I fantasmi del palcoscenico

di

Della grave situazione, speso ai limiti della sussistenza, in cui vivono oggi i lavoratori dello spettacolo – un mondo variegato, che include non solo attori, musicisti, ballerini, registi, ma anche tecnici, scenografi, fonici, elettricisti, organizzatori, personale operativo di cinema, teatri, locali, scuole di musica, e che a Roma, nel suo complesso, muove circa il 9% del PIL cittadino – si è ricominciato un po’ a parlare in questi giorni.

È accaduto, infatti, che il Globe Theatre, quel teatro che fu diretto per anni da Gigi Proietti, posto all’interno di villa Borghese, è stato occupato da attori e maestranze che sentivano l’urgenza di puntare i riflettori sul problema della categoria. A noi gli occhi, please! c’era scritto su uno striscione issato all’ingresso del teatro, parafrasando il titolo di un celeberrimo spettacolo dell’ex direttore di quello spazio.

Anche piazza del Popolo è stata poi riempita dalla protesta dei lavoratori dello spettacolo, con la cosiddetta manifestazione dei bauli neri, una sorta di grande flashmob, realizzato anche con la partecipazione di alcuni vip della categoria, nomi e volti molto noti al grande pubblico, come quello di Renato Zero, di Fiorella Mannoia, o di Daniele Silvestri.

Sono nomi che però rischiano di mandare fuori strada. Fanno infatti pensare a un mondo dello spettacolo tutto fatto di lustrini e di paillettes e, soprattutto, di cachet dai molti zeri. Purtroppo la realtà è ben diversa. Per ogni Daniele Silvestri che ce la fa, ci sono infatti migliaia di cantanti, tanto bravi quanto sconosciuti, che si esibiscono per poche decine di euro in un qualche localino periferico, fra gente distratta che chiacchiera ai tavoli senza ascoltarli. E che da un anno non possono più fare nemmeno quello.

In una situazione già critica – quella in cui da anni vivono il teatro, il cinema, la danza, la musica dal vivo – la pandemia, con la chiusura forzata sia di tutti i luoghi di spettacolo dal vivo, che delle scuole di settore, è stata, per molti fra questi professionisti, una sorta di colpo di grazia da cui pare oggi impossibile riprendersi.

Per «i nostri artisti che ci fanno divertire», come li definì Giuseppe Conte in uno dei suoi famosi discorsi televisivi, da un anno a questa parte è cominciato un interminabile calvario, che lascia davvero ben poco da sperare. E, in molti casi, anche ben poco da mangiare, vista la scarsità e l’inadeguatezza del meccanismo dei ristori, così come finora concepito dai governi che si sono succeduti.

Non dimentichiamoci infatti che, nella maggior parte dei casi, parlando di spettacolo, parliamo di figure professionali atipiche, con situazioni di lavoro definibili con estrema difficoltà, precarie per loro stessa natura, che variano da individuo a individuo e di momento in momento. Figure professionali, oltre tutto, poco e male rappresentate a livello di categoria e con individualità marcate, che si traducono spesso in individualismi esasperati.

Ragione per cui, il settore, disomogeneo e poco coeso, risulta anche non troppo appetibile sul piano elettorale e, dunque, privo di un grosso peso politico. Un aspetto, che, guarda caso, accomuna il mondo dello spettacolo anche a un altro settore messo in ginocchio dalla crisi pandemica: quello dei commercianti.

Non è però di scontri politici e di massimi sistemi che vogliamo parlare. Per raccontare davvero cosa accade nel mondo dello spettacolo romano, la strada che abbiamo scelto è quella di ascoltare le voci di chi vive sulla propria pelle le difficoltà, narrando le piccole vicende quotidiane di chi visse d’arte e ora fatica ad arrivare a fine mese.
Sono le storie di nomi ignoti al grande pubblico, persone normali, artisti della porta accanto, a cui raramente sono stati dedicati titoli di giornale, e meno che mai scritture da capogiro. Sono quelli che abbiamo definito: I fantasmi del palcoscenico.

Cominceremo, nei prossimi giorni, con la storia di Anna: ballerina, insegnante di danza, alle prese con l’insensatezza dei ristori legati ai codici Ateco, che l’hanno esclusa da ogni tipo di aiuto.

 

 

Gli articoli della serie:

– I fantasmi del palcoscenico

– Codice ballerino

– Note stonate

– Noi siamo semi

 

Le immagini sono diffuse su Flickr.com con licenza Creative Commons

18-04-2021 | © Riproduzione riservata

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*