Voto, fin qui tutto come previsto

di

Prima gli exit poll, poi le proiezioni – realizzate sui cosiddetti seggi-campione, e quindi più affidabili – stanno disegnando per Roma un risultato elettorale che è più o meno quello uscito dai sondaggi delle settimane scorse. 

E dunque: nessun sfidante vince al primo turno; la sindaca uscente Virginia Raggi, eletta con una maggioranza schiacciante e monopartitica a Cinque Stelle nel 2016, non va al ballottaggio; lo scontro politico torna a essere tra centrodestra e centrosinistra. 

L’affluenza al voto è stata molto bassa – sotto il 50% – marcando una grossa sfiducia da parte dei cittadini nella possibilità di riformare davvero Roma. Ma anche questo era previsto, e non ci sono state – purtroppo – sorprese.

Il centrodestra arriva in vantaggio perché nel centrosinistra, in realtà, i candidati erano due: Roberto Gualtieri e Carlo Calenda. Calenda ha iniziato la sua campagna elettorale “corsara” un anno fa, è ferocemente contrario a qualsiasi intesa tra centrosinistra e M5S e oggi incassa comunque un buono score. Anche se probabilmente il massimo risultato che poteva ottenere non era vincere, ma azzoppare Gualtieri e mandare al ballottaggio Michetti e Raggi. Date le caratteristiche del personaggio, che punta ad avere una ribalta nazionale, è difficile dire se Calenda resterà in Consiglio Comunale, e per quanto tempo, o si stuferà presto e cercherà una nuova avventura.

Per Virginia Raggi si è ipotizzato un possibile ruolo nazionale nel M5s di Conte. Ma aldilà dello spessore politico o meno della ex sindaca, è difficile che possa rivestire un ruolo diverso da quello dell’opposizione interna, visti i rapporti non proprio positivi con il centrosinistra.

Gualtieri ha detto nei giorni scorsi che non proporrà nessun apparentamento con il M5s né con Calenda. Secondo molti è il favorito al secondo turno, quello del 17-18 ottobre. Perché l’elettorato di Calenda sembra più orientato appunto verso il centrosinistra (e lo stesso Calenda potrebbe alla fine orientare pubblicamente i suoi voti) e lo zoccolo duro che ha votato Raggi non simpatizza per il centrodestra. Ma nulla ovviamente è scontato, perché al ballottaggio andranno ancora meno elettori. E perché il prossimo sindaco partirà con un indice di fiducia molto basso e con tantissime richieste da parte dei romani, pronti subito a contestare.

QUI i dati ufficiali del Ministero dell’Interno che vengono aggiornati mano a mano che arrivano i voti reali.

SOSTIENI ROMA REPORT
“Roma Report non ti vuole raccontare storie, vuole dirti la verità! Solo la verità!”. No, non è vero: siamo meno tromboni di così, ti vogliamo proprio raccontare storie, le nostre e le tue, storie della nostra città, vere, cinematografiche, politiche e letterarie. Roma che cambia in meglio e in peggio, forse da un po’ di tempo più in peggio che in meglio ma, come dire, questa è un’altra storia.
“La nostra è una voce indipendente di cui la città ha bisogno!”. No, non è vero manco questo: la città starebbe benissimo o malissimo anche senza di noi, però proviamo a raccontarti con prospettive diverse alcune delle cose che succedono e succederanno qui, dove tutto è già successo almeno un paio di volte da quando Remo litigò con Romolo.
Se ti è capitato di leggerci e in qualche modo hai apprezzato le storie che raccontiamo, senza pretese e senza offese, ti chiediamo di aiutarci a sostenere un po’ di spese. Come? La cifra che vuoi, dai 5 euro in su
BONIFICO
Nome: Associazione Sherpa Zero IBAN: IT47Z0832703221000000004540 Causale: donazione Roma Report
PAYPAL
https://paypal.me/romareport?locale.x=it_IT

04-10-2021 | © Riproduzione riservata

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*