni disse che ci aveva provato ma che non c’era problema mi avrebbe dato quando diceva io.

La nuova regola attorno alla quale potrebbe crollare quel che rosso non è ancora è il passaggio automatico in zona rossa a fronte di un contagio settimanale di 250 persone ogni 100 mila abitanti.

Quello che ora i capi delle regioni possono fare per le scuole diverrebbe automatico per tutte le regioni.

In ogni caso la possibilità che Ettore e Giuliano ritornino a casa come l’anno scorso è piuttosto alta. Vedremo sembra di tornare indietro invece di andare avanti ma non abbiamo alternative.  Non possiamo neanche farci prendere dalla tristezza che pare abbassi il sistema immunitario.

State bene e adelante (se puede) con juitio!

Coronavirus – diario di crisi giorno (un anno) 365

‘Primo giorno senza scuola. I bimbi, 2 e 8 anni, stanno con me. Perché da un po’ va così anche da papà, come direbbe un politico con il mojto e il post alimentare facile, si sta con i figli. Loro sono lì a tavola in cucina pronti per la colazione, il bagno, i denti e tutti i riti mattutini. Però dopo non andremo a scuola, quel luogo meraviglioso e terribile in cui siamo cresciuti e in cui abbiamo lasciato fiduciosi e preoccupati i nostri figli. Oggi non c’è e non ci sarà neanche domani. Dovremo inventare qualcosa da fare come in estate ma siamo ai primi di marzo. Per fortuna là fuori c’è Roma uno dei posti più belli del mondo pare che le autorità sanitarie incoraggino le attività all’aperto. Il Circo Massimo per esempio grande, verde, piano e quasi sempre semivuoto. Si potrebbe andare e vedere, come diceva un chirurgo canterino, l’effetto che fa. Che poi a pensarci bene ci sarebbe anche il Bio parco. Lo zaino è lì pieno di libri dove lo abbiamo lasciato ieri all’ingresso, ce ne occuperemo da domani, ora Circo Massimo e Roseto Comunale.’

Così un anno fa cominciammo il nostro diario e cominciò per tutti noi questo strano periodo con meno libertà, meno lavoro, meno consumi e più paura. Tutti più o meno abbiamo dovuto imparare a convivere con il covid nostro, con le mascherine, il gel, con la Dad, con la Did, con il coprifuoco, le chiusure, il lockdown e alcuni anche con la malattia o addirittura la morte di una persona amata.

Prima il covid nostro da qui sembrava lontano, una cosa del nord che in qualche modo aveva risparmiato noi sudici, in quella che fu la prima ondata solo due persone nel giro delle mie conoscenze si erano ammalate. Ora non saprei tenere il conto.

La grande novità e che la comunità scientifica ha trovato i vaccini. Sembra che questo marzo possa non essere molto dissimile da quello del  2020. Fontana ha chiuso le sua regione, nostra locomotiva economica ed epidemiologica, scuole comprese, non sembra un bel viatico.

Siamo anche rimasti orfani del Fiero Conte, che in fondo rappresentava piuttosto bene le velleità e le capacità dell’italiano medio, in favore del più autorevole e competente, ma meno presente, Drago Draghi.

L’indice RT , cioè la contagiosità di ogni singolo malato più o meno, è salito di nuovo sopra l’uno. Il caso vuole che oggi tocchi a me riandare a prendere Ettore e Giuliano. La mamma sarà impegnata in una riunione online tra le diverse idiosincrasie che ho sviluppato c’è quella per la parola call detta di solito con accento locale.

Con Giuliano quest’anno stiamo vedendo insieme per Prima volta San Remo che però sembra avere un allure generale di tristezza incipiente. Ettore invece si è convinto di avere diritto a salire sulla mia bici per via dei suoi capelli lunghi, ieri Giuliano è venuto con me dal barbiere. «Ho i capelli lunghissimi, in bici con papà.» e così sarà.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – diario di crisi giorno 348

«Ma Batman ha i super poteri?» Chiede Ettore
«No non li ha. È Ricco e si compra – risponde Martina – un sacco di cose tecnologiche.»
«Poi è molto intelligente, è forte, si allena.» aggiungo io
«No intelligente papà, bello Batman è bello! Ha super poteri è supereroe!» Giuliano ride eco guarda come fessacchiotti.
Ieri sera a cena prima di crollare stremato Ettore ha disquisito con noi tramite Batman di quelli che per ora sono i suoi valori, la ricchezza (lo sterco del diavolo) neanche la prende in considerazione, l’intelligenza gli interessa poco, quello che conta è la bellezza. Perché quando vede qualcosa che lo colpisce o lo eccita lui dice che bello! Mica quanta intelligenza ci è voluta per farlo, o quanto costerà? La nozione del denaro credo gli sia quasi sconosciuta, Quello che conta è essere belli è che le cose siano belle. Aggettivo onnicomprensivo che per lui ci tiene tutto quello che è degno di ammirazione e ooooohhh. Quindi Batman è bello!
Giuliano invece prima di crollare ha voluto vedere un po’ di Festival, è stato toccato e convinto dal marketing fatto su Topolino, che però nonostante le chiuse e le serrate ha perso ascolti.
Il corriere ci informa del piano vaccinale della Lombardia. Le regioni vanno in ordine sparso anche su questo, c’è chi come la Val D’Aosta si è sparata quasi tutti i vaccini, chi invece ha accantonato per la seconda dose e chi come la Calabria ne ha somministrate solo la metà il 58,7%.
Qui potete dare un’occhiata alla situazione ad oggi

C’è un mio amico, un po’ più grande di me, che mi dice di essersi messo in fila davanti alla Nuvola di Fucksas, che non è fucsia come le primule, nella speranza di riuscire a prendersi la sua dose di siero, così lo chiama non so perché. Credo scherzi ma ridendo e scherzando Pulcinella dicava la verità. E la verità è che le persone, quelle ragionevoli almeno, vorrebbero essere vaccinate anche a costo di scavalcare chi ne ha più bisogno. Del resto l’omino di burro ci ha ben ammaestrati, scuole chiuse e vaccino prima di tutto per se stesso.
Per alcuni è uno status, lo postano sui social il momento dell’inoculazione. Qualcuno ne ha diritto qualcuno ha fatto la scarpetta, cioè ha avuto le cosiddette dosi avanzate dalle fiale, qualcun altro si è finto insegnante o si è comunque prenotato on line pur non avendo diritto. L’umanità è così, non proprio degli eroi e non proprio altruisti.
La Lombardia d mezzanotte diventerà arancione scuro fino al 14 marzo. Chiudono le scuole, chiude quasi tutto. Marzo è un mese molto amato dal covid nostro. La sua cartina a tornasole virerà verso il rosso un po’ ovunque secondo Bertolaso. La Sardegna vive il suo distacco dal continente come un privilegio in questi giorni, pare voglia proteggersi facendo entrare solo vaccinati testati. Un piccolo terremoto nel frattempo colpisce il Lazio, Roma e la sinistra italica. .Zingaretti decide di non farsi logorare e si dimette. Forse in questo momento non è il gesto più patriottico del mondo ma so troppe poche cose delle segrete stanze del Nazareno per giudicare Noi siamo dal barbiere dove un tempo non si doveva parlare di politica.
È lui il sindaco giallo rosso? Vedremo.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 347

L’apocalisse della variante meridionale si sta abbattendo sulle scuole. Chiudere, chiudere e chiudere ancora. I vari De Luca ed Emiliano non stanno nella pelle. Chiudere tutto dalla materna all’università, il sogno del paese dei balocchi. Il successore canuto della Azzolina è stato respinto con perdite, pensate pare pretendesse che prima di chiudere le scuole chiudessero i centri commerciali, perché così i ragazzi non andassero in giro a bighellonare. I capi delle regioni ancora ridono di fronte a tanta ingenuità. Il nuovo Dpcm, la recente sentenza del TAR Campania danno loro di nuovo la possibilità di chiudere tutte le classi.
Insomma il nostro Grisù, drago ambientalista, da che era partito per far recuperare la scuola ai ragazzi sembra finirà per toglierne ancora. Siamo un Paese complicato.
Le varianti presto saranno innumerevoli o forse lo sono già, la campagna vaccinale stenta ancora a partire e l’opzione una prima dose a tutti non convince ancora CTS e ministero.
Grisù ha firmato il suo primo Dpcm e ha lasciato che a illustrarlo fossero la Gelmini e Speranza, devo dire molto carucci insieme lì nel cortile di Palazzo Chigi. Giuliano mi ha chiesto chi fessero non tanto loro quanto i due signori con i capelli grigi accanto a destra e sinistra. Ho provato a spiegargli che erano il Presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il Presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli ma adire il vero non so bene neanche io la differenza e alla fine gli ho detto che erano due dottori del CTS.
La burocrazia sanitaria è complessa ed importante come mai prima di oggi. Nel generone romano, quell’insieme di belle signore, imprenditori edili e politici di medio cabotaggio i medici sono sempre stati considerati membri di diritto della comunità cenante.
Nella campagne elettorali per il comune avere un medico in lista significa avere un preferenziere. Insomma i medici sono sempre anche un po’ politici, almeno qui da noi.
I medici, nelle loro infinite sfaccettature, sono le persone dalle quali ci aspettiamo di più quando stiamo peggio e finiscono inevitabilmente per deluderci, come potrebbe essere diversamente viste le premesse.
Noi vorremmo che i nostri cari guarissero, vorremmo star bene, il che è comprensibile ma purtroppo non è sempre possibile.
Pare che la medicina questa volta sarò particolarmente cattiva. La curva cresce di nuovo, causa variante inglese che inevitabilmente è giunta da noi, del resto non si capiva come fosse possibile che ci risparmiasse. I vaccini sarebbero una risposta efficace purtroppo per una ragione e per l’altra non riusciamo ad usarli nel modo opportuno, di fatto vacciniamo poche persone. Non resteranno che altre chiusure. C’è di buono che però potremmo andare a comprarci da bere dopo le 18.00. Lo prevede con grande giubilo della cittadinanza il nuovo Dpcm illustratoci da Speranza e Gelmini.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 346

I ceppi, mutati, trainano i nuovi contagi in Piemonte, Lombardia, Veneto e Campania secondo Speranza il giovane il picco sarà dopo il 15 marzo. Oltre alla brasiliana, l’inglese e la sudafricana ora abbiamo anche la nigeriana, oltre la metà dei contagiati sarebbe con varianti.  Presto nuove chiusure la resistenza del successore della Azzolina, il ministro Patrizio Bianchi, poco ha potuto: chiusura di tutte le scuole in zona rossa e ovunque il rapporto popolazione contagi superi 250 ogni 100.000 abitanti se i Capi delle Regioni lo vorranno.  Sarebbe la terza ondata ma c’è già chi tra gli esperti di numeri e virus si spinge a parlare della quarta.

Le strade di Roma complice un marzo che si annuncia mite sono tornate piuttosto vivaci, incontro persone, preti, suore, pellegrini, clientes, turisti, come non ne vedevo da ottobre. Anche la mattina venendo in bici con Giuliano vediamo volti, gambe e mascherine come non ci capitava da tempo.  Oggi mi sono scapicollato per farlo entrare in orario, siamo riusciti. Meglio così che almeno non mi ha cazziato.

Ettore invece è un po’ che quando si arrabbia con noi dice «Vojo andare a scuola! A quola!» Chissà che lì invece non gli dica che vuole venire a casa. Comunque è molto radicale nelle sue manifestazioni, via andare via, fuggire dalla sofferenza. In fondo è il nostro istinto di sopravvivenza.  È che in alcuni casi non si può fuggire da nessuna parte.

Primo positivo al Festival.

Draghi oggi dovrebbe firmare il suo primo DPCM ma non parlerebbe. Ricordate le didascaliche conferenza stampa di Conte? Niente nulla silenzio! Un testo e, immaginiamo, un comunicato stampa. Niente slide.

I congelatori dei nostri ospedali per intanto restano pieni di vaccini ‘ininiettati’ . Il generale Figliuolo si è incontrato con Curcio, la svolta della dose unica per il momento non c’è stata.

Ora la palla di fuoco, come lo chiama Ettore, sta per andar via. Giuliano fa lezione di scacchi. Si segnala il primo caso di positività al Festival, un collaboratore del cantante Irama che per questo non si esibirà. Il bollettino che un tempo ci leggeva Borrelli, anche lui giubilato per Curcio, oggi conta 343 morti e 17.083 contagi.

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 345

Domenico Arcuri uno dei comandanti di questa guerra senza fine e senza inizio al covid nostro è stato congedato. Arcuri da noi detto il temporeggiatore, come Quinto Fabio Massimo, è stato sostituito da un signore che è un comandante e un generale lo è davvero.

Il Presidente  Draghi lo ha incontrato  e poi ha fatto scrivere un comunicato in cui lo si ringrazia per il grande lavoro svolto e si spiega che però così.. così … e così.

Il suo sostituto è un militare, un alpino, di quelli veri con la piuma. Si chiama Francesco Paolo Figliuolo è lui il nuovo Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19.

Un personaggio si aggiunge alla nostra galleria degli eroi italici contro il covid. Di lui sappiamo poco se non che è un soldato, un generale di corpo d’armata un uomo che ha già gestito la logistica proprio per l’esercito, abituato al comando e alle responsabilità.

«Metterò tutto me stesso e tutto l’impegno possibile per fronteggiare questa pandemia. Lavorerò per la nostra Patria e i nostri connazionali – ha dichiarato –  la nomina è stata un fulmine a ciel sereno. Per me una grande attestazione.»

Non possiamo che augurargli, con un brindisi come si usa tra gli alpini, ogni fortuna nel suo nuovo incarico.

È il caso di porgere l’onore delle armi ad Arcuri della cui dipartita al momento godono pubblicamente anche in troppi. Lo ricorderemo, per i banchi a rotelle e le primule fucsia ma anche per essere riuscito ad imporre un prezzo calmierato per le mascherine sfruttando canali in concorrenza con quello delle farmacie.

Sempre più giovani sembra che si contagino, tutto il mondo aspetta il primo Dpcm del presidente Draghi che sembra comunque delineare ogni giorno un po’ di più una strategia almeno in parte diversa dal fiero Conte: dose unica di vaccino, cambio di commissario.

Nelle zone rosse, e anche in Campania dove il Tar ha dato ragione all’Omino di Burro sono state chiuse le scuole noi invece ci andiamo ancora. Oggi Giuliano mi ha molto cazziato perché l’ho fatto arrivare in ritardo.

«Non sai cosa non mi dirà la maestra per colpa tua!»

Ora ha scoperto la nostra biblioteca di fumetti, ne abbiano più di qualcuno e pare essersi innamorato di Topolino.

In Sardegna invece le cose vanno così bene che è stata decretata la sua bianchezza. La prima regione bianca può uscire a cena, andare a letto un po’ più tardi e andare tutta a scuola in presenza. Non è moltissimo ma è già qualcosa in più. Speriamo non venga invasa dai giovani della Roma e della Milano bene come successe l’estate scorsa. Le seconde case… un giro di aperitivi…la musica del giovane Alemanno.. il mare… il tramonto.

State bene e adelante con judicio!

 

 

Coronavirus – Diario di crisi weekend 46

Gli italiani si sa sono brava gente ma hanno qualche difficoltà ad accettare le donne nei ruoli apicali, nelle aziende, nei partiti come nelle istituzioni. Il mio Ettore, 3 anni, non fa eccezione. Quando ha scoperto, causa una serie su Italiauno, dell’esistenza di Batwomen ha vacillato e negato a lungo la sola possibilità. Non so quanti di voi sappiano quanto possa essere una cosa seria un supereroe per un bambino, per Ettore Batman è un eroe ma anche un amico e un po’ una divinità. Sa che non è reale ma fa finta che lo sia, almeno per la metà del suo tempo di gioco, ci parla e Batman  gli risponde.

«No Batwomen! Catwomen, papà! C’è Catwomen. Batwomen no.»

«Ma no amore.. non vedi la maschera! Il pipistrello sul petto. Lei è Batwomen. La donna pipistrello non la donna gatto.»

«Papà: Batman… Robin… Catwomen… Joker sì. Batwomen no, non c’è Batwomen»

Ha accettato con dolore la cruda realtà solo quando la rossa eroina ha lanciato i suoi batarang, oggetti caratterizzanti il suo eroe, che lui ben conosce.

Mentre noi ci confrontiamo con le questioni di genere la provincia di Frosinone da cui viene Martina e in cui vivono quasi tutti i suoi parenti è diventata zona arancione, con qualche paese in zona rossa. La variante brasiliana sembra aver invaso la Ciociaria. Purtroppo non è un film sul calcio con Oronzo Canà. La variante in questione sta facendo molti danni in Brasile e ovviamente preoccupa anche da noi. Pare sia più veloce e che possa penetrare più facilmente le difese immunitarie dei guariti o vaccinati per dirla in medichese avrebbe una potenziale maggiore trasmissibilità o propensione alla reinfezione.

La questione resta, vaccinare presto vaccinare quante più persone possibili. Sembra che il nostro Drago sia favorevole alle via britannica: raggiungere quante più persone possibile con al prima dose per la seconda poi si vedrà.  Dato che lì ha funzionato sembra ragionevole, d’accordo con il nostro Drago è Bertolaso che sembra spingere perché si faccia così almeno in Lombardia. Inoltre sostiene che non abbia senso proseguire nel digradare d’età ma che finiti gli ultra ottantenni si debba passare alle persone che lavorano. Certo questo avrebbe un prezzo: sacrificare più di qualche ultra settantenne, non è una un dettaglio.

Adesso molte speranze sono riposte sul nuovo vaccino della Jhonson e Jhonson, addirittura monodose e senza bisogno di particolari misure per la sua conservazione. Si parla di un crescendo che raggiunga le 500.000 dosi al giorno. Per ora è stato approvato solo dalla Food and drug administration in USA.

Vedremo non è facile distinguere la realtà dalla propaganda. Ancora meno la propaganda dei nuovi da quella dei vecchi che vogliono essere confermati dai nuovi, poi ci sarebbe anche quella delle aziende ma lasciamo correre.

Della scuola e della sua chiusura si ricomincia a discutere, non in Campania dove l’omino di burro per non sapere né leggere né scrivere ha ovviamente richiuso tutto.

Ieri con Ettore siamo andati a comprare un pesciolino, il negozio di acquari e pesci è ancora aperto ringraziando gli appassionati, e abbiamo comprato Ciucciolo, così lo ha battezzato Ettore, una piccola Carpa Koy.  Se l’è dovuta vedere con la territorialità di linguetta che lo ha bullizzato per almeno una dozzina di ore ma sembra essersela cavata.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 342

«Tutela della salute e salvaguardia dell’economia: lezioni dalla pandemia» Questa la prima lezione del Professor Conte di ritorno nella sua Università. L’ho ascoltato un po’. Ha il tono, l’accento e la voce a noi ormai nota.

Tutto sommato credo che sappia che questa del covid nostro è l’esperienza più importante e notevole della  sua vita, pur bella. Ne riparla come si parla di un amore perso, di un regno ceduto, di una patria abbandonata.  Per la prima volta mi sta anche simpatico. Sembra ancora lì al suo posto però senza mascherina. Dice di aver scoperto di appartenere a una grande comunità nazionale e tante altre cose più o meno retoriche che però dato il luogo e il momento suscitano in me solo simpatia. E’ un evento in streaming, quindi niente applausi, nessuna paltea, nessuna interruzione, niente di niente solo lui un tecnico che pulisce il microfono e il rettore.

«Il cane bianco ennero. Mi piace quetto cane bianco ennero.» Snoopy  è una star anche per il mio Ettore. Ultimamente per una serie di ragioni mi capita di stare molto più con Giuliano che con lui e questo mi spiace un po’. Lui è felicissimo quando sta con sua mamma però dovrebbe stare un po’ di più anche con il papà. Ieri a tavola si è voluto sedere vicino a me per un po’ poi però è tornato da Martina. E’ un po’ che si aggira per casa con un telescopio che gli zii hanno regalato a Giuliano. A lui piace da morire guardarci dentro chissà cosa si immagina. A volte lo sorprendo che si avvicina di soppiatto al fratello nella speranza di sorprenderlo anche di essere sorpreso, perché i bambini adorano essere spaventati.

Chissà cosa si ricorderà di tutto questo, me lo chiedo spesso, lui pala del colonavilus ne chiede conto a modo suo.

Il drago invece tace. Non parla lascia che diffondano immagini di lui dietro a una scrivania e sue dichiarazioni sull’importanza dell’agenda transatlantica. Leggo che alcuni gli chiedono di comunicare altrimenti i politici colmeranno il suo vuoto. Non so se sia vero il vuoto che si può provare a colmare è quello lasciato da Casalino e Conte. Il Presidente del Consiglio comunica comunque anche con il silenzio. Non so se sia un messaggio tranquillizzante però giunge comunque. Sarebbe importante che prendesse l’abitudine di relazionarsi con noi. Scelga gli strumenti a lui più congeniali ma lo faccia. Usi l’intermediazione dei giornalisti oppure no ma si relazioni con i cittadini. Abbiamo bisogno di vedere e sentire cosa dice chi ci governa. Ho dedicato una parte importante della mia vita ad aiutare a comunicare alcune istituzioni, non credo che sia possibile farne a meno.

Pare che le Marche, il Piemonte e la Lombardia stiano per diventare arancioni, il Lazio resterebbe giallo. Tutti sappiamo che l’unica cosa da fare e far vaccini a spron battuto. Per il momento non si riesce più di tanto, vedremo più in là.

State bene e adelante cn juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 341

«La campagna di vaccinazione contro l’epidemia Covid sta registrando un confortante incremento.» Chi lo lascia andare secondo voi a questo autolaudatorio commento? Il commissario al covd israeliano? il ministro della sanità inglese? Il primo ministro scozzese? No signori miei è l’Arcuri nostro.

Che dire c’è chi può e chi non può lui può. La Pasqua si avvicina e Salvini pensa bene di provare a cavalcare il desiderio di stare insieme delle persone. Ora però è nella maggioranza di governo quel che dice ha un peso diverso, sono certo che Giorgetti glielo avrà spiegato.

La propaganda di tutti ha scaldato i motori anche perché ci sono da occupare gli sterminati spazi che Casalino e Conte hanno lasciato liberi. Il drago si sa è di poche parole. Zingaretti passa dall’inaugurazione della Nuvola di Fuksas come centro vaccinale per il personale scolastico a una ospitata con la Carmelita D’Urso, che ringrazia per aver avvicinato la politica la gente o la gente alla politica non so.

Giuliano oggi invece mi ha telefonato tutto contento per dirmi che gli avevano fatto visitare quattro obelischi e gli avevano insegnato a scrivere il suo nome con i geroglifici. No vedo l’ora di tornare a casa per vedere com’è.

Il governo deve tararsi per la produzione di propri DPCM  e si deve fasare anche per l’incasellamento delle regioni nelle rispettive zone a colori. Pare che per prima cosa il tutto non entrerà più in vigore da domenica ma dal lunedì e che sapremo del nostro colore il sabato e non più il venerdì.

Il potente Franceschini indica il 27 marzo come possibile data per la riapertura dei teatri e dei cinema. Pare che si stato lui, come un oracolo delfico, a scegliere il giorno e il mese e a proporlo al CTS.  I giornali riportano sibilline frasi al riguardo. ll governo Draghi la sta valutando. La titolare degli Affari regionali Gelmini: «Iniziato il percorso». Il collega della Salute Speranza: «Ora rigore»

Queste le regole che gli uffici stampa della sfinge della cultura lasciano filtrare: biglietti nominativi e prenotati online per il tracciamento, ingressi contingentati, mascherine FFp2 obbligatorie per tutta la durata dello spettacolo, sala sanificata alla fine di ogni proiezione o rappresentazione, ultima visione non oltre le 22. Devo confessare che nella mia testa queste parole vengono lette con il tono del secondo tragico Fantozzi  che rivedo dentro la sala per il cineforum per La corazzata Potëmkin

Non ne stiamo uscendo migliori, diciamoci la verità, siamo diventati tutti un po’ più stronzi.

State bene se potete e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 340

«Bisogna staccare i figli da questi maledetti telefonini,  io litigo con i miei figli su questo. Ma se loro mi dicono, chiudono i bar, gli oratori, che devono fare? Spero di capire come limitare i danni perché non vedo l’ora che i nostri ragazzi tornino a giocare sui gonfiabili o andare in giro liberi» Così l’uomo che è riuscito anche ad iscriversi a Tik Tok pur di entrare nei cellulari dei nostri ragazzi ha arringato i giornalisti in Senato e il Popolo di Facebook.

Ora a parte l’ipocrisia, che comunque è l’omaggio del vizio alla virtù, il problema c’è. L’uomo del Mojto sente l’aria ed ora l’aria è questa.  La frustrazione per le chiusure è per altro accresciuta dalla constatazione che la campagna vaccinale langue. Pe mille ragioni, che nulla hanno a che vedere con le straordinarie capacità della nostra classe dirigente, però langue. La mamma di Martina, maestra delle elementari, è riuscita a prenotarsi per il suo vaccino, che comunque farà tra un po’.

Non c’è nessuna Speranza che le cose cambino fino a dopo Pasqua. Il che probabilmente data al situazione è anche comprensibile.

Qualcosa bisogna provare, gli inglesi che tutti sfottevamo perché facevano le due dosi a grande distanza per coprire il prima possibile più perone possibili, hanno avuto ragione. Noi niente colpi d’ala invece?

A dire il vero pare che Bertolaso e i lombardi un’alzata di ingegno potrebbero averla avuta: concentrano i vaccini nelle zone più colpite di Bergamo e Brescia e sulle persone più vulnerabili: gli anziani. Variazioni contro varianti.

Quando ero piccolo mio padre cercò di farmi appassionare agli obelischi e alle fontane di Roma. Poi crebbi e un mio amico, guida ed egittologo, tentò la stessa cosa. Eppure per imparare il nome dei tre che vedo quasi ogni giorno: il Macuteo, il Minerveo, il Solare o il Campense c’è voluto mio figlio Giuliano. È  bastato che lui mi accennasse a un suo vago interesse perché io mi documentassi  e studiassi quello né pieta del vecchio padre né l’amicizia per Riccardo avevano potuto. Ora stiamo studiando gli egizi: una civiltà fantastica. Chissà che non si possa andare al museo a Torino alla fine di tutta questa storia.  I figli sono sempre un argomento forte….

Mentre chiudo la rubrica arrivano notizie sui nuovi sottosegretari pare siano 34 di cui  11 al M5S, 7 lega, 6 FI e 6 al Pd (tutte ragazze tranne Amendola). Chiusa questa pratica auguriamo loro e al governo buon lavoro.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 339

Per la prima volta da quando è iniziata questa storia ho rivisto la Fontana di Trevi aperta. Perché come i romani ben sanno, quella che è la più bella fontana barocca del mondo, ha una parte passeggiabile, si può entrare dentro e girare tra gli scogli scolpiti, i sedili e le pigne e le sculture più esterne all’opera, tutto intorno alla grande vasca dove i turisti e i pellegrini buttano una moneta per chiedere ad Oceano di poter tornare a visitare Roma almeno un’altra volta. Il titano è immenso e domina tutta la scena della fontana, più scendi più sembra grande. Bene tutto questo era transennato, la fontana era regolarmente in funzione, con i suoi zampilli e la sua acqua trasparente, però si poteva guardare solo dalla piazza circostante, qui abitava Pertini con la sua moglie psicologa, più giovane e più in carne di lui. Mi è anche venuto il dubbio di qualche alzata di capo di una guida o di un turista ma un vigile e una vigilessa guardavano compiaciuti.

Fontana di Trevi di nuovo aperta è uno spettacolo

Con Ettore e Giuliano e Martina ci siamo fermati al forno Trevi, dove Giuliano si è ingozzato di biscotti alla marmellata ed Ettore ha fatto riempire dalla mamma il suo biberon di latte.  Una bella giornata un po’ più lunga di quella di ieri e del giorno prima, il sole va a letto sempre più tardi. La primavera fa quasi capolino ma Bertolaso dice che arriverà il freddo della terza ondata. Freddo ha già invaso le provincie di Brescia e Bergamo. Arancioni rafforzate, che significa scuole chiuse, alla tedesca.

Ormai sappiamo della straordinaria efficacia dei vaccini dai dati israeliani e da quelli britannici, cui dobbiamo riconoscere di aver saputo scommettere con coraggio sulle due dosi distanziate. Noi invece arcureggiamo quel che  possiamo con vaccini che abbiamo e l’organizzazione che ci troviamo.

Peraltro sono curioso di sapere cosa succederà a chi più furbo e meglio ammanigliato riuscirà a vaccinarsi per primo. Probabilmente niente vedo che qualcuno addirittura esibisce la cosa sui social, del resto l’esempio venne dato per tempo dall’omino di burro che non vede l’ora di poter richiudere le scuole anche se è molto più sereno da quando ha avuto al sua dose.

Pare che il presidente Draghi si prepari a un nuovo DPCM questa sera vedrà i ministri competenti e il CTS.

 

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 338

Ancora vietati gli spostamenti tra regioni. Provvedimento in continuità, come è normale che sia, con quanto fatto sin qui dal fiero Conte ora tornato alla sua cattedra. Mi chiedo dell’attualità di questo provvedimento considerando che le zone rosse si fanno sempre più piccole e incastonate in territori dai colori diversi. Non solo qui nelle italiche terre ma anche ai nostro confini, Nizza chiusa per il weekend. Uno dice chi se ne frega dei francesi, beh sbaglia, sempre secondo me, ma in questo caso in particolare. Nizza è quasi in Italia e quello che succede lì si ripercuote necessariamente almeno in Liguria. Più domesticamente sembra che una zona rossa possa interessare tutta la provincia di Brescia.

In tutto questo sono un paio di mesi che i ristori sono fermi e se il Ministro Franco non prepara un decreto o qualcosa di analogo a breve il 28 di questo mese cade la moratoria  a oltre 50 milioni fra cartelle esattoriali  e avvisi fiscali congelati.

Con quel po’ di sole che è c’è arriva anche qualche turista

Era dall’inizio dell’inverno che non vedevo allegre comitive di turisti in disordinate file, oggi mi è capitato di nuovo, seguivano le guide armate di paline o bandierine. Credo fossero proprio francesi. Mentre mangiavo un panino con la mia bellissima moglie in Piazza Navona ho visto un primo sparuto gruppo poi seguito da altri più consistenti.

Giuliano ha scoperto come si dice ombelico in inglese, belly button (io non lo ricordavo più) e la cosa lo diverte oltre modo. Ettore trova bellissimi gli arcobaleni che fa facendo la pipì in piedi. Tra un po’ mangeremo tutti insieme e questo è già qualcosa.

 

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 45

Tutti rossi tutti arancioni, no tutti gialli. Alla fine i capi delle regioni non trovano un accordo per il primo appuntamento con la Gelmini. Un pensiero all’ex ministro Boccia che ci si è confrontato fin qui e si è pure preso il covid nostro.

Giuliano ha finito Zanna Bianca e ora vorrebbe leggere Moby Dick, gli ho detto che mi pare un po’ presto. Ettore ha manifestato tutto il suo entusiasmo per la visita, rigorosamente con mascherina dei nostri amici Gianluca, Toni e Cristina. Si sono scatenati anche un po’ in terrazza le temperature sono salite e lo consentono.

In mattinata siamo andati al Tufelllo a vedere un po’ di Murales, molto belli quello su Proietti di Lucamaleonte e quello di Jorit su Valerio, il ragazzo di autonomia operaia ucciso da tre uomini travisati (probabilmente neofascisti)  in casa sua negli anni di piombo. A Valerio Verbano spararono il 22 febbraio 1980, domani è l’anniversario.

Vaòerio
Valerio Jorit Via delle Isole Curzolane

 

Alcuni miei concittadini hanno scoperto di avere figli campioni di sci o come direbbe il ragionier Fantozzi azzurri di sci. Pare che avere un figlio iscritto ad una federazione riconosciuta dal Coni impiegato in qualche gara sia un giustificato motivo per spostarsi anche in un’altra regione, quindi tutti a Campo Felice.

L’esperienza estiva in Sardegna  in Grecia e in Spagna non ci ha nsegnato nulla.

Peraltro si va verso al conferma del divieto di spostamento tra Regioni.

Le preoccupazioni del presidente Draghi per i giorni di scuola persi dai ragazzi pare verranno interpretate da Patrizio Bianchi come giorni di socialità da far recuperare ai bimbi delle elementari. Perché con i professori  meglio non litigare immagino, invece le maestre si sa sono più pazienti.  Anche se adire il vero quelli che hanno perso mesi di scuola in presenza sarebbero i ragazzi delle medie e soprattutto delle superiori. Comunque mi tenessero Giuliano a scuola fino al 30 giugno non mi lamenterei.

State bene e adelante con juicio!

 

Gigi Proietti di Lucamaleone

Coronavirus – Diario di crisi giorno 336

«Papà ma esiste un voto in condotta?» Da questa domanda di Giuliano, e da altre trascurabili circostanze ho capito che mi dovevo aspettare qualche cambiamento quest’anno.

Febbario del resto è il mese delle frappe, delle castagnole del Carnevale, spesso del freddo, ma anche delle pagelle.

Quando mi è arrivata quella di Giuliano, ovviamente digitale e sul registro elettronico, ci ho messo un po’ ad interpretarla, prima con i numeri era più semplice ora nel campo, un tempo numerico, compaiono tre lettere AVA, che immagino significhi avanzato. Lì per lì ho pensato che fosse un segno grafico che indicava che il pagellino dovesse essere ancora compilato. Poi il mio collega Flaviano mi ha spiegato che ora ci sono solo quattro giudizi possibili: in via di prima acquisizione, base, intermedio e avanzato. Giuliano è AVA che a me fa venire i mente un aviere di guardia a Villa Franca di Verona ma è un problema mio.

Ora sono qui che aspetto di parlare con le sue maestre, on line, che so mi diranno bene di lui ma che quest’anno si è un po’ svegliato, come dicono loro, cioè che fa qualche monelleria in più.

Giuliano e i suoi compagni hanno passato quasi tutto il primo quadrimestre con le mascherine indosso e il covid nostro che aleggiava nelle loro fantasie e a volte anche per la scuola. Sono stati tutti bravi secondo me, come lo sono state le maestre e la preside che si è inventata questa cosa della scuola diffusa, che al contempo le consente di alleggerire la presenza in classe e di far fare esperienze nuove ai ragazzi.

Anche le Regioni hanno avuto le loro pagelle: Lombardia e Lazio restano in zona gialla. Emilia Romagna, Campania e Molise diventano invece arancioni. In Umbria sono rosse Perugia e la provincia di Terni, un bel pezzo della regione di San Francesco. La Val D’Aosta invece non si imbianca, credo con qualche sospiro di sollievo, perché essere i primi spesso fa un po’ paura.

Il livello di RT, in Italia, si tiene appena sotto l’uno, quasi miracolosamente o arbitrariamente. Sembrerebbe meglio non uscire troppo e restare a casa più che si può. Però qua servirebbe una vaccinazione più celere. Si spera che dopo aver incassato l’incredibile messe di lodi, lo hanno paragonato anche a Totti a Baggio o a Ronaldo, il Drago si faccia carico di questa urgenza, anche rompendo la linea di continuità con alcune scelte del governo precedente, le crisi sono questo, discontinuità.

Ieri sera tornando a casa ho incontrato un furgone che mobilizzata i monopattini, era carico di lucine rosse che brillavano nel crepuscolo trasteverino, nessuno andrebbe su quei cosi senza la logistica che hanno dietro, la mappatura, i flussi di persone, la rete. Se serve per i monopattini immagino possa servire anche per i vaccini.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 335

Doveva essere proprio stanco ieri Ettore. Si è addormentato verso le 20.00 e si è risvegliato alle 7.00 di questa mattina. Undici ore. Che spettacolo! A me non capita più. Si è svegliato di umore ottimo ed è venuto in bagno da me per giocare, dire, scherzare. Giuliano invece oggi oltre che al solita uscita la farnese è andato al ghetto dove credo gli abbiano parlato anche della giornata della memoria, un po’ dopo però sono contento lo stesso che gli abbiano spiegato cosa successe il 16 ottobre del 1943, e anche prima e anche dopo.

Alla fine la scuola è anche questo, e quanto ci serve la scuola, che devo riconoscere a parte le zone presidiate dai cacicchi e dagli omini di burro, almeno per quel che riguarda le elementari ha funzionato.

Il drago ieri ne ha riparlato, nel suo discorso al Senato.

“Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà.

Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza.”

E’ importante che la scuola sia una questione centrale per il nostri nuovo presidente.

Intanto dal 22 febbraio gli insegnanti potranno vaccinarsi e si stanno già prenotando. Prima venivano esclusi gli over 55 ora tutti AstraZeneca. Che come è noto è il vaccino su cui abbiano riposto le nostre migliori speranze.

 Qui ci si può prenotare:

C’è un gran fervere intorno ai colori delle regioni, l’arancione non piace troppo e pare che invece la Val D’Aosta possa entrare nel mitico Eldorado bianco. Il nostro assessore alla sanità D’Amato sembra volerci rassicurare sulla nostra permanenza in giallo. L’Abruzzo invece potrebbe diventare Rosso. Un certo clamore suscita il contagio di alcuni medici già vaccinati, secondo il messaggero 12 di loro avevano ricevuto addirittura una doppia dose.

Le vaccinazioni dovrebbero andare un po’ più spedite purtroppo però siamo ancora lontani dal ritmo che dovremmo avere.  Secondo al fondazione Hume che si è inventata l’indice “di questo passo” dovremmo riusciremmo ad arrivare all’immunità di gregge nel 2024 se appunto procederemo di questo passo.

Qui posiamo vedere quante dosi e quanti vaccinati

 

La buona notizia è che lo Pfitzer avrebbe il 90%  nel prevenire l’infezione, non solo la malattia. Questi dati arrivano da Israele dove parte importante della popolazione è stata vaccinata e testata.

 

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 334

Oggi è il primo giorno di quaresima per strada si vedono ancora i coriandoli dei bambini ma il Carnevale è finito. Giuliano ed Ettore sono entrati a scuola in borghese, con la mascherina ma senza maschere, ed io sono andato in ufficio. Ho incontrato tanti giornalisti vicino al Senato un collega mi ha anche detto di una manifestazione dei paragoniani, scissionisti M5S vicini all’ex direttore della Padania in Piazza del Pantheon.

La Raggi ha le sue gatte da pelare con i possibili candidati giallorossi o solo rossi, (sostanzialmente Gualtieri) QUI un bel pezzo di Di Giorgio che spiega la situazione per la corsa al Campidoglio.

Il discorso del Drago è stato sobrio, in un italiano migliore di quello del suo predecessore, non particolarmente lungo anche questo aspetto è secondo me apprezzabile. Ha detto le cose che ci aspettavano: vaccini, protezione, riforme, Europa.  «Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta.» La frase più bella e anche un po’ ironica detta dall’uomo del “Whatever it takes.”

QUI potete riascoltare o leggere il discorso di Draghi.

http://www.governo.it/it/articolo/le-comunicazioni-del-presidente-draghi-al-senato/16225

Solo 349 i positivi di oggi, mentre ieri erano dei 574 qui a Roma. Le nuove micro zone rosse, stanno spuntando come funghetti e pur avendo noi abbandonato il carnevale faranno sembrare il nostro stivale quello di Arlecchino. Pare che il nuovo piano vaccini sarò una roba più pesante e meno petalosa (vedi alla voce primule) di quanto aveva previsto in un primo momento Arcuri il temporeggiatore. Alla Cecchignola, enorme zona militare alla periferia sud di Roma, verrà allestito un grande centro vaccinale.

In totale oggi hanno fatto quasi 300.000 tamponi e i positivi sono stati 12.704, non è malissimo. Ho letto che come ipotizzato da noi la Commissione e anche Draghi, dal canto suo, stiano pensando alla possibilità di condividere i brevetti in modo che si possano produrre i vaccini in loco, strategia che sembra più brillante di quella che ne vorrebbe far e uno tutto nuovo e tutto italiano pronto però forse pandemia finita.

Ora vi lascio che mi aspettano Giuliano e il suo Zanna Bianca Ettore e il suo Pitelpalkel.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 333

«Ma come faccio con la mascherina sotto la maschera di Dart Fener?».  «Boh tienila sotto». Questa mattina è stata tutto un travestirsi e un mascherarsi. Giuliano appunto da terribile Sith dell’impero e Ettore da Spiderman. Oggi potevano entrare a scuola mascherati. Ricordo l’incontenibile gioia di quando capitava a me e la terribile delusione quando ero costretto a casa con la febbre. Il Carnevale da bambini è un luogo e un tempo che non si vorrebbe mai abbandonare, anche se ti hanno vestito da Pierrot o da Arlecchino e tu invece volevi essere Sandokan e Gig Robot.

Oggi all’entrata c’era un certo fermento: molti bambini correvano, urlavano e anche qualche genitore era mascherato. Giuliano era molto orgoglioso del vestito che aveva preparato con la mamma.

Nell’attesa che Draghi il silenzioso finalmente parli e si rivolga se non a tutti noi almeno al Parlamento ci siamo imbattuti in alcuni suoi scritti che dimostrano una certa dimestichezza, almeno ad uso metaforico, con alcune maschere spaventose, forse più da Halloween che da Carnevale. Sua e del suo gruppo di lavoro la definizione di aziende Zombie per il Gruppo dei 30 del dicembre scorso.

Anzi i draghi, si sa, hanno una certa dimestichezza anche le apocalissi:

“Zombie apocalypse As interest rates stay low and governments continue to support struggling firms, the risk of zombie firms increases.i A recent study found that the ratio of zombie GROUP OF THIRTY 23 firms increases as the company size decreases,j raising concerns of a growing number of “invisible” walking dead among smaller firms.

 

Tradotto alla meno peggio:

 

“Un’apocalisse zombi: mentre i tassi di interesse rimangono bassi i governi continuano a sostenere le imprese in difficoltà, aumenta il rischio di imprese zombi.  Uno studio recente (del GRUPPO DI TRENTA 23)  ha rilevato che il numero delle imprese zombi aumenta al diminuire delle dimensioni dell’azienda, sollevando preoccupazioni per una crescita numero di morti viventi “invisibili” tra le piccole imprese.

Reviving and Restructuring the Corporate Sector Post-Covid DESIGNING PUBLIC POLICY INTERVENTIONS

D’altro canto il covid nostro non se la sta vedendo benissimo, l’incremento dei casi è in frenata nel mondo: un po’ per i vaccini, un po’ per le misure di distanziamento (dice l’OMS), un po’ (spero io) perché tutto a un certo punto declina.

Vi lascio qui la bellissima parabola discendente dell’India (che da sola ha fatto 10,925,710 di casi. Ma la parabola comincia a scendere un po’ ovunque. QUI vi potete fare un’idea generale dei numeridella pandemia nel mondo.

 

 

Tutto questo però secondo alcuni, e non fra i più sprovveduti, potrebbe essere messo in discussione dalla variante inglese, che essendo molto contagiosa potrebbe invertire la tenenza. Se fosse la pessima sceneggiatura di un B-Movie questo sarebbe l’ultimo attacco del cattivo dopo il suo tremendo monologo sulla fine del mondo che perirà per non aver compreso il suo genio e la sua sensibilità.

Qui a Roma i casi sarebbero scesi sotto i 500 al giorno, l’indice RT della regione però si attesta di nuovo vicino all’1, se dovesse toccarlo torneremmo zona arancione.

Ieri Giuliano aveva preparato la pasta fatta in casa con i sui compagni al Tempio di Adriano è arrivata a casa un po’ incollata ma ci siamo messi lì l’abbiamo rilavorata, anche con Ettore, e ne abbiamo fatto parte della nostra cena.

State bene e adelante con juicio!

 

 

 

Cucinando nel Tempio di Adriano

Coronavirus – Diario di crisi giorno 332

E’ un po’ che quando combina qualche danno Ettore dà la colpa a Joker, suo eterno nemico e rivale essendo lui Batman ma anche un po’ Spiderman. E’ un meccanismo quello del dare la colpa agli altri, alla base di molte delle nostre disonestà che si impara sin da bambini.

Ora che un po’ di carte cambieranno, ma non tutte, sarà complicato dare la colpa a Joker i nostri eroi sono tutti presenti, pure Joker ha un paio di dicasteri e in modo diverso tutti hanno compartecipato o al Governo Conte I o al II qualcuno anche a tutti e due.

4.540 anime, una sindaca Annunziata Piccaro che aggiorna i suoi concittadini con delle ripetute dirette facebook, con gli stessi problemi con le anticipazioni e la circolazione di documenti apocrifi di Zaia o del mitico Gallera. Con whatsapp ognuno di noi è un potenziale emittente, e più è piccola la comunità più i nostri messaggi hanno peso. Roccagorga è in provincia di Latina ma non vicinissima al mare, è il primo posto nel Lazio in zona rossa per la variante inglese. Venerdì già circolava la notizia di due focolai particolarmente aggressivi, o meglio veloci, in un centro anziani e in una scuola materna. A Roccagorga ora  è tutto chiuso, scuole, bar, ristoranti, qualunque attività non essenziale dal 14 febbraio. Non è permesso uscire dal comune o entrarvi in alcun caso salvo che per comprovate esigenze, lavorative, di salute o situazioni di necessità. Insomma la zona rossa che ci ha insegnato ad apprezzare il Natale con il Fiero Conte, quella dei giorni rossi, con la possibilità comunque di andare a trovare e ricevere fino a due persone più minori o disabili. Zingaretti ha firmato per San Valentino.  Del resto in pochi giorni ci sono stati una sessantina di contagi da Covid. La zona rossa cominciata oggi  da domani mattina, 15 febbraio, alle ore 6 e  durerà almeno 15 giorni.

Però non è solo la signora sindaca Annunziata Piccaro, insieme ai suoi concittadini, pare che la simpatica e lesta variante inglese si stia diffondendo in tutto il Lazio.

Oggi mentre D’Amato inaugurava il centro di vaccinazione ai “Bacarozzi”, meglio noto come Auditorium Parco della Musica, spiegava che il 18% dei contagiati nel Lazio risultano inglesi. Immediatamente lamentava la mancanza di vaccini e la necessitò di vaccinarci tutti con L’AstraZeneca.

Infatti sempre lui annuncia che dal 1 marzo i vaccini AstraZeneca verranno somministrati dai medici di famiglia agli under 55. Si comincia con la classe 1966. Dovrebbero essere i medici di famiglia a contattare telefonicamente i loro assistiti che rientrano in questi parametri anagrafici. Una cosa che voglio vedere con i miei occhi.

Il CTS lancia l’allarme per tutto il Paese, insomma sembra che si aspettino che possa accadere qui a breve quel che è successo in Israele, in GB e in Germania. Dell’ottimo Arcuri nulla si sa resterà o il Fiero Conte seguirà?

A sciare non si potrà andare almeno fino al 5 di marzo. Lo Speranza di Draghi ha preso una decisione che lo Speranza di Conte non aveva avuto il coraggio di prendere, aumentando così l’impatto economico del rinvio. Certo se anche i capi delle Regioni non avessero illuso un intero settore, comunque è andata così. Ora più di un impianto ha deciso di aprire comunque sfidando legge e covid.

A Roma continua fare un freddo inusitato, ho dovuto cambiare il mio equipaggiamento e sostituire il mio magnifico 100 g con un giubbottone che pesa quasi quanto Giuliano. Siamo comunque riusciti ad attraversare il vento con la nostra potente bici.

Qui in ufficio si fanno grandi scorpacciate di ZOOM ora hanno deciso di fare il webinar del lunedì. Oggi Finanza agevolata lunedì prossimo ristrutturazione dei debiti. ll problema della liquidità sembra suscitare un certo interesse in questo periodo. Qui le informazioni sui prossimi incontri

A proposito di video lezioni oggi pomeriggio Giuliano dovrebbe avere quella di inglese, lezioni che si interruppero malamente l’anno scorso con la prima chiusura totale delle scuole.

State bene e adelante con juicio!

 

 

 

Coronavirus – Diario di crisi weekend 44

Per noi un San Valentino tutti e quattro insieme. Abbiamo pranzato fuori, all’aperto in Piazza San Cosimato, un freddo come non lo ricordavo da un po’. Giuliano si è mangiato un meraviglioso piatto di cacio e pepe in un cestino di cacio, Ettore ha un po’ spiluccato e chiesto granchi tutto il tempo. Martina era bellissima stretta in un cappottino beige.

Il Fiero Conte è andato via tra le lacrime del suo Casalino e gli applausi del personale di Palazzo Chigi.

Pare che l’agenda di Draghi, chissà perché i premier tecnici hanno sempre l’agenda anche di Monti di diceva così, lui ne fece alla fine anche una specie di manifesto politico (ironia della sorte), per il covid nostro ci siano misure draconiane. Lockdown duro per tutti, come in Germania (anche l’alemannofilia sarebbe una caratteristica comune) scuole chiuse, in giro solo gli essenziali, tutto chiuso.

Il consigliere di Speranza, Valter Ricciardi, già ha annunciato urbi et orbi questa necessità, lo faceva anche prima, un giorno sì e uno no.

Per ora si tratta solo di pettegolezzi, Draghi, che in tutto avrà pronunciato in pubblico un centinaio di parole scarse, nulla ha detto in proposito.  Le varianti ormai largamente presenti su tutto il territorio nazionale spaventano più di un po’. Intanto i francesi hanno festeggiato San Valentino in Liguria che pur essendo divenuta zona arancione non sembra aver chiuso i ristoranti.

Ho parlato con più di una persona eccitatissima all’idea di poter finalmente rimettere gli sci. Il Comitato tecnico scientifico però ha detto che non ci sono più le condizioni per riaprire e subito Salvini si è fatto portavoce degli albergatori e degli sciatori ed ha attaccato Ricciardi. Insomma sarà una bella giostra.

A Roma Piantedosi ha fatto chiudere Piazza Fontana di Trevi e controllare e scoraggiare assembramenti di vario tipo e genere.

Tra le cose che mi hanno più irritato in questa lunga vicenda c’è stato sicuramente il tentativo di sminuire la gravità della situazione se non addirittura di negarla, insieme al tentativo invece di approfittarsene e di costruirci sopra fortune politiche non particolarmente meritate.

Tra gli argomenti che sono andati più di moda c’è stato il numero di morti che non cresceva secondo un fantomatico documento Istat già pronto a marzo dell’anno scorso. Purtroppo poi l’Istat i conti li ha fatti,  vi lascio QUI un link di un grafico che arriva al novembre del 2020.

Il conto fa 80.900 morti in più rispetto agli anni precedenti.

Piccola digressione scacchistica ieri Giuliano mio ha vinto un altro piccolo torneo. Era contento con la sua coppa. Mi ha raccontato che gli altri giocatori durante la finale tifavano per lui “chiudila, chiudila!”.

State bene e adelante con juicio!

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 329

Oggi trasferta a Pomezia, tanta luce e molto freddo. Dice che è Burian. L’inverno è ancora lungo come il nostro viaggio. Secondo uno studio fatto dalle regioni per l’ISS la variante inglese è presente in una percentuale del 17,8% dei casi totali. Nel medio periodo pare che soppianterà il covid nostro tradizionale.

Ricordiamo che tra le caratteristiche di questa non troppo simpatica variante c’è una maggiore contagiosità e una migliore penetrazione tra le giovani generazioni. Tutti noi speriamo che con il vaccino, varianti o no, sia un’altra storia.

Giuliano è stato in una delle sue uscite per la sua scuola diffusa nella Camera di Commercio, dentro il Tempio di Adriano, dove ha fatto una serie di attività legate alla realtà virtuale e a quella aumentata, dice che avevano una sorta di mascherina per gli occhi per poter usare i caschi e i visori. Però la cosa per cui era più emozionato era l’acquisto di un libro di Lupin.

Anche in Liguria hanno cominciato a vaccinarsi gli ottantenni, tra loro Renzo Piano che forse è il primo Senatore ad essersi vaccinato.

Qui nel Lazio il molto attivo Assessore alla Sanità Alessio D’amato dopo aver molto sponsorizzato il vaccino a KM 0, il Reithera che si fa a Castel Romano, ora caldeggia la produzione, sempre nel distretto farmaceutico del sud del Lazio, dello Sputnik V quello Russo, trattando direttamente con il Gamaleya Research Institute. Non solo il Lazio ma anche l’ottimo Zaia vorrebbe tentare una cosa del genere.

Come era prevedibile il vuoto di potere, o almeno la diminuita autorevolezza del governo in carica per gli affari correnti, ha liberato la fantasia e l’energia dei capi delle Regioni. Faccio presente che per il momento il vaccino Russo non è neanche autorizzato in Europa.

A tal proposito oggi tutta l’Italia politica era percossa da un’attonita attesa del nunzio di Draghi.

La catalogo è questo abbastanza lungo, letto dopo la sanificazione del microfono, c’è un po’ di tutto anhe alcune conferme:

Presidente del Consiglio

Mario Draghi

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Roberto Garofoli

Vittorio Colao all’innovazione tecnologica

Renato Brunetta Pubblica amministrazione

Maria Stella Gelmini affari regionali

Mara Carfagna al Sud

Elena Bonetti Pari opportunità

Erika Stefani alle Disabilità

Fabiana Dadone alle Politiche giovanili

Massimo Graravaglia al Turismo

Luigi Di Maio agli Esteri

Luciana Lamorgese Interni

Marta Cartabia alla Giustizia

Daniele Franco all’Economia

Giancarlo Giorgetti Sviluppo economico

Stefano Patuanelli all’Agricoltura

Roberto Cingolani alla Transizione ecologica

Enrico Giovannini alle Infrastrutture

Andrea Orlando al Lavoro

Patrizio Bianchi all’Istruzione

Dario Franceschini alla Cultura

Roberto Speranza alla Salute

State bene e adelante con juicio!

Arsenio Lupin di Leblanc

Coronavirus – Diario di crisi giorno 328

Con nostra grande sorpresa oggi Ettore, che aveva una sorta di festa in maschera in classe, non si è voluto vestire da Batman. Con Martina hanno girato più di qualche negozio per trovare il costume adatto ma questa mattina si è impuntato, proprio non lo ha voluto mettere.

Anche lui vittima inconsapevole del nostro rassicurante, ed effimero, conformismo, si è voluto mettere un bel vestito da drago. Un drago verde di peluche con la coda e le ali.

Giuliano invece aveva lezione al cinema Farnese è stato bello accompagnarlo lì sotto la statua di Giordano Bruno in mezzo al mercato.

Il Totipotente Draghi ha aspettato l’esito della piattaforma Rousseau il cui quesito sembrava a lui favorevole e alla fine ha vinto: sì all’accordo con il 59,3%. Avremo il super ministero per la convergenza ecologica e tanto dovrebbe bastare, per un po’.

Il centro di Roma è sempre abbastanza vuoto non che ieri la casilinia mi fosse sembrata scoppiare di vitalità. Ma dove sono finiti tutti? L’unico momento in cui trovo un po’ di persone in giro e all’ora del the che si è trasformata nell’ora dell’aperitivo, che però io non faccio, non l’ho mai fatto non è che posso cominciare adesso.

Roma svuotata senza clientes, senza turisti, senza impiegati con sempre più locali chiusi mi stringe il cuore. Mi dico che passerà. Che tutto alla fine tornerà normale e che l’unico retaggio del covid per noi sarà l’abitudine ad una un po’ compulsiva pulizia delle mani. Lo spero veramente, la campagna vaccinale prosegue.

Nonostante le mini zone rosse e i piccoli lockdown locali sembra che da domenica tutta l’Umbria andrà in zona rossa, la Toscana in zona arancione, con alcune chiusure locali. Venerdì (il fiero Conte?) varerà un decreto per prorogare il blocco degli spostamenti tra Regioni. Noi come i tedeschi cominciamo ad essere spaventati dalle varianti più aggressive che abbiamo cominciato a ricercare e trovare. La Merkel ha chiuso la Germania ancora per un po’ le cose lì vanno piuttosto male. Non si può escludere che il covid nostro farà fra un po’ qui quello che sta facendo in Germania.

A ricordarci che il mondo è pieno di rischi, anche senza il covid nostro, Valerio Massimo Manfredi e la moglie vengono trovati esamini nel loro appartamento romano, probabilmente intossicazione ma monossido di carbonio. Ora sono in ospedale in gravi condizioni.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 328

La “Casilinia” per me è sempre stato un mondo a parte. Con questa definizione comprendo più o meno tutto quello che si trova tra Tiburtina, Prenestina e Casalina, vero tridente della Roma nuova a est del Colosseo. Non ci capito spessissimo ma ogni tanto ci capito. Oggi mi sono fatto in macchina un bel giro da quelle parti. Pioveva e di solito ci trovo un traffico pazzesco, macchine di ogni tipo, epoca e colore. Invece questa volta il traffico scorreva come fosse un mercoledì di agosto e non di febbraio. No credo che mi ci abituerò mai. Come devo ammettere non mi sono ancora abituato a vedere tutte le persone in giro con le mascherine. Per carità non sto discutendo l’adeguatezza del provvedimento però non è una cosa alla quale credo riuscirò ad abituarmi mai. Però è comunque la prima cosa che indosso prima di uscire. Come dice la nuova pubblicità per incoraggiarci a portarla.

Mentre mi aggiro per le vie ornitologiche della zona, Via dei Gabbiani, Via delle Tortore, Via dei Colibrì, sento due stranieri parlar in italiano, la cosa mi fa sempre un piacere non facilmente spiegabile. Un bangla dice a un magrebino «Perché quando hanno inventato i cellulari c’ero io. Io so un mago dei cellulari!» La sbruffonata molto romanesca mi strappa un sorriso.

Il totipotente Draghi comincia ad incontrare qualche difficoltà, non si capisce bene cosa farà il M5S. Pare abbia qualche problema con la piattaforma Rousseau o meglio con la sua base. Grillo ha cominciato a parlare di un fantomatico ministero per la transizione ecologica. Vedremo.

Ho scoperto che ci possono essere delle situazioni per cui si sfugge al sistema delle vaccinazioni. Come sapete il pano vaccinale è stato rimodulato anche in base alla disponibilità. Tra i target dell’AstraZeneca ci sono i lavoratori della scuola. Però come è noto il vaccino inglese non è raccomandato fino a 55 anni. Tra le lavoratrici e i lavoratori della scuola, che le signore non si offendano, anche se non sembrerebbe c’è più un ultra cinquantacinquenne. Comunque qui nel Lazio le vaccinazioni sembrano procedere abbastanza speditamente.

Come se non bastasse almeno la Cisl scuola vuole essere audita dal CTS perché ha dubbi sull’AstraZeneca che come è noto è il vaccino su cui abbiamo investito le nostre migliori Speranze.

Giuliano è molto contento per un manga di Lupen che è riuscito ad ordinare su internet Ettore invece è felicissimo pe un costume da Batman che la mamma gli ha comprato. Ma è un altro Batman quello che voglio condividere con voi quello che la bisnonna Francesca ha ricamato su un cuscino che per il momento si trova a Roccasecca. Lo trovo bellissimo.

Tutti aspettano che Draghi si esprima che parli pubblicamente ma sembra che per il momento dovremo aspettare.

State bene e adelante con juicio!

Campagna mascherine

Coronavirus – Diario di crisi giorno 327

Gli Americani di Moderna e Pfitzer hanno puntato sull’mRNA. I loro vaccini sono un prodotto complesso e avveniristico che utilizza l’RNA messaggero incapsulato dentro delle goccioline di grasso (liposomi), che vanno conservate a temperature bassissime perché l’RNA è una molecola effimera e comincia a degradarsi appena codificata.

Infatti l’ mRNA è una delle due molecole contenenti le informazioni genetiche specifiche per ogni organismo vivente. L’altra molecola è proprio il DNA. L’RNA lo veicola nelle cellule.

Una volta iniettati nel nostro corpo, i liposomi liberano l’mRNA che contiene le informazioni necessarie per produrre la proteina Spike del virus. Questa proteina normalmente viene utilizzata dal covid nostro come una sorta di uncino, per agganciarsi alle cellule delle nostre vie respiratorie, entrarci dentro e riprodursi.

In tutte le nostre cellule ci sono i ribosomi che decodificano il messaggio dell’mRNA in proteine. L’mRNA che si trova nel vaccino, una volta entrato nelle cellule viene letto dai ribosomi che produrranno tante copie della proteina Spike del SARS-CoV-2. Ma solo la Spike non di tutto il virus.

La proteina Spike, da sola, attiva una reazione immunitaria senza la malattia. Insomma una roba modernissima complicatissima e sembra molto efficace.

I Russi e gli inglesi rispettivamente con lo Sputnik V e l’AZD1222 (prodotto dall’università di Oxford e AstraZeneca) invece si sono dati a vettori e vaccini più tradizionali. Hanno cioè utilizzato altri virus (AstraZeneca l’adenovirus dello scimpanzé indebolito e non più in grado di riprodursi) come veicolo per portare la solita Spike nel nostro sistema immunitario. Il risultato alla fine è lo stesso, però c’è un problema questi vaccini per essere efficaci devono essere somministrati due volte. Il nostro sistema immunitario a volte impara a riconoscere l’adenovirus prima della Spike e all’arrivo della seconda dose distrugge adenovirus e Spike. Da qui una serie di problemi e limiti all’efficacia dell’AZD1222.

Adenovirus

I Russi invece si sono mostrati più furbi degli inglesi e hanno risolto in un modo semplice e geniale la questione. Hanno sempre utilizzato adenovirus come veicoli, il che evita di dover abbattere i vaccini a temperature siderali, ma non uno solo ma ben due, come direbbe Giuliano, l’ Ad26 per la prima dose e l’Ad25 per la seconda a 21 giorni di distanza l’uno dall’altro. Due adenovirus diversi!

Il semplice genio dei Russi

L’uovo di Colombo! Anche io che sono un profano ho trovato la cosa sublime e divertentissima. Mi scuso per aver ironizzato sul nome e la propaganda, che pure c’era come sempre, perché alla fine è vero sono arrivati primi anche questa volta nello spazio. Ora tutti i dati sono a disposizione di tutti e pubblicati sulle riviste scientifiche del caso. QUI il link LANCET

Con Ettore ieri sera si è cucinato un po’. Abbiamo preparato delle frittatine per tutti. Lui batteva le uova, due alla volta, poi mi ci faceva mettere il pecorino, guai se mi dimenticavo… subito me lo ricordava, poi io le cuocevo e le giravo. Erano buone, semplici solo uova e pecorino. Una solo l’abbiamo variata con ricotta e prezzemolo.

Nel frattempo il Totipotente Draghi ha cominciato ad esporre, per interposta persona dei gruppi che consulta, parte del suo programma. Grande scalpore ha suscitato la sua intenzione di rimodulare il calendario scolastico per recuperare i giorni persi. Che improvvisamente sembrano essere stati da tutti ritrovati, tra Dad e quel po’ di presenza che si è fatta. Il curatore di questa modesta rubrica crede che qualche ragione il Presidente incaricato la abbia ma è tra i pochi. Le chat e i gruppi delle professoresse sono impazzite ed anche i genitori sono arrabbiati più di un po’. Perché come mi spiegò un’insegnate ci sono le esigenze familiari che comprendono magari anche l’utilizzo della seconda casa che a giugno andrebbe aperta. Per me resta un mistero come sia stato possibile anche l’anno scorso non riaprire almeno un po’ a giugno e anticipare la riapertura a settembre. Certo ci sono le esigenze del turismo, la stagione estiva ….

La scuola chiusa vs la scuola aperta anche per Draghi

La cosa però è interessante perché pone, per la prima volta, il Totipotente Draghi in un contesto concreto con i suoi contrastanti interessi. Vedremo cosa succederà, per ora neanche l’associazione dei presidi, che di solito è piuttosto agguerrita, se l’è sentita di attaccarlo frontalmente. A un certo punto farà delle scelte di programma, di potere, sociali che un po’ forse ci divideranno. Comunque i presidi hanno detto che vedranno con il nuovo ministro ma che gli sembra difficile, la CISL che allora la Dad era solo un gioco? Insomma una levatina di scudi c’è stata.

Il nuovo piano vaccini invece dovrebbe prevedere preferenza ad alcune categorie che prescindono dall’età soggetti ‘estremamente vulnerabili’ con patologie correlate al tasso di letalità del covid nostro: si tratta di soggetti con malattie respiratorie, cardiocircolatorie, condizioni neurologiche e disabilità, diabete ed endocrinopatie severe, fibrosi cistica, patologia renale, malattie autoimmuni, malattie epatiche e cerebrovascolari, patologia oncologica, sindrome di Down, trapianto di organo solido, grave obesità.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 326

Nonna Francesca, la bisnonna di Giuliano ed Ettore e di tanti altri nipotini, è riuscita a prenotare il suo vaccino. Sia la prima dose che il richiamo. Martina me lo ha raccontato con un certo sollievo. Oggi nel Lazio hanno avuto la prima dose un po’ dei nostri anziani. C’era pure Zingaretti a fare un po’ di passarella, come era normale che fosse, i politici fanno così tagliano nastri e un tempo abbracciavano bambini.Zinga, non so se lo ricordate, è stato male anche lui, ha preso il covid nostro a seguito di un apericena antirazzista, e ai tempi anche vagamente negazionista, a Milano.

Beh quando gli ho sentito dire della sua emozione e dalla gioia sui volti degli anziani vaccinati allo Spallanzani gli ho creduto, mi è sembrato sincero. Speriamo che questa cosa funzioni e che si faccia in tempo a coprire la popolazione prima che i vaccini divengano inefficaci. Pare che l’AstraZeneca , quello un po’ di Pomezia e un po’ di Oxford, già non potentissimo, non serva quasi a nulla se impatta con la variante sud africana.

Bisogna fare presto e bene, non è facile ma si deve. Perdonate quel po’ di retorica che ogni tanto mi sfugge ma sono un vaccinista, ottimista ed anche vagamente socialista, un po’ anche deamicisiano.

Fa un certo freddo, cosa abbastanza rara qui a Roma, i gabbiani volano sempre più numerosi e padroni della città che almeno qui in centro è ancora abbastanza vuota.

Draghi riconsulterà oggi e anche domani. Nomi se ne fanno tanti ma nessuno sa ancora se il Presidente Mattarella condurrà l’ex banchiere centrale verso un governo tecnico, politico o parzialmente politico e parzialmente tecnico. Il Fiero Conte ha fatto sapere che non sarò della partita anche se ha incoraggiato i 5 stelle a partecipare al tavolo per «Controllare Salvini». La voce di una sua candidatura a sindaco di Roma continua a farsi strada, QUI un mio articolo sulla questione.

Anche se oggi ha detto al TG3 che chiedeva: No grazie.

Giuliano continua a fare alcune lezioni fuori scuola. In posti anche belli come alla Camera di Commercio di Roma la cui sala convegni è dentro al vecchio Tempio di Adriano in Piazza Di Pietra. Lì fanno attività diverse, progetti extra curriculari. La maestra scientifica non ne è entusiasta, dice che si perde tempo per il programma però Giuliano apprezza. L’idea della scuola diffusa prevede questo e dovrebbe aiutare anche a contenere il contagio.

 

Coronavirus – Diario di crisi weekend 43

Ho, come spesso mi capita, una piccola controversia linguistica con il mio dolce Ettore. Ogni tanto mi chiede di sua nonna, mia mamma. E io gli faccio vedere le foto e i ritratti che sono in casa, gli spiego che si chiamava Serenella. Oggi mi ha guardato e mi ha detto «E ora come si chiama tua mamma?»

In questo fine settimana giallo ma piovoso siamo stati soprattutto in casa. Fatto un po’ di spesa un‘uscita sabato mattina ma niente folle, niente mare, niente ristoranti. In compenso avevamo fatto un po’ di tutto questo durante la settimana.

Giuliano dopo essersi divorato vari fumetti si è buttato su 20.000 leghe sotto i mari. La storia di questo drago o mostro marino che poi si rivela essere un sommergibile, scritta dal grade Verne quando gli uomini non avevano ancora mai navigato a bordo di sottomarini o simili, poi naturalmente c’è un tesoro.

Il nostro Drago invece ha conquistato tutti. C’è la fila: Salvini si è messo a disposizione, il Pd neanche a dirlo, Zio Silvio non è potuto venire però ne sposa le idee da tempo, e così via consultando. Solo la Meloni, sarà per il nome di battesimo (San Giorgio si sa è da sempre nemico dei Draghi) si erge ad unica oppositrice parlamentare. Immagino Draghi abbia tirato un sospiro di sollievo, almeno formalmente qualcuno che faccia l’opposizione serve. Un uomo notevole una volta mi spiegò che una delle cose che distingue la democrazia da un regime non è la presenza del governo ma quella dell’opposizione.

Ho visto il TG5 di Mimun, che deve avere ben chiaro questo concetto, riesumare formazioni politiche ormai scomparse che avevano organizzato manifestazioni con l’adesione di poche decine di persone per opporsi a Draghi.

Il covid nostro in Italia ora ha un nuovo avversario, no non lui non siamo così retorici, si tratta degli anticorpi monoclonali, quelli che salvarono al ghirba a Donald Trump. Il ministro Speranza ne ha autorizzato la commercializzazione e la produzione.

Due regioni sembrano essere in questo momento particolarmente sotto l’attacco della pandemia, due piccole e molto amate, soprattutto da noi romani, regioni della nostra penisola: l’Abruzzo e l’Umbria. Si parla di varianti e contagi molto diffusi in modo diverso fra i ragazzi e i bambini. Un picco di ricoveri si registra in particolare in Umbria. L’ISS fa sapere che per ora non cambiano le misure per le varianti:

Al momento non sono emerse evidenze scientifiche della necessità di cambiare le misure, che rimangono quindi quelle già in uso: mascherine, distanziamento sociale e igiene delle mani. La possibilità di venire in contatto con una variante deve comunque indurre particolare prudenza e stretta adesione alle misure di protezione.

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 323

«A me piace abbraccio. Mi piace abbraccio.» Così Ettore si rivolge spesso a Martina che gli chiede se gli piace la pasta o la ciccia o quel che c’è a tavola. Di solito non è un buon segno vuol dire che non ha fame. Però a noi fa tanto ridere.

Presto potremo tornare a cena fuori, sembra che il CTS sia favorevole. Domani ci sarà il primo week end giallo e si temono nuovi inevitabili assembramenti. Draghi prosegue le sue consultazioni, sembra che riesca, potrebbe fare qualcosa di diverso e notevole, o una cosa minore. Non dipende solo da lui certo se riuscirà ad avere il consenso di quasi tutte le forze politiche presenti in parlamento e a coinvolgerle nel suo progetto ne saremmo tutti rassicurati, perché diciamoci la verità quel che resta da fare farebbe tremare i polsi a chiunque. Bisogna sconfiggere il covid nostro, che è ancora bello in salute anche se orfano del fiero Conte, scrivere il più ambizioso, e ricco, programma di investimenti pubblici della storia repubblicana, far fronte alla più severa crisi sociale di sempre.

Forse era un po’ troppo per una parte sola. La campagna vaccinale ci spiega Arcuri procede speditamente, credo voglia fare buona impressione sul nuovo giunto.

Non andrà tutto bene questo già lo sappiamo. Sarà difficile e lungo ma è meglio che lo facciamo tutti insieme.

A Roma circola la voce che il Fiero Conte voglia fare il sindaco giallo-rosso, non so se sia vero o meno però ve lo segnalo, la sua candidatura sarebbe un modo per non perderlo di vista, già ci siamo dovuti rassegnare all’uscita di scena di Gallera. Comunque è impressionante come il covid ci abbia colto nel momento in cui ci trovavamo ad avere la migliore classe dirigente di sempre sia a livello locale che nazionale. Dei veri giganti: De Luca, Gallera, Conte, Fontana e potrei continuare.

Altro aspetto rilevante del racconto di questa crisi è stato l’emergere del giornalismo negazionista. Ci sono stati fior di commentatori che hanno negato fino alla fine, non solo l’imminenza e l’inevitabilità della crisi, ma anche solo che Draghi potesse accettare una simile proposta. Come se si trattasse di una diminutioe non di uno dei più alti onori possibili per un italiano.  Soprattutto se molto ha avuto dal Paese e dalla vita.

Un embrassons nous sarebbe auspicabile e utile non solo al mio Ettore.

State bene e adelante con juicio.

Coronavirus – Diario di crisi giorno 322

A chi dare AstraZeneca? Non potendolo somministrare agli anziani, verrà inoculato ai proff alle maestre ai bidelli ai carcerati, alle guardie penitenziarie, all’esercito e ai poliziotti. (E’ stato testato seriamente solo per i più giovani di 55 anni) Si tratta di categorie a rischio e nello stesso tempo facilmente reperibili.

In carcerati verranno vaccinati prima delle persone oneste, che poi vai a sapere, questo provocherà risentimenti, proteste? Qualcuno griderà allo scandalo? Oppure no, tutti comprenderemo che in carcere, per condizioni igieniche, affollamento e vita di comunità si rischia di più? E che infine che chi è in carcere è sotto la stretta responsabilità dello stato?

Nelle istituzioni totali del resto si è anche facilitati nel metter in piedi campagne di qualunque tipo. Almeno uno dei tre elementi indispensabili per la compagnia, le persone da vaccinare, le trovi lì, come si suol dire non possono scappare. Credo che questa sia stata la ragione dirimente, è facile vaccinare nelle caserme e nelle carceri, e lo sarebbe anche nelle scuole se si decidesse di vaccinare anche i ragazzi, per ora gli insegnati e i non docenti.

Il Fiero Conte è sceso fisicamente da Palazzo Chigi, nelle cui stanze è ancora ospitato in attesa dell’arrivo dell’uomo che firmava le banconote, ed ha fatto un breve discorsetto stile Downing Street nel quale sembra farsi una ragione della sua defenestrazione ed accettare l’arrivo del suo successore.

Però chiede che il governo che verrà sia politico. Richiesta un po’ ambigua ma poteva andar peggio, abbiamo visto suoi predecessori presentare programmi quinquennali alla vigilia della cerimonia del campanello.

I Draghi sono animali fantastici che sorvegliano l’oro e che di solito, nei romanzi fantasy, vengono sconfitti più con la furbizia che con la spada. Recentemente godono di migliore letteratura e di filmografie più amichevoli. I draghi buoni sono politicamente più corretti. Però c’è sempre qualcuno che li vuole imprigionare con l’astuzia, dato che la loro forza resta incommensurabile.

Con Giuliano siamo andati a caccia di fumetti e abbiamo catturato un Lupin III di Monkey Punch e un Uomo Mascherato (Phantom) non male.

Dal 15 di febbraio si potrà sciare, sembra, il CTS ha dato il suo ok ma solo in zona gialla.

Qui a Roma invece si preparano cose nuove e divertenti tra il serio e il faceto. Vi segnalo la candidatura di Emanuela Fanelli a Sindaca di Roma.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 321

Devono essere tornati di moda i tessuti leopardati. Ne vedo sempre più spesso in giro: giubbe, pantaloni sneakers, tute, stivaletti.  Pare che il Fiero Conte ci abbandonerà, nel caso un po’ ci mancherà. Lui, il covid nostro è i suoi Dpcm erano nella nostra immaginazione ormai un unicum. Pare però che alla fine il peggior incubo del nostro si sia materializzato.

A Roma per dire che uno è bravissimo a fare qualcosa di dice che è un drago. «Aoh sei proprio n’drago». E l’uomo che firmava le banconote fino qualche tempo fa bravo lo è.

Ettore invece oggi ha avuto una terribile delusione d’amore. C’è una collaboratrice scolastica, una bidella dicevo io da bimbo, di cui si è perdutamente innamorato. Lei non potendole promettere eterno amore gli aveva solo dato appuntamento per questa mattina. Ahimè non c’era e questo lo ha piombato nella più cupa disperazione che ha manifestato piangendo con stridore di denti.

Il covid nostro pur orfano del Fiero Conte, continuerà le sue gesta tra le italiche genti purtroppo.

Sfera Ebbasta apre il suo locale in Prati, credo si chiami Healthy Color, la coda dei fan, tutti ragazzini, in attesta del loro idolo ci ricorda del mondo  e delle sue infinite vanità che non si fermeranno né per il covid né per la crisi.

Ieri sera il presidente ha spiegato chiaramente che le elezioni non si possono fare e tra le ragioni ha annoverato anche l’effetto volano che potrebbero fare al covid nostro. Non ho mai osato scriverlo fin ora ma credo che abbia ragione il presidente e sono anzi stupito che nessuno abbia collegato le elezioni regionalie il referendum con la quasi immediatamente successiva seconda ondata. Credevo che nessuno lo facesse per amore della democrazia e dei suoi esercizi.  Probabilmente però doveva essere un po’ più complicato. Le ragioni per non andare al voto sono tante ed ha ragione Mattarella, ma nel caso dovesse essere necessario ci si andrà, come ci sono andati gli americani, i portoghesi, i francesi, presto gli olandesi, ed in fondo anche noi stessi non più di quattro mesi fa. Sta di fatto che il Paese può darsi un governo solo se trova una maggioranza in parlamento, questa regola vale per tutti.

La vita va avanti e presto potremo tornare a sciare. I capi delle regioni lo vogliono. Pare che il 15 febbraio sarà lo sci day. Tra le misure previste l’obbligo di indossare Ffp2 o superiori per gli sciatori in zone arancioni e chirurgiche in zone gialle. Occhio che questa cosa delle Ffp2 è già obbligatoria per tutti in Austria, Paese la cui influenza culturale è piuttosto spiccata in più di una regione del nord.  Comunque le varie misure che riguardano anche capienza (che varia da l 50 al 100%) seggiovie, cabinovie etc. sono state messe a punto dalle Regioni e sottoposte al CTS, immaginiamo poi passeranno anche al vaglio del nuovo governo. Cambierà il ministro della sanità? Si fanno già i nomi di Ilaria Capua, Agostino Miozzo e Angelo Borrelli.

Ora inizia il totoministri, sopravvissuto al totocalcio e al coivid nostro.  Comunque i tessuti leopardati vanno alla grande e pure quelli pitonati.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 320

I bar mi sono sempre piaciuti, sin da piccolo quando mi ci infilavo le ore per giocare ai videogiochi: le Olimpiadi, per fare le gare di atletica o nuoto mi facevo venire le vesciche alle mani, e i vari tipi di Space invaders e Pac Man. Ricordo la disapprovazione del mio noiosissimo maestro di pianoforte e il profumo dei panini con le salsicce e la cicoria che gli spazzini ordinavano verso le cinque del pomeriggio. Anche da adolescente ci andavo matto, perché mi ci nascondevo a leggere i miei libri, ci ho letto tutto Baudelaire e Don Milani, le mattine che saltavo la scuola, (facevo sega) quando non mi imbucavo in altre scuole e in qualche biblioteca.

Poi nel corso della mia vita mi sono sempre detto che non sarei mai stato così povero e disperato da non poter trovare i soldi per un caffè al bar o un biglietto per il cinema. Eppure è successo, per un periodo non trascurabile mi è stato impossibile frequentare i bar e vedere un qualunque film al cinema. Non per una povertà estrema del mio portafoglio ma semplicemente perché era e, per quel che riguarda i cinema è ancora, proibito.

Ieri sono andato nel piccolo bar Senato a farmi fare un caffè e poi a pranzo ho comprato lì anche un panino, oggi sono andato al Caffè Tazza d’oro in Piazza del Pantheon con Martina, una specie di monumento all’espresso romano, insieme al vicino Sant’Eustacchio che fra tutte le persone famose che lì hanno preso il caffè ha scelto di esibire il solo Harry Kissinger. Cari i miei affezionati lettori vedete io non sono un tipo da aperitivo né da degustazione verticale di barolo, sono un tipo da caffè, da tramezzino, da gelato, sono un tipo da bar pasticceria.

Sui bar vi consiglio anche questo articolo di Massimiliano di Giorgio.

Nei bar portavo anche il mio dolce Giuliano da piccolo a mangiare qualcosa la domenica mattina mentre io leggevo la mazzetta dei giornali, compravo le sigarette e bevevo il caffè.  Ora le cose, non solo a causa del covid nostro, sono cambiate, l’edicola lì davanti ha chiuso, io non fumo più e leggo sempre meno giornali cartacei. Però i bar mi piacciono ancora e faccio il tifo per loro e per i vecchietti che ci prendono l’amaro e ci giocavano a carte. Ora che ci passo davanti in bici con Giuliano od Ettore o a piedi con mia moglie sono un po’ più felice nel vederli di nuovo aperti.

A proposito di anziani pare che questa notte siano riusciti a prenotarsi sul sito della Regione Lazio, questa mattina avevano prenotato in 70.000. Vi ricordo il link sempre questo e serve per gli over 80.

https://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it/

Il baldo Renzi, il buon Fico e il fiero Conte sembrano ancora in alto mare.

La partita dei si fa sempre più multilaterale e sembra che lo Sputnik, da noi occidentali un po’ deriso, sia tra i più efficaci e richiesti come pure quello cinese. L’AstraZeneca l’ultimo e il meno efficacie autorizzato dall’Ue pur se consigliato per gli under 55,( un bel problema a chi darlo in Italia?) Probabilmente verrà somministrato anche ai più anziani in quanto secondo l’AIFA Si «sulla base dei risultati di immunogenicità e dei dati di sicurezza, il rapporto beneficio/rischio di tale vaccino risulta favorevole» anche nei soggetti più anziani senza fattori di rischio.

Gianni Rodari diceva che per fare un tavolo ci vuole un fiore. Beh per fare una campagna di vaccinazione invece i fiori non servono, che ci perdoni per questo la primula di Arcuri-Boeri. Quel che serve sono le persone da vaccinare (vanno selezionate, avvertite, mobilitate), persone che vaccinino (vanno formate e mobilitate anche loro) e il vaccino. Se manca una di queste tre cose o non si riesce a farle incontrare, per questo servono posti luoghi, la campagna non si può fare.

Gli Israeliani che come è noto sono relativamente pochi e molto bene organizzati hanno vaccinato una parte importante della loro popolazione e sorpresa! Funziona! Oltre 3 milioni di israeliani (su 9,2) hanno già ricevuto la prima dose, 1,8 anche la seconda e i casi sugli over 60 sono diminuiti del 35% , meno 30 per cento di ricoveri, meno 20 per cento di malati gravi.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 319

100.000 posti di lavoro persi in un mese. Il sito per le vaccinazioni del Lazio in tilt. Le restauratrici a piazza Navona. Renzi ci promette un nuovo governo in settimana.

A questo indirizzo si dovrebbero prenotare i nostri anziani, gli over 80, per la vaccinazione anticovid:  https://www.salutelazio.it/campagna-di-vaccinazione-anti-covid-19. Ovviamente è andato subito in tilt. Il link però credo rimarrà quello, e ogni tato funzionerà. Evidentemente era difficilmente prevedibile che sarebbe stato preso d’assalto. Consideriamolo un buon segno della volontà delle persone di vaccinarsi.

Giuliano è molto eccitato all’idea che domani la maestra gli spiegherà gli antichi egizi, ha tirtato fuori ben tre DVD che il mio vecchio amico @buscoriccardoroma Riccardo, un po’ guida, un po’ archeologo e un po’ egittologo mi regalò qualche anno fa.

La Ursula Von der Lein ci fa sapere che Pfitzer- Biontech consegnerà 75 milioni di dosi in più nel secondo trimestre dell’anno e fino ad un totale di 600 milioni di dosi nel 2021 la popolazione dell’UE si aggira intorno ai 446 milioni, servono due dosi a cranio di Pfitzer, poi ci sarebbe il moderna e l’AstraZeneca. Vedremo

I giri di valzer proseguono a palazzo il baldo Renzi dice che averno un nuovo governo entro la settimana. Con grande tranquillità, come se fosse la cosa più normale del mondo che a deciderlo sia lui.

Al ballo ufficiale, convocato per scrivere il nuovo programma di governo, erano presenti per il  Pd Graziano Delrio e Andrea Marcucci per Iv  Maria Elena Boschi e Davide Faraone, per  M5S Davide Crippa, Ettore Licheri, per Leu Federico Fornaro e Laura De Petris,  Tabacci per Centro democratico, Raffaele Fantetti e Maurizio Buccarella per il neonato gruppo del Senato Europeisti, Antonio Tasso per il Maie alla Camera e i senatori Gianclaudio Bressa e Albert Lanieice per le Autonomie. In altri balli meno ufficiali si decide chi ballerà e con chi.  Nomi nuovi e nomi vecchi si mescolano nella mia testa.

Per pranzo passeggio per Piazza Navona e incontro due restauratrici tutte bardate di bianco che lavorano ad una delle fontane del Bernini. Poi passo davanti al Sogno mitico negozio del peluche della mia adolescenza e vedo in vetrina uno scorpione giallo lo fotografo lo farò vedere ad Ettore che somiglia proprio al nostro Biwo.

Per l’Istat a dicembre abbiamo perso 440.000 posti di lavoro sull’anno più di 100.000 sul mese precedente, un’enormità ma tant’è.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi weekend 42

Ho scoperto che la lettura de I ragazzi della via Pál non ha tardato a dare i suoi frutti. Giuliano ha fondato una banda: la Banda dei Bambilonesi. Come dice lui per prendere un po’ in giro i babilonesi che ha studiato quest’anno. Il loro inno è «Sulle rive di bambilonia noi sedevamo a ridere» prima del covid cantavano in un coro.

Ettore invece si è molto entusiasmato per il ritrovamento di un piccolo scorpione in terrazzo, che abbiano catturato e serrato in una scatolina giocattolo che avevamo comprato al museo zoologico con doppia lentina esterna. Lo abbiamo battezzato Biwo perché per Ettore è molto importante, e non solo per lui, la differenza tra ‘biwo’ e morto. E il fatto che lo scorpione fosse vivo li terrorizzava quanto li entusiasmava.

Il nostro fine settimana è stato abbastanza tranquillo: compiti, giochi e piccola visita a casa di amici anche per fare gli auguri a Gianluca, compagno di giochi di Giuliano e ora anche di Ettore, che ha compiuto 9 anni.

Da domani Roma tornerà gialla e potremo fare un po’ più di cose, se vi capita andatevi mangiare qualcosa fuori a pranzo che credo i ristoratori e i barsiti non se la stiano vedendo benissimo.

La crisi nella crisi prosegue con i suoi tempi, i suoi riti e i suoi protagonisti. Il baldo Renzi sembra menare le danze per il momento.

La storia dei vaccini si complica ogni giorni di più. Ormai sappiamo che ci sono dei vaccini più efficaci e altri meno, per loro esplicita dichiarazione. Quale vaccino faremo? Quando lo faremo? Non sarebbe più sensato mettersi a fabbricare tutti quello più efficace? Lo stato italiano sembra che stia per investire milioni di euro su un nuovo vaccino, quello di Castel Romano il Reithera, che se tutto andrà bene sarà pronto a settembre. Della cui efficacia non sappiamo nulla. In tutto questo Arcuri ci comunica ogni giorno di qualche taglio alle forniture.

Tanti vaccini tutti diversi.

Dal canto suo l’OMS invita gli stati più ricchi a vaccinare personale medico e categorie a rischio per poi mettere gli immunizzi a disposizione degli altri Paesi. Una serie di interrogativi economici e etici stanno alla base di questioni che non sono solo ed esclusivamente mediche. Il grande equivoco di questa pandemia è stato quello di credere che le risposte a come affrontarla fossero solo della scienza e della medicina.

Gli indiani muoiono un po’ meno e questo dà grandi speranze a tutti essendo loro un campione ampiamente significativo della popolazione mondiale. Si sussurra di un effetto gregge raggiunto oggi ci sono stati solo 5736 nuovi casi e 86 morti. L’India è un posto immenso con una enorme popolazione che molto è stata flagellata dall’epidemia. Chissà.

State bene e adelnte con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 316

Tutti gli sforzi possibili e massimo sforzo sono due delle frasi chiave del contratto tra Ue e Astrazeneca.

Nono oso immaginare quali acrobatici giochi di parole avrebbe prodotto Mel Brooks che comunque lo sforzo sia con lui.

Resta il fatto che la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che è laureata in medicina e sposa di un medico, sostiene che ci siano impegni vincolanti e che sostanzialmente il vaccino una volta prodotto è nostro, sforzi massimi o possibili poco importa. Vedremo cosa succederà, le persone hanno bisogno del vaccino   Astrazeneca dice che taglierà le forniture previste del 60%.  Per il momento non si parla nemmeno dell’ipotesi di militarizzare gli stabilimenti europei ma se non trovassero un accordo potrebbe essere una strada? O è impensabile data la delicatezza del prodotto?

Nel frattempo al Fiero Conte i conti continuano a non tornare. Qui dietro, davanti a San Luigi dei Francesi dirimpetto al Senato ho incontrato uno dei responsabili che spiegava ai giornalisti che avevano fatto il gruppo e che erano convinti. In ogni caso anche anche con dieci Europeisti i conti del Fiero Conte non tornano.

Il principio di realtà ci ricorda che siamo ancora lontani dalla fine

Una nota di colore merita l’ingresso del covid nostro nelle consultazioni, almeno delle misure di sicurezza adottate dal Quirinale per contrastarlo. Come sapete le consultazioni sono una serie di incontri del Presidente della Repubblica con le delegazioni dei gruppi parlamentari, in presenza. Per ovviare alla possibilità di contatti troppo ravvicinati il cerimoniale del Quirinale ha tirato fuori una serie di tavoli con i quali ha creato un rettangolo enorme che tiene a debita distanza le delegazioni dal Presidente. Ed è comparso anche l’ormai consueto plexiglass che intercetta tutto il droplet che dovesse nebulizzarsi, nonostante le mascherine e la distanza.  E’ il segno del punto della notte del covid in cui ci troviamo come lo fu la mano che Mattarella diede al Presidente della Slovenia Borut Pahor  il 13 luglio 2020 in una cerimonia a Basovizza.

Ieri ho comprato ad Ettore una mantellina impermeabile con l’effigie di BATMAN. Gli è molto piaciuta,  subito ha detto che con quella volava.  La mamma ci ha tenuto a spiegargli che no non volava poteva correrci ma volare no. Lui a suo modo gli ha detto che sì, però per finta volava.

E’ importante conoscere la differenza tra i desideri, la fantasia, e la realtà, altrimenti ci si fa male. Il principio di realtà non deve negare quello di piacere però deve sopraffarlo, soprattutto se si hanno delle responsabilità.

Il Baldo Renzi  ha spiegato che non ha nessuna questione personale con il Fiero Conte ma che per il momento non è il caso di dargli alcun incarico, intanto Arcuri fa sapere che non è facile fare una vaccinazione di massa senza vaccini e che un italiano ogni 23 si è contagiato.

State bene e adelante con juicio!

Foto membro gruppo europeista al Senato

Coronavirus – Diario di crisi giorno 315

Molte cose sono cambiate in questi mesi con il covid nostro, non tutto però. Per esempio da sempre, almeno da quando io ho memoria, il 28 di gennaio è il momento opportuno per lanciare una grande polemica sanremese. E ne abbiamo avute ben due: una quella riguardante gli insulti sul voodoo di Ibrahimovic a Lukaku, avrebbe potuto verificarsi tale e quale anche l’hanno scorso, la seconda no. Franceschini, romanziere, politico, capodelegazione del PD, ex DC, ministro della cultura, grande tessitore e capo dell’ala rigorista del governo Conte II, ha annunciato che il festival si farà semplicemente senza pubblico, perché l’Ariston è un teatro come gli altri in cui vigono le norme che vigono negli altri.  Al che Amadeus lascia filtrare la notizia che per questa decisione potrebbe dimettersi. In quanto lui ha sempre detto che un Sanremo senza pubblico non avrebbe avuto alcun senso.  Si erano ipotizzate navi da crociera in cui tenere chiuso sempre lo stesso pubblico, figuranti militarizzati ma niente; Franceschini  ha chiuso la questione.  E se invece Amadeus facesse sul serio? Lo scopriremo. The show must go on.

Qui intorno, tra il Senato, Palazzo Chigi e la Camera c’è sempre qualche manifestazione. Quando dico sempre intendo sempre, quasi tutti i giorni c’è qualcuno che manifesta. Ricordo che per questo un qualche sindaco del passato voleva una specie di indennità per la città.  E devo dire che, con la sola esclusione del primo lockdown di marzo, le manifestazioni, i presidi, anche notturni e per giorni, sono proseguiti. Il che è giusto e sano.  Mi ricorda che nonostante tutto restiamo un paese libero e democratico checché ne dica il covid nostro.

Le manifestazioni sono un segno di democrazia alla faccia del covid

Oggi ho incontrato in Piazza Del Pantheon, luogo meraviglioso, un gruppo di imprese e liberi professionisti del comparto matrimoni ed eventi privati. Erano lì ordinati che prendevano la parola dalle scalinate della fontana una dopo l’altro.  Parlavano della loro capacità di trasformare e dare luce ai luoghi e chiedevano di essere aiutati, in ultima analisi chiedevano protezione. Un fondo specifico per loro, molti sono stati esclusi dai ristori per via di quella che loro chiamano la giungla dei codici Ateco.

Se proviamo a pensare a cosa gira attorno a un matrimonio: fotografi, musicisti, catering, organizzatori, calligrafi, sarti per abiti da sposa, fiori, bomboniere, trucco e parrucco, locali, ristoranti, dimore, macchine a noleggio. Lì c’era un po’ di tutto questo, avevano portato anche dei meravigliosi palloncini colorati. Loro so chiamano FEDEDERMEP

Il braccio di ferro tra UE (che comunque domani autorizzerà il vaccino) e AstraZeneca continua, pare che i contratti prevedano solo dei quantitativi trimestrali e penali piuttosto complesse. Cresce l’entusiasmo sovranista per il vaccino a KM 0 di Castel Romano che però sarebbe pronto solo a settembre e noi si contava di essere un bel po’ avanti a quel punto. E poi questi di Astrazeneca non erano anche un po’ di Pomezia pure loro?

Fauci il grande immunologo americano ora ci consiglia di metterci due mascherine una sopra all’altra, dice che è intuitivo: più mascherine più strati. E io che dentro di me sfottevo tutti quelli con la doppia mascherina….

Ma un’altra grande partita dei colori sta per aprirsi saremo galli, arancioni, rossi o addirittura bianchi?

State bene e adelante con juicio!

Doppia mascherina

Coronavirus – Diario di crisi giorno 314

Giuliano sta ricevendo a scuola le sue prime nozioni di geometria, angoli, linee, punti, rette, semirette. Gli abbiano comprato il goniometro straordinario strumento che con una tecnologia elementare consente misurazioni di una discreta precisione, mi ha insegnato lui ad usarlo, io o non l’ho mai saputo oppure l’avevo dimenticato.

L’altra sera per via di una visita è rimasto un’oretta con me in ufficio, quando ha trovato un metro si è messo a misurare la stanza. Che poi prendere le misure serve un po’ in ogni ambito.

Ora il fiero Conte, il baldo Renzi, il mite Zingaretti e tutti gli altri sono lì che misurano, contano, vedono. Nel frattempo anche il covid nostro misura, conta e se del caso cambia. Gli scienziati sostengono che siano gli organismi più primitivi come i virus ad RNA quelli più facili al cambiamento, alle mutazioni dovute ad errori di copia. Prendendo male le misure crea nuove varianti di se, sbagliando a volte si cambia.

Giuliano però non aveva nessuna ragione precisa se non il gusto di farlo. Giocava, poco dopo mi ha confessato che gli piaceva il suono del metro quando rientrava nella sua custodia a molla. Quanrte cose abbiamo imparato giocando.

Le misure del contratto con le multinazionali del farmaco, che hanno prodotto e trovato i vaccini, come sono state prese? L’UE gigante gentile, di solito quasi inerme, sostiene che noi (noi contribuenti) ci siamo presi il rischio di impresa in cambio della certezza che una volta prodotti ne avremmo avuto non l’esclusiva ma il numero pattuito nei tempi previsti. Le multinazionali dicono che le cose non stanno proprio così. Chi avrà preso meglio le misure? Astrazeneca sostiene di dover fare il “miglior sforzo possibile”. Noi che debbano produrre per noi.

Finirà che lo copieremo, prederemo le misure e lo rifaremo magari con la retorica del vaccino a Km 0. Però nel frattempo le persone non verranno vaccinate, alcune di loro si ammaleranno e altre moriranno. E i nostri soldi nelle tasche sbagliate finiranno. Non è detto che siamo già arrivati al vaccino open source. In Spagna hanno già dovuto annunciare la sospensione delle vaccinazioni. Le scorte sono finite.

In Italia oggi nasce ufficialmente il Consorzio Italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione del virus SARS-CoV-2, dovrebbe seguire l’evoluzione del coronavirus. Immaginiamo anche le sue varianti, e di monitorare la risposta immunitaria alla vaccinazione.  Nel presentarla Palù dell’Aifa ci ha tenuto a sottolineare che dopo questa pandemia ce ne saranno altre. Non posso fare  a meno di pensare a London e alla sua Peste scarlatta. Che ho saputo che alcuni dei miei affezionati lettori hanno acquistato. Anche lì è una questione di misure, in quel libro i ”batteriologi” riuscivano a “filmare” i “germi” e a trovare i “sieri” finchè….

Se vi va oggi  Roma Report pubblica una  mia intervista a Tobia Zevi candidato sindaco di Roma di cui abbiamo parlato anche in questo mio diario.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 313

Probabilmente non è colpa di nessuno dice Fontana riferendosi all’errore che ha mandato al Lombardia in zona rossa per una settimana inutilmente, per poi aggiungere che sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità.
Ora il Fiero Conte si è rassegnato e oggi, procrastinando ancora un po’ quel che tutti si aspettavano facesse ieri, ha dato le sue dimissioni. Franceschini, Di Maio e anche il baldo Renzi sembrano avere toni più concilianti. Iniziano le danze nei saloni quirinalizi. Non so come finirà ma sono sicuro che alla fine qualcuno dirà anche in questa occasione che in fondo non è colpa di nessuno.
Ettore si aggira per casa urlando mimo, mimo, mimo e poi chiede alla mamma che cosa vuole a pranzo. Pasta con le gongole? Che ogni tanto però diventano delle normalissime vongole, con mio sommo disdoro.
Le cose con il covid nostro procedono purtroppo come da un po’. 10.593 positivi, 541 vittime.
Al San Camillo uno dei più grandi ed importanti ospedali di Roma hanno dovuto chiuder e il reparto di chirurgia toracica per il covid. La pandemia crea un doppio e incalcolabile danno in questi casi, contagia e procrastina cure che a volte non sono rinviabili. Anche in questo caso sono sicuro che qualcuno dirà che probabilmente non è colpa di nessuno. Che poi alla fine di chi sia la colpa ha un importanza relativa ma bisogna sapere con precisione cosa è successo per cercare di evitare che riaccada.
I bar e le palestre vogliono il patentino per i vaccinati entro l’estate. Sulla cronaca locale impazza il vaccino alla vaccinara, si parla di mirabolanti milioni di euro per finanziare il Reithera. Le scuole occupate vedono la felice presenza dei genitori che si oppongono a tutto e a tutti celere compresa. Immaginatevi una scena tipo “Fragole e sangue” in cui a un certo punto arrivano le mamme e cacciano la feroce polizia pronta allo sgombro, beh più o meno pare che al Kant sia successa una cosa simile. Farò così anche io? Mi frapporrò con il mio corpo tra loro e le fragole? Tra loro e il sangue? Non so un po’ spero di no, spero che mi cacceranno che si ribelleranno, che mi sfideranno. Ma magari mi sbaglio io.
Per ora siamo felici dell’arrivo in libreria della Regina degli scacchi.
State bene e adelante con juicio!
angioloni

Coronavirus – Diario di crisi giorno 312

Il Tevere si ingrassa ogni giorno di più e guardarlo da Ponte Garibaldi mentre passiamo in bici è un piacere, purché sappia mantenere il suo livello dove il Re Piemontese pose li suoi riguardi. Gli argini sembrano ancora alti ma l’Isola Tiberina sembra che debba affondare.

Il Fiero Conte resiste ora e sempre a Renzi e a tutti quelli che gli chiedono di dimettersi, anche se si sussurra che oggi potrebbe fare il grande passo nel tentativo di succedere se stesso. Per il momento continua i suoi incontri oggi con gli imprenditori come fosse un premier incaricato o come non fosse successo niente. La fase della negazione del resto è quella che più ci si attaglia da quando abbiano a che fare con il covid nostro.

Della Pfitzer e del fraintendimento tra dosi e fiale, e dire che eravamo così contenti di potercene tirare una in più con le siringhe di precisione , delle penali non automatiche e della pezza che forse l’Ue ci metterà non ho una gran voglia di parlare. Ci basti sapere che anche questo dossier viene gestito con la confusione e il cinismo cui ci siamo abituati da molto tempo ormai. Per intanto la faccenda è in mano all’avvocatura dello stato.

Vi segnalo l’Assessore D’Amato che dopo aver chiesto di poter utilizzare lo Sputnik russo sempre in un’intervista a Repubblica suggerisce di risolvere tutto con il vaccino a km 0 cioè sviluppando quello di  Castel Romano: il Reithera. «Mentre negli USA si investono miliardi nello sviluppo di armi efficaci [.. ] qui si devono fare le nozze con i fichi secchi- Speriamo vivamente che il governo punti su questo farmaco romano.»

SPQR direbbe Obelix però chissà vedremo, certo vedere utilizzare le stesse tecniche di comunicazione che ho contribuito ad affinare per parlare di agroalimentare utilizzate per una cosa come i vaccini contro il covid mi spaventa e mi fa anche sentire un po’ in colpa. Poi a Roma la vaccinara è un’atra cosa.

De Rita dice che la pandemia ci ha fatto chiudere ancora di più in noi stessi, pare sia vero.

Molte scuole romane, dal centro alla periferia, dal Kant tra Centocelle e Torpignattara al Visconti a Piazza del Collegio Romano sono occupate o mobilitate credo anche per ragioni diverse. Pare che manchino molte delle cose necessarie per farle riaprire al 75 per cento. Le occupazioni cominciano a preoccupare dal punto di vista sanitario i presidi. Una cosa accomuna tutti viscontini e non la denuncia dell’inadeguatezza del  TPL.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 41

Ettore ha voluto sedersi a capotavola oggi a pranzo e si è mangiato tutto il suo risotto con i broccoletti baresi. Molto buono devo dire, il riso si tira con il brodo dei broccoli che poi cedono i loro pallini verdi alla pietanza, una spolverata di pecorino e via.

Ieri siamo andati a riprendere Giuliano che era a un torneo di scacchi. Pioveva a dirotto quindi ci siamo avventurati in centro in macchina, parcheggiati in semi divieto l’ho messo alla guida, gli è piaciuto molto. Mentre aspettavano Giuliano abbiano anche comprato un libro in edicola (99 centesimi offerta lancio) era su Simba con tanto di pupazzetto allegato. Mi sono messo un po’ a fianco a lui a leggerglielo.

Ora quando incontra qualcuno gli chiede sempre «Chi sei? Come si chiama il tuo nome?»  Giuliano è arrivato secondo ai punti, era abbastanza soddisfatto.  Per il resto siamo stati in casa a leggere, giocare e fare i compiti.

Quanto a noi tutti le cose vanno un po’ così e un po’ cosà.

Stiamo per finire come sempre in tribunale. La morattiana Lombardia farà causa al Governo e il governo farà causa a Pfitzer e AstraZeneca? Gli uomini e le donne di questo Paese non finiranno mai di stupirmi.

A volte anche positivamente, tutto il pasticcio dei dati è stato infatti scoperto dalla Sindaca di Peschiera Borromeo (24.000 abitanti) Caterina Molinari. Che si è accorta circa una settimana fa che nel sistema della regione venivano conteggiati tutti i malati di covid della sua città, guariti compresi, come infetti.

Il numero dei vaccini è diminuito drasticamente rispetto a quello previsto dal piano vaccinale. Ne avremo a disposizione meno della metà. Arcuri e poi Conte ci spiegano che entro marzo ne avremmo dovute avere circa 8 milioni di dosi invece ne avremo 3,4 milioni. Qual è la soluzione per questo problema nel mio adorato Paese, facciamo causa un po’ a tutti e facciamoci anche un po’ causa tra di noi. Del resto la celerità della nostra giustizia è famosa nel mondo, tempo tre giorni risolviamo tutto.

Inaccettabile è una parola che non esiste nel linguaggio diplomatico

Una volta un mio amico diplomatico mi spiegò che quando uno Stato, un Paese dice qualcosa tipo ‘inaccettabile’ o ‘inammissibile’ riguardo ad un dossier o un problema vuol dire che ha smesso di parlare al suo interlocutore, ha sostanzialmente messo in conto la sconfitta, ha già perso sta solo parlando ai suoi. Beh spero che avesse torto perché i toni sono questi: «Ma ancora più preoccupanti sono le notizie di ieri diffuse da AstraZeneca, il cui vaccino è in attesa di essere presto distribuito anche nell’Unione Europea. Se fosse confermata la riduzione del 60% delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre significherebbe che in Italia verrebbero consegnate 3,4 milioni di dosi anziché 8 milioni. Tutto questo è inaccettabile…»

Il Fiero Conte, autodefinitosi in altre occasioni avvocato del popolo, oggi celebra la giornata dell’avvocato in pericolo, nella cosa data la situazione c’è dell’innegabile ironia. Come se non bastasse la Lombardia vuole fare causa al governo per essere stata messa in zona rossa a causa di un errore, che il governo invece attribuisce alla Regione. Quello scoperto dal sindaco ingegnere Caterina Molinari.

Insomma quell’idea, un po’ leopardiana e un po’ socialista, che di fronte alla natura matrigna gli uomini si sarebbero alleati quanto meno per sopravvivere, pare messa fortemente in discussione. Nel libro di Jack London di cui vi parlai qualche giorno fa, La Peste Scarlatta, addirittura dopo un po’ cominciavano le scorribande dei saccheggiatori, questo almeno ce lo siamo risparmiati. A parte tutto nel bene e nel male riconosciamo ancora le autorità costituite, che pur nella loro inarrestabile entropia comunque son li che si fanno causa ma non passano alle vie di fatto.

Invece una buona notizia viene dai dati dell’epidemia, in Italia che nel resto d’Europa va maluccio, questa settimana i dati sono in calo rispetto a quella precedente.

State bene e adelante con juicio

Coronavirus – Diario di crisi giorno 309

I Platani in Viale Trastevere si sono ischeletriti come è normale che sia quando è inverno pieno. Tutte le foglie sono cadute. E’ una cosa che hanno cominciato a fare già poco dopo la loro comparsa primaverile. A Roma le chiome bionde dei platani sono un problema perché non avendo un servizio di pulizia delle strade vagamente efficiente spesso capita anche finiscano per otturare i tombini, quindi quando piove ruscelli, fiumi e laghetti, non proprio bucolici si materializzano. Detto questo per me il fluire delle stagioni è da sempre rappresentato dal colore de dalla caducità di quelle foglie.

Con Giuliano abbiamo evitato la pioggia e siamo riusciti ad arrivare in bici quasi in tempo, per l’ingresso della sua classe.  Ogni tanto mi legge, ora è alle prese con Lupin di Leblanc che ha conosciuto grazie a una serie su Netflix.

L’inverno dovrebbe essere cosi, libri, film, cibo, qualche raffreddore e coccole.  Invece è diventata la stagione preferita del covid nostro e quindi la più spaventosa per noi.

Il Fiero Conte ha cominciato a convocare i sindacati pur non avendo ancora risolto il suo problema con i numeri, forse per prendere un po’ di tempo, risorsa preziosa. Il Paese avrebbe bisogno di un governo nella pienezza delle sue funzioni che ci aiutasse in questo inverno del nostro scontento. I capi della nazione dovrebbero acconciarsi a tirare insieme dalla stessa parte, i rapporti di forza sono stati indiscutibilmente falsati dalla lotta al covid nostro e questo ha determinato una diffidenza e parte importante delle loro, diciamo così, incomprensioni. Spero che tutti comprendano che questo non è il momento migliore per misurarsi nelle urne. Sarebbe legittimo ma ci farebbe del male, anche fisico.

Come previsto qui nel Lazio la campagna per gli over ’80 è stata rinviata. Causa ritardi nelle consegne della Pfitzer.

I capi delle regioni sembrano un po’ disorientati e pur continuando a lottare per il proprio colore alzando i toni quanto più gli è possibile, cominciano a veder sbiadire il proprio interlocutore principale e naturale: il Fiero Conte.

Il Tar della Campania ha finalmente stabilito che l’omino di burro dovrà rassegnarsi a riaprire le scuole, non ho capito perché entro il primo febbraio e non da lunedì, forse per dargli il tempo di organizzarsi. Ricordiamo che in Campania le scuole sono state chiuse più che in ogni altra regione italiana e che ora sono aperte solo le elementari.

Riccardo III che odiava il sole di York (Edoardo) così prosegue il suo monologo.

Ora l’inverno del nostro scontento

è reso estate gloriosa da questo sole di York,

e tutte le nuvole che incombevano minacciose

sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo

dell’oceano.

Chi sia questo sole di York non lo so ma lo aspettiamo da un po’.

Ora vi lascio che c’è Giuliano che si muore di leggermi di Lupin, l’ho lasciato che si faceva arrestare sulla nave Provence chissà….

State bene e adelante con juicio

Coronavirus – Diario di crisi giorno 308

Oggi ho visto i primi cartelli elettorali per le comunali. Li ha messi Tobia Zevi uno dei ‘romam candidate’ che hanno cominciato per tempo la loro campagna. La cosa mi ha fatto molto piacere, erano quelli belli grandi, come quelli che faceva ‘Zio Silvio’ con su scritto Meno tasse per (Tutti) Totti i 6 per 3. Quello di Zevi che ho visto io credo parlasse della monnezza, problema annoso, a dire il vero in parte attenuato dalla pandemia ma certo non risolto.

Mi è sembrato un segno di normalità. Ancora non si sa quando si voterà per il comune però qualcuno sta già investendo il suo tempo e, immagino anche il suo denaro, per qualcosa che ci sarà dopo, nel senso dopo la pandemia.

Il covid nostro però ha anche creato problemi nuovi a Roma, come la crisi che ha colpito il mondo della ristorazione che lamenta, secondo Confocommercio Roma, 40.000 posti di lavoro persi.

Con Giuliano abbiamo inforcato di nuovo la bicicletta e siamo andati, di saracinesca chiusa in saracinesca chiusa, fino a scuola. La ruota ha retto, il biciclettaro deve aver fatto un lavoro “a regola d’arte” come dicevano gli artigiani di un tempo.

Giuliano ha finito di leggere I ragazzi della via Pál, sentirlo parlare della Società dello Stucco, di Boka e di Nemecsek mi ha fatto fare un piacevole tuffo  nel freddo di un inverno degli anni ‘80 e ho pensato che potrei tornarci almeno per rileggere quel libro.

La storia dei vaccini Pfitzer comincia ad avere conseguenze reali sulla vita delle persone, le dosi si esauriscono e vengono usate per i richiami, con ogni probabilità gli anziani dovranno aspettare un po’ di più.

Martina è andata dal parrucchiere, che il signore sia ringraziato per la loro non chiusura, ed è tornata molto contenta e bellissima, bel taglio e bella piega.

Pare che il covid nostro, e le misure per contrastarlo, siano state una specie di bomba sulle famiglie. Secondo l’Associazione nazionale divorzisti italiani nel 2020 c’è stato un aumento delle separazioni rispetto al 2019 del 60%.  Speriamo che noi ce la caviamo.

State bene e adelante con juicio!

Rifiuti a Roma

Coronavirus – Diario di crisi giorno 307

La mia fida bici mi ha mollato. Non riesce più a sostenere il mio peso, quello di Giuliano e quello del suo zaino, che pure è notevole. La ruota posteriore ha cominciato ad oscillare. Sono andato dal mio ‘biciclettaro’ di fiducia ma era chiuso, sono finito nelle mani di un signore che mi ha tolto 40 euruzzi per cambiarmi la ruota e i freni, la bici va un po’ meglio ma oscilla lo stesso. A volte non basta cambiare qualche pezzo, quando il fardello aumenta troppo bisogna cambiare tutto il mezzo.

Il Fiero Conte ha smesso di contare, più o meno, 156 – 140 – 16.  I vaccini cominciano a scarseggiare e le regioni a scalpitare. Intanto i ragazzi sono tornati a scuola, tra uno sciopero e una lezione a distanza.

Cosa stia succedendo con la Pfitzer non è chiaro. Aver puntato le nostre migliori speranze sul vaccino anglo-pontino (Oxford  Astrazeneca) comincia ad avere delle conseguenze.

Il Fiero Conte ha smesso, di contare più o meno 156 – 140 – 16

Le persone continuano a morire e ad ammalarsi fin ora  83,157 italiani più di 1,3 ogni mille abitanti è morto per questa cosa che non si vede e non ti fa sentire i sapori.

Mi sento spaesato nella nuova normalità, cerco film e trasmissioni senza mascherine, almeno in tv non voglio vederlo il covid. Ieri tutto il dibattito in Senato, per altri versi molto tradizionale, aveva anche questa aggravante tutti loro, i nostri capi e i nostri rappresentanti facevano le solite robe con le mascherine. Cosa giusta ma che non è riuscita in nessun modo a trasmettere loro la gravità del momento. Discorsi retorici, in un italiano spesso stentato, e come al solito del tutto inutili. Chiunque abbia partecipato almeno una volta ad una assemblea politica sa che il vero luogo delle decisioni sono i corridoi da cui poi si esce per fare e per dire quel che si deve dire e fare. Tutto questo era sopportabile e quasi simpatico fino a un anno fa ora stride troppo con la realtà delle nostre vite quotidianamente funestate dal covid nostro. Ieri però ho visto una signora anziana con dei grandi occhiali allontanarsi con grazia dal Senato. Le costava ogni passo, si vedeva, due persone la accompagnavano, sembrava stupita dalla curiosità immediatamente suscitata in fotografi e giornalisti: «La Segre! La Segre!» Non so se avrei votato come lei ieri sera, e tutto sommato non credo importi a nessuno, però le sono grato per essere andata a prendersi, nonostante tutto e tutti, il suo pezzetto di fardello.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 306

A pranzo siamo usciti e abbiamo trovato tutti, ma dico proprio tutti i bar chiusi. Anche il mitico Bar Senato, nonostante gli assembramenti di giornalisti, curiosi e poliziotti. Oggi è il grande giorno per i conti del Fiero Conte. Che secondo me è stato troppo impulsivo, dico il Bar Senato, oggi avrebbe fatto buoni affari anche se a portar via. Per il panino ci siamo acconciati con il norcino di Corso Rinascimento, mai domo che neanche durante il lockdown di marzo chiuse. Il problema è stato trovare un tramezzino per un collega che ce lo aveva chiesto. Alla fine ci siamo arresi a quello preconfezionato del supermercato. Essere arancioni non è una bella cosa tutte le vetrine chiuse le insegne spente, dispiace e fa pensare a tutte le persone che lì lavorano e ora sono nei guai.

Qui un bell’articolo di Marino Galdiero su tre storie vere legate al covid a Roma.

Avete sentito di quella storia invece del rider ex commercialista, costretto a chiudere causa covid  che faceva 2000 euro al mese con le consegne? Beh era una po‘ una cazzata, qui potete leggere come stanno veramente le cose.

Per brevità riassumo Emiliano Zappalà non si chiama Emiliano ma Emanuele, non è mai stato un commercialista, non ha chiuso alcuno studio, non guadagna 2000 euro netti al mese, no va in bici ma in moto.  Fa tutta una serie di cose simili in fondo Emiliano ed Emanuele pure un po’ si somigliano. Mio papà. Onofrio Pirrotta, con una storia del genere ci sarebbe andato a nozze. Teneva una rubrica sulle bufale e gli errori dei suoi colleghi giornalisti, si chiamava Pressappoco ne fece anche un libro per la Mondadori che andò anche benino. Tutto questo tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90 una specie di precursore di un genere ora piuttosto diffuso anche grazie ad internet. Molti credono che dietro le bufale ci sia mala fede, intricati interessi, un po’ è anche vero ma molto è semplicemente pressapochismo è che ‘semo pecionari’ come si dice a Roma.

Giuliano ora è a scacchi. Mentre lo accompagnavo in bicicletta a scuola mi son fatto raccontare degli Ittiti delle loro guerre e della pace con gli Egizi, mentre lo ascolto mi accorgo che lui per me è più che un figlio, è anche un po’ l’amico perfetto che non ho mai avuto, il padre che ho perso poco prima che lui nascesse. So che questo non è giusto nei suoi confronti che merita di fare la sua strada, di avere un padre che non gli rompe troppo e di  mandarmi a quel paese quando sarà, però è così.  Quando sarà pometto che mi faccio mandare a quel paese anche senza garbo se necessario.

Sul fronte delle regole il punto il punto più dibattuto è la seconda casa. Ci si può andare anche se si è in zona rossa o arancione? Si può andare fuori regione e fuori comune? Pare di sì. Andate e zappate i vostri orticelli, accendete i vostri caminetti, tagliate i vostri prati. Vi viene graziosamente concesso “Si può sempre, eccetto nelle ore di coprifuoco, tornare nella propria residenza o abitazione, una seconda casa è un’abitazione e non è esplicitato nel nuovo Dpcm il divieto di andare nella seconda casa purché si tratti di una propria proprietà o ci sia comunque un contratto di affitto, ergo è possibile spostarsi”. Lo ha detto Achille Variati Sottosegretario all’Interno questa mattina mentre mi facevo la barba a Radio 24  al mitico Simone Spetia, notizia poi ripresa ovviamente da tutti.

Del Fiero Conte e dei suoi conti non è ancora dato sapere. Lo sapremo in serata…

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 305

Buongiorno prof!

ci dispiace per l’ora, sappiamo che è assurdo sapere le cose all’ultimo, ma ieri sera tardi ci è stato comunicato che da domani sarà indetto un altro sciopero studentesco, il 18/01 totale (né in presenza né in DAD) e il resto della settimana in DAD. Noi, come pensiamo si sia capito, teniamo molto a questa causa, capiamo e tentiamo, per quello che possiamo, di denunciare l’assurdità delle richieste fatte alla scuola da parte del governo;[…]

Molti messaggi simili sono giunti alle professoresse ieri. Gli studenti, o almeno molti di loro, hanno deciso, dopo aver scioperato contro la DAD, di scioperare contro la scuola in presenza: questo è successo a Roma, non è necessariamente una contraddizione dato che contestano la modalità con cui si è aperto e chiedono sicurezza. Siamo diventati tutti un po’ securitari. La mobilitazione contro il governo e la Azzolina che li vede schierati dalla stessa parte dei professori ha avuto un certo successo. Però non è andata allo stesso modo in tutte le scuole. Per esempio il Plinio e il Cavour, scientifici del centro e del nord della città, sono entrati e vogliono continuare, in altre scuole, per esempio il De Sanctis e il Tasso hanno scioperato anche con percentuali del 70%. Insomma ci sono situazioni differenti. Nel frattempo in FVG i genitori hanno fatto di nuovo ricorso al TAR contro Fedriga che ha rinnovato l’ordinanza già cassata dal TAR stesso. Vedremo come andrà nei prossimi giorni.

In tutto questo io sono stato a casa con Giuliano che era un po’ raffreddato a cui devo dire la scuola è un po’ mancata. Mi ha chiesto verso le 9.30 chissà che stanno facendo in classe. Mi accorgo che fa un certo freddo anche a casa. Mi raccontano che una delle tre principali disposizioni per contenere il covid nostro è l’areazione delle aule, quindi finestre aperte e porte aperte. Poi ci sono distanziamento e mascherine. Chiedo a Giuliano, lui è andato sempre nella sua quarta elementare, e mi spiega che si finestre aperte. Oggi c’erano le strade ghiacciate anche qui al centro di Roma.

«Sarebbe importante per questa maggioranza avere l’appoggio delle forze europeiste, liberali, socialiste. chiedo a chi ha a cuore l’Italia aiutateci.»

Il Fiero Conte sta facendo il suo discorso in Parlamento  e io sono dal gastronomo del supermercato che ha al radio accesa, mi investe «Questi se so applauditi da soli. Che pe’ tutta sta sceneggiata potevano fare una cosa a ‘cammere’ riunite se si voleva si poteva fa ‘n fretta.» Non me la sento di dirgli che sarà ancora lunga e che Conte probabilmente prenderà ancora molti applausi. Raccolgo le mie fettuccine ma resto colpito dal fastidio per i riti e le lungaggini della nostra già ammaccata democrazia, non è un buon segno. Il mio gastronomo non ha l’aspetto di un pericoloso sovversivo. E un signore un po’ cicciottello e di solito gentilissimo. Mentre vado alla cassa sento «A questo punto non si può tornare indietro, si volta pagina.» Poi ancora «maggioranza sarà a chiara vocazione europeista contro logiche sovraniste.» mi viene in mente con in mano cartelli di Salvini sull’immigrazione e ho un piccolo singulto.

Il mondo continua a vaccinarsi alcuni operatori sanitari hanno fatto la seconda dose, Pfitzer garantisce che recupererà i riardi entro la prossima settimana. Strana storia mi sembra di aver capito che ci mancheranno 165000 dosi.

«Anche ai singoli parlamentari chi si riconosce in questo progetto…». Chissà che ne direbbe il mio gastronomo.

State bene adelante con juicio!

A scuola si ma non così

Coronavirus – Diario di crisi weekend 41

La grande notizia per i miei fanciulli è che a Roccasecca nevica. La nonna gli ha fatto vedere i fiocchi dalla finestra con una videochiamata. Martina ne era orgogliosa e li mostrava ai suoi figli come li avesse fatti lei uno a uno. Lei è nata lì e ci tiene che anche i suoi bambini amino quel posto, che a dire il vero è molto bello. Noi invece siamo rimasti a Roma nell’ultimo giorno giallo. Ci siamo visti con i nostri soliti amici, i Falchi, a Villa Pamphili alle 14.30 nella speranza di intercettare il poco sole che questa stagione offre alle nostre pelli pallide e infagottate.

I bambini si sono arrampicati sul tronco di un grande pino marittimo schiantato, simbolo insieme del degrado e della bellezza delle ville romane, lo sapevate che è la Capitale più verde d’Europa?

Ettore con grande coraggio si è arrampicato e ha camminato sull’enorme tronco come fosse Indiana Johns su un ponte tibetano, anche se lui direbbe come Batman.

Giuliano ha molto corso e giocato con il suo amico Gianluca, noi abbiamo scambiato quattro chiacchiere in presenza, anche se sempre con la mascherina, è stato piacevole. Fa bene all’umore incontrare i propri amici e respirare aria fresca.

Una cosa mentre scrivo sembra certa domani le superiori in gran parte d’Italia riapriranno. Anche qui nella Roma arancione. C’è stato un ultimo tentativo di rimandare tutto questa mattina.  A poche ore dalla prima campanella.

I capi delle Regioni questa rogna delle scuole aperte proprio non la vorrebbero (come sempre), quindi hanno fatto tutte le pressioni di cui sono capaci per far chiudere al Governo. Anche perché nel frattempo molti TAR hanno annullato le loro ordinanze creando una sorta di giurisprudenza favorevole ai provvedimenti del governo centrale sulla scuola, è successo in Puglia, Calabria ed in ultimo in FVG. Questo almeno recentemente. Ma anche quelli della Lombardia e dell’Emilia Romagna che hanno sancito che i Governatori non possono decidere le date della riapertura in presenza: «L’attività amministrativa di adozione di misure fronteggianti situazioni di pur così notevole gravità non può spingersi al punto tale da sacrificare in toto altri interessi costituzionalmente protetti», così le motivazioni della sentenza del Tar emiliano che ha bocciato Bonaccini.

Il governo che come tutti sappiamo sta attraversando un momento non facile, di fatto è in crisi e non sa se ha una maggioranza in Parlamento, non è rimasto indifferente alle pressioni è ha scaricato la decisione sul Comitato Tecnico Scientifico che riunito d’urgenza da Speranza e Boccia alla fine ha dato il via libera alla riapertura.

Per il CTS «Le scuole superiori possono tornare aperte, e chi le tiene chiuse se ne assume la responsabilità».

Domani i ragazzi e i professori delle scuole superiori romane si potranno rivedere di persona e spero sarà al netto della paura e della Speranza un momento di umanità, e di civiltà.

Auguro loro di godersi tutto, dal piccolo viaggio da casa a scuola, all’adrenalina prima della campanella al volto immaginato sotto le mascherine dei loro compagni e dei loro amori, nascosti o palesi che siano, a quel po’ di sapere senza il quale la vita è più complicata e brutta anche ai tempi degli assistenti vocali e dei motori di ricerca.

Nella vita forse non si può essere felici ma un po’ più felici sì, spero che per i ragazzi tornare a scuola sia così.

Il fiero Conte fa i conti, tra domani e dopodomani si parrà la sua nobilitate e sapremo del suo e del nostro.

State bene e adelante con juicio si podéis!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 302

Sono stati giorni di trattative sotterranee, di scontri sulle cose e sulle idee, sui nomi e sulle iniziative,  di abboccamenti virtuali, discorsi preparati e improvvisati ma soprattutto di conte.

Il momento della verità dovrebbe però essere arrivato.

Infatti ieri Giuliano mi ha raccontato dell’incontro in video conferenza che ha avuto con tutti i rappresentanti di classe di tutti i plessi della scuola elementare. Da lui c’è una sola sezione è rimasto stupito che ci fosse un plesso che arrivava alla lettera 0. Due rappresentanti per tutte le quarte e le quinte. Un’elezione di secondo livello a tutti gli effetti.

«Sai papà c’erano bambini che si erano portati un discorso scritto, una ha letto addirittura da un tablet.» Sono dovuti intervenire tutti. «E tu?» «Io ho detto che migliorerò il cibo della mensa e che farò abolire le polpette di pesce dal menù»!

Il candidato forte della scuola di Giuliano è un ragazzo di quinta biondo, bravo e con una grande presenza scenica, credo che sia figlio di gente dello spettacolo. Loro però hanno una sezione sola è un po’ come se diventasse presidente USA un ragazzone del’Arkansas.

Ho trovato splendida ed educativa l’esperienza che gli stanno facendo fare anche se con le video conferenze, anzi peccato che non sapevano nulla altrimenti un bel discorso glielo facevo scrivere pure a lui, sarebbe stato un bell’esercizio anche quello. Comunque queste polpette di pesce devono essere una roba…

La novità è che siamo arancioni, quasi tutta Italia è arancione solo Campania, Toscana, Sardegna, Trentino, Molise e Basilicata sono gialli. Rosse invece Lombardia, Bolzano e Sicilia. Se volete ripassare cosa questo comporta potete leggere questo articolo QUI.

Le scuole resteranno aperte e, udite udite, se Zinga non cambia idea apriranno anche le superiori al 50% in presenza.

Mentre a Milano i ragazzi occupano qualche scuola, qui a Roma almeno quelli del Tasso e del De Sanctis protestano perché ‘vogliono rientrare in sicurezza anche sfruttando le opportunità della DAD’.

Vedremo che succederà. Io resto convinto che ogni giorno fuori da scuola, soprattutto per chi viene da famiglie non incredibilmente ricche di tempo, cultura e denaro sia un giorno perso.

Il covid nostro non si piega per ora ai vaccini, la sua curva nel mondo continua a salire mentre scrivo abbiamo superato i 2 milioni di morti. Da noi secondo l’ISS le misure avrebbero almeno in parte frenato la sua forza e si prevede un’immunità di gregge tra 6-8 mesi. Siamo a gennaio quindi tra luglio a settembre.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 301

Giuliano oggi è andato a scuola a Campo dei Fiori, per la precisione al cinema Farnese. La sua “scuola diffusa” per un po’ prevede  questo tutti i giovedì mattina per fare un laboratorio credo proprio sul cinema, mi farò raccontare. Quanto è bello il Mercato al mattino, Giordano Bruno sembra quasi allegro, come dimentico del rogo.  Mi aspettavo di vedere Fabrizi e la Magnani uscire da un momento all’altro. Ve lo immaginate Fabrizi bangla? Io si, pure la Magnani, ce li vedo, dietro i banchi con capelli neri, neri e i vestiti colorati.

Secondo gli ultimi ‘a quanto si apprende’ l’asporto dai bar sarà consentito ma non per le bevande, il caffè è bevanda immagino. Si apprenderebbe pure che dal 16 di gennaio a l 15 di febbraio non potremo: spostarci tra regioni se non per improrogabili motivi di salute, lavoro etc. potremo invitare a casa solo due persone per volta e una volta al giorno, insomma un po’ come a Natale però sarà Carnevale. I musei forse riapriranno ma solo i nei giorni feriali gialli o meglio in zona gialla, esiste però anche il miraggio dell’eldorado bianco, una distesa inesauribile di shottini, musica a palla e TPL all’80% se ci saranno meno di 50 casi per ogni 100.000 abitanti per tre settimane di seguito. Arlecchino si divertirebbe.

Tutto questo non è ancora passato per la loya jirga dei capi delle regioni. Che per quel poco che li conosco hanno già annusato l’odore del sangue. Già perché ieri il Fiero Conte è stato ferito da Renzi che ha ritirato la sua delegazione ministeriale e di fatto ritirato al fiducia al premier. «Non credo che gli italiani possano restare con le loro attività chiuse, chiusi in casa e vedere un Governo che traccheggia nella speranza di trovare 7-8 voti al Senato»  già dice uno di loro.

L’istinto dei politici è lupesco, il mio babbo mi diceva sempre Homo Homini lupus e non aveva tutti i torti.

L’inciampo del Fiero Conte ha suscitato una certa emozione tra i miei concittadini, giustamente preoccupati per le nostre sorti in piena pandemia. Pur comprendendo le loro preoccupazioni credo a quello che ci disse il fiero Conte dopo il lockdown di marzo, dobbiamo imparare a convivere con il virus.  Nella consapevolezza della sua presenza dobbiamo fare le cose che possiamo e sappiamo fare, tra queste c’è anche la crisi di governo, vecchia specialità della casa, che non so quali sbocchi avrà ma come sempre non sarà la fine del mondo e forse neanche del governo attuale, pare che una piccola truppa ben intenzionata sia pronta al sostegno, in nome ovviamente dei più alti principi nazionali e popolari. Comunque ci vorrà ancora del tempo per capire sembra però che Conte, come è uso dalla presidenza Scalfaro in poi, voglia parlamentarizzare la crisi, vedremo magnana. Intanto il Fiero Conte è tornato al Quirinale per parlare dei costruttori (in opposizione a rottamatori) immagino.

Conte parlamentarizza la crisi nella crisi

Intanto il Tar della Lombardia, quasi fuori tempo massimo, dispone per la riapertura delle superiori nella più ricca, popolosa regione di Italia. L’ordinanza di Fontana infatti sarebbe “contraddittoria e irragionevole” e deve essere sospesa “nella parte in cui disciplina la didattica a distanza, imponendola al 100%, nel periodo compreso tra i giorni 11 gennaio e 15 gennaio 2021. Oggi è il 14! Se la Lombardia finirà in zona rossa da lunedì la sentenza avrà solo un valore simbolico.

Ma la grande notizia per noi è che Ettore ha passato tutta la notte senza pannolino senza alcuna défaillances.

State bene e adelante con juicio!

Palazzo Chigi tricolore

Coronavirus – Diario di crisi giorno 300

Sapete chi si è giovato più di tutti del covid nostro? No non lui! Anche lui ma non solo, e non quanto loro. Secondo me quelli a cui è andata meglio sono stati i nostri amici pelosi, in particolare i cani. Li vedo sempre a spasso con i loro padroni. Di tutte le taglie, allegri e scodinzolanti, cuccioloni o più grandicelli. Si sono ritrovati più amati e più coccolati del solito. Il Fiero Conte nei primi e più feroci DPCM li pensò e consentì ai loro premurosi padroni di uscire per fargli fare quel che dovevano. I bambini non potevano uscire neanche per un modesto giro del palazzo, almeno fino alla circolare Crimi, ma i nostri “figli pelosi” sì. Per questo loro privilegio qualcuno di noi prova ancora un filo di risentimento. Ma poca roba.

Oggi è il terzo giorno di scuola per i ragazzi toscani, abruzzesi e valdostani. Noi qui sempre DADDA però il Presidente Zingaretti si è spinto ad annunciare una riapertura per il 18, pur ribadendone la rischiosità. Vedremo da qui a lunedì molte cose possono succedere. Per intanto qui lo scontro all’interno della maggioranza sembra essere arrivato al suo ennesimo rinvio, forse capiremo meglio Magnana.

I vaccini per nostra buona sorte si moltiplicano e sembra che oltre al Moderna, allo Pfitzer (già approvati) forse potremo accedere a anche al Sinovac che come dice il suo suono viene dalla terra di mezzo, dal CATAI dalla Cina. Infatti l’Ema dovrebbe esaminarlo. L’Azzolina chiede il vaccino per la scuola, si dice preoccupata per la Dad e l’abbandono, tutte cose giuste però lei ha qualche responsabilità, qualche leva in più di noi, ci si aspetterebbe qualcosa in più che delle idee.  Mentre scrivo partecipo ad una video conferenza, in cui si parla di cose molto interessanti ma e nobili ma la mia attenzione si perde nell’attesa di sapere del Fiero Conte che poi in serata Renzi sfiducia. Questa cosa delle “call” come le chiamano molti tra i miei interlocutori è diventata come tutte le innovazioni tecnologiche che viaggiano nel cyber spazio insieme una grande opportunità e una terribile schiavitù.

Papa vaccinato in Vaticano

Dalle piccole mura del Vaticano rimbalza in Argentina la notizia di Papa Francesco vaccinato.

Nuove speranze dai “nanoanticorpi” che sarebbero per ora testati sui Lama e sugli Alpaca che sarebbero in grado di impedire al covid nostro, e a sui fratelli mutati, di infettare le cellule. Oggi il diario sembra un po’ l’arca di Noè però alla fine questa è anche una panzoozia, ermellini sterminati, gorilla e grandi felini contagiati, pipistrelli e pangolini originari.

Martina ieri ha portato ad Ettore e Giuliano un supplemento di regali di Natale, del Babbo Natale di Roccasecca, tutti incartati e infiocchettati dalle zie. Erano felicissimi e si sono messi lì a montare meccani e lego ‘tuttieddueinsieme’ come dice Ettore.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 299

Sto leggendo un libro scritto da Jack London nel 1912. Negli anni ‘10 del 2000 un mondo sovrappopolato, 8 miliardi (mentre scrivo worldometer ci conta in 7,838,533,196) e pieno di dirigibili, ma in cui le notizie viaggiano ancora con una specie di telegrafo, viene colpito da una terribile malattia causata da un “germe”: la peste scarlatta. Non è la prima epidemia di quel secolo e nemmeno del secolo precedente. Esiste un gruppo di scienziati, i “batteriologi” che le combatte e di volta in volta è riuscito a trovare un “siero” che stermina i germi. La popolazione però è cresciuta troppo in numero, diventando così un terreno molto fertile per le epidemie. All’arrivo della Peste scarlatta un batteriologo riesce a trovare e “filmare” il micro organismo ma subito si ammala anche lui e muore.

Mi fermo qui, se vi va leggetela che London è un dio del racconto, però devo ammettere di essere rimasto colpito dalla serie di cose in qualche modo da lui predette: la popolazione quasi centrata in pieno, la pandemia, il periodo e i batteriologi che stanno ai nostri immunologi e biologi come il filmato dei microorganismi sta alla sequenza dei geni del virus.

Il covid nostro continua a farsi modestamente strada nell’universo, quasi 2 milioni di morti nel mondo e solo in Italia quasi 80.000. Il Fiero Conte è sempre alle prese con Renzi e con Bettini. Magnana come dicono i latinos, domani vedremo che sarà di loro e un po’ anche i noi.

Jack London racconta una storia simile a quella del covid nostro

La campagna vaccinale prosegue anche con qualche irregolarità nelle somministrazioni, oggi Repubblica racconta di 100.000 vaccinati fuori lista, considerando che ad oggi le vaccinazioni fatte sono  poco più di 700.000 dobbiamo considerare un settimo di raccomandati. Nello stesso tempo ci sono gli aventi diritto, che operano nel campo sanitario, che si rifiutano di fare il vaccino, il nostro è un Paese e un mondo complicato.

I nostri “batteriologi” sono divisi sulle soluzioni ma sono unanimi su un punto arriverà la terza ondata e ci picchierà piuttosto forte.

L’ala rigorista chiede un mese di lockdown totale. Intanto nascono piccoli movimenti di disobbedienza civile #ioapro e #nonspengopiùlamiainsegna sono gli slogan con cui ristoratori e baristi si apprestano il 15 ad iniziare la loro protesta contro il temuto Dpcm che vuole vietare anche l’asporto dopo le 18.00 per bar e affini.

Oggi è il secondo giorno che in Toscana, Abruzzo, Val D’Aosta i ragazzi possono andare a scuola. Auguri ragazzi! Studiate e state insieme!  Qui invece Dadda.

State bene e adelante con juicio!

La peste scarlatta Jack London

Coronavirus – Diario di crisi giorno 298

«Mannaggia. È tardissimo!» Questa mattina mentre sognavo profondamente qualche momento del mio passato, e cercavo di correggerlo almeno nel sonno, mia moglie mi ha svegliato così. Perché è lei che si alza la mattina presto, è lei che prepara il caffè, è lei che sveglia Giuliano ed Ettore ed anche me. Ho guardato l’ora era effettivamente un po’ tardino ma comunque fuori era ancora buio. Dopo un po’ mi alzo anche io, caffè, abluzioni ancora caffè. «Accompagni Giuliano od Ettore?». Le rispondo, e lei tira un piccolo sospiro di sollievo perché così ha un po’ più di tempo, Ettore può anche arrivare dopo.

Una ventina di minuti e mentre attraverso Piazza Cairoli la incontro con Ettore che si guarda intorno e chiede nocciole. Con Giuliano arriviamo a scuola un po’ in anticipo e aspettiamo. Intorno a noi i ragazzi, sono belli robusti alcuni ho difficoltà a dire bambini, della quinta fremono poi entrano. Quando finalmente entra anche Giuliano vado via e la vedo in lontananza che arriva con Ettore. Poi sarà lei nel pomeriggio ad andarli a prendere perché io ho una riunione in video conferenza, e devo finire delle cose. In tutto questo anche lei viene in ufficio, lavora e tutto il resto. Diciamoci la verità essere donne ai tempi del covid nostro è un po’, più complicato anche per colpa mia, nel caso di Martina, che molte cose le do per scontate.

Il fiero Conte è ancora alle prese con Renzi e Bettini, trova il tempo però di guardare verso l’ondata adveniente, forse con la speranza che possa puntellarlo ancora una volta e ci dice che ci aspettano ancora giorni duri e difficili. Il che purtroppo è vero e probabile. Quello che sta succedendo in Germania, in Francia e in UK  lascia supporre un periodo difficile ancor per tutto l’inverno.

La giornata di martina non finisce mai

Oggi hanno manifestato gli studenti e i baristi. Dei ragazzi abbiamo detto ieri, i baristi non vogliono fallire il che mi sembra comprensibile, anche perché l’ipotesi di vietare l’asporto dopo le 18 nel prossimo Dpcm certo non li riempie di speranza.

Oggi un po’ in controtendenza con la giornata, e anche con quella che è sempre stata la mia idea, io non avrei proprio chiuso le scuole questa volta, voglio raccontarvi il punto di vista dei professori, o meglio delle professoresse il che ha molto a che vedere con il genere e le inevitabili differenze del caso. Vi propongo perciò l’intervista che ho fatto oggi a Paola Calisti del Plinio, liceo scientifico di Roma Nord. QUI

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi weekend 40

«Auguri buon Natale a tutti». Ettore ancora non si è rassegnato e ogni tanto si affaccia alla porta finestra che da sul terrazzo e fa i suoi auguri urbi et orbi. I media parlano ormai abbastanza esplicitamente di un contagio da cenone. Si attribuisce agli incontri avuti durante le feste l’incremento di casi che cominciamo a vedere per la prima volta dopo un bel po’ di settimane, per la precisione non succedeva da metà novembre. E’ un piccolo incremento ma non è un bel segnale. Vi lascio qui sotto il grafico che avevo smesso di fare da quando è iniziato quello che gli esperti hanno chiamato il congelamento ella curva.

Dopo la levata di scudi dei sindacati, degli insegnanti e qui a Roma anche di quasi tutti i licei con accesso alla redazione del Manifesto, l’apertura  è stata rimandata e ogni regione ha una sua data diversa. Unico liceo un po’ fuori dal coro il Mamiani, che a cose fatte manda una lettera sempre al Manifesto in cui sembra protestare per la mancata apertura cui i docenti dicono la scuola era pronta, nonostante il ministero, anche grazie al lavoro della preside. Il punto è che se quasi tutti gli insegnanti dei licei di Roma non vogliono tornare in presenza una qualche ragione ci dovrà essere. Roma Report che ha a cuore la questione e vuole capire meglio ha deciso di intervistarne una, domani il pezzo in rete.

I ragazzi invece hanno deciso di protestare per il mancato rientro ma sottolineano anche loro le mancanze delle amministrazioni e chiedono di tornare a scuola in sicurezza. La protesta si tradurrà in una astensione dalle lezioni online domani 11 gennaio ed in teoria anche dalle lezione in classe per chi potrebbe. La Rete degli studenti medi sembra essere la promotrice dell’iniziativa. Lo sciopero credo ci sarebbe stato lo stesso nel caso di apertura, una delle loro richieste più ferme e quella di partecipare ai tavoli con le prefetture.

In realtà con la tecnica del carciofo, foglia dopo foglia si sono sfilate quasi tutte le Regioni, solo tre sono rimaste e domani apriranno le porte degli edifici scolastici: Abruzzo, Toscana e Val D’Aosta, il Trentino aveva già aperto.

I ragazzi tenuti fuori dalle scuole cominciano a trovare altre occasioni di aggregazione almeno qui a Roma, i laziali hanno festeggiato in Piazza della Libertà i 121 anni dalla fondazione della squadra, pare fossero 800. Molte ragazze invece si sono strette in una di quelle scene stile Beatles a Roma per acclamare un loro beniamino turco, a me finora sconosciuto, Can Yaman a Trinità dei Monti per girare uno spot. L’ottimo Piantendosi ha fatto chiudere un po’ di Trastevere e un po’ di Pigneto come ormai consuetudine nei fine settimana.

Il fiero Conte è sempre alla prese con Renzi e Bettini, i vaccini stoccati stanno finendo ma Arcuri assicura che presto ne arriveranno altri.

State bene e adelante con juicio!

Contagi settimanali

Coronavirus – Diario di crisi giorno 295

«Come si chiama il suo nome»?  Ettore continua nella sua furia classificatrice a chiedere il nome di tutto. Oggi mentre tornavamo da scuola siamo passati davanti a Fontana di Trevi e voleva sapere chi fosse quella statua enorme al centro del gruppo scultoreo. La indicava e chiedeva, noi eravamo preparati perché prima di lui ce lo ha chiesto Giuliano, e gli abbiamo detto che era Oceano il titano. Ettore vuole sapere sempre più cose e ogni tanto sembra come mettere insieme i pezzi delle informazioni che ha raccolto qua e là. Un po’ facciamo così anche noi.  Per esempio ricordiamo che la priorità assoluta prima di Natale sembrava la riapertura delle scuole, e che lo stesso sembrava a settembre e che su questo si sarebbe giocato il destino e la faccia del governo e del Presidente del consiglio. Fatto sta che le superiori sono ancora chiuse in tutta Italia e le elementari e le medie in alcune regioni del sud, dove chiudere è diventata una sorta di prova di virilità da parte dei presidenti di regione che si arrabbiano molto se qualcuno obietta, ed arrivano come è noto anche ad insolentire e le ragazzine, che avrebbero bevuto il latte al plutonio. E’ di oggi la notizia che il Lazio di Zingaretti rinvia l’apertura delle superiori almeno al 18 e che invece l’ordinanza di Spirlì, Calabria, che chiudeva anche elementari e medie è stata sospesa dal TAR, scatenando la sua ira funesta. La complessità del nostro sistema istituzionale, la pandemia e la riforma del titolo V della costituzione rendono tutto ancora più confuso e ci vuole un po’ per rimettere insieme i pezzi. Comunque ad oggi possiamo dire che la riapertura delle scuole superiori non solo non è più una priorità ma sembra essere diventata una complicazione da scongiurare. La CIGL scuola: “ll governo, a fronte del fallimento delle misure che andavano adottate, si assuma la responsabilità del rinvio dell’apertura delle attività didattiche in presenza. Si riporti il confronto a livello territoriale coinvolgendo le scuole. Si faccia chiarezza sui dati o si dica che non è possibile farlo.” Amens

Superiori chiuse amen e così sia!

Oggi ci lascia una delle maschere più importanti di questa terribile storia cominciata ormai quasi un anno fa. L’uomo che non ci fece mai mancare le sue capacità matematiche, e il cui sorriso mentre la sua Regione, veniva attaccata dal covid nostro. L’uomo per il quale il contagio è possibile solo se ad incontrarlo sono almeno due positivi. L’uomo che ci ha spiegato che certo non richiamava dalle ferie i medici per fargli fare i vaccini. L’uomo che durante la pandemia  “Il privato ha aperto le sue stanze lussuose a pazienti ordinari”. L’uomo che “Durante una partita di paddle tra amici ho colpito violentemente la testa contro un’inferriata metallica“ 30 punti di sutura. L’uomo che sconfinò dalla zona rossa milanese perché “Ero sovrappensiero non ho visto il cartello del confine comunale”.

L’uomo che ha gestito il pacchetto dei 20.064,8 milioni annui del fondo sanitario lombardo dando una notevole prova di efficacia ed efficienza. Quale uomo avrebbe  mai potuto sostituirlo? Nessuno, infatti al suo posto ci sarà donna Letizia Moratti. Gallera però ci mancherà.

In suo onore oggi due numeri li dobbiamo sciorinare anche noi il numero delle persone ufficialmente infette in Italia in questo momento, 571.055, e quello dei vaccinati 413.121.

Qui l’open data della protezione civile sui casi di covid in Italia

Qui l’app che tine il conto dei vaccinati per Commissario Straordinario

 

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 294

Più o meno tutti gli insegnanti dei licei del centro di Roma o di Roma Nord, prima, a partire dal Tasso e poi di Roma Est e di Roma Sud, e  via zonando, si sono opposti al piano del Prefetto Piantedosi ed in generale alla riapertura delle scuole. La contestazione riguarda, in un clima in cui la neo lingua è sempre più importante, anche l’affermazione in se, riaprire sarebbe un termine fuorviante, considerato che la didattica non è stata mai interrotta essendoci la DAD, che pure si deve chiamare DID perché integrata. Avanguardia di questo movimento per la chiusura delle scuole è il glorioso Manifesto, cui le professoresse del Tasso hanno inviato la prima lettera, leggila qui.  Un movimento che poi ha visto anche il coinvolgimento, immaginiamo spontaneo, degli studenti degli stessi licei, che fino a qualche tempo fa protestavano per tornare a scuola.  Inizialmente in queste lettere si chiedevano provvedimenti per rendere sicure le lezioni in presenza che comunque si auspicavano poi, di lettera in lettera, di scuola in scuola, di professoressa in professoressa (chissà cosa ne avrebbe detto Don Milani) si è trasformato di fatto in una mobilitazione per lasciarle chiuse. In queste lettere ci sono molte rivendicazioni più che sensate che possiamo riassumere così, tracciamento, vaccinazione e moltiplicazione, degli spazi, dei docenti e delle classi. La cosa che però sembra aver fatto saltare il banco è la richiesta di fare turni di entrata su due ore (8:00 10:00) prolungando così gli orari di uscita, insomma il piano del

Prefetto Piantedosi che consentirebbe insieme a un rafforzamento del TPL di evitare assembramenti, contro i quali il questore di Roma avrebbe approntato dei controlli anche alle fermate dei bus. Sui social molte professoresse sono più spicce e chiedono semplicemente che la scuola resti chiusa perché non vogliono correre il rischio di ammalarsi e considerano le entrate differite una follia. Qualcosa non deve aver funzionato, peccato perché ogni giorno perso è un danno diverso e non ancora calcolabile per ogni alunno.

Maestre a scuola professoresse a casa, così va da noi

Le maestre invece continuano ad andare a scuola e quindi Giuliano ed Ettore oggi si sono vestiti, lavati e sono andati ad incontrarsi con i loro compagni e le loro lezioni, di questo io non sarò mai abbastanza grato. Ettore entrando ha rassicurato un suo compagno che piangeva un po’ dicendogli che lui, Chewbacca, lo avrebbe portato sul Millennium Falcon. Anche le scuole medie hanno riaperto oggi, non in Campania ovviamente, ma qui sì.

La situazione epidemiologica è ancora grave ma aumentano anche i vaccinati in questo sito del Commissario Covid potete monitorare quel che succede. L’assessore alla sanità D’Amato parla di un’onda in crescita nel Lazio, per altro qualche giorno fa lanciava un appello proprio per non riaprire le scuole.

La paura di ammalarsi è ancora, comprensibilmente, grande ed è uno dei motivi per cui le cose stentano a riprendere. La Merkel che fin qui mi pare essere stata sin troppo franca con i suoi ha detto loro, commentando una situazione in cui ci sono 1000 morti al giorno, che è intuibile che abbiamo davanti i mesi peggiori.

Questa mattina sono riuscito a fare aggiustare, i miei tentativi erano stati vani anche se avevo intuito il luogo del problema, il termosifone nella stanza di Giuliano che il freddo comincia ad essere pungente anche qui, anche se non sono certo che l’intervento sia stato risolutivo.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 293

Siete mai stati al circo? Noi ci andavamo, spesso capitava proprio alla Befana. Devo avere da qualche parte le foto di Giuliano piccolo a cavallo di un cammello. Andavamo sull’Appia poco dopo Capannelle. Ai bambini piace moltissimo e anche a me. Tra i primi ricordi delle mia infanzia c’è un circo dalle parti di Sabaudia in estate, l’odore dolciastro delle noccioline appena tostate si mescola nella memoria a quello, un po’ più acre, degli animali. Ora come sapete i circhi sono chiusi, come lo sono i teatri, i cinema le palestre e tante altre cose. Vi capitava mai negli anni scorsi di incontrare quei manifesti in tricromia sempre uguali? Con scritto Togni, Orfei in cui si prometteva il più grande o il più bello spettacolo del mondo mostrando un elefante o una tigre disegnati con un tratto alla Alex Raymond. Il circo con i suoi tendoni, i suoi acrobati, i suoi clown (il bianco, l’augusto e il tramp) e soprattutto i suoi animali. So delle più che sensate obiezioni degli animalisti al riguardo ma io e molti fra i bambini del mondo adoriamo gli elefanti che rispondono ai comandi in tedesco, lo schiocco della frusta, il ruggito dei leoni e lo scalpiccio dei cavalli. Solo il ricordo della faccia di Moira Orfei mi mette di buon umore. E comunque se ne può discutere ma non ora. Da marzo tutte le volte che passo dall’Appia, mi capita abbastanza spesso, li vedo lì accampati nelle loro tende, nelle loro roulotte e nelle loro gabbie. Immoti e senza spettacolo. Credo siano riusciti a fare qualcosa ad ottobre, spingendosi fino a Ceccano (FR). Ogni tanto i giornali ne parlano anche perché c’è il problema degli animali che vanno nutriti lo stesso. Immaginate: cammelli, leoni, tigri, cavalli, elefanti, buoi. I pachidermi da soli mangiano 150 kg di fieno al giorno.

Il circo Lidia Togni di Riccardo Canestrelli (nipote di Lidia) è uno dei tanti in questa situazione non facile. Nella loro pagina  facebook  lanciano appelli e ringraziano chi in questo periodo li ha aiutati, soprattutto con derrate di cibo per gli animali. Hanno fatto le loro riunioni con i politici, le loro manifestazioni a Montecitorio, tutto quello che una piccola lobby poteva fare l’hanno fatto e credo abbiano diritto anche ai ristori previsti per gli artisti.  Auguro loro una buona epifania e che sia l’ultima senza spettacoli.

«Il cinema è come una vecchia puttana, come il circo e il varietà, e sa come dare molte forme di piacere».

Questo diceva Federico Fellini che amava il circo quasi quanto il suo cinema.  Come affermazione è un po’ forte e in parte disdicevole, ma realistica, io preferisco quella dei Togni o meglio di Enrico Bassano, giornalista, drammaturgo e cinematografaro anche lui «Finché al mondo, bambini ci saranno…il circo vivrà!»

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 292

I nostri ragazzi, che come era prevedibile stanno cominciando ad abbandonare la scuola, non potranno tornare nelle loro aule. Lo ha deciso, dopo le pressioni delle regioni, dei partiti, dei sindacati ieri sera il Consiglio dei Ministri, intanto si rinvia all’11. Hanno avuto mesi e mesi, in varie riprese per prepararsi ma pare che non siano bastati.

L’abbandono scolastico non è un problema recente per il nostro Paese, non è omogeneo dal punto di vista geografico o sociale. Riguarda le classi sociali più deboli e le regioni più colpite sono da molto tempo la Campania dell’omino di burro, la Sardegna e le altre regini del meridione d’Italia.

Se siete interessati a sapere l’impatto del covid e della gestione della DAD su questo fenomeno ed in generale sulla vita dei nostri ragazzi non più a scuola vi rimando a questa ricerca Save The Children-Ipsos.

«Proviamo a raggiungere l’indipendenza anche nella dotazione dei vaccini» . Con queste parole del commissario Arcuri possiamo dare tutti il ben venuto al sovranismo vaccinale! Oggi in una conferenza stampa è stato presentato il nuovo vaccino Made in Italy, forse pronto per l’estate. Per il momento testato su 100 persone (pochine siamo ancora in fase 1) ha dato ottimi risultati si chiama anti-Covid ReiThera GRAd-CoV2. Ma la grande notizia sarebbe che l’americano Moderna  bloccherebbe la trasmissione virale.

Il Fiero Conte si prepara a succedere a se stesso o forse no, nel frattempo però stila nuovi calendari giallo rossi:  La Befana è rossa, come stabilito, 7 e 8 gialli ma rafforzati, divieto di spostarsi tra regioni, 9 e 10 arancioni dall’11 di nuovo giallo rafforzato.

Sanremo, il cui porto dovrebbe ospitare la nave da crociera per il festival, strano esperimento sociale ai tempo del covid per isolare pubblico e cantanti, per il momento è alle prese con un brutto focolaio in una RSA.

Qui a Roma in questo periodo ha piovuto come non succedeva da tempo, l’Isola Tiberina è di nuovo assediata dalle acque del Tevere.  Oggi sono andato in ufficio per lavorare su un po’ di cose e ancora piove come non succedeva neanche in Blade Runner (Cit).

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Roma dal Gianicolo con mosaico di Frank Slama INVADER

Coronavirus – Diario di crisi giorno 291

Le scuole riapriranno il 7? Le superiori no, almeno non in tutto il territorio nazionale. Zaia per il Veneto, e Fedriga per l’FVG di conseguenza (tende a fare quasi tutto quello che fa il suo collega più anziano), fanno slittare la riapertura a febbraio. L’Omino di Burro in Campania farà tornare in aula dall’11 solo gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, come era prima di Natale. Seguiranno probabilmente provvedimenti simili di altre regioni. Pare di aver capito che a parte importante del personale scolastico vada bene così, restano i ragazzi che però non votano e forse non hanno ancora la coscienza del danno che stanno subendo.

Il problema è sempre il TPL? In tutto questo tempo non si è trovata una soluzione, neanche Piantedosi, il Prefetto di Roma, e i suoi colleghi con i loro tavoli sono riusciti a trovare una soluzione? Qualcuno fa notare alle regioni che hanno ricevuto in tutto 450 milioni di euro per quelle che sono le esigenze del trasporto pubblico locale in relazione alle scuole.  Non so, a me sembrava che più di un nodo fosse stato sciolto, anche perché 450 milioni sciolgono molte matasse, ma se manca la volontà politica e quella del personale scolastico allora comprendo che sia più complicato. Però non riesco a credere che quest’ultima manchi.

Le resistenze delle associazioni dei presidi sullo scaglionamento degli ingressi lasciavano presagire qualcosa anche a noi profani ma vedremo. La UIL, la più spiccia di solito delle tre grandi sigle, considera sbagliata la riapertura delle scuole a partire dal prossimo 7 gennaio. La CGIL chiede un tavolo, insomma sembra che le cose vadano in una direzione diversa da quella annunciata dal governo.

Come se non bastasse il TAR chiede a Palazzo Chigi una relazione sulle evidenze scientifiche che hanno consentito di imporre le mascherine alle elementari.

Il Fiero Conte che ancora amministra questa parte del 2021, oltre che di Renzi che lo pista ogni giorno un po’ di più ed oggi evoca contro di lui anche draghi e cavalieri, dovrà occuparsi di nuovo del quadro generale della scuola e non solo. La sua debolezza non aiuterà.

Con Giuliano ed Ettore oggi siamo usciti e siamo andati a fare un po’ di spesa mentre la mamma era al lavoro. Loro si sono presi anche un supplì spettacolare cui io invece ho rinunciato. Abbiamo incontrato tante coppie di anziani signori che volevano attaccare bottone, che ci siamo fatti volentieri attaccare.

Il nuovo Eldorado delle Regioni è ora la mitica zona bianca: luogo e tempo in cui forse dopo il 15: bar e ristoranti resteranno sempre aperti, palestre e piscine saranno di nuovo in palla e forse niente più coprifuoco. Questo paradiso ai tempi del covid nostro sarebbe possibile sotto un determinato livello di RT. Che poi si tratterebbe di meno della normalità.

Il fiero Conte di questo e del provvedimento ponte fino al 15, che dovrebbe più o meno prorogare la situazione attuale, dovrà parlare nel prossimo Consiglio dei Ministri che pare sia stato convocato per questa sera. La situazione della pandemia non è felice in Italia come non lo è nel resto d’Europa. Ancora qui nell’inesplorato 2021 non capiamo cosa succederà.

La terza ondata potrebbe aver già fatto un’illustre vittima le lezioni comunali di Roma, previste in primavera, che sembrano poter slittare a settembre – novembre, ancora nulla di ufficiale me le voci si fanno sempre più insistenti.

La Regione Lazio invece  offre ai ragazzi dai 14 ai 18 anni, che il 7 gennaio 2021 riprenderanno le attività scolastiche dopo le festività natalizie, la possibilità di effettuare un tampone rapido COVID 19 – dal 04 al 31 gennaio 2021. Ci si prenota qui. Il test è gratuito.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 39

«Vojo andale al Natale! Andiamo al Natale?» Per Ettore lo spazio e il tempo ancora si confondono e a volte chiede di andare al Natale, che per lui è un luogo bello nel quale tornare. Una cosa bisognerà riconoscerla un bel regalo ci è stato portato. Lo abbiamo molto atteso a volte con scetticismo a volte con entusiasmo. Ora lo abbiamo ma come se fosse troppo per noi che abitiamo le lande desolate del 2020-2021 lo allontaniamo, lo centelliniamo. Sembra che il vaccino sia arrivato troppo presto, non sembriamo pronti. Dopo la lotta per accaparrarsene il numero di dosi più alto possibile non lo riusciamo a somministrare. La Lombardia che per quello che ha passato tutti immaginavamo che lo attendesse come gli ebrei di Mosè la manna del deserto, ha usato il 3% delle dosi che ha disposizione. Il formidabile assessore al Welfare Gallera (quello che per contagiarlo con RT sotto l’1 ci vogliono due persone positive) ha spiegato che lui certo non richiama dalle ferie di medici e gli infermieri per fare questo vaccino, perché c’è gente con le ferie arretrate. Qui nel Lazio di Zingaretti pare che le cose vadano un po’ meglio siamo al 37,9 per cento delle dosi che abbiamo a disposizione in questo momento. Qualcuno ha chiesto a Gallera se il covid nostro è andato in ferie pure lui?  Nel resto del 2020-2021, inteso come luogo, la logistica e l’organizzazione mostrano i nostri limiti come specie. Qui un grafico per farvi un’idea della situazione. Gli unici che sembrano essersi organizzati benino sono gli israeliani.

Il 2021 rischia di essere il nostro nuovo luogo

Vedremo se seguendo i tempi del Gallera le cose miglioreranno. I tedeschi che si sentono sul punto di finire il vaccino a loro disposizione si arrabbieranno molto con l’Europa e con noi che li abbiamo quasi costretti a restituire quanto pattuito fuori sacco con la Pfizer.

Per rimediare a tutto ciò che faremo, beh secondo alcuni tra i più autorevoli abitanti del 2021 dovremmo prolungare il lockdown di Natale. Il Fiero Conte, che ancora amministra questa parte del nuovo anno, fa sapere che la scuola il 7 ripartirà, 50% in presenza per le superiori, ma non si esclude un provvedimento ponte dal sette gennaio. Quindi se ci è avanzata qualche autocertificazione non la buttiamo. Nel vertice di maggioranza convocato a Palazzo Chigi emergerebbero queste decisioni: fine settimana del 9 e 10 gennaio in tutta Italia saranno in vigore le misure previste per la zona arancione: tra queste, le chiusure di bar e ristoranti anche a pranzo, ma aperti solo per la vendita da asporto. Dal 7 gennaio e fino al 15, data di scadenza dell’ultimo Dpcm, viene consentito lo spostamento tra le regioni solo per ragioni di necessità. Continuerebbe anche il limite massimo di due ospiti a casa.

576,214 questo il numero ufficiale di persone infette in questo momento in Italia,  84732 il numero di persone vaccinate. Invertite le proporzioni non basterebbe. La sensazione che sia necessario sbrigarsi prima che il virus muti sul serio c’è.

Giuliano studia i Babilonesi, che inventarono molte cose tra cui la suddivisione del giorno in 24 ore. In fondo sapere in che punto del tempo sei è piuttosto utile. Ettore canta l’uomo pipistrello della Cristina D’Avena che vinee direttamente dal secolo scorso, luogo fantastico di cui molti di noi sentono la mancanza.

Cominciamo ad avere un’età per cui è normale avere nostalgia di qualcosa.  Il mio amico Massimiliano Di Giorgio sembra averla di Rutelli e Tocci, qui il suo bell’articolo.

State bene e adelante con juicio!

Giuliano legge il Canto di Natale

Coronavirus – Diario di crisi giorno 289

«Fuochi dattificio, fuochi dattificio!» Il piccolo Ettore allargando le braccia con un che di benedicente accoglie così l’anno nuovo. Subito si è adattato ed entusiasmato per questa usanza barbarica cui noi romani, come i napoletani e i cinesi siamo molto affezionati. I botti che cacciano via gli spiriti cattivi che mandano via il male; gesto apotropaico che ogni anno ripetiamo inutilmente. In televisione cantavano, Gigi D’Alessio, Gianni Morandi e J- Ax sotto gli occhi compiaciuti di Amadeus, un miscuglio nazional popolare che ci siamo sorbiti compostamente tutti e quattro sul lettone, mentre fuori imperversava la battaglia contro gli spiriti maligni.

Però noi, diabolici italioti, avevamo festeggiato prima con gli amici con i quali oramai da anni passiamo il capodanno, il piccolo Gianluca sua mamma Cristina e suo Padre Tony.

Tutto prima del coprifuoco delle 10.00. Quindi cena alle 7.30 PM, piccolo scambio di regali, niente baci e niente abbracci. Per i bambini, e anche per noi, è comunque una festa. Il cenone (dato l’orario più pranzo a voler seguire la classica sequenza prima colazione, colazione, pranzo e cena) è relativamente parco: tartine al salmone selvatico dell’Alaska (quello dei grizzly) lasagne con una strepitosa besciamelle preparata da me medesimo, lenticchie con salsicce, portate da Cristina, panettone e gelato. Tutte cose quasi da fagottari che ci consentissero di stare insieme e di non perdere minuti preziosi in cucina nel lasso di tempo relativamente breve che ci spettava per celebrare, quasi, il nuovo anno.

Il capodanno alle 21.30 ma in compagnia

Poco dopo mezzanotte Giuliano e Gianluca si sono video chiamati, mentre fuori imperversavano i “fuochi dattificio” e qualcuno come al solito si faceva male, nonostante il tassativo divieto imposto dal sindaco Virginia Raggi.

A dire il vero anche i nostri fanciulli si sono dilettati intorno alle 9.00 con stelline scintillanti e piccoli petardi sul terrazzo.

Il presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno ha detto che vaccinarsi è un dovere e che questi sono giorni di angoscia e speranza, che si vaccinerà lui stesso appena potrà ma che prima ci sono le categorie a rischio. Credo abbia ragione e quando toccherà a me, immagino quasi nel 2022 lo farò volentieri.

Approfitto per segnalarvi questo sito ‘arcuriano’ che tiene il conto dei vaccini somministrati: QUI

Noi siamo  60.417.000,  ma siamo a 32.000 (viene  continuamente aggiornato), vaccini inoculati compreso quello somministrato all’omino di burro, De Luca il lungimirante. A tal proposito sembra che tutto sia pronto per riaprire le scuole il 7 gennaio o forse no. Walter Ricciardi ora consulente del Ministro Speranza, ma anche indimenticato interprete di film come ‘L’Ultimo Guappo’, ‘Il mammasantissima’, ‘Napoli… la camorra sfida la città risponde’, sostiene invece che non vadano aperte, anzi in un’intervista alla Stampa consiglia un lockdown nazionale almeno fino a metà gennaio. I presidi continuano a dire che non si può far tornare a casa troppo tardi i ragazzi (quando farebbero i compiti?) e per questo si oppongono alle entrate scaglionate fino alle 10.00, che invece i prefetti, compreso il romano Piantedosi hanno individuato come soluzione ragionevole per evitare assembramenti sul TPL (trasporto pubblico locale). I compiti si faranno, intanto che tornino a scuola!

State bene e adelante con juicio! E buon anno!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 287

Grande festa per Ettore e Giuliano che hanno rivisto i nonni a Roccasecca. Era un po’ che non li vedevamo. Siamo giunti con i nostri dispositivi di protezione individuali ben calzati e siamo stati accolti dai nonni travisati, poi però si è mangiato, e non poco, il che ha fatto inevitabilmente cadere le nostre maschere. Un tempo qui si stipavano un quantitativo di persone tra fratelli, zii, nonni, cugini e fidanzati che aveva dell’incredibile. Ora la sala con il suo caminetto sembra vuota ed insieme più piccola. Intanto UK ha approvato il vaccino anglopontino. L’assessore alla sanità di qui Alessio D’Amato si dice preoccupato per una eventuale terza ondata e in qualche modo mette in dubbio la riapertura delle scuole. Ora ricomincerà la ormai consueta manfrina: riapriamo – non riaprite. Vedremo, la mia bolla Facebook non è particolarmente favorevole al vaccino pare invece che si stia vivendo un momento di entusiasmo e felice propaganda. Data la situazione in tutto l’Occidente senza i vaccini non vedo come ne potremmo uscire. I capi della nazione approvano la manovra finanziaria in un modo spiccio e forse non troppo trasparente, pare ci sia qualcosina per ognuno di noi, per ognuno dei nostri gruppi, per ognuna delle nostre tribù. L’idea che solo una decina di anni fa in nome del rigore il parlamento inserì in costituzione il pareggio di bilancio ha del lunare. Renzi ogni giorno è un po’ più tonitruante con il Fiero Conte. Domani si conclude questo strano anno e dovrò finirlo in ufficio perché lavorare si deve e non ci si può lamentare. Ora vi lascio che mi aspetta l’autostrada è un po’ di pioggia.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 286

Come volevasi dimostrare il vaccino su cui avevamo posto le nostre maggiori Speranze è il più problematico, l’anglopontino o Oxford- AstraZeneca sembra che non verrà approvato neanche a gennaio, del resto fa notare l’EMA, European Medicines Agency, non ha ancora fatto neanche domanda. Ricorderete, gli effetti collaterali su uno dei volontari (episodio che aveva fermato al sperimentazione), i dubbi della comunità scientifica americana e della Food and Drug Administration, il protocollo modificato e il dosaggio mutato per sbaglio e con successo. Sembrerebbe per di più che questo vaccino, tradizionale e senza modifica dell’Mrna, sia efficace al 90 percento solo sugli under 55. Insomma un bel pasticcio che avrebbe serie conseguenze sulla nostra campagna vaccinale che molto contavamo soprattutto per i primi mesi sull’Anglopontino.  Questi gli ordinativi delle nostre Speranze: Pfizer/BioNTech: 26,92 milioni; Moderna: 10,768 milioni; AstraZeneca: 40,38 milioni; Johnson&Johnson: 53,84 milioni; Sanofi: 40,38 milioni; CureVac: 30,285 milioni. Se siete interessati ad un approfondimento su Open trovate un articolo molto aggiornato.

Questo preoccupa più dei piccoli intoppi dovuti al mal tempo. La buona notizia sarebbe, anche se dà l’idea di una cinghia tirata per far passar la fame, che da una fiala di vaccino Pfizer/BioNTech si può ottenere una dose più del previsto. Non 5 ma 6 usando però aghi e siringhe speciali.

Un vecchio adagio dice che a tavola ci sono alcuni argomenti dei quali è meglio non palare con commensali che non si conosce troppo bene: sesso, politica, religione, soldi e pettegolezzi, non ho mai ben capito di cosa si possa parlare avendo escluso quasi tutte le cose che rendono interessanti le umane genti. Comunque agli argomenti aggiungerei  il covid e soprattutto il vaccino che temo possa scatenare liti furibonde anche perché abbiamo perso l’abitudine alla tolleranza, altra roba del secolo dei lumi. quindi spero che non steste mangiando.

Oggi, penultimo giorno, arancione mi sono dato ad una lunga passeggiata con Giuliano mio, ho camminato più oggi che in tutto il periodo natalizio. Ne avevo bisogno ci siamo arrampicati fino al Gianicolo e abbiamo incontrato un vecchio fotografo, con un teleobiettivo spaventoso, che ci ha parlato delle meravigliose albe e degli incredibili tramonti che ha fotografato tra il Gianicolo e San Pietro. C’era anche qualche coppietta e qualche famigliola. Ma la cosa che ci è piaciuta di più è stata un’enorme pozzanghera nella piazzola in cui a mezzogiorno spara il cannone. Ci siamo fermati e abbiamo tirato sassi e bastoni per vedere gli schizzi e l’effetto che faceva.

Testimonianza del fatto che le cose stiano di nuovo sfuggendo di mano è non solo il numero di decessi giornaliero di nuovo oltre i 600 ma anche il fatto che qui a Roma, come successe al Nord durante la prima ondata, siano andati in tilt i cimiteri ed in particolare i forni crematori. Roma ha una storia di disservizi cimiteriali  ben più antica del covid nostro, certamente però l’aumento del numero dei decessi, di fatto negli ultimi due mesi, ha definitivamente mandato in palla il già imperfetto sistema.  Ora al Flaminio hanno sospeso le cremazioni. La situazione potrebbe diventare problematica anche dal punto di vista igienico sanitario, per non parlare del dolore delle persone che vorrebbero un sonno confortato dal pianto per i propri cari.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 285

Conoscete Torre Angela? È il quartiere di Roma più colpito dal covid nostro seguito, a  una certa distanza, da Ostia. Poi arrivano: Centocelle, Borghesiana, Tuscolano, Primavalle, Don Bosco, Montesacro e Tiburtino. Roma Today pubblica un articolo con tutto il corredo di grafici e numeri del caso. L’indagine si concentra tra il 22 novembre e il 13 dicembre. Colpisce che i quartieri con più contagiati siano quelli delle periferie e comunque quelli più popolari.

La Germania si è accaparrata in vari modi, sia nelle pieghe degli accordi europei che in proprio, e fasi un quantitativo di vaccino Biontech Pfitzer che non ha paragoni nel resto d’Europa.

Che il discrimine alla fine sia sempre lo stesso mi addolora in un modo che non credevo mi appartenesse. Le guerre sono terribili ma creano anche grandi aspettative per la pace che verrà, viene difficile accettare che anche questa volta la differenza la faranno, furbizia, denaro e conoscenze.

Le palestre, i teatri e i cinema dovrebbero restare chiusi anche dopo la prima metà di gennaio questo è quel che filtra con la buona vecchia dicitura del quanto si apprende.

I casi sono pochi anche perché si fanno meno tamponi, eravamo arrivati a circa 200.000 al giorno oggi se ne sono fatti  meno di 70.000 le vittime invece restano vicino alle 500 al giorno.

Il tempo anche qui non è meraviglioso ha piovuto e tirato molto vento. Quindi niente passeggiata però noi quattro siamo comunque usciti con la nostra macchinetta e abbiamo fatto un giro su viale Marconi e comprato quel che mi serviva per fare in piccolo lavoro di bricolage. Mentre risalivamo in macchina abbiamo visto sfrecciare un carrello verde di qualche super mercato che sospinto dal vento e dalla forza di gravità si faceva largo tra le macchine, sembrava un parente piccolo e povero dell’olandese volante.

Giuliano si è dato alla costruzione di astronavi Star Wars con mattoncini Lego, attività che lo ha portato anche a creare pezzi originali ex novo mescolando i pezzi, devo dire che io lo incoraggio, piacciono anche a me. Ogni tanto però qualcuna gli cade e non sa bene come ricostruirla allora ha deciso di editare dei piccoli manuali per le sue creazioni. Si mette lì, fotografa i passaggi e poi impagina sul Pc.

Sarebbe bello avere un manuale delle istruzioni anche per questa strana ed inedita situazione, anche se viviamo nell’era dei tutorial.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 38

«Papà pecché il limone è giallo?» Ho provato a rispondere a questa domanda di Ettore facendo ricorso a tutte le miei scarse conoscenze botaniche ed evolutive. In sintesi gli ho detto che giallo piace agli uccellini che così vengono a mangiarlo e per poi spargere i semini per i campi. Ho pensato che mamma me lo avrebbe spiegato così, poi magari quando sarà più grande qualcuno gli parlerà dei flavonoidi.

La risposta più adatta sarebbe stata forse: perché a Dio piacevano così. E’ semplice ed immediatamente comprensibile, ed ha un che di vero se come sembra i limoni devono il loro colore e la loro forma ad un innesto tra cedro ed arancio amaro, quindi ad un creatore. Un artefice umano e probabilmente, la cosa non vi stupisca, cinese.

La nostra cattività natalizia invece procede nel migliore dei modi possibili, abbiamo mangiato ci siamo scambiati qualche regalino, abbiamo giocato, letto e visto qualche film. Ormai anche i grandi film di cassetta americani, quelli preparati proprio per le festività, ti raggiungono in soggiorno, il che è un peccato per i cinema che continuano a chiudere uno dopo l’altro. Il 25 ci siamo visti Soul della Disney, pensato per le sale però causa covid nostro immesso direttamente sul loro canale streaming, delizioso se vi capita non disdegnatelo.

Provengo da una famiglia laica che non faceva il presepe per cui quel che so delle tradizioni legate all’invenzione di San Francesco l’ho appreso fuori casa. Una cosa che colpì la mia fantasia di bambino era il muoversi dei vari personaggi durante tutte le festività. Il bambinello prima di Natale non si vede ed i Re Magi e la Cometa  arrivano solo il 6 di gennaio. In alcune case vidi che però facevano un percorso, con delle tappe di avvicinamento, lentamente, un po’ al giorno, si spostavano verso Gesù per portargli i loro doni.

Maria super girl delle #Diesis

Ora il caso vuole che proprio in questi giorni un nuovo dono sia stato portato per le vie della nostre città. Ne abbiamo seguito gli spostamenti e per un paio di giorni, ed abbiamo visto tanti pastorelli seguirlo verso la sua meta che questa volta non è stato un bambino ma l’omino di burro, l’uomo che ha chiuso tutte le scuole del suo piccolo regno: il governatore Vincenzo De Luca. Il quale non ci ha pensato due volte e subito si è fatto iniettare il vaccino perché pulcinella è furbo e Un maccherone vale più di cento vermicelli.

In realtà tutti sappiamo che i primi italiani ad essere vaccinati sono stati la professoressa Maria Rosaria Capobianchi, l’infermiera Claudia Alivernini e l’operatore sociosanitario Omar Altobelli alle ore 7,20 sono allo Spallanzani a Roma, però le gesta dell’omino di burro ci resteranno impresse per sempre.

Per altro pare di aver capito che dovremo aspettare per un po’ e che queste sono state vaccinazioni simboliche, qualcuno mi obietterà che invece bene ha fatto l’omino di burro così ha dato l’esempio, magari ha ragione non discuto.

Sarà però le persone normali aspetteranno un bel po’ prima di ricevere il vaccino; Arcuri il temporeggiatore prevede che un sessantenne verrà vaccinato in estate.

Il 27 dicembre sarà ricordato come il V-day, che questa volta non significa vaffanculo, l’Europa ha cercato di arrivare unita e cominciare insieme ma i sassoni e gli ungheresi hanno deciso di cominciare il giorno prima.

Il vaccino Biontech-Pfizer contro il Covid-19 sarà, come gli altri che dovrebbero venire dopo, distribuito gratuitamente a tutti i cittadini europei, se così sarà e in tempi ragionevoli dovremo essere grati ed anche un po’ orgogliosi.

Devo riconoscere a un’altra delle maschere della nostra commedia dell’arte, Mattei Salvini, di aver mantenuto la parola e seppur con qualche casino di aver passato il suo Natale con i poveri, ha fatto bene se può si ricordi di quei volti di uomini e donne quando parla e prende decisioni.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi vigilia di Natale

Roma fino ad oggi non era mai stata in zona rossa, c’è sempre una prima volta per tutto, e la mia grande, antica e meravigliosa città ora ha fatto anche questa esperienza, che non potrà essere molto peggio dell’invasione dei lanzichenecchi o dell’occupazione nazista. A tal proposito vorrei segnalare il dubbio che serpeggia tra i peggiori di noi: che la variante inglese sia invece appunto alemanna. Del resto linguisticamente il ceppo germanico comprende sia l’inglese che il tedesco.

Questo spiegherebbe l’impennata del contagio, di fatto l’inizio della terza ondata europea, che abbiamo visto a partire dal 28 di novembre in Germania, e  che nel giro di pochi giorno ha riguardato anche Svizzera e Danimarca, per poi colpire dal primo dicembre UK, Olanda, e Repubblica Ceca, e poi a cascata Spagna, Irlanda , e via dicendo.

Le ragioni della crescita potrebbero essere attribuite ad altri fattori, misure sbagliate, shopping, preparativi natalizi, cluster inaspettati.  Però il cronista ci teneva ad annotare l’ipotesi che anche qualche matematico ha cominciato ad accreditare.  Leggi qui

Segnalo inoltre ancora una volta, variante o no, la questione dei bambini che andranno vaccinati, dopo tutti i trial clinici del caso altrimenti si rischia di farne dei diversi e di chiuderli in una sorta di bolla che somiglierebbe non poco all’emarginazione. Perché è vero che a loro il covid nostro fa poco o nulla ma il timore che contagino gli adulti creerebbe verso di loro una diffidenza che i bambini e i ragazzi non meritano.

La nostra vigilia fin qui non è stata molto dissimile da quelle che abbiamo passato in casa a causa di altri flagelli influenzali, meno gravi certamente, che in passato colpirono il piccolo Ettore. Il quale da un po’ mi guarda e mi dice con una sicurezza disarmante: «Tu babbo Natale! Tu sei babbo Natale!» La speranza è che non capisca bene cosa dica perché altrimenti e già finita. Giuliano invece nonostante prove e indizi cerca ancora di mantenere forte la sua fede in Santa Klaus. Alla fine i bambini, e con loro spesso anche noi, se vogliono credere in qualcosa trovano il modo per farlo. Il che a volte è una cosa bella altre no, rischia di farci perdere il senso della realtà e del pericolo.

Frattanto, il Prefetto Piantedosi dà notizia di aver firmato “il documento operativo per il raccordo tra gli orari di inizio attività didattica e quelli del trasporto pubblico locale per ripresa in sicurezza nella Capitale delle scuole secondarie dal 7 gennaio”. Cioè il risultato dei tavoli da lui presieduti che dovrebbero consentire di ricominciare la scuola in presenza anche per le scuole superiori.

Due fasce di ingresso a scuola una alle 8 per il 40% degli studenti e l’altra alle 10 per il restante 60%, con la possibilità di utilizzare anche il sabato per abbattere la percentuale. I presidi hanno già manifestato la loro contrarietà, in quanto sostengono che gli artistici e i tecnici tornerebbero a casa troppo tardi. Rimproverano anche al Prefetto di non aver ancora scadenzato le aperture delle altre attività cittadine, cosa che Piantedosi si ripropone di fare la prossima settimana. Sembra di capire che se riprenderà sarà al 50% e che verranno ridotte le ore da 60 a 50 o 45 minuti.

Alle proteste di mia moglie Ettore insiste: «Ma è lui babbo Natale»! indicando il suo babbo abituale con totale naturalezza e un’assertività da manager consumato.

Buone feste miei cari lettori, non datevi troppo pensiero che il giorno arriverà dopo il buio, il Natale è anche questo.

State bene e adelante con juicio!

 

Ettore che dice che sono Babbo Natale

Coronavirus – diario di crisi giorno 280

Roma è ancora tutto un  fervere di preparativi e di ultimi acquisti per l’attività che abbiamo scoperto ci viene meglio quando siamo chiusi in casa: mangiare. Oggi ho ancora lavoricchiato, ho anche dovuto incontrare persone per lavoro e per diletto ma siamo agli ultimi fuochi. Ho visto code notevoli davanti alle enoteche non vorrei che vista la situazione ci si buttasse tra le braccia di bacco. Davanti a Bernabei, noto spacciatore di alcool di questo quadrante della capitale, ho visto code paragonabili a quelle davanti ai super mercati durante il primo lockdown. Ettore e Giuliano hanno passato tutta la loro prima giornata natalizia giocando e correndo. Oggi niente compiti, credo niente tornei di scacchi, ma lego, mantelli di Batman, caccia stellari e parole. E’ da un po’ che Ettore si avvicina a noi e ci chiede: «Posso dile una palola! Una palola sola?» Lo fa spesso, soprattutto quando dovrebbe dormire o comunque fare qualcosa di preciso e non giocoso. Noi gli diciamo di sì e lui tenta con tutte le sue argomentazioni di trascinarci in una qualche discussione su Babbo Natale, l’Uomo Ragno o Pinocchio in modo da ritardare il momento della verità.  Oggi mentre tentava di sfuggire al pisolino pomeridiano però si è superato.

«Mamma, posso dile una palola! Una palola sola»?

«Certo amore mio».

«Come si chiama naso di Pinocchio»?

«Naso di Pinocchio».

«NO! Si chiama lostlo!»

Che in Ettorese significa rostro, per lui soprattutto quello del pesce spada. A parte averci fatto tanto ridere, la cosa dimostra come la passione per gli animali marini si tramanda di fratello in fratello.

Quante volte anche noi facciamo così, quante volte anche i capi della nazione e delle regioni fanno così. Se siamo in difficoltà parliamo d’altro. Del naso di Pinocchio, dei massimi sistemi, o della fontanella, nella speranza di irretire il nostro interlocutore in qualcosa che lo distragga dal conto che pure sappiamo inevitabilmente ci chiederà.

Zone rosse, gialle e arancioni alla fine dopo il Natale, che speriamo festeggeremo in modo prudente, ci troveremo di nuovo a dover fare i conti con uno Stato le cui strutture sono quel che sono da molti anni, con delle regioni che hanno contribuito a indebolirlo e continuano ad avere un ruolo entropico, con il covid nostro e l’economia.

Dato il contesto, il testo rischia di non migliorare moltissimo rispetto all’anno scorso.  I soldi che giungeranno dall’Ue che a me pare che abbiamo già cominciato a spendere facendoci fare un credito che forse prima non ci avrebbero fatto, possono aiutarci ma ci vuole anche qualcuno che sappia come impiegarli oltre che per sfornare bonus sempre nuovi e sempre diversi.

Non c’è ancora abbastanza vaccino per tutti

Il vaccino pare di aver capito che almeno in un primo momento verrà centellinato e non coprirà la grande massa della popolazione oltre che escludere tutti i minori di 16 anni. Insomma non è il 2020 anche se speriamo che possa essere il 2021.

Nel frattempo Frattasi, che il Capo di gabinetto del ministero dell’interno mi perdoni ma non ho resistito alla facile allitterazione, ha pubblicato una circolare che insieme alle FAQ del governo chiarisce molte cose sul nostro natale in zona rossa. In particolare segnalo che si è stabilito che chi si occupa di volontariato sociale può uscire per anche nei giorni rossi e non deve rispettare neanche il coprifuoco.  (Qui tutte le regole del Natale aggiornate)

“Appare, altresì, utile confermare che sono consentiti, senza limiti di orario, gli spostamenti che si riconnettono ad attività assistenziali svolte, nell’ambito di un’associazione di volontariato, anche in convenzione con enti locali, a favore di persone in condizione di bisogno o di svantaggio.  Conseguentemente, per lo spostamento legato a tali attività, potrà addursi a motivo giustificativo l’espletamento del servizio di volontariato sociale”. Indi Salvini può dedicarsi al suo natale solidale senza tema di incorrere in alcuna sanzione. Ché comunque la nostra piccola rubrica annoterà cosa il leader dell’opposizione farà.

State bene e adelante con juicio! E come si dice in questi casi buon Natale se non ci dovessimo vedere.

 

 

Ambulanza su Ponte Garibaldi

Coronavirus – diario di crisi giorno 279

Ultimo giorno di scuola di questo malandato 2020. Il timore che dopo la chiusura possa non riaprire c’è. Studieremo e faremo i compiti e aspetteremo che questo strano Natale vada via. Oggi e domani sono gli ultimi giorni gialli, in cui più o meno possiamo far finta che vada tutto bene.

Piccolo pranzo con i colleghi dell’ufficio in un ristorante abbastanza vuoto, lo storico Gusto che un tempo stava a piazza Augusto imperatore e giocava con le assonanze e le allitterazioni, ora sta in Piazza di Sant’Apollinare. Comunque un bel posto. È di questi giorni la notizia che finalmente è stato completato il restauro del Mausoleo di Augusto. Pare che Mussolini lo abbia fatto tirare fuori dalla terra, gli scavi finiscono negli anni 30, con il sogno di farcisi seppellire dentro. Quell’epoca era così insieme drammatica e ridicola.

Mi piacerebbe poterlo visitare, pare che a marzo lo apriranno, vedremo quale sarà la situazione, per ora non possiamo entrare neanche al Colosseo.

L’INAIL fa spere che si sono contagiate 100.000 persone al lavoro e che 366 di queste sono morte. Pare che il bambinello ci porterà il vaccino, almeno ad alcuni, i più esposti, lo Pfizer dovrebbe arrivare in Italia proprio per la vigilia. Lo distribuirà l’esercito, non ho capito se dentro a delle tende a forma di fiore ma sembra che così sarà.

Il presidente eletto Biden si è fatto somministrare la sua dose di vaccino, noi vaccineremo per prima un’infermiera dello Spallanzani.

Pfizer-BioNTech che è per ora l’unico vaccino approvato come sicuro ed efficace in Europa e di conseguenza in Italia e nel Lazio. Sì perché dovrebbero essere le regioni a gestire la vaccinazioni, che il governo centrale fornirà loro, in quanto la sanità è di loro competenza, ora mi chiedo come faranno con l’esercito che non credo possa essere regionalizzato, comunque un modo tra primule e cannoni Arcuri lo troverà. Le regioni in tutta questa vicenda hanno mostrato nel bene o nel male cosa fanno e quanto possano pesare le loro decisioni nella vita delle persone da loro amministrate. Basti pensare quanto è stata diversa la vita un bambino di Minturno da quella di un bimbo di Baia Domizia, stesso litorale pochi chilometri ma per uno le scuole sono state aperte e per l’altro no.

I primi ad essere vaccinari saranno appunto gli infermieri, i medici e gli anziani ospiti delle case di riposo e di cura nelle loro varie forme. I bambini per il momento non sono proprio contemplati, per la verità è proprio la Pfizer-BioNTech a consigliare la somministrazione dai 16 anni in su escludendo anche le donne in cinta.

Qui il comunicato del Ministero della Salute che spiega anche questo.

Si dice che l’esclusione fino a 16 anni non dovrebbe avere un particolare impatto, considerato che gli individui più a rischio di sviluppare sintomi gravi da COVID-19 sono gli anziani. Sarà… solo che ora io come lo spiego a Giuliano che per lui il vaccino non è previsto? E come lo spiego a me stesso?  Credo anche di intuirne la ragione, è stato testato sugli adulti e non sui bambini e le donne in cinta. Almeno spero sia per questo, però i minori di 16 anni nel nostro Paese a me stanno molto a cuore e sono una fetta non trascurabile della popolazione residente sicuramente più del 13% (tanti sono gli italiani da 0 a 14 anni).

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 278

Ettore ha fatto la recita di Natale, forse  sarebbe meglio definirlo un piccolo coro. Lui va nella stessa scuola materna che fu di Giuliano. Ricordo la palestra stipata all’inverosimile, con tutti i bambini, i genitori, nonni, fratelli e cugini e decine di cellulari pronti alla foto e al video. Ad Ettore è toccato fare una cantatina in otto senza pubblico, in classe. Che poi i cori sono tra le attività più perniciose per il covid nostro perché cantando si fanno tante goccioline di saliva.  Un cosa però lo accumuna al fratello Giuliano anche lui lo hanno messo al centro davanti a tutti, noi non siamo altissimi. So della performance perché ci hanno mandato un video. Whatsapp è un po’ il Netflix delle recite di Natale quest’anno per tutti noi genitori trepidanti e fieri.

La variante british del covid nostro è sbarcata a Roma suscitando paura tra molti di noi e competizione tra due istituzioni della sanità capitolina: il Policlinico Militare Celio e l’INMI Lazzaro Spallanzani. E sì perché sono stati i militari del Celio ad individuarlo e spiazzando tutti hanno dato la notizia al TG1.

Oggi l’INMI ha dovuto mandare un comunicato per recuperare un po’ di terreno, in cui annunciava di aver avviato la procedura per l’isolamento della sequenza del virus. Comunque ha un nome spettacolare, una roba che neanche Dan Brown: The first Variant Under Investigation in December 2020 che acronimizzato fa  VUI – 202012/01.  Mi direte che c’è poco da scherzare e forse avete ragione però non resisto. La versione turbo del virus un po’ mi fa sorridere.

Noi ci eravamo appena abituati all’idea delle nuove regole natalizie, oggi penultimo giorno per lo shopping,  poi ci barricheremo più o meno in casa a mangiare, giocare, leggere e guardare film di Natale. Le vecchie serie e i vecchi film sembrano appartenere ad un’altra epoca, quella prima del covid nostro turbo o non turbo.

Il tempo passa e il covid nostro non ci abbandona

Quando è cominciata questa storia l’avreste detto che sarebbe arrivato a mangiare il panettone il sars -cov2? Arriverà anche gustarsi la seconda colomba. Tutti speriamo che i vaccini reggano alle varianti, non solo a questa ma anche alle altre che verranno, questo è un virus influenzale e questo genere di virus mutano.

I capi della nazione invece ipotizzano scenari di elezioni anticipate, che immagino non arrecherebbero nessun problema di affollamento, con le loro campagne elettorali, i bagni di folla, le file ai seggi. Per la precisione Franceschini uno dei più duri alfieri della linea rigorista, l’uomo che ha detto alla Azzolina che alla fine la scuola non è fuori dal mondo e che si bisogna chiuderla si chiude, l’uomo che ha voluto chiudere fino all’ultimo museo, teatro o cinema italiano, non ha invece alcuna difficoltà ad invocare uno scenario elettorale in cui a battersi siano il Fiero Conte contro Salvini. Il bevitore di mojto nel frattempo si è scoperto una vena solidale e vuole andare a passare il Natale con i barboni, anzi lui credo li chiami alla francese clochard.

Questo per contestare i provvedimenti del governo.  Ho passato nel modo agognato da Salvini più di un Natale, e trovo siano splendidi momenti quelli spesi a dar da mangiare a chi ne ha un po’ più bisogno. Quindi grazie al covid nostro che per Natale ci ha portato un Salvini più buono. Però che ora lo faccia, si prenda la multa, che per lui tanto non è nulla, e senta un po’ l’odore della povertà. Che la nostra classe dirigente, tutta anche quella più lontana da Salvini, sembra non averlo mai sentito.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 37

Delle regole del Natale con il covid nostro sapete tutto, ne sono piene le Home di tutti i giornali on-line (compreso il nostro qui trovate una scheda esaustiva con tutti i documenti). Non vi tedio oltre misura, con commenti superflui su una nazione fondata sul cenone o sulle libertà  individuali violate. Pare che i pizzardoni siano pronti a spingersi fin dentro le case di noi romani «massima attenzione dei vigili su eventi e feste private. Chiuso un club notturno accertamenti mirati anche per verificare le segnalazioni di feste o eventi privati, soprattutto in orario serale e notturno, come avvenuto anche nella notte tra venerdì e sabato, quando i caschi bianchi hanno eseguito un doppio intervento nel Centro storico per eventi organizzati in due strutture ricettive ». Così racconta un giornale on-line più blasonato del nostro. La retorica della comunicazione dei corpi di polizia è sempre la stessa ed è priva di senso dell’umorismo per definizione.

Noi si è passato un fine settimana a casa, giusto qualche piccola spedizione per ultimi regali e spesa.

La brexit pare non riguarderà il covid nostro, la cui nuova versione super accessoriata il Regno Unito ha subito inviato tra i tulipani Olandesi.  La nuova variante British pare avere una capacità di trasmissione superiore ai suoi confratelli continentali. Il primo ministro inglese dice che per ora non ci sono prove che sia resistente al vaccino. Noi sospendiamo i voli per e da UK, che credo già non fossero numerosissimi.

Ettore e Giuliano hanno molto giocato e pregustato il Natale che sarà, con molti giochi molta mamma e molto papà.  La scuola per loro c’è stata fin qui, ed io mi sorprendo ad essere grato al fato e alla sorte di una cosa che in fondo è insieme un dovere e un diritto.

Dei ragazzi più grandi non si sa ancora con certezza anche se la Ministra Azzolina si è impegnata più volte per una riapertura dopo le feste. Apertura che però sappiamo essere condizionata alla riorganizzazione del TPL alle riunioni con i prefetti, i presidi, i sindaci, i sindacati, le municipalizzate, le direzioni, i capi delle regioni e quant’altro. Segnalo di nuovo Agostino Miozzo del CTS che non sa spiegarsi perché da noi le scuole, quanto meno le superiori e due classi delle medie, siano rimaste chiuse.

L’omino di burro che ha chiuso non solo le superiori in Campania invece continua per la sua strada «L’anno scolastico? Se riprenderà… io ho i miei dubbi, ma decideremo a inizio gennaio». In Campania de Luca ha ha solo di recente  graziosamente concesso l’aperura solo delle prime elementari e delle scuole dell’infanzia. Le regioni chiedono, in testa Veneto e Campania di poter fare meno ore in presenza, intanto trattano per scendere dal 75% al 50%.

Voglio citare di nuovo Miozzo  «Se non riapriamo le scuole al più presto, rischiano di crescere una generazione di persone fragili e depresse. Ci sono migliaia di studenti che si stanno perdendo, che stanno male: ma sono purtroppo invisibili. Per non dire del gap educativo che avranno rispetto anche ai loro coetanei degli altri Paesi europei che finora hanno tenuto aperte le scuole». Dal Corriere della Sera.

Sapete dell’incredibile successo degli alberi di Natale? Pare che mai abbiano raggiunto simili quotazioni, non tanto e non e solo da noi ma in tutto il mondo. Del resto dovendo stare in casa un bell’abete profumato può aiutare. Noi abbiano il nostro poco ecologico albero di plastica da molti anni e con lui continuiamo il nostro viaggio nell’inverno e nelle festività, per quanto uno piccolino potrebbe essere un’idea.

State bene e adelane con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 275

Giuliano questa mattina prima di entrare a scuola pare abbia arringato i suoi compagni sull’importanza di poter andare in bagno quando si vuole. Poi ha posto la questione alla maestra umanistica che gli ha tolto la pelle spiegandogli che fare il rappresentante di classe non serve certo a questo e che le regole sono regole e si rispettano! Non so chi avesse ragione però è un esperienza anche questa. Confrontarsi con le autorità ed apprendere di volta in volta quali sono i propri limiti credo sia utile.

In ufficio ho avuto un po’ da fare, ho provato a sbrigare molte cose insieme e qualcuna forse l’ho cannata ma è la vita anche questo.

Tutti siamo in attesa delle regole del Natale che affannano il Fiero Conte e i suoi ministri più di quanto immaginassi, in fondo questo governo fin qui si è caratterizzato proprio per la gestione di questa emergenza se non riesce più a farlo in molti si chiederanno della sua utilità.

I giornali sono pieni di indiscrezioni e la sostanza sarebbe che dal 24 dicembre al 6 gennaio l’Italia tutta diverrebbe zona rossa nei giorni festivi e prefestivi e zona arancione nei giorni lavorativi. Ma siamo al ‘quanto si apprende’, formula che gli addetti stampa e i giornalisti di agenzia conoscono bene.  E’ un modo per far filtrare notizie non sempre vere dalle istituzioni che a volte servono a spingere nella stessa o in altre direzioni quel che si sta decidendo. Comunque sembra che vada così: 10 giorni di lockdown totale e 4 quasi, divieto di muoversi in più di due persone, in deroga al blocco della circolazione. Di fatto, si potranno invitare due persone senza contare i minori di 14 anni.

Vi lascio intanto il bignamino sulle tre zone per un ripasso.

In ogni caso manca il passaggio formale e quello con le regioni che per intanto si stanno cominciando ad attrezzare in autonomia dopo il Veneto di Zaia anche Zingaretti ha fatto sapere che in mancanza di indicazioni varerà un provvedimento regionale.

Il ministero della Sanità fa fare una lunga conferenza stampa a Brusaferro che spiega che la situazione è ancora difficile, cosa che credo fosse già ben chiara ma forse serviva ribadirlo. Il punto vero e che i casi sono ancora troppi perché i nostri potenti mezzi riescano a tracciarli, il Natale potrebbe essere un’occasione per farli scendere o per farli salire, dipende da come lo interpreteremo, regole o non regole. Si spera che questa sera il Fiero Conte ci spieghi tutto come sa fare lui.

Ragazzi di sinistra

Tornando troviamo un sacco di polizia in giro per strada penso al modello Roma di Piantedosi, ma mi pare eccessivo sono camionette della celere a due a due o addirittura a tre a tre. Giunti alla fine di Ponte Garibaldi  sentiamo un poliziotto in borghese urlare concitatamente: «Ci muoviano, ci muoviamo, muoviamoci, su, su, su. A Largo Argentina su, su, su!» I giovani celerini salgono a bordo dei lunghi cellulari, chi dai portelloni laterali, chi da quelli di dietro e chi da quelli davanti. Un ultimo milite giunge con calma, sbuca da sotto a un platano, siamo più o meno dove venne uccisa Giorgiana Masi,  e con la noia di chi è di turno e non vorrebbe, chiede di essere aspettato senza affrettarsi che sembra sapere che non ce n’è bisogno. Dopo pochi secondi vedo arrivare una piccola manifestazione di studenti di sinistra, sembrano ragazzi delle superiori. Lo spiegamento di forze continua a sembrarmi eccessivo ma almeno ha una ragione per me classica. Chiedo ad uno di loro di spiegarmi perché protestano, mi parla di finanziaria, risorse, investimenti sulla scuola, gli chiedo se vuole tornarci a scuola e mi dice che si, si anche per questo manifestano.

In tutto questo il meraviglioso mondo della Rai TV ha presentato San Remo annunciando per la bocca del direttore di Rai 1  Stefano Coletta  che Il Festival si farà all’Ariston con il pubblico. Ho trovato la cosa quantomeno fuori sincrono con quello che ci sta succedendo intorno. Comunque se vi volete prenotare per una poltrona o una poltronissima vi lascio il link.

http://biglietteriafestival.com/

State bene e adelante con juicio!

Ragazzi della celere

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 274

Oggi in ufficio è venuta una persona che mi ha cominciato a raccontare delle contradditorie teorie degli esagerazionisti o riduzionisti del covid  che dir si voglia. Non mi ha detto nulla che in questi mesi non abbia detto il noto bevitore di mojto ed in ultima analisi anche qualche medico di vaglia. Io però non ho retto ho perso le staffe, devo ammettere che così come il razzismo esibito sta roba mi fa venire il sangue alla testa. Sbaglio, vorrei saper resistere e non rischiare, come si dice, di passare dalla parte del torto.  Che poi ogni persona va rispettata.  Devo imparare ad accettare pure che ci siano uomini e donne,  credo siano milioni, che credono che tutto questo sia insieme un complotto cinese e un raffreddore per cui stiamo facendo una inutile tragedia. Del resto il secolo dei lumi è stato forse un accidente della storia. Pare che Angela Merkel abbia risposto ad un negazionista, che urlava uno scontato «non è vero», nel suo Bundenstag che durante la DDR decise di studiare fisica perché sapeva che si possono negare molte cose «ma non  la legge di gravità o la velocità della luce» temo si sbagliasse.

Ho avuto la sfortuna di studiare nello stesso edificio in cui Galileo fu costretto a negare proprio quel genere di leggi invocate dalla Merkel, certo prima dell’illuminismo, periodo della storia detestato da molte delle persone che lo conoscono e ignorato dai più.

Giuliano invece è tornato da scuola con un nuovo piccolo trionfo. Dopo una consultazione spasmodica ed una competizione con un numero di candidati commisurato alla litigiosità tipica delle italiche genti l’amor mio si è fatto eleggere rappresentante di classe. Per un corpo elettorale di 17 bambini c’erano ben 13 candidati. La classe doveva eleggere un maschio e una femmina, parità di genere, ed ognuno doveva esprimere una doppia preferenza.  Alla fine hanno vinto Giuliano con 7 preferenze e una sua compagna con 8. Pare che questa incombenza ce l’abbiano solo le quarte e le quinte.

I politici quelli veri intanto continuano a discutere del santo Natale, che sarà forse rosso, ma non del tutto e comunque, così lascia filtrare il Fiero Conte, con una norma salva nonni.

Nel frattempo il mio ex capo Zaia che si rende conto per l’ennesima volta della gravità della situazione della sua regione e annuncia una super serrata pomeridiana, dalle 14.00 non si potrà uscire dal proprio comune  dal dicembre 19 al 6 gennaio.

In una Roma abbastanza svuotata nelle ore lavorative, è come se molti fossero già fuggiti nelle seconde case per non sbagliare, la notizia è che siamo diventati più poveri. O meglio che i poveri e i bisognosi di assistenza sono aumentati vertiginosamente. Qui un articolo di Marino Galdiero sulla questione, tutto questo sempre grazie al covid nostro e a come lo stiamo gestendo.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 273

Le distanze, non solo quelle fisiche consigliate, passate da un metro a due, sono sempre più grandi. La verità è che per qualcuno il prevalere delle chiusure arreca un danno economico non paragonabile a quello che deve soffrire il suo vicino di casa. Le categorie sociali vengono ridisegnate dal virus ogni giorno un po’ di più. Anche le guerre fanno così. Costruiscono e demoliscono grandi e piccole ricchezze. Chi sono i pescecani del covid nostro? Ricordate, quanta retorica dopo la prima guerra mondiale sui pescecani. Beh magari no perché non c’eravate però lo abbiamo letto. Questa non è una guerra è una pandemia o epidemia come preferite, anche se non è proprio la stessa cosa. Eppure un po’ di quella retorica tornerà a chissà cosa porterà. Cresce una vaga rabbia nei confronti dei garantiti, più vecchia in realtà di almeno un paio di decenni, che comincia a coinvolgere sempre più categorie.  La cosa non è incomprensibile e andrebbe gestita e compensata dalle istituzioni e dalla politica. Che dal canto suo sembra cercare quelli che un tempo si chiamavano equilibri più avanzati, il che tradotto vuol dire che gli attuali equilibri con soddisfano tutte le gambe del tavolo. Il motivo del contendere è platealmente il bottino, il denaro che giungerà dall’Ue, speriamo.

Però c’è una questione che io non riesco a considerare marginale, sono andato sul sito open data della protezione civile, luogo nel quale ogni tanto mi torturo per avere un po’ più chiaro quello che succede. Ho messo in fila i numeri delle persone che sono state portate via dal covid nostro dell’ultima settimana da mercoledì scorso a ieri: 499 (mercoledì) 887 (giovedì) 761 (venerdì) 649 (sabato) 484 (domenica giorno del riposo anche per questo genere di conteggi pare) 491 (lunedì) 846 (martedì) totale 4617. Non credo sia una variabile indipendente dai nostri comportamenti o dalle decisioni politiche che si prenderanno nei prossimi giorni, non so neanche se le ho conosciute in tutta la mia vita 4617 persone! Fate una prova guardate sul vostro cellulare quanti contatti avete probabilmente sono meno. Non c’è un numero soglia, questo è ovvio, però vederli tutti in lì uno dopo l’altro dà l’idea di quello che ci sta succedendo e del fatto che, siamo molto lontani da una via d’uscita.

Le primule son bei fiori ma la più famosa era quella Rossa, un eroe letterario antirivoluzionario nel terrore francese, e di lei ricordiamo solo che era introvabile, quindi speriamo che Arcuri il Temporeggiatore e fratello Boeri non pensassero a lui scegliendolo come simbolo della campagna vaccinale.  Ora dicono che cominceremo ad inizio gennaio.

Primula del vaccino

A Rometta mia oltre ai nuovi cestini della Raggi e all’originale presepio a Piazza San Pietro fervono gli incontri per la nuova mobilità per le riaperture delle scuole. Nell ‘ultimo tavolo sul trasporto pubblico a,  presieduto dal prefetto Matteo Piantedosi, si era stabilito di far girare gli ingressi  a scuola dalle 8.00 alle 10.00. Non era moltissimo, il pomeriggio era stato escluso per l’opposizione dei presidi, ma era qualcosa, ora i presidi ritengono che la soglia massima siano le 9.00 del mattino, altrimenti si farebbe troppo tardi. Bah il rischio è che non si riapra, pare che già molte scuole abbiano programmato una riapertura con la DAD.

Oggi sono stato a casa con Ettore mentre Giuliano faceva una sorta di uscita con la scuola. L’idea è quella di farli girare per il quartiere anche per non sovraffollare la scuola, credo sia andato a Piazza di Pietra al Tempio di Adriano, era emozionatissimo. Con Ettore abbiamo fatto molti giochi, anche con la Nintendo e la Tv ma l’unica attività che ha meritato di essere richiesta più e più volte a gran voce, «Giocale ancora giocale», è stata la messa in scena allestita con due burattini di pezza Pinocchio e un Gufo he io animavo e con cui lui ogni tanto discuteva animatamente impersonando di vota in volta Batman e Dart Fener.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 272

«Vojo andare a scuola tua! Vojo andare a cquola tua!» Ettore questa mattina mentre ci preparavamo ha deciso che non voleva andare alla sua scuola materna ma in quella mia, che immagino sia il mio ufficio.  Poi abbiamo inforcato la nostra bici e non ci ha pensato più, ogni tanto mi chiedeva dove passavamo e dove andavamo ma era contento.

Che ci sia qualcosa di vero nella richiesta di Ettore? Che a non finire non siano solo gli esami ma anche la scuola con le sue aspettative, le sue incredibili novità e la sua socialità imposta. Che sia un rapporto non risolto di qualcuno di noi con essa alla base di molte delle discussioni sulle scuole aperte e le scuole chiuse ai tempi del covid nostro. Chissà cosa ha passato, il nostro omino di burro, il governatore De Luca da bimbo?  Oppure quelli ad aver e un rapporto non risolto con l’istituzione scolastica siamo noi che la difendiamo?

“Tutti i più grandi maghi della storia hanno iniziato essendo niente di più di quello che siamo noi: studenti. Se loro ce l’hanno fatta, perché noi no?” questo è quello che vorrei poter pensare dell’esperienza scolastica dei nostri ragazzi, come Harry Potter.

L’Oms ci fa sapere che Babbo Natale è immune al Coronavirus e che quindi porterà i regali, alla fine la propaganda si somiglia sempre, il Fiero Conte dice una cosa simile da un po’, riguardo una sorta di lasciapassare da lui concessogli. Noi pensiamo invece che Santa Klaus debba stare attento con quei chili di troppo, vista l’età e anche la pressione che ci pare un po’ altina. In compenso pare che gli alberi di Natale siano andati a ruba, dovendo stare in casa tutti si sono attrezzati.

Pare che il rappel à l’ordre della cara Angela abbia almeno in parte sopito i bellicosi intenti dei nostri capi della nazione e delle regioni. Lo scontro sembra rinviato, almeno per ora.

Mancano 9 giorni a Natale che rosso o giallo che sia ci ricorderà, almeno, del dono della vita e dell’amore dei nostri cari.

State bene e adelante con juicio!

 

Ambulanze a Trastevere

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 271

«Mai! Mai! Mai!» Così il mio dolce Ettore da un po’. Come dice la sua mamma da quando ha imparato questa parola la usa a più non posso.

«Ettore facciamo colazione?»

«Mai! Mai! Mai!»

«Dai Ettore è ora di fare la ninna.»

«Mai! Mai! Mai!»

«Andiamo a scuola su usciamo»

«Mai! Mai! Mai!»

È il suo nuovo refrain. Del resto devo ammettere che la parola MAI riempie la bocca e la mente come poche altre. È così bello poter escludere categoricamente di fare in qualunque tempo e in qualunque luogo qualcosa.

Purtroppo poi la vita spesso si presenta nella sua rudezza e ci impone di rivedere le nostre certezze su di noi.

L’idea che ci eravamo fatti del Natale, anche grazie alle sfuriate dei capi delle regioni, dell’uomo del mojto, di alcuni membri anche autorevoli della maggioranza sembra sfumare. Invece sembra farsi largo, come da noi anticipato (giorno 193)   un lockdown natalizio con l’Italia tutta in tinta con Babbo Natale.

A Natale un Italia tutta rossa

A riportare tutti verso questa non proprio allegra prospettiva non sono tanto i nostri comitati tecnici e scientifici, le opinioni dei nostri immunologi, infettivologi e virologi. Nulla centrano neanche le foto dello shopping, quella è solo propaganda.  Non lo sono neanche le crude cifre della protezione civile, l’RT, il bollettino o l’R con 0. La linea sembra dover cambiare perché Angela Merkel, la donna più forte d’Europa, insieme all’accademia leopoldina, sono riusciti a convincere tutti i capi dei  Lander tedeschi, che non hanno nulla da invidiare ai nostri capi delle Regioni, della necessità di un lockdown generale per il tempo del Natale e un po’ più in là.  La cosa cambia i termini della questione, se lo stato più forte, ricco, con la migliore sanità decide lo stop, in qualche modo lo suggerisce anche a noi. Se si ferma la locomotiva d’Europa  dovremo farlo anche noi vagoni?

Oggi la maledizione informatica ha colpito non solo me ma anche milioni di utenti di google in particolare gmail e di Google Meet, il sistema di videoconferenza di Larry Page e Sergej Brin è anche il più diffuso nelle scuole italiane, credo grazie a qualche accordo, anche mio figlio l’anno scorso usava quello. Quindi la DAD è andata KO quasi in tutta Italia.

Fortunatamente io uso zoom, grazie al mitico maestro di scacchi di Giuliano che ci iniziò durante il lockdown, e lo faccio usare anche nella confederazione dove lavoro (CEPI). Giusto questa mattina ho moderato una videoconferenza pubblica con molti ospiti anche importanti, avessimo avuto meet sarebbe andato tutto a monte.

A Roma sono morti due vigili di covid, ne danno notizia i sindacati e il corpo, mi spiace alla fine ai pizzardoni vogliamo bene e li ho visti molto indaffarati in questi tempi strani e  turbolenti.

PS vi suggerisco come spin-off della nostra storia questa intervista al Maestro Blonna:  Il Maestro e la regina.

State bene e adelante con Juicio!

Coronavirus – Diario di crisi week-end 37

Ci sono dei momenti, che variano per durata in base alle situazioni e alle nostre convinzioni, in cui il nostro cervello si rifiuta di elaborare gli impulsi che gli giungono dai nostri sensi. La nostra coscienza si impedisce di vedere o sentire cose che non vuole accettare, a volte per non soffrire spesso per puntiglio. Di solito dopo un breve momento di obnubilamento torniamo a ad una percezione standard della realtà.

Il saliscendi cui si sottopone il covid nostro, temo favorisca questa illusione e i motivi per cui per un po’ ci rifiutiamo di accettare quel che c’è non sono di difficile comprensione.

Sabato ho accompagnato Giuliano ad un torneo di scacchi cui per una serie di ragioni non avrebbe dovuto partecipare.  Poi abbiano trovato il tempo e il modo, lui ci teneva e quindi alle 10.00 del mattino l’ho lasciato alle sue guerre perse e ritrovate con i suoi compagni di gioco. Il posto era vicino Via Del Corso che  era allegramente affollata come capita di solito in questo periodo dell’anno. Portavamo tutti la mascherina ma non eravamo pochi, non immagino nel pomeriggio.  Sembravamo un quarto stato dello shopping.

Ho approfittato delle ore del torneo per fare la spesa e ho quindi potuto un po’ girare per Trastevere. Nel pomeriggio siamo andati a fare un giro in un grande giocattolaio in Via dei Colli Portuensi, tanto traffico, macchine in doppia fila, circoletti e comitive.  Ho avuto la stessa sensazione che ebbi questa estate, allora si faceva quello che di solito si fa in quella che Gentiloni definì una normale stagione estiva , con poche esclusioni, questa volta è Natale e le persone cercano di fare quello che si fa a Natale.  Certo restano ancora molte limitazioni, di orario per esempio, ho visto che ora l’aperitivo si anticipa, ma il rito delle mani nelle noccioline e delle bevutine di alcool mescolato allo zucchero è rimasto inalterato.

Del resto questa storia cominciò con i capi della nazione che andavano a fare gli apericena a Milano per dimostrarci che il nuovo coronavirus, allora si chiamava solo così, non era pericoloso.

Questa settimana per la prima volta da almeno 7 settimane abbiamo avuto meno morti della settimana scorsa ma sono stati comunque 4588, da noi purtroppo le persone muoiono un po’ di più che negli altri paesi, abbiano un tasso di mortalità “che tutto il mondo ci invidia.” Ancora non è chiaro perché, qualcosa centra senza dubbio il nostro sistema sanitario che sembra intervenire troppo tardi sui malati. O casi di positivi sono 122.000, 30 mila meno della scorsa settimana, non la metà ma solo un po’ meno.

Tutti sappiamo che la situazione non è facile e che il problema non sì è risolto, la nostra splendida penisola si è scolorita dal rosso verso il giallo un po’ ovunque, ma la terza ondata prima della fine dell’inverno  è attesa potrebbe essere peggiore della prima e della seconda. Manca ancora del tempo a quando potremo di nuovo abbracciarci, come ci aveva promesso il fiero Conte ormai quasi 10 mesi fa.

Qui a Roma continua la spasmodica attenzione per la faida tra i ragazzini del Pincio. Si susseguono operazioni della Polizia e si è stabilito di chiudere la Metropolitana che porta a Piazzale Flaminio nel pomeriggio di sabato per evitare che al cosa si possa ripetere.

Nel frattempo Arcuri ci fa sapere finalmente dove intende vaccinarci; allestirà 1.500 gazebo a forma di fiore, come il simbolo della campagna: una primula fucsia realizzata da uno dei fratelli Boeri.

Giuliano il torneo poi lo ha vinto. L’ho capito quando nella chat dei genitori è comparso onusto di gloria e armato di coppa e medaglia come fosse Ron Weasley davanti allo specchio delle Brame. Scoppiava di gioia il mio piccolo scacchista!

State bene e adelante con juicio!

Primula simbolo della campagna vaccinale
Primula simbolo della campagna vaccinale

Coronavirus – diario di crisi giorno 268

«Dov’è vilus, dov’è vilus?» Così protestava Ettore dopo che questa mattina gli ho detto che non poteva andare dal suo amico Gianluca. Eravamo in bagno vicino al fasciatoio dove ancora lo vestiamo. Mentre chiede del virus si guarda intorno con aria minacciosa come se gli dovesse menare. E diventato il suo, e anche il nostro, capro espiatorio. Ha imparato che molti dei divieti sono dovuti alla pandemia e quindi a quello che lui chiama Vilus. Questa mattina però erano le 7 e 30 e dovevamo andare a scuola, il covid nostro era quasi innocente.

I capi delle nazioni continuano ad accapigliarsi attorno ai soldini che dovrebbero giungere copiosi dall’UE, com’ è loro costumanza antica, i cittadini tentano invece il colpaccio con le lotterie degli scontrini e il cash back di stato.

Il Natale si avvicina e il braccio di ferro sul cenone ha visto un nuovo irrigidimento del Fiero Conte, il quale anche sul Recovery found e la sua super task force, di carattere egizio (Cit. Paolo Mieli) cerca di tener duro e dice che andrà avanti solo con la fiducia di tutta la sua maggioranza.

Il consiglio di stato, le cui competenze in materia sono note, si pronuncia contro una nota dell’Aifa e proclama l’idrossiclorichina, un antimalarico di gran moda all’inizio della pandemia che purtroppo sembra non funzionare, prescrivibile senza rimborso per curare il covid.

Dove ci vaccineremo?

Se però devo dirvi cosa mi spaventa di più del nostro caos anarco-autoritario beh è il timore che non si sfruttino le vacanze di Natale per piegare la ormai celebre curva ma che invece la si faccia risalire incoraggiando comportamenti simili a quelli di questa estate. Partendo per di più da una base ben più ampia di contagiati. Lo scenario che mi terrorizza è quello di una curva in risalita, un TPL (trasporto pubblico locale)  non riorganizzato, anche con scaglionamenti degli orari delle scuole,  per tempo e i capi delle regioni che per far vedere che son forti ed efficienti ordinano di non riaprire le scuole.

Altra questione per la quale spero di essermi distratto è quella riguardante la logistica dei vaccini, non ho ancora capito dove li vogliano fare in quali luoghi. Non penseranno mica agli attuali centri vaccini, io li ho visti, ci porto i miei figli, e quindi so di doverli escludere subito, non sono certo attrezzati per gestire gli afflussi che si dovranno affrontare per almeno sei mesi. Già sono andati quasi in tilt, quando con il governo Renzie  la Lorenzin si resero obbligatori i vaccini per i bimbi senza aumentarne conseguentemente il budget.

Molto attivo il prefetto di Roma sul fronte covid e assembramenti

Qui nella mia città spicca l’impegno del prefetto Piantedosi, già Capo di Gabinetto del Viminale, sul caso ragazzini del Pincio e in generale con i suoi provvedimenti anti assembramento e sul fronte TPL.

Il prefetto di Roma oggi ha incontrato al tavolo di coordinamento Comune, Regione, rappresentanti dei ministeri di Scuola e Trasporti, e poi le aziende del trasporto pubblico locale Atac, Cotral, Trenitalia. Si è parlato, senza trovare un accordo per il momento, dello scaglionamento degli ingressi. Pare che i presidi non siano disposti ad accettare che si facciano delle lazioni al pomeriggio, possibili invece diverse finestre orarie al mattino. Grandi aperture ai privati per il TPL.

Domani ci potrebbe essere il bis della rissa del Pincio altra questione aperta e  monitorata. Sempre per restare dalle parti del prefetto di Roma pare che la Ministra Lamorgese non sia mai stata positiva al Covid ma che il suo tampone fosse un falso positivo. Ne siamo contenti per lei e per i suoi colleghi.

State bene  e adelante con juicio!

Pulizia tavolini in Via Arenula

Coronavirus – diario di crisi giorno 267

Con Martina eravamo andati da Zazà a prendere un pezzetto di pizza e passando per Piazza Sant’Eustacchio abbiamo incrociato Matteo Renzi che parlottava con la mascherina ben calzata con Ernesto Carbone e una testa bianca che mi sembrava quella di Nicodemo Oliverio, le mascherine non aiutano. Renzi diceva e gli altri due, come è giusto che sia, ascoltavano e annuivano. Renzi è un capo si vede da miglia di distanza, di persona comunque è molto più alto e piazzato di quanto uno si immagini.

L’ho incontrato altre tre volte, la prima quando invitò il mio capo di allora, Mario Catania grande ministro dell’agricoltura e vero servitore dello Stato, a Palazzo Vecchio per un caffè, noi eravamo da quelle parti per un convegno sul consumo del suolo, un’altra volta a Ballarò ed infine durante la cerimonia della campanella: lo vidi inseguire Letta che non lo voleva neanche guardare. Come è diabolico il potere nel convincerci di essere unici e indispensabili. Comunque Renzi si è incaricato più volte di spiegare ad alcuni suoi colleghi che così non è. Lo fece con Letta, in qualche modo lo ha fatto con Salvini e ora sembra volerlo fare con il Fiero Conte, anche lui si ingannò ma questa è un’altra storia.

Per il momento Conte decide di cedere alle pressioni sugli spostamenti tra comuni a Natale e Capodanno, richiesta che ha visto insieme gli enti locali, i capi delle regioni i Renziani e Salvini. Il vero nodo pare sia la gestione dei soldini che l’Unione ci trasferirà con il Recovery Found e la Task force, di carattere egiziano (Cit. Paolo Mieli), edificata dal fiero Conte per gestire tutto il gestibile.

Molti si chiedono se ci sarà la crisi di governo nella crisi della pandemia, ovviamente non lo so ma credo che Conte si atterà più o meno al vecchio proverbio siciliano ‘Calati junco chi passa la china’. Solo che questa volta attenderà che risalga, con la ormai prossima terza ondata. Si piegherà più che potrà e aspetterà, però potrebbe non bastare.

Papa Francesco invece ha fatto sapere che celebrerà la messa di Natale alle 19.30.

Oggi altre 887 persone ci hanno lasciato a causa del covid ma dicono che le cose stiano migliorando, il tasso di contagiosità è sotto il 10% i guariti sono stati 30.000 e i contagiati cica 17.000.

State bene e adelante con judicio!

Isola Tiberina quasi sommersa

Coronavirus – diario di crisi giorno 266

Oggi rientro a scuola e in ufficio in bici. Con Giuliano attraversiamo Ponte Garibaldi e vediamo l’Isola Tiberina assediata dal fiume più del solito. In ufficio mi scontro con più di un problema al PC. Mi metto di pessimo umore ma è la vita di noi non informatici computerizzati. Alla fine sembra sempre di essere degli analfabeti. Giuliano trova la piena del Tevere “fichissima” gli spiego che però è un problema nonostante gli argini piemontesi.

I numeri oggi sono meno brutti del solito, anche se non so se il giorno dopo l’Immacolata valga al stessa regola della lunedì, cioè che son numeri un po’ in vacanza. Forse sì, i tamponi sono 30.000 meno di ieri.   Le persone che vanno via sono sempre molte.

Oggi, mentre il mondo celebra Margaret Keenan e William Shakespeare, prima e seconda a vaccinarsi ufficialmente in UK, noi qui a Roma facciamo i conti con un’ordinanza della Sindaca Raggi che consente ai negozi di vicinato di aprire un po’ prima nei giorni di festa e con la dichiarazione dell’assessore alla sanità della Regione, D’Amato, che prorogava le misure fino a marzo. Segue smentita, ché alcuna decisione è ancora stata presa ma così è.

State bene e adelante con judicio!

 

Cluster notturno di runner a Piazza Navona

 

Coronavirus – diario di crisi giorno 265

Ieri sera forse presi dallo spirito natalizio, al quale cerchiano inutilmente di sottrarci, dopo aver cenato davanti all’albero, pollo arrosto con patate più che buono l’ho lasciato marinare nel vino ed altro per 8 ore, abbiamo deciso di tentare una sortita serale. I nostri obiettivi sono: Spelacchio a Piazza Venezia, Piazza Navona pare illuminata a festa e Piazza San Pietro. Quando metto in m moto la nostra potente Aygò son le 20,40 abbiamo un’ora e venti minuti prima del coprifuoco. Erano più di venti anni che non provavo una simile sensazione da quando con Massimo Sartorio e Marco Palazzo, tra gli altri, ci aggiravamo tra Mestre e Venezia con gli anfibi ai piedi durante la libera uscita, che anch’essa prevedeva un coprifuoco che però veniva chiamato più civilmente rientro.  A Piazza Venezia troviamo Spelacchio tutto vestito e colorato ma senza luci a Piazza Navona troviamo le Fontane del Bernini la Chiesa del Borromini ma gli unici spot presenti sono rossi e abbracciano il collo di un gruppo di runner notturni.  Superata la prima delusione Martina incoraggia les deux a correre. Vederli felici nella notte scapicollarsi è una gioia anche per noi due.   Non c’è nulla da fare per un po’ Piazza Navona è chiamata ai suoi antichi fasti di stadio Domiziano. Sulla via del ritorno provo a passare per San Pietro ma a causa di una serie di sensi unici  e transenne non riesco a conquistare il colonnato, anzi mi perdo e per un attimo provo l’emozione della mancata consegna. Il tempo passa sono le 21.45 e per un momento non sappiamo esattamente dove ci troviamo. Poi purtroppo o per fortuna lo smarrimento finisce e rientriamo con 10 minuti di anticipo.

Corse a Piazza Navona di nuovo Stadio Domiziano

I capi della nazione sembrano aver ricominciato a darsele di santa ragione, questo è segno che il covid nostro è in parziale ritirata. Il casus belli potrebbe essere l’approvazione delle modifiche al MES. Un bel gesto invece lo fa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che fa sapere all’ANSA che si sottoporrà quando sarà possibile alla vaccinazione contro il Covid senza ovviamente scavalcare l’ordine della precedenza delle categorie a rischio, secondo le disposizioni delle competenti autorità.

Oggi dopo molto tempo abbiano ricevuto una breve visita di amici in casa. Con loro speso abbiamo passato il capodanno, abbiamo condiviso parte dell’estate e dell’inverno. Quest’anno un po’ meno. E’ stato gradevole fare due chiacchiere in soggiorno bere qualcosa e spizzicare qualche dolcetto mentre Gianluca, Giuliano ed Ettore si scalmanavano per casa armati comme il faut. Siamo stati con la mascherina tutti quanti tranne Ettore. Abbiamo aperto molto presto la finestra ed abbiamo fatto tutte le  abluzioni del caso. Devo ammettere che uno dei pochi lati positivi di tutta questa storia è l’abitudine all’igiene delle mani.

Anche oggi  634 persone con un nome e una storia  e dei cari sono andati via.

State bene se potete e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 264

Non credo che percorreremo il corridoio giallo, cioè quel lasso di tempo che consente di sconfinare di regione per raggiungere luoghi e parenti ameni prima dei divieti. Quando ero bambino mia madre mi spiegò che la libera circolazione delle persone era una delle caratteristiche delle democrazie. Mi spiegò anche che nelle dittature, come per esempio nella Germania dell’est o in Russia questo diritto non era contemplato. Bisognava chiedere il permesso per spostarsi e spiegare il perché. Mia mamma diceva la verità come è noto i regimi dell’est Europa smisero di esistere proprio quando crollarono le loro frontiere interne ed esterne. Ora mamma non c’è più e non c’è più nemmeno il socialismo reale ma che la libertà di circolazione sia uno dei fondamenti delle democrazie liberali resta un fatto. Di questo diritto siamo stati privati nell’anno che va via più e più volte. Abbiamo accettato che fosse così un po’ per paura del covid nostro un po’ perché non sapevamo che dire. Mi chiedo per quanto tempo potrà durare ancora questa situazione. Sono un cittadino responsabile ed accetto di buon grado tutte le regole che il Fiero Conte, i Chigini e i capi delle regioni mi dettano, però quelle libertà cominciano a mancarmi.

Mi chiedo come faremo a contrastare quella che sembra un’aperta ribellione dei giovani romani, per ora circoscritta, che hanno voglia di incontrarsi e sostanzialmente di fare casino. Non avendo noi neanche dato loro la possibilità di incontrarsi e di formarsi, anche sulle regole anti covid, a scuola.

la libera circolazione delle persone caratteristica delle democrazie

Oggi abbiamo fatto l’albero di Natale, a dire la verità l’hanno fatto Martina,  Giuliano ed Ettore io nel frattempo preparavo il brodo e poi il risotto allo zafferano che ha avuto un successo strepitoso tra gli adulti e tra i fanciulli.

L’Abruzzo nel suo piccolo si distacca ed emana un’ordinanza propria per uscire dalla zona rossa scatenando le ire di Boccia e Speranza.  Il Molise invece stabilisce la Dad per tutti, scuole chiuse aimè, e mezzi pubblici solo per necessità. Ora uno già deve fare uno sforzo per accettare le norme imposte dal governo e dallo stato ma non bastano ci sono anche quelle delle regioni, perché vuoi mettere il gusto dell’ordinanza che chiude apre ritarda o anticipa.

Per un anno della mia vita mi è già capitato di avere quasi tutte le mie libertà sospese: quando ho fatto il soldato. Sapevo però che finiti i dodici mesi sarei tornato alla mia esistenza borghese.

Ora tutti ci chiediamo quanto durerà e se e come finirà. Grandi speranze riponiamo tutti sui vaccini, che io farò senza dubbio se non altro per riguadagnare un po’ di libertà.

Scalpore ed orrore ha suscitato l’affermazione di Arcuri “Vaccineremo tutti anche gli immigrati”. Scalpore che non comprendo, so del grande odio di parte del mio popolo e delle forze per alcuni ma come potremmo mai eradicare il virus se non ci vaccinassimo tutti?

State bene e adelante con judicio!

Storni sull’Isola Tiberina

Coronavirus – Diario di crisi week-end 36

Per Ettore noi siamo tutti ‘pessone’ noi che viviamo con lui, lui stesso, le maestre e pure Darth Fener (la pessona nera). Quando per scherzo gli diciamo che è un gattino, un maialino  o un monello lui si oppone e ci dice che lui è una pessona, una pessona piccola. Devo ammettere che pur avendoci messo un po’ più di lui a capirlo condivido questo suo modo di concepire l’umanità.

«Colonavilus uccide pessone, cattivo. Batman attacca Colonavilus! Batman caccia via!». Il covid nostro è entrato anche nel mondo dei giochi di Ettore.  Non so se è un bene ma credo che così lui riesca in qualche modo a comprenderlo e ad esorcizzarlo. Il giochi dei bimbi credo servano loro anche per interpretare la realtà, per rendergliela più comprensibile ed accettabile. Ma la che mi fa impazzire e che lui è questa idea che ha della pessona

Noi invece come facciamo? Un po’ con i sogni e molto con i racconti, con quella che da un po’ gli uomini di mondo, tipo i Chigini, chiamano narrazione parola che mi fa venire l’orticaria quasi quanto resilienza.

Sarà stato per la noia, aiutata anche dalle scuole chiuse, sarà stato per la mancanza di altri luoghi dove radunarsi, la Regione ha chiuso i centri commerciali (dei cinema, dei teatri, delle palestre dei circoli di vario tipo e genere inutile dire) fatto sta che i ragazzi presa la metro si sono concentrati al tridente tra Piazza del Popolo, Via del Corso, Via del Babbuino e Via Ripetta. Grande clamore ha fatto, guadagnandosi addirittura l’apertura di più di un quotidiano online  un  rissa tra alcuni di loro. Il tutto è passato sui media, grazie al rilancio di una pagina Instagram che si chiama welcome to favelas, come una maxirissa al Pincio con tanto di celere intervenuta per calmare gli animi. Poi la questura ha spiegato che non c’è stato nessun ferito e che non le risultava alcuna maxi rissa e tanto meno l’intervento della polizia in tenuta antisommossa.  A parte ciò la questione dei ragazzi in strada si riproporrà anche perché incoraggiata dal clamore guadagnato e funzionale a un certo tipo di narrazione.  Pare che la cosa sia nata su Tik Tok dove due ragazze si sono sfidate e date appuntamento. Comunque, il modo in cui tutto rimbalza sui social e da essi vien ingigantito non va trascurato.  A un certo punto sono cominciate addirittura a girare voci di accoltellamenti e di morti. Queste ultime erano voci rigorosamente inventate. La cosa che davvero spaventa soprattutto in questo periodo in cui passiamo molto più tempo sulla rete è la capacità che abbiamo insieme ad essa di inventarla la realtà. Questo è un problema non solo per i ragazzi ma per loro in modo particolare ora che sono stati anche privati della scuola. Già qualcuno, come raccontammo sempre in questo diario si è ‘divertito’ ad inventare uno sciopero in quei pochi giorni in cui poterono andare in aula. Bastò un messaggio sui social, comprese le chat istantanee e lo  sciopero, non organizzato da alcuna organizzazione studentesca, prese corpo.

Noi abbiamo passato un bel fine settimana in casa, a parte un piccolo torneo scacchistico di Giuliano non siamo praticamente mai usciti se non per fare la spesa o andare in tintoria.

Nel frattempo non bastandoci il covid ci si è messo anche il maltempo. C’è di buono che questa settimana in Italia ci sono stati ‘solo’ 154.954 contagi contro i 201.347 della scorsa settimana. Le persone che sono morte invece sono state 5.188 contro le 4.980 della scorsa settimana.

Ste bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 262

La burocrazia on-line è un modo diabolico per trasformare ognuno di noi in un impiegato, meglio ancora in uno che fa il lavoro dell’impiegato senza nessuna retribuzione, anzi alla fine lo sportello telematico voleva pure  soldi. Internet è un po’ così ci trasforma tutti in suoi lavoratori alcun pagati altri no. In questo periodo faccio quasi tutto in rete il covid nostro è indiscutibilmente un suo alleato. Sarei curioso di sapere quanto è aumentato il traffico in questi mesi. Lo potrei cercare sul web ma non mi va, ho un po’ di pigriza da consumare con o senza matrix.  Mark Elliot Zuckerberg all’inizio di tutto ciò si chiese se i server avrebbero retto mi pare che non ci siano stati grossi problemi.

Comunque oggi tanto tempo per sbrigare una cosa di lavoro, firme digitali, moduli xml, collegamenti, telefoni. Pc, mail, pec, crittografia one to one. Tutta sta roba nel secolo in cui ho speso più anni non c’era. La pandemia c’era stata ma non per la mia generazione.

Ora che finalmente il Dpcm di Natale è stato presentato dal fiero Conte in Tv e su FB il timore è che i meridionali d’origine, che vivono al nord, fuggano in massa per raggiungere le madri patrie del mezzogiorno tra il 18 e il 20.  Una cosa vorrei dire a tutti ma tra noi non c’è proprio nessuno che all’idea di non fare il cenone di Natale, con decine di parenti, ha tirato un gioioso sospiro di sollievo? Cioè nessuna moglie si è sentita liberata dalla suocera o viceversa?

Il dpcm che potete leggere qui sotto nella sua rigogliosa interezza non aveva soprese rispetto a quello che già ieri si sapeva.

Niente spostamenti tra comuni nei giorni di festa e tra regioni per tutto il periodo delle vacanze, coprifuoco confermato, ristoranti aperti a pranzo sempre, cucine degli hotel chiuse a Natale a Capodanno la sera. Unica concessione per lo shopping: negozi aperti fino alle 21, ma solo in zona gialla e arancione.

Una circolare del ministero della salute consente le visite nelle residenze per anziani previo test antigenico.

Ueh Giuliano ed Ettore se quando leggerete queste mie memorie mi avrete mandato in una RSA sappiate che siete due….  Va beh credo che alla fine vi perdonerei però un po’ stronzi sareste.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 261

Le cose vanno come sempre… Nulla cambia era così anche ai tempi del piano Marshall … meno soldi di ora ma stessa burocrazia. Sono tutti degli incapaci. No non è vero, sono corrotti, peggio. No sono incapaci.  Il vaccino l’hanno dato e le persone sono morte. Ma quando? Secoli fa? Eh ma bisogna che si vaccinano… in tanti altrimenti non serve.. No non posso vaccinare mio figlio. Anche io sono… pieno di dubbi e di critiche. Come faccio a fidarmi. Io guardo la tv ma segui anche informazione parallela…allora capisci.

Questo il dialogo tra due padri all’uscita di una scuola. Uno autoctono l’altro immigrato. La cosa un po’ mi fa piacere è un segno di integrazione, nella paura e nella diffidenza per le istituzioni ma di integrazione.

Oggi ho accompagnato in bici Ettore siamo passati davanti alla Fontana di Trevi, nella quale non si può più scendere da marzo, e non ho potuto fare a meno di notare che le monete non ci sono quasi più. Simbolo della fine di quella infinita cornucopia che era il turismo per il centro di Roma. L’amore mio piccolo era contento mi indicava la strada. “Da alta patte da atta patte.” Ieri in taxi pare abbia detto al tassinaro che sbagliava strada.

Che tipo, chissà che farà, che dirà, che vorrà. Per ora andiamo a scuola.

I chigini ieri sera hanno tirato tardi e licenziato un decreto legge che servirà al Fiero Conte a promulgare il tanto atteso DPCM di Natale ma che già chiarisce che quest’anno stiamo a casa. Nel DL Solo due articoli, nei quali è esplicitata la cornice di divieti che esclude ogni possibilità di spostamento fra le regioni (gialle comprese) nel periodo compreso fra il 21 dicembre e il 7 gennaio.

Oltre a questo nel primo articolo del decreto viene posto il divieto all’uscita dal territorio comunale di residenza nelle giornate di Natale, Santo Stefano e del 1° gennaio. Le Regioni promettono fuoco e fiamme oggi si son viste con il presidente del consiglio che all’ora dei TG ci illustrerà le altre norme e divieti del DPCM adveniente.

La scuola superiore pare rimarrà, purtroppo, chiusa almeno fino alla fine delle Vacanze di Natale. Passeremo queste feste come i nostri compleanni, come Pasqua, come il primo maggio e come il 25 aprile. Non mi fa piacere ma è così che dovremo fare, si spera per il bene di tutti. Sarebbe stato meglio farlo senza imposizioni ma non sembra possibile. Oggi il covid nostro si è portato via 993 persone: ognuna delle quali ha un nome e una storia non meno degna di rispetto della mia o della tua mia cara lettrice.

Arcuri il temporeggiatore ci garantisce che entro settembre saremo tutti vaccinati (che qualcuno prenda nota dall’Ansa del 3 dicembre ’20). 25 senatori democratici fanno un appello agli affetti per gli spostamenti tra comuni. Insieme a loro anche i capi delle Regioni e molti parlamentari dell’opposizione. Ci si dice che la nonna non può passare il Natale da sola. Credo che però la ratio sia proprio quella di tenerci distanti soprattutto dagli anziani che non vediamo spesso.

Il dottor Giuseppe Ippolito dello Spallanzani ci spiega che chi ha avuto il virus non dovrà vaccinarsi in quanto già immunizzato. Penso a tutte le persone che conosco che lo hanno avuto e mi accorgo che sono più di un po’.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 260

Il fiero Conte sembra che voglia far aprire le scuole superiori prima di Natale. Un po’ per dare un segnale che non ci siamo dimenticati dei ragazzi e un po’ perché nessuno sa quando riapriranno le scuole dopo le vacanze. In questo come è noto siamo solidali con lui, con la Ministra Azzolina e soprattutto con gli studenti che meriterebbero di poter tornare in aula nonostante loro e nonostante noi.

L’altro fronte in cui è impegnato il fiero Conte è l’edificazione della task force, di carattere egiziano (cit. Paolo Mieli), per la gestione dei soldini europei del Recovery fund. L’idea di costituire questa grande piramide di tecnici e manager al cui vertice si pone il fiero Conte stesso comincia a suscitare qualche opposizione e ilarità. Del resto per resistere alle fiere e ai draghi che potrebbero insidiare un simile territorio c’è bisogno di una solida costruzione.

Ieri Ettore è andato dal pediatra per la visita annuale. Peso, altezza crescita. Le solite cose. Lo ha accompagnato la mamma. Il tutto nel rispetto delle ormai celebri norme contro il covid nostro. Mascherina lui, mascherina la mamma e ovviamente anche il dottore. Ogni tanto entrava, Giuditta, la segretaria con gli occhiali occhiali a pince nez, per chiedere al pediatra lumi su questo o quel bambino con il padre o la madre positivi.

Il pediatra ha molto da fare con gli adulti

“La mamma vuole sapere che deve fare”. Lui raccomandava isolamento del padre e quarantena. “Deve stare separato!”. Oppure si scaldava se scopriva di possibili ritorni a scuola prematuri: “No! quello non era separato dal padre!”.

Sembra che la perfida Albione sarà la prima a provare i nuovi vaccini. Johnson, anche con un certo gusto, ha bruciato la burocrazia e la politica europea e ha fatto approvare gli Pfizer. Da non confondere con il vaccino delle nostre migliori Speranze anch’esso britannico (e anche un po’ pontino) che invece pare debba mettere ancora appunto i suoi trial.

In compenso però l’Ue ha pubblicato le sue linee guida non vincolanti per il Natale con il covid nostro. Niente canti, smart working dalle località di vacanza prima e dopo le feste, per le scuole vacanze cuscinetto e «l’introduzione di un periodo di apprendimento online come modo per introdurre un periodo cuscinetto ed evitare che le infezioni vengano portate nelle scuole». Considerate che queste raccomandazioni sono per tutti i paesi europei  che per lo più hanno tenuto aperte le scuole sempre finora. Se vagliamo viaggiare ci raccomandano il vaccino antinfluenzale, ad avercelo! Infine la messa online e in TV.

Il Dpcm dei Chigini invece si arricchisce ogni giorno di grida e indiscrezioni nuove. L’ultima è la chiusura dei ristoranti degli alberghi per il 31 dicembre. Perché con il trucchetto della camera prenotata si potrebbe fare il cenone, tutti insieme vicini, vicini. Facciamo un po’ tenerezza sembriamo adolescenti vegliati da una madre severa e ciabattosa. Eppure è così.

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 259

Compie un anno il covid nostro.  Auguri! Il primo dicembre del 2019 in una città cinese abitata da milioni di abitanti, che la maggioranza di noi occidentali non aveva mai sentito nominare, Wuhan un uomo si ammalava di una strana polmonite che The Lancet il 24 gennaio dell’anno dopo individua come caso zero.

A nessuno fa piacere aver dato i natali al covid nostro e questo lo capiamo. Successe anche con altri morbi definiti mal francese o male gallico da tutti, tranne che dai francesi che lo chiamavano male napoletano, anche se in realtà veniva dalle lontane indie occidentali, dall’America! Trattasi della sifilide, bei tempi ci voleva un certo impego per prenderla ed oggi è facilmente curabile con degli antibiotici.

Pare però che il covid nostro venga proprio dalla Cina, come gli spaghetti, la polvere da sparo, la carta, la carta moneta, la carta igienica, la bussola e probabilmente anche la stampa a caratteri mobili e la bara.

<<Libelami. Devi libelammi. Sono pligionieo>>. A quel punto Giuliano deve raggiungere Ettore che di solito è spalle al muro o a croce tra due stipeti di una porta. Liberato da un gesto del fratello Ettore viene a tavola o comunque torna con noi.

Tutti vorremmo essere liberato in questo periodo con un rapido gesto di un eroe da noi amato ma non sembra che le cose stiano andando così. La gestione della pandemia vede il nostro Paese ai primi posti per letalità e questo ha alla fine un peso anche sull’economia. Pare ci sia un rapporto direttamente proporzionale.

Verso un lockdown di Natale?

Alla sfibrante attesa del Dpcm di Natale, di cui sappiamo sempre più cose ogni giorno che poi cambiano il giorno successivo ora si è aggiunta quella delle linee guida dell’Unione Europea.  Pare si prenda in considerazione non solo l’ipotesi di bandire la messa Natale ma anche quella di allungare le vacanze dei ragazzi e dei bambini.

E’ sempre una gioia scoprire che non siamo soli nell’universo. Qui nello stivale si oscilla tra le proposte innevate delle Regioni alle ‘grida’ tremende  che a Chigi fanno girare prima di sfornare il Dpcm allo zenzero.

Pare si vada verso cene solo tra conviventi, Hotel di montagna chiusi per 20 giorni e primi allentamenti solo dal 15 dicembre.

Insomma arriva il lockdown di Natale!

Anche se non per lo shopping qui a Roma sembra che La Raggi voglia lasciare i negozi aperti fino alle 22.00 Che ne pensate? Qui un sondaggio di Roma Report. 

State bene e adelante con juicio!

01.12.2020

Coronavirus – diario di crisi giorno 258

<<Papà ti posso raccontare una cosa?>>  decine forse centinaia di conversazioni con Giuliano iniziano così. Qualche volta mi sembra di non aver tempo ma non è vero, lui merita sempre di essere ascoltato anche quando  viene con i suoi giochi e le sue domande su chi è più forte, o più cattivo, o più antipatico,  o simpatico  in quel film o in quel cartone.

<<Flavia dice che il coronavirus non esiste e lo dicono anche sua mamma  e suo papà>>.  Dopo un piccola pausa, sorridendo, perché in quel momento il mio timore era di non creare una distanza incolmabile tra Flavia e Giuliano, gli ho risposto che ci sono molte persone che la pensano così ma che purtroppo si sbagliano. Ogni epidemia ha i suoi Don Ferrante e badate che il personaggio del Manzoni, non solo non era cattivo ospita Lucia liberata dall’Innominato,  ma era anche un dotto e un letterato.

La serenità con la quale le stesse Regioni che hanno chiesto di non riaprire le scuole insistono invece nel chiedere di aprire le piste da sci non finirà mai di stupirmi. La richiesta è di consentire a chi ha la un seconda casa o alloggia in albergo in montagna di usare gli impianti. Si immagina anche di far fare dei test rapidi ai villeggianti.   Un po’ mi  indigno, brutta attitudine cui purtroppo son anche io avvezzo,  poi mi calmo provo a mettermi negli scarponi degli albergatori  e di tutte le persone che lavorano in montagna e capisco. Appare comunque una soluzione abbastanza pericolosa dal punto di vista del contenimento dell’epidemia.  Inoltre mi chiedo perché nessuno tra i capi delle Regioni riesca mettersi le snikers dei nostri figli.

Mi chiedo anche  tutti dovremmo trasferirci in montagna prima del 20 e non dovremmo andar via prima del 6? Oppure si immaginano delle deroghe per chi monta le catene? Sì perché apre che tra il 20 e il 6 ognuno deve stare nella regione in cui si trova.

Tutti aspettiamo il DPCM di Natale che presto giungerà.  La corsa allo shopping in centro a Milano e Torino poteva stupire solo chi non aveva visto quello che stava succedendo a Roma. Del resto tutta la narrazione del governo è stata impostata su quest’idea del Natale come premio finale.

Oggi in ufficio ho, lavorato , letto e scritto.  Roma mi è apparsa bella come al solito ma ripercorrendo vie per me abituali tra il  Tritone e il Pantheon ho visto molti negozi che hanno cominciato a chiudere nella speranza di riaprire o nella certezza di non farlo più.

Posti che per me avevano un  piccolo senso personale. La cosa mi rattrista e mi fa riflettere su quanto sia complicato l’equilibrio tra la sanità pubblica e l’economia. La mia preoccupazio