Comunione col fuoco, la mostra

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Luciana Frezza è stata “una presenza discreta nella poesia italiana del secondo Novecento”, come l’ha definita il poeta e saggista Roberto Deidier. Frezza ha tradotto in italiano, per le principali case editrici, le poesie di grandi autori francesi della metà del XIX secolo come Mallarmé, Laforgue, Nouveau, Verlaine, Baudelaire, Fargue, Baron, Apollinaire e Proust. Ma non era soltanto una traduttrice (come d’altronde il marito Agostino Lombardo, traduttore e critico di Shakespeare, e grande anglista): era a sua volta poetessa.

Nel 2013, un anno dopo la sua scomparsa, le Edizioni Internazionali Riunite hanno pubblicato nel volume Comunione col fuoco tutta la sua produzione in versi e prosa, uscita in precedenza su riviste e in alcuni volumi e in parte inedita, raccolta dalle figlie Giovanna e Natalia Lombardo. E ora Natalia, giornalista e pittrice, partecipa insieme alle artiste Maria Pina Bentivenga ed Elisabetta Diamanti a un’esposizione che s’intitola proprio “Comunione col fuoco”, dove i segni sono ispirati dai versi della poetessa.

La mostra, che inizia il 25 novembre e dura fino all’11 dicembre, è alla Fornace del Canova, una galleria dove Antonio Canova cuoceva un tempo i suoi bozzetti in terracotta. Qui le tre artiste hanno realizzato un’installazione su misura dello spazio della galleria ed espongono altre incisioni calcografiche.

Comunione col fuoco. Il segno della poesia
Giovedì 25 novembre 2021 dalle 17.00 alle 21.00 / Aperta fino all’11 dicembre tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00
Per l’ingresso è necessario presentare il Green pass /Antica Fornace del Canova, via Antonio Canova, 22 telefono 0687778165

L’installazione è composta con i pannelli di carta da acquarello lunghi quasi cinque metri. Grandi “stendardi” che si srotolano dall’alto in una festosa manifestazione creativa, idealmente esposti al vento come in un’antica cerimonia orientale. La tecnica scelta prevede l’unione fra diversi linguaggi, dalla libertà della china alla meditativa incisione stampata su carta giapponese, dal collage all’acquarello, dalla penna al graffio.

“La fiaccola infida”, Natalia Lombardo, 2021, ceramolle e maniera nera su rame, 35×50 cm

Staffetta

 (…)
Così forse a me galleggiando
pervenne questa fiaccola infida,
la poesia:
(…)

Ianua”, Maria Pina Bentivenga, 2021, acquaforte e puntasecca su rame, 44×76 cm

Sento mutarsi

Sento mutarsi il battito del tempo
come fa il treno se lascia
la rassegnata pianura
dove inavvertito
lungamente strisciò
ormai nebbiosa e strana
memoria mentre divora
oggi domani fatti rocce e ombre.

“ Impermanenza 2021”, Elisabetta Diamanti, 2021, incisione calcografica con graphite e acquarello, 50×7100 cm.

Con occhi di maga

 Con occhi di maga, a primavera
giovinezza mi guardi,
m’invidi questa corolla di respiri
questa felicità
che vaga incolore nel vento
come un anello a te rubato:
quale dolore con canti
e riso tra gli spini
dovrò donarti per sfamare
la tua celeste ignoranza?

 

16-11-2021 | © Riproduzione riservata

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