L’uomo delle magliette di Zoro

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Non c’è Diego Bianchi, in arte Zoro, senza una t-shirt. Non ci sono dubbi, almeno per me. In televisione non è secondario come ti vesti.  Sì, l’abito non fa il monaco, ma in qualche modo il monaco si deve vestire. E allora non c’è Diego Bianchi senza Andrea Flamini, che è il grafico-disegnatore-artista che realizza le oramai note magliette.
Flamini ha un laboratorio al Trullo, dove è arrivato dopo aver girato diversi posti in città. Con lui lavorano la compagna Flavia (social manager), Veronica (segreteria) ed Emanuele.
In questo ultimo anno e mezzo, forse perché la gente s’è scatenata con gli acquisti on line, forse perché Propaganda è andata molto bene, forse perché stavamo tutti a casa, la LaDouce Graphics Lab ha avuto un’impennata di richieste d’acquisto. Un’attività artigianale che presto potrebbe trasformarsi in qualcosa di più grande.
Andrea e Diego si sono conosciuti a San Lorenzo, in comune avevano la musica, il cinema, la letteratura, e da questo terreno condiviso che nascono le originali t-shirt. Qualcuno lo chiama er mejo majettaro de Roma e probabilmente lo è. Questa intervista con Andrea Flamini è avvenuta al telefono.

Come inizia il tutto?
È un’attività che nasce da sempre, da quando c’ho memoria che disegno. Ho sempre pensato che sarebbe diventata la mia professione. Ho fatto studi di grafica pubblicitaria, alle superiori. Inizialmente mi sono occupato del campo promozionale, poi ho deciso di proporre io delle cose. Al di là di questo ambito,  mi sono diretto anche verso delle creazioni artistiche. Mi sono reso conto che le t-shirt erano un bel veicolo…

E quindi è iniziato il giro delle magliette.
Ho iniziato a fare disegni, a proporle, per lo più in manifestazione musicali, tipo Umbria Jazz e altre.

L’incontro con Diego Bianchi è stato importante?
Certo, prima eravamo conosciuti soltanto a Roma. Tra il 2006 e il 2011 non avevamo una presenza sui social, l’unica vetrina era quella del negozio di San Lorenzo e Diego, grazie alla televisione, ha permesso di farci conoscere fuori del Raccordo Anulare.
Con Diego ci siamo conosciuti lì al negozio, io stavo tombato lì dentro, e lui ogni tanto ci veniva a trovare. Allora faceva Tolleranza Zoro, quelle pillole che mandava in onda Serena Dandini, all’interno di “Parla con me”. Ce facevamo delle belle chiacchierate, poi ha iniziato ad acquistare delle magliette. Pian piano siamo diventati i fornitori ufficiali delle t-shirt, con Gazebo la collaborazione si è rinforzata, sino a Propaganda. E diciamo pure che è iniziata un’amicizia…

Insomma, è un bel legame, il vostro.
Proprio qualche giorno fa gli dicevo che mi manca il confronto con lui, perché prima ci vedevamo più spesso. Cosa ci unisce? C’ha scelto Diego. Probabilmente la passione musicale e temi che ci stanno a cuore a entrambi. La Roma, pure ce metterei, tra quanto ci unisce. Gusti affini, penso che se avessi ritratto altri soggetti, quella volta non se sarebbe nemmeno fermato a San Lorenzo.

La scelta delle t-shirt che indossa Diego Bianchi, come avviene?
A meno che Diego non abbia un’idea all’ultimo minuto, me lascia carta bianca. Di settimana in settimana, sempre a ridosso della messa in onda, gli propongo delle cose e lui è sempre apertissimo. Ma questo vedo che è un atteggiamento che ha con tutti i suoi collaboratori. A meno che non abbia delle idee all’ultimo e mi suggerisce delle cose, ma la maggior parte, sono proposte che faccio io.

Prima di arrivare al Trullo, dove stavi?
Ho cambiato parecchi posti. Sono originario di Roma Est, zona Prenestina. Poi ci siamo trasferiti a Roma Sud, Mostacciano, Spinaceto. Il primo negozio ce l’ho avuto a San Lorenzo, dove ho conosciuto Diego. Poi avevo bisogno di uno spazio più grande e avendo trovato casa con la mia compagna al Trullo, abbiamo cercato uno spazio-laboratorio lì vicino, per risparmiare tre quarti d’ora de traffico.

La tua attività principale dal punto di vista commerciale sono le t-shirt, o c’è altro?
È il prodotto che ci viene maggiormente richiesto quotidianamente. Comunque facciamo pure pannelli, retroilluminati, decorazioni su superfici con collage adesivi ma anche dipinti, qualora ci vengano richiesti. In passato abbiamo anche realizzati lavori di scenografia. Tutto quello che riguarda le arti figurative, tranne la fotografia, dalla grafica, alla pittura, alla scenografia, cerchiamo de fa’ tutto quello che riusciamo.

L’ispirazione delle magliette?
Ritraggo ciò che mi piace e mi fa star bene, in relazione alla letteratura, al cinema e alla musica. Anche se buona parte del nostro catalogo c’è stato suggerito di volta in volta dai clienti, realizzando tante cose su richiesta e questo ci piace tanto e ci arricchisce, anche perchè si viene a conoscenza di artisti che non conoscevamo.

Grazie al fatto che Diego indossa le vostre t-shirt, avete avuto una crescita notevole.
Il vero exploit ce lo abbiamo avuto da un anno e mezzo. La richiesta è diventata molto consistente, a cui dovremmo far fronte con una produzione industriale, ed invece noi siamo artigiani, però ci stiamo attrezzando, almeno per garantire consegne più rapide. Perché una delle cose di cui i clienti se lamentano sono i tempi. Giustamente, eh.

05-05-2021 | © Riproduzione riservata

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