Virginia Raggi: nessun passo indietro

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Rivendica i risultati del suo mandato e non sembra pentirsi di alcuna scelta la sindaca uscente, Virginia Raggi. Eletta cinque anni fa a furor di popolo, a un certo punto sembrava voler rinunciare a un nuovo incarico. Ma oggi, nei sondaggi, resta comunque salda, forse anche perché né centrosinistra né centrodestra hanno individuato il proprio candidato.
In quest’intervista, realizzata per email, Raggi rivendica di aver salvato l’Atac dal fallimento e di aver contrastato alcuni clan criminali. Sui rifiuti, dice di aver avviato la costruzione di nuovi impianti e che la discarica a Monte Carnevale era stata indicata dalla Regione Lazio.
Parlando di possibili alleanze politiche in vista delle elezioni, come quella tra M5s e Pd, dice di essere contraria a “giochi di palazzo” ma di non voler chiudere al dialogo. E sui numerosi ricambi di assessori avvenuti in questi anni, come sulle defezioni di consiglieri comunali M5s, è netta: ai cittadini interessano solo i risultati.

Lei è stata eletta nel 2016, dopo il fallimento della giunta Marino, diventando la prima sindaca donna della Capitale e anche la persona più giovane ad assumere l’incarico. Quali sono stati i vantaggi e gli svantaggi di questa condizione?
Sono orgogliosa di essere la prima sindaca donna di Roma. È sicuramente un onore ricoprire questo ruolo. Ciò che è davvero importante è fare una riflessione sul fatto che oggi, nel 2021, ci si debba ancora interrogare su cosa significhi per una donna svolgere questo incarico.
Per questo ritengo sia fondamentale un profondo cambiamento culturale. Dobbiamo riflettere a tutti i livelli, educando i nostri figli al rispetto di tutte le persone, senza distinzione di genere.
Cerchiamo di superare il concetto di quote rosa. Discutiamo piuttosto sulle misure concrete volte a tutelare i diritti delle donne nel mondo del lavoro.

Stiamo portando avanti un grande lavoro di progettazione per trasformare completamente Roma nella nostra città del futuro

Ora, a distanza di cinque anni dal giorno della sua elezione, è possibile stilare un primo bilancio. Di cosa va particolarmente orgogliosa in questa sua prima sindacatura e cosa invece non rifarebbe?
Stiamo portando avanti un grande lavoro di progettazione per trasformare completamente Roma nella nostra città del futuro. Un impegno enorme messo in campo per esempio con il Pums, il Piano Urbano della mobilità sostenibile, con il quale abbiamo già pianificato la nostra visione di città da qui ai prossimi 10 anni. Un approccio unico per Roma che nessuno aveva mai fatto prima. Un lavoro di ampio respiro indispensabile per presentare le richieste di finanziamento a livello statale ed europeo. Nel concreto parliamo di più di 38 chilometri di nuove metro, 58 km di linee tranviarie, oltre 293 piste ciclabili e non solo. Ripeto si tratta della Roma del futuro.
Abbiamo salvato Atac, l’azienda di trasporto pubblico di Roma ereditata con oltre 1 miliardo di euro di debiti e la flotta di bus più vecchia d’Europa. Abbiamo evitato la sua privatizzazione e salvato circa 12mila posti di lavoro. Entro il 2021 per le vie di Roma circoleranno oltre 900 nuovi autobus e parliamo di circa 800 nuovi dipendenti in due anni.
Allo stesso modo ci siamo impegnati a ricostruire il sistema di gestione del verde. Anche qui, ci siamo dovuti confrontare con un settore macchiato da terribili inchieste, come quella su Mafia Capitale. Ci siamo impegnati a far ripartire, al posto degli affidamenti diretti, le gare del verde pubblico in totale trasparenza. Abbiamo poi assunto nuovi giardinieri, comprato attrezzature adeguate e sicure, e ci siamo proiettati ancora una volta al futuro, facendo maxi-investimenti per mettere in sicurezza gli interventi di manutenzione per i prossimi anni.
Sono orgogliosa anche del nostro impegno contro la criminalità. Nel 2018 abbiamo abbattuto otto villini, collocati da 30 anni nella periferia sud-est di Roma e occupati abusivamente da alcuni esponenti malavitosi della famiglia Casamonica. A Ostia, abbiamo cacciato gli Spada dalle case popolari occupate abusivamente, a San Basilio, abbiamo combattuto il clan Marando e recuperato alcuni locali comunali, per anni utilizzati come base per lo spaccio. Abbiamo restituito decoro e sicurezza in alcune periferie romane, per anni ingiustamente dimenticate. E continueremo in questa direzione ogni giorno.

Circa a metà del suo mandato, da alcune sue dichiarazioni, sembrava di intuire che lei non fosse intenzionata a ricandidarsi. Oggi, invece, ha annunciato con forza la sua ricandidatura e i sondaggi sembrano incoraggiare questa sua scelta. Cosa è cambiato e cosa l’ha portata ad accettare questa sfida?
Nel 2016 abbiamo avviato un programma a lungo termine con una visione di futuro per Roma. La sfida è stata mettere in ordine i conti pubblici e liberare risorse per opere pubbliche e servizi ai cittadini. Oggi raccogliamo i frutti di queste scelte e continuiamo su questa strada. Roma non può permettersi di fare passi indietro.

Per il Comune qualcuno parla di “alleanza giallorossa” ricalcando lo schema adottato a livello nazionale e alla Regione Lazio. Lei però sembra intenzionata a correre in autonomia. Non pensa sia utile un dialogo con il centrosinistra, magari in vista del secondo turno?
L’ho già detto, non mi interessano i giochi di palazzo né le chiacchere sulle poltrone. Ciò che è importante sono i programmi, le idee. Non ho mai rifiutato la possibilità di dialogare, ma su alcuni temi non possiamo scendere a compromessi. L’esempio che ho già fatto, Atac: crediamo fermamente che vada mantenuta pubblica.

Come accaduto anche ai suoi ultimi predecessori, lei è spesso oggetto di ironie social, meme, parodie, critiche più o meno sarcastiche e più o meno feroci. Ritiene che sia solo l’inevitabile sconto da pagare per il ruolo che si ricopre? Non che ci sia stato anche qualche difetto nella comunicazione e nell’operato suo e della sua giunta?
L’ironia non è un problema e non mi spaventano gli attacchi. L’importante è che ci sia sempre rispetto.

Non mi interessano i giochi di palazzo né le chiacchere sulle poltrone… Non ho mai rifiutato la possibilità di dialogare, ma su alcuni temi non possiamo scendere a compromessi

Nel corso di questi cinque anni, in Campidoglio, ci sono state varie sostituzioni di assessori e suoi collaboratori. E il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha avuto, anche di recente, numerose defezioni. Un problema fisiologico, oppure qualcosa non ha funzionato nel rapporto con la sua squadra?
La cosa più importante è raggiungere i risultati per il bene di Roma e dei suoi cittadini. Quante sostituzioni sono state fatte non credo sia un tema che interessa particolarmente le persone. I romani vogliono sapere dell’arrivo dei nuovi autobus (900 in 5 anni), dei servizi migliorati e dei km di strade che abbiamo asfaltato (800 km). Dobbiamo continuare ad andare avanti con il programma senza indugi.

Uno degli annosi problemi che si trova ad affrontare il sindaco nella Capitale è quello dei rifiuti. Dai tempi della chiusura di Malagrotta, c’è una condizione di perenne emergenza. Lei aveva indicato una discarica di servizio, a Monte Carnevale, dove però continuano le proteste dei cittadini. Pensa che sia possibile trovare risposte convincenti, durature e condivise, per avviare un percorso che ci porti definitivamente fuori da questa situazione?
Innanzitutto voglio sottolineare che abbiamo rimesso in regola i conti dell’Ama, la società che raccoglie i rifiuti in città, scoprendo un buco di 250 milioni di euro. Un buco che trova le sue origini nel 2003, pensate per quanto tempo non sono stati controllati i bilanci.
Parallelamente abbiamo dato il via al Piano di risanamento e al nuovo Piano industriale pluriennale, salvando l’azienda dal fallimento e mantenendola saldamente in mano pubblica.
Il piano industriale prevede investimenti per 340 milioni di euro, 300 nuovi posti di lavoro, 37mila nuovi cassonetti, 298 nuovi mezzi per la raccolta stradale e 459 mezzi leggeri per il servizio porta a porta.
Non solo, realizzeremo nuovi centri di raccolta, abbiamo già avviato l’iter per la creazione di due nuovi centri di compostaggio e stiamo partendo con l’iter per la realizzazione di due impianti di selezione del multimateriale (carta, plastica, metalli). Inoltre, lavoriamo per la realizzazione di quattro stazioni di trasferenza e un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti indifferenziati.
Per quanto riguarda Monte Carnevale, abbiamo bloccato la realizzazione della discarica. Roma Capitale era stata costretta a indicarla come sito idoneo dal nuovo Piano Regionale dei Rifiuti del Lazio. Dopo una serie di rilevazioni e analisi su indicazione dei nostri uffici del dipartimento Tutela Ambientale, abbiamo deciso di bloccare la realizzazione del progetto.

Le proteste contro il progetto di discarica di servizio a Monte Carnevale

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le voci su una possibile trasformazione amministrativa della città. C’è chi parla di estendere il territorio del comune all’intera area metropolitana e chi di dare maggiore autonomia e poteri ai municipi.
Come sapete, sin dall’inizio del mio mandato, ho cercato di porre nell’agenda politica del Governo la questione su maggiori risorse per Roma. A marzo, alla Commissione Affari Costituzionali della Camera, sono cominciati i lavori per dotare la Capitale di poteri speciali. È una vittoria di tutti, al di là degli schieramenti politici. È necessario semplificare le norme e le procedure per migliorare la vita di cittadini e imprese.
Ho da sempre evidenziato quanto fosse importante che la nostra città venisse dotata di strumenti adeguati a una Capitale. Puntare su Roma significa puntare sulla ripartenza di tutto il Paese.

Monte Carnevale? Abbiamo bloccato la realizzazione della discarica. Roma Capitale era stata costretta a indicarla come sito idoneo dal nuovo Piano Regionale dei Rifiuti del Lazio

Questi cinque anni, anche a livello mediatico, sono stati occupati spesso dalle vicende relative al previsto Stadio della Roma a Tor di Valle, che tante polemiche ha suscitato. Alla luce dell’esito di quella vicenda, cosa non rifarebbe e dove ritiene che invece le sue scelte siano state le più corrette?
Sull’iter per la realizzazione dello stadio di Tor di Valle abbiamo sempre agito nella massima trasparenza e nell’interesse dei cittadini.

La pandemia sta creando una situazione difficile, oltre che su un piano sanitario, anche su quello economico. Roma, che per anni ha vissuto di turismo, di commercio, di cultura, potrebbe risentire di questa crisi molto più di altre realtà, anche con l’allargarsi di nuove fasce di povertà. Cosa ritiene si possa fare per arginare il problema e cosa ha già fatto, lei, da sindaca?
Abbiamo lavorato e stiamo tuttora lavorando per aiutare tutte quelle persone che si trovano in difficoltà a causa del Covid-19 e non solo.
A questo proposito, voglio ricordare che, grazie alla collaborazione con l’Ente nazionale per il Microcredito, abbiamo attivato un fondo di garanzia da 3 milioni di euro per concedere piccoli finanziamenti a chi non ha la possibilità di richiederli alle banche. Questo fondo è rivolto a coloro che non possono offrire garanzie e che, quindi, restano esclusi dal circuito finanziario.
Siamo così venuti incontro a commercianti e piccoli imprenditori per aiutarli a superare questo momento di crisi dovuto al Covid.
In questa maniera, possiamo aiutare anche i giovani che vogliono avviare un’attività.
Grazie a circa 750 mila euro di investimento, abbiamo poi realizzato una rete di distribuzione capillare di generi alimentari e di beni di prima necessità in tutte le zone di Roma. Il nostro obiettivo è raggiungere anche le forme di povertà emergenti. Mi riferisco a tutte quelle persone che si trovano in difficoltà a causa della pandemia e che potrebbero non essere state ancora intercettate.
I pacchi che consegniamo contengono generi alimentari, ma anche prodotti per l’igiene personale.

Sullo stadio a Tor di Valle abbiamo sempre agito nella massima trasparenza e nell’interesse dei cittadini

Nel caso venisse rieletta, quali sarebbero i suoi primi atti da sindaca, durante il suo nuovo mandato? Quali sono secondo lei, oggi, le tre priorità per Roma? Per cosa chiede una rinnovata fiducia da parte dei cittadini?
Il lavoro che ci attende è quello volto a rendere Roma una capitale sempre più europea, moderna, sostenibile e inclusiva. Una città in grado di trainare tutto il sistema Italia. Abbiamo deciso di avanzare la candidatura di Roma per Expo 2030 perché è un’occasione per coinvolgere tutte le Istituzioni, il mondo del lavoro, delle imprese, delle università, dei centri di ricerca e delle delegazioni diplomatiche per mettere in campo le migliori energie della città e del Paese, e mostrare al mondo le sue eccellenze.
Nei prossimi anni dobbiamo puntare sull’innovazione, la rigenerazione urbana e la sostenibilità. Tecnologia e tutela dell’ambiente devono andare di pari passo. Dobbiamo puntare alla crescita, allo sviluppo, alla sperimentazione, rispettando i territori. Un lavoro che non si improvvisa ma che ha le sue basi nella progettazione decennale che abbiamo già messo in campo e di cui stiamo per vedere i frutti.

In conclusione, quale augurio rivolge alla città, chiunque ne dovesse diventare il futuro sindaco?
Che possa continuare il suo percorso di rinascita, proiettata nel futuro. Capitale degli italiani, fulcro per l’Europa e punto di riferimento per le grandi realtà internazionali.

[Le foto della sindaca Virginia Raggi sono tratte dalla sua pagina Facebook]

30-04-2021 | © Riproduzione riservata

1 Comment

  1. Solo persone con gli attributi possono e devono lavorare con la sindaca Raggi. Il suo coraggio è determinante per gestire politicamente Roma. Continuo a pensare che è un un’esempio da seguire per i Sindaci in generale. Soprattutto delle città più importanti

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