Il Ciclo-anello di Roma Sud

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Il giro che abbiamo fatto oggi è un po’ più lungo dei precedenti, 33 chilometri complessivi (31 l’anello) che abbracciano un’area molto vasta dove – a meno che non siate ciclisti urbani di zona – è difficile che siate passati con un mezzo diverso dall’automobile fino ad ora, perché attraversa a più riprese tutte le arterie più importanti di Roma-Sud: Colombo, Pontina, Laurentina, spingendosi fin oltre il Raccordo anulare.
Se lo dovessi definire in una formula, lo chiamerei il Giro dei contrasti, dove il contrasto più evidente è proprio tra l’armonia della natura incontaminata e la brutalità dozzinale dell’edilizia contemporanea.

In sintesi, il percorso passa per le zone di Decima, Torrino-Mezzocammino, Spinaceto, Torre di Perna, Campus Biomedico, Fonte Laurentina, Laurentina ed EUR laghetto, e mentre probabilmente immaginerete stradoni e caseggiati imponenti, incredibilmente vi troverete in un percorso quasi tutto su ciclabili (dalle modernissime bikelane alle ciclopedonali old style veltroniano) dove a tratti non vedrete altro che prati all’inglese e eucalipti.

 

Anche per questo circuito consigliamo una buona dose di allenamento (guardatevi bene le altimetrie sulla traccia: in alcuni punti servono gambe, cambio serio e pure una spintarella d’aiuto non guasterebbe) e di capacità di muoversi nel traffico urbano: ci sono moltissimi tratti di ciclabili già realizzate, alcune sono in via di realizzazione, ma ci sono anche alcuni attraversamenti di strade ad alta percorrenza, e un paio di punti in cui è necessario avere la capacità di districarsi nel traffico accelerato (in particolare segnaliamo l’innesto di Viale degli Eroi di Rodi sulla Pontina).

 

Il giro è un cerchio completo, che parte e torna dall’incrocio di Viale Egeo con Viale dell’Oceano Indiano (ma anche in qualsiasi altro punto, essendo appunto un cerchio), ma noi lo abbiamo allungato un po’, perché siamo partiti dalla fermata della Metro B Eur-Magliana percorrendo Viale Egeo (senza ciclabile ma piuttosto largo).
Il circuito, oltre che con la metro, si può raggiungere anche – volendo – con la ciclabile del tevere (dal ponte romano grazie all’attraversamento della ferrovia tra Via del Trotto e Via Durban), che si collega poco più giù su Viale dell’Oceano Indiano.

Percorriamo la nuova ciclabile di Viale dell’Oceano Indiano che scende dolcemente fino in fondo e proseguendo oltre su Viale Sabatini, tranne un piccolo scostamento prima di via di decima per vedere gli orti urbani che vedete sulla traccia ma che potete tranquillamente saltare proseguendo dritti. A Piazza Hazon seguiamo la ciclabile che supera la rotatoria e prosegue prima lungo Via Fiume Bianco e poi finisce a Piazza Monte di Tai dopo la lunghissima e ammazza-fiato salita di Via della Grande Muraglia.

Qui prendiamo Viale Pechino, che è sufficientemente largo da non essere pericoloso e in discesa passa sotto il raccordo e subito dopo incrocia la ciclabile di Torrino-Mezzocamino, che prendiamo a destra e proseguiamo passando tra caseggiati di nuovissima fabbricazione.
Proseguiamo su tutta la ciclabile fino a Via Raviola, stradina tranquilla che prendiamo a sinistra fino a Via Gallepini dove svoltiamo a destra: qui ci troviamo per strada e anche se poco frequentata le auto corrono, quindi potete decidere se prendere eventualmente il marciapiede.

Si prosegue a destra in discesa su Viale Bonelli, dove sulla sinistra attraversando troviamo l’ingresso del simpatico e ben tenuto Parco dei Fumetti, dove ogni ingresso è dedicato a un personaggio dei fumetti diverso: dal Signor Bonaventura a Zagor, dalla Pimpa a Dylan Dog, e dove vi consigliamo di andare se avete dei bambini, lo apprezzeranno molto. Attraversiamo il parco in salita fino alla Porta di Lupo Alberto, proseguiamo la lunghissima ciclo-pedonale lungo Viale Bonelli e poi ancora zigzagando dentro al verde Parco Corto Maltese, fino a Via Angiolini e ancora a destra su Viale Bonelli fino a incrociare la Colombo.

Qui giriamo a sinistra dove gira la ciclabile, ma poi la abbandoniamo per continuare lungo le poco trafficate Via Cavaceppi, poi a destra su Via Consorti e ancora a destra prendiamo Via Drei, che ci permette di attraversare sotto al ponte della Colombo, per ritrovarci a Casal Brunori. Giriamo a destra subito dopo il tunnel e poi a sinistra ci fermiamo ad ammirare il pluripremiato e copiato Orto Urbano di Casal Brunori (qui ne trovate la storia https://www.viverein.org).

Proseguiamo a destra in salita lungo lo sterrato, fino a Via Bastiani e dopo la curva giriamo su via di Mezzocammino dove proseguiamo facendo attenzione alle macchine. Qui giriamo a destra e prendiamo lo sterrato a destra in salita, facciamo il giro largo immersi nella natura, per poi costeggiare il liceo Majorana e proseguire lungo lo sterrato costeggiando Via Carlo Avolio e poi prendere a sinistra per un altro pezzo di sterrato che sbuca tra i palazzi di Spinaceto, in Via Ettore Arena.

Prendiamo a destra via Ettore Arena e poi ancora a destra Via dei Caduti della Resistenza, a sinistra Via Eroi di Trilly, poi attraversiamo Via dei Caduti nella Guerra di Liberazione (che bei nomi queste strade!) dove giriamo a sinistra per immettersi subito a destra nello sterrato che attraversa un parchetto alberato (Parco Campagna Due) e prosegue costeggiando la pontina (a distanza, non si vede da qui) superando la Piscina e il Liceo Plauto, fino ad arrivare in Via Augusto Renzini.
Ci raccomandiamo di seguire bene la nostra traccia qui, perché può risultare davvero complicato districarsi in queste zone.

A via Renzini prendiamo a sinistra, per girare subito a destra, in mezzo ad enormi palazzoni grigi, qui il passaggio più delicato del percorso: attraversiamo in mezzo ai palazzi (lo vedete in foto), e superato il parcheggio attraversiamo Via degli Eroi di Cefalonia per prendere un piccolo passaggio a destra del parcheggio (occhio perché è quasi invisibile!) che ci fa raggiungere in sicurezza Viale degli Eroi di Rodi. Ecco questo è forse il passaggio più brutto di tutto il percorso. Quindi raccomandiamo molta attenzione.

Si prende a sinistra via degli Eroi di Rodi che è una specie di svincolo a senso unico dove le macchine corrono per immettersi nella Pontina, passando sotto a un ponte, tenetevi sulla destra perché subito dopo il curvone dobbiamo prendere un pezzetto di complanare pontina a destra, in salita, per fortuna molto breve, e poi abbandonare questo tratto macchine-velocissime-friendly per una molto più serena stradina sgarrupata a destra, Via Scarpelli. Dobbiamo scavalcare un cancello messo lì per evitare che le pecore scappino, per poter attraversare il lungo e bellissimo viale di eucalipti e immettersi a destra sulla Via Valle di Perna nel cuore della verdissima e vastissima Riserva Naturale di Decima Malafede (da qui volendo fare una sosta lunga per pranzo potete raggiungere la fattoria della coop Agricoltura Nuova discostandovi dal tracciato).

Proseguiamo lungo la strada ma diamo un’occhiata alla traccia per non perdere il bivio, sempre sterrato sulla sinistra, che taglia in salita in direzione Campus Biomedico – Alvaro del Portillo, dove si prosegue lungo l’omonima lunga strada (asfaltata) sulla sinistra sul lato sinistro su marciapiede cycle-friendly.
Prima di arrivare alla rotonda, passiamo sul marciapiede di destra per poi attraversare la rotonda tenendosi sulla destra e prendendo il marciapiede destro di Via di Vallerano. La seguente rotonda è l’altro pezzo poco cycle-friendy, quindi armiamoci di pazienza, acceleriamo la pedalata e prendiamo la seconda strada a destra, Via di Castel di Leva.

Qui dobbiamo fare nuovamente attenzione e seguire bene la traccia per accedere alla ciclabile asfaltata parallela alla strada che ci porta in salita verso il Parco della Torre Antica che ci guarda dall’alto mentre fatichiamo. Attraversiamo Via Brunetti e riprendiamo la ciclabile, stavolta su fondo rosso che seguiamo per un tratto molto lungo, superando Viale Ugo Monaco, circondati da edifici sempre più nuovi (non credo che in tutto il tragitto abbiamo visto edifici con più di 50 anni di età, ma potrei sbagliarmi).  Superiamo anche Via Bompiani, e ci spostiamo sulla destra, la ciclabile dopo un tratto dritto, fa una curva a gomito sulla sinistra e poi costeggia il raccordo anulare (dove ammiriamo aree picnic con affaccio sul raccordo…).

Attraversiamo sulla destra il nuovissimo ponte sul raccordo dove non si può non fare una sosta-foto. Seguiamo la ciclabile in discesa tenendosi a destra (qui sulla sinistra da notare i primissimi paracolpi per ciclisti romani) e dopo una rotonda giriamo su Via di Tor Pagnotta, dove in mezzo alla desolazione totale, spunta dal nulla il punto ristoro più improbabile e provvidenziale: un furgone-porchettaro arancione direttamente catapultato dagli anni 70. E che fai non ti fermi? Era pure l’una e porchetta con cicoria super ripassata e birretta ci sono  sembrati segnali evidenti della presenza del divino, pure a Tor Pagnotta. Ma vi devo dare una brutta notizia: il furgone lavora solo nei feriali, niente porchetta per i ciclisti della domenica.

Riprendiamo rinvigoriti ma attenti al traffico, per pochi metri senza ciclabile via di Tor Pagnotta, e giriamo a sinistra facendo molta attenzione sulla tranquilla Via dei Fucilieri, che percorriamo tutta, fino a Viale dell’Esercito. Qui giriamo a sinistra e entriamo nella zona militare della Cecchignola dove percorriamo tutto il lunghissimo Viale dell’Esercito al centro, ovviamente indisturbati.  In fondo al viale incontriamo la Laurentina, che attraversiamo sull’attraversamento pedonale sulla sinistra per raggiungere la ciclo-pedonale.

Pedaliamo tutta la ciclo-pedonale laurentina fino a Viale dell’Umanesimo, qui la seguiamo a sinistra, superiamo Viale Cesare Pavese, e attraversiamo due volte all’incrocio per riprenderla sul lato sinistro di Viale dell’Oceano Atlantico. All’incrocio con la Laurentina, curviamo tutto a sinistra per prendere su strada Via della Sierra Nevada, che percorriamo tutta, fino a Viale Africa. Qui ci teniamo sulla destra della carreggiata per poter imboccare dopo il semaforo sulla destra la ciclabile del parchetto del laghetto dell’Eur. E anche se ci troviamo in aree non di antichissima edificazione, rispetto al resto del circuito, siamo incredibilmente in una zona ‘vecchia’, dove il contrasto più grande che notiamo è la vita: non ci eravamo accorti che in tutto l’itinerario avremmo si e no incontrato una decina di persone finora. Sosta caffè obbligata da Giolitti.

Usciti dalla Passeggiata del Giappone, attraversiamo Viale Umberto Tupini e prendiamo a sinistra su strada Viale dei Primati Sportivi, mantenendoci sulla destra, in fondo giriamo a destra su Viale Egeo e dopo pochi metri siamo al punto di chiusura dell’anello, all’incrocio con Viale dell’Oceano Indiano.
Qui chi vuole riprendere la Ciclabile Tevere gira a sinistra, noi invece proseguiamo a destra sulla destra della carreggiata percorrendo tutto Viale Egeo fino alla fermata Metro B Eur Magliana, dove termina il nostro bellissimo giro.

Ringraziamo le guide e ideatori del circuito Sven e Andrea, Alessandra, compagna di ciclo-perlustrazioni e assistente fotografa, e Diego, cicloattivista esperto del IX municipio che ci ha accompagnato in questa bella avventura.

Foto credits: Alessandra Grasso, Andrea Romagnoli, Diego Casertano

Link traccia komoot:  https://www.komoot.it/tour/325144064?ref=wtd

Ecco il link alla traccia Openstreetmap (circuito chiuso con riferimenti di fontane e luoghi di ristoro)

 

 

04-03-2021 | © Riproduzione riservata

2 Comments

  1. Fatto domenica con una decina di amici con bici di tutti i tipi. Responso unanime: molto divertente!! Grazie ragazzi.

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