Coronavirus – diario di crisi giorno 346

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I ceppi mutati trainano i nuovi contagi in Piemonte, Lombardia, Veneto e Campania secondo Speranza il giovane il picco sarà dopo il 15 marzo. Oltre alla brasiliana, l’inglese e la sudafricana ora abbiamo anche la nigeriana, oltre la metà dei contagiati sarebbe con varianti.  Presto nuove chiusure la resistenza del successore della Azzolina, il ministro Patrizio Bianchi, poco ha potuto: chiusura di tutte le scuole in zona rossa e ovunque il rapporto popolazione contagi superi 250 ogni 100.000 abitanti se i Capi delle Regioni lo vorranno.  Sarebbe la terza ondata ma c’è già chi tra gli esperti di numeri e virus si spinge a parlare della quarta.

Le strade di Roma complice un marzo che si annuncia mite sono tornate piuttosto vivaci, incontro persone, preti, suore, pellegrini, clientes, turisti, come non ne vedevo da ottobre. Anche la mattina venendo in bici con Giuliano vediamo volti, gambe e mascherine come non ci capitava da tempo.  Oggi mi sono scapicollato per farlo entrare in orario, siamo riusciti. Meglio così che almeno non mi ha cazziato.

Ettore invece è un po’ che quando si arrabbia con noi dice «Vojo andare a scuola! A quola!» Chissà che lì invece non gli dica che vuole venire a casa. Comunque è molto radicale nelle sue manifestazioni, via andare via, fuggire dalla sofferenza. In fondo è il nostro istinto di sopravvivenza.  È che in alcuni casi non si può fuggire da nessuna parte.

Primo positivo al Festival.

Draghi oggi dovrebbe firmare il suo primo DPCM ma non parlerebbe. Ricordate le didascaliche conferenza stampa di Conte? Niente nulla silenzio! Un testo e, immaginiamo, un comunicato stampa. Niente slide.

I congelatori dei nostri ospedali per intanto restano pieni di vaccini ‘ininiettati’ . Il generale Figliuolo si è incontrato con Curcio, la svolta della dose unica per il momento non c’è stata.

Ora la palla di fuoco, come lo chiama Ettore, sta per andar via. Giuliano fa lezione di scacchi. Si segnala il primo caso di positività al Festival, un collaboratore del cantante Irama che per questo non si esibirà. Il bollettino che un tempo ci leggeva Borrelli, anche lui giubilato per Curcio, oggi conta 343 morti e 17.083 contagi.

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 345

Domenico Arcuri uno dei comandanti di questa guerra senza fine e senza inizio al covid nostro è stato congedato. Arcuri da noi detto il temporeggiatore, come Quinto Fabio Massimo, è stato sostituito da un signore che è un comandante e un generale lo è davvero.

Il Presidente  Draghi lo ha incontrato  e poi ha fatto scrivere un comunicato in cui lo si ringrazia per il grande lavoro svolto e si spiega che però così.. così … e così.

Il suo sostituto è un militare, un alpino, di quelli veri con la piuma. Si chiama Francesco Paolo Figliuolo è lui il nuovo Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19.

Un personaggio si aggiunge alla nostra galleria degli eroi italici contro il covid. Di lui sappiamo poco se non che è un soldato, un generale di corpo d’armata un uomo che ha già gestito la logistica proprio per l’esercito, abituato al comando e alle responsabilità.

«Metterò tutto me stesso e tutto l’impegno possibile per fronteggiare questa pandemia. Lavorerò per la nostra Patria e i nostri connazionali – ha dichiarato –  la nomina è stata un fulmine a ciel sereno. Per me una grande attestazione.»

Non possiamo che augurargli, con un brindisi come si usa tra gli alpini, ogni fortuna nel suo nuovo incarico.

È il caso di porgere l’onore delle armi ad Arcuri della cui dipartita al momento godono pubblicamente anche in troppi. Lo ricorderemo, per i banchi a rotelle e le primule fucsia ma anche per essere riuscito ad imporre un prezzo calmierato per le mascherine sfruttando canali in concorrenza con quello delle farmacie.

Sempre più giovani sembra che si contagino, tutto il mondo aspetta il primo Dpcm del presidente Draghi che sembra comunque delineare ogni giorno un po’ di più una strategia almeno in parte diversa dal fiero Conte: dose unica di vaccino, cambio di commissario.

Nelle zone rosse, e anche in Campania dove il Tar ha dato ragione all’Omino di Burro sono state chiuse le scuole noi invece ci andiamo ancora. Oggi Giuliano mi ha molto cazziato perché l’ho fatto arrivare in ritardo.

«Non sai cosa non mi dirà la maestra per colpa tua!»

Ora ha scoperto la nostra biblioteca di fumetti, ne abbiano più di qualcuno e pare essersi innamorato di Topolino.

In Sardegna invece le cose vanno così bene che è stata decretata la sua bianchezza. La prima regione bianca può uscire a cena, andare a letto un po’ più tardi e andare tutta a scuola in presenza. Non è moltissimo ma è già qualcosa in più. Speriamo non venga invasa dai giovani della Roma e della Milano bene come successe l’estate scorsa. Le seconde case… un giro di aperitivi…la musica del giovane Alemanno.. il mare… il tramonto.

State bene e adelante con judicio!

 

 

Coronavirus – Diario di crisi weekend 46

Gli italiani si sa sono brava gente ma hanno qualche difficoltà ad accettare le donne nei ruoli apicali, nelle aziende, nei partiti come nelle istituzioni. Il mio Ettore, 3 anni, non fa eccezione. Quando ha scoperto, causa una serie su Italiauno, dell’esistenza di Batwomen ha vacillato e negato a lungo la sola possibilità. Non so quanti di voi sappiano quanto possa essere una cosa seria un supereroe per un bambino, per Ettore Batman è un eroe ma anche un amico e un po’ una divinità. Sa che non è reale ma fa finta che lo sia, almeno per la metà del suo tempo di gioco, ci parla e Batman  gli risponde.

«No Batwomen! Catwomen, papà! C’è Catwomen. Batwomen no.»

«Ma no amore.. non vedi la maschera! Il pipistrello sul petto. Lei è Batwomen. La donna pipistrello non la donna gatto.»

«Papà: Batman… Robin… Catwomen… Joker sì. Batwomen no, non c’è Batwomen»

Ha accettato con dolore la cruda realtà solo quando la rossa eroina ha lanciato i suoi batarang, oggetti caratterizzanti il suo eroe, che lui ben conosce.

Mentre noi ci confrontiamo con le questioni di genere la provincia di Frosinone da cui viene Martina e in cui vivono quasi tutti i suoi parenti è diventata zona arancione, con qualche paese in zona rossa. La variante brasiliana sembra aver invaso la Ciociaria. Purtroppo non è un film sul calcio con Oronzo Canà. La variante in questione sta facendo molti danni in Brasile e ovviamente preoccupa anche da noi. Pare sia più veloce e che possa penetrare più facilmente le difese immunitarie dei guariti o vaccinati per dirla in medichese avrebbe una potenziale maggiore trasmissibilità o propensione alla reinfezione.

La questione resta, vaccinare presto vaccinare quante più persone possibili. Sembra che il nostro Drago sia favorevole alle via britannica: raggiungere quante più persone possibile con al prima dose per la seconda poi si vedrà.  Dato che lì ha funzionato sembra ragionevole, d’accordo con il nostro Drago è Bertolaso che sembra spingere perché si faccia così almeno in Lombardia. Inoltre sostiene che non abbia senso proseguire nel digradare d’età ma che finiti gli ultra ottantenni si debba passare alle persone che lavorano. Certo questo avrebbe un prezzo: sacrificare più di qualche ultra settantenne, non è una un dettaglio.

Adesso molte speranze sono riposte sul nuovo vaccino della Jhonson e Jhonson, addirittura monodose e senza bisogno di particolari misure per la sua conservazione. Si parla di un crescendo che raggiunga le 500.000 dosi al giorno. Per ora è stato approvato solo dalla Food and drug administration in USA.

Vedremo non è facile distinguere la realtà dalla propaganda. Ancora meno la propaganda dei nuovi da quella dei vecchi che vogliono essere confermati dai nuovi, poi ci sarebbe anche quella delle aziende ma lasciamo correre.

Della scuola e della sua chiusura si ricomincia a discutere, non in Campania dove l’omino di burro per non sapere né leggere né scrivere ha ovviamente richiuso tutto.

Ieri con Ettore siamo andati a comprare un pesciolino, il negozio di acquari e pesci è ancora aperto ringraziando gli appassionati, e abbiamo comprato Ciucciolo, così lo ha battezzato Ettore, una piccola Carpa Koy.  Se l’è dovuta vedere con la territorialità di linguetta che lo ha bullizzato per almeno una dozzina di ore ma sembra essersela cavata.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 342

«Tutela della salute e salvaguardia dell’economia: lezioni dalla pandemia» Questa la prima lezione del Professor Conte di ritorno nella sua Università. L’ho ascoltato un po’. Ha il tono, l’accento e la voce a noi ormai nota.

Tutto sommato credo che sappia che questa del covid nostro è l’esperienza più importante e notevole della  sua vita, pur bella. Ne riparla come si parla di un amore perso, di un regno ceduto, di una patria abbandonata.  Per la prima volta mi sta anche simpatico. Sembra ancora lì al suo posto però senza mascherina. Dice di aver scoperto di appartenere a una grande comunità nazionale e tante altre cose più o meno retoriche che però dato il luogo e il momento suscitano in me solo simpatia. E’ un evento in streaming, quindi niente applausi, nessuna paltea, nessuna interruzione, niente di niente solo lui un tecnico che pulisce il microfono e il rettore.

«Il cane bianco ennero. Mi piace quetto cane bianco ennero.» Snoopy  è una star anche per il mio Ettore. Ultimamente per una serie di ragioni mi capita di stare molto più con Giuliano che con lui e questo mi spiace un po’. Lui è felicissimo quando sta con sua mamma però dovrebbe stare un po’ di più anche con il papà. Ieri a tavola si è voluto sedere vicino a me per un po’ poi però è tornato da Martina. E’ un po’ che si aggira per casa con un telescopio che gli zii hanno regalato a Giuliano. A lui piace da morire guardarci dentro chissà cosa si immagina. A volte lo sorprendo che si avvicina di soppiatto al fratello nella speranza di sorprenderlo anche di essere sorpreso, perché i bambini adorano essere spaventati.

Chissà cosa si ricorderà di tutto questo, me lo chiedo spesso, lui pala del colonavilus ne chiede conto a modo suo.

Il drago invece tace. Non parla lascia che diffondano immagini di lui dietro a una scrivania e sue dichiarazioni sull’importanza dell’agenda transatlantica. Leggo che alcuni gli chiedono di comunicare altrimenti i politici colmeranno il suo vuoto. Non so se sia vero il vuoto che si può provare a colmare è quello lasciato da Casalino e Conte. Il Presidente del Consiglio comunica comunque anche con il silenzio. Non so se sia un messaggio tranquillizzante però giunge comunque. Sarebbe importante che prendesse l’abitudine di relazionarsi con noi. Scelga gli strumenti a lui più congeniali ma lo faccia. Usi l’intermediazione dei giornalisti oppure no ma si relazioni con i cittadini. Abbiamo bisogno di vedere e sentire cosa dice chi ci governa. Ho dedicato una parte importante della mia vita ad aiutare a comunicare alcune istituzioni, non credo che sia possibile farne a meno.

Pare che le Marche, il Piemonte e la Lombardia stiano per diventare arancioni, il Lazio resterebbe giallo. Tutti sappiamo che l’unica cosa da fare e far vaccini a spron battuto. Per il momento non si riesce più di tanto, vedremo più in là.

State bene e adelante cn juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 341

«La campagna di vaccinazione contro l’epidemia Covid sta registrando un confortante incremento.» Chi lo lascia andare secondo voi a questo autolaudatorio commento? Il commissario al covd israeliano? il ministro della sanità inglese? Il primo ministro scozzese? No signori miei è l’Arcuri nostro.

Che dire c’è chi può e chi non può lui può. La Pasqua si avvicina e Salvini pensa bene di provare a cavalcare il desiderio di stare insieme delle persone. Ora però è nella maggioranza di governo quel che dice ha un peso diverso, sono certo che Giorgetti glielo avrà spiegato.

La propaganda di tutti ha scaldato i motori anche perché ci sono da occupare gli sterminati spazi che Casalino e Conte hanno lasciato liberi. Il drago si sa è di poche parole. Zingaretti passa dall’inaugurazione della Nuvola di Fuksas come centro vaccinale per il personale scolastico a una ospitata con la Carmelita D’Urso, che ringrazia per aver avvicinato la politica la gente o la gente alla politica non so.

Giuliano oggi invece mi ha telefonato tutto contento per dirmi che gli avevano fatto visitare quattro obelischi e gli avevano insegnato a scrivere il suo nome con i geroglifici. No vedo l’ora di tornare a casa per vedere com’è.

Il governo deve tararsi per la produzione di propri DPCM  e si deve fasare anche per l’incasellamento delle regioni nelle rispettive zone a colori. Pare che per prima cosa il tutto non entrerà più in vigore da domenica ma dal lunedì e che sapremo del nostro colore il sabato e non più il venerdì.

Il potente Franceschini indica il 27 marzo come possibile data per la riapertura dei teatri e dei cinema. Pare che si stato lui, come un oracolo delfico, a scegliere il giorno e il mese e a proporlo al CTS.  I giornali riportano sibilline frasi al riguardo. ll governo Draghi la sta valutando. La titolare degli Affari regionali Gelmini: «Iniziato il percorso». Il collega della Salute Speranza: «Ora rigore»

Queste le regole che gli uffici stampa della sfinge della cultura lasciano filtrare: biglietti nominativi e prenotati online per il tracciamento, ingressi contingentati, mascherine FFp2 obbligatorie per tutta la durata dello spettacolo, sala sanificata alla fine di ogni proiezione o rappresentazione, ultima visione non oltre le 22. Devo confessare che nella mia testa queste parole vengono lette con il tono del secondo tragico Fantozzi  che rivedo dentro la sala per il cineforum per La corazzata Potëmkin

Non ne stiamo uscendo migliori, diciamoci la verità, siamo diventati tutti un po’ più stronzi.

State bene se potete e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 340

«Bisogna staccare i figli da questi maledetti telefonini,  io litigo con i miei figli su questo. Ma se loro mi dicono, chiudono i bar, gli oratori, che devono fare? Spero di capire come limitare i danni perché non vedo l’ora che i nostri ragazzi tornino a giocare sui gonfiabili o andare in giro liberi» Così l’uomo che è riuscito anche ad iscriversi a Tik Tok pur di entrare nei cellulari dei nostri ragazzi ha arringato i giornalisti in Senato e il Popolo di Facebook.

Ora a parte l’ipocrisia, che comunque è l’omaggio del vizio alla virtù, il problema c’è. L’uomo del Mojto sente l’aria ed ora l’aria è questa.  La frustrazione per le chiusure è per altro accresciuta dalla constatazione che la campagna vaccinale langue. Pe mille ragioni, che nulla hanno a che vedere con le straordinarie capacità della nostra classe dirigente, però langue. La mamma di Martina, maestra delle elementari, è riuscita a prenotarsi per il suo vaccino, che comunque farà tra un po’.

Non c’è nessuna Speranza che le cose cambino fino a dopo Pasqua. Il che probabilmente data al situazione è anche comprensibile.

Qualcosa bisogna provare, gli inglesi che tutti sfottevamo perché facevano le due dosi a grande distanza per coprire il prima possibile più perone possibili, hanno avuto ragione. Noi niente colpi d’ala invece?

A dire il vero pare che Bertolaso e i lombardi un’alzata di ingegno potrebbero averla avuta: concentrano i vaccini nelle zone più colpite di Bergamo e Brescia e sulle persone più vulnerabili: gli anziani. Variazioni contro varianti.

Quando ero piccolo mio padre cercò di farmi appassionare agli obelischi e alle fontane di Roma. Poi crebbi e un mio amico, guida ed egittologo, tentò la stessa cosa. Eppure per imparare il nome dei tre che vedo quasi ogni giorno: il Macuteo, il Minerveo, il Solare o il Campense c’è voluto mio figlio Giuliano. È  bastato che lui mi accennasse a un suo vago interesse perché io mi documentassi  e studiassi quello né pieta del vecchio padre né l’amicizia per Riccardo avevano potuto. Ora stiamo studiando gli egizi: una civiltà fantastica. Chissà che non si possa andare al museo a Torino alla fine di tutta questa storia.  I figli sono sempre un argomento forte….

Mentre chiudo la rubrica arrivano notizie sui nuovi sottosegretari pare siano 34 di cui  11 al M5S, 7 lega, 6 FI e 6 al Pd (tutte ragazze tranne Amendola). Chiusa questa pratica auguriamo loro e al governo buon lavoro.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 339

Per la prima volta da quando è iniziata questa storia ho rivisto la Fontana di Trevi aperta. Perché come i romani ben sanno, quella che è la più bella fontana barocca del mondo, ha una parte passeggiabile, si può entrare dentro e girare tra gli scogli scolpiti, i sedili e le pigne e le sculture più esterne all’opera, tutto intorno alla grande vasca dove i turisti e i pellegrini buttano una moneta per chiedere ad Oceano di poter tornare a visitare Roma almeno un’altra volta. Il titano è immenso e domina tutta la scena della fontana, più scendi più sembra grande. Bene tutto questo era transennato, la fontana era regolarmente in funzione, con i suoi zampilli e la sua acqua trasparente, però si poteva guardare solo dalla piazza circostante, qui abitava Pertini con la sua moglie psicologa, più giovane e più in carne di lui. Mi è anche venuto il dubbio di qualche alzata di capo di una guida o di un turista ma un vigile e una vigilessa guardavano compiaciuti.

Fontana di Trevi di nuovo aperta è uno spettacolo

Con Ettore e Giuliano e Martina ci siamo fermati al forno Trevi, dove Giuliano si è ingozzato di biscotti alla marmellata ed Ettore ha fatto riempire dalla mamma il suo biberon di latte.  Una bella giornata un po’ più lunga di quella di ieri e del giorno prima, il sole va a letto sempre più tardi. La primavera fa quasi capolino ma Bertolaso dice che arriverà il freddo della terza ondata. Freddo ha già invaso le provincie di Brescia e Bergamo. Arancioni rafforzate, che significa scuole chiuse, alla tedesca.

Ormai sappiamo della straordinaria efficacia dei vaccini dai dati israeliani e da quelli britannici, cui dobbiamo riconoscere di aver saputo scommettere con coraggio sulle due dosi distanziate. Noi invece arcureggiamo quel che  possiamo con vaccini che abbiamo e l’organizzazione che ci troviamo.

Peraltro sono curioso di sapere cosa succederà a chi più furbo e meglio ammanigliato riuscirà a vaccinarsi per primo. Probabilmente niente vedo che qualcuno addirittura esibisce la cosa sui social, del resto l’esempio venne dato per tempo dall’omino di burro che non vede l’ora di poter richiudere le scuole anche se è molto più sereno da quando ha avuto al sua dose.

Pare che il presidente Draghi si prepari a un nuovo DPCM questa sera vedrà i ministri competenti e il CTS.

 

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 338

Ancora vietati gli spostamenti tra regioni. Provvedimento in continuità, come è normale che sia, con quanto fatto sin qui dal fiero Conte ora tornato alla sua cattedra. Mi chiedo dell’attualità di questo provvedimento considerando che le zone rosse si fanno sempre più piccole e incastonate in territori dai colori diversi. Non solo qui nelle italiche terre ma anche ai nostro confini, Nizza chiusa per il weekend. Uno dice chi se ne frega dei francesi, beh sbaglia, sempre secondo me, ma in questo caso in particolare. Nizza è quasi in Italia e quello che succede lì si ripercuote necessariamente almeno in Liguria. Più domesticamente sembra che una zona rossa possa interessare tutta la provincia di Brescia.

In tutto questo sono un paio di mesi che i ristori sono fermi e se il Ministro Franco non prepara un decreto o qualcosa di analogo a breve il 28 di questo mese cade la moratoria  a oltre 50 milioni fra cartelle esattoriali  e avvisi fiscali congelati.

Con quel po’ di sole che è c’è arriva anche qualche turista

Era dall’inizio dell’inverno che non vedevo allegre comitive di turisti in disordinate file, oggi mi è capitato di nuovo, seguivano le guide armate di paline o bandierine. Credo fossero proprio francesi. Mentre mangiavo un panino con la mia bellissima moglie in Piazza Navona ho visto un primo sparuto gruppo poi seguito da altri più consistenti.

Giuliano ha scoperto come si dice ombelico in inglese, belly button (io non lo ricordavo più) e la cosa lo diverte oltre modo. Ettore trova bellissimi gli arcobaleni che fa facendo la pipì in piedi. Tra un po’ mangeremo tutti insieme e questo è già qualcosa.

 

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 45

Tutti rossi tutti arancioni, no tutti gialli. Alla fine i capi delle regioni non trovano un accordo per il primo appuntamento con la Gelmini. Un pensiero all’ex ministro Boccia che ci si è confrontato fin qui e si è pure preso il covid nostro.

Giuliano ha finito Zanna Bianca e ora vorrebbe leggere Moby Dick, gli ho detto che mi pare un po’ presto. Ettore ha manifestato tutto il suo entusiasmo per la visita, rigorosamente con mascherina dei nostri amici Gianluca, Toni e Cristina. Si sono scatenati anche un po’ in terrazza le temperature sono salite e lo consentono.

In mattinata siamo andati al Tufelllo a vedere un po’ di Murales, molto belli quello su Proietti di Lucamaleonte e quello di Jorit su Valerio, il ragazzo di autonomia operaia ucciso da tre uomini travisati (probabilmente neofascisti)  in casa sua negli anni di piombo. A Valerio Verbano spararono il 22 febbraio 1980, domani è l’anniversario.

Vaòerio
Valerio Jorit Via delle Isole Curzolane

 

Alcuni miei concittadini hanno scoperto di avere figli campioni di sci o come direbbe il ragionier Fantozzi azzurri di sci. Pare che avere un figlio iscritto ad una federazione riconosciuta dal Coni impiegato in qualche gara sia un giustificato motivo per spostarsi anche in un’altra regione, quindi tutti a Campo Felice.

L’esperienza estiva in Sardegna  in Grecia e in Spagna non ci ha nsegnato nulla.

Peraltro si va verso al conferma del divieto di spostamento tra Regioni.

Le preoccupazioni del presidente Draghi per i giorni di scuola persi dai ragazzi pare verranno interpretate da Patrizio Bianchi come giorni di socialità da far recuperare ai bimbi delle elementari. Perché con i professori  meglio non litigare immagino, invece le maestre si sa sono più pazienti.  Anche se adire il vero quelli che hanno perso mesi di scuola in presenza sarebbero i ragazzi delle medie e soprattutto delle superiori. Comunque mi tenessero Giuliano a scuola fino al 30 giugno non mi lamenterei.

State bene e adelante con juicio!

 

Gigi Proietti di Lucamaleone

Coronavirus – Diario di crisi giorno 336

«Papà ma esiste un voto in condotta?» Da questa domanda di Giuliano, e da altre trascurabili circostanze ho capito che mi dovevo aspettare qualche cambiamento quest’anno.

Febbario del resto è il mese delle frappe, delle castagnole del Carnevale, spesso del freddo, ma anche delle pagelle.

Quando mi è arrivata quella di Giuliano, ovviamente digitale e sul registro elettronico, ci ho messo un po’ ad interpretarla, prima con i numeri era più semplice ora nel campo, un tempo numerico, compaiono tre lettere AVA, che immagino significhi avanzato. Lì per lì ho pensato che fosse un segno grafico che indicava che il pagellino dovesse essere ancora compilato. Poi il mio collega Flaviano mi ha spiegato che ora ci sono solo quattro giudizi possibili: in via di prima acquisizione, base, intermedio e avanzato. Giuliano è AVA che a me fa venire i mente un aviere di guardia a Villa Franca di Verona ma è un problema mio.

Ora sono qui che aspetto di parlare con le sue maestre, on line, che so mi diranno bene di lui ma che quest’anno si è un po’ svegliato, come dicono loro, cioè che fa qualche monelleria in più.

Giuliano e i suoi compagni hanno passato quasi tutto il primo quadrimestre con le mascherine indosso e il covid nostro che aleggiava nelle loro fantasie e a volte anche per la scuola. Sono stati tutti bravi secondo me, come lo sono state le maestre e la preside che si è inventata questa cosa della scuola diffusa, che al contempo le consente di alleggerire la presenza in classe e di far fare esperienze nuove ai ragazzi.

Anche le Regioni hanno avuto le loro pagelle: Lombardia e Lazio restano in zona gialla. Emilia Romagna, Campania e Molise diventano invece arancioni. In Umbria sono rosse Perugia e la provincia di Terni, un bel pezzo della regione di San Francesco. La Val D’Aosta invece non si imbianca, credo con qualche sospiro di sollievo, perché essere i primi spesso fa un po’ paura.

Il livello di RT, in Italia, si tiene appena sotto l’uno, quasi miracolosamente o arbitrariamente. Sembrerebbe meglio non uscire troppo e restare a casa più che si può. Però qua servirebbe una vaccinazione più celere. Si spera che dopo aver incassato l’incredibile messe di lodi, lo hanno paragonato anche a Totti a Baggio o a Ronaldo, il Drago si faccia carico di questa urgenza, anche rompendo la linea di continuità con alcune scelte del governo precedente, le crisi sono questo, discontinuità.

Ieri sera tornando a casa ho incontrato un furgone che mobilizzata i monopattini, era carico di lucine rosse che brillavano nel crepuscolo trasteverino, nessuno andrebbe su quei cosi senza la logistica che hanno dietro, la mappatura, i flussi di persone, la rete. Se serve per i monopattini immagino possa servire anche per i vaccini.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 335

Doveva essere proprio stanco ieri Ettore. Si è addormentato verso le 20.00 e si è risvegliato alle 7.00 di questa mattina. Undici ore. Che spettacolo! A me non capita più. Si è svegliato di umore ottimo ed è venuto in bagno da me per giocare, dire, scherzare. Giuliano invece oggi oltre che al solita uscita la farnese è andato al ghetto dove credo gli abbiano parlato anche della giornata della memoria, un po’ dopo però sono contento lo stesso che gli abbiano spiegato cosa successe il 16 ottobre del 1943, e anche prima e anche dopo.

Alla fine la scuola è anche questo, e quanto ci serve la scuola, che devo riconoscere a parte le zone presidiate dai cacicchi e dagli omini di burro, almeno per quel che riguarda le elementari ha funzionato.

Il drago ieri ne ha riparlato, nel suo discorso al Senato.

“Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà.

Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza.”

E’ importante che la scuola sia una questione centrale per il nostri nuovo presidente.

Intanto dal 22 febbraio gli insegnanti potranno vaccinarsi e si stanno già prenotando. Prima venivano esclusi gli over 55 ora tutti AstraZeneca. Che come è noto è il vaccino su cui abbiano riposto le nostre migliori speranze.

 Qui ci si può prenotare:

C’è un gran fervere intorno ai colori delle regioni, l’arancione non piace troppo e pare che invece la Val D’Aosta possa entrare nel mitico Eldorado bianco. Il nostro assessore alla sanità D’Amato sembra volerci rassicurare sulla nostra permanenza in giallo. L’Abruzzo invece potrebbe diventare Rosso. Un certo clamore suscita il contagio di alcuni medici già vaccinati, secondo il messaggero 12 di loro avevano ricevuto addirittura una doppia dose.

Le vaccinazioni dovrebbero andare un po’ più spedite purtroppo però siamo ancora lontani dal ritmo che dovremmo avere.  Secondo al fondazione Hume che si è inventata l’indice “di questo passo” dovremmo riusciremmo ad arrivare all’immunità di gregge nel 2024 se appunto procederemo di questo passo.

Qui posiamo vedere quante dosi e quanti vaccinati

 

La buona notizia è che lo Pfitzer avrebbe il 90%  nel prevenire l’infezione, non solo la malattia. Questi dati arrivano da Israele dove parte importante della popolazione è stata vaccinata e testata.

 

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 334

Oggi è il primo giorno di quaresima per strada si vedono ancora i coriandoli dei bambini ma il Carnevale è finito. Giuliano ed Ettore sono entrati a scuola in borghese, con la mascherina ma senza maschere, ed io sono andato in ufficio. Ho incontrato tanti giornalisti vicino al Senato un collega mi ha anche detto di una manifestazione dei paragoniani, scissionisti M5S vicini all’ex direttore della Padania in Piazza del Pantheon.

La Raggi ha le sue gatte da pelare con i possibili candidati giallorossi o solo rossi, (sostanzialmente Gualtieri) QUI un bel pezzo di Di Giorgio che spiega la situazione per la corsa al Campidoglio.

Il discorso del Drago è stato sobrio, in un italiano migliore di quello del suo predecessore, non particolarmente lungo anche questo aspetto è secondo me apprezzabile. Ha detto le cose che ci aspettavano: vaccini, protezione, riforme, Europa.  «Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta.» La frase più bella e anche un po’ ironica detta dall’uomo del “Whatever it takes.”

QUI potete riascoltare o leggere il discorso di Draghi.

http://www.governo.it/it/articolo/le-comunicazioni-del-presidente-draghi-al-senato/16225

Solo 349 i positivi di oggi, mentre ieri erano dei 574 qui a Roma. Le nuove micro zone rosse, stanno spuntando come funghetti e pur avendo noi abbandonato il carnevale faranno sembrare il nostro stivale quello di Arlecchino. Pare che il nuovo piano vaccini sarò una roba più pesante e meno petalosa (vedi alla voce primule) di quanto aveva previsto in un primo momento Arcuri il temporeggiatore. Alla Cecchignola, enorme zona militare alla periferia sud di Roma, verrà allestito un grande centro vaccinale.

In totale oggi hanno fatto quasi 300.000 tamponi e i positivi sono stati 12.704, non è malissimo. Ho letto che come ipotizzato da noi la Commissione e anche Draghi, dal canto suo, stiano pensando alla possibilità di condividere i brevetti in modo che si possano produrre i vaccini in loco, strategia che sembra più brillante di quella che ne vorrebbe far e uno tutto nuovo e tutto italiano pronto però forse pandemia finita.

Ora vi lascio che mi aspettano Giuliano e il suo Zanna Bianca Ettore e il suo Pitelpalkel.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 333

«Ma come faccio con la mascherina sotto la maschera di Dart Fener?».  «Boh tienila sotto». Questa mattina è stata tutto un travestirsi e un mascherarsi. Giuliano appunto da terribile Sith dell’impero e Ettore da Spiderman. Oggi potevano entrare a scuola mascherati. Ricordo l’incontenibile gioia di quando capitava a me e la terribile delusione quando ero costretto a casa con la febbre. Il Carnevale da bambini è un luogo e un tempo che non si vorrebbe ami abbandonare, anche se ti hanno vestito da Pierrot o da Arlecchino e tu invece volevi essere Sandokan e Gig Robot.

Oggi all’entrata c’era un certo fermento: molti bambini correvano, urlavano e anche qualche genitore era mascherato. Giuliano era molto orgoglioso del vestito che aveva preparato con la mamma.

Nell’attesa che Draghi il silenzioso finalmente parli e si rivolga se non a tutti noi almeno al Parlamento ci siamo imbattuti in alcuni suoi scritti che dimostrano una certa dimestichezza, almeno ad uso metaforico, con alcune maschere spaventose, forse più da Halloween che da Carnevale. Sua e del suo gruppo di lavoro la definizione di aziende Zombie per il Gruppo dei 30 del dicembre scorso.

Anzi i draghi, si sa, hanno una certa dimestichezza anche le apocalissi:

“Zombie apocalypse As interest rates stay low and governments continue to support struggling firms, the risk of zombie firms increases.i A recent study found that the ratio of zombie GROUP OF THIRTY 23 firms increases as the company size decreases,j raising concerns of a growing number of “invisible” walking dead among smaller firms.

 

Tradotto alla meno peggio:

 

“Un’apocalisse zombi: mentre i tassi di interesse rimangono bassi i governi continuano a sostenere le imprese in difficoltà, aumenta il rischio di imprese zombi.  Uno studio recente (del GRUPPO DI TRENTA 23)  ha rilevato che il numero delle imprese zombi aumenta al diminuire delle dimensioni dell’azienda, sollevando preoccupazioni per una crescita numero di morti viventi “invisibili” tra le piccole imprese.

Reviving and Restructuring the Corporate Sector Post-Covid DESIGNING PUBLIC POLICY INTERVENTIONS

D’altro canto il covid nostro non se la sta vedendo benissimo, l’incremento dei casi è in frenata nel mondo: un po’ per i vaccini, un po’ per le misure di distanziamento (dice l’OMS), un po’ (spero io) perché tutto a un certo punto declina.

Vi lascio qui la bellissima parabola discendente dell’India (che da sola ha fatto 10,925,710 di casi. Ma la parabola comincia a scendere un po’ ovunque. QUI vi potete fare un’idea generale dei numeridella pandemia nel mondo.

 

 

Tutto questo però secondo alcuni, e non fra i più sprovveduti, potrebbe essere messo in discussione dalla variante inglese, che essendo molto contagiosa potrebbe invertire la tenenza. Se fosse la pessima sceneggiatura di un B-Movie questo sarebbe l’ultimo attacco del cattivo dopo il suo tremendo monologo sulla fine del mondo che perirà per non aver compreso il suo genio e la sua sensibilità.

Qui a Roma i casi sarebbero scesi sotto i 500 al giorno, l’indice RT della regione però si attesta di nuovo vicino all’1, se dovesse toccarlo torneremmo zona arancione.

Ieri Giuliano aveva preparato la pasta fatta in casa con i sui compagni al Tempio di Adriano è arrivata a casa un po’ incollata ma ci siamo messi lì l’abbiamo rilavorata, anche con Ettore, e ne abbiamo fatto parte della nostra cena.

State bene e adelante con juicio!

 

 

 

Cucinando nel Tempio di Adriano

Coronavirus – Diario di crisi giorno 332

E’ un po’ che quando combina qualche danno Ettore dà la colpa a Joker, suo eterno nemico e rivale essendo lui Batman ma anche un po’ Spiderman. E’ un meccanismo quello del dare la colpa agli altri, alla base di molte delle nostre disonestà che si impara sin da bambini.

Ora che un po’ di carte cambieranno, ma non tutte, sarà complicato dare la colpa a Joker i nostri eroi sono tutti presenti, pure Joker ha un paio di dicasteri e in modo diverso tutti hanno compartecipato o al Governo Conte I o al II qualcuno anche a tutti e due.

4.540 anime, una sindaca Annunziata Piccaro che aggiorna i suoi concittadini con delle ripetute dirette facebook, con gli stessi problemi con le anticipazioni e la circolazione di documenti apocrifi di Zaia o del mitico Gallera. Con whatsapp ognuno di noi è un potenziale emittente, e più è piccola la comunità più i nostri messaggi hanno peso. Roccagorga è in provincia di Latina ma non vicinissima al mare, è il primo posto nel Lazio in zona rossa per la variante inglese. Venerdì già circolava la notizia di due focolai particolarmente aggressivi, o meglio veloci, in un centro anziani e in una scuola materna. A Roccagorga ora  è tutto chiuso, scuole, bar, ristoranti, qualunque attività non essenziale dal 14 febbraio. Non è permesso uscire dal comune o entrarvi in alcun caso salvo che per comprovate esigenze, lavorative, di salute o situazioni di necessità. Insomma la zona rossa che ci ha insegnato ad apprezzare il Natale con il Fiero Conte, quella dei giorni rossi, con la possibilità comunque di andare a trovare e ricevere fino a due persone più minori o disabili. Zingaretti ha firmato per San Valentino.  Del resto in pochi giorni ci sono stati una sessantina di contagi da Covid. La zona rossa cominciata oggi  da domani mattina, 15 febbraio, alle ore 6 e  durerà almeno 15 giorni.

Però non è solo la signora sindaca Annunziata Piccaro, insieme ai suoi concittadini, pare che la simpatica e lesta variante inglese si stia diffondendo in tutto il Lazio.

Oggi mentre D’Amato inaugurava il centro di vaccinazione ai “Bacarozzi”, meglio noto come Auditorium Parco della Musica, spiegava che il 18% dei contagiati nel Lazio risultano inglesi. Immediatamente lamentava la mancanza di vaccini e la necessitò di vaccinarci tutti con L’AstraZeneca.

Infatti sempre lui annuncia che dal 1 marzo i vaccini AstraZeneca verranno somministrati dai medici di famiglia agli under 55. Si comincia con la classe 1966. Dovrebbero essere i medici di famiglia a contattare telefonicamente i loro assistiti che rientrano in questi parametri anagrafici. Una cosa che voglio vedere con i miei occhi.

Il CTS lancia l’allarme per tutto il Paese, insomma sembra che si aspettino che possa accadere qui a breve quel che è successo in Israele, in GB e in Germania. Dell’ottimo Arcuri nulla si sa resterà o il Fiero Conte seguirà?

A sciare non si potrà andare almeno fino al 5 di marzo. Lo Speranza di Draghi ha preso una decisione che lo Speranza di Conte non aveva avuto il coraggio di prendere, aumentando così l’impatto economico del rinvio. Certo se anche i capi delle Regioni non avessero illuso un intero settore, comunque è andata così. Ora più di un impianto ha deciso di aprire comunque sfidando legge e covid.

A Roma continua fare un freddo inusitato, ho dovuto cambiare il mio equipaggiamento e sostituire il mio magnifico 100 g con un giubbottone che pesa quasi quanto Giuliano. Siamo comunque riusciti ad attraversare il vento con la nostra potente bici.

Qui in ufficio si fanno grandi scorpacciate di ZOOM ora hanno deciso di fare il webinar del lunedì. Oggi Finanza agevolata lunedì prossimo ristrutturazione dei debiti. ll problema della liquidità sembra suscitare un certo interesse in questo periodo. Qui le informazioni sui prossimi incontri

A proposito di video lezioni oggi pomeriggio Giuliano dovrebbe avere quella di inglese, lezioni che si interruppero malamente l’anno scorso con la prima chiusura totale delle scuole.

State bene e adelante con juicio!

 

 

 

Coronavirus – Diario di crisi weekend 44

Per noi un San Valentino tutti e quattro insieme. Abbiamo pranzato fuori, all’aperto in Piazza San Cosimato, un freddo come non lo ricordavo da un po’. Giuliano si è mangiato un meraviglioso piatto di cacio e pepe in un cestino di cacio, Ettore ha un po’ spiluccato e chiesto granchi tutto il tempo. Martina era bellissima stretta in un cappottino beige.

Il Fiero Conte è andato via tra le lacrime del suo Casalino e gli applausi del personale di Palazzo Chigi.

Pare che l’agenda di Draghi, chissà perché i premier tecnici hanno sempre l’agenda anche di Monti di diceva così, lui ne fece alla fine anche una specie di manifesto politico (ironia della sorte), per il covid nostro ci siano misure draconiane. Lockdown duro per tutti, come in Germania (anche l’alemannofilia sarebbe una caratteristica comune) scuole chiuse, in giro solo gli essenziali, tutto chiuso.

Il consigliere di Speranza, Valter Ricciardi, già ha annunciato urbi et orbi questa necessità, lo faceva anche prima, un giorno sì e uno no.

Per ora si tratta solo di pettegolezzi, Draghi, che in tutto avrà pronunciato in pubblico un centinaio di parole scarse, nulla ha detto in proposito.  Le varianti ormai largamente presenti su tutto il territorio nazionale spaventano più di un po’. Intanto i francesi hanno festeggiato San Valentino in Liguria che pur essendo divenuta zona arancione non sembra aver chiuso i ristoranti.

Ho parlato con più di una persona eccitatissima all’idea di poter finalmente rimettere gli sci. Il Comitato tecnico scientifico però ha detto che non ci sono più le condizioni per riaprire e subito Salvini si è fatto portavoce degli albergatori e degli sciatori ed ha attaccato Ricciardi. Insomma sarà una bella giostra.

A Roma Piantedosi ha fatto chiudere Piazza Fontana di Trevi e controllare e scoraggiare assembramenti di vario tipo e genere.

Tra le cose che mi hanno più irritato in questa lunga vicenda c’è stato sicuramente il tentativo di sminuire la gravità della situazione se non addirittura di negarla, insieme al tentativo invece di approfittarsene e di costruirci sopra fortune politiche non particolarmente meritate.

Tra gli argomenti che sono andati più di moda c’è stato il numero di morti che non cresceva secondo un fantomatico documento Istat già pronto a marzo dell’anno scorso. Purtroppo poi l’Istat i conti li ha fatti,  vi lascio QUI un link di un grafico che arriva al novembre del 2020.

Il conto fa 80.900 morti in più rispetto agli anni precedenti.

Piccola digressione scacchistica ieri Giuliano mio ha vinto un altro piccolo torneo. Era contento con la sua coppa. Mi ha raccontato che gli altri giocatori durante la finale tifavano per lui “chiudila, chiudila!”.

State bene e adelante con juicio!

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 329

Oggi trasferta a Pomezia, tanta luce e molto freddo. Dice che è Burian. L’inverno è ancora lungo come il nostro viaggio. Secondo uno studio fatto dalle regioni per l’ISS la variante inglese è presente in una percentuale del 17,8% dei casi totali. Nel medio periodo pare che soppianterà il covid nostro tradizionale.

Ricordiamo che tra le caratteristiche di questa non troppo simpatica variante c’è una maggiore contagiosità e una migliore penetrazione tra le giovani generazioni. Tutti noi speriamo che con il vaccino, varianti o no, sia un’altra storia.

Giuliano è stato in una delle sue uscite per la sua scuola diffusa nella Camera di Commercio, dentro il Tempio di Adriano, dove ha fatto una serie di attività legate alla realtà virtuale e a quella aumentata, dice che avevano una sorta di mascherina per gli occhi per poter usare i caschi e i visori. Però la cosa per cui era più emozionato era l’acquisto di un libro di Lupin.

Anche in Liguria hanno cominciato a vaccinarsi gli ottantenni, tra loro Renzo Piano che forse è il primo Senatore ad essersi vaccinato.

Qui nel Lazio il molto attivo Assessore alla Sanità Alessio D’amato dopo aver molto sponsorizzato il vaccino a KM 0, il Reithera che si fa a Castel Romano, ora caldeggia la produzione, sempre nel distretto farmaceutico del sud del Lazio, dello Sputnik V quello Russo, trattando direttamente con il Gamaleya Research Institute. Non solo il Lazio ma anche l’ottimo Zaia vorrebbe tentare una cosa del genere.

Come era prevedibile il vuoto di potere, o almeno la diminuita autorevolezza del governo in carica per gli affari correnti, ha liberato la fantasia e l’energia dei capi delle Regioni. Faccio presente che per il momento il vaccino Russo non è neanche autorizzato in Europa.

A tal proposito oggi tutta l’Italia politica era percossa da un’attonita attesa del nunzio di Draghi.

La catalogo è questo abbastanza lungo, letto dopo la sanificazione del microfono, c’è un po’ di tutto anhe alcune conferme:

Presidente del Consiglio

Mario Draghi

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Roberto Garofoli

Vittorio Colao all’innovazione tecnologica

Renato Brunetta Pubblica amministrazione

Maria Stella Gelmini affari regionali

Mara Carfagna al Sud

Elena Bonetti Pari opportunità

Erika Stefani alle Disabilità

Fabiana Dadone alle Politiche giovanili

Massimo Graravaglia al Turismo

Luigi Di Maio agli Esteri

Luciana Lamorgese Interni

Marta Cartabia alla Giustizia

Daniele Franco all’Economia

Giancarlo Giorgetti Sviluppo economico

Stefano Patuanelli all’Agricoltura

Roberto Cingolani alla Transizione ecologica

Enrico Giovannini alle Infrastrutture

Andrea Orlando al Lavoro

Patrizio Bianchi all’Istruzione

Dario Franceschini alla Cultura

Roberto Speranza alla Salute

State bene e adelante con juicio!

Arsenio Lupin di Leblanc

Coronavirus – Diario di crisi giorno 328

Con nostra grande sorpresa oggi Ettore, che aveva una sorta di festa in maschera in classe, non si è voluto vestire da Batman. Con Martina hanno girato più di qualche negozio per trovare il costume adatto ma questa mattina si è impuntato, proprio non lo ha voluto mettere.

Anche lui vittima inconsapevole del nostro rassicurante, ed effimero, conformismo, si è voluto mettere un bel vestito da drago. Un drago verde di peluche con la coda e le ali.

Giuliano invece aveva lezione al cinema Farnese è stato bello accompagnarlo lì sotto la statua di Giordano Bruno in mezzo al mercato.

Il Totipotente Draghi ha aspettato l’esito della piattaforma Rousseau il cui quesito sembrava a lui favorevole e alla fine ha vinto: sì all’accordo con il 59,3%. Avremo il super ministero per la convergenza ecologica e tanto dovrebbe bastare, per un po’.

Il centro di Roma è sempre abbastanza vuoto non che ieri la casilinia mi fosse sembrata scoppiare di vitalità. Ma dove sono finiti tutti? L’unico momento in cui trovo un po’ di persone in giro e all’ora del the che si è trasformata nell’ora dell’aperitivo, che però io non faccio, non l’ho mai fatto non è che posso cominciare adesso.

Roma svuotata senza clientes, senza turisti, senza impiegati con sempre più locali chiusi mi stringe il cuore. Mi dico che passerà. Che tutto alla fine tornerà normale e che l’unico retaggio del covid per noi sarà l’abitudine ad una un po’ compulsiva pulizia delle mani. Lo spero veramente, la campagna vaccinale prosegue.

Nonostante le mini zone rosse e i piccoli lockdown locali sembra che da domenica tutta l’Umbria andrà in zona rossa, la Toscana in zona arancione, con alcune chiusure locali. Venerdì (il fiero Conte?) varerà un decreto per prorogare il blocco degli spostamenti tra Regioni. Noi come i tedeschi cominciamo ad essere spaventati dalle varianti più aggressive che abbiamo cominciato a ricercare e trovare. La Merkel ha chiuso la Germania ancora per un po’ le cose lì vanno piuttosto male. Non si può escludere che il covid nostro farà fra un po’ qui quello che sta facendo in Germania.

A ricordarci che il mondo è pieno di rischi, anche senza il covid nostro, Valerio Massimo Manfredi e la moglie vengono trovati esamini nel loro appartamento romano, probabilmente intossicazione ma monossido di carbonio. Ora sono in ospedale in gravi condizioni.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 328

La “Casilinia” per me è sempre stato un mondo a parte. Con questa definizione comprendo più o meno tutto quello che si trova tra Tiburtina, Prenestina e Casalina, vero tridente della Roma nuova a est del Colosseo. Non ci capito spessissimo ma ogni tanto ci capito. Oggi mi sono fatto in macchina un bel giro da quelle parti. Pioveva e di solito ci trovo un traffico pazzesco, macchine di ogni tipo, epoca e colore. Invece questa volta il traffico scorreva come fosse un mercoledì di agosto e non di febbraio. No credo che mi ci abituerò mai. Come devo ammettere non mi sono ancora abituato a vedere tutte le persone in giro con le mascherine. Per carità non sto discutendo l’adeguatezza del provvedimento però non è una cosa alla quale credo riuscirò ad abituarmi mai. Però è comunque la prima cosa che indosso prima di uscire. Come dice la nuova pubblicità per incoraggiarci a portarla.

Mentre mi aggiro per le vie ornitologiche della zona, Via dei Gabbiani, Via delle Tortore, Via dei Colibrì, sento due stranieri parlar in italiano, la cosa mi fa sempre un piacere non facilmente spiegabile. Un bangla dice a un magrebino «Perché quando hanno inventato i cellulari c’ero io. Io so un mago dei cellulari!» La sbruffonata molto romanesca mi strappa un sorriso.

Il totipotente Draghi comincia ad incontrare qualche difficoltà, non si capisce bene cosa farà il M5S. Pare abbia qualche problema con la piattaforma Rousseau o meglio con la sua base. Grillo ha cominciato a parlare di un fantomatico ministero per la transizione ecologica. Vedremo.

Ho scoperto che ci possono essere delle situazioni per cui si sfugge al sistema delle vaccinazioni. Come sapete il pano vaccinale è stato rimodulato anche in base alla disponibilità. Tra i target dell’AstraZeneca ci sono i lavoratori della scuola. Però come è noto il vaccino inglese non è raccomandato fino a 55 anni. Tra le lavoratrici e i lavoratori della scuola, che le signore non si offendano, anche se non sembrerebbe c’è più un ultra cinquantacinquenne. Comunque qui nel Lazio le vaccinazioni sembrano procedere abbastanza speditamente.

Come se non bastasse almeno la Cisl scuola vuole essere audita dal CTS perché ha dubbi sull’AstraZeneca che come è noto è il vaccino su cui abbiamo investito le nostre migliori Speranze.

Giuliano è molto contento per un manga di Lupen che è riuscito ad ordinare su internet Ettore invece è felicissimo pe un costume da Batman che la mamma gli ha comprato. Ma è un altro Batman quello che voglio condividere con voi quello che la bisnonna Francesca ha ricamato su un cuscino che per il momento si trova a Roccasecca. Lo trovo bellissimo.

Tutti aspettano che Draghi si esprima che parli pubblicamente ma sembra che per il momento dovremo aspettare.

State bene e adelante con juicio!

Campagna mascherine

Coronavirus – Diario di crisi giorno 327

Gli Americani di Moderna e Pfitzer hanno puntato sull’mRNA. I loro vaccini sono un prodotto complesso e avveniristico che utilizza l’RNA messaggero incapsulato dentro delle goccioline di grasso (liposomi), che vanno conservate a temperature bassissime perché l’RNA è una molecola effimera e comincia a degradarsi appena codificata.

Infatti l’ mRNA è una delle due molecole contenenti le informazioni genetiche specifiche per ogni organismo vivente. L’altra molecola è proprio il DNA. L’RNA lo veicola nelle cellule.

Una volta iniettati nel nostro corpo, i liposomi liberano l’mRNA che contiene le informazioni necessarie per produrre la proteina Spike del virus. Questa proteina normalmente viene utilizzata dal covid nostro come una sorta di uncino, per agganciarsi alle cellule delle nostre vie respiratorie, entrarci dentro e riprodursi.

In tutte le nostre cellule ci sono i ribosomi che decodificano il messaggio dell’mRNA in proteine. L’mRNA che si trova nel vaccino, una volta entrato nelle cellule viene letto dai ribosomi che produrranno tante copie della proteina Spike del SARS-CoV-2. Ma solo la Spike non di tutto il virus.

La proteina Spike, da sola, attiva una reazione immunitaria senza la malattia. Insomma una roba modernissima complicatissima e sembra molto efficace.

I Russi e gli inglesi rispettivamente con lo Sputnik V e l’AZD1222 (prodotto dall’università di Oxford e AstraZeneca) invece si sono dati a vettori e vaccini più tradizionali. Hanno cioè utilizzato altri virus (AstraZeneca l’adenovirus dello scimpanzé indebolito e non più in grado di riprodursi) come veicolo per portare la solita Spike nel nostro sistema immunitario. Il risultato alla fine è lo stesso, però c’è un problema questi vaccini per essere efficaci devono essere somministrati due volte. Il nostro sistema immunitario a volte impara a riconoscere l’adenovirus prima della Spike e all’arrivo della seconda dose distrugge adenovirus e Spike. Da qui una serie di problemi e limiti all’efficacia dell’AZD1222.

Adenovirus

I Russi invece si sono mostrati più furbi degli inglesi e hanno risolto in un modo semplice e geniale la questione. Hanno sempre utilizzato adenovirus come veicoli, il che evita di dover abbattere i vaccini a temperature siderali, ma non uno solo ma ben due, come direbbe Giuliano, l’ Ad26 per la prima dose e l’Ad25 per la seconda a 21 giorni di distanza l’uno dall’altro. Due adenovirus diversi!

Il semplice genio dei Russi

L’uovo di Colombo! Anche io che sono un profano ho trovato la cosa sublime e divertentissima. Mi scuso per aver ironizzato sul nome e la propaganda, che pure c’era come sempre, perché alla fine è vero sono arrivati primi anche questa volta nello spazio. Ora tutti i dati sono a disposizione di tutti e pubblicati sulle riviste scientifiche del caso. QUI il link LANCET

Con Ettore ieri sera si è cucinato un po’. Abbiamo preparato delle frittatine per tutti. Lui batteva le uova, due alla volta, poi mi ci faceva mettere il pecorino, guai se mi dimenticavo… subito me lo ricordava, poi io le cuocevo e le giravo. Erano buone, semplici solo uova e pecorino. Una solo l’abbiamo variata con ricotta e prezzemolo.

Nel frattempo il Totipotente Draghi ha cominciato ad esporre, per interposta persona dei gruppi che consulta, parte del suo programma. Grande scalpore ha suscitato la sua intenzione di rimodulare il calendario scolastico per recuperare i giorni persi. Che improvvisamente sembrano essere stati da tutti ritrovati, tra Dad e quel po’ di presenza che si è fatta. Il curatore di questa modesta rubrica crede che qualche ragione il Presidente incaricato la abbia ma è tra i pochi. Le chat e i gruppi delle professoresse sono impazzite ed anche i genitori sono arrabbiati più di un po’. Perché come mi spiegò un’insegnate ci sono le esigenze familiari che comprendono magari anche l’utilizzo della seconda casa che a giugno andrebbe aperta. Per me resta un mistero come sia stato possibile anche l’anno scorso non riaprire almeno un po’ a giugno e anticipare la riapertura a settembre. Certo ci sono le esigenze del turismo, la stagione estiva ….

La scuola chiusa vs la scuola aperta anche per Draghi

La cosa però è interessante perché pone, per la prima volta, il Totipotente Draghi in un contesto concreto con i suoi contrastanti interessi. Vedremo cosa succederà, per ora neanche l’associazione dei presidi, che di solito è piuttosto agguerrita, se l’è sentita di attaccarlo frontalmente. A un certo punto farà delle scelte di programma, di potere, sociali che un po’ forse ci divideranno. Comunque i presidi hanno detto che vedranno con il nuovo ministro ma che gli sembra difficile, la CISL che allora la Dad era solo un gioco? Insomma una levatina di scudi c’è stata.

Il nuovo piano vaccini invece dovrebbe prevedere preferenza ad alcune categorie che prescindono dall’età soggetti ‘estremamente vulnerabili’ con patologie correlate al tasso di letalità del covid nostro: si tratta di soggetti con malattie respiratorie, cardiocircolatorie, condizioni neurologiche e disabilità, diabete ed endocrinopatie severe, fibrosi cistica, patologia renale, malattie autoimmuni, malattie epatiche e cerebrovascolari, patologia oncologica, sindrome di Down, trapianto di organo solido, grave obesità.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 326

Nonna Francesca, la bisnonna di Giuliano ed Ettore e di tanti altri nipotini, è riuscita a prenotare il suo vaccino. Sia la prima dose che il richiamo. Martina me lo ha raccontato con un certo sollievo. Oggi nel Lazio hanno avuto la prima dose un po’ dei nostri anziani. C’era pure Zingaretti a fare un po’ di passarella, come era normale che fosse, i politici fanno così tagliano nastri e un tempo abbracciavano bambini.Zinga, non so se lo ricordate, è stato male anche lui, ha preso il covid nostro a seguito di un apericena antirazzista, e ai tempi anche vagamente negazionista, a Milano.

Beh quando gli ho sentito dire della sua emozione e dalla gioia sui volti degli anziani vaccinati allo Spallanzani gli ho creduto, mi è sembrato sincero. Speriamo che questa cosa funzioni e che si faccia in tempo a coprire la popolazione prima che i vaccini divengano inefficaci. Pare che l’AstraZeneca , quello un po’ di Pomezia e un po’ di Oxford, già non potentissimo, non serva quasi a nulla se impatta con la variante sud africana.

Bisogna fare presto e bene, non è facile ma si deve. Perdonate quel po’ di retorica che ogni tanto mi sfugge ma sono un vaccinista, ottimista ed anche vagamente socialista, un po’ anche deamicisiano.

Fa un certo freddo, cosa abbastanza rara qui a Roma, i gabbiani volano sempre più numerosi e padroni della città che almeno qui in centro è ancora abbastanza vuota.

Draghi riconsulterà oggi e anche domani. Nomi se ne fanno tanti ma nessuno sa ancora se il Presidente Mattarella condurrà l’ex banchiere centrale verso un governo tecnico, politico o parzialmente politico e parzialmente tecnico. Il Fiero Conte ha fatto sapere che non sarò della partita anche se ha incoraggiato i 5 stelle a partecipare al tavolo per «Controllare Salvini». La voce di una sua candidatura a sindaco di Roma continua a farsi strada, QUI un mio articolo sulla questione.

Anche se oggi ha detto al TG3 che chiedeva: No grazie.

Giuliano continua a fare alcune lezioni fuori scuola. In posti anche belli come alla Camera di Commercio di Roma la cui sala convegni è dentro al vecchio Tempio di Adriano in Piazza Di Pietra. Lì fanno attività diverse, progetti extra curriculari. La maestra scientifica non ne è entusiasta, dice che si perde tempo per il programma però Giuliano apprezza. L’idea della scuola diffusa prevede questo e dovrebbe aiutare anche a contenere il contagio.

 

Coronavirus – Diario di crisi weekend 43

Ho, come spesso mi capita, una piccola controversia linguistica con il mio dolce Ettore. Ogni tanto mi chiede di sua nonna, mia mamma. E io gli faccio vedere le foto e i ritratti che sono in casa, gli spiego che si chiamava Serenella. Oggi mi ha guardato e mi ha detto «E ora come si chiama tua mamma?»

In questo fine settimana giallo ma piovoso siamo stati soprattutto in casa. Fatto un po’ di spesa un‘uscita sabato mattina ma niente folle, niente mare, niente ristoranti. In compenso avevamo fatto un po’ di tutto questo durante la settimana.

Giuliano dopo essersi divorato vari fumetti si è buttato su 20.000 leghe sotto i mari. La storia di questo drago o mostro marino che poi si rivela essere un sommergibile, scritta dal grade Verne quando gli uomini non avevano ancora mai navigato a bordo di sottomarini o simili, poi naturalmente c’è un tesoro.

Il nostro Drago invece ha conquistato tutti. C’è la fila: Salvini si è messo a disposizione, il Pd neanche a dirlo, Zio Silvio non è potuto venire però ne sposa le idee da tempo, e così via consultando. Solo la Meloni, sarà per il nome di battesimo (San Giorgio si sa è da sempre nemico dei Draghi) si erge ad unica oppositrice parlamentare. Immagino Draghi abbia tirato un sospiro di sollievo, almeno formalmente qualcuno che faccia l’opposizione serve. Un uomo notevole una volta mi spiegò che una delle cose che distingue la democrazia da un regime non è la presenza del governo ma quella dell’opposizione.

Ho visto il TG5 di Mimun, che deve avere ben chiaro questo concetto, riesumare formazioni politiche ormai scomparse che avevano organizzato manifestazioni con l’adesione di poche decine di persone per opporsi a Draghi.

Il covid nostro in Italia ora ha un nuovo avversario, no non lui non siamo così retorici, si tratta degli anticorpi monoclonali, quelli che salvarono al ghirba a Donald Trump. Il ministro Speranza ne ha autorizzato la commercializzazione e la produzione.

Due regioni sembrano essere in questo momento particolarmente sotto l’attacco della pandemia, due piccole e molto amate, soprattutto da noi romani, regioni della nostra penisola: l’Abruzzo e l’Umbria. Si parla di varianti e contagi molto diffusi in modo diverso fra i ragazzi e i bambini. Un picco di ricoveri si registra in particolare in Umbria. L’ISS fa sapere che per ora non cambiano le misure per le varianti:

Al momento non sono emerse evidenze scientifiche della necessità di cambiare le misure, che rimangono quindi quelle già in uso: mascherine, distanziamento sociale e igiene delle mani. La possibilità di venire in contatto con una variante deve comunque indurre particolare prudenza e stretta adesione alle misure di protezione.

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 323

«A me piace abbraccio. Mi piace abbraccio.» Così Ettore si rivolge spesso a Martina che gli chiede se gli piace la pasta o la ciccia o quel che c’è a tavola. Di solito non è un buon segno vuol dire che non ha fame. Però a noi fa tanto ridere.

Presto potremo tornare a cena fuori, sembra che il CTS sia favorevole. Domani ci sarà il primo week end giallo e si temono nuovi inevitabili assembramenti. Draghi prosegue le sue consultazioni, sembra che riesca, potrebbe fare qualcosa di diverso e notevole, o una cosa minore. Non dipende solo da lui certo se riuscirà ad avere il consenso di quasi tutte le forze politiche presenti in parlamento e a coinvolgerle nel suo progetto ne saremmo tutti rassicurati, perché diciamoci la verità quel che resta da fare farebbe tremare i polsi a chiunque. Bisogna sconfiggere il covid nostro, che è ancora bello in salute anche se orfano del fiero Conte, scrivere il più ambizioso, e ricco, programma di investimenti pubblici della storia repubblicana, far fronte alla più severa crisi sociale di sempre.

Forse era un po’ troppo per una parte sola. La campagna vaccinale ci spiega Arcuri procede speditamente, credo voglia fare buona impressione sul nuovo giunto.

Non andrà tutto bene questo già lo sappiamo. Sarà difficile e lungo ma è meglio che lo facciamo tutti insieme.

A Roma circola la voce che il Fiero Conte voglia fare il sindaco giallo-rosso, non so se sia vero o meno però ve lo segnalo, la sua candidatura sarebbe un modo per non perderlo di vista, già ci siamo dovuti rassegnare all’uscita di scena di Gallera. Comunque è impressionante come il covid ci abbia colto nel momento in cui ci trovavamo ad avere la migliore classe dirigente di sempre sia a livello locale che nazionale. Dei veri giganti: De Luca, Gallera, Conte, Fontana e potrei continuare.

Altro aspetto rilevante del racconto di questa crisi è stato l’emergere del giornalismo negazionista. Ci sono stati fior di commentatori che hanno negato fino alla fine, non solo l’imminenza e l’inevitabilità della crisi, ma anche solo che Draghi potesse accettare una simile proposta. Come se si trattasse di una diminutio e non di uno dei più alti onori possibili per un italiano.  Soprattutto se molto ha avuto dal Paese e dalla vita.

Un embrassons nous sarebbe auspicabile e utile non solo al mio Ettore.

State bene e adelante con juicio.

Coronavirus – Diario di crisi giorno 322

A chi dare AstraZeneca? Non potendolo somministrare agli anziani, verrà inoculato ai proff alle maestre ai bidelli ai carcerati, alle guardie penitenziarie, all’esercito e ai poliziotti. (E’ stato testato seriamente solo per i più giovani di 55 anni) Si tratta di categorie a rischio e nello stesso tempo facilmente reperibili.

In carcerati verranno vaccinati prima delle persone oneste, che poi vai a sapere, questo provocherà risentimenti, proteste? Qualcuno griderà allo scandalo? Oppure no, tutti comprenderemo che in carcere, per condizioni igieniche, affollamento e vita di comunità si rischia di più? E che infine che chi è in carcere è sotto la stretta responsabilità dello stato?

Nelle istituzioni totali del resto si è anche facilitati nel metter in piedi campagne di qualunque tipo. Almeno uno dei tre elementi indispensabili per la compagnia, le persone da vaccinare, le trovi lì, come si suol dire non possono scappare. Credo che questa sia stata la ragione dirimente, è facile vaccinare nelle caserme e nelle carceri, e lo sarebbe anche nelle scuole se si decidesse di vaccinare anche i ragazzi, per ora gli insegnati e i non docenti.

Il Fiero Conte è sceso fisicamente da Palazzo Chigi, nelle cui stanze è ancora ospitato in attesa dell’arrivo dell’uomo che firmava le banconote, ed ha fatto un breve discorsetto stile Downing Street nel quale sembra farsi una ragione della sua defenestrazione ed accettare l’arrivo del suo successore.

Però chiede che il governo che verrà sia politico. Richiesta un po’ ambigua ma poteva andar peggio, abbiamo visto suoi predecessori presentare programmi quinquennali alla vigilia della cerimonia del campanello.

I Draghi sono animali fantastici che sorvegliano l’oro e che di solito, nei romanzi fantasy, vengono sconfitti più con la furbizia che con la spada. Recentemente godono di migliore letteratura e di filmografie più amichevoli. I draghi buoni sono politicamente più corretti. Però c’è sempre qualcuno che li vuole imprigionare con l’astuzia, dato che la loro forza resta incommensurabile.

Con Giuliano siamo andati a caccia di fumetti e abbiamo catturato un Lupin III di Monkey Punch e un Uomo Mascherato (Phantom) non male.

Dal 15 di febbraio si potrà sciare, sembra, il CTS ha dato il suo ok ma solo in zona gialla.

Qui a Roma invece si preparano cose nuove e divertenti tra il serio e il faceto. Vi segnalo la candidatura di Emanuela Fanelli a Sindaca di Roma.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 321

Devono essere tornati di moda i tessuti leopardati. Ne vedo sempre più spesso in giro: giubbe, pantaloni sneakers, tute, stivaletti.  Pare che il Fiero Conte ci abbandonerà, nel caso un po’ ci mancherà. Lui, il covid nostro è i suoi Dpcm erano nella nostra immaginazione ormai un unicum. Pare però che alla fine il peggior incubo del nostro si sia materializzato.

A Roma per dire che uno è bravissimo a fare qualcosa di dice che è un drago. «Aoh sei proprio n’drago». E l’uomo che firmava le banconote fino qualche tempo fa bravo lo è.

Ettore invece oggi ha avuto una terribile delusione d’amore. C’è una collaboratrice scolastica, una bidella dicevo io da bimbo, di cui si è perdutamente innamorato. Lei non potendole promettere eterno amore gli aveva solo dato appuntamento per questa mattina. Ahimè non c’era e questo lo ha piombato nella più cupa disperazione che ha manifestato piangendo con stridore di denti.

Il covid nostro pur orfano del Fiero Conte, continuerà le sue gesta tra le italiche genti purtroppo.

Sfera Ebbasta apre il suo locale in Prati, credo si chiami Healthy Color, la coda dei fan, tutti ragazzini, in attesta del loro idolo ci ricorda del mondo  e delle sue infinite vanità che non si fermeranno né per il covid né per la crisi.

Ieri sera il presidente ha spiegato chiaramente che le elezioni non si possono fare e tra le ragioni ha annoverato anche l’effetto volano che potrebbero fare al covid nostro. Non ho mai osato scriverlo fin ora ma credo che abbia ragione il presidente e sono anzi stupito che nessuno abbia collegato le elezioni regionalie il referendum con la quasi immediatamente successiva seconda ondata. Credevo che nessuno lo facesse per amore della democrazia e dei suoi esercizi.  Probabilmente però doveva essere un po’ più complicato. Le ragioni per non andare al voto sono tante ed ha ragione Mattarella, ma nel caso dovesse essere necessario ci si andrà, come ci sono andati gli americani, i portoghesi, i francesi, presto gli olandesi, ed in fondo anche noi stessi non più di quattro mesi fa. Sta di fatto che il Paese può darsi un governo solo se trova una maggioranza in parlamento, questa regola vale per tutti.

La vita va avanti e presto potremo tornare a sciare. I capi delle regioni lo vogliono. Pare che il 15 febbraio sarà lo sci day. Tra le misure previste l’obbligo di indossare Ffp2 o superiori per gli sciatori in zone arancioni e chirurgiche in zone gialle. Occhio che questa cosa delle Ffp2 è già obbligatoria per tutti in Austria, Paese la cui influenza culturale è piuttosto spiccata in più di una regione del nord.  Comunque le varie misure che riguardano anche capienza (che varia da l 50 al 100%) seggiovie, cabinovie etc. sono state messe a punto dalle Regioni e sottoposte al CTS, immaginiamo poi passeranno anche al vaglio del nuovo governo. Cambierà il ministro della sanità? Si fanno già i nomi di Ilaria Capua, Agostino Miozzo e Angelo Borrelli.

Ora inizia il totoministri, sopravvissuto al totocalcio e al coivid nostro.  Comunque i tessuti leopardati vanno alla grande e pure quelli pitonati.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 320

I bar mi sono sempre piaciuti, sin da piccolo quando mi ci infilavo le ore per giocare ai videogiochi: le Olimpiadi, per fare le gare di atletica o nuoto mi facevo venire le vesciche alle mani, e i vari tipi di Space invaders e Pac Man. Ricordo la disapprovazione del mio noiosissimo maestro di pianoforte e il profumo dei panini con le salsicce e la cicoria che gli spazzini ordinavano verso le cinque del pomeriggio. Anche da adolescente ci andavo matto, perché mi ci nascondevo a leggere i miei libri, ci ho letto tutto Baudelaire e Don Milani, le mattine che saltavo la scuola, (facevo sega) quando non mi imbucavo in altre scuole e in qualche biblioteca.

Poi nel corso della mia vita mi sono sempre detto che non sarei mai stato così povero e disperato da non poter trovare i soldi per un caffè al bar o un biglietto per il cinema. Eppure è successo, per un periodo non trascurabile mi è stato impossibile frequentare i bar e vedere un qualunque film al cinema. Non per una povertà estrema del mio portafoglio ma semplicemente perché era e, per quel che riguarda i cinema è ancora, proibito.

Ieri sono andato nel piccolo bar Senato a farmi fare un caffè e poi a pranzo ho comprato lì anche un panino, oggi sono andato al Caffè Tazza d’oro in Piazza del Pantheon con Martina, una specie di monumento all’espresso romano, insieme al vicino Sant’Eustacchio che fra tutte le persone famose che lì hanno preso il caffè ha scelto di esibire il solo Harry Kissinger. Cari i miei affezionati lettori vedete io non sono un tipo da aperitivo né da degustazione verticale di barolo, sono un tipo da caffè, da tramezzino, da gelato, sono un tipo da bar pasticceria.

Sui bar vi consiglio anche questo articolo di Massimiliano di Giorgio.

Nei bar portavo anche il mio dolce Giuliano da piccolo a mangiare qualcosa la domenica mattina mentre io leggevo la mazzetta dei giornali, compravo le sigarette e bevevo il caffè.  Ora le cose, non solo a causa del covid nostro, sono cambiate, l’edicola lì davanti ha chiuso, io non fumo più e leggo sempre meno giornali cartacei. Però i bar mi piacciono ancora e faccio il tifo per loro e per i vecchietti che ci prendono l’amaro e ci giocavano a carte. Ora che ci passo davanti in bici con Giuliano od Ettore o a piedi con mia moglie sono un po’ più felice nel vederli di nuovo aperti.

A proposito di anziani pare che questa notte siano riusciti a prenotarsi sul sito della Regione Lazio, questa mattina avevano prenotato in 70.000. Vi ricordo il link sempre questo e serve per gli over 80.

https://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it/

Il baldo Renzi, il buon Fico e il fiero Conte sembrano ancora in alto mare.

La partita dei si fa sempre più multilaterale e sembra che lo Sputnik, da noi occidentali un po’ deriso, sia tra i più efficaci e richiesti come pure quello cinese. L’AstraZeneca l’ultimo e il meno efficacie autorizzato dall’Ue pur se consigliato per gli under 55,( un bel problema a chi darlo in Italia?) Probabilmente verrà somministrato anche ai più anziani in quanto secondo l’AIFA Si «sulla base dei risultati di immunogenicità e dei dati di sicurezza, il rapporto beneficio/rischio di tale vaccino risulta favorevole» anche nei soggetti più anziani senza fattori di rischio.

Gianni Rodari diceva che per fare un tavolo ci vuole un fiore. Beh per fare una campagna di vaccinazione invece i fiori non servono, che ci perdoni per questo la primula di Arcuri-Boeri. Quel che serve sono le persone da vaccinare (vanno selezionate, avvertite, mobilitate), persone che vaccinino (vanno formate e mobilitate anche loro) e il vaccino. Se manca una di queste tre cose o non si riesce a farle incontrare, per questo servono posti luoghi, la campagna non si può fare.

Gli Israeliani che come è noto sono relativamente pochi e molto bene organizzati hanno vaccinato una parte importante della loro popolazione e sorpresa! Funziona! Oltre 3 milioni di israeliani (su 9,2) hanno già ricevuto la prima dose, 1,8 anche la seconda e i casi sugli over 60 sono diminuiti del 35% , meno 30 per cento di ricoveri, meno 20 per cento di malati gravi.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 319

100.000 posti di lavoro persi in un mese. Il sito per le vaccinazioni del Lazio in tilt. Le restauratrici a piazza Navona. Renzi ci promette un nuovo governo in settimana.

A questo indirizzo si dovrebbero prenotare i nostri anziani, gli over 80, per la vaccinazione anticovid:  https://www.salutelazio.it/campagna-di-vaccinazione-anti-covid-19. Ovviamente è andato subito in tilt. Il link però credo rimarrà quello, e ogni tato funzionerà. Evidentemente era difficilmente prevedibile che sarebbe stato preso d’assalto. Consideriamolo un buon segno della volontà delle persone di vaccinarsi.

Giuliano è molto eccitato all’idea che domani la maestra gli spiegherà gli antichi egizi, ha tirtato fuori ben tre DVD che il mio vecchio amico @buscoriccardoroma Riccardo, un po’ guida, un po’ archeologo e un po’ egittologo mi regalò qualche anno fa.

La Ursula Von der Lein ci fa sapere che Pfitzer- Biontech consegnerà 75 milioni di dosi in più nel secondo trimestre dell’anno e fino ad un totale di 600 milioni di dosi nel 2021 la popolazione dell’UE si aggira intorno ai 446 milioni, servono due dosi a cranio di Pfitzer, poi ci sarebbe il moderna e l’AstraZeneca. Vedremo

I giri di valzer proseguono a palazzo il baldo Renzi dice che averno un nuovo governo entro la settimana. Con grande tranquillità, come se fosse la cosa più normale del mondo che a deciderlo sia lui.

Al ballo ufficiale, convocato per scrivere il nuovo programma di governo, erano presenti per il  Pd Graziano Delrio e Andrea Marcucci per Iv  Maria Elena Boschi e Davide Faraone, per  M5S Davide Crippa, Ettore Licheri, per Leu Federico Fornaro e Laura De Petris,  Tabacci per Centro democratico, Raffaele Fantetti e Maurizio Buccarella per il neonato gruppo del Senato Europeisti, Antonio Tasso per il Maie alla Camera e i senatori Gianclaudio Bressa e Albert Lanieice per le Autonomie. In altri balli meno ufficiali si decide chi ballerà e con chi.  Nomi nuovi e nomi vecchi si mescolano nella mia testa.

Per pranzo passeggio per Piazza Navona e incontro due restauratrici tutte bardate di bianco che lavorano ad una delle fontane del Bernini. Poi passo davanti al Sogno mitico negozio del peluche della mia adolescenza e vedo in vetrina uno scorpione giallo lo fotografo lo farò vedere ad Ettore che somiglia proprio al nostro Biwo.

Per l’Istat a dicembre abbiamo perso 440.000 posti di lavoro sull’anno più di 100.000 sul mese precedente, un’enormità ma tant’è.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi weekend 42

Ho scoperto che la lettura de I ragazzi della via Pál non ha tardato a dare i suoi frutti. Giuliano ha fondato una banda: la Banda dei Bambilonesi. Come dice lui per prendere un po’ in giro i babilonesi che ha studiato quest’anno. Il loro inno è «Sulle rive di bambilonia noi sedevamo a ridere» prima del covid cantavano in un coro.

Ettore invece si è molto entusiasmato per il ritrovamento di un piccolo scorpione in terrazzo, che abbiano catturato e serrato in una scatolina giocattolo che avevamo comprato al museo zoologico con doppia lentina esterna. Lo abbiamo battezzato Biwo perché per Ettore è molto importante, e non solo per lui, la differenza tra ‘biwo’ e morto. E il fatto che lo scorpione fosse vivo li terrorizzava quanto li entusiasmava.

Il nostro fine settimana è stato abbastanza tranquillo: compiti, giochi e piccola visita a casa di amici anche per fare gli auguri a Gianluca, compagno di giochi di Giuliano e ora anche di Ettore, che ha compiuto 9 anni.

Da domani Roma tornerà gialla e potremo fare un po’ più di cose, se vi capita andatevi mangiare qualcosa fuori a pranzo che credo i ristoratori e i barsiti non se la stiano vedendo benissimo.

La crisi nella crisi prosegue con i suoi tempi, i suoi riti e i suoi protagonisti. Il baldo Renzi sembra menare le danze per il momento.

La storia dei vaccini si complica ogni giorni di più. Ormai sappiamo che ci sono dei vaccini più efficaci e altri meno, per loro esplicita dichiarazione. Quale vaccino faremo? Quando lo faremo? Non sarebbe più sensato mettersi a fabbricare tutti quello più efficace? Lo stato italiano sembra che stia per investire milioni di euro su un nuovo vaccino, quello di Castel Romano il Reithera, che se tutto andrà bene sarà pronto a settembre. Della cui efficacia non sappiamo nulla. In tutto questo Arcuri ci comunica ogni giorno di qualche taglio alle forniture.

Tanti vaccini tutti diversi.

Dal canto suo l’OMS invita gli stati più ricchi a vaccinare personale medico e categorie a rischio per poi mettere gli immunizzi a disposizione degli altri Paesi. Una serie di interrogativi economici e etici stanno alla base di questioni che non sono solo ed esclusivamente mediche. Il grande equivoco di questa pandemia è stato quello di credere che le risposte a come affrontarla fossero solo della scienza e della medicina.

Gli indiani muoiono un po’ meno e questo dà grandi speranze a tutti essendo loro un campione ampiamente significativo della popolazione mondiale. Si sussurra di un effetto gregge raggiunto oggi ci sono stati solo 5736 nuovi casi e 86 morti. L’India è un posto immenso con una enorme popolazione che molto è stata flagellata dall’epidemia. Chissà.

State bene e adelnte con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 316

Tutti gli sforzi possibili e massimo sforzo sono due delle frasi chiave del contratto tra Ue e Astrazeneca.

Nono oso immaginare quali acrobatici giochi di parole avrebbe prodotto Mel Brooks che comunque lo sforzo sia con lui.

Resta il fatto che la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che è laureata in medicina e sposa di un medico, sostiene che ci siano impegni vincolanti e che sostanzialmente il vaccino una volta prodotto è nostro, sforzi massimi o possibili poco importa. Vedremo cosa succederà, le persone hanno bisogno del vaccino   Astrazeneca dice che taglierà le forniture previste del 60%.  Per il momento non si parla nemmeno dell’ipotesi di militarizzare gli stabilimenti europei ma se non trovassero un accordo potrebbe essere una strada? O è impensabile data la delicatezza del prodotto?

Nel frattempo al Fiero Conte i conti continuano a non tornare. Qui dietro, davanti a San Luigi dei Francesi dirimpetto al Senato ho incontrato uno dei responsabili che spiegava ai giornalisti che avevano fatto il gruppo e che erano convinti. In ogni caso anche anche con dieci Europeisti i conti del Fiero Conte non tornano.

Il principio di realtà ci ricorda che siamo ancora lontani dalla fine

Una nota di colore merita l’ingresso del covid nostro nelle consultazioni, almeno delle misure di sicurezza adottate dal Quirinale per contrastarlo. Come sapete le consultazioni sono una serie di incontri del Presidente della Repubblica con le delegazioni dei gruppi parlamentari, in presenza. Per ovviare alla possibilità di contatti troppo ravvicinati il cerimoniale del Quirinale ha tirato fuori una serie di tavoli con i quali ha creato un rettangolo enorme che tiene a debita distanza le delegazioni dal Presidente. Ed è comparso anche l’ormai consueto plexiglass che intercetta tutto il droplet che dovesse nebulizzarsi, nonostante le mascherine e la distanza.  E’ il segno del punto della notte del covid in cui ci troviamo come lo fu la mano che Mattarella diede al Presidente della Slovenia Borut Pahor  il 13 luglio 2020 in una cerimonia a Basovizza.

Ieri ho comprato ad Ettore una mantellina impermeabile con l’effigie di BATMAN. Gli è molto piaciuta,  subito ha detto che con quella volava.  La mamma ci ha tenuto a spiegargli che no non volava poteva correrci ma volare no. Lui a suo modo gli ha detto che sì, però per finta volava.

E’ importante conoscere la differenza tra i desideri, la fantasia, e la realtà, altrimenti ci si fa male. Il principio di realtà non deve negare quello di piacere però deve sopraffarlo, soprattutto se si hanno delle responsabilità.

Il Baldo Renzi  ha spiegato che non ha nessuna questione personale con il Fiero Conte ma che per il momento non è il caso di dargli alcun incarico, intanto Arcuri fa sapere che non è facile fare una vaccinazione di massa senza vaccini e che un italiano ogni 23 si è contagiato.

State bene e adelante con juicio!

Foto membro gruppo europeista al Senato

Coronavirus – Diario di crisi giorno 315

Molte cose sono cambiate in questi mesi con il covid nostro, non tutto però. Per esempio da sempre, almeno da quando io ho memoria, il 28 di gennaio è il momento opportuno per lanciare una grande polemica sanremese. E ne abbiamo avute ben due: una quella riguardante gli insulti sul voodoo di Ibrahimovic a Lukaku, avrebbe potuto verificarsi tale e quale anche l’hanno scorso, la seconda no. Franceschini, romanziere, politico, capodelegazione del PD, ex DC, ministro della cultura, grande tessitore e capo dell’ala rigorista del governo Conte II, ha annunciato che il festival si farà semplicemente senza pubblico, perché l’Ariston è un teatro come gli altri in cui vigono le norme che vigono negli altri.  Al che Amadeus lascia filtrare la notizia che per questa decisione potrebbe dimettersi. In quanto lui ha sempre detto che un Sanremo senza pubblico non avrebbe avuto alcun senso.  Si erano ipotizzate navi da crociera in cui tenere chiuso sempre lo stesso pubblico, figuranti militarizzati ma niente; Franceschini  ha chiuso la questione.  E se invece Amadeus facesse sul serio? Lo scopriremo. The show must go on.

Qui intorno, tra il Senato, Palazzo Chigi e la Camera c’è sempre qualche manifestazione. Quando dico sempre intendo sempre, quasi tutti i giorni c’è qualcuno che manifesta. Ricordo che per questo un qualche sindaco del passato voleva una specie di indennità per la città.  E devo dire che, con la sola esclusione del primo lockdown di marzo, le manifestazioni, i presidi, anche notturni e per giorni, sono proseguiti. Il che è giusto e sano.  Mi ricorda che nonostante tutto restiamo un paese libero e democratico checché ne dica il covid nostro.

Le manifestazioni sono un segno di democrazia alla faccia del covid

Oggi ho incontrato in Piazza Del Pantheon, luogo meraviglioso, un gruppo di imprese e liberi professionisti del comparto matrimoni ed eventi privati. Erano lì ordinati che prendevano la parola dalle scalinate della fontana una dopo l’altro.  Parlavano della loro capacità di trasformare e dare luce ai luoghi e chiedevano di essere aiutati, in ultima analisi chiedevano protezione. Un fondo specifico per loro, molti sono stati esclusi dai ristori per via di quella che loro chiamano la giungla dei codici Ateco.

Se proviamo a pensare a cosa gira attorno a un matrimonio: fotografi, musicisti, catering, organizzatori, calligrafi, sarti per abiti da sposa, fiori, bomboniere, trucco e parrucco, locali, ristoranti, dimore, macchine a noleggio. Lì c’era un po’ di tutto questo, avevano portato anche dei meravigliosi palloncini colorati. Loro so chiamano FEDEDERMEP

Il braccio di ferro tra UE (che comunque domani autorizzerà il vaccino) e AstraZeneca continua, pare che i contratti prevedano solo dei quantitativi trimestrali e penali piuttosto complesse. Cresce l’entusiasmo sovranista per il vaccino a KM 0 di Castel Romano che però sarebbe pronto solo a settembre e noi si contava di essere un bel po’ avanti a quel punto. E poi questi di Astrazeneca non erano anche un po’ di Pomezia pure loro?

Fauci il grande immunologo americano ora ci consiglia di metterci due mascherine una sopra all’altra, dice che è intuitivo: più mascherine più strati. E io che dentro di me sfottevo tutti quelli con la doppia mascherina….

Ma un’altra grande partita dei colori sta per aprirsi saremo galli, arancioni, rossi o addirittura bianchi?

State bene e adelante con juicio!

Doppia mascherina

Coronavirus – Diario di crisi giorno 314

Giuliano sta ricevendo a scuola le sue prime nozioni di geometria, angoli, linee, punti, rette, semirette. Gli abbiano comprato il goniometro straordinario strumento che con una tecnologia elementare consente misurazioni di una discreta precisione, mi ha insegnato lui ad usarlo, io o non l’ho mai saputo oppure l’avevo dimenticato.

L’altra sera per via di una visita è rimasto un’oretta con me in ufficio, quando ha trovato un metro si è messo a misurare la stanza. Che poi prendere le misure serve un po’ in ogni ambito.

Ora il fiero Conte, il baldo Renzi, il mite Zingaretti e tutti gli altri sono lì che misurano, contano, vedono. Nel frattempo anche il covid nostro misura, conta e se del caso cambia. Gli scienziati sostengono che siano gli organismi più primitivi come i virus ad RNA quelli più facili al cambiamento, alle mutazioni dovute ad errori di copia. Prendendo male le misure crea nuove varianti di se, sbagliando a volte si cambia.

Giuliano però non aveva nessuna ragione precisa se non il gusto di farlo. Giocava, poco dopo mi ha confessato che gli piaceva il suono del metro quando rientrava nella sua custodia a molla. Quanrte cose abbiamo imparato giocando.

Le misure del contratto con le multinazionali del farmaco, che hanno prodotto e trovato i vaccini, come sono state prese? L’UE gigante gentile, di solito quasi inerme, sostiene che noi (noi contribuenti) ci siamo presi il rischio di impresa in cambio della certezza che una volta prodotti ne avremmo avuto non l’esclusiva ma il numero pattuito nei tempi previsti. Le multinazionali dicono che le cose non stanno proprio così. Chi avrà preso meglio le misure? Astrazeneca sostiene di dover fare il “miglior sforzo possibile”. Noi che debbano produrre per noi.

Finirà che lo copieremo, prederemo le misure e lo rifaremo magari con la retorica del vaccino a Km 0. Però nel frattempo le persone non verranno vaccinate, alcune di loro si ammaleranno e altre moriranno. E i nostri soldi nelle tasche sbagliate finiranno. Non è detto che siamo già arrivati al vaccino open source. In Spagna hanno già dovuto annunciare la sospensione delle vaccinazioni. Le scorte sono finite.

In Italia oggi nasce ufficialmente il Consorzio Italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione del virus SARS-CoV-2, dovrebbe seguire l’evoluzione del coronavirus. Immaginiamo anche le sue varianti, e di monitorare la risposta immunitaria alla vaccinazione.  Nel presentarla Palù dell’Aifa ci ha tenuto a sottolineare che dopo questa pandemia ce ne saranno altre. Non posso fare  a meno di pensare a London e alla sua Peste scarlatta. Che ho saputo che alcuni dei miei affezionati lettori hanno acquistato. Anche lì è una questione di misure, in quel libro i ”batteriologi” riuscivano a “filmare” i “germi” e a trovare i “sieri” finchè….

Se vi va oggi  Roma Report pubblica una  mia intervista a Tobia Zevi candidato sindaco di Roma di cui abbiamo parlato anche in questo mio diario.

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 313

Probabilmente non è colpa di nessuno dice Fontana riferendosi all’errore che ha mandato al Lombardia in zona rossa per una settimana inutilmente, per poi aggiungere che sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità.
Ora il Fiero Conte si è rassegnato e oggi, procrastinando ancora un po’ quel che tutti si aspettavano facesse ieri, ha dato le sue dimissioni. Franceschini, Di Maio e anche il baldo Renzi sembrano avere toni più concilianti. Iniziano le danze nei saloni quirinalizi. Non so come finirà ma sono sicuro che alla fine qualcuno dirà anche in questa occasione che in fondo non è colpa di nessuno.
Ettore si aggira per casa urlando mimo, mimo, mimo e poi chiede alla mamma che cosa vuole a pranzo. Pasta con le gongole? Che ogni tanto però diventano delle normalissime vongole, con mio sommo disdoro.
Le cose con il covid nostro procedono purtroppo come da un po’. 10.593 positivi, 541 vittime.
Al San Camillo uno dei più grandi ed importanti ospedali di Roma hanno dovuto chiuder e il reparto di chirurgia toracica per il covid. La pandemia crea un doppio e incalcolabile danno in questi casi, contagia e procrastina cure che a volte non sono rinviabili. Anche in questo caso sono sicuro che qualcuno dirà che probabilmente non è colpa di nessuno. Che poi alla fine di chi sia la colpa ha un importanza relativa ma bisogna sapere con precisione cosa è successo per cercare di evitare che riaccada.
I bar e le palestre vogliono il patentino per i vaccinati entro l’estate. Sulla cronaca locale impazza il vaccino alla vaccinara, si parla di mirabolanti milioni di euro per finanziare il Reithera. Le scuole occupate vedono la felice presenza dei genitori che si oppongono a tutto e a tutti celere compresa. Immaginatevi una scena tipo “Fragole e sangue” in cui a un certo punto arrivano le mamme e cacciano la feroce polizia pronta allo sgombro, beh più o meno pare che al Kant sia successa una cosa simile. Farò così anche io? Mi frapporrò con il mio corpo tra loro e le fragole? Tra loro e il sangue? Non so un po’ spero di no, spero che mi cacceranno che si ribelleranno, che mi sfideranno. Ma magari mi sbaglio io.
Per ora siamo felici dell’arrivo in libreria della Regina degli scacchi.
 
State bene e adelante con juicio!
angioloni

Coronavirus – Diario di crisi giorno 312

Il Tevere si ingrassa ogni giorno di più e guardarlo da Ponte Garibaldi mentre passiamo in bici è un piacere, purché sappia mantenere il suo livello dove il Re Piemontese pose li suoi riguardi. Gli argini sembrano ancora alti ma l’Isola Tiberina sembra che debba affondare.

Il Fiero Conte resiste ora e sempre a Renzi e a tutti quelli che gli chiedono di dimettersi, anche se si sussurra che oggi potrebbe fare il grande passo nel tentativo di succedere se stesso. Per il momento continua i suoi incontri oggi con gli imprenditori come fosse un premier incaricato o come non fosse successo niente. La fase della negazione del resto è quella che più ci si attaglia da quando abbiano a che fare con il covid nostro.

Della Pfitzer e del fraintendimento tra dosi e fiale, e dire che eravamo così contenti di potercene tirare una in più con le siringhe di precisione , delle penali non automatiche e della pezza che forse l’Ue ci metterà non ho una gran voglia di parlare. Ci basti sapere che anche questo dossier viene gestito con la confusione e il cinismo cui ci siamo abituati da molto tempo ormai. Per intanto la faccenda è in mano all’avvocatura dello stato.

Vi segnalo l’Assessore D’Amato che dopo aver chiesto di poter utilizzare lo Sputnik russo sempre in un’intervista a Repubblica suggerisce di risolvere tutto con il vaccino a km 0 cioè sviluppando quello di  Castel Romano: il Reithera. «Mentre negli USA si investono miliardi nello sviluppo di armi efficaci [.. ] qui si devono fare le nozze con i fichi secchi- Speriamo vivamente che il governo punti su questo farmaco romano.»

SPQR direbbe Obelix però chissà vedremo, certo vedere utilizzare le stesse tecniche di comunicazione che ho contribuito ad affinare per parlare di agroalimentare utilizzate per una cosa come i vaccini contro il covid mi spaventa e mi fa anche sentire un po’ in colpa. Poi a Roma la vaccinara è un’atra cosa.

De Rita dice che la pandemia ci ha fatto chiudere ancora di più in noi stessi, pare sia vero.

Molte scuole romane, dal centro alla periferia, dal Kant tra Centocelle e Torpignattara al Visconti a Piazza del Collegio Romano sono occupate o mobilitate credo anche per ragioni diverse. Pare che manchino molte delle cose necessarie per farle riaprire al 75 per cento. Le occupazioni cominciano a preoccupare dal punto di vista sanitario i presidi. Una cosa accomuna tutti viscontini e non la denuncia dell’inadeguatezza del  TPL.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 41

Ettore ha voluto sedersi a capotavola oggi a pranzo e si è mangiato tutto il suo risotto con i broccoletti baresi. Molto buono devo dire, il riso si tira con il brodo dei broccoli che poi cedono i loro pallini verdi alla pietanza, una spolverata di pecorino e via.

Ieri siamo andati a riprendere Giuliano che era a un torneo di scacchi. Pioveva a dirotto quindi ci siamo avventurati in centro in macchina, parcheggiati in semi divieto l’ho messo alla guida, gli è piaciuto molto. Mentre aspettavano Giuliano abbiano anche comprato un libro in edicola (99 centesimi offerta lancio) era su Simba con tanto di pupazzetto allegato. Mi sono messo un po’ a fianco a lui a leggerglielo.

Ora quando incontra qualcuno gli chiede sempre «Chi sei? Come si chiama il tuo nome?»  Giuliano è arrivato secondo ai punti, era abbastanza soddisfatto.  Per il resto siamo stati in casa a leggere, giocare e fare i compiti.

Quanto a noi tutti le cose vanno un po’ così e un po’ cosà.

Stiamo per finire come sempre in tribunale. La morattiana Lombardia farà causa al Governo e il governo farà causa a Pfitzer e AstraZeneca? Gli uomini e le donne di questo Paese non finiranno mai di stupirmi.

A volte anche positivamente, tutto il pasticcio dei dati è stato infatti scoperto dalla Sindaca di Peschiera Borromeo (24.000 abitanti) Caterina Molinari. Che si è accorta circa una settimana fa che nel sistema della regione venivano conteggiati tutti i malati di covid della sua città, guariti compresi, come infetti.

Il numero dei vaccini è diminuito drasticamente rispetto a quello previsto dal piano vaccinale. Ne avremo a disposizione meno della metà. Arcuri e poi Conte ci spiegano che entro marzo ne avremmo dovute avere circa 8 milioni di dosi invece ne avremo 3,4 milioni. Qual è la soluzione per questo problema nel mio adorato Paese, facciamo causa un po’ a tutti e facciamoci anche un po’ causa tra di noi. Del resto la celerità della nostra giustizia è famosa nel mondo, tempo tre giorni risolviamo tutto.

Inaccettabile è una parola che non esiste nel linguaggio diplomatico

Una volta un mio amico diplomatico mi spiegò che quando uno Stato, un Paese dice qualcosa tipo ‘inaccettabile’ o ‘inammissibile’ riguardo ad un dossier o un problema vuol dire che ha smesso di parlare al suo interlocutore, ha sostanzialmente messo in conto la sconfitta, ha già perso sta solo parlando ai suoi. Beh spero che avesse torto perché i toni sono questi: «Ma ancora più preoccupanti sono le notizie di ieri diffuse da AstraZeneca, il cui vaccino è in attesa di essere presto distribuito anche nell’Unione Europea. Se fosse confermata la riduzione del 60% delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre significherebbe che in Italia verrebbero consegnate 3,4 milioni di dosi anziché 8 milioni. Tutto questo è inaccettabile…»

Il Fiero Conte, autodefinitosi in altre occasioni avvocato del popolo, oggi celebra la giornata dell’avvocato in pericolo, nella cosa data la situazione c’è dell’innegabile ironia. Come se non bastasse la Lombardia vuole fare causa al governo per essere stata messa in zona rossa a causa di un errore, che il governo invece attribuisce alla Regione. Quello scoperto dal sindaco ingegnere Caterina Molinari.

Insomma quell’idea, un po’ leopardiana e un po’ socialista, che di fronte alla natura matrigna gli uomini si sarebbero alleati quanto meno per sopravvivere, pare messa fortemente in discussione. Nel libro di Jack London di cui vi parlai qualche giorno fa, La Peste Scarlatta, addirittura dopo un po’ cominciavano le scorribande dei saccheggiatori, questo almeno ce lo siamo risparmiati. A parte tutto nel bene e nel male riconosciamo ancora le autorità costituite, che pur nella loro inarrestabile entropia comunque son li che si fanno causa ma non passano alle vie di fatto.

Invece una buona notizia viene dai dati dell’epidemia, in Italia che nel resto d’Europa va maluccio, questa settimana i dati sono in calo rispetto a quella precedente.

State bene e adelante con juicio

Coronavirus – Diario di crisi giorno 309

I Platani in Viale Trastevere si sono ischeletriti come è normale che sia quando è inverno pieno. Tutte le foglie sono cadute. E’ una cosa che hanno cominciato a fare già poco dopo la loro comparsa primaverile. A Roma le chiome bionde dei platani sono un problema perché non avendo un servizio di pulizia delle strade vagamente efficiente spesso capita anche finiscano per otturare i tombini, quindi quando piove ruscelli, fiumi e laghetti, non proprio bucolici si materializzano. Detto questo per me il fluire delle stagioni è da sempre rappresentato dal colore de dalla caducità di quelle foglie.

Con Giuliano abbiamo evitato la pioggia e siamo riusciti ad arrivare in bici quasi in tempo, per l’ingresso della sua classe.  Ogni tanto mi legge, ora è alle prese con Lupin di Leblanc che ha conosciuto grazie a una serie su Netflix.

L’inverno dovrebbe essere cosi, libri, film, cibo, qualche raffreddore e coccole.  Invece è diventata la stagione preferita del covid nostro e quindi la più spaventosa per noi.

Il Fiero Conte ha cominciato a convocare i sindacati pur non avendo ancora risolto il suo problema con i numeri, forse per prendere un po’ di tempo, risorsa preziosa. Il Paese avrebbe bisogno di un governo nella pienezza delle sue funzioni che ci aiutasse in questo inverno del nostro scontento. I capi della nazione dovrebbero acconciarsi a tirare insieme dalla stessa parte, i rapporti di forza sono stati indiscutibilmente falsati dalla lotta al covid nostro e questo ha determinato una diffidenza e parte importante delle loro, diciamo così, incomprensioni. Spero che tutti comprendano che questo non è il momento migliore per misurarsi nelle urne. Sarebbe legittimo ma ci farebbe del male, anche fisico.

Come previsto qui nel Lazio la campagna per gli over ’80 è stata rinviata. Causa ritardi nelle consegne della Pfitzer.

I capi delle regioni sembrano un po’ disorientati e pur continuando a lottare per il proprio colore alzando i toni quanto più gli è possibile, cominciano a veder sbiadire il proprio interlocutore principale e naturale: il Fiero Conte.

Il Tar della Campania ha finalmente stabilito che l’omino di burro dovrà rassegnarsi a riaprire le scuole, non ho capito perché entro il primo febbraio e non da lunedì, forse per dargli il tempo di organizzarsi. Ricordiamo che in Campania le scuole sono state chiuse più che in ogni altra regione italiana e che ora sono aperte solo le elementari.

Riccardo III che odiava il sole di York (Edoardo) così prosegue il suo monologo.

Ora l’inverno del nostro scontento

è reso estate gloriosa da questo sole di York,

e tutte le nuvole che incombevano minacciose

sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo

dell’oceano.

Chi sia questo sole di York non lo so ma lo aspettiamo da un po’.

Ora vi lascio che c’è Giuliano che si muore di leggermi di Lupin, l’ho lasciato che si faceva arrestare sulla nave Provence chissà….

State bene e adelante con juicio

Coronavirus – Diario di crisi giorno 308

Oggi ho visto i primi cartelli elettorali per le comunali. Li ha messi Tobia Zevi uno dei ‘romam candidate’ che hanno cominciato per tempo la loro campagna. La cosa mi ha fatto molto piacere, erano quelli belli grandi, come quelli che faceva ‘Zio Silvio’ con su scritto Meno tasse per (Tutti) Totti i 6 per 3. Quello di Zevi che ho visto io credo parlasse della monnezza, problema annoso, a dire il vero in parte attenuato dalla pandemia ma certo non risolto.

Mi è sembrato un segno di normalità. Ancora non si sa quando si voterà per il comune però qualcuno sta già investendo il suo tempo e, immagino anche il suo denaro, per qualcosa che ci sarà dopo, nel senso dopo la pandemia.

Il covid nostro però ha anche creato problemi nuovi a Roma, come la crisi che ha colpito il mondo della ristorazione che lamenta, secondo Confocommercio Roma, 40.000 posti di lavoro persi.

Con Giuliano abbiamo inforcato di nuovo la bicicletta e siamo andati, di saracinesca chiusa in saracinesca chiusa, fino a scuola. La ruota ha retto, il biciclettaro deve aver fatto un lavoro “a regola d’arte” come dicevano gli artigiani di un tempo.

Giuliano ha finito di leggere I ragazzi della via Pál, sentirlo parlare della Società dello Stucco, di Boka e di Nemecsek mi ha fatto fare un piacevole tuffo  nel freddo di un inverno degli anni ‘80 e ho pensato che potrei tornarci almeno per rileggere quel libro.

La storia dei vaccini Pfitzer comincia ad avere conseguenze reali sulla vita delle persone, le dosi si esauriscono e vengono usate per i richiami, con ogni probabilità gli anziani dovranno aspettare un po’ di più.

Martina è andata dal parrucchiere, che il signore sia ringraziato per la loro non chiusura, ed è tornata molto contenta e bellissima, bel taglio e bella piega.

Pare che il covid nostro, e le misure per contrastarlo, siano state una specie di bomba sulle famiglie. Secondo l’Associazione nazionale divorzisti italiani nel 2020 c’è stato un aumento delle separazioni rispetto al 2019 del 60%.  Speriamo che noi ce la caviamo.

State bene e adelante con juicio!

Rifiuti a Roma

Coronavirus – Diario di crisi giorno 307

La mia fida bici mi ha mollato. Non riesce più a sostenere il mio peso, quello di Giuliano e quello del suo zaino, che pure è notevole. La ruota posteriore ha cominciato ad oscillare. Sono andato dal mio ‘biciclettaro’ di fiducia ma era chiuso, sono finito nelle mani di un signore che mi ha tolto 40 euruzzi per cambiarmi la ruota e i freni, la bici va un po’ meglio ma oscilla lo stesso. A volte non basta cambiare qualche pezzo, quando il fardello aumenta troppo bisogna cambiare tutto il mezzo.

Il Fiero Conte ha smesso di contare, più o meno, 156 – 140 – 16.  I vaccini cominciano a scarseggiare e le regioni a scalpitare. Intanto i ragazzi sono tornati a scuola, tra uno sciopero e una lezione a distanza.

Cosa stia succedendo con la Pfitzer non è chiaro. Aver puntato le nostre migliori speranze sul vaccino anglo-pontino (Oxford  Astrazeneca) comincia ad avere delle conseguenze.

Il Fiero Conte ha smesso, di contare più o meno 156 – 140 – 16

Le persone continuano a morire e ad ammalarsi fin ora  83,157 italiani più di 1,3 ogni mille abitanti è morto per questa cosa che non si vede e non ti fa sentire i sapori.

Mi sento spaesato nella nuova normalità, cerco film e trasmissioni senza mascherine, almeno in tv non voglio vederlo il covid. Ieri tutto il dibattito in Senato, per altri versi molto tradizionale, aveva anche questa aggravante tutti loro, i nostri capi e i nostri rappresentanti facevano le solite robe con le mascherine. Cosa giusta ma che non è riuscita in nessun modo a trasmettere loro la gravità del momento. Discorsi retorici, in un italiano spesso stentato, e come al solito del tutto inutili. Chiunque abbia partecipato almeno una volta ad una assemblea politica sa che il vero luogo delle decisioni sono i corridoi da cui poi si esce per fare e per dire quel che si deve dire e fare. Tutto questo era sopportabile e quasi simpatico fino a un anno fa ora stride troppo con la realtà delle nostre vite quotidianamente funestate dal covid nostro. Ieri però ho visto una signora anziana con dei grandi occhiali allontanarsi con grazia dal Senato. Le costava ogni passo, si vedeva, due persone la accompagnavano, sembrava stupita dalla curiosità immediatamente suscitata in fotografi e giornalisti: «La Segre! La Segre!» Non so se avrei votato come lei ieri sera, e tutto sommato non credo importi a nessuno, però le sono grato per essere andata a prendersi, nonostante tutto e tutti, il suo pezzetto di fardello.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 306

A pranzo siamo usciti e abbiamo trovato tutti, ma dico proprio tutti i bar chiusi. Anche il mitico Bar Senato, nonostante gli assembramenti di giornalisti, curiosi e poliziotti. Oggi è il grande giorno per i conti del Fiero Conte. Che secondo me è stato troppo impulsivo, dico il Bar Senato, oggi avrebbe fatto buoni affari anche se a portar via. Per il panino ci siamo acconciati con il norcino di Corso Rinascimento, mai domo che neanche durante il lockdown di marzo chiuse. Il problema è stato trovare un tramezzino per un collega che ce lo aveva chiesto. Alla fine ci siamo arresi a quello preconfezionato del supermercato. Essere arancioni non è una bella cosa tutte le vetrine chiuse le insegne spente, dispiace e fa pensare a tutte le persone che lì lavorano e ora sono nei guai.

Qui un bell’articolo di Marino Galdiero su tre storie vere legate al covid a Roma.

Avete sentito di quella storia invece del rider ex commercialista, costretto a chiudere causa covid  che faceva 2000 euro al mese con le consegne? Beh era una po‘ una cazzata, qui potete leggere come stanno veramente le cose.

Per brevità riassumo Emiliano Zappalà non si chiama Emiliano ma Emanuele, non è mai stato un commercialista, non ha chiuso alcuno studio, non guadagna 2000 euro netti al mese, no va in bici ma in moto.  Fa tutta una serie di cose simili in fondo Emiliano ed Emanuele pure un po’ si somigliano. Mio papà. Onofrio Pirrotta, con una storia del genere ci sarebbe andato a nozze. Teneva una rubrica sulle bufale e gli errori dei suoi colleghi giornalisti, si chiamava Pressappoco ne fece anche un libro per la Mondadori che andò anche benino. Tutto questo tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90 una specie di precursore di un genere ora piuttosto diffuso anche grazie ad internet. Molti credono che dietro le bufale ci sia mala fede, intricati interessi, un po’ è anche vero ma molto è semplicemente pressapochismo è che ‘semo pecionari’ come si dice a Roma.

Giuliano ora è a scacchi. Mentre lo accompagnavo in bicicletta a scuola mi son fatto raccontare degli Ittiti delle loro guerre e della pace con gli Egizi, mentre lo ascolto mi accorgo che lui per me è più che un figlio, è anche un po’ l’amico perfetto che non ho mai avuto, il padre che ho perso poco prima che lui nascesse. So che questo non è giusto nei suoi confronti che merita di fare la sua strada, di avere un padre che non gli rompe troppo e di  mandarmi a quel paese quando sarà, però è così.  Quando sarà pometto che mi faccio mandare a quel paese anche senza garbo se necessario.

Sul fronte delle regole il punto il punto più dibattuto è la seconda casa. Ci si può andare anche se si è in zona rossa o arancione? Si può andare fuori regione e fuori comune? Pare di sì. Andate e zappate i vostri orticelli, accendete i vostri caminetti, tagliate i vostri prati. Vi viene graziosamente concesso “Si può sempre, eccetto nelle ore di coprifuoco, tornare nella propria residenza o abitazione, una seconda casa è un’abitazione e non è esplicitato nel nuovo Dpcm il divieto di andare nella seconda casa purché si tratti di una propria proprietà o ci sia comunque un contratto di affitto, ergo è possibile spostarsi”. Lo ha detto Achille Variati Sottosegretario all’Interno questa mattina mentre mi facevo la barba a Radio 24  al mitico Simone Spetia, notizia poi ripresa ovviamente da tutti.

Del Fiero Conte e dei suoi conti non è ancora dato sapere. Lo sapremo in serata…

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 305

Buongiorno prof!

ci dispiace per l’ora, sappiamo che è assurdo sapere le cose all’ultimo, ma ieri sera tardi ci è stato comunicato che da domani sarà indetto un altro sciopero studentesco, il 18/01 totale (né in presenza né in DAD) e il resto della settimana in DAD. Noi, come pensiamo si sia capito, teniamo molto a questa causa, capiamo e tentiamo, per quello che possiamo, di denunciare l’assurdità delle richieste fatte alla scuola da parte del governo;[…]

Molti messaggi simili sono giunti alle professoresse ieri. Gli studenti, o almeno molti di loro, hanno deciso, dopo aver scioperato contro la DAD, di scioperare contro la scuola in presenza: questo è successo a Roma, non è necessariamente una contraddizione dato che contestano la modalità con cui si è aperto e chiedono sicurezza. Siamo diventati tutti un po’ securitari. La mobilitazione contro il governo e la Azzolina che li vede schierati dalla stessa parte dei professori ha avuto un certo successo. Però non è andata allo stesso modo in tutte le scuole. Per esempio il Plinio e il Cavour, scientifici del centro e del nord della città, sono entrati e vogliono continuare, in altre scuole, per esempio il De Sanctis e il Tasso hanno scioperato anche con percentuali del 70%. Insomma ci sono situazioni differenti. Nel frattempo in FVG i genitori hanno fatto di nuovo ricorso al TAR contro Fedriga che ha rinnovato l’ordinanza già cassata dal TAR stesso. Vedremo come andrà nei prossimi giorni.

In tutto questo io sono stato a casa con Giuliano che era un po’ raffreddato a cui devo dire la scuola è un po’ mancata. Mi ha chiesto verso le 9.30 chissà che stanno facendo in classe. Mi accorgo che fa un certo freddo anche a casa. Mi raccontano che una delle tre principali disposizioni per contenere il covid nostro è l’areazione delle aule, quindi finestre aperte e porte aperte. Poi ci sono distanziamento e mascherine. Chiedo a Giuliano, lui è andato sempre nella sua quarta elementare, e mi spiega che si finestre aperte. Oggi c’erano le strade ghiacciate anche qui al centro di Roma.

«Sarebbe importante per questa maggioranza avere l’appoggio delle forze europeiste, liberali, socialiste. chiedo a chi ha a cuore l’Italia aiutateci.»

Il Fiero Conte sta facendo il suo discorso in Parlamento  e io sono dal gastronomo del supermercato che ha al radio accesa, mi investe «Questi se so applauditi da soli. Che pe’ tutta sta sceneggiata potevano fare una cosa a ‘cammere’ riunite se si voleva si poteva fa ‘n fretta.» Non me la sento di dirgli che sarà ancora lunga e che Conte probabilmente prenderà ancora molti applausi. Raccolgo le mie fettuccine ma resto colpito dal fastidio per i riti e le lungaggini della nostra già ammaccata democrazia, non è un buon segno. Il mio gastronomo non ha l’aspetto di un pericoloso sovversivo. E un signore un po’ cicciottello e di solito gentilissimo. Mentre vado alla cassa sento «A questo punto non si può tornare indietro, si volta pagina.» Poi ancora «maggioranza sarà a chiara vocazione europeista contro logiche sovraniste.» mi viene in mente con in mano cartelli di Salvini sull’immigrazione e ho un piccolo singulto.

Il mondo continua a vaccinarsi alcuni operatori sanitari hanno fatto la seconda dose, Pfitzer garantisce che recupererà i riardi entro la prossima settimana. Strana storia mi sembra di aver capito che ci mancheranno 165000 dosi.

«Anche ai singoli parlamentari chi si riconosce in questo progetto…». Chissà che ne direbbe il mio gastronomo.

State bene adelante con juicio!

A scuola si ma non così

Coronavirus – Diario di crisi weekend 41

La grande notizia per i miei fanciulli è che a Roccasecca nevica. La nonna gli ha fatto vedere i fiocchi dalla finestra con una videochiamata. Martina ne era orgogliosa e li mostrava ai suoi figli come li avesse fatti lei uno a uno. Lei è nata lì e ci tiene che anche i suoi bambini amino quel posto, che a dire il vero è molto bello. Noi invece siamo rimasti a Roma nell’ultimo giorno giallo. Ci siamo visti con i nostri soliti amici, i Falchi, a Villa Pamphili alle 14.30 nella speranza di intercettare il poco sole che questa stagione offre alle nostre pelli pallide e infagottate.

I bambini si sono arrampicati sul tronco di un grande pino marittimo schiantato, simbolo insieme del degrado e della bellezza delle ville romane, lo sapevate che è la Capitale più verde d’Europa?

Ettore con grande coraggio si è arrampicato e ha camminato sull’enorme tronco come fosse Indiana Johns su un ponte tibetano, anche se lui direbbe come Batman.

Giuliano ha molto corso e giocato con il suo amico Gianluca, noi abbiamo scambiato quattro chiacchiere in presenza, anche se sempre con la mascherina, è stato piacevole. Fa bene all’umore incontrare i propri amici e respirare aria fresca.

Una cosa mentre scrivo sembra certa domani le superiori in gran parte d’Italia riapriranno. Anche qui nella Roma arancione. C’è stato un ultimo tentativo di rimandare tutto questa mattina.  A poche ore dalla prima campanella.

I capi delle Regioni questa rogna delle scuole aperte proprio non la vorrebbero (come sempre), quindi hanno fatto tutte le pressioni di cui sono capaci per far chiudere al Governo. Anche perché nel frattempo molti TAR hanno annullato le loro ordinanze creando una sorta di giurisprudenza favorevole ai provvedimenti del governo centrale sulla scuola, è successo in Puglia, Calabria ed in ultimo in FVG. Questo almeno recentemente. Ma anche quelli della Lombardia e dell’Emilia Romagna che hanno sancito che i Governatori non possono decidere le date della riapertura in presenza: «L’attività amministrativa di adozione di misure fronteggianti situazioni di pur così notevole gravità non può spingersi al punto tale da sacrificare in toto altri interessi costituzionalmente protetti», così le motivazioni della sentenza del Tar emiliano che ha bocciato Bonaccini.

Il governo che come tutti sappiamo sta attraversando un momento non facile, di fatto è in crisi e non sa se ha una maggioranza in Parlamento, non è rimasto indifferente alle pressioni è ha scaricato la decisione sul Comitato Tecnico Scientifico che riunito d’urgenza da Speranza e Boccia alla fine ha dato il via libera alla riapertura.

Per il CTS «Le scuole superiori possono tornare aperte, e chi le tiene chiuse se ne assume la responsabilità».

Domani i ragazzi e i professori delle scuole superiori romane si potranno rivedere di persona e spero sarà al netto della paura e della Speranza un momento di umanità, e di civiltà.

Auguro loro di godersi tutto, dal piccolo viaggio da casa a scuola, all’adrenalina prima della campanella al volto immaginato sotto le mascherine dei loro compagni e dei loro amori, nascosti o palesi che siano, a quel po’ di sapere senza il quale la vita è più complicata e brutta anche ai tempi degli assistenti vocali e dei motori di ricerca.

Nella vita forse non si può essere felici ma un po’ più felici sì, spero che per i ragazzi tornare a scuola sia così.

Il fiero Conte fa i conti, tra domani e dopodomani si parrà la sua nobilitate e sapremo del suo e del nostro.

State bene e adelante con juicio si podéis!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 302

Sono stati giorni di trattative sotterranee, di scontri sulle cose e sulle idee, sui nomi e sulle iniziative,  di abboccamenti virtuali, discorsi preparati e improvvisati ma soprattutto di conte.

Il momento della verità dovrebbe però essere arrivato.

Infatti ieri Giuliano mi ha raccontato dell’incontro in video conferenza che ha avuto con tutti i rappresentanti di classe di tutti i plessi della scuola elementare. Da lui c’è una sola sezione è rimasto stupito che ci fosse un plesso che arrivava alla lettera 0. Due rappresentanti per tutte le quarte e le quinte. Un’elezione di secondo livello a tutti gli effetti.

«Sai papà c’erano bambini che si erano portati un discorso scritto, una ha letto addirittura da un tablet.» Sono dovuti intervenire tutti. «E tu?» «Io ho detto che migliorerò il cibo della mensa e che farò abolire le polpette di pesce dal menù»!

Il candidato forte della scuola di Giuliano è un ragazzo di quinta biondo, bravo e con una grande presenza scenica, credo che sia figlio di gente dello spettacolo. Loro però hanno una sezione sola è un po’ come se diventasse presidente USA un ragazzone del’Arkansas.

Ho trovato splendida ed educativa l’esperienza che gli stanno facendo fare anche se con le video conferenze, anzi peccato che non sapevano nulla altrimenti un bel discorso glielo facevo scrivere pure a lui, sarebbe stato un bell’esercizio anche quello. Comunque queste polpette di pesce devono essere una roba…

La novità è che siamo arancioni, quasi tutta Italia è arancione solo Campania, Toscana, Sardegna, Trentino, Molise e Basilicata sono gialli. Rosse invece Lombardia, Bolzano e Sicilia. Se volete ripassare cosa questo comporta potete leggere questo articolo QUI.

Le scuole resteranno aperte e, udite udite, se Zinga non cambia idea apriranno anche le superiori al 50% in presenza.

Mentre a Milano i ragazzi occupano qualche scuola, qui a Roma almeno quelli del Tasso e del De Sanctis protestano perché ‘vogliono rientrare in sicurezza anche sfruttando le opportunità della DAD’.

Vedremo che succederà. Io resto convinto che ogni giorno fuori da scuola, soprattutto per chi viene da famiglie non incredibilmente ricche di tempo, cultura e denaro sia un giorno perso.

Il covid nostro non si piega per ora ai vaccini, la sua curva nel mondo continua a salire mentre scrivo abbiamo superato i 2 milioni di morti. Da noi secondo l’ISS le misure avrebbero almeno in parte frenato la sua forza e si prevede un’immunità di gregge tra 6-8 mesi. Siamo a gennaio quindi tra luglio a settembre.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 301

Giuliano oggi è andato a scuola a Campo dei Fiori, per la precisione al cinema Farnese. La sua “scuola diffusa” per un po’ prevede  questo tutti i giovedì mattina per fare un laboratorio credo proprio sul cinema, mi farò raccontare. Quanto è bello il Mercato al mattino, Giordano Bruno sembra quasi allegro, come dimentico del rogo.  Mi aspettavo di vedere Fabrizi e la Magnani uscire da un momento all’altro. Ve lo immaginate Fabrizi bangla? Io si, pure la Magnani, ce li vedo, dietro i banchi con capelli neri, neri e i vestiti colorati.

Secondo gli ultimi ‘a quanto si apprende’ l’asporto dai bar sarà consentito ma non per le bevande, il caffè è bevanda immagino. Si apprenderebbe pure che dal 16 di gennaio a l 15 di febbraio non potremo: spostarci tra regioni se non per improrogabili motivi di salute, lavoro etc. potremo invitare a casa solo due persone per volta e una volta al giorno, insomma un po’ come a Natale però sarà Carnevale. I musei forse riapriranno ma solo i nei giorni feriali gialli o meglio in zona gialla, esiste però anche il miraggio dell’eldorado bianco, una distesa inesauribile di shottini, musica a palla e TPL all’80% se ci saranno meno di 50 casi per ogni 100.000 abitanti per tre settimane di seguito. Arlecchino si divertirebbe.

Tutto questo non è ancora passato per la loya jirga dei capi delle regioni. Che per quel poco che li conosco hanno già annusato l’odore del sangue. Già perché ieri il Fiero Conte è stato ferito da Renzi che ha ritirato la sua delegazione ministeriale e di fatto ritirato al fiducia al premier. «Non credo che gli italiani possano restare con le loro attività chiuse, chiusi in casa e vedere un Governo che traccheggia nella speranza di trovare 7-8 voti al Senato»  già dice uno di loro.

L’istinto dei politici è lupesco, il mio babbo mi diceva sempre Homo Homini lupus e non aveva tutti i torti.

L’inciampo del Fiero Conte ha suscitato una certa emozione tra i miei concittadini, giustamente preoccupati per le nostre sorti in piena pandemia. Pur comprendendo le loro preoccupazioni credo a quello che ci disse il fiero Conte dopo il lockdown di marzo, dobbiamo imparare a convivere con il virus.  Nella consapevolezza della sua presenza dobbiamo fare le cose che possiamo e sappiamo fare, tra queste c’è anche la crisi di governo, vecchia specialità della casa, che non so quali sbocchi avrà ma come sempre non sarà la fine del mondo e forse neanche del governo attuale, pare che una piccola truppa ben intenzionata sia pronta al sostegno, in nome ovviamente dei più alti principi nazionali e popolari. Comunque ci vorrà ancora del tempo per capire sembra però che Conte, come è uso dalla presidenza Scalfaro in poi, voglia parlamentarizzare la crisi, vedremo magnana. Intanto il Fiero Conte è tornato al Quirinale per parlare dei costruttori (in opposizione a rottamatori) immagino.

Conte parlamentarizza la crisi nella crisi

Intanto il Tar della Lombardia, quasi fuori tempo massimo, dispone per la riapertura delle superiori nella più ricca, popolosa regione di Italia. L’ordinanza di Fontana infatti sarebbe “contraddittoria e irragionevole” e deve essere sospesa “nella parte in cui disciplina la didattica a distanza, imponendola al 100%, nel periodo compreso tra i giorni 11 gennaio e 15 gennaio 2021. Oggi è il 14! Se la Lombardia finirà in zona rossa da lunedì la sentenza avrà solo un valore simbolico.

Ma la grande notizia per noi è che Ettore ha passato tutta la notte senza pannolino senza alcuna défaillances.

State bene e adelante con juicio!

Palazzo Chigi tricolore

Coronavirus – Diario di crisi giorno 300

Sapete chi si è giovato più di tutti del covid nostro? No non lui! Anche lui ma non solo, e non quanto loro. Secondo me quelli a cui è andata meglio sono stati i nostri amici pelosi, in particolare i cani. Li vedo sempre a spasso con i loro padroni. Di tutte le taglie, allegri e scodinzolanti, cuccioloni o più grandicelli. Si sono ritrovati più amati e più coccolati del solito. Il Fiero Conte nei primi e più feroci DPCM li pensò e consentì ai loro premurosi padroni di uscire per fargli fare quel che dovevano. I bambini non potevano uscire neanche per un modesto giro del palazzo, almeno fino alla circolare Crimi, ma i nostri “figli pelosi” sì. Per questo loro privilegio qualcuno di noi prova ancora un filo di risentimento. Ma poca roba.

Oggi è il terzo giorno di scuola per i ragazzi toscani, abruzzesi e valdostani. Noi qui sempre DADDA però il Presidente Zingaretti si è spinto ad annunciare una riapertura per il 18, pur ribadendone la rischiosità. Vedremo da qui a lunedì molte cose possono succedere. Per intanto qui lo scontro all’interno della maggioranza sembra essere arrivato al suo ennesimo rinvio, forse capiremo meglio Magnana.

I vaccini per nostra buona sorte si moltiplicano e sembra che oltre al Moderna, allo Pfitzer (già approvati) forse potremo accedere a anche al Sinovac che come dice il suo suono viene dalla terra di mezzo, dal CATAI dalla Cina. Infatti l’Ema dovrebbe esaminarlo. L’Azzolina chiede il vaccino per la scuola, si dice preoccupata per la Dad e l’abbandono, tutte cose giuste però lei ha qualche responsabilità, qualche leva in più di noi, ci si aspetterebbe qualcosa in più che delle idee.  Mentre scrivo partecipo ad una video conferenza, in cui si parla di cose molto interessanti ma e nobili ma la mia attenzione si perde nell’attesa di sapere del Fiero Conte che poi in serata Renzi sfiducia. Questa cosa delle “call” come le chiamano molti tra i miei interlocutori è diventata come tutte le innovazioni tecnologiche che viaggiano nel cyber spazio insieme una grande opportunità e una terribile schiavitù.

Papa vaccinato in Vaticano

Dalle piccole mura del Vaticano rimbalza in Argentina la notizia di Papa Francesco vaccinato.

Nuove speranze dai “nanoanticorpi” che sarebbero per ora testati sui Lama e sugli Alpaca che sarebbero in grado di impedire al covid nostro, e a sui fratelli mutati, di infettare le cellule. Oggi il diario sembra un po’ l’arca di Noè però alla fine questa è anche una panzoozia, ermellini sterminati, gorilla e grandi felini contagiati, pipistrelli e pangolini originari.

Martina ieri ha portato ad Ettore e Giuliano un supplemento di regali di Natale, del Babbo Natale di Roccasecca, tutti incartati e infiocchettati dalle zie. Erano felicissimi e si sono messi lì a montare meccani e lego ‘tuttieddueinsieme’ come dice Ettore.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 299

Sto leggendo un libro scritto da Jack London nel 1912. Negli anni ‘10 del 2000 un mondo sovrappopolato, 8 miliardi (mentre scrivo worldometer ci conta in 7,838,533,196) e pieno di dirigibili, ma in cui le notizie viaggiano ancora con una specie di telegrafo, viene colpito da una terribile malattia causata da un “germe”: la peste scarlatta. Non è la prima epidemia di quel secolo e nemmeno del secolo precedente. Esiste un gruppo di scienziati, i “batteriologi” che le combatte e di volta in volta è riuscito a trovare un “siero” che stermina i germi. La popolazione però è cresciuta troppo in numero, diventando così un terreno molto fertile per le epidemie. All’arrivo della Peste scarlatta un batteriologo riesce a trovare e “filmare” il micro organismo ma subito si ammala anche lui e muore.

Mi fermo qui, se vi va leggetela che London è un dio del racconto, però devo ammettere di essere rimasto colpito dalla serie di cose in qualche modo da lui predette: la popolazione quasi centrata in pieno, la pandemia, il periodo e i batteriologi che stanno ai nostri immunologi e biologi come il filmato dei microorganismi sta alla sequenza dei geni del virus.

Il covid nostro continua a farsi modestamente strada nell’universo, quasi 2 milioni di morti nel mondo e solo in Italia quasi 80.000. Il Fiero Conte è sempre alle prese con Renzi e con Bettini. Magnana come dicono i latinos, domani vedremo che sarà di loro e un po’ anche i noi.

Jack London racconta una storia simile a quella del covid nostro

La campagna vaccinale prosegue anche con qualche irregolarità nelle somministrazioni, oggi Repubblica racconta di 100.000 vaccinati fuori lista, considerando che ad oggi le vaccinazioni fatte sono  poco più di 700.000 dobbiamo considerare un settimo di raccomandati. Nello stesso tempo ci sono gli aventi diritto, che operano nel campo sanitario, che si rifiutano di fare il vaccino, il nostro è un Paese e un mondo complicato.

I nostri “batteriologi” sono divisi sulle soluzioni ma sono unanimi su un punto arriverà la terza ondata e ci picchierà piuttosto forte.

L’ala rigorista chiede un mese di lockdown totale. Intanto nascono piccoli movimenti di disobbedienza civile #ioapro e #nonspengopiùlamiainsegna sono gli slogan con cui ristoratori e baristi si apprestano il 15 ad iniziare la loro protesta contro il temuto Dpcm che vuole vietare anche l’asporto dopo le 18.00 per bar e affini.

Oggi è il secondo giorno che in Toscana, Abruzzo, Val D’Aosta i ragazzi possono andare a scuola. Auguri ragazzi! Studiate e state insieme!  Qui invece Dadda.

State bene e adelante con juicio!

La peste scarlatta Jack London

Coronavirus – Diario di crisi giorno 298

«Mannaggia. È tardissimo!» Questa mattina mentre sognavo profondamente qualche momento del mio passato, e cercavo di correggerlo almeno nel sonno, mia moglie mi ha svegliato così. Perché è lei che si alza la mattina presto, è lei che prepara il caffè, è lei che sveglia Giuliano ed Ettore ed anche me. Ho guardato l’ora era effettivamente un po’ tardino ma comunque fuori era ancora buio. Dopo un po’ mi alzo anche io, caffè, abluzioni ancora caffè. «Accompagni Giuliano od Ettore?». Le rispondo, e lei tira un piccolo sospiro di sollievo perché così ha un po’ più di tempo, Ettore può anche arrivare dopo.

Una ventina di minuti e mentre attraverso Piazza Cairoli la incontro con Ettore che si guarda intorno e chiede nocciole. Con Giuliano arriviamo a scuola un po’ in anticipo e aspettiamo. Intorno a noi i ragazzi, sono belli robusti alcuni ho difficoltà a dire bambini, della quinta fremono poi entrano. Quando finalmente entra anche Giuliano vado via e la vedo in lontananza che arriva con Ettore. Poi sarà lei nel pomeriggio ad andarli a prendere perché io ho una riunione in video conferenza, e devo finire delle cose. In tutto questo anche lei viene in ufficio, lavora e tutto il resto. Diciamoci la verità essere donne ai tempi del covid nostro è un po’, più complicato anche per colpa mia, nel caso di Martina, che molte cose le do per scontate.

Il fiero Conte è ancora alle prese con Renzi e Bettini, trova il tempo però di guardare verso l’ondata adveniente, forse con la speranza che possa puntellarlo ancora una volta e ci dice che ci aspettano ancora giorni duri e difficili. Il che purtroppo è vero e probabile. Quello che sta succedendo in Germania, in Francia e in UK  lascia supporre un periodo difficile ancor per tutto l’inverno.

La giornata di martina non finisce mai

Oggi hanno manifestato gli studenti e i baristi. Dei ragazzi abbiamo detto ieri, i baristi non vogliono fallire il che mi sembra comprensibile, anche perché l’ipotesi di vietare l’asporto dopo le 18 nel prossimo Dpcm certo non li riempie di speranza.

Oggi un po’ in controtendenza con la giornata, e anche con quella che è sempre stata la mia idea, io non avrei proprio chiuso le scuole questa volta, voglio raccontarvi il punto di vista dei professori, o meglio delle professoresse il che ha molto a che vedere con il genere e le inevitabili differenze del caso. Vi propongo perciò l’intervista che ho fatto oggi a Paola Calisti del Plinio, liceo scientifico di Roma Nord. QUI

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi weekend 40

«Auguri buon Natale a tutti». Ettore ancora non si è rassegnato e ogni tanto si affaccia alla porta finestra che da sul terrazzo e fa i suoi auguri urbi et orbi. I media parlano ormai abbastanza esplicitamente di un contagio da cenone. Si attribuisce agli incontri avuti durante le feste l’incremento di casi che cominciamo a vedere per la prima volta dopo un bel po’ di settimane, per la precisione non succedeva da metà novembre. E’ un piccolo incremento ma non è un bel segnale. Vi lascio qui sotto il grafico che avevo smesso di fare da quando è iniziato quello che gli esperti hanno chiamato il congelamento ella curva.

Dopo la levata di scudi dei sindacati, degli insegnanti e qui a Roma anche di quasi tutti i licei con accesso alla redazione del Manifesto, l’apertura  è stata rimandata e ogni regione ha una sua data diversa. Unico liceo un po’ fuori dal coro il Mamiani, che a cose fatte manda una lettera sempre al Manifesto in cui sembra protestare per la mancata apertura cui i docenti dicono la scuola era pronta, nonostante il ministero, anche grazie al lavoro della preside. Il punto è che se quasi tutti gli insegnanti dei licei di Roma non vogliono tornare in presenza una qualche ragione ci dovrà essere. Roma Report che ha a cuore la questione e vuole capire meglio ha deciso di intervistarne una, domani il pezzo in rete.

I ragazzi invece hanno deciso di protestare per il mancato rientro ma sottolineano anche loro le mancanze delle amministrazioni e chiedono di tornare a scuola in sicurezza. La protesta si tradurrà in una astensione dalle lezioni online domani 11 gennaio ed in teoria anche dalle lezione in classe per chi potrebbe. La Rete degli studenti medi sembra essere la promotrice dell’iniziativa. Lo sciopero credo ci sarebbe stato lo stesso nel caso di apertura, una delle loro richieste più ferme e quella di partecipare ai tavoli con le prefetture.

In realtà con la tecnica del carciofo, foglia dopo foglia si sono sfilate quasi tutte le Regioni, solo tre sono rimaste e domani apriranno le porte degli edifici scolastici: Abruzzo, Toscana e Val D’Aosta, il Trentino aveva già aperto.

I ragazzi tenuti fuori dalle scuole cominciano a trovare altre occasioni di aggregazione almeno qui a Roma, i laziali hanno festeggiato in Piazza della Libertà i 121 anni dalla fondazione della squadra, pare fossero 800. Molte ragazze invece si sono strette in una di quelle scene stile Beatles a Roma per acclamare un loro beniamino turco, a me finora sconosciuto, Can Yaman a Trinità dei Monti per girare uno spot. L’ottimo Piantendosi ha fatto chiudere un po’ di Trastevere e un po’ di Pigneto come ormai consuetudine nei fine settimana.

Il fiero Conte è sempre alla prese con Renzi e Bettini, i vaccini stoccati stanno finendo ma Arcuri assicura che presto ne arriveranno altri.

State bene e adelante con juicio!

Contagi settimanali

Coronavirus – Diario di crisi giorno 295

«Come si chiama il suo nome»?  Ettore continua nella sua furia classificatrice a chiedere il nome di tutto. Oggi mentre tornavamo da scuola siamo passati davanti a Fontana di Trevi e voleva sapere chi fosse quella statua enorme al centro del gruppo scultoreo. La indicava e chiedeva, noi eravamo preparati perché prima di lui ce lo ha chiesto Giuliano, e gli abbiamo detto che era Oceano il titano. Ettore vuole sapere sempre più cose e ogni tanto sembra come mettere insieme i pezzi delle informazioni che ha raccolto qua e là. Un po’ facciamo così anche noi.  Per esempio ricordiamo che la priorità assoluta prima di Natale sembrava la riapertura delle scuole, e che lo stesso sembrava a settembre e che su questo si sarebbe giocato il destino e la faccia del governo e del Presidente del consiglio. Fatto sta che le superiori sono ancora chiuse in tutta Italia e le elementari e le medie in alcune regioni del sud, dove chiudere è diventata una sorta di prova di virilità da parte dei presidenti di regione che si arrabbiano molto se qualcuno obietta, ed arrivano come è noto anche ad insolentire e le ragazzine, che avrebbero bevuto il latte al plutonio. E’ di oggi la notizia che il Lazio di Zingaretti rinvia l’apertura delle superiori almeno al 18 e che invece l’ordinanza di Spirlì, Calabria, che chiudeva anche elementari e medie è stata sospesa dal TAR, scatenando la sua ira funesta. La complessità del nostro sistema istituzionale, la pandemia e la riforma del titolo V della costituzione rendono tutto ancora più confuso e ci vuole un po’ per rimettere insieme i pezzi. Comunque ad oggi possiamo dire che la riapertura delle scuole superiori non solo non è più una priorità ma sembra essere diventata una complicazione da scongiurare. La CIGL scuola: “ll governo, a fronte del fallimento delle misure che andavano adottate, si assuma la responsabilità del rinvio dell’apertura delle attività didattiche in presenza. Si riporti il confronto a livello territoriale coinvolgendo le scuole. Si faccia chiarezza sui dati o si dica che non è possibile farlo.” Amens

Superiori chiuse amen e così sia!

Oggi ci lascia una delle maschere più importanti di questa terribile storia cominciata ormai quasi un anno fa. L’uomo che non ci fece mai mancare le sue capacità matematiche, e il cui sorriso mentre la sua Regione, veniva attaccata dal covid nostro. L’uomo per il quale il contagio è possibile solo se ad incontrarlo sono almeno due positivi. L’uomo che ci ha spiegato che certo non richiamava dalle ferie i medici per fargli fare i vaccini. L’uomo che durante la pandemia  “Il privato ha aperto le sue stanze lussuose a pazienti ordinari”. L’uomo che “Durante una partita di paddle tra amici ho colpito violentemente la testa contro un’inferriata metallica“ 30 punti di sutura. L’uomo che sconfinò dalla zona rossa milanese perché “Ero sovrappensiero non ho visto il cartello del confine comunale”.

L’uomo che ha gestito il pacchetto dei 20.064,8 milioni annui del fondo sanitario lombardo dando una notevole prova di efficacia ed efficienza. Quale uomo avrebbe  mai potuto sostituirlo? Nessuno, infatti al suo posto ci sarà donna Letizia Moratti. Gallera però ci mancherà.

In suo onore oggi due numeri li dobbiamo sciorinare anche noi il numero delle persone ufficialmente infette in Italia in questo momento, 571.055, e quello dei vaccinati 413.121.

Qui l’open data della protezione civile sui casi di covid in Italia

Qui l’app che tine il conto dei vaccinati per Commissario Straordinario

 

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 294

Più o meno tutti gli insegnanti dei licei del centro di Roma o di Roma Nord, prima, a partire dal Tasso e poi di Roma Est e di Roma Sud, e  via zonando, si sono opposti al piano del Prefetto Piantedosi ed in generale alla riapertura delle scuole. La contestazione riguarda, in un clima in cui la neo lingua è sempre più importante, anche l’affermazione in se, riaprire sarebbe un termine fuorviante, considerato che la didattica non è stata mai interrotta essendoci la DAD, che pure si deve chiamare DID perché integrata. Avanguardia di questo movimento per la chiusura delle scuole è il glorioso Manifesto, cui le professoresse del Tasso hanno inviato la prima lettera, leggila qui.  Un movimento che poi ha visto anche il coinvolgimento, immaginiamo spontaneo, degli studenti degli stessi licei, che fino a qualche tempo fa protestavano per tornare a scuola.  Inizialmente in queste lettere si chiedevano provvedimenti per rendere sicure le lezioni in presenza che comunque si auspicavano poi, di lettera in lettera, di scuola in scuola, di professoressa in professoressa (chissà cosa ne avrebbe detto Don Milani) si è trasformato di fatto in una mobilitazione per lasciarle chiuse. In queste lettere ci sono molte rivendicazioni più che sensate che possiamo riassumere così, tracciamento, vaccinazione e moltiplicazione, degli spazi, dei docenti e delle classi. La cosa che però sembra aver fatto saltare il banco è la richiesta di fare turni di entrata su due ore (8:00 10:00) prolungando così gli orari di uscita, insomma il piano del

Prefetto Piantedosi che consentirebbe insieme a un rafforzamento del TPL di evitare assembramenti, contro i quali il questore di Roma avrebbe approntato dei controlli anche alle fermate dei bus. Sui social molte professoresse sono più spicce e chiedono semplicemente che la scuola resti chiusa perché non vogliono correre il rischio di ammalarsi e considerano le entrate differite una follia. Qualcosa non deve aver funzionato, peccato perché ogni giorno perso è un danno diverso e non ancora calcolabile per ogni alunno.

Maestre a scuola professoresse a casa, così va da noi

Le maestre invece continuano ad andare a scuola e quindi Giuliano ed Ettore oggi si sono vestiti, lavati e sono andati ad incontrarsi con i loro compagni e le loro lezioni, di questo io non sarò mai abbastanza grato. Ettore entrando ha rassicurato un suo compagno che piangeva un po’ dicendogli che lui, Chewbacca, lo avrebbe portato sul Millennium Falcon. Anche le scuole medie hanno riaperto oggi, non in Campania ovviamente, ma qui sì.

La situazione epidemiologica è ancora grave ma aumentano anche i vaccinati in questo sito del Commissario Covid potete monitorare quel che succede. L’assessore alla sanità D’Amato parla di un’onda in crescita nel Lazio, per altro qualche giorno fa lanciava un appello proprio per non riaprire le scuole.

La paura di ammalarsi è ancora, comprensibilmente, grande ed è uno dei motivi per cui le cose stentano a riprendere. La Merkel che fin qui mi pare essere stata sin troppo franca con i suoi ha detto loro, commentando una situazione in cui ci sono 1000 morti al giorno, che è intuibile che abbiamo davanti i mesi peggiori.

Questa mattina sono riuscito a fare aggiustare, i miei tentativi erano stati vani anche se avevo intuito il luogo del problema, il termosifone nella stanza di Giuliano che il freddo comincia ad essere pungente anche qui, anche se non sono certo che l’intervento sia stato risolutivo.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 293

Siete mai stati al circo? Noi ci andavamo, spesso capitava proprio alla Befana. Devo avere da qualche parte le foto di Giuliano piccolo a cavallo di un cammello. Andavamo sull’Appia poco dopo Capannelle. Ai bambini piace moltissimo e anche a me. Tra i primi ricordi delle mia infanzia c’è un circo dalle parti di Sabaudia in estate, l’odore dolciastro delle noccioline appena tostate si mescola nella memoria a quello, un po’ più acre, degli animali. Ora come sapete i circhi sono chiusi, come lo sono i teatri, i cinema le palestre e tante altre cose. Vi capitava mai negli anni scorsi di incontrare quei manifesti in tricromia sempre uguali? Con scritto Togni, Orfei in cui si prometteva il più grande o il più bello spettacolo del mondo mostrando un elefante o una tigre disegnati con un tratto alla Alex Raymond. Il circo con i suoi tendoni, i suoi acrobati, i suoi clown (il bianco, l’augusto e il tramp) e soprattutto i suoi animali. So delle più che sensate obiezioni degli animalisti al riguardo ma io e molti fra i bambini del mondo adoriamo gli elefanti che rispondono ai comandi in tedesco, lo schiocco della frusta, il ruggito dei leoni e lo scalpiccio dei cavalli. Solo il ricordo della faccia di Moira Orfei mi mette di buon umore. E comunque se ne può discutere ma non ora. Da marzo tutte le volte che passo dall’Appia, mi capita abbastanza spesso, li vedo lì accampati nelle loro tende, nelle loro roulotte e nelle loro gabbie. Immoti e senza spettacolo. Credo siano riusciti a fare qualcosa ad ottobre, spingendosi fino a Ceccano (FR). Ogni tanto i giornali ne parlano anche perché c’è il problema degli animali che vanno nutriti lo stesso. Immaginate: cammelli, leoni, tigri, cavalli, elefanti, buoi. I pachidermi da soli mangiano 150 kg di fieno al giorno.

Il circo Lidia Togni di Riccardo Canestrelli (nipote di Lidia) è uno dei tanti in questa situazione non facile. Nella loro pagina  facebook  lanciano appelli e ringraziano chi in questo periodo li ha aiutati, soprattutto con derrate di cibo per gli animali. Hanno fatto le loro riunioni con i politici, le loro manifestazioni a Montecitorio, tutto quello che una piccola lobby poteva fare l’hanno fatto e credo abbiano diritto anche ai ristori previsti per gli artisti.  Auguro loro una buona epifania e che sia l’ultima senza spettacoli.

«Il cinema è come una vecchia puttana, come il circo e il varietà, e sa come dare molte forme di piacere».

Questo diceva Federico Fellini che amava il circo quasi quanto il suo cinema.  Come affermazione è un po’ forte e in parte disdicevole, ma realistica, io preferisco quella dei Togni o meglio di Enrico Bassano, giornalista, drammaturgo e cinematografaro anche lui «Finché al mondo, bambini ci saranno…il circo vivrà!»

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 292

I nostri ragazzi, che come era prevedibile stanno cominciando ad abbandonare la scuola, non potranno tornare nelle loro aule. Lo ha deciso, dopo le pressioni delle regioni, dei partiti, dei sindacati ieri sera il Consiglio dei Ministri, intanto si rinvia all’11. Hanno avuto mesi e mesi, in varie riprese per prepararsi ma pare che non siano bastati.

L’abbandono scolastico non è un problema recente per il nostro Paese, non è omogeneo dal punto di vista geografico o sociale. Riguarda le classi sociali più deboli e le regioni più colpite sono da molto tempo la Campania dell’omino di burro, la Sardegna e le altre regini del meridione d’Italia.

Se siete interessati a sapere l’impatto del covid e della gestione della DAD su questo fenomeno ed in generale sulla vita dei nostri ragazzi non più a scuola vi rimando a questa ricerca Save The Children-Ipsos.

«Proviamo a raggiungere l’indipendenza anche nella dotazione dei vaccini» . Con queste parole del commissario Arcuri possiamo dare tutti il ben venuto al sovranismo vaccinale! Oggi in una conferenza stampa è stato presentato il nuovo vaccino Made in Italy, forse pronto per l’estate. Per il momento testato su 100 persone (pochine siamo ancora in fase 1) ha dato ottimi risultati si chiama anti-Covid ReiThera GRAd-CoV2. Ma la grande notizia sarebbe che l’americano Moderna  bloccherebbe la trasmissione virale.

Il Fiero Conte si prepara a succedere a se stesso o forse no, nel frattempo però stila nuovi calendari giallo rossi:  La Befana è rossa, come stabilito, 7 e 8 gialli ma rafforzati, divieto di spostarsi tra regioni, 9 e 10 arancioni dall’11 di nuovo giallo rafforzato.

Sanremo, il cui porto dovrebbe ospitare la nave da crociera per il festival, strano esperimento sociale ai tempo del covid per isolare pubblico e cantanti, per il momento è alle prese con un brutto focolaio in una RSA.

Qui a Roma in questo periodo ha piovuto come non succedeva da tempo, l’Isola Tiberina è di nuovo assediata dalle acque del Tevere.  Oggi sono andato in ufficio per lavorare su un po’ di cose e ancora piove come non succedeva neanche in Blade Runner (Cit).

State bene e adelante con juicio!

Roma dal Gianicolo con mosaico di Frank Slama INVADER

Coronavirus – Diario di crisi giorno 291

Le scuole riapriranno il 7? Le superiori no, almeno non in tutto il territorio nazionale. Zaia per il Veneto, e Fedriga per l’FVG di conseguenza (tende a fare quasi tutto quello che fa il suo collega più anziano), fanno slittare la riapertura a febbraio. L’Omino di Burro in Campania farà tornare in aula dall’11 solo gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, come era prima di Natale. Seguiranno probabilmente provvedimenti simili di altre regioni. Pare di aver capito che a parte importante del personale scolastico vada bene così, restano i ragazzi che però non votano e forse non hanno ancora la coscienza del danno che stanno subendo.

Il problema è sempre il TPL? In tutto questo tempo non si è trovata una soluzione, neanche Piantedosi, il Prefetto di Roma, e i suoi colleghi con i loro tavoli sono riusciti a trovare una soluzione? Qualcuno fa notare alle regioni che hanno ricevuto in tutto 450 milioni di euro per quelle che sono le esigenze del trasporto pubblico locale in relazione alle scuole.  Non so, a me sembrava che più di un nodo fosse stato sciolto, anche perché 450 milioni sciolgono molte matasse, ma se manca la volontà politica e quella del personale scolastico allora comprendo che sia più complicato. Però non riesco a credere che quest’ultima manchi.

Le resistenze delle associazioni dei presidi sullo scaglionamento degli ingressi lasciavano presagire qualcosa anche a noi profani ma vedremo. La UIL, la più spiccia di solito delle tre grandi sigle, considera sbagliata la riapertura delle scuole a partire dal prossimo 7 gennaio. La CGIL chiede un tavolo, insomma sembra che le cose vadano in una direzione diversa da quella annunciata dal governo.

Come se non bastasse il TAR chiede a Palazzo Chigi una relazione sulle evidenze scientifiche che hanno consentito di imporre le mascherine alle elementari.

Il Fiero Conte che ancora amministra questa parte del 2021, oltre che di Renzi che lo pista ogni giorno un po’ di più ed oggi evoca contro di lui anche draghi e cavalieri, dovrà occuparsi di nuovo del quadro generale della scuola e non solo. La sua debolezza non aiuterà.

Con Giuliano ed Ettore oggi siamo usciti e siamo andati a fare un po’ di spesa mentre la mamma era al lavoro. Loro si sono presi anche un supplì spettacolare cui io invece ho rinunciato. Abbiamo incontrato tante coppie di anziani signori che volevano attaccare bottone, che ci siamo fatti volentieri attaccare.

Il nuovo Eldorado delle Regioni è ora la mitica zona bianca: luogo e tempo in cui forse dopo il 15: bar e ristoranti resteranno sempre aperti, palestre e piscine saranno di nuovo in palla e forse niente più coprifuoco. Questo paradiso ai tempi del covid nostro sarebbe possibile sotto un determinato livello di RT. Che poi si tratterebbe di meno della normalità.

Il fiero Conte di questo e del provvedimento ponte fino al 15, che dovrebbe più o meno prorogare la situazione attuale, dovrà parlare nel prossimo Consiglio dei Ministri che pare sia stato convocato per questa sera. La situazione della pandemia non è felice in Italia come non lo è nel resto d’Europa. Ancora qui nell’inesplorato 2021 non capiamo cosa succederà.

La terza ondata potrebbe aver già fatto un’illustre vittima le lezioni comunali di Roma, previste in primavera, che sembrano poter slittare a settembre – novembre, ancora nulla di ufficiale me le voci si fanno sempre più insistenti.

La Regione Lazio invece  offre ai ragazzi dai 14 ai 18 anni, che il 7 gennaio 2021 riprenderanno le attività scolastiche dopo le festività natalizie, la possibilità di effettuare un tampone rapido COVID 19 – dal 04 al 31 gennaio 2021. Ci si prenota qui. Il test è gratuito.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 39

«Vojo andale al Natale! Andiamo al Natale?» Per Ettore lo spazio e il tempo ancora si confondono e a volte chiede di andare al Natale, che per lui è un luogo bello nel quale tornare. Una cosa bisognerà riconoscerla un bel regalo ci è stato portato. Lo abbiamo molto atteso a volte con scetticismo a volte con entusiasmo. Ora lo abbiamo ma come se fosse troppo per noi che abitiamo le lande desolate del 2020-2021 lo allontaniamo, lo centelliniamo. Sembra che il vaccino sia arrivato troppo presto, non sembriamo pronti. Dopo la lotta per accaparrarsene il numero di dosi più alto possibile non lo riusciamo a somministrare. La Lombardia che per quello che ha passato tutti immaginavamo che lo attendesse come gli ebrei di Mosè la manna del deserto, ha usato il 3% delle dosi che ha disposizione. Il formidabile assessore al Welfare Gallera (quello che per contagiarlo con RT sotto l’1 ci vogliono due persone positive) ha spiegato che lui certo non richiama dalle ferie di medici e gli infermieri per fare questo vaccino, perché c’è gente con le ferie arretrate. Qui nel Lazio di Zingaretti pare che le cose vadano un po’ meglio siamo al 37,9 per cento delle dosi che abbiamo a disposizione in questo momento. Qualcuno ha chiesto a Gallera se il covid nostro è andato in ferie pure lui?  Nel resto del 2020-2021, inteso come luogo, la logistica e l’organizzazione mostrano i nostri limiti come specie. Qui un grafico per farvi un’idea della situazione. Gli unici che sembrano essersi organizzati benino sono gli israeliani.

Il 2021 rischia di essere il nostro nuovo luogo

Vedremo se seguendo i tempi del Gallera le cose miglioreranno. I tedeschi che si sentono sul punto di finire il vaccino a loro disposizione si arrabbieranno molto con l’Europa e con noi che li abbiamo quasi costretti a restituire quanto pattuito fuori sacco con la Pfizer.

Per rimediare a tutto ciò che faremo, beh secondo alcuni tra i più autorevoli abitanti del 2021 dovremmo prolungare il lockdown di Natale. Il Fiero Conte, che ancora amministra questa parte del nuovo anno, fa sapere che la scuola il 7 ripartirà, 50% in presenza per le superiori, ma non si esclude un provvedimento ponte dal sette gennaio. Quindi se ci è avanzata qualche autocertificazione non la buttiamo. Nel vertice di maggioranza convocato a Palazzo Chigi emergerebbero queste decisioni: fine settimana del 9 e 10 gennaio in tutta Italia saranno in vigore le misure previste per la zona arancione: tra queste, le chiusure di bar e ristoranti anche a pranzo, ma aperti solo per la vendita da asporto. Dal 7 gennaio e fino al 15, data di scadenza dell’ultimo Dpcm, viene consentito lo spostamento tra le regioni solo per ragioni di necessità. Continuerebbe anche il limite massimo di due ospiti a casa.

576,214 questo il numero ufficiale di persone infette in questo momento in Italia,  84732 il numero di persone vaccinate. Invertite le proporzioni non basterebbe. La sensazione che sia necessario sbrigarsi prima che il virus muti sul serio c’è.

Giuliano studia i Babilonesi, che inventarono molte cose tra cui la suddivisione del giorno in 24 ore. In fondo sapere in che punto del tempo sei è piuttosto utile. Ettore canta l’uomo pipistrello della Cristina D’Avena che vinee direttamente dal secolo scorso, luogo fantastico di cui molti di noi sentono la mancanza.

Cominciamo ad avere un’età per cui è normale avere nostalgia di qualcosa.  Il mio amico Massimiliano Di Giorgio sembra averla di Rutelli e Tocci, qui il suo bell’articolo.

State bene e adelante con juicio!

Giuliano legge il Canto di Natale

Coronavirus – Diario di crisi giorno 289

«Fuochi dattificio, fuochi dattificio!» Il piccolo Ettore allargando le braccia con un che di benedicente accoglie così l’anno nuovo. Subito si è adattato ed entusiasmato per questa usanza barbarica cui noi romani, come i napoletani e i cinesi siamo molto affezionati. I botti che cacciano via gli spiriti cattivi che mandano via il male; gesto apotropaico che ogni anno ripetiamo inutilmente. In televisione cantavano, Gigi D’Alessio, Gianni Morandi e J- Ax sotto gli occhi compiaciuti di Amadeus, un miscuglio nazional popolare che ci siamo sorbiti compostamente tutti e quattro sul lettone, mentre fuori imperversava la battaglia contro gli spiriti maligni.

Però noi, diabolici italioti, avevamo festeggiato prima con gli amici con i quali oramai da anni passiamo il capodanno, il piccolo Gianluca sua mamma Cristina e suo Padre Tony.

Tutto prima del coprifuoco delle 10.00. Quindi cena alle 7.30 PM, piccolo scambio di regali, niente baci e niente abbracci. Per i bambini, e anche per noi, è comunque una festa. Il cenone (dato l’orario più pranzo a voler seguire la classica sequenza prima colazione, colazione, pranzo e cena) è relativamente parco: tartine al salmone selvatico dell’Alaska (quello dei grizzly) lasagne con una strepitosa besciamelle preparata da me medesimo, lenticchie con salsicce, portate da Cristina, panettone e gelato. Tutte cose quasi da fagottari che ci consentissero di stare insieme e di non perdere minuti preziosi in cucina nel lasso di tempo relativamente breve che ci spettava per celebrare, quasi, il nuovo anno.

Il capodanno alle 21.30 ma in compagnia

Poco dopo mezzanotte Giuliano e Gianluca si sono video chiamati, mentre fuori imperversavano i “fuochi dattificio” e qualcuno come al solito si faceva male, nonostante il tassativo divieto imposto dal sindaco Virginia Raggi.

A dire il vero anche i nostri fanciulli si sono dilettati intorno alle 9.00 con stelline scintillanti e piccoli petardi sul terrazzo.

Il presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno ha detto che vaccinarsi è un dovere e che questi sono giorni di angoscia e speranza, che si vaccinerà lui stesso appena potrà ma che prima ci sono le categorie a rischio. Credo abbia ragione e quando toccherà a me, immagino quasi nel 2022 lo farò volentieri.

Approfitto per segnalarvi questo sito ‘arcuriano’ che tiene il conto dei vaccini somministrati: QUI

Noi siamo  60.417.000,  ma siamo a 32.000 (viene  continuamente aggiornato), vaccini inoculati compreso quello somministrato all’omino di burro, De Luca il lungimirante. A tal proposito sembra che tutto sia pronto per riaprire le scuole il 7 gennaio o forse no. Walter Ricciardi ora consulente del Ministro Speranza, ma anche indimenticato interprete di film come ‘L’Ultimo Guappo’, ‘Il mammasantissima’, ‘Napoli… la camorra sfida la città risponde’, sostiene invece che non vadano aperte, anzi in un’intervista alla Stampa consiglia un lockdown nazionale almeno fino a metà gennaio. I presidi continuano a dire che non si può far tornare a casa troppo tardi i ragazzi (quando farebbero i compiti?) e per questo si oppongono alle entrate scaglionate fino alle 10.00, che invece i prefetti, compreso il romano Piantedosi hanno individuato come soluzione ragionevole per evitare assembramenti sul TPL (trasporto pubblico locale). I compiti si faranno, intanto che tornino a scuola!

State bene e adelante con juicio! E buon anno!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 287

Grande festa per Ettore e Giuliano che hanno rivisto i nonni a Roccasecca. Era un po’ che non li vedevamo. Siamo giunti con i nostri dispositivi di protezione individuali ben calzati e siamo stati accolti dai nonni travisati, poi però si è mangiato, e non poco, il che ha fatto inevitabilmente cadere le nostre maschere. Un tempo qui si stipavano un quantitativo di persone tra fratelli, zii, nonni, cugini e fidanzati che aveva dell’incredibile. Ora la sala con il suo caminetto sembra vuota ed insieme più piccola. Intanto UK ha approvato il vaccino anglopontino. L’assessore alla sanità di qui Alessio D’Amato si dice preoccupato per una eventuale terza ondata e in qualche modo mette in dubbio la riapertura delle scuole. Ora ricomincerà la ormai consueta manfrina: riapriamo – non riaprite. Vedremo, la mia bolla Facebook non è particolarmente favorevole al vaccino pare invece che si stia vivendo un momento di entusiasmo e felice propaganda. Data la situazione in tutto l’Occidente senza i vaccini non vedo come ne potremmo uscire. I capi della nazione approvano la manovra finanziaria in un modo spiccio e forse non troppo trasparente, pare ci sia qualcosina per ognuno di noi, per ognuno dei nostri gruppi, per ognuna delle nostre tribù. L’idea che solo una decina di anni fa in nome del rigore il parlamento inserì in costituzione il pareggio di bilancio ha del lunare. Renzi ogni giorno è un po’ più tonitruante con il Fiero Conte. Domani si conclude questo strano anno e dovrò finirlo in ufficio perché lavorare si deve e non ci si può lamentare. Ora vi lascio che mi aspetta l’autostrada è un po’ di pioggia.
State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 286

Come volevasi dimostrare il vaccino su cui avevamo posto le nostre maggiori Speranze è il più problematico, l’anglopontino o Oxford- AstraZeneca sembra che non verrà approvato neanche a gennaio, del resto fa notare l’EMA, European Medicines Agency, non ha ancora fatto neanche domanda. Ricorderete, gli effetti collaterali su uno dei volontari (episodio che aveva fermato al sperimentazione), i dubbi della comunità scientifica americana e della Food and Drug Administration, il protocollo modificato e il dosaggio mutato per sbaglio e con successo. Sembrerebbe per di più che questo vaccino, tradizionale e senza modifica dell’Mrna, sia efficace al 90 percento solo sugli under 55. Insomma un bel pasticcio che avrebbe serie conseguenze sulla nostra campagna vaccinale che molto contavamo soprattutto per i primi mesi sull’Anglopontino.  Questi gli ordinativi delle nostre Speranze: Pfizer/BioNTech: 26,92 milioni; Moderna: 10,768 milioni; AstraZeneca: 40,38 milioni; Johnson&Johnson: 53,84 milioni; Sanofi: 40,38 milioni; CureVac: 30,285 milioni. Se siete interessati ad un approfondimento su Open trovate un articolo molto aggiornato.

Questo preoccupa più dei piccoli intoppi dovuti al mal tempo. La buona notizia sarebbe, anche se dà l’idea di una cinghia tirata per far passar la fame, che da una fiala di vaccino Pfizer/BioNTech si può ottenere una dose più del previsto. Non 5 ma 6 usando però aghi e siringhe speciali.

Un vecchio adagio dice che a tavola ci sono alcuni argomenti dei quali è meglio non palare con commensali che non si conosce troppo bene: sesso, politica, religione, soldi e pettegolezzi, non ho mai ben capito di cosa si possa parlare avendo escluso quasi tutte le cose che rendono interessanti le umane genti. Comunque agli argomenti aggiungerei  il covid e soprattutto il vaccino che temo possa scatenare liti furibonde anche perché abbiamo perso l’abitudine alla tolleranza, altra roba del secolo dei lumi. quindi spero che non steste mangiando.

Oggi, penultimo giorno, arancione mi sono dato ad una lunga passeggiata con Giuliano mio, ho camminato più oggi che in tutto il periodo natalizio. Ne avevo bisogno ci siamo arrampicati fino al Gianicolo e abbiamo incontrato un vecchio fotografo, con un teleobiettivo spaventoso, che ci ha parlato delle meravigliose albe e degli incredibili tramonti che ha fotografato tra il Gianicolo e San Pietro. C’era anche qualche coppietta e qualche famigliola. Ma la cosa che ci è piaciuta di più è stata un’enorme pozzanghera nella piazzola in cui a mezzogiorno spara il cannone. Ci siamo fermati e abbiamo tirato sassi e bastoni per vedere gli schizzi e l’effetto che faceva.

Testimonianza del fatto che le cose stiano di nuovo sfuggendo di mano è non solo il numero di decessi giornaliero di nuovo oltre i 600 ma anche il fatto che qui a Roma, come successe al Nord durante la prima ondata, siano andati in tilt i cimiteri ed in particolare i forni crematori. Roma ha una storia di disservizi cimiteriali  ben più antica del covid nostro, certamente però l’aumento del numero dei decessi, di fatto negli ultimi due mesi, ha definitivamente mandato in palla il già imperfetto sistema.  Ora al Flaminio hanno sospeso le cremazioni. La situazione potrebbe diventare problematica anche dal punto di vista igienico sanitario, per non parlare del dolore delle persone che vorrebbero un sonno confortato dal pianto per i propri cari.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 285

Conoscete Torre Angela? È il quartiere di Roma più colpito dal covid nostro seguito, a  una certa distanza, da Ostia. Poi arrivano: Centocelle, Borghesiana, Tuscolano, Primavalle, Don Bosco, Montesacro e Tiburtino. Roma Today pubblica un articolo con tutto il corredo di grafici e numeri del caso. L’indagine si concentra tra il 22 novembre e il 13 dicembre. Colpisce che i quartieri con più contagiati siano quelli delle periferie e comunque quelli più popolari.

La Germania si è accaparrata in vari modi, sia nelle pieghe degli accordi europei che in proprio, e fasi un quantitativo di vaccino Biontech Pfitzer che non ha paragoni nel resto d’Europa.

Che il discrimine alla fine sia sempre lo stesso mi addolora in un modo che non credevo mi appartenesse. Le guerre sono terribili ma creano anche grandi aspettative per la pace che verrà, viene difficile accettare che anche questa volta la differenza la faranno, furbizia, denaro e conoscenze.

Le palestre, i teatri e i cinema dovrebbero restare chiusi anche dopo la prima metà di gennaio questo è quel che filtra con la buona vecchia dicitura del quanto si apprende.

I casi sono pochi anche perché si fanno meno tamponi, eravamo arrivati a circa 200.000 al giorno oggi se ne sono fatti  meno di 70.000 le vittime invece restano vicino alle 500 al giorno.

Il tempo anche qui non è meraviglioso ha piovuto e tirato molto vento. Quindi niente passeggiata però noi quattro siamo comunque usciti con la nostra macchinetta e abbiamo fatto un giro su viale Marconi e comprato quel che mi serviva per fare in piccolo lavoro di bricolage. Mentre risalivamo in macchina abbiamo visto sfrecciare un carrello verde di qualche super mercato che sospinto dal vento e dalla forza di gravità si faceva largo tra le macchine, sembrava un parente piccolo e povero dell’olandese volante.

Giuliano si è dato alla costruzione di astronavi Star Wars con mattoncini Lego, attività che lo ha portato anche a creare pezzi originali ex novo mescolando i pezzi, devo dire che io lo incoraggio, piacciono anche a me. Ogni tanto però qualcuna gli cade e non sa bene come ricostruirla allora ha deciso di editare dei piccoli manuali per le sue creazioni. Si mette lì, fotografa i passaggi e poi impagina sul Pc.

Sarebbe bello avere un manuale delle istruzioni anche per questa strana ed inedita situazione, anche se viviamo nell’era dei tutorial.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 38

«Papà pecché il limone è giallo?» Ho provato a rispondere a questa domanda di Ettore facendo ricorso a tutte le miei scarse conoscenze botaniche ed evolutive. In sintesi gli ho detto che giallo piace agli uccellini che così vengono a mangiarlo e per poi spargere i semini per i campi. Ho pensato che mamma me lo avrebbe spiegato così, poi magari quando sarà più grande qualcuno gli parlerà dei flavonoidi.

La risposta più adatta sarebbe stata forse: perché a Dio piacevano così. E’ semplice ed immediatamente comprensibile, ed ha un che di vero se come sembra i limoni devono il loro colore e la loro forma ad un innesto tra cedro ed arancio amaro, quindi ad un creatore. Un artefice umano e probabilmente, la cosa non vi stupisca, cinese.

La nostra cattività natalizia invece procede nel migliore dei modi possibili, abbiamo mangiato ci siamo scambiati qualche regalino, abbiamo giocato, letto e visto qualche film. Ormai anche i grandi film di cassetta americani, quelli preparati proprio per le festività, ti raggiungono in soggiorno, il che è un peccato per i cinema che continuano a chiudere uno dopo l’altro. Il 25 ci siamo visti Soul della Disney, pensato per le sale però causa covid nostro immesso direttamente sul loro canale streaming, delizioso se vi capita non disdegnatelo.

Provengo da una famiglia laica che non faceva il presepe per cui quel che so delle tradizioni legate all’invenzione di San Francesco l’ho appreso fuori casa. Una cosa che colpì la mia fantasia di bambino era il muoversi dei vari personaggi durante tutte le festività. Il bambinello prima di Natale non si vede ed i Re Magi e la Cometa  arrivano solo il 6 di gennaio. In alcune case vidi che però facevano un percorso, con delle tappe di avvicinamento, lentamente, un po’ al giorno, si spostavano verso Gesù per portargli i loro doni.

Maria super girl delle #Diesis

Ora il caso vuole che proprio in questi giorni un nuovo dono sia stato portato per le vie della nostre città. Ne abbiamo seguito gli spostamenti e per un paio di giorni, ed abbiamo visto tanti pastorelli seguirlo verso la sua meta che questa volta non è stato un bambino ma l’omino di burro, l’uomo che ha chiuso tutte le scuole del suo piccolo regno: il governatore Vincenzo De Luca. Il quale non ci ha pensato due volte e subito si è fatto iniettare il vaccino perché pulcinella è furbo e Un maccherone vale più di cento vermicelli.

In realtà tutti sappiamo che i primi italiani ad essere vaccinati sono stati la professoressa Maria Rosaria Capobianchi, l’infermiera Claudia Alivernini e l’operatore sociosanitario Omar Altobelli alle ore 7,20 sono allo Spallanzani a Roma, però le gesta dell’omino di burro ci resteranno impresse per sempre.

Per altro pare di aver capito che dovremo aspettare per un po’ e che queste sono state vaccinazioni simboliche, qualcuno mi obietterà che invece bene ha fatto l’omino di burro così ha dato l’esempio, magari ha ragione non discuto.

Sarà però le persone normali aspetteranno un bel po’ prima di ricevere il vaccino; Arcuri il temporeggiatore prevede che un sessantenne verrà vaccinato in estate.

Il 27 dicembre sarà ricordato come il V-day, che questa volta non significa vaffanculo, l’Europa ha cercato di arrivare unita e cominciare insieme ma i sassoni e gli ungheresi hanno deciso di cominciare il giorno prima.

Il vaccino Biontech-Pfizer contro il Covid-19 sarà, come gli altri che dovrebbero venire dopo, distribuito gratuitamente a tutti i cittadini europei, se così sarà e in tempi ragionevoli dovremo essere grati ed anche un po’ orgogliosi.

Devo riconoscere a un’altra delle maschere della nostra commedia dell’arte, Mattei Salvini, di aver mantenuto la parola e seppur con qualche casino di aver passato il suo Natale con i poveri, ha fatto bene se può si ricordi di quei volti di uomini e donne quando parla e prende decisioni.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi vigilia di Natale

Roma fino ad oggi non era mai stata in zona rossa, c’è sempre una prima volta per tutto, e la mia grande, antica e meravigliosa città ora ha fatto anche questa esperienza, che non potrà essere molto peggio dell’invasione dei lanzichenecchi o dell’occupazione nazista. A tal proposito vorrei segnalare il dubbio che serpeggia tra i peggiori di noi: che la variante inglese sia invece appunto alemanna. Del resto linguisticamente il ceppo germanico comprende sia l’inglese che il tedesco.

Questo spiegherebbe l’impennata del contagio, di fatto l’inizio della terza ondata europea, che abbiamo visto a partire dal 28 di novembre in Germania, e  che nel giro di pochi giorno ha riguardato anche Svizzera e Danimarca, per poi colpire dal primo dicembre UK, Olanda, e Repubblica Ceca, e poi a cascata Spagna, Irlanda , e via dicendo.

Le ragioni della crescita potrebbero essere attribuite ad altri fattori, misure sbagliate, shopping, preparativi natalizi, cluster inaspettati.  Però il cronista ci teneva ad annotare l’ipotesi che anche qualche matematico ha cominciato ad accreditare.  Leggi qui

Segnalo inoltre ancora una volta, variante o no, la questione dei bambini che andranno vaccinati, dopo tutti i trial clinici del caso altrimenti si rischia di farne dei diversi e di chiuderli in una sorta di bolla che somiglierebbe non poco all’emarginazione. Perché è vero che a loro il covid nostro fa poco o nulla ma il timore che contagino gli adulti creerebbe verso di loro una diffidenza che i bambini e i ragazzi non meritano.

La nostra vigilia fin qui non è stata molto dissimile da quelle che abbiamo passato in casa a causa di altri flagelli influenzali, meno gravi certamente, che in passato colpirono il piccolo Ettore. Il quale da un po’ mi guarda e mi dice con una sicurezza disarmante: «Tu babbo Natale! Tu sei babbo Natale!» La speranza è che non capisca bene cosa dica perché altrimenti e già finita. Giuliano invece nonostante prove e indizi cerca ancora di mantenere forte la sua fede in Santa Klaus. Alla fine i bambini, e con loro spesso anche noi, se vogliono credere in qualcosa trovano il modo per farlo. Il che a volte è una cosa bella altre no, rischia di farci perdere il senso della realtà e del pericolo.

Frattanto, il Prefetto Piantedosi dà notizia di aver firmato “il documento operativo per il raccordo tra gli orari di inizio attività didattica e quelli del trasporto pubblico locale per ripresa in sicurezza nella Capitale delle scuole secondarie dal 7 gennaio”. Cioè il risultato dei tavoli da lui presieduti che dovrebbero consentire di ricominciare la scuola in presenza anche per le scuole superiori.

Due fasce di ingresso a scuola una alle 8 per il 40% degli studenti e l’altra alle 10 per il restante 60%, con la possibilità di utilizzare anche il sabato per abbattere la percentuale. I presidi hanno già manifestato la loro contrarietà, in quanto sostengono che gli artistici e i tecnici tornerebbero a casa troppo tardi. Rimproverano anche al Prefetto di non aver ancora scadenzato le aperture delle altre attività cittadine, cosa che Piantedosi si ripropone di fare la prossima settimana. Sembra di capire che se riprenderà sarà al 50% e che verranno ridotte le ore da 60 a 50 o 45 minuti.

Alle proteste di mia moglie Ettore insiste: «Ma è lui babbo Natale»! indicando il suo babbo abituale con totale naturalezza e un’assertività da manager consumato.

Buone feste miei cari lettori, non datevi troppo pensiero che il giorno arriverà dopo il buio, il Natale è anche questo.

State bene e adelante con juicio!

 

Ettore che dice che sono Babbo Natale

Coronavirus – diario di crisi giorno 280

Roma è ancora tutto un  fervere di preparativi e di ultimi acquisti per l’attività che abbiamo scoperto ci viene meglio quando siamo chiusi in casa: mangiare. Oggi ho ancora lavoricchiato, ho anche dovuto incontrare persone per lavoro e per diletto ma siamo agli ultimi fuochi. Ho visto code notevoli davanti alle enoteche non vorrei che vista la situazione ci si buttasse tra le braccia di bacco. Davanti a Bernabei, noto spacciatore di alcool di questo quadrante della capitale, ho visto code paragonabili a quelle davanti ai super mercati durante il primo lockdown. Ettore e Giuliano hanno passato tutta la loro prima giornata natalizia giocando e correndo. Oggi niente compiti, credo niente tornei di scacchi, ma lego, mantelli di Batman, caccia stellari e parole. E’ da un po’ che Ettore si avvicina a noi e ci chiede: «Posso dile una palola! Una palola sola?» Lo fa spesso, soprattutto quando dovrebbe dormire o comunque fare qualcosa di preciso e non giocoso. Noi gli diciamo di sì e lui tenta con tutte le sue argomentazioni di trascinarci in una qualche discussione su Babbo Natale, l’Uomo Ragno o Pinocchio in modo da ritardare il momento della verità.  Oggi mentre tentava di sfuggire al pisolino pomeridiano però si è superato.

«Mamma, posso dile una palola! Una palola sola»?

«Certo amore mio».

«Come si chiama naso di Pinocchio»?

«Naso di Pinocchio».

«NO! Si chiama lostlo!»

Che in Ettorese significa rostro, per lui soprattutto quello del pesce spada. A parte averci fatto tanto ridere, la cosa dimostra come la passione per gli animali marini si tramanda di fratello in fratello.

Quante volte anche noi facciamo così, quante volte anche i capi della nazione e delle regioni fanno così. Se siamo in difficoltà parliamo d’altro. Del naso di Pinocchio, dei massimi sistemi, o della fontanella, nella speranza di irretire il nostro interlocutore in qualcosa che lo distragga dal conto che pure sappiamo inevitabilmente ci chiederà.

Zone rosse, gialle e arancioni alla fine dopo il Natale, che speriamo festeggeremo in modo prudente, ci troveremo di nuovo a dover fare i conti con uno Stato le cui strutture sono quel che sono da molti anni, con delle regioni che hanno contribuito a indebolirlo e continuano ad avere un ruolo entropico, con il covid nostro e l’economia.

Dato il contesto, il testo rischia di non migliorare moltissimo rispetto all’anno scorso.  I soldi che giungeranno dall’Ue che a me pare che abbiamo già cominciato a spendere facendoci fare un credito che forse prima non ci avrebbero fatto, possono aiutarci ma ci vuole anche qualcuno che sappia come impiegarli oltre che per sfornare bonus sempre nuovi e sempre diversi.

Non c’è ancora abbastanza vaccino per tutti

Il vaccino pare di aver capito che almeno in un primo momento verrà centellinato e non coprirà la grande massa della popolazione oltre che escludere tutti i minori di 16 anni. Insomma non è il 2020 anche se speriamo che possa essere il 2021.

Nel frattempo Frattasi, che il Capo di gabinetto del ministero dell’interno mi perdoni ma non ho resistito alla facile allitterazione, ha pubblicato una circolare che insieme alle FAQ del governo chiarisce molte cose sul nostro natale in zona rossa. In particolare segnalo che si è stabilito che chi si occupa di volontariato sociale può uscire per anche nei giorni rossi e non deve rispettare neanche il coprifuoco.  (Qui tutte le regole del Natale aggiornate)

“Appare, altresì, utile confermare che sono consentiti, senza limiti di orario, gli spostamenti che si riconnettono ad attività assistenziali svolte, nell’ambito di un’associazione di volontariato, anche in convenzione con enti locali, a favore di persone in condizione di bisogno o di svantaggio.  Conseguentemente, per lo spostamento legato a tali attività, potrà addursi a motivo giustificativo l’espletamento del servizio di volontariato sociale”. Indi Salvini può dedicarsi al suo natale solidale senza tema di incorrere in alcuna sanzione. Ché comunque la nostra piccola rubrica annoterà cosa il leader dell’opposizione farà.

State bene e adelante con juicio! E come si dice in questi casi buon Natale se non ci dovessimo vedere.

 

 

Ambulanza su Ponte Garibaldi

Coronavirus – diario di crisi giorno 279

Ultimo giorno di scuola di questo malandato 2020. Il timore che dopo la chiusura possa non riaprire c’è. Studieremo e faremo i compiti e aspetteremo che questo strano Natale vada via. Oggi e domani sono gli ultimi giorni gialli, in cui più o meno possiamo far finta che vada tutto bene.

Piccolo pranzo con i colleghi dell’ufficio in un ristorante abbastanza vuoto, lo storico Gusto che un tempo stava a piazza Augusto imperatore e giocava con le assonanze e le allitterazioni, ora sta in Piazza di Sant’Apollinare. Comunque un bel posto. È di questi giorni la notizia che finalmente è stato completato il restauro del Mausoleo di Augusto. Pare che Mussolini lo abbia fatto tirare fuori dalla terra, gli scavi finiscono negli anni 30, con il sogno di farcisi seppellire dentro. Quell’epoca era così insieme drammatica e ridicola.

Mi piacerebbe poterlo visitare, pare che a marzo lo apriranno, vedremo quale sarà la situazione, per ora non possiamo entrare neanche al Colosseo.

L’INAIL fa spere che si sono contagiate 100.000 persone al lavoro e che 366 di queste sono morte. Pare che il bambinello ci porterà il vaccino, almeno ad alcuni, i più esposti, lo Pfizer dovrebbe arrivare in Italia proprio per la vigilia. Lo distribuirà l’esercito, non ho capito se dentro a delle tende a forma di fiore ma sembra che così sarà.

Il presidente eletto Biden si è fatto somministrare la sua dose di vaccino, noi vaccineremo per prima un’infermiera dello Spallanzani.

Pfizer-BioNTech che è per ora l’unico vaccino approvato come sicuro ed efficace in Europa e di conseguenza in Italia e nel Lazio. Sì perché dovrebbero essere le regioni a gestire la vaccinazioni, che il governo centrale fornirà loro, in quanto la sanità è di loro competenza, ora mi chiedo come faranno con l’esercito che non credo possa essere regionalizzato, comunque un modo tra primule e cannoni Arcuri lo troverà. Le regioni in tutta questa vicenda hanno mostrato nel bene o nel male cosa fanno e quanto possano pesare le loro decisioni nella vita delle persone da loro amministrate. Basti pensare quanto è stata diversa la vita un bambino di Minturno da quella di un bimbo di Baia Domizia, stesso litorale pochi chilometri ma per uno le scuole sono state aperte e per l’altro no.

I primi ad essere vaccinari saranno appunto gli infermieri, i medici e gli anziani ospiti delle case di riposo e di cura nelle loro varie forme. I bambini per il momento non sono proprio contemplati, per la verità è proprio la Pfizer-BioNTech a consigliare la somministrazione dai 16 anni in su escludendo anche le donne in cinta.

Qui il comunicato del Ministero della Salute che spiega anche questo.

Si dice che l’esclusione fino a 16 anni non dovrebbe avere un particolare impatto, considerato che gli individui più a rischio di sviluppare sintomi gravi da COVID-19 sono gli anziani. Sarà… solo che ora io come lo spiego a Giuliano che per lui il vaccino non è previsto? E come lo spiego a me stesso?  Credo anche di intuirne la ragione, è stato testato sugli adulti e non sui bambini e le donne in cinta. Almeno spero sia per questo, però i minori di 16 anni nel nostro Paese a me stanno molto a cuore e sono una fetta non trascurabile della popolazione residente sicuramente più del 13% (tanti sono gli italiani da 0 a 14 anni).

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 278

Ettore ha fatto la recita di Natale, forse  sarebbe meglio definirlo un piccolo coro. Lui va nella stessa scuola materna che fu di Giuliano. Ricordo la palestra stipata all’inverosimile, con tutti i bambini, i genitori, nonni, fratelli e cugini e decine di cellulari pronti alla foto e al video. Ad Ettore è toccato fare una cantatina in otto senza pubblico, in classe. Che poi i cori sono tra le attività più perniciose per il covid nostro perché cantando si fanno tante goccioline di saliva.  Un cosa però lo accumuna al fratello Giuliano anche lui lo hanno messo al centro davanti a tutti, noi non siamo altissimi. So della performance perché ci hanno mandato un video. Whatsapp è un po’ il Netflix delle recite di Natale quest’anno per tutti noi genitori trepidanti e fieri.

La variante british del covid nostro è sbarcata a Roma suscitando paura tra molti di noi e competizione tra due istituzioni della sanità capitolina: il Policlinico Militare Celio e l’INMI Lazzaro Spallanzani. E sì perché sono stati i militari del Celio ad individuarlo e spiazzando tutti hanno dato la notizia al TG1.

Oggi l’INMI ha dovuto mandare un comunicato per recuperare un po’ di terreno, in cui annunciava di aver avviato la procedura per l’isolamento della sequenza del virus. Comunque ha un nome spettacolare, una roba che neanche Dan Brown: The first Variant Under Investigation in December 2020 che acronimizzato fa  VUI – 202012/01.  Mi direte che c’è poco da scherzare e forse avete ragione però non resisto. La versione turbo del virus un po’ mi fa sorridere.

Noi ci eravamo appena abituati all’idea delle nuove regole natalizie, oggi penultimo giorno per lo shopping,  poi ci barricheremo più o meno in casa a mangiare, giocare, leggere e guardare film di Natale. Le vecchie serie e i vecchi film sembrano appartenere ad un’altra epoca, quella prima del covid nostro turbo o non turbo.

Il tempo passa e il covid nostro non ci abbandona

Quando è cominciata questa storia l’avreste detto che sarebbe arrivato a mangiare il panettone il sars -cov2? Arriverà anche gustarsi la seconda colomba. Tutti speriamo che i vaccini reggano alle varianti, non solo a questa ma anche alle altre che verranno, questo è un virus influenzale e questo genere di virus mutano.

I capi della nazione invece ipotizzano scenari di elezioni anticipate, che immagino non arrecherebbero nessun problema di affollamento, con le loro campagne elettorali, i bagni di folla, le file ai seggi. Per la precisione Franceschini uno dei più duri alfieri della linea rigorista, l’uomo che ha detto alla Azzolina che alla fine la scuola non è fuori dal mondo e che si bisogna chiuderla si chiude, l’uomo che ha voluto chiudere fino all’ultimo museo, teatro o cinema italiano, non ha invece alcuna difficoltà ad invocare uno scenario elettorale in cui a battersi siano il Fiero Conte contro Salvini. Il bevitore di mojto nel frattempo si è scoperto una vena solidale e vuole andare a passare il Natale con i barboni, anzi lui credo li chiami alla francese clochard.

Questo per contestare i provvedimenti del governo.  Ho passato nel modo agognato da Salvini più di un Natale, e trovo siano splendidi momenti quelli spesi a dar da mangiare a chi ne ha un po’ più bisogno. Quindi grazie al covid nostro che per Natale ci ha portato un Salvini più buono. Però che ora lo faccia, si prenda la multa, che per lui tanto non è nulla, e senta un po’ l’odore della povertà. Che la nostra classe dirigente, tutta anche quella più lontana da Salvini, sembra non averlo mai sentito.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi weekend 37

Delle regole del Natale con il covid nostro sapete tutto, ne sono piene le Home di tutti i giornali on-line (compreso il nostro qui trovate una scheda esaustiva con tutti i documenti). Non vi tedio oltre misura, con commenti superflui su una nazione fondata sul cenone o sulle libertà  individuali violate. Pare che i pizzardoni siano pronti a spingersi fin dentro le case di noi romani «massima attenzione dei vigili su eventi e feste private. Chiuso un club notturno accertamenti mirati anche per verificare le segnalazioni di feste o eventi privati, soprattutto in orario serale e notturno, come avvenuto anche nella notte tra venerdì e sabato, quando i caschi bianchi hanno eseguito un doppio intervento nel Centro storico per eventi organizzati in due strutture ricettive ». Così racconta un giornale on-line più blasonato del nostro. La retorica della comunicazione dei corpi di polizia è sempre la stessa ed è priva di senso dell’umorismo per definizione.

Noi si è passato un fine settimana a casa, giusto qualche piccola spedizione per ultimi regali e spesa.

La brexit pare non riguarderà il covid nostro, la cui nuova versione super accessoriata il Regno Unito ha subito inviato tra i tulipani Olandesi.  La nuova variante British pare avere una capacità di trasmissione superiore ai suoi confratelli continentali. Il primo ministro inglese dice che per ora non ci sono prove che sia resistente al vaccino. Noi sospendiamo i voli per e da UK, che credo già non fossero numerosissimi.

Ettore e Giuliano hanno molto giocato e pregustato il Natale che sarà, con molti giochi molta mamma e molto papà.  La scuola per loro c’è stata fin qui, ed io mi sorprendo ad essere grato al fato e alla sorte di una cosa che in fondo è insieme un dovere e un diritto.

Dei ragazzi più grandi non si sa ancora con certezza anche se la Ministra Azzolina si è impegnata più volte per una riapertura dopo le feste. Apertura che però sappiamo essere condizionata alla riorganizzazione del TPL alle riunioni con i prefetti, i presidi, i sindaci, i sindacati, le municipalizzate, le direzioni, i capi delle regioni e quant’altro. Segnalo di nuovo Agostino Miozzo del CTS che non sa spiegarsi perché da noi le scuole, quanto meno le superiori e due classi delle medie, siano rimaste chiuse.

L’omino di burro che ha chiuso non solo le superiori in Campania invece continua per la sua strada «L’anno scolastico? Se riprenderà… io ho i miei dubbi, ma decideremo a inizio gennaio». In Campania de Luca ha ha solo di recente  graziosamente concesso l’aperura solo delle prime elementari e delle scuole dell’infanzia. Le regioni chiedono, in testa Veneto e Campania di poter fare meno ore in presenza, intanto trattano per scendere dal 75% al 50%.

Voglio citare di nuovo Miozzo  «Se non riapriamo le scuole al più presto, rischiano di crescere una generazione di persone fragili e depresse. Ci sono migliaia di studenti che si stanno perdendo, che stanno male: ma sono purtroppo invisibili. Per non dire del gap educativo che avranno rispetto anche ai loro coetanei degli altri Paesi europei che finora hanno tenuto aperte le scuole». Dal Corriere della Sera.

Sapete dell’incredibile successo degli alberi di Natale? Pare che mai abbiano raggiunto simili quotazioni, non tanto e non e solo da noi ma in tutto il mondo. Del resto dovendo stare in casa un bell’abete profumato può aiutare. Noi abbiano il nostro poco ecologico albero di plastica da molti anni e con lui continuiamo il nostro viaggio nell’inverno e nelle festività, per quanto uno piccolino potrebbe essere un’idea.

State bene e adelane con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 275

Giuliano questa mattina prima di entrare a scuola pare abbia arringato i suoi compagni sull’importanza di poter andare in bagno quando si vuole. Poi ha posto la questione alla maestra umanistica che gli ha tolto la pelle spiegandogli che fare il rappresentante di classe non serve certo a questo e che le regole sono regole e si rispettano! Non so chi avesse ragione però è un esperienza anche questa. Confrontarsi con le autorità ed apprendere di volta in volta quali sono i propri limiti credo sia utile.

In ufficio ho avuto un po’ da fare, ho provato a sbrigare molte cose insieme e qualcuna forse l’ho cannata ma è la vita anche questo.

Tutti siamo in attesa delle regole del Natale che affannano il Fiero Conte e i suoi ministri più di quanto immaginassi, in fondo questo governo fin qui si è caratterizzato proprio per la gestione di questa emergenza se non riesce più a farlo in molti si chiederanno della sua utilità.

I giornali sono pieni di indiscrezioni e la sostanza sarebbe che dal 24 dicembre al 6 gennaio l’Italia tutta diverrebbe zona rossa nei giorni festivi e prefestivi e zona arancione nei giorni lavorativi. Ma siamo al ‘quanto si apprende’, formula che gli addetti stampa e i giornalisti di agenzia conoscono bene.  E’ un modo per far filtrare notizie non sempre vere dalle istituzioni che a volte servono a spingere nella stessa o in altre direzioni quel che si sta decidendo. Comunque sembra che vada così: 10 giorni di lockdown totale e 4 quasi, divieto di muoversi in più di due persone, in deroga al blocco della circolazione. Di fatto, si potranno invitare due persone senza contare i minori di 14 anni.

Vi lascio intanto il bignamino sulle tre zone per un ripasso.

In ogni caso manca il passaggio formale e quello con le regioni che per intanto si stanno cominciando ad attrezzare in autonomia dopo il Veneto di Zaia anche Zingaretti ha fatto sapere che in mancanza di indicazioni varerà un provvedimento regionale.

Il ministero della Sanità fa fare una lunga conferenza stampa a Brusaferro che spiega che la situazione è ancora difficile, cosa che credo fosse già ben chiara ma forse serviva ribadirlo. Il punto vero e che i casi sono ancora troppi perché i nostri potenti mezzi riescano a tracciarli, il Natale potrebbe essere un’occasione per farli scendere o per farli salire, dipende da come lo interpreteremo, regole o non regole. Si spera che questa sera il Fiero Conte ci spieghi tutto come sa fare lui.

Ragazzi di sinistra

Tornando troviamo un sacco di polizia in giro per strada penso al modello Roma di Piantedosi, ma mi pare eccessivo sono camionette della celere a due a due o addirittura a tre a tre. Giunti alla fine di Ponte Garibaldi  sentiamo un poliziotto in borghese urlare concitatamente: «Ci muoviano, ci muoviamo, muoviamoci, su, su, su. A Largo Argentina su, su, su!» I giovani celerini salgono a bordo dei lunghi cellulari, chi dai portelloni laterali, chi da quelli di dietro e chi da quelli davanti. Un ultimo milite giunge con calma, sbuca da sotto a un platano, siamo più o meno dove venne uccisa Giorgiana Masi,  e con la noia di chi è di turno e non vorrebbe, chiede di essere aspettato senza affrettarsi che sembra sapere che non ce n’è bisogno. Dopo pochi secondi vedo arrivare una piccola manifestazione di studenti di sinistra, sembrano ragazzi delle superiori. Lo spiegamento di forze continua a sembrarmi eccessivo ma almeno ha una ragione per me classica. Chiedo ad uno di loro di spiegarmi perché protestano, mi parla di finanziaria, risorse, investimenti sulla scuola, gli chiedo se vuole tornarci a scuola e mi dice che si, si anche per questo manifestano.

In tutto questo il meraviglioso mondo della Rai TV ha presentato San Remo annunciando per la bocca del direttore di Rai 1  Stefano Coletta  che Il Festival si farà all’Ariston con il pubblico. Ho trovato la cosa quantomeno fuori sincrono con quello che ci sta succedendo intorno. Comunque se vi volete prenotare per una poltrona o una poltronissima vi lascio il link.

http://biglietteriafestival.com/

State bene e adelante con juicio!

Ragazzi della celere

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 274

Oggi in ufficio è venuta una persona che mi ha cominciato a raccontare delle contradditorie teorie degli esagerazionisti o riduzionisti del covid  che dir si voglia. Non mi ha detto nulla che in questi mesi non abbia detto il noto bevitore di mojto ed in ultima analisi anche qualche medico di vaglia. Io però non ho retto ho perso le staffe, devo ammettere che così come il razzismo esibito sta roba mi fa venire il sangue alla testa. Sbaglio, vorrei saper resistere e non rischiare, come si dice, di passare dalla parte del torto.  Che poi ogni persona va rispettata.  Devo imparare ad accettare pure che ci siano uomini e donne,  credo siano milioni, che credono che tutto questo sia insieme un complotto cinese e un raffreddore per cui stiamo facendo una inutile tragedia. Del resto il secolo dei lumi è stato forse un accidente della storia. Pare che Angela Merkel abbia risposto ad un negazionista, che urlava uno scontato «non è vero», nel suo Bundenstag che durante la DDR decise di studiare fisica perché sapeva che si possono negare molte cose «ma non  la legge di gravità o la velocità della luce» temo si sbagliasse.

Ho avuto la sfortuna di studiare nello stesso edificio in cui Galileo fu costretto a negare proprio quel genere di leggi invocate dalla Merkel, certo prima dell’illuminismo, periodo della storia detestato da molte delle persone che lo conoscono e ignorato dai più.

Giuliano invece è tornato da scuola con un nuovo piccolo trionfo. Dopo una consultazione spasmodica ed una competizione con un numero di candidati commisurato alla litigiosità tipica delle italiche genti l’amor mio si è fatto eleggere rappresentante di classe. Per un corpo elettorale di 17 bambini c’erano ben 13 candidati. La classe doveva eleggere un maschio e una femmina, parità di genere, ed ognuno doveva esprimere una doppia preferenza.  Alla fine hanno vinto Giuliano con 7 preferenze e una sua compagna con 8. Pare che questa incombenza ce l’abbiano solo le quarte e le quinte.

I politici quelli veri intanto continuano a discutere del santo Natale, che sarà forse rosso, ma non del tutto e comunque, così lascia filtrare il Fiero Conte, con una norma salva nonni.

Nel frattempo il mio ex capo Zaia che si rende conto per l’ennesima volta della gravità della situazione della sua regione e annuncia una super serrata pomeridiana, dalle 14.00 non si potrà uscire dal proprio comune  dal dicembre 19 al 6 gennaio.

In una Roma abbastanza svuotata nelle ore lavorative, è come se molti fossero già fuggiti nelle seconde case per non sbagliare, la notizia è che siamo diventati più poveri. O meglio che i poveri e i bisognosi di assistenza sono aumentati vertiginosamente. Qui un articolo di Marino Galdiero sulla questione, tutto questo sempre grazie al covid nostro e a come lo stiamo gestendo.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 273

Le distanze, non solo quelle fisiche consigliate, passate da un metro a due, sono sempre più grandi. La verità è che per qualcuno il prevalere delle chiusure arreca un danno economico non paragonabile a quello che deve soffrire il suo vicino di casa. Le categorie sociali vengono ridisegnate dal virus ogni giorno un po’ di più. Anche le guerre fanno così. Costruiscono e demoliscono grandi e piccole ricchezze. Chi sono i pescecani del covid nostro? Ricordate, quanta retorica dopo la prima guerra mondiale sui pescecani. Beh magari no perché non c’eravate però lo abbiamo letto. Questa non è una guerra è una pandemia o epidemia come preferite, anche se non è proprio la stessa cosa. Eppure un po’ di quella retorica tornerà a chissà cosa porterà. Cresce una vaga rabbia nei confronti dei garantiti, più vecchia in realtà di almeno un paio di decenni, che comincia a coinvolgere sempre più categorie.  La cosa non è incomprensibile e andrebbe gestita e compensata dalle istituzioni e dalla politica. Che dal canto suo sembra cercare quelli che un tempo si chiamavano equilibri più avanzati, il che tradotto vuol dire che gli attuali equilibri con soddisfano tutte le gambe del tavolo. Il motivo del contendere è platealmente il bottino, il denaro che giungerà dall’Ue, speriamo.

Però c’è una questione che io non riesco a considerare marginale, sono andato sul sito open data della protezione civile, luogo nel quale ogni tanto mi torturo per avere un po’ più chiaro quello che succede. Ho messo in fila i numeri delle persone che sono state portate via dal covid nostro dell’ultima settimana da mercoledì scorso a ieri: 499 (mercoledì) 887 (giovedì) 761 (venerdì) 649 (sabato) 484 (domenica giorno del riposo anche per questo genere di conteggi pare) 491 (lunedì) 846 (martedì) totale 4617. Non credo sia una variabile indipendente dai nostri comportamenti o dalle decisioni politiche che si prenderanno nei prossimi giorni, non so neanche se le ho conosciute in tutta la mia vita 4617 persone! Fate una prova guardate sul vostro cellulare quanti contatti avete probabilmente sono meno. Non c’è un numero soglia, questo è ovvio, però vederli tutti in lì uno dopo l’altro dà l’idea di quello che ci sta succedendo e del fatto che, siamo molto lontani da una via d’uscita.

Le primule son bei fiori ma la più famosa era quella Rossa, un eroe letterario antirivoluzionario nel terrore francese, e di lei ricordiamo solo che era introvabile, quindi speriamo che Arcuri il Temporeggiatore e fratello Boeri non pensassero a lui scegliendolo come simbolo della campagna vaccinale.  Ora dicono che cominceremo ad inizio gennaio.

Primula del vaccino

A Rometta mia oltre ai nuovi cestini della Raggi e all’originale presepio a Piazza San Pietro fervono gli incontri per la nuova mobilità per le riaperture delle scuole. Nell ‘ultimo tavolo sul trasporto pubblico a,  presieduto dal prefetto Matteo Piantedosi, si era stabilito di far girare gli ingressi  a scuola dalle 8.00 alle 10.00. Non era moltissimo, il pomeriggio era stato escluso per l’opposizione dei presidi, ma era qualcosa, ora i presidi ritengono che la soglia massima siano le 9.00 del mattino, altrimenti si farebbe troppo tardi. Bah il rischio è che non si riapra, pare che già molte scuole abbiano programmato una riapertura con la DAD.

Oggi sono stato a casa con Ettore mentre Giuliano faceva una sorta di uscita con la scuola. L’idea è quella di farli girare per il quartiere anche per non sovraffollare la scuola, credo sia andato a Piazza di Pietra al Tempio di Adriano, era emozionatissimo. Con Ettore abbiamo fatto molti giochi, anche con la Nintendo e la Tv ma l’unica attività che ha meritato di essere richiesta più e più volte a gran voce, «Giocale ancora giocale», è stata la messa in scena allestita con due burattini di pezza Pinocchio e un Gufo he io animavo e con cui lui ogni tanto discuteva animatamente impersonando di vota in volta Batman e Dart Fener.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 272

«Vojo andare a scuola tua! Vojo andare a cquola tua!» Ettore questa mattina mentre ci preparavamo ha deciso che non voleva andare alla sua scuola materna ma in quella mia, che immagino sia il mio ufficio.  Poi abbiamo inforcato la nostra bici e non ci ha pensato più, ogni tanto mi chiedeva dove passavamo e dove andavamo ma era contento.

Che ci sia qualcosa di vero nella richiesta di Ettore? Che a non finire non siano solo gli esami ma anche la scuola con le sue aspettative, le sue incredibili novità e la sua socialità imposta. Che sia un rapporto non risolto di qualcuno di noi con essa alla base di molte delle discussioni sulle scuole aperte e le scuole chiuse ai tempi del covid nostro. Chissà cosa ha passato, il nostro omino di burro, il governatore De Luca da bimbo?  Oppure quelli ad aver e un rapporto non risolto con l’istituzione scolastica siamo noi che la difendiamo?

“Tutti i più grandi maghi della storia hanno iniziato essendo niente di più di quello che siamo noi: studenti. Se loro ce l’hanno fatta, perché noi no?” questo è quello che vorrei poter pensare dell’esperienza scolastica dei nostri ragazzi, come Harry Potter.

L’Oms ci fa sapere che Babbo Natale è immune al Coronavirus e che quindi porterà i regali, alla fine la propaganda si somiglia sempre, il Fiero Conte dice una cosa simile da un po’, riguardo una sorta di lasciapassare da lui concessogli. Noi pensiamo invece che Santa Klaus debba stare attento con quei chili di troppo, vista l’età e anche la pressione che ci pare un po’ altina. In compenso pare che gli alberi di Natale siano andati a ruba, dovendo stare in casa tutti si sono attrezzati.

Pare che il rappel à l’ordre della cara Angela abbia almeno in parte sopito i bellicosi intenti dei nostri capi della nazione e delle regioni. Lo scontro sembra rinviato, almeno per ora.

Mancano 9 giorni a Natale che rosso o giallo che sia ci ricorderà, almeno, del dono della vita e dell’amore dei nostri cari.

State bene e adelante con juicio!

 

Ambulanze a Trastevere

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 271

«Mai! Mai! Mai!» Così il mio dolce Ettore da un po’. Come dice la sua mamma da quando ha imparato questa parola la usa a più non posso.

«Ettore facciamo colazione?»

«Mai! Mai! Mai!»

«Dai Ettore è ora di fare la ninna.»

«Mai! Mai! Mai!»

«Andiamo a scuola su usciamo»

«Mai! Mai! Mai!»

È il suo nuovo refrain. Del resto devo ammettere che la parola MAI riempie la bocca e la mente come poche altre. È così bello poter escludere categoricamente di fare in qualunque tempo e in qualunque luogo qualcosa.

Purtroppo poi la vita spesso si presenta nella sua rudezza e ci impone di rivedere le nostre certezze su di noi.

L’idea che ci eravamo fatti del Natale, anche grazie alle sfuriate dei capi delle regioni, dell’uomo del mojto, di alcuni membri anche autorevoli della maggioranza sembra sfumare. Invece sembra farsi largo, come da noi anticipato (giorno 193)   un lockdown natalizio con l’Italia tutta in tinta con Babbo Natale.

A Natale un Italia tutta rossa

A riportare tutti verso questa non proprio allegra prospettiva non sono tanto i nostri comitati tecnici e scientifici, le opinioni dei nostri immunologi, infettivologi e virologi. Nulla centrano neanche le foto dello shopping, quella è solo propaganda.  Non lo sono neanche le crude cifre della protezione civile, l’RT, il bollettino o l’R con 0. La linea sembra dover cambiare perché Angela Merkel, la donna più forte d’Europa, insieme all’accademia leopoldina, sono riusciti a convincere tutti i capi dei  Lander tedeschi, che non hanno nulla da invidiare ai nostri capi delle Regioni, della necessità di un lockdown generale per il tempo del Natale e un po’ più in là.  La cosa cambia i termini della questione, se lo stato più forte, ricco, con la migliore sanità decide lo stop, in qualche modo lo suggerisce anche a noi. Se si ferma la locomotiva d’Europa  dovremo farlo anche noi vagoni?

Oggi la maledizione informatica ha colpito non solo me ma anche milioni di utenti di google in particolare gmail e di Google Meet, il sistema di videoconferenza di Larry Page e Sergej Brin è anche il più diffuso nelle scuole italiane, credo grazie a qualche accordo, anche mio figlio l’anno scorso usava quello. Quindi la DAD è andata KO quasi in tutta Italia.

Fortunatamente io uso zoom, grazie al mitico maestro di scacchi di Giuliano che ci iniziò durante il lockdown, e lo faccio usare anche nella confederazione dove lavoro (CEPI). Giusto questa mattina ho moderato una videoconferenza pubblica con molti ospiti anche importanti, avessimo avuto meet sarebbe andato tutto a monte.

A Roma sono morti due vigili di covid, ne danno notizia i sindacati e il corpo, mi spiace alla fine ai pizzardoni vogliamo bene e li ho visti molto indaffarati in questi tempi strani e  turbolenti.

PS vi suggerisco come spin-off della nostra storia questa intervista al Maestro Blonna:  Il Maestro e la regina.

State bene e adelante con Juicio!

Coronavirus – Diario di crisi week-end 37

Ci sono dei momenti, che variano per durata in base alle situazioni e alle nostre convinzioni, in cui il nostro cervello si rifiuta di elaborare gli impulsi che gli giungono dai nostri sensi. La nostra coscienza si impedisce di vedere o sentire cose che non vuole accettare, a volte per non soffrire spesso per puntiglio. Di solito dopo un breve momento di obnubilamento torniamo a ad una percezione standard della realtà.

Il saliscendi cui si sottopone il covid nostro, temo favorisca questa illusione e i motivi per cui per un po’ ci rifiutiamo di accettare quel che c’è non sono di difficile comprensione.

Sabato ho accompagnato Giuliano ad un torneo di scacchi cui per una serie di ragioni non avrebbe dovuto partecipare.  Poi abbiano trovato il tempo e il modo, lui ci teneva e quindi alle 10.00 del mattino l’ho lasciato alle sue guerre perse e ritrovate con i suoi compagni di gioco. Il posto era vicino Via Del Corso che  era allegramente affollata come capita di solito in questo periodo dell’anno. Portavamo tutti la mascherina ma non eravamo pochi, non immagino nel pomeriggio.  Sembravamo un quarto stato dello shopping.

Ho approfittato delle ore del torneo per fare la spesa e ho quindi potuto un po’ girare per Trastevere. Nel pomeriggio siamo andati a fare un giro in un grande giocattolaio in Via dei Colli Portuensi, tanto traffico, macchine in doppia fila, circoletti e comitive.  Ho avuto la stessa sensazione che ebbi questa estate, allora si faceva quello che di solito si fa in quella che Gentiloni definì una normale stagione estiva , con poche esclusioni, questa volta è Natale e le persone cercano di fare quello che si fa a Natale.  Certo restano ancora molte limitazioni, di orario per esempio, ho visto che ora l’aperitivo si anticipa, ma il rito delle mani nelle noccioline e delle bevutine di alcool mescolato allo zucchero è rimasto inalterato.

Del resto questa storia cominciò con i capi della nazione che andavano a fare gli apericena a Milano per dimostrarci che il nuovo coronavirus, allora si chiamava solo così, non era pericoloso.

Questa settimana per la prima volta da almeno 7 settimane abbiamo avuto meno morti della settimana scorsa ma sono stati comunque 4588, da noi purtroppo le persone muoiono un po’ di più che negli altri paesi, abbiano un tasso di mortalità “che tutto il mondo ci invidia.” Ancora non è chiaro perché, qualcosa centra senza dubbio il nostro sistema sanitario che sembra intervenire troppo tardi sui malati. O casi di positivi sono 122.000, 30 mila meno della scorsa settimana, non la metà ma solo un po’ meno.

Tutti sappiamo che la situazione non è facile e che il problema non sì è risolto, la nostra splendida penisola si è scolorita dal rosso verso il giallo un po’ ovunque, ma la terza ondata prima della fine dell’inverno  è attesa potrebbe essere peggiore della prima e della seconda. Manca ancora del tempo a quando potremo di nuovo abbracciarci, come ci aveva promesso il fiero Conte ormai quasi 10 mesi fa.

Qui a Roma continua la spasmodica attenzione per la faida tra i ragazzini del Pincio. Si susseguono operazioni della Polizia e si è stabilito di chiudere la Metropolitana che porta a Piazzale Flaminio nel pomeriggio di sabato per evitare che al cosa si possa ripetere.

Nel frattempo Arcuri ci fa sapere finalmente dove intende vaccinarci; allestirà 1.500 gazebo a forma di fiore, come il simbolo della campagna: una primula fucsia realizzata da uno dei fratelli Boeri.

Giuliano il torneo poi lo ha vinto. L’ho capito quando nella chat dei genitori è comparso onusto di gloria e armato di coppa e medaglia come fosse Ron Weasley davanti allo specchio delle Brame. Scoppiava di gioia il mio piccolo scacchista!

State bene e adelante con juicio!

Primula simbolo della campagna vaccinale
Primula simbolo della campagna vaccinale

Coronavirus – diario di crisi giorno 268

«Dov’è vilus, dov’è vilus?» Così protestava Ettore dopo che questa mattina gli ho detto che non poteva andare dal suo amico Gianluca. Eravamo in bagno vicino al fasciatoio dove ancora lo vestiamo. Mentre chiede del virus si guarda intorno con aria minacciosa come se gli dovesse menare. E diventato il suo, e anche il nostro, capro espiatorio. Ha imparato che molti dei divieti sono dovuti alla pandemia e quindi a quello che lui chiama Vilus. Questa mattina però erano le 7 e 30 e dovevamo andare a scuola, il covid nostro era quasi innocente.

I capi delle nazioni continuano ad accapigliarsi attorno ai soldini che dovrebbero giungere copiosi dall’UE, com’ è loro costumanza antica, i cittadini tentano invece il colpaccio con le lotterie degli scontrini e il cash back di stato.

Il Natale si avvicina e il braccio di ferro sul cenone ha visto un nuovo irrigidimento del Fiero Conte, il quale anche sul Recovery found e la sua super task force, di carattere egizio (Cit. Paolo Mieli) cerca di tener duro e dice che andrà avanti solo con la fiducia di tutta la sua maggioranza.

Il consiglio di stato, le cui competenze in materia sono note, si pronuncia contro una nota dell’Aifa e proclama l’idrossiclorichina, un antimalarico di gran moda all’inizio della pandemia che purtroppo sembra non funzionare, prescrivibile senza rimborso per curare il covid.

Dove ci vaccineremo?

Se però devo dirvi cosa mi spaventa di più del nostro caos anarco-autoritario beh è il timore che non si sfruttino le vacanze di Natale per piegare la ormai celebre curva ma che invece la si faccia risalire incoraggiando comportamenti simili a quelli di questa estate. Partendo per di più da una base ben più ampia di contagiati. Lo scenario che mi terrorizza è quello di una curva in risalita, un TPL (trasporto pubblico locale)  non riorganizzato, anche con scaglionamenti degli orari delle scuole,  per tempo e i capi delle regioni che per far vedere che son forti ed efficienti ordinano di non riaprire le scuole.

Altra questione per la quale spero di essermi distratto è quella riguardante la logistica dei vaccini, non ho ancora capito dove li vogliano fare in quali luoghi. Non penseranno mica agli attuali centri vaccini, io li ho visti, ci porto i miei figli, e quindi so di doverli escludere subito, non sono certo attrezzati per gestire gli afflussi che si dovranno affrontare per almeno sei mesi. Già sono andati quasi in tilt, quando con il governo Renzie  la Lorenzin si resero obbligatori i vaccini per i bimbi senza aumentarne conseguentemente il budget.

Molto attivo il prefetto di Roma sul fronte covid e assembramenti

Qui nella mia città spicca l’impegno del prefetto Piantedosi, già Capo di Gabinetto del Viminale, sul caso ragazzini del Pincio e in generale con i suoi provvedimenti anti assembramento e sul fronte TPL.

Il prefetto di Roma oggi ha incontrato al tavolo di coordinamento Comune, Regione, rappresentanti dei ministeri di Scuola e Trasporti, e poi le aziende del trasporto pubblico locale Atac, Cotral, Trenitalia. Si è parlato, senza trovare un accordo per il momento, dello scaglionamento degli ingressi. Pare che i presidi non siano disposti ad accettare che si facciano delle lazioni al pomeriggio, possibili invece diverse finestre orarie al mattino. Grandi aperture ai privati per il TPL.

Domani ci potrebbe essere il bis della rissa del Pincio altra questione aperta e  monitorata. Sempre per restare dalle parti del prefetto di Roma pare che la Ministra Lamorgese non sia mai stata positiva al Covid ma che il suo tampone fosse un falso positivo. Ne siamo contenti per lei e per i suoi colleghi.

State bene  e adelante con juicio!

Pulizia tavolini in Via Arenula

Coronavirus – diario di crisi giorno 267

Con Martina eravamo andati da Zazà a prendere un pezzetto di pizza e passando per Piazza Sant’Eustacchio abbiamo incrociato Matteo Renzi che parlottava con la mascherina ben calzata con Ernesto Carbone e una testa bianca che mi sembrava quella di Nicodemo Oliverio, le mascherine non aiutano. Renzi diceva e gli altri due, come è giusto che sia, ascoltavano e annuivano. Renzi è un capo si vede da miglia di distanza, di persona comunque è molto più alto e piazzato di quanto uno si immagini.

L’ho incontrato altre tre volte, la prima quando invitò il mio capo di allora, Mario Catania grande ministro dell’agricoltura e vero servitore dello Stato, a Palazzo Vecchio per un caffè, noi eravamo da quelle parti per un convegno sul consumo del suolo, un’altra volta a Ballarò ed infine durante la cerimonia della campanella: lo vidi inseguire Letta che non lo voleva neanche guardare. Come è diabolico il potere nel convincerci di essere unici e indispensabili. Comunque Renzi si è incaricato più volte di spiegare ad alcuni suoi colleghi che così non è. Lo fece con Letta, in qualche modo lo ha fatto con Salvini e ora sembra volerlo fare con il Fiero Conte, anche lui si ingannò ma questa è un’altra storia.

Per il momento Conte decide di cedere alle pressioni sugli spostamenti tra comuni a Natale e Capodanno, richiesta che ha visto insieme gli enti locali, i capi delle regioni i Renziani e Salvini. Il vero nodo pare sia la gestione dei soldini che l’Unione ci trasferirà con il Recovery Found e la Task force, di carattere egiziano (Cit. Paolo Mieli), edificata dal fiero Conte per gestire tutto il gestibile.

Molti si chiedono se ci sarà la crisi di governo nella crisi della pandemia, ovviamente non lo so ma credo che Conte si atterà più o meno al vecchio proverbio siciliano ‘Calati junco chi passa la china’. Solo che questa volta attenderà che risalga, con la ormai prossima terza ondata. Si piegherà più che potrà e aspetterà, però potrebbe non bastare.

Papa Francesco invece ha fatto sapere che celebrerà la messa di Natale alle 19.30.

Oggi altre 887 persone ci hanno lasciato a causa del covid ma dicono che le cose stiano migliorando, il tasso di contagiosità è sotto il 10% i guariti sono stati 30.000 e i contagiati cica 17.000.

State bene e adelante con judicio!

Isola Tiberina quasi sommersa

Coronavirus – diario di crisi giorno 266

Oggi rientro a scuola e in ufficio in bici. Con Giuliano attraversiamo Ponte Garibaldi e vediamo l’Isola Tiberina assediata dal fiume più del solito. In ufficio mi scontro con più di un problema al PC. Mi metto di pessimo umore ma è la vita di noi non informatici computerizzati. Alla fine sembra sempre di essere degli analfabeti. Giuliano trova la piena del Tevere “fichissima” gli spiego che però è un problema nonostante gli argini piemontesi.

I numeri oggi sono meno brutti del solito, anche se non so se il giorno dopo l’Immacolata valga al stessa regola della lunedì, cioè che son numeri un po’ in vacanza. Forse sì, i tamponi sono 30.000 meno di ieri.   Le persone che vanno via sono sempre molte.

Oggi, mentre il mondo celebra Margaret Keenan e William Shakespeare, prima e seconda a vaccinarsi ufficialmente in UK, noi qui a Roma facciamo i conti con un’ordinanza della Sindaca Raggi che consente ai negozi di vicinato di aprire un po’ prima nei giorni di festa e con la dichiarazione dell’assessore alla sanità della Regione, D’Amato, che prorogava le misure fino a marzo. Segue smentita, ché alcuna decisione è ancora stata presa ma così è.

State bene e adelante con judicio!

 

Cluster notturno di runner a Piazza Navona

 

Coronavirus – diario di crisi giorno 265

Ieri sera forse presi dallo spirito natalizio, al quale cerchiano inutilmente di sottrarci, dopo aver cenato davanti all’albero, pollo arrosto con patate più che buono l’ho lasciato marinare nel vino ed altro per 8 ore, abbiamo deciso di tentare una sortita serale. I nostri obiettivi sono: Spelacchio a Piazza Venezia, Piazza Navona pare illuminata a festa e Piazza San Pietro. Quando metto in m moto la nostra potente Aygò son le 20,40 abbiamo un’ora e venti minuti prima del coprifuoco. Erano più di venti anni che non provavo una simile sensazione da quando con Massimo Sartorio e Marco Palazzo, tra gli altri, ci aggiravamo tra Mestre e Venezia con gli anfibi ai piedi durante la libera uscita, che anch’essa prevedeva un coprifuoco che però veniva chiamato più civilmente rientro.  A Piazza Venezia troviamo Spelacchio tutto vestito e colorato ma senza luci a Piazza Navona troviamo le Fontane del Bernini la Chiesa del Borromini ma gli unici spot presenti sono rossi e abbracciano il collo di un gruppo di runner notturni.  Superata la prima delusione Martina incoraggia les deux a correre. Vederli felici nella notte scapicollarsi è una gioia anche per noi due.   Non c’è nulla da fare per un po’ Piazza Navona è chiamata ai suoi antichi fasti di stadio Domiziano. Sulla via del ritorno provo a passare per San Pietro ma a causa di una serie di sensi unici  e transenne non riesco a conquistare il colonnato, anzi mi perdo e per un attimo provo l’emozione della mancata consegna. Il tempo passa sono le 21.45 e per un momento non sappiamo esattamente dove ci troviamo. Poi purtroppo o per fortuna lo smarrimento finisce e rientriamo con 10 minuti di anticipo.

Corse a Piazza Navona di nuovo Stadio Domiziano

I capi della nazione sembrano aver ricominciato a darsele di santa ragione, questo è segno che il covid nostro è in parziale ritirata. Il casus belli potrebbe essere l’approvazione delle modifiche al MES. Un bel gesto invece lo fa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che fa sapere all’ANSA che si sottoporrà quando sarà possibile alla vaccinazione contro il Covid senza ovviamente scavalcare l’ordine della precedenza delle categorie a rischio, secondo le disposizioni delle competenti autorità.

Oggi dopo molto tempo abbiano ricevuto una breve visita di amici in casa. Con loro speso abbiamo passato il capodanno, abbiamo condiviso parte dell’estate e dell’inverno. Quest’anno un po’ meno. E’ stato gradevole fare due chiacchiere in soggiorno bere qualcosa e spizzicare qualche dolcetto mentre Gianluca, Giuliano ed Ettore si scalmanavano per casa armati comme il faut. Siamo stati con la mascherina tutti quanti tranne Ettore. Abbiamo aperto molto presto la finestra ed abbiamo fatto tutte le  abluzioni del caso. Devo ammettere che uno dei pochi lati positivi di tutta questa storia è l’abitudine all’igiene delle mani.

Anche oggi  634 persone con un nome e una storia  e dei cari sono andati via.

State bene se potete e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 264

Non credo che percorreremo il corridoio giallo, cioè quel lasso di tempo che consente di sconfinare di regione per raggiungere luoghi e parenti ameni prima dei divieti. Quando ero bambino mia madre mi spiegò che la libera circolazione delle persone era una delle caratteristiche delle democrazie. Mi spiegò anche che nelle dittature, come per esempio nella Germania dell’est o in Russia questo diritto non era contemplato. Bisognava chiedere il permesso per spostarsi e spiegare il perché. Mia mamma diceva la verità come è noto i regimi dell’est Europa smisero di esistere proprio quando crollarono le loro frontiere interne ed esterne. Ora mamma non c’è più e non c’è più nemmeno il socialismo reale ma che la libertà di circolazione sia uno dei fondamenti delle democrazie liberali resta un fatto. Di questo diritto siamo stati privati nell’anno che va via più e più volte. Abbiamo accettato che fosse così un po’ per paura del covid nostro un po’ perché non sapevamo che dire. Mi chiedo per quanto tempo potrà durare ancora questa situazione. Sono un cittadino responsabile ed accetto di buon grado tutte le regole che il Fiero Conte, i Chigini e i capi delle regioni mi dettano, però quelle libertà cominciano a mancarmi.

Mi chiedo come faremo a contrastare quella che sembra un’aperta ribellione dei giovani romani, per ora circoscritta, che hanno voglia di incontrarsi e sostanzialmente di fare casino. Non avendo noi neanche dato loro la possibilità di incontrarsi e di formarsi, anche sulle regole anti covid, a scuola.

la libera circolazione delle persone caratteristica delle democrazie

Oggi abbiamo fatto l’albero di Natale, a dire la verità l’hanno fatto Martina,  Giuliano ed Ettore io nel frattempo preparavo il brodo e poi il risotto allo zafferano che ha avuto un successo strepitoso tra gli adulti e tra i fanciulli.

L’Abruzzo nel suo piccolo si distacca ed emana un’ordinanza propria per uscire dalla zona rossa scatenando le ire di Boccia e Speranza.  Il Molise invece stabilisce la Dad per tutti, scuole chiuse aimè, e mezzi pubblici solo per necessità. Ora uno già deve fare uno sforzo per accettare le norme imposte dal governo e dallo stato ma non bastano ci sono anche quelle delle regioni, perché vuoi mettere il gusto dell’ordinanza che chiude apre ritarda o anticipa.

Per un anno della mia vita mi è già capitato di avere quasi tutte le mie libertà sospese: quando ho fatto il soldato. Sapevo però che finiti i dodici mesi sarei tornato alla mia esistenza borghese.

Ora tutti ci chiediamo quanto durerà e se e come finirà. Grandi speranze riponiamo tutti sui vaccini, che io farò senza dubbio se non altro per riguadagnare un po’ di libertà.

Scalpore ed orrore ha suscitato l’affermazione di Arcuri “Vaccineremo tutti anche gli immigrati”. Scalpore che non comprendo, so del grande odio di parte del mio popolo e delle forze per alcuni ma come potremmo mai eradicare il virus se non ci vaccinassimo tutti?

State bene e adelante con judicio!

Storni sull’Isola Tiberina

Coronavirus – Diario di crisi week-end 36

Per Ettore noi siamo tutti ‘pessone’ noi che viviamo con lui, lui stesso, le maestre e pure Darth Fener (la pessona nera). Quando per scherzo gli diciamo che è un gattino, un maialino  o un monello lui si oppone e ci dice che lui è una pessona, una pessona piccola. Devo ammettere che pur avendoci messo un po’ più di lui a capirlo condivido questo suo modo di concepire l’umanità.

«Colonavilus uccide pessone, cattivo. Batman attacca Colonavilus! Batman caccia via!». Il covid nostro è entrato anche nel mondo dei giochi di Ettore.  Non so se è un bene ma credo che così lui riesca in qualche modo a comprenderlo e ad esorcizzarlo. Il giochi dei bimbi credo servano loro anche per interpretare la realtà, per rendergliela più comprensibile ed accettabile. Ma la che mi fa impazzire e che lui è questa idea che ha della pessona

Noi invece come facciamo? Un po’ con i sogni e molto con i racconti, con quella che da un po’ gli uomini di mondo, tipo i Chigini, chiamano narrazione parola che mi fa venire l’orticaria quasi quanto resilienza.

Sarà stato per la noia, aiutata anche dalle scuole chiuse, sarà stato per la mancanza di altri luoghi dove radunarsi, la Regione ha chiuso i centri commerciali (dei cinema, dei teatri, delle palestre dei circoli di vario tipo e genere inutile dire) fatto sta che i ragazzi presa la metro si sono concentrati al tridente tra Piazza del Popolo, Via del Corso, Via del Babbuino e Via Ripetta. Grande clamore ha fatto, guadagnandosi addirittura l’apertura di più di un quotidiano online  un  rissa tra alcuni di loro. Il tutto è passato sui media, grazie al rilancio di una pagina Instagram che si chiama welcome to favelas, come una maxirissa al Pincio con tanto di celere intervenuta per calmare gli animi. Poi la questura ha spiegato che non c’è stato nessun ferito e che non le risultava alcuna maxi rissa e tanto meno l’intervento della polizia in tenuta antisommossa.  A parte ciò la questione dei ragazzi in strada si riproporrà anche perché incoraggiata dal clamore guadagnato e funzionale a un certo tipo di narrazione.  Pare che la cosa sia nata su Tik Tok dove due ragazze si sono sfidate e date appuntamento. Comunque, il modo in cui tutto rimbalza sui social e da essi vien ingigantito non va trascurato.  A un certo punto sono cominciate addirittura a girare voci di accoltellamenti e di morti. Queste ultime erano voci rigorosamente inventate. La cosa che davvero spaventa soprattutto in questo periodo in cui passiamo molto più tempo sulla rete è la capacità che abbiamo insieme ad essa di inventarla la realtà. Questo è un problema non solo per i ragazzi ma per loro in modo particolare ora che sono stati anche privati della scuola. Già qualcuno, come raccontammo sempre in questo diario si è ‘divertito’ ad inventare uno sciopero in quei pochi giorni in cui poterono andare in aula. Bastò un messaggio sui social, comprese le chat istantanee e lo  sciopero, non organizzato da alcuna organizzazione studentesca, prese corpo.

Noi abbiamo passato un bel fine settimana in casa, a parte un piccolo torneo scacchistico di Giuliano non siamo praticamente mai usciti se non per fare la spesa o andare in tintoria.

Nel frattempo non bastandoci il covid ci si è messo anche il maltempo. C’è di buono che questa settimana in Italia ci sono stati ‘solo’ 154.954 contagi contro i 201.347 della scorsa settimana. Le persone che sono morte invece sono state 5.188 contro le 4.980 della scorsa settimana.

Ste bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 262

La burocrazia on-line è un modo diabolico per trasformare ognuno di noi in un impiegato, meglio ancora in uno che fa il lavoro dell’impiegato senza nessuna retribuzione, anzi alla fine lo sportello telematico voleva pure  soldi. Internet è un po’ così ci trasforma tutti in suoi lavoratori alcun pagati altri no. In questo periodo faccio quasi tutto in rete il covid nostro è indiscutibilmente un suo alleato. Sarei curioso di sapere quanto è aumentato il traffico in questi mesi. Lo potrei cercare sul web ma non mi va, ho un po’ di pigriza da consumare con o senza matrix.  Mark Elliot Zuckerberg all’inizio di tutto ciò si chiese se i server avrebbero retto mi pare che non ci siano stati grossi problemi.

Comunque oggi tanto tempo per sbrigare una cosa di lavoro, firme digitali, moduli xml, collegamenti, telefoni. Pc, mail, pec, crittografia one to one. Tutta sta roba nel secolo in cui ho speso più anni non c’era. La pandemia c’era stata ma non per la mia generazione.

Ora che finalmente il Dpcm di Natale è stato presentato dal fiero Conte in Tv e su FB il timore è che i meridionali d’origine, che vivono al nord, fuggano in massa per raggiungere le madri patrie del mezzogiorno tra il 18 e il 20.  Una cosa vorrei dire a tutti ma tra noi non c’è proprio nessuno che all’idea di non fare il cenone di Natale, con decine di parenti, ha tirato un gioioso sospiro di sollievo? Cioè nessuna moglie si è sentita liberata dalla suocera o viceversa?

Il dpcm che potete leggere qui sotto nella sua rigogliosa interezza non aveva soprese rispetto a quello che già ieri si sapeva.

Niente spostamenti tra comuni nei giorni di festa e tra regioni per tutto il periodo delle vacanze, coprifuoco confermato, ristoranti aperti a pranzo sempre, cucine degli hotel chiuse a Natale a Capodanno la sera. Unica concessione per lo shopping: negozi aperti fino alle 21, ma solo in zona gialla e arancione.

Una circolare del ministero della salute consente le visite nelle residenze per anziani previo test antigenico.

Ueh Giuliano ed Ettore se quando leggerete queste mie memorie mi avrete mandato in una RSA sappiate che siete due….  Va beh credo che alla fine vi perdonerei però un po’ stronzi sareste.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 261

Le cose vanno come sempre… Nulla cambia era così anche ai tempi del piano Marshall … meno soldi di ora ma stessa burocrazia. Sono tutti degli incapaci. No non è vero, sono corrotti, peggio. No sono incapaci.  Il vaccino l’hanno dato e le persone sono morte. Ma quando? Secoli fa? Eh ma bisogna che si vaccinano… in tanti altrimenti non serve.. No non posso vaccinare mio figlio. Anche io sono… pieno di dubbi e di critiche. Come faccio a fidarmi. Io guardo la tv ma segui anche informazione parallela…allora capisci.

Questo il dialogo tra due padri all’uscita di una scuola. Uno autoctono l’altro immigrato. La cosa un po’ mi fa piacere è un segno di integrazione, nella paura e nella diffidenza per le istituzioni ma di integrazione.

Oggi ho accompagnato in bici Ettore siamo passati davanti alla Fontana di Trevi, nella quale non si può più scendere da marzo, e non ho potuto fare a meno di notare che le monete non ci sono quasi più. Simbolo della fine di quella infinita cornucopia che era il turismo per il centro di Roma. L’amore mio piccolo era contento mi indicava la strada. “Da alta patte da atta patte.” Ieri in taxi pare abbia detto al tassinaro che sbagliava strada.

Che tipo, chissà che farà, che dirà, che vorrà. Per ora andiamo a scuola.

I chigini ieri sera hanno tirato tardi e licenziato un decreto legge che servirà al Fiero Conte a promulgare il tanto atteso DPCM di Natale ma che già chiarisce che quest’anno stiamo a casa. Nel DL Solo due articoli, nei quali è esplicitata la cornice di divieti che esclude ogni possibilità di spostamento fra le regioni (gialle comprese) nel periodo compreso fra il 21 dicembre e il 7 gennaio.

Oltre a questo nel primo articolo del decreto viene posto il divieto all’uscita dal territorio comunale di residenza nelle giornate di Natale, Santo Stefano e del 1° gennaio. Le Regioni promettono fuoco e fiamme oggi si son viste con il presidente del consiglio che all’ora dei TG ci illustrerà le altre norme e divieti del DPCM adveniente.

La scuola superiore pare rimarrà, purtroppo, chiusa almeno fino alla fine delle Vacanze di Natale. Passeremo queste feste come i nostri compleanni, come Pasqua, come il primo maggio e come il 25 aprile. Non mi fa piacere ma è così che dovremo fare, si spera per il bene di tutti. Sarebbe stato meglio farlo senza imposizioni ma non sembra possibile. Oggi il covid nostro si è portato via 993 persone: ognuna delle quali ha un nome e una storia non meno degna di rispetto della mia o della tua mia cara lettrice.

Arcuri il temporeggiatore ci garantisce che entro settembre saremo tutti vaccinati (che qualcuno prenda nota dall’Ansa del 3 dicembre ’20). 25 senatori democratici fanno un appello agli affetti per gli spostamenti tra comuni. Insieme a loro anche i capi delle Regioni e molti parlamentari dell’opposizione. Ci si dice che la nonna non può passare il Natale da sola. Credo che però la ratio sia proprio quella di tenerci distanti soprattutto dagli anziani che non vediamo spesso.

Il dottor Giuseppe Ippolito dello Spallanzani ci spiega che chi ha avuto il virus non dovrà vaccinarsi in quanto già immunizzato. Penso a tutte le persone che conosco che lo hanno avuto e mi accorgo che sono più di un po’.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 260

Il fiero Conte sembra che voglia far aprire le scuole superiori prima di Natale. Un po’ per dare un segnale che non ci siamo dimenticati dei ragazzi e un po’ perché nessuno sa quando riapriranno le scuole dopo le vacanze. In questo come è noto siamo solidali con lui, con la Ministra Azzolina e soprattutto con gli studenti che meriterebbero di poter tornare in aula nonostante loro e nonostante noi.

L’altro fronte in cui è impegnato il fiero Conte è l’edificazione della task force, di carattere egiziano (cit. Paolo Mieli), per la gestione dei soldini europei del Recovery fund. L’idea di costituire questa grande piramide di tecnici e manager al cui vertice si pone il fiero Conte stesso comincia a suscitare qualche opposizione e ilarità. Del resto per resistere alle fiere e ai draghi che potrebbero insidiare un simile territorio c’è bisogno di una solida costruzione.

Ieri Ettore è andato dal pediatra per la visita annuale. Peso, altezza crescita. Le solite cose. Lo ha accompagnato la mamma. Il tutto nel rispetto delle ormai celebri norme contro il covid nostro. Mascherina lui, mascherina la mamma e ovviamente anche il dottore. Ogni tanto entrava, Giuditta, la segretaria con gli occhiali occhiali a pince nez, per chiedere al pediatra lumi su questo o quel bambino con il padre o la madre positivi.

Il pediatra ha molto da fare con gli adulti

“La mamma vuole sapere che deve fare”. Lui raccomandava isolamento del padre e quarantena. “Deve stare separato!”. Oppure si scaldava se scopriva di possibili ritorni a scuola prematuri: “No! quello non era separato dal padre!”.

Sembra che la perfida Albione sarà la prima a provare i nuovi vaccini. Johnson, anche con un certo gusto, ha bruciato la burocrazia e la politica europea e ha fatto approvare gli Pfizer. Da non confondere con il vaccino delle nostre migliori Speranze anch’esso britannico (e anche un po’ pontino) che invece pare debba mettere ancora appunto i suoi trial.

In compenso però l’Ue ha pubblicato le sue linee guida non vincolanti per il Natale con il covid nostro. Niente canti, smart working dalle località di vacanza prima e dopo le feste, per le scuole vacanze cuscinetto e «l’introduzione di un periodo di apprendimento online come modo per introdurre un periodo cuscinetto ed evitare che le infezioni vengano portate nelle scuole». Considerate che queste raccomandazioni sono per tutti i paesi europei  che per lo più hanno tenuto aperte le scuole sempre finora. Se vagliamo viaggiare ci raccomandano il vaccino antinfluenzale, ad avercelo! Infine la messa online e in TV.

Il Dpcm dei Chigini invece si arricchisce ogni giorno di grida e indiscrezioni nuove. L’ultima è la chiusura dei ristoranti degli alberghi per il 31 dicembre. Perché con il trucchetto della camera prenotata si potrebbe fare il cenone, tutti insieme vicini, vicini. Facciamo un po’ tenerezza sembriamo adolescenti vegliati da una madre severa e ciabattosa. Eppure è così.

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 259

Compie un anno il covid nostro.  Auguri! Il primo dicembre del 2019 in una città cinese abitata da milioni di abitanti, che la maggioranza di noi occidentali non aveva mai sentito nominare, Wuhan un uomo si ammalava di una strana polmonite che The Lancet il 24 gennaio dell’anno dopo individua come caso zero.

A nessuno fa piacere aver dato i natali al covid nostro e questo lo capiamo. Successe anche con altri morbi definiti mal francese o male gallico da tutti, tranne che dai francesi che lo chiamavano male napoletano, anche se in realtà veniva dalle lontane indie occidentali, dall’America! Trattasi della sifilide, bei tempi ci voleva un certo impego per prenderla ed oggi è facilmente curabile con degli antibiotici.

Pare però che il covid nostro venga proprio dalla Cina, come gli spaghetti, la polvere da sparo, la carta, la carta moneta, la carta igienica, la bussola e probabilmente anche la stampa a caratteri mobili e la bara.

<<Libelami. Devi libelammi. Sono pligionieo>>. A quel punto Giuliano deve raggiungere Ettore che di solito è spalle al muro o a croce tra due stipeti di una porta. Liberato da un gesto del fratello Ettore viene a tavola o comunque torna con noi.

Tutti vorremmo essere liberato in questo periodo con un rapido gesto di un eroe da noi amato ma non sembra che le cose stiano andando così. La gestione della pandemia vede il nostro Paese ai primi posti per letalità e questo ha alla fine un peso anche sull’economia. Pare ci sia un rapporto direttamente proporzionale.

Verso un lockdown di Natale?

Alla sfibrante attesa del Dpcm di Natale, di cui sappiamo sempre più cose ogni giorno che poi cambiano il giorno successivo ora si è aggiunta quella delle linee guida dell’Unione Europea.  Pare si prenda in considerazione non solo l’ipotesi di bandire la messa Natale ma anche quella di allungare le vacanze dei ragazzi e dei bambini.

E’ sempre una gioia scoprire che non siamo soli nell’universo. Qui nello stivale si oscilla tra le proposte innevate delle Regioni alle ‘grida’ tremende  che a Chigi fanno girare prima di sfornare il Dpcm allo zenzero.

Pare si vada verso cene solo tra conviventi, Hotel di montagna chiusi per 20 giorni e primi allentamenti solo dal 15 dicembre.

Insomma arriva il lockdown di Natale!

Anche se non per lo shopping qui a Roma sembra che La Raggi voglia lasciare i negozi aperti fino alle 22.00 Che ne pensate? Qui un sondaggio di Roma Report. 

State bene e adelante con juicio!

01.12.2020

Coronavirus – diario di crisi giorno 258

<<Papà ti posso raccontare una cosa?>>  decine forse centinaia di conversazioni con Giuliano iniziano così. Qualche volta mi sembra di non aver tempo ma non è vero, lui merita sempre di essere ascoltato anche quando  viene con i suoi giochi e le sue domande su chi è più forte, o più cattivo, o più antipatico,  o simpatico  in quel film o in quel cartone.

<<Flavia dice che il coronavirus non esiste e lo dicono anche sua mamma  e suo papà>>.  Dopo un piccola pausa, sorridendo, perché in quel momento il mio timore era di non creare una distanza incolmabile tra Flavia e Giuliano, gli ho risposto che ci sono molte persone che la pensano così ma che purtroppo si sbagliano. Ogni epidemia ha i suoi Don Ferrante e badate che il personaggio del Manzoni, non solo non era cattivo ospita Lucia liberata dall’Innominato,  ma era anche un dotto e un letterato.

La serenità con la quale le stesse Regioni che hanno chiesto di non riaprire le scuole insistono invece nel chiedere di aprire le piste da sci non finirà mai di stupirmi. La richiesta è di consentire a chi ha la un seconda casa o alloggia in albergo in montagna di usare gli impianti. Si immagina anche di far fare dei test rapidi ai villeggianti.   Un po’ mi  indigno, brutta attitudine cui purtroppo son anche io avvezzo,  poi mi calmo provo a mettermi negli scarponi degli albergatori  e di tutte le persone che lavorano in montagna e capisco. Appare comunque una soluzione abbastanza pericolosa dal punto di vista del contenimento dell’epidemia.  Inoltre mi chiedo perché nessuno tra i capi delle Regioni riesca mettersi le snikers dei nostri figli.

Mi chiedo anche  tutti dovremmo trasferirci in montagna prima del 20 e non dovremmo andar via prima del 6? Oppure si immaginano delle deroghe per chi monta le catene? Sì perché apre che tra il 20 e il 6 ognuno deve stare nella regione in cui si trova.

Tutti aspettiamo il DPCM di Natale che presto giungerà.  La corsa allo shopping in centro a Milano e Torino poteva stupire solo chi non aveva visto quello che stava succedendo a Roma. Del resto tutta la narrazione del governo è stata impostata su quest’idea del Natale come premio finale.

Oggi in ufficio ho, lavorato , letto e scritto.  Roma mi è apparsa bella come al solito ma ripercorrendo vie per me abituali tra il  Tritone e il Pantheon ho visto molti negozi che hanno cominciato a chiudere nella speranza di riaprire o nella certezza di non farlo più.

Posti che per me avevano un  piccolo senso personale. La cosa mi rattrista e mi fa riflettere su quanto sia complicato l’equilibrio tra la sanità pubblica e l’economia. La mia preoccupazione non è solo per i padroni di quelle attività ma anche per i loro dipendenti. Questa volta abbiamo  evitato di chiudere tutto dappertutto l’impatto c’è stato comunque ma è stato meno devastante di quello dell’altra volta.

Martina mi manda una foto di Giuliano che sceglie un nuovo giubbotto per l’inverno, mi accorgo che siamo fortunati ad averci l’un con l’altro e che questo più o meno è quelle che penso del Natale.

State bene e adelante con Juicio!

Coronavirus – Diario di crisi week-end 35

Quest’anno niente zecchino d’oro. L’Antoniano non farà il tradizionale concorso canoro per bambini. E’ la prima volta che succede. A noi dispiace siamo fan accaniti, è Martina che me lo fa notare. Il covid nostro si è abbattuto anche sui 44 gatti e le Tagliatelle della Nonna Pina. Pare che questa edizione si svolgerà nella primavera del 2021 dal 10 al 16 maggio, chissà che ne sarà di San Remo.

Mentre le regioni scoloravano come nel loro desio noi restavamo in casa. Sabato mi sono esibito nella preparazione di una quindicina di supplì’ al telefono. Devo dire grande successo, certo la casa ha odorato di fritto fino alla mattina dopo ma le facce di Giuliano ed Ettore felici che li addentavano ghiotti mi ha fatto contento.

Ennesimo week end casalingo, leggo invece che molti si sono dedicati allo shopping e alla nobile arte dell’aperitivo all’ora del the, pratica ormai abbastanza diffusa.

La Lombardia si fece arancione, i fan di Pisapia però si contengano che lui nulla centra, scolorì insieme alla Calabria e al Piemonte. Sostanzialmente tutte le regioni dichiarate ad alto rischio per prime sono state declassate a rischio medio.

Questa settimana per la prima volta i contagi sono stati meno di quelli della scorsa: 241.127 contro 201.347, di cui 44 mila in Lombardia, che son comunque una cifra spaventosa come lo è quella delle persone morte 4980 da venerdì a venerdì.

L’orribile gioco dei campanili è ricominciato, perché la Lombardia è arancione e la Campania no?

Pare che si vada verso un Natale con coprifuoco e con divieto di circolazione delle persone tra regioni. Questo dovrebbe evitare di ripetere la non felice esperienza di fine estate.

Il rallentamento del contagio fa rifiatare noi ma anche i capi delle nazioni e delle regioni che si preparano a cucinare quelli che Aldo Moro avrebbe definito equilibri più avanzati. Parte sempre più importante della maggioranza spinge il Fiero Conte a un rimpasto. Cosa possibile credo solo con una crisi pilotata, una roba che a me sembra lunare in questo momento ma temo che la convivenza con il virus sia anche questo, la vita politica non può essere sospesa per un tempo indeterminato.

Il boccone dei fondi europei del Recovery fund è troppo goloso. Il fiero Conte si appresterebbe alla creazione di una nuova task force per la gestione e la programmazione del Piano Next Generation per l’Italia. La squadra non sarebbe proprio a ranghi ridottissimi  6 super manager e 300 tecnici. La nostra classe dirigente è naturalmente interessata a questo tipo di partita. Non lo trovo scandaloso. Per le scuole superiori invece sembra abbia vinto la linea dei capi delle regioni se ne riparlerà dopo le feste.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – diario di crisi giorno 255

Questa cosa degli scacchi sta diventando una roba un po’ fortina per Giuliano. Questi giorni che è stato in casa l’ho beccato un paio di volte con un vecchio libro di mio padre e due scacchiere per ricostruire delle varianti. Ettore era là che lo guardava tra l’ammirato e l’indispettito. Devo dire che una bella botta di entusiasmo gliel’ha data ‘La regina degli scacchi’ deliziosa serie per Netflix che vi consiglio.

Per mia sfortuna la cosa più trascendente in cui credo è la sublimazione chimica, cioè il passaggio dallo stato solido a quello aeriforme, eppure ho sempre pensato che parte di mio padre, scomparso un mese prima della nascita Giuliano, si fosse trasferita in lui. Il che almeno per qual che riguarda il Dna è senz’altro vero vero.

Era molto contento di tornare a scuola, meno lo era Ettore che si è un po’ lamentato. Comunque che se la godano la scuola finché c’è.

I capi delle Regioni hanno fatto sapere al Fiero Conte che loro le scuole non le vogliono riaprire che si prosegua con la Dad. Tra le tante richieste che hanno raccolto sui loro territori pare che quella di riaprire i licei non ci sia.

C’è una parola siciliana che rende quel che le regioni provano per la scuola e i problemi legati alla sua riapertura ed è camurria. Per loro sta storia è solo una camurria una infinita, petulante ed assillante scocciatura che niente di buono gli può portare. Vuoi mettere con lo shopping Natalizio, magari in un bel centro commerciale, le luci colorate, le piste innevate, i fuochi d’artificio, il dolce scolorire delle regioni dal rosso, all’arancione, al giallo.

Comunque oggi il governo prederà atto dell’addolcimento dei dati e della curva. I casi questa settimana, pur se alcune decine di migliaia, saranno meno di quelli della scorsa settimana, dopo varie settimane in cui raddoppiavano è indiscutibilmente una buona cosa. Alcune maglie verranno per questo allargate non sembra quelle della scuola in presenza, almeno così non vogliono le regioni, tutte dalla Rossa Emilia Romagna alla Verde Lombardia, dalla Sicilia al Veneto.

I trasporti secondo la De Micheli da soli non basterebbero a risolvere una situazione che dovrebbe prevedere anche orari scaglionati, cosa che a dire il vero abbiamo sempre saputo, e scuole aperte anche il sabato e la domenica. Apriti cielo le associazioni degli insegnanti e dei presidi non vogliono e forse neanche quelle dei genitori e degli studenti.  A dire il vetro la sensazione che la De Micheli abbia mandato la palla in tribuna per non affrontare il problema del TPL, mi si perdoni la metafora calcistica ma data la maratona su Maradona ho ceduto, un po’ ce l’ho anche io.

Comunque stiamo parlando del nulla perché se le Regioni, che sono le più vicine ai bisogni del territorio, dicono tutte all’unanimità che la scuola non serve,  vuol dire che non serve.

Del resto guardateli i nostri governatori inorriditi all’idea che una bambina voglia andare a scuola per studiare gli endecasillabi.  A tal proposito De Luca il lungimirante alla fine ha riaperto solo le scuole d’infanzia e le prime elementari. Già però un risultato lo ha ottenuto molti dei bambini che potevano tornare non sono stati riportati dai loro genitori.

Alcune istituzioni stanno di fatto delegittimando la scuola questo è uno dei danni che il covid nostro ci lascerà in eredità.

Il vaccino anglo-pontino (Oxford Astrazeneca), quello in cui abbiano riposto le nostre migliori Speranze, ha fatto qualche passaggio a vuoto. Non è chiara alla comunità scientifica il protocollo scelto per un trial nato per sbaglio. Pare che si debba rifare, e rendere ripetibile e verificabile.

Intanto in Corea sarebbe arrivata già la terza ondata, tanti piccoli focolai contemporaneamente.

Comunque il fiero Conte questa sera ci chiarirà le novità. Il fermento per il DPCM di Natale prosegue e il dibattito ferve anche sulla nascita del bambinello che andrebbe anticipata per consentire a tutti di rispettare il coprifuoco alle 22.00.

A proposito di fede popolare triste è la sorte della comunità di san Pio infatti i Frati sono stati contagiati nella loro totalità. Quindi messe a porte chiuse al Santuario di San Giovanni Rotondo.

State bene e adelante con juicio!

Giuliano prova varianti su due scacchiere

Coronavirus – diario di crisi giorno 254

Tutta Italia è in fibrillazione in attesa del decreto sul cenone. Son giorni ormai che tutti attendono il nuovo Dpcm scaccia guai.

I giornali lo chiamano decreto di Natale, senza ironia, compresi nella cronaca delle festività che verranno.  Presto sapremo: ci sono varie ipotesi in campo dalla più restrittiva: cenone con i soli conviventi e coprifuoco anche a Natale, alle più generose un generico appello al buon senso ma una sostanziale tana libera tutti.

Cosa importante invece è che il Parlamento, ha votato quasi all’unanimità lo scostamento di bilancio. Credo sia il quarto dall’inizio dell’emergenza covid. Tutto il centro destra, Salvini compreso, ha votato con la maggioranza. In poverissime parole lo scostamento è la presa d’atto pubblica che non rispetteremo gli impegni presi con l’Europa con gli investitori per obiettivo di medio termine per il saldo di bilancio strutturale che ogni Paese dell’UE dovrebbe raggiungere in un certo periodo di tempo. Insomma spenderemo di più e incasseremo meno di quanto previsto. Ora grazie alla pandemia si può fare senza particolare scandalo. Ché ogni tanto bisogna dare al covid nostro quel che è suo, invece per il voto dell’opposizione pare si debba ringraziare Zio Silvio.

La flessibilità di bilancio attuale si deve al covid nostro

Pare che qualcuno per Natale si vaccinerà. Angela Merkel spiega al suo parlamento che i primi saranno i medici e gli infermieri e che il vaccino è “la luce in fondo al tunnel”. Chissà se c’è una Rimini (capitale italiana dei novax) anche in Germania. Con teutonica concretezza la cancelliera spiega anche che di sciare non se ne deve parlare fino al 10 gennaio, in tutta Eruropa. Però a meno che non tenti una nuova Anschluss pare che l’Austria resista.

Giuliano ed Ettore oggi sono rimasti a casa con la mamma. Il loro raffreddore migliora, domani si potrebbe provare a riportarli a scuola.

In attesa del vaccino e in vista delle visite che avete intenzione di fare ai vostri parenti, ora c’è la possibilità di fare dei test diagnostici rapidi in Farmacia. Qui nel Lazio in molte farmacie vi lascio qui la lista.

State bene e adelante con juicio!

26.11.2020

Coronavirus – diario di crisi giorno 253

<<Oggi è mio compeanno!>> provo a dirgli che era ieri il suo compleanno ma. <<Oggi mia fetta!>> e ci guardava pieno di una gioia che ho qualche difficoltà a levargli dal viso.  Alla fine con Giuliano gli ricantiamo tanti auguri. Ad Ettore piace tanto che sia il suo compleanno e non capisce perché lo debba festeggiare un solo giorno all’anno. I saturnali per il suo genetliaco si sono in ogni caso protratti per tutta la serata di ieri, abbiamo anche ballato oltre che scartato giocattoli e tagliato torte.

Però les deux erano decisamente raffreddati quindi abbiamo deciso di restare a casa oggi. Le maestre sono sempre più sensibili, anche comprensibilmente, quindi onde evitare che ce li rimandino a casa li teniamo spontaneamente.

I miei due piccoli, come capitava a me, sono spesso raffreddati quindi la cosa è abbastanza fastidiosa. Comunque niente febbre qualche lavaggetto e un po’di pazienza.

Tutto questo potrebbe avere una fine a breve. Per qualche ora è circolata la voce che i primi ad essere vaccinati, già a dicembre addirittura prima della riapertura delle scuole, saranno alunni, insegnanti e personale non docente. Quando lo dico a Giuliano gli brillano gli occhi e mi chiede se davvero  li vaccineranno prima di Biden e di Conte.  Poi però l’ipotesi svanisce come era apparsa sui giornali.

Oggi Speranza sul suo piano vaccinale, che presenterà il 2 dicembre in Parlamento, dice che prima andranno alle categorie a rischio “Come personale sanitario, anziani e chi ha più patologie.”

Nel frattempo l’ipotesi di riaprire le scuole superiori e le scuole medie, ove chiuse, entro il 9 dicembre prende sempre più corpo anche se fra mille distinguo e precisazioni. Il fiero Conte comunque dice che è una priorità.

Una domanda però sulla riapertura delle scuole ai capi delle regioni e della nazione e dell’istruzione la vorrei fare anche io. Avete immaginato un piano per orari di ingresso e trasporto pubblico che consenta ai ragazzi e agli altri passeggeri di non ammassarsi sui bus?

La persona nera come lo chiama Ettore

Se la risposta è che non si può fare o che non spetta alla regione ma al comune, non al comune ma alla regione, non alla regione ma al ministero temo che ci troveremo presto in un altro guaio.

Le scuole che in questo Paese vengono usate per risolvere il problema logistico del voto potrebbero essere usate per vaccinare almeno docenti, allievi e bidelli. Chissà come si sta organizzando Arcuri il Temporeggiatore, non m vengono in mente altri posti così capillarmente distribuiti sul territorio nazionale.

Tutto questo ha un senso se i vaccini arriveranno e se li faremo. Sempre più persone sembrano non essere disposte a farsi vaccinare.  Secondo una ricerca dell’Università Cattolica di Milano il 41% degli intervistati ritiene “per niente probabile” o “non probabile” l’eventualità di una vaccinazione contro il coronavirus. Per questo sembra che si stia prendendo in considerazione l’ipotesi di renderlo obbligatorio.

Ieri purtroppo son morte altre 853 persone, il contagio però ha subito una frenata si spera che anche i decessi, come naturale conseguenza, diminuiscano fra un po’.

Tutti aspettano il Dpcm di Natale che dovrebbe regolare le nostre feste forse anche consigliano il numero dei commensali.

Ora ce li ho tutte e due addosso che giocano e scherzano mentre scrivo.

State bene e adelante con juicio!

25.11.2020 Giorno della morte di Diego Armando Maradona

Coronavirus – diario di crisi giorno 252

Alla fine ho ceduto e l’ho comprato. Ne ho trovato uno ad un prezzo che mi è parso più ragionevole di quelli praticati dalle farmacie trasteverine e l’ho preso. Per la modica cifra di 35 euro la mia famiglia può ora disporre di un saturimetro perfettamente funzionante e speriamo completamente inutile. La farmacista mi ha chiesto se lo compravo con la speranza di non usarlo mai ed io candidamente ho ammesso. Comunque l’ho provato funziona e nel mio sangue pare ci sia ossigeno a sufficienza.

Oggi è il compleanno di Ettore niente banchetti o merende con nonni amici e vicini, ovviamente, però la mamma lo festeggia da giorni e già da stamattina gli fa spegnere candeline. Gli ha comprato dei cappellini di carta e dei dobloni di cioccolata, alcuni addirittura con Batman, da distribuire a scuola tra i suoi compagni. Nella speranza che le maestre trovino il modo di dirgli tanti auguri insieme agli altri bambini. Pare che sia molto importante per i più piccoli festeggiare la propria nascita. Ettoruzzo fa tre anni di cui quasi uno passato ai tempi del covid nostro. Lui ha sempre avuto qualche difficoltà ad accettare che qualcun altro compisse gli anni, infatti felice ha detto alla mamma: <<Oggi mio compleanno, non di papà, mio! >>

Ettore festeggia al mattino

Questa sera grandi saturnali casalinghi noi quattro. È il terzo genetliaco che passiamo così, prima Giuliano, poi io e ora Ettore. A Martina andò meglio eravamo in vacanza a Pesaro mare, sole, spiaggia e ristorante dell’albergo.

A tal proposito prosegue la disfida sulle vacanze di Natale. È sceso in pista anche Tomba, mito dello sci alpino, per chiedere la riapertura degli impianti sciistici.

Prosegue la disfida per un bianco Natale scende in pista anche Tomba

Pare che il  Governo abbia deciso di non riaprire per il momento, il Fiero Conte, con una leggera tossetta, è andato dalla Gruber a spiegare che per Natale non dovrebbero esserci più zone rosse ma che non possiamo permetterci di rifare gli errori dell’estate e quindi prevede delle misure specifiche. Addirittura annuncia di voler riaprire le scuole prima delle festività, il che non sarebbe una brutta cosa. Pare che si stia cercando un accordo europeo per lasciare chiusi tutti gli impianti sciistici, ma la Svizzera ha già aperto. Altra cosa su cui il premier insiste e la necessità di favorire la tradizione dei regali. La cosa è comprendibile dal punto d vista economico e si tradurrà in una serie di allentamenti degli orari per lo shopping, la ristorazione? Credo che siamo all’inizio di una trattativa.  Per intanto Speranza ha firmato ordinanza in cui conferma le misure per Bolzano (rossa) e Basilicata, Liguria e Umbria (gialle). Comunque le Regioni, quelle del nord e immagino l’Abruzzo, chiederanno grandi ristori. Il fiero Conte dice altre due cose importanti: primo che uno stato democratico non si può mettere a contare le persone che entrano nelle case private e secondo che il vaccino non sarà obbligatorio. La qualcosa dovrebbe responsabilizzarci come famiglie e come individui.

Oggi riunisce a Chigi capi i delegazione e i Ministri Roberto Gualtieri, Luigi Di Maio, Enzo Amendola vedremo.

A Roma invece tutti parlano dei vigili, un po’ perché ieri Report ha mandato in onda un’inchiesta molto dura sul potere dei pizzardoni romani, “Un sistema che permette agli agenti della Polizia locale di esercitare un controllo totale sulla città: sui commercianti, sugli imprenditori, sui politici, sugli stessi privati cittadini.”
Un po’ per una storia meno grave ma più pruriginosa: lui e lei fanno l’amore in macchina durante un turno di guardia a Tor di Quinto ma lasciano la radio accesa…

Si comincia a muovere qualcosa in vista delle prossime elezioni comunali. Roma Report ha intervistato invece due candidati diciamo così minori ma significativi se vi va, vi lascio i link

Intervista a  Paolo Berdini di Massimiliano di Giorgio

Intervista ad Andrea Bernaudo (mia di me)

State bene e adelante con juicio!

24.11.2020

Saturimetro prova

Coronavirus – diario di crisi giorno 251

Il Natale da cartolina, quello nei desideri di ogni buon occidentale consumatore di spot televisivi, dolci e regalini deve essere bianco. Per questo i capi delle regioni si stanno attrezzando per dare la possibilità a tutti noi di popolare le piste, con i nostri slittini, i nostri sci e dopo sci. Che importa che le cabinovie e le funivie siano da sempre usate come esempio quasi proverbiale di affollamenti insopportabili. Andremo felici anche a riempire i rifugi dove potremo bere il nostro grog o più modestamente il nostro vin brûlé, rigorosamente serviti dallo stesso orcio con lo stesso mestolo. Tutti in fila stretti-stretti, vicini-vicini per non sentire il freddo.

Ieri pomeriggio il fiero Conte ha fatto sapere che ci sarebbe stato del rigore anche a Natale tant’è che l’apertura del Corriere di oggi è “Feste senza neve e veglioni”. Però è bastata quella porta socchiusa tra sabato e domenica per far uscire comunicati della associazioni di categoria che già fanno i conti dei soldini che si possono incamerare con le riaperture di Natale. Infatti il titolone della cronaca di Roma è “Riaprire la sera vale 50 milioni”. Catenaccio  “Solo dalle cene fuori arriveranno 11 milioni.”

Non è che siamo schizofrenici o bipolari è che viviamo, tutti noi non solo la nostra spettacolare classe dirigente, due spinte contrapposte che di fatto, per il momento, sono difficilmente conciliabili. L’esperienza estiva  però ci dovrebbe avere un po’ ammaestrati eppure stiamo qui con 805.947 positivi a discutere di come fare a far circolare, persone, soldi e manicaretti questo Natale.

Un vero Natale deve essere bianco

Quanto al suo biancore vorrei che non pensaste a una mia esagerazione e quindi cito dall’ANSA di oggi: “Sono in arrivo le regole sulla settimana bianca anti-Covid, attesa da tantissimi italiani, previste dalle ‘linee guida delle regioni per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici’: il documento, di cui al momento c’è solo una bozza, sarà portato in Conferenza delle Regioni oggi per essere poi sottoposto al Governo e al Cts.” Linee guida che nel pomeriggio approvano.  Zaia e Cirio si fanno portavoce delle esigenze dell’economia della montagna che altrimenti, dicono, morirebbe.

Le scuole superiori? Non se ne parla nemmeno; eventualmente, se i ragazzi si comportano bene, bevono tutto il loro grog e il loro vin brûlé se ne può parlare dopo la Befana. Agostino Miozzo, coordinatore del comitato tecnico scientifico, che è da un paio di settimane che insiste perché si riaprano le scuole, ci spiega che “Se nelle festività avremo momenti analoghi a quelli vissuti nell’estete appena trascorsa, avremo dati simili o addirittura peggiori di quelli attuali. Significa che le scuole rischiano di restare chiuse altre settimane.” Chiaro? Anche questa volta sappiamo tutto quello che si può fare e non fare per evitare la terza ondata  eppure non resisteremo e lasceremo che sia.

Il vaccino anglo-pontino (AstraZeneca Oxford)  invece prosegue il suo cammino e risultava efficace al 70% sempre in attesa della terza fase. Il buon Crisanti continua nella sua opera demolitrice della già scarsa fiducia delle italiche genti per i vaccini e la medicina. <<Ribadisco che sulle basi delle conoscenze che abbiamo oggi non mi farei il vaccino>>. E dire che lui lo aveva portato il suo piano al Fiero Conte.

Giuliano ed Ettore, figli miei che un giorno leggerete questo diario ormai grandi e, si spera vaccinati, sappiate che gli uomini sono così molto generosi con le proprie idee e molto avari con quelle degli altri. Non siate troppo severi con noi ci trovammo a vivere uno strano momento.

State bene e adelante con juicio!

23.11.2020

OUTSIDE IN – San Paolo dettaglio

Coronavirus: Diario di crisi, weekend 34

<<Catwoman. La città sta buciando è tato Joker!>> Catwoman, cioè Martina risponde <<Oddio e ora come facciamo?  Gotam è distrutta!>>  Batman – Ettore la rassicura. <<Non ti preoccupare la aggiustiamo!>>

Così è passato il nostro fine settimana tra Batman, Dart Fener, gli scacchi, i compiti e qualche mangiatina. Per la verità le cose non erano cominciate benissimo. Venerdì sera mentre facevo la spesa Martina mi telefona e mi dice che a casa non c’è più l’acqua ma non quella minerale, quella corrente. Mi ricordo della comunicazione condominiale da me come sempre ignorata, di solito queste cose se le sbrigano mentre siamo in ufficio. Beh affrontare il covid nostro senza potersi lavare ne poter pulire la casa non sarebbe una passeggiata. Compro delle salviettine per pulire casa per le mani useremo il gel et amen et amore dei.

L’acqua con la pandemia serve anche di più

La cosa non si risolve subito quindi vado con Giuliano a comprare delle pizze che consumiamo nello studio guardando The Mandalorian e il piccolo Joda in Tv. Quando i bimbi vanno a dormire finalmente torna l’acqua. Devo ammettere che è stato un bel sollievo.

Sabato lo passiamo quasi tutto a casa solo nel pomeriggio mi prendo Giuliano e facciamo un scorribanda a San Paolo per vedere un nuovo murales, bello poi con musei e mostre chiuse sono una delle poche forme d’arte ancora fruibili. Passiamo in macchina per un Viale Marconi trafficatissimo e pieno di persone che passeggiano per lo shopping. Incontriamo anche un’ambulanza e una barella a terra sotto un condominio.

C’è qualcosa che somiglia al Black Friday, che invece dovrebbe essere il 27 di novembre, tante persone tutte con la mascherina ma tante!

Viale Marconi sabato

 

Il murales ci piace ci sono anche un po’ di altre persone che fotografano, che chiedono, che si informano, che vogliono attaccare bottone. Siamo così, siamo animali sociali.

Chigi salva il Natale ma non i licei

La domenica la passiamo tutta in casa c’era l’ipotesi di vedersi con degli amici ma per una ragione o per un’altra sfuma. Noi gli proponiamo di vederci a casa nostra, ma la cosa non piace perché gli ambienti chiusi sono più pericolosi per il covid. Ci propongono il parco poi però il freddo e un piccolo raffreddore di Ettore ci fanno desistere. Comincia a fare un po’ troppo freddo per fare passeggiate in Villa.

I nostri eroi a Chigi, come dicono quelli che lo frequentano, invece pare siano in sollucchero per l’appiattimento dei dati.

Che c’è, questa settimana abbiamo fatto quasi esattamente lo stesso numero di contagiati della scorsa: 241. 522 contro 242.127 poco più di mille casi in più, però sempre un quarto di milione di contagiati abbiamo prodotto.

Contagi settimanali. Si può apprezzare la comparsa del plateau 

Gli eroi a Chigi però pare vogliano riaprire piste da sci, bar, ristoranti e hotellerie per un Natale che comincerebbe il 3 dicembre. Mentre invece non prendono nemmeno in considerazione l’idea di riaprire i licei prima della Befana che con le sue scarpe tutte rotte potrebbe portare, viste le premesse, e la circolazione delle persone e del virus, che sarebbe paragonabile a quella di questo agosto, la terza ondata e quindi la decisione di non riaprire le scuole. Sì perché il sottosegretario Zampa fa sapere che potremo anche andare a trovare i nostri parenti fuori regione. La differenza fondamentale con questa estate è che adesso abbiamo 250.000 positivi accertati a settimana,  numero quasi inimmaginabile ad agosto. Voi mi direte ma per il 3 dicembre saranno meno ok facciamo la metà, 125.000 a settimana, la metà della metà? 60.0000 (per difetto). Bah a me sembra comunque uno strano procedere.

I ministro Azzolina, cui devo riconoscere di aver tentato in questi mesi di difendere il diritto dei ragazzi ad andare a scuola, secondo il Corriere della Sera avrebbe reagito così:

<<Ovviamente sono contenta anche io perché la curva si sta appiattendo, ma c’è una cosa che non capisco. Percepisco una grande euforia, vi sento parlare di aprire i negozi, i ristoranti, le piste da sci… Ma nessuno di voi ha qualcosa da dire sulla scuola? Davvero pensate che con il Dpcm del 3 dicembre si possa riaprire tutto, lasciando chiusi i licei?>> Pare di sì a parte i renziani, nessuno ha sposato al sua linea.

Comunque non temete pare che potremo riunirci per mangiare cotechini, lasagne, abbacchi, panettoni, pandori, torroni, insalate di rinforzo e il meglio che la tradizione italiana mette a disposizione per l’ingrasso natalizio. La cena e i pranzi di Natale, santo Stefano e San Silvestro pare siano salvi. Anche i brindisi e forse pure i veglioni

<<Missione compiuta! Catwomen abbiamo aggiustato il Natale!>>

State bene e adelante con juicio!

(22-11-2020)

Fotografi per il nuovo murales

Coronavirus – Diario di crisi giorno 248

Oggi in ufficio un traffico singolare nonostante fosse venerdì eravamo in cinque. Per strada poche persone anche complice la pioggia. Lavoro un pochino e mi preparo al fine settimana semi claustrale.

L’RT scende ma le Regioni pare che resteranno ancora per un po’ ognuna del suo colore, l’Abruzzo da oggi è ufficialmente rosso. La provincia autonoma di Bolzano sta testando il 70% dei suoi abitanti se ci riuscirà sarà interessante anche per sapere qual è il reale livello di diffusione del virus. Gli altoatesini sono, secondo l’ultimo censimento, 520.891. Pare siano andati in massa e che ci sia qualche ritardo, comunque è un’operazione notevole..

La curiosa vicenda della diaria in remoto per gli europarlamentari si è conclusa con una secca vittoria di questi ultimi che da lunedì potranno ricominciare a percepirla, 323 euro al dì.

Nel frattempo Totti è guarito e racconta ai romani come gli è andata questa partita che non è stata tra le più facili : “Ora mi sono ripreso e posso dirvi con un certo sollievo che ho avuto il Covid e non è stata una passeggiata: febbre che non scendeva, saturazione dell’ossigeno bassa e le forze che se ne andavano. La diagnosi è stata un colpo al cuore: polmonite bilaterale per infezione da Sars Cov 2!”

I vaccini e il Natale restano sullo sfondo delle nostre umane avventure. L’RT scende e la preoccupazione per le promesse di un Natale sereno sale. Averlo spacciato come obiettivo rischia di diventare un problema. Le regioni vogliono degradare i loro colori e spingere per un rilancio dei consumi. Ma hanno anche paura che poi si ricominci da capo.

Crisanti quasi no vax

Nel frattempo il vaccino dell’università di Oxford, Irbm e Astrazeneca, quello prodotto anche a Pomezia e Anagni, quello cui abbiamo affidato le nostre migliori Speranze, sembra essere un po’ più indietro rispetto a quelli americani della Biontech e Pfizer che hanno chiesto giusto oggi l’autorizzazione al commercio. L’anglo-pontino invece pubblica oggi su Lancet i risultati sulla fine della fase 2 condotta su 560 adulti sani, di cui 240 con più di 70 anni. Siamo non proprio all’inizio ma manca un bel po’. Anche Crisanti, star del Covid nostro, illustre accademico e infettivologo ci spiega che le tre fasi di sperimentazione dei vaccini sono state fatte parallelamente questa volta, per velocizzare i tempi e perché si poteva contare sulla cassa sempre coperta dagli stati che hanno pagato in anticipo. Non contento ci dice che lui a gennaio non lo farebbe il vaccino. Per concludere che bisogna invece usare il suo sistema di tracciamento.

Ora non oso immaginare le ripercussioni che questa dichiarazione avrà sul breve e sul lungo periodo sull’opinione pubblica e su tutte le teorie cospirazioniste e antivacciniste. Se anche la comunità scientifica si divide sui vaccini non abbiamo molta Speranza di capirci qualcosa noi.

Tutte le vote che ho portato i miei figli a vaccinarsi l’ho fatto con fiducia e una serenità che spero riuscirò a non perdere. Anche io mi sono molto vaccinato nella vita, un po’ per viaggiare e un po’ per non star male. Non vorrei che il covid nostro riuscisse ad innescare una diffidenza nei confronti di quello che dovrebbe essere il suo principale nemico.

State bene e adelante con juicio!

20-11-2020

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 247

La prima frase di senso compiuto pronunciata da Giuliano, di cui io abbia memoria, è stata “Sta sera mangio pesce!” ricordo il mio stupore e la mia gioia. Gli risposi che gli avrei preparato e comprato tutto il pesce che voleva. Ma in realtà la sua era una citazione cinematografica. In quel periodo guardava continuamente un DVD, “Alla ricerca di Nemo” della Disney. Si era innamorato del gigantesco squalo bianco, Bruto, che voleva diventare vegetariano ma che a un certo punto, in una specie di riunione degli alcolisti anonimi degli oceani, viene preso da una inarrestabile crisi di astinenza e si lancia con tutte le sue forze su Marlyn e Dory, pesce chirurgo e pagliaccio, che se la caveranno, urlando appunto “Questa sera mangio pesce!”. Così cominciò la passione di Giuliano, e di conseguenza anche mia, per gli animali marini ed in particolare gli squali.

Quando ho scoperto che per produrre i vaccini si usa, come adiuvante, lo squalene sostanza estratta dal fegato dei nostri antichi e terribili amici non ho potuto non pensare a che faccia farà Giuliano quando lo scoprirà.

In realtà lo squalene è presente anche in altri elementi naturali (olive, riso, amaranto, grano) oltre che nel fegato degli elasmobranchi. Ma pare che si usi soprattutto quello, evidentemente è più denso o comunque più funzionale. A gli squali serve ad accumulare grasso per i tempi di magra, il fegato di alcuni diventa gigantesco, e a contrastare la gravità, è più denso dell’acqua gli dona leggerezza e agilità fisica. Ora gli ambientalisti sono molto preoccupati: tutto il mondo vuole vaccinarsi contro il covid nostro e le industrie farmaceutiche, che fanno il loro lavoro, ora hanno risorse notevoli, fornite in anticipo dagli stati, che gli consentiranno di far squartare un numero spropositato di squali ai quali estrare il fegato.

Ora noi umani, vera specie predatoria del pianeta, usiamo delle risorse del mare  e dei grassi dei suoi animali da tempo immemore. Pensate all’immortale Melville a come ci raccontò dell’uso del grasso di balena, con il quale illuminavamo intere città, prima della scoperta del petrolio, e dello spermaceti con il qual fissavamo le essenze dei profumi.

Molecola dello squalene

Non so se glielo dirò, forse una parte di lui si ecciterà all’idea di iniettarsi squali nelle vene. Temo però che sarà più grande il dispiacere per la mattanza inevitabile.

Ieri son andato a prendere Ettore a scuola e proprio mentre varcavamo il portone è scoppiato un applauso. Non era per noi, che non avevamo fatto nulla per meritarlo, ma per la maestra della quinta. Una signora bionda con i capelli molto lunghi e lo sguardo severo che si è ammalato con il covid nostro ed è guarita. La sua malattia ha comportato la chiusura della sua classe che finita la quarantena è tornata a scuola.  Perché l’epidemia c’è anche nelle scuole ma si affronta e si supera.

E’ stato bello vedere tutte quelle mamme applaudire la maestra dei loro bambini, ha dato un senso alla mia idea di scuola, che so essere diversa da quella di parte importante dei miei concittadini ma amen e così sia.

Sembra che con le misure prese tra rosso, giallo e arancione le cose stiano migliorando, il timore diffuso è che però questa storia del Natale si trasformi in una sorta super vacanza di fine agosto. Già c’è chi parla di terza ondata, febbraio – marzo,  dovuta alle festività natalizie.

Purtroppo le persone che moriranno nei prossimi giorni continueranno ad essere molte, un po’ perché sono stati contagiati qualche settimana fa e un po’ perché il nostro sistema sanitario è molto stressato.

Tra i facili profeti di sventura c’è anche Bertolaso che si toglie qualche sassolino dalle scarpe parlando di  Arcuri il temporeggiatore dice “ha fatto talmente tante pessime figure nei mesi passati che questo sarà il momento del suo grande riscatto, quindi non posso credere che la distribuzione del vaccino contro il Covid non funzioni”. Noi invece con un piccolo sforzo credo che riusciremmo ad immaginarlo.

State bene e adelante con juicio!

(19-11-2020)

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 246

Giuliano ed Ettore come tutte le mattine si sono alzati, lavati e preparati per la scuola. Roma era bellissima come le capita in alcune giornate assolate tra l’autunno e l’inverno. Sono un paio di mattine che Ettore lo preparo io. E’ divertente, lui fa un po’ di storie ma alla fine credo sia contento. Oggi è venuto lui a chiamarmi per lavare i denti!

Mia moglie è indaffaratissima con il lavoro e con noi. Tutto sembra procedere normalmente. Ma non è così. Non lo è perché le persone si ammalano e muoiono, non lo è perché non vediamo più quasi nessuno, non lo è perché abbiamo paura di ammalarci anche noi o di perdere il lavoro, insomma di essere tra le vittime di vario tipo e genere del covid nostro.

Come se non bastasse appare chiaro che la situazione sta sfuggendo al controllo delle istituzioni che sono come sempre impegnate in lotte di potere ed inutili questioni che poco o nulla hanno a che vedere con la situazione, sempre più grave, nella quale ci troviamo. Perché nonostante la corsa alla chiusura delle scuole il nostro resta il Paese in cui si muore di più.

Continuiamo a morire più degli altri

Il tema del maggior tasso di mortalità in Italia a causa del covid -19 comincia a riemergere con prepotenza, dato l’andamento dell’epidemia.  Ne abbiamo già scritto (vedi giorno 240) la cosa continua ad essere dolorosa,  preoccupante e tutto sommato senza un risposta ufficiale. Certo sappiamo che questo deve avere a che fare con l’età media piuttosto alta delle italiche genti  e con il nostro sistema sanitario. L’Italia  è il terzo posto in cui si muore di più se contagiati dopo il Messico (10 su 100) e l’Iran (5 su 100). Dai noi 3,8 su 100.

La mancanza di bombole d’ossigeno per curare la fame d’aria dei malati di covid è un terribile indizio sull’eziologia di questa situazione. Nuove disuguaglianze sembrano emergere nel mondo e nel nostro paese. Questa storia che gli statali proclamino uno sciopero generale in questa situazione dà il senso della nostra capacità di coesione.

State bene e adelante con juicio!

Luce a Roma

Coronavirus – Diario di crisi giorno 245

Ponte Garibaldi è da qualche settimana invaso dagli storni. Per Roma sono un vecchio problema, e uno spettacolo al tempo stesso, da più di qualche anno. Sono migliaia e fanno delle bellissime evoluzioni in cielo che hanno affascinato più di un documentarista. Purtroppo sono anche dei terribili produttori di guano e bombardano letteralmente, di solito al tramonto, le zone in cui trovano alberi in cui riposarsi. Esistono vari modi per allontanarli, il più comune prevede l’uso di un megafono che emette un particolare suono che li “dissuade” dal permanere colpendo pedoni, macchine e quant’altro si trovi sotto di loro.

Qualche volta il comune si ricorda e fa per tempo il suo bando per trovare i dissuasori. Quest’anno, forse complice lo smartworking, no. Il caso vuole però che proprio lì sulla poppa dell’isola Tiberina, gli antichi romani la trasformarono in una nave di pietra con tanto di albero, si sia formata da un po’ una colonia di Gabbiani che condivide abbastanza serenamente i suoi spazi con dei cormorani perennemente immersi o eretti con le ali allargate, quasi a formare una croce nera, credo per asciugarle o per spaventare proprio i gabbiani.

Fulco Pratesi, meraviglioso divulgatore ed ambientalista, si attribuì la colpa di aver attirato questi uccelli marini tra le mura aureliane, niente meno che nel 1971. Temo però che noi si debba la loro proliferazione alla discarica di Malagrotta e alla sua chiusura.

Un po’ per istinto predatorio, gli storni sono piccolini, un po’ per senso del territorio gli unici che almeno all’inizio si sono lanciati contro gli immensi stormi di storni son stati proprio i gabbiani reali. Li puntavano, planavano come aquile, cercavano di colpirli con il fiero becco ma con scarso successo.

Con Giuliano ci siamo fermati a guardarli mentre li attaccavano ancora appollaiati sui platani. Siamo rimasti lì insieme a molti altri curiosi a osservare ma il numero, e anche una certa agilità, consentiva agli storni di disorientare i gabbiani reali zampe gialle e farla sempre franca.  <<Gli stormi son più veloci papà!>> sentenziò il mio piccolo ornitologo. Ormai sono un paio di settimane che si sono arresi e gli storni, numerosissimi, stazionano indisturbati sui platani tra un’evoluzione di gruppo e l’altra.

Isola Tiberina nave

Quando passiamo di lì, tutte le sere, rischiamo di essere colpiti ma sappiamo che comunque prima dell’inverno andranno via verso il caldo. Non vi preoccupate non siamo ancora alla panzoozia,  per quanto tutto sembra essere cominciato proprio con un salto di specie.

L’Abruzzo, che pure vuole diventar rosso, ha deciso che non chiuderà più le scuole come annunciato nei giorni scorsi, sembra invece che la chiusura toccherà agli studenti valdostani.

Il covid nostro somiglia un po’ agli storni: se gli consentiamo di crescere in numero oltre le nostre possibilità di controllo saremo costretti ad arrenderci come i gabbiani. Poi certo prima o poi andrà via ma finché permarrà ci colpirà.

Il Piemonte e la Lombardia ci spiega il Corriere, che già prepara un vademecum per i suoi lettori presto arancioni, vogliono già uscire dalla zona rossa.  I capi delle regioni vogliono più condivisione, bisogna rivedere i parametri, la pressione dei ristoratori e commercianti e via dicendo più o meno, il solito copione.

Il criterio che principalmente vien messo in discussione è l’RT, l’indice di contagiosità come ci spiega Parisi, fisico e presidente dell’accademia dei lincei  “Sfortunatamente il calcolo di Rt in queste ultime settimane è diventato sempre più inaffidabile e la discesa dell’Rt stimato è completamente irrilevante, anzi questa discesa è un sintomo preoccupante delle crepe che si stanno aprendo sul sistema di monitoraggio: non è un segnale che da solo autorizzi ottimismo:” Il timore è che il covid nostro sia divenuto troppo numeroso per seguirne le evoluzioni.

Il 20 novembre le prime regioni  divenute rosse (tra cui Lombardia, Piemonte e Calabria) verranno sottoposte a una sorta di screening e l’idea è che se non ci sono i numeri per passarlo si debba procedere con un cambio degli standard richiesti.

La curva che per alcuni ha avuto la piegatura e i vaccini che secondo altri potremo fare praticamente domani sembrano tirare verso un allentamento delle misure.

Vedremo.

State bene e adelante con juicio!

Isola Tiberina Piranesi

Coronavirus – Diario di crisi giorno 244

E’ un po’ che quando la sera mi metto a cucinare Ettore trascina una sedia verso i fornelli <<Vojo vedere! Vojo vedere!>> Lascio che si appollai a una distanza ragionevole e ogni tanto gli faccio assaggiare qualcosa, o lo prendo in braccio per fargli vedere meglio.

Lui come tutti i bambini è molto curioso ed entusiasta. Non ho capito se sa del covid nostro. A volte la mamma gli dice proprio che quella cosa non si può fare perché c’è il coronavirus. Non ha ancora tre anni ma forse qualcosa ha capito. Chissà come se lo immagina, probabilmente una specie di Joker, per lui che si sente Batman la vera incarnazione del male. <<Vai via Joker, ho savvato di novo la città!>>

Come è fatto il virus per Ettore?

Le regioni continuano a chiudere le scuole. Il comitato tecnico scientifico dell’Abruzzo (siamo certi che ne serva uno per regione?)  ha deciso insieme al Presidente Marsilio e, a non so quale altra autorità abruzzese, credo il sindaco dell’Aquila, che la regione diventi zona rossa da domani e in più che chiuda tutte le scuole di ogni ordine e grado. Perché al primo stormir di fronda noi del sud chiudiamo le scuole o almeno ci proviamo. La Sicilia, forse in onore di Federico II, non ha chiuso ancora tutte le scuole ma il Sindaco di Palermo Leoluca Orlano la settimana scorsa ci ha provato almeno nella sua città, poi qualcuno non so se gesuita o euclideo pare averlo fatto desistere. Non c’è distinzione di colore politico, non ha importanza che il governatore meridionale sia di centrodestra o di centrosinistra, in ogni caso chiuderà le scuole. In Abruzzo ancora non è certo perché pare che qualcuno si stia opponendo anche a livello nazionale. Significativa l’intervista al Corriere di Agostino Miozzi del CTS “Molti politici hanno scelto di sacrificare la scuola come segnale di efficiente reazione in risposta all’emergenza. Banalizzo e sintetizzo questioni drammaticamente serie, ma ho la percezione che la tradizionale cultura di disprezzo del bene primario che è la scuola e la formazione dei nostri giovani si traduca bene nelle reazioni di molti improvvisati politici del nostro disgraziato Paese”.

 

In questi giorni ci siamo riempiti gli occhi di cartine geografiche dell’Italia con i tre colori delle Regioni in base ai diversi livelli di criticità, rosso, giallo e arancione. Ora ve ne propongo una io, solo due colori: verde e blu. Verde dove i Presidenti di Regione non hanno chiuso o provato a chiudere le scuole blu dove lo hanno fatto.

Vorrei che questa cartina si imprimesse soprattutto nella retina dei miei lettori meridionali e meridionalisti.

Ai quali vorrei ricordare Don Milani <<Ogni parola non imparata oggi è un calcio in culo domani.>>

Ogni giorno le borse e i giornali impazziscono per un nuovo vaccino. Oggi è il turno di Moderna. Efficace al 94,5% e molto più facile da conservare, basterebbe un normale frigorifero per 30 giorni.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi week-end 34

 

La cangiante cartina delle regioni d’Italia oggi, domenica 15 novembre 2020, ha preso la sua nuova forma. I capi delle regioni hanno molto protestato, persino il toscano Giani, per il momento però sembra che tutti più o meno si siano adeguati.

Pensate che a questo punto sembra che De Luca il Lungimirante possa addirittura riaprire in parte le scuole dal 24 novembre “Attività in presenza dei servizi dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria riprenderanno dal 24 novembre, previa effettuazione di screening su base volontaria sul personale docente e non docente e sugli alunni” così in una slide pubblicata sul sito della Regione Campania.

La Sindaca Virginia Raggi è guarita 

Roma e il Lazio restano gialle insieme al Molise, alla Sardegna, al Veneto e alla provincia autonoma di Trento. In Lombardia le cose sembrano andare un po’ meglio. La Sindaca Raggi che da quando è risultata positiva si è fatta notare solo per una strana operazione anti Writer, oggi ci comunica di essere guarita dal Covid-19. “Dopo giorni di isolamento domiciliare sono risultata negativa al tampone. In questi giorni ho lavorato da casa, domani tornerò in Campidoglio.”

Noi ne siamo felici per lei. Bonaccini, il presidente dell’Emilia Romagna (arancione), invece ha fatto sapere  di non esserne ancora uscito e di avere una polmonite bilaterale.

“Il tebere il tebere!” Così Ettore ha salutato il nostro biondo fiume quando questa mattina ci siamo concessi una breve gita in bici sulla pista ciclabile sotto gli argini. E stato bello, Giuliano ci teneva a vedere da vicino i cormorani che di solito vediamo da Ponte Garibaldi che ormai sono diventati una piccola colonia che convive, sempre sulla prua dell’isola Tiberina,  con quella dei giovani gabbiani reali che da quelle parti imparano il volo.  Siamo Partiti da Porta Portese, il cui mercato è stato di nuovo chiuso questa domenica, e siamo arrivati fino a Castel Sant’Angelo.  In giro c’era molta polizia ed era più o meno dove si disponeva durante i controlli del lockdown di marzo.

Nuova star delle farmacie il saturimetro

Credo che le chiusure, o almeno il numero chiuso, in centro abbiano spinto molti a fare come noi infatti non eravamo in pochi. E’ volato anche qualche insulto più da automobilista che da ciclista, c’era qualche problema di circolazione e le persone sono un po’ più nervose del solito.

Per il resto abbiano passato il nostro secondo week-end giallo per lo più in casa.

I numeri continuano a crescere ma non con la stessa velocità di un paio di settimane fa. Sembra che le cose vadano lentamente verso un miglioramento. Dopo un preoccupante periodo in cui ogni settimana i contagi erano il doppio di quella precedente, la corsa sembra essersi rallentata. Nel grafico qui sotto potete apprezzare la differenza di incremento.

Incremento settimanale contagio Sars-cov2

Sento Martina che gioca con Ettore mentre Giuliano è impegnato nei compiti, roba anche abbastanza complicata, ioni, cationi, anioni, metalli  e non metalli. La sua maestra scientifica è piuttosto esigente e per questo che sia benedetta.

Ora è in corso un dibattito infuocato sulle linee guida o protocollo per le cure da casa che il Governo sta preparando. Come al solito c’è qualcuno che si sente scavalcato, comunque le cose che si possono trovare e somministrare sono sempre le stesse: paracetamolo per i soli sintomi febbrili; antinfiammatori se il quadro clinico del paziente Covid inizia a presentare altri sintomi e a peggiorare; cortisone solo in caso di emergenza per evitare di aggredire il sistema immunitario; Eparina se si riscontra grossa difficoltà di movimento e per la prevenzione dei fenomeni trombo-embolici.

Ma la star delle farmacie ora è il saturimetro; consente di sapere quanto ossigeno hai nel sangue ed è utile per diagnosticare i primi sintomi della fame d’aria che pare sia la principale caratteristica delle forme più gravi del covid nostro. In questo momento è utile che chi può cerchi di curarsi in casa, per non pesare sugli ospedali già in difficoltà. Ho chiesto in qualche farmacia, cercavo altra roba ma dato che c’ero, e il prezzo varia tra i 60 e i 45 euro. Ho chiesto a Martina se lo dobbiamo comprare lei dice di sì, io non saprei.  Una delle farmaciste cui ho chiesto mi ha anche detto che ora c’è anche  “Un DP, un CPM, come si dice, che lo consiglia.” Ascoltandola mi rendo conto dell’incredibile distanza che c’è tra la realtà e la sua percezione e che forse Babbo Natale reclutato per la propaganda di Governo è almeno immediatamente comprensibile a tutti.

State bene e Adelante con juicio!

Porta Portese deserta di domenica mattina 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 242

<<Vojo quei con macchine! Quei con macchine poizia!>> E giù a piangere, una storia che è cominciata ieri per finire solo questa mattina. Ettore ultimamente cambia piuttosto spesso i suoi oggetti transizionali, per intenderci le sue copertine di Linus, ieri si era innamorato di questi calzini anti scivolo con sopra le macchinine della polizia con le sirene. Mel pomeriggio era stato molto bravo dal barbiere, seduto da solo senza fare neanche un capriccio mentre il cerusico lavorava con le forbici. Tornati a casa però doccia anche per toglierli di dosso quella specie di polvere di capelli che abbiamo ogni volta che torniamo da un taglio. Quindi pigiama e calzini. Però qualcosa lo deve aver innervosito, ha litigato con il fratello, non ha voluto quasi cenare e poi di soppiatto si è tolto i calzini, senza che ce accorgessimo, e li ha infilati nella lavatrice aperta. L’elettrodomestico che liberò le donne, però, dopo un po’ è stato riempito ancora da Martina e avviato. Quando se ne è accorto ha cominciato a urlare disperato che li voleva, che voleva quelli. La mamma si è messa a cercarli per tutta casa poi seguendo le indicazioni di Ettore ha capito dov’erano ma era troppo tardi. In un modo o nell’altro poi ieri si è addormentato ma questa mattina li ha chiesti di nuovo, solo che erano bagnati, con un po’ di vergogna, devo confessare che glieli ho asciugati con il fon.

Natale nostro oggetto transizionale

Mentre le nostre forze erano assorbite dalla battaglia dei calzini il Fiero Conte pubblicava la sua corrispondenza, via PEC, con un bambino di 5 anni su Babbo Natale. Credo che questo continuo insistere sul Natale e le sue strenne sia dettato dall’idea che questo ci possa rasserenare. Un po’ come quando ci facevano dire, sempre dai bambini con i loro disegni, che tutto sarebbe andato bene. Intendiamoci adoro i bambini e adoro scrivere di loro però non vorrei che venissero usati per rassicurarci da una parta mentre con un’altra mano gli chiudiamo le scuole.  Il Natale è stato eletto nostro oggetto di transizione.

#SchoolsforFuture contro la scuola a distanza

Alcuni ragazzi proseguono con civili forme di protesta per chiedere di tornare a scuola e fanno le loro lezioni on-line davanti ai cancelli chiusi delle scuole. Hanno la mia stima e la mia simpatia il movimento si chiama #SchoolsforFuture.

Inizio la giornata moderando una video conferenza con altre 20 persone, aspettando l’arrivo dei partecipanti, che arrivano alla spicciolata come nelle riunioni ‘vere’, scambio due chiacchiere con uno di loro giunto in anticipo, mi racconta di essere ancora in quarantena. Aspetta il terzo tampone, gli altri due erano positivi, e mi confessa di essersela vista brutta. Il covid nostro abbraccia sempre più persone che conosco. Si stima che fin ora un milione di italiani si sia contagiato.

Le Regioni, gli enti locali misti e vari e il Governo proseguono con il loro puzzle di responsabilità e chiusure fatte e fattibili. I dati che sembrerebbero indicare la mitica piegatura delle curva sono messi in discussione da molti che temono che semplicemente non si sia più in grado di intercettare i contagiati. Quindi ci si concentra su altri parametri l’RT, l’indice ci contagiosità, la cui discesa oggi è stata invocata anche dal Fiero Conte, l’RPT, la percentuale dei positivi rispetto al numero dei tamponi effettuati, i ricoveri nelle terapie intensive e ahimè il numero di morti.

Le notizie che arrivano dalla Campania non sono rassicuranti. Gli sceriffi non ci sono più, gli ospedali sono in grande difficoltà, l’epidemia è forte ma lo è anche il timore di una rivolta sociale e di nuovi disordini. Un conto è prendersela con i bambini altra cosa pare sia la folla. Possibili riclassificazioni e chiusure sono sempre allo studio ma ora per i campani è diventata una questione di campanile. Direi che è tra le cose peggiori che potesse loro capitare. Scegliere tra un mal inteso senso dell’onore e la salute non ha alcun senso. Eppure si parla di orgoglio napoletano e campano mettendosi in contrapposizione al resto del Paese e al governo nazionale. Tutti sappiamo che c’è bisogno del consenso della stragrande maggioranza della popolazione per chiudere altrimenti semplicemente le regole non vengono rispettate. Sembra che De Luca sia disposto ad accettare ormai solo un lockdown nazionale. Mentre chiudo il diario arriva la notizia della Campania Rossa da Domenica insieme alla Toscana. De Luca chiede la caduta del governo.

State bene e adelante con juicio!

Ambulanza Trastevere

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 241

<<Noi vojamo stare a casa. No vojamo uscire. No! Vojamo andare a casa. Noi vojamo casa non vojamo andare a cuola. Andare a casa.>> Ettore questa mattina era così, neanche avesse parlato con Brusaferro. Dopo un po’ però si è rassegna e va con la mamma a “cuoola”.

Dentro, come al solito, le cose vanno peggio che fuori. Secondo il sindacato delle polizia penitenziaria, OSAPP, i detenuti si ammalano sempre di più con il Covid nostro. Un incremento del 600% di contagi. Per loro niente mascherine, promiscuità e affollamento.  Non so quante volte succeda che la polizia penitenziaria si faccia custode dei detenuti e non solo guardia; lo faranno anche per difendere la loro stessa salute e fanno bene. Denunciano anche “la sostanziale assenza di disposizioni di carattere nazionale” da parte del Dap per prevenire il contagio.

Voi mi direte che il carcere è l’ultimo dei vostri problemi, posso comprendere, ma non sono d’accordo con voi.

<<Papà, sabato o domenica facciamo un esperimento?>> Lo guardo con sguardo interrogativo mentre sciolgo la bici dalla catena. <<Andiamo a scuola. Con la bicicletta: tu con la tua e io con la mia?>> Gli dico che poi vedremo.  Mi chiedo se sia la naturale conseguenza del fatto che il mio Giuliano ha visto che ormai usciamo solo per andare a scuola. Un altro fine settimana tutto in casa evidentemente non lo entusiasma. Arriviamo a scuola e troviamo pochi bambini perché qualche classe credo sia in quarantena. Una maestra positiva e conseguente chiusura delle classi suoi contati stretti, credo fossero almeno un paio.

Le scuole rimaste aperte qui nel Lazio stanno tutto sommato funzionando e dando un contributo piuttosto modesto al covid nostro: solo il 2% dei cluster (dei grappoli o focolai per dirla a chilometro zero) è tra le mura scolastiche. Contro l’89% in casa e il 4% nelle RSA (gli istituti per anziani).

I giornali dicono che la curva si è piegata, l’incremento c’è ma l’indice di contagiosità sarebbe sceso, cosa che già si notava un po’ venerdì scorso, per la prima volta i dati settimanali non erano il doppio di quelli della settimana precedente. Nello stesso tempo però la fondazione GIMBE ci fa notare che da ieri l’1% della popolazione è infetta, tecnicamente è la soglia oltre la quale un’epidemia si definisce fuori controllo.

Boccia che si prepara all’ennesima lojia jirga con le Regioni ci dice che il Natale, che ormai non manca mai nelle comunicazioni del Governo, lo dovremo passare solo con il nucleo familiare più stretto, non che la cosa a lui sia servita. A tal proposito complimenti alla formidabile Nunzia De Girolamo che è riuscita a liberarsi del covid nostro con grazia e leggerezza. In un’altra vita è stata, per quasi un anno, il mio ministro, e anche allora era piena di energia.  Tornando alla loja jirga tra governo, regioni ed enti locali vari l’obiettivo è sempre quello di chiudere qualcos’altro senza nuovi provvedimenti nazionali coinvolgendo tutti. Sullo sfondo c’è sempre il tema di cosa fare con la Campania. God save the school.

State bene e adelante con juicio!

Palazzo Chigi rosso

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 240

Infermieri e medici lanciano un grido quasi disperato in cui parlano di ospedali che “sono ormai vicini al collasso, per carenza di personale e mancanza di posti letto a fronte dell’abnorme afflusso di malati per la rapida e vertiginosa diffusione dell’infezione da Covid. Non vanno dati messaggi che sminuiscono la situazione”. La loro non è un affermazione generica si riferiscono alla saturazione dei posti letto. Sostengono sia giusto monitorare le terapie intensive ma “in tante Regioni i tassi di occupazione dei reparti di Area medica sono ormai superiori al 100%, considerando anche la presenza dei malati non COVID, che continuiamo ad assistere, ma le cui possibilità di accesso agli ospedali si stanno riducendo. Una conseguenza probabile, se non certa, sarà l’incapacità di garantire gli standard qualitativi per le cure a tutti i malati cronici e ai malati acuti non COVID”. A firmare questa lettera sono la Società Scientifiche degli internisti, FADOI e SIMI, dei geriatri, SIGG e SIGOT, e l’associazione degli infermieri di Medicina interna, ANÌMO. Sostanzialmente denunciano un collasso in atto della medicina generale.

Riporto questo appello perché mi pare significativo. I numeri purtroppo sono come al solito la vera sostanza della politica. Al tal proposito chi si fosse messo in testa tra Natale e Capodanno arrivano i   vaccini ed Amen e così sia, sappia che la pratica relativa alla loro distribuzione è stata messa nelle sicure mani del Commissario Arcuri detto il Temporeggiatore.

Ieri sera Ettore ha preso il libro di anatomia di Giuliano, un libro per ragazzi  ma abbastanza dettagliato e molto illustrato, e si è messo ad indicarmi tutte le parti del corpo che trovava e a chiedere cosa fossero. Loro vogliono sempre sapere e sono certi che noi si abbia le risposte ma non è sempre così. <<Quetto a che sevve?>> Anzi la verità e che non sappiamo quasi nulla.

Una delle cose che non so, e che forse non voglio sapere, è perché il tasso di mortalità in Italia per il Covid è sempre così alto, oggi  11 novembre 2020 ci sono morte 623 persone. Le previsioni dell’IHME  che a settembre prevedevano circa 500 morti al giorno a dicembre erano ottimistiche, e dire che mi sembravano mostruose.

La situazione non migliorerà per qualche mese, per qual che si capisce diventeremo tutti più o meno zona rossa. L’idea sarebbe quella di concordare con le Regioni ulteriori chiusure anche per chi non rientrerà nelle zone rosse o arancioni, senza fare un nuovo Dpcm. Un combinato disposto di ordinanze regionali e spennellate di rosso dovrebbero di fatto creare le condizioni per un lockdown nazionale definito “leggero” che poi prevedrebbe la continuità produttiva delle imprese e poco altro. Insomma un garbuglio ben azzeccato. La scuola già priva delle superiori in tutto il territorio nazionale e del tutto chiusa in Campania, aperta ma sabotata dalla regione in Puglia, verrebbe probabilmente sacrificata. I capi delle Regioni come è noto le vogliono chiuse da un po’. Nel resto del nostro continente non è così le scuole sono aperte. Non mi capacito del fatto che abbiano paura dei pizzaioli, dei ristoratori, dei bagnini, degli ingegneri e degli impiegati e di chiunque ma non dei genitori e degli studenti, ma è così.

Mi chiedo se la trasformazione della scuola in oggetto del desiderio non possa far bene ai ragazzi quando ci torneranno.

State bene e adelante con juicio!

Selfie a Fontana di Trevi

Coronavirus – Diario di crisi giorno 239

<<Carta vince… carta perde, fate il vostro gioco. Carta vince… carta perde. Fate il vostro gioco>>!

Non so se vi sia mai capitato di imbattervi in quei tavolini in cui un gruppetto di tre, al massimo quattro persone cominciano a urlacchiare intorno al gioco delle tre carte. E’ semplice bisogna trovare la donna. Per un po’ giocano fra loro e qualcuno vince, in un modo incredibilmente facile. Carta vince, carta perde.  Si giocano banconote di taglio medio alto, quando ero  ragazzino da 50 mila lire, ora 50 euro. Dopo un po’ una piccola folla si accalca intorno al tavolino e ad un certo punto uno degli avventori gioca anche lui e ovviamente perde. Perché una sola regola vige nel gioco elle tre carte, vincono solo i compari e il mazziere che bara, con garbo ma bara vistosamente. Eppure ho visto tante persone a Porta Portese quando ero più pischello non resistere e giocare. Una volta ci cascò anche un mio amico che cercai in ogni modo di dissuadere ma niente.

Perché la truffa funzioni c’è bisogno che il “pollo” si presti altrimenti non si può fare.

Come previsto c’è stato un primo rimescolamento di carte e 5 regioni hanno virato all’arancione: Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria, Toscana. Rosse per il momento sono oltre a Calabria, Lombardia, Val D’Aosta e Piemonte, l’Alto Adige che si è auto proclamato ufficialmente zona rossa. Per la Campania c’è come sempre grande attesa, De Luca tratterà e deciderà. Intanto tiene i bambini e i ragazzi in strada anziché a scuola. Cosa non prevista neanche per le zone rosse, almeno per i bambini.

Qualcuno dice che le carte delle regioni pare possano essere un po’, diciamo così, pettinate. Questo è sempre vero, un giorno qualcuno mi spiego che i numeri sono sempre politici.  Però perché l’eventuale trucco e parrucco passi c’è bisogno di un accordo generale.

Le regioni cambiano colore il covid no

Le principali molle che ci rendono polli sono la cupidigia o la vanità. Chi sa sfruttare queste due nostre immense debolezze per un po’ ci ha in pugno.

Ieri sera ho portato ad Ettore una tavoletta di legno calamitata che raffigurava Batman. L’ha subito attaccata al frigo e ha cominciato a parlarci. <<Batman amico mio.>> E gli sorrideva era proprio contento di averlo. Dopo un po’ ho visto che gli stava mettendo intorno tutte le altre calamite che abbiamo, molte sono lettere dell’alfabeto altre sono souvenir d’Italie. <<Che fai Ettore? Gli fai un altarino?>> <<No. Quetta è trappola!>>

Il covid nostro continua nella sua geometrica marcia, le vittime che contiamo oggi sono il prodotto dei contagi di 15-20 giorni fa, che erano molto meno di quelli che abbiamo adesso. I medici cominciano a spaventarsi, gli ospedali, soprattutto in alcune zone del Paese entrano in affanno.  Il 15 novembre è la data che circola come l’inizio del possibile lockdown nazionale.

La grossa novità è però che con il nuovo anno il vaccino arriverà. Lo ha annunciato la Pfizer che lo ha sviluppato. Un vaccino con un’efficacia del 90%, una circostanza non ovvia e non scontata, pochi altri vaccini hanno una simile percentuale di successo. Sarebbe sciocco però pensare che grazie a questo noi si sia già fuori dai guai. Ci vorrà ancora tempo per validarlo, produrlo, conservarlo e somministrarlo. Aspetti logistici di cui spero ci si cominci ad occupare, questo sì, da subito.

State bene e adelante con juicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 238

Ettore è qualche giorno che vive in adorazione di un pigiama che gli consente di trasformarsi in Dart Fener  o, come preferisce dire lui, nella persona nera. L’ho trovato che lo guardava ancora bagnato e appeso nello stendino. Gliel’ho visto rubare sempre dallo stendino per portarlo via. Non ho potuto non pensare a Linus e alla sua copertina. Ricordate la faccia disperata che faceva quando gliela mettevano in lavatrice. Beh siamo lì.

Dopo il nostro week- end molto casalingo siamo tornati a scuola e in ufficio. Finché si può. Oggi Giuliano è dovuto uscire alle 13.30 perché la maestra si è dovuta assentare. Giustamente non li dividono più per le classi, altrimenti il distanziamento andrebbe a farsi benedire.

Emiliano riapre le scuole ma chiede di non andarci

Anche in Puglia oggi si poteva tornare a scuola. Infatti la Regione si è trovata costretta, da una decisione del TAR, a riaprire le scuole eppure il suo Presidente, già magistrato, Emiliano ha deciso di boicottare pubblicamente il rientro, invitando le famiglie a non riportare i bambini a scuola. Mi chiedo perché solo qui in Italia ed in particolare nel nostro sud ci sia questo accanimento quasi ideologico. Sembra che sia condizione necessaria per qualunque tipo di lotta al virus. Così non è nel resto d’Europa, dove le scuole restano aperte. Nella altre Regioni d’Italia, anche in alcune del sud, si è fatta una scelta a metà che molto ha sacrificato i ragazzi ma ha provato salvare i bambini delle medie e delle elementari. Che poi non è che se fai il liceo, il commerciale e il tecnico la Dad o Did, sia una passeggiata.

Comunque così è vedremo cosa succederà.

La pandemia si fa strada negli istituti per anziani in Toscana e non solo. Oggi in teoria Speranza il Giovane dovrebbe riclassificare le regioni a colore. Si fanno le ipotesi più varie. Sui dati che gli assessorati devono far avere al governo e al ministero meglio tacere per carità di patria e di regione. Una cosa simile a quanto fatto con i soldi stanziati per il TPL sta avvenendo con le assunzioni di personale per il tracciamento, le regioni non le utilizzano.

Il leghista Stecco chiede aiuto alle ONG

Il Piemonte chiede aiuto alle ONG. L’appello per la verità è lanciato dal presidente della commissione sanità il leghista Stecco. Al netto della propaganda credo che denoti una situazione che si percepisce come molto grave.

Il vero rischio che corriamo è che le furbizie, i sotterfugi e l’incapacità di organizzarsi di tutti finiscano per  rendere vano il tentativo del Fiero Conte di rimandare o evitare un lockdown nazionale e lunghetto.

Nel caos temo che resterebbe l’unica soluzione. Le cose sembra che si stiano avviando ad andare peggio della volta scorsa.

State bene e adelante con Judicio!

Coronavirus – Diario di crisi week-end 33

Non sono uno scacchista ma i pezzi, nella loro materialità e l’idea della guerra per finta, cristallizzata nell’astrazione mi sono sempre piaciuti. Il mio principale difetto di giocatore è l’incapacità di prevedere e programmare mosse un po’ più in là del mio naso e una distrazione cronica. La cosa che migliora anche il meno abile degli scacchisti, oltre che lo studio, è la pratica. Io gioco poco e praticamente non ho studiato mai. Ciò fa di me poco più di uno sparring partner per Giuliano che gioca molto e grazie al suo maestro studia. Quindi quando ieri ho rivinto, dopo un po’ di tempo che non succedeva, una partita contro di lui mi sono sentito quasi Bobby Fischer.

A maggio, a giugno e per tutta l’estate, quando il covid nostro ci lasciò un po’ di tregua non programmammo, non immaginammo una strategia per l’autunno e l’inverno che sapevamo sarebbero arrivati. O forse sarebbe più corretto dire che sulla carta lo abbiamo anche fatto, ma poi il tutto si è perso, come sempre, nei mille rivoli delle responsabilità italiche. Prendiamo il caso del trasporto pubblico che a maggio, giugno non era un problema; tra smartworking e scuole chiuse i mezzi erano tutti semivuoti, una sorta di paradiso del passeggero mascherato.

Non abbiamo fatto nulla durante la tregua?

La riapertura delle scuole, la riduzione del lavoro da casa, il ritorno in città dalle seconde case, tutti sapevano che avrebbero stressato molto di più il sistema. Infatti sono stati stanziati 320 milioni di euro solo per l’affitto di nuovi mezzi e autisti per il TPL (trasporto pubblico locale).

Però regioni comuni e municipalizzate non si muovono, non affittano, non organizzano: aspettano. Non so bene cosa: ordini, direttive, Dpcm, regolamenti attiativi? Chi sia stato almeno un po’ nella Pubblica Amministrazione sa che la prima regola è: nel dubbio non fare. A tal punto che chi si prende responsabilità soverchie viene prontamente additato come sciocco, o addirittura cretino, da chi invece la sa lunga.

L’altra cosa che andava fatta era organizzare nuovi orari per i tempi, non belli ma nuovi, che ci attendevano.  Ingressi “scaglionati”, come imparammo a dire in quel periodo, per scuole e luoghi di lavoro. La cosa non si fece, un po’ seguendo lo stesso principio, nessuno si prese la responsabilità di cambiare abitudini e riti consolidati. Qualcosa è stato fatto nelle scuole, ma lo “scaglionamento” di 10 minuti tra l’ingresso di una classe e l’altra non impedisce che tutti siano poi più o meno davanti la scuola alla stessa ora e, soprattutto, in giro sui “mezzi”, come si dice a Roma, tutti insieme appassionatamente.

Qualcuno si sarebbe dovuto prendere la responsabilità di inventarsi nuovi orari ed imporli. Forse l’idea di essere considerati i responsabili di disagi alla vigilia delle elezioni regionali ha dissuaso molti dal prendere una simile iniziativa. L’unica soluzione che si trovò a settembre fu semplicemente aumentare sulla carta la capienza del TPL che passò dal 50% all’80%, che voleva dire tana libera tutti.

Senza nessuna recriminazione mi chiedo se saremo in grado di farlo l’anno prossimo. So che la nostra classe dirigente è sempre impegnata nella preparazione di qualche elezione o nella stesura di qualche libro però sarei loro grato se si occupassero della questione almeno per la possibile riapertura delle scuole in primavera o in autunno, quando lor signori riterranno.

Le persone continuano a morire

A proposito di libri ho scoperto che il Ministro della salute Speranza ha scritto e pubblicato un libro dal titolo “Perché guariremo”.  Immagino lo abbia scritto nel periodo in cui il covid nostro ci lasciò un po’ di tregua. Ero convinto che l’ottimo Speranza fosse un meridionale come me. Invece deve essere trentino perché nella scelta del titolo non vi è traccia di alcuna scaramanzia. Ero sicuro fosse lucano, chissà perché.  Il titolo completo è “Perché guariremo. Dai giorni più duri a una nuova idea di salute”, no no, deve essere svedese un meridionale non lo avrebbe mai scritto.

C’è di buono che questa settimana i dati pur brutti hanno avuto una sorta di rallentamento nella crescita, la scorsa settimana ci furono 150.869 nuovi casi questa settimana 208.284. Giuliano che è qui accanto a me con un frisbee, effigiato da un indominus Rex, sbircia mentre faccio il grafico e mi ricorda quando 200.000 casi ci sembravano tanti nel mondo. Comunque 208.284 non è il doppio di 150.869. Le persone che muoiono invece sono un numero inaccettabile e preoccupante: 2070, la scorsa settimana erano 1154.

Vi lascio che Giuliano vuole giocare ancora.

PS Ho vinto un’altra partita (:

State bene e adelante con juicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 235

<<Noi tutti belli. Io bello tu blutto.>>  Per Ettore la bellezza è qualcosa che va al di là dell’aspetto esteriore. Per i bimbi bello è sinonimo di buono , di caro. Come brutto lo è di cattivo, di doloroso. Avete mai visto un bambino accanirsi con un oggetto che gli ha fatto del male? <<Blutto e cattivo, blutto e cattivo>>.

Oggi è il primo giorno del nuovo Paese a tre colori. Tutti si lamentano per le più svariate ragioni, credo a volte anche a proposito, l’unica cosa che mi addolora è la nuova insorgenza dell’antica ostilità tra nord e sud. In fondo i capi delle regioni, che immagino fossero perfettamente consapevoli del loro colore, hanno deciso di sfruttare l’occasione per un po’ di buon vecchio campanilismo, strumento di propaganda gratuito ed efficace. Il milanese sarebbe stato meglio se anche il napoletano fosse stato rosso?  Purtroppo la risposta è sì. Perché noi ci misuriamo e ci diamo valore nel confronto con l’altro. Non c’è alcun piacere ad essere bello se lo siamo tutti ed insopportabile essere poveri se siamo circondati da persone che non lo sono. La Schadenfreude, cioè il godimento per le disgrazie altrui, sembra sia tra i sentimenti più naturali  per la nostra specie di mammiferi. E’ comune anche nei bambini e tutto sommato è alla base della comicità, ci fa ridere.

L’unico modo per soffrire un po’meno e che a soffrire siano tutti. Il mal comune questa volta sarebbe il lockdown nazionale ora nuovamente invocato da De Luca il Lungimirante.

Torna ostilità tra nord e sud

Invece in Puglia il Tar di Bari ha giusto oggi stabilito che l’ordinanza di Emiliano che chiudeva le scuole, un tempo giudice anche lui, venga sospesa. Sempre oggi invece un’altra sezione pugliese, quella di Lecce ha respinto una richiesta simile di un gruppo di genitori salentini. La Puglia è lunga si sa.

Il covid nostro invece avanza con e sue falangi senza doversi destreggiare nei mille rivoli del nostro diritto amministrativo o nelle lobby delle nostre Regioni.

Ieri tornando a  casa a piedi ho trovato seduti sui gradini del Palazzo della Pubblica Istruzione un gruppo di ragazzi. Era già buio dopo un po’ ho capito che erano ragazzi delle superiori e che manifestavano per tornare scuola.

Ho chiesto con chi potessi parlare ha alzato la mano un ragazzone biondo con i capelli lunghi e ho immaginato la barba, aveva la mascherina non lo posso sapere con certezza.

<<Perché siete qui?>>

<<Vogliamo tornare a fare lezione a scuola in presenza.>>

Bartolomeo mi dice anche tante altre cose, mi spiega che a scuola non ci si contagia o almeno che ciò avviene meno che in altri ambiti. Anche altri ragazzi e ragazze intervengono per precisare che va beh può capitare però la scuola è più sicura di altri luoghi. Me ne vado contento di aver potuto constatare che i ragazzi al plutonio sono tanti. Ed erano tutti belli. Καλὸς καὶ ἀγαθός. Belli e buoni! Invece l’omino di burro secondo me….

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 234

La commedia dell’arte funzionava più o meno a soggetto, gli attori avevano un canovaccio e poi con le loro maschere, ognuna delle quali rappresentava un carattere, andavano in scena. E così  tra ieri e oggi abbiamo avuto modo di vedere in scena Pantalone, Gianduia, Pulcinella, Meneghino, Baciccia, Farinella e Stenterello e il più amato dalle mamme Arlecchino insieme alla dolce Colombina.

Il soggetto lo ha dato, dopo lunghe trattative sui ruoli di ognuno, il Fiero Conte: tre zone per tutti e una per ognuno,  verde, arancione e rosso anzi no giallo, arancione e rosso che il verde dà l’idea che vada tutto bene e questo non è vero. A quel punto ognuna delle maschere si è scatenata per dire che  era stata trattata ingiustamente che lui non meritava quel colore e che ne era oltre modo sorpreso se non addirittura schiaffeggiato. Rugantino, vecchia maschera Romana, che a volte finisce in tristi storie di coltello però è invece rimasto in silenzio e non ha raccolto sfide o guanti.

Pulcinella e Arlecchino recitano la loro parte ai tempi del covid nostro

Pulcinella ha protestato con la sua voce nasale e  minacciato sfracelli << I songo ‘no povero ddio ma giallo no. Non è possibile almeno arancioni! A mazzate, a mazzate andrebbero presi questi fetenti! Chiudiamo intanto tutte le scuole! >> Il povero Meneghino insieme ad Arlecchino si sono ritenuti offesi e sorpresi per la loro collocazione nel rosso, loro che già tanti sacrifici avevano fatto, non meritavano certo di arrossire così.   Pantalone che invece è sempre condannato a pagare ci ha spiegato che siamo mammiferi e che quindi d’ora in poi i tamponi ce li faranno i veterinari.

Voi mi direte che non bisognerebbe scherzare in una situazione simile e probabilmente avete ragione ma ci aspettano 4 mesi così, dobbiamo arrivare alla primavera perché il covid nostro ci lasci un po’ di respiro.

<<Papà lo sai che la maestra fa fare sempre il bis alle Paola e a Carlotta>>. <<Fa bene devono mangiare sono belle altine.>> <<No, la maestra dice che vengono da lontano fanno tanta strada.>> la scuola è anche questo, forse non dovrebbe ma lo è. Chiuderla resta secondo me la cosa peggiore che il covid nostro abbia fatto alla nostra specie di mammiferi che come ci ha spiegato Pantalone hanno sette vertebre cervicali anche se a dire il vero li simpatico lamantino e il pigro bradipo ne hanno solo sei.

Il quadro ad oggi checchè ne dicano i nostri eroi è che rosse sono Lombardia, Piemonte, Val D’Aosta e Calabria; arancioni Sicilia e Puglia tutto il resto è giallo.

Comunque amici miei da domani, 6 novembre, entra in vigore il nuovo Dpcm. Il Fiero Conte ce lo ha illustrato ieri sera e sta facendo anche girare dispense facili, facili per i più ciucci come me. Una specie di bignami ve lo lascio qui

Guardarlo in TV con la mascherina addosso  e le slide mi ha un po’ angosciato. Ma pazienza, a Giuliano che era con me è invece sembrato del tutto normale, anzi se vede qualche trasmissione in cui non hanno la mascherina mi chiede se l’hanno registrata prima del coronavirus.

In Lombardia non si fanno più i tamponi ai contatti stretti, da noi nel Lazio sembra che possa essere positiva la Raggi e cosa ben più grave per molti romani il Capitano, che qui non è Salvini ma Totti, si è ammalato pure lui. Il covid nostro con la Raggi può aver trovato un bel passaggio verso il fiero Conte e il Presidente Mattarella che ha incontrato recentemente ma, sembra, all’aperto. All’Altare della Patria ieri per la festa delle forze armate, il 4 novembre di tanti anni fa vincemmo la prima guerra mondiale.

Mi dicono che a Putignano c’è un carnevale antichissimo e la maschera pugliese più celebre è quella di Farinella, personaggio con  l’aspetto di un giullare, che a volte si cimenta nel tentativo di separare un cane e un gatto che si azzuffano, ma questa è storia vecchia, ormai passata. Comunque è una specie di Joker chissà se non piacerebbe ad Ettore.

Qui vi lascio anche l’autocertificazione per gli spostamenti cui dovremo riabituarci per uscire “fuori orario” o per muoverci tra regioni.

http://romareport.it/wp-content/uploads/modello_autodichiarazione_editabile_ottobre_2020.pdf

State bene e adelante con judicio!

 

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 233

<<No vojo scottae io no vojo. No, no.>> Ettore un paio di giorni fa ha preparato con me la crema pasticciera. <<Gilo solo, gilo da solo.>> Alla fine non era male, gialla e dolce, però qualche grumetto nella crema è venuto, la foga di far soli qualche danno lo provoca quasi sempre. L’incidente vero però è avvenuto a fuoco spento; Ettore non ha resistito è ha preso con l’indice e il pollice uno di quei riduttori per fornelli che abbiamo tutti in casa, senza sapere bene perché. Quei cosetti a croce greca che adagiamo senza neanche pensarci sui fornelli prima di farci un caffè, noi trogloditi che usiamo ancora la moka.

Le cose controintuitive sono sorprendenti ma si imparano

Il fuoco era spento da poco e quindi per Ettore è stato sorprendente quanto doloroso. <<Non c’ea fuoco. Non c’ea. Bucia!>> Ogni tanto durante il pomeriggio veniva da me con le due  piccole dita della mano destra che strofinava per avvicinarle alla mia bocca. Dopo un po’ ho capito che voleva un bacetto. Ché un’attenzione, un gesto aiuta anche quando fa male veramente. Ora Ettore sa che i fornelli possono bruciare anche quando sono spenti, è contro intuitivo non è un concetto facile da assimilare per un bambino di meno di tre anni.  La cosa però lo ha profondamente colpito e quando si avvicina ai fornelli ripete: <<No vojo scottare io no vojo. No, no.>>

Noi pure a marzo ci siamo scottati e non vogliamo ripetere l’esperienza. Allora fu inaspettato e sorprendente come per Ettore il calore della ghisa nera.

Questa notte mentre il mondo seguiva inutilmente gli esiti elettorali delle elezioni americane, ancora non si sa chi vincerà, o dormiva o faceva l’amore o si ammazzava con i bignè, il Fiero Conte dopo l’ennesimo confronto con i capi delle Regioni formava il Dpcm.

Il Paese viene diviso sostanzialmente in tre zone o meglio in tre colori come i francesi fanno per il cibo. Una specie di nutri-score dell’epidemia. Zone, verdi, zone gialle (arancioni) e zone rosse. In nessun caso c’è una chiusura totale di tutto, c’è invece una gradualità che non è mai un lockdown come quello di marzo. Le scuole elementari rimangono aperte anche nelle zone rosse, le superiori chiudono ovunque, i bar e i ristoranti chiudono nel rosso e nel giallo. Le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per alimentari, farmacie, parafarmacie, tabacchi, edicole e benzinai sono chiuse nelle zone rosse. Non c’è libera circolazione tra regioni e all’interno delle aree rosse. Comunque qui vi potete leggere tutto il Dpcm del 3 novembre 2020 del Fiero Conte.

Tutti a nanna alle 22.00, rossi, gialli e verdi oppure in giro con autocertificazioni per motivi di lavoro, salute etc. Chi deve andare a lavorare può farlo.

Un semaforo per l’epidemia: rosso, arancione e verde

Più di un sapiente insinua che le regioni per non finire in zona rossa faranno carte false. Spero non sia vero certo dovessero dimettere dalle intensive pazienti per abbassare i parametri e poi qualcuno dovesse morire si tratterebbe di omicidio voglio sperare non lo facciano. I medici sono soggetti al giuramento di Ippocrate e credo non lo consentiranno. Invece una cosa la faranno: chiederanno di poter codecidere, come sempre, fino a pretendere la costituzione di qualcosa di simile a una commissione paritetica stato-regione e lì resisteranno si differenzieranno. Per intanto si useranno i dati del 25 ottobre. Voi che avete testa invece non vi differenziate più del necessario e state a casa quanto potete, proteggetevi e proteggete chi vi è vicino, con le mascherine l’igiene delle mani e la distanza.

State bene e adelante con judicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 232

“Noi siamo tutti in casa. Noi siamo tutti in casa mia!” In piedi sui suoi coturni, nel caso la sedia bianca della nostra cucina, Ettore declamava quella che potrebbe presto essere la nostra comune condizione. Lui si riferiva a qual momento preciso, alla cena insieme al fratello, che ogni tanto molestava e ogni tanto sbaciucchiava, e a mamma e papà.

La danza istituzionale intorno al DPCM prosegue, pare che entro questa vedrà la luce. Non è chiaro quanto sarà automatica la chiusura per zone e regioni. Vedremo, c’è un altro vertice con le regioni. Nel frattempo il nostro emisfero si prepara al peggio. La Merkel parla di 4 lunghi mesi.

Le persone si abituano a tutto anche al covid nostro

Oggi è il big Thursday anche questo avrà un peso su come il mondo affronterà la pandemia. Nel caso in cui Trumpone non fosse riconfermato lo dovremo solo ed esclusivamente al covid nostro e a come il presidente ha affrontato e gestito al situazione, pare maluccio fino a ieri si contavano 236,997 morti.

Le persone da sempre si abituano a tutto. Ci stiamo abituando a questo nuovo modo di vivere che prevede da un lato una costante limitazione della nostre libertà personali che si allenta o si stringe seguendo il calendario delle stagioni, e dall’altro il fatto che da un momento all’altro ti puoi ammalare del covid nostro, che potrebbe non farti quasi niente, farti stare molto male o farti secco. Come se non bastasse il nostro nuovo compagno di vita anche non dovesse farti nulla ti può usare come veicolo per infettare altre persone che potrebbero star male anche a causa tua.

Ora pare che tra governo, regioni e l’anima più severa della maggioranza si stia consumando la guerra delle lancette, cioè a che ora chiuderci in casa, alle 18.00 alle 21.00 o alle 23.00. Raramente delle decisioni politiche hanno avuto un impatto così immediato sulla nostra vita. Ora pare che la paladina delle nostre residue libertà pomeridiane sia la dolce e sempre più sola Teresa Bellanova che insieme a Conte cerca di limitare la furia claustrale degli altri capi della nazione e delle regioni.  Tutto sommato che questa volta il gioco dell’uva non vada liscio e che trovi una qualche forma di resistenza mi rassicura. Mi sono chiesto perché il PD o comunque quel che resta di quella che Bersani chiamava la ditta tenda ad essere così tetragono sulle chiusure. Poi mi sono ricordato l’unica altra volta in cui qualcuno ci ha fatto così male: gli anni di piombo e mi sono ricordato la linea della fermezza che consentì alla DC e al PCI di farci uscire da quella stagione ma che consegnò Moro e parte della loro anima al diavolo.

Una nuova linea della fermezza

Forse non c’entra nulla, in fondo Speranza, credo non fosse neanche nato nel 1978 però loro sanno che se sono fermi, a caro prezzo, se ne esce. Chiudere tutto in fondo è anche la cosa più semplice da fare spero però che come ha detto il Fiero Conte considerato che non è la prima volta che il covid nostro ci attacca riescano a trovare una soluzione  più complessa che non paralizzi il Paese.

State bene e adelante con judicio!

L’atra grande notizia è il click day per la mobilità che purtroppo non sembra clikkabile troppi accessi, se volete potete provare qui sotto. Noi continuiamo a girare con la nostra vecchia bicicletta.

www.buonomobilita.it/

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 231

Questa mattina mia moglie mi sveglia dicendomi che Gigi Proietti   è morto nel giorno del suo compleanno. La cosa mi dispiace e un po’ mi stupisce. Ieri avevamo visto in tv Enrico Brignano che gli faceva gli auguri per il suo ottantesimo compleanno. C’è stato un periodo della mia vita in cui vivevo molto vicino al Brancaccio che lui dirigeva e lo incontravo abbastanza spesso, grande e capelluto mentre mangiava qualcosa nei dintorni con i suoi ragazzi.

I giornali on – line hanno dismesso dall’apertura per qualche ora il covid nostro che non lo ha sfiorato. Vi segnalo questo bell’articolo sul Cavaliere nero di Proietti di Massimiliano Cacciotti.

Giuliano ed Ettore si aggirano per casa un po’ assonnati ma pronti per andare a scuola. Colazione, spigiamamento, denti e vestizione.

 

Il Fiero Conte ha riferito in parlamento, primo passo pria del varo del DPCM. Snocciola dati, numeri e spiega di essere costretto ad intervenire a livello territoriale dal sistema di monitoraggio predisposto insieme a CTS, istituto superiore sanità e Ministero Sanità e Regioni ab illo tempore. Rifiuta invece l’idea di provvedimenti nazionali indistinti. Parla di coefficienti di rischio che attribuiscono a ogni regione un’area con regole precise e diverse.

 

Dispone invece a livello nazionale chiusura di centri commerciali festivi e prefestivi, chiusura di giochi e video giochi, chiusura di musei e mostre, prospetta la chiusura delle scuole superiori ma niente di più. Parla di crisi, trasformazioni e resilienza, unità, responsabilità e diritti costituzionali subordinati a quello alla salute; insomma tutto l’armamentario retorico dei tempi del covid nostro. Spiega che terrà conto delle deliberazioni del parlamento e di quelli che verranno dalle regioni ancora in conferenza. Sembra comunque voler tenere la sua linea non voler cedere alle regioni che vogliono solo provvedimenti omogenei a livello nazionale. Annuncia una modulazione regionale in base all’RT e altri 20 parametri che possono essere allentati e stretti dal ministero della sanità, questo deresponsabilizzerebbe i capi delle regioni, che colloca in tre diverse aree di rischio le Regioni o comunque delle zone delimitate.  Nessun riferimento all’isolamento degli anziani. Descrive una situazione in terapia intensiva tutto sommato ancora sostenibile. La capienza del trasporto pubblico dovrebbe scendere al 50%.

 

Cita Arcuri più volte anche per spiegare le cose fatte e il materiale medicale e i dispositivi prodotti e distribuiti. Nessuna insostenibile pressione in terapia intensiva pressione invece negli altri reparti. Capisco che non chiude tutto e tiro un sospiro di sollievo. Sperando che i capi delle regioni non gli facciano cambiare idea. Dell’orario in cui dovremo spegnere la luce invece non parla. Penso al presidente della mia regione, Zingaretti, nonché azionista di minoranza del governo che ha dichiarato: <<Credo che un mese di didattica a distanza possa salvare l’anno scolastico.>> Spero che resistano che capiscano che la scelta di chiudere le scuole pur se legittima ha un prezzo altissimo.

 

L’altro giorno tornando da scuola con Giuliano ci siamo fermati su ponte Garibaldi dove di questi tempi si può assistere agli attacchi dei gabbiani che cercano di ghermire i piccoli storni che però numerosissimi e molto agili, tra bombardamenti di guano e cinguettii striduli di solito se la cavano. Speriamo che ce la caviamo pure noi.

 

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi week-end 32

<<Vojo vedere la persona nera. La persona nera!>> Così Ettore tutto vestito con il mantello, la maschera e il citofono sul petto chiede di Dart Fener –  Dart Veder (dipende dal vostro livello maniacalità galattica) appollaiato sul bracciolo della poltrona della mia scrivania. Le passioni per le cose, anche le più sceme, spesso si trasmettono di padre in figlio. Glielo cerco su internet e guadagno la sua attenzione per un po’ poi scende per tornare ad arrampicarsi qualche decina di minuti dopo. Ora è di nuovo qui con in braccio un peluche di Simba e mi chiede come si chiama quello leone e se è il re del bosco, poi conviene della foresta e  mi chiede cosa canta.  Mi viene in mente la sigla di un vecchio cartone giapponese in cui Simba (Kimba) è bianco. Ricordo la visita a casa di un altro bambino in Viale Trastevere con una delle mie tate e il gioco insieme con un pupazzetto di Kimba, per terra su uno di quei tappetti pelosi monocolori anni ’80, la televisione accesa e la sigla. Ora sono di nuovo sulla mia poltrona tutti e due, Giuliano ed Ettore, che vogliono vedere una Kimba e l’altro Simba, quello giallo.

Mi rendo conto di come loro siano la mia ricchezza, anche con il loro universo fantastico e colorato, e di come tutto questo possa essere apparentemente lontano da quella che qualcuno ha chiamato, un paio di secoli fa ormai, la ricchezza delle nazioni eppure non è così.

I bambini e gli anziani sono tra le ricchezze delle nazioni anche se ad alcuni non sembra

Ieri ci siamo incontrati con degli amici con i quali abbiamo smesso tacitamente di incontrarci nelle rispettive case. Ci siamo visti a Villa Pamphili; i bambini hanno giocato, corso e scavato come spetta loro, noi passeggiato e chiacchierato. La Villa era piena come lo fu a marzo prima che chiudessero anch’essa. I runner erano numerosi e maledetti perché senza mascherina <<Poi alitano!>> era il commento più tollerante nei loro confronti. La mia naturale empatia per i diversi da me invece me li rende simpatici.

Così abbiamo anche festeggiato Halloween l’americanata e festa dell’imbecillità come ebbe a dire De Luca il lungimirante.  I bambini erano contenti, correvano e qualcuno portava anche qualche maschera.

Le persone continuano ad ammalarsi ma fortunatamente anche a guarire, non tutte non sempre ma si guarisce. Gli ospedali però stanno tornando un luogo infernale e a questo giro anche qui tra noi sudici. Mi apre di aver capito che non in tuti gli ospedali c’è un percorso sporco e uno pulito per separare i contagiati o presunti tali dagli altri.  Il punto settimanale venerdì ha evidenziato come anche in questi sette giorni i casi siano quasi raddoppiati per la quarta volta di seguito. La settimana scorsa ci sono stati 84.129 nuovi casi questa 150.865, a dire il vero un po’ meno del doppio ma non consola.

Grafico increm
Grafico incremento settimanale positivi

Il fiero Conte sta cercando di coinvolgere le opposizioni e le regioni il più possibile, credo anche su impulso del Presidente Sergio Mattarella, in vista dei prossimi provvedimenti. Si susseguono molte voci sembra comunque che dopo un passaggio in Parlamento verrà varato lunedì un nuovo Dpcm. Cosa altro chiuderà non è ancora dato sapere ma certamente taglierà un altro pezzetto di scuola: DAD almeno dalla terza media in su. Altre ipotesi circolate: zone rosse in alcune metropoli, principalmente Milano e Napoli, qualcuno però parla anche di Roma, Tirino e Bologna. Una nota particolare merita l’ipotesi di confinare gli anziani malamente raccontata anche da un tweet del presidente della Regione Liguria Toti. La cosa nel caso risultasse una reale ipotesi, come temo sia, farebbe il paio con l’idea di scarificare i bambini e i ragazzi, non produttivi come le “persone – twittò Toti –  per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese”.

Adelante con Judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 229

Ieri quando ho portato Giuliano dal barbiere, cosa che lo ha reso felice almeno fino a questa mattina quando pregustava i commenti delle compagne e dei compagni di classe, un po’ paura l’avevo. Per carità il cerusico è stato bravo, ha lavato le mani, tenuto la mascherina e tutto il resto però mi sono chiesto se ne valesse la pena. Facevo bene a correre quel rischio, piccolo ma comunque reale o sarebbe stato meglio lasciare Giuliano con i capelli incolti che alla fine per me è sempre bellissimo. Mente ero lì compulsavo i dati della IHME (qui il Lazio che certo non contribuivano a rasserenarmi, per altro ho scoperto che ogni giorno peggiorano. Pur nella prudenza non riesco a smettere di vivere anche in questi giorni in cui la luce del sole è sempre più rara. Il pensiero un po’ infantile per cui bisogna fare quel che si può finché si può, purtroppo, non mi è del tutto estraneo.

Giuliano è felice di essere andato dal barbiere

Non sono un tipo da apericena ma  un pranzo con mia moglie questa settimana me lo sono concesso, dal filettaro, che ora dispone di tavolini all’aperto come un po’ tutti nell’era del covid nostro, vicino Campo dei Fiori davanti a Santa Barbara la patrona dei bombaroli e dei pompieri.  E’ stato bello quasi  normale: baccalà e puntarelle.

Ero dalle parti di Prati stavo, cercando un accessorio elettronico, una cosuccia senza importanza, ho provato ad entrare in un piccolo negozio che sembrava poter avere quel che mi serviva, aperto l’uscio vi ho trovato una coppia di bangladesi, o comunque bangla, con la mascherina che si nascondevano dietro una lunga tenda di pellicola trasparente e un piccolo bancone, il tutto in 5 forse 7 metri quadri di spazio senza finestre. Ho lasciato la porta aperta mentre chiedevo loro quel che mi serviva non lo avevano. Sono andato via con la sensazione di aver profanato la loro intimità o qualcosa del genere.

Dal DPCM delle mascherine per tutti ovunque sono passati 17 giorni, le cose sono peggiorate e altri provvedimenti sono stati presi ed altri probabilmente ne verranno. Politici e virologi continuano ad azzuffarsi sulla gravità della situazione mentre le persone si ammalano e hanno bisogno di assistenza ed aiuto. De Luca il lungimirante chiude anche asili e materne

A 17 giorni da DPCM mascherine che fare?

Quest’estate l’Italia per la prima volta ha provato l’ebbrezza di un PIL cinese o almeno da tigre ASIATICA più 16,1%. Una roba mai vista dovuta ovviamente alla ripresa dallo schianto dei tre mesi precedenti però devo ammettere che fa un certo effetto.

In Piemonte pare che vogliano abbassare il carico consentito nei bus al 50%, insomma ogni regione sta a suo modo varando nuove misure per far fronte alla situazione il federalismo del covid prosegue.

Oggi vedremo se da venerdì scorso i casi sono di nuovo raddoppiati e no.  Mentre scrivo pur non avendo i dati definitivi tutti sanno che anche non fossero raddoppiati più o meno siamo lì.  Questa costatazione di solito è la premessa a un provvedimento da parte del governo centrale.  Chiudere ancora qualcosa prima del lockdown generale, oppure procedere con chiusure totali ma localizzate.

State bene e adelante con judicio!

Santa Barbara

Coronavirus – Diario di crisi giorno 228

Le persone sembra non si vogliano fermare. Il genere umano è così, trova il modo di andare avanti ovunque e comunque. Uscendo di casa oggi mi è caduto l’occhio su uno dei disegni di Giuliano posato su una sedia all’ingresso. Ritrae i suoi compagni e le sue maestre, ormai tutti rigorosamente con la mascherina.

Siamo arrabbiati, spaventati ma proseguiamo nel nostro viaggio: chi fa il pane panifica, chi ha bottega vende, chi lavora nelle scuole insegna, gli studenti studiano, chi fa l’autista guida, chi lavora in ospedale cura, chi fa il casalingo spiccia, chi fa il barbiere taglia e  chi fa il terrorista uccide. Oggi 29 novembre 2020 a Nizza due donne e un uomo sono stati uccisi da un terrorista islamico in una Chiesa e ad una di loro è stata separata la testa dal corpo.

Il coronavirus non ci ha cambiato in meglio

Restiamo quelli che eravamo prima con in più il covid nostro, che non ci ha fatto sviluppare alcun senso di solidarietà particolare contro la natura, questa volta veramente un po’ matrigna. Continuiamo ad odiarci come prima, come sempre. I francesi sono anche alle prese con un lockdown che risparmia solo le attività essenziali, tra cui la scuola. Noi invece abbiamo chiuso anche elementari e medie in Puglia. Devo dire che più passa il tempo e più mi trasformo in un centralista della più bell’acqua. Emiliano non ha un momento di esitazione indica i bambini e i ragazzi come responsabili della crescita della curva del contagio. Se il governo pensa quello che dice per bocca della ministra Azzolina che impugni questo provvedimento salvando i bambini pugliesi da questa decisione sbagliata. Poi un po’ in generale trovo che in questa situazione una catena di comando che preveda che un po’ decidono i comuni, un po’ le regioni e un po’ zia Peppina sia fuori luogo.

Perdonatemi oggi non spicco per buon umore è che la situazione peggiora di giorno in giorno e noi sembriamo sempre più in balia degli eventi. Secondo l’IHME (The Institute for Health Metrics and Evaluation) di Seattle in Italia ci  aspettano tre scenari al 1 di febbraio: primo tutti con le mascherine 69.208 morti, secondo attuale trend 80.128 morti, terzo allentamento delle misure 227.979. Ad oggi ne abbiamo meno di 38.000.

https://covid19.healthdata.org/italy?view=total-deaths&tab=trend

State bene e adelante con judicio!

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 227

Ieri sera nel centro di Roma militanti di estrema destra hanno dato fuoco ad alcuni cassonetti, spaccato qualche vetrina e fatto a botte con i poliziotti. Oggi verso l’ora di pranzo i ristoratori, in attesa del ristoro del Fiero Conte, hanno apparecchiato il suolo di Piazza del Pantheon con tovaglie di fiandra e piatti di porcellana per manifestare il proprio dissenso. Anche per i media, per le istituzioni e per i social comincia ad essere chiara la differenza. Ne sono felice perché non potrei sopportare di vivere in un Paese in cui chiunque si opponga ai provvedimenti del governo viene definito fascista o criminale. Non sono sicuro di sapere se i ristoratori hanno ragione nel dire che i loro esercizi sono luoghi sicuri e che quindi l’ultimo Dpcm del fiero Conte è sbagliato, sono certo invece che hanno il diritto di dirlo anche manifestando pubblicamente e pacificamente. Ieri anche grande spreco di birra qui a Trastevere, in Piazza Trilussa i gestori di Pub l’hanno versata a terra per protesta.

Roma che si spegne alle 18.00 non è un bello spettacolo, speriamo che serva

Giuliano prosegue le sue lezioni di Scacchi grazie al metodo inventato dal suo maestro che prevede che uno solo dei giocatori tocchi gli scacchi mentre l’altro muove a voce. Tornando dalla sua lezione, verso le 18.00 ho visto le saracinesche che si abbassavano e i vicoli che si liberavano dalle gambe dei tavolini ormai onnipresenti. Non era una roba allegra ma che dire così è.

Sala e De Magistris vogliono sapere dal giovane Speranza se Ricciardi li vuole chiudere veramente o se lo ha detto per dire. #Zingaretti pure scrive una lunghissima lettera su Repubblica in cui ci spiega che il nemico è il virus e chi si oppone alle misure del governo senza fare nessun cenno alle difficoltà in cui ci troviamo noi nel Lazio con file mostruose per fare un tampone, Roma che ha superato i mille casi stabilmente, e trasporti pubblici (qui un articolo notevole  di Marco Veruggio sul tema) di cui è meglio non parlare perché altrimenti viene da piangere. Mentre lo leggo tutto, nella speranza di trovare una qualche forma di autocritica o una proposta concreta, è un uomo di potere mica fa più il segretario della FGCI romana, mi rimbomba la sua deliziosa zeppola in testa ma non trovo altro.

Per un po’ andrà peggio lo sappiamo

Tutti sanno che nelle prossime settimane andrà peggio, non un po’ ma molto, in tutto l’emisfero settentrionale. Macron e la Merkel stanno per varare nuove chiusure, pare con un solo punto fermo le scuole resteranno aperte.

Alla fine come per le questioni ambientali, che poi in fondo anche questa a suo modo lo è, c’è anche quello che posso fare io. Oggi sono rimasto a lavorare e studiare un po’ a casa, cerco di mettere la mascherina sempre, ormai non la porto solo nel nostro appartamento, non prendo mezzi pubblici, a meno che non sia costretto e vado a piedi o in bici. Ho molto limitato la mia vita sociale, diciamo così, in presenza.

Adelante con Judicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 226

<<Ciao Caro Babbo Natale, spero tu stia bene anche se c’è il coronavirus. Quest’anno ti chiedo gentilmente un Fangteke set carte Pokemon da 100 pezzi, Gengar normale carte Pokemon, 4 vaccini anti influenzali, una bacchetta magica di Harry Potter, Snorlax V e Snorlax M Max.>>La fede dei bambini, in qualunque cosa sia riposta, è sempre bellissima. Questa è la letterina di mio figlio Giuliano. Quando gli chiedo, sorridendo, dei vaccini mi risponde che ha pensato alla famiglia. Loro ci ascoltano e capiscono tutto, o con la testa o con la pancia, ma capiscono tutto. Dopo un po’ mi guarda preoccupato e mi chiede se il Babbo Natale ce la farà anche quest’anno

Oggi mi sono concesso un taglio di capelli, non è stato facile ho dovuto cambiare barbiere perché il mio si pensionò, mascherine e porta di ingresso aperta tutto il tempo. Niente di che, ma si può fare, ci porterò anche les deux, prima della non improbabile serrata. Il cerusico è un giovane uomo calabrese che prima lavorava molto con le barbe degli  hipster che, mi spiega, sono state falcidiate dalle mascherine. Andando in ufficio passo per Santa Maria in Trastevere e trovo un gruppo di adolescenti che alle 10,30,  grazie alle nostre scelte dissennate, sono vicino alla fontana a cazzeggiare anziché a scuola; alcuni hanno la mascherina abbassata, tutti sono molto vicini. La scuola! la scuola! la scuola! Per strada a 14, 15 e 16 anni si possono commettere molte stupidaggini che la vita poi non sempre ti perdonerà.  Rimandiamoli a scuola vi prego.

I ragazzi stanno meglio a scuola che in piazza anche ai tempi del covid nostro

Nel frattempo Ricciardi, il consigliere del giovane Ministro Speranza, dice che serve un lockdown a Napoli e Milano perché lì “uno può prendere il Covid entrando al bar, al ristorante, prendendo l’autobus. Stare a contatto stretto con un positivo è facilissimo perché il virus circola tantissimo. In queste aree è necessario, in altre aree del Paese no”.

Un po’ ovunque si moltiplicano le manifestazioni di piazza che saranno, come dicono tutti, guidate da pericolosi camorristi,  fascisti e antagonisti ma ci sono e hanno un peso a Milano, a Torino come a Roma e a Napoli o a Pesaro. Anche se devo riconoscere ai pesaresi di aver trovato una forma di disobbedienza civile più interessante, della piazza e dello sfascio delle vetrine: l’abbuffata al ristorante nell’orario proibito.  Un satyagraha al brodetto di pesce, non posso negare di aver sorriso all’idea della polizia che irrompe mentre loro continuano a mangiare. Chissà che ne avrebbe detto Marco Pannella che mi risulta essere stato anche una buona forchetta.

State bene e adelante con judicio!

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 225

Ettore ha sempre avuto un gusto spiccato per alcuni sapori più forti ma la cosa che mi ha sempre incuriosito è la sua smodata passione per broccoli, cavolfiori e broccoletti.

Oggi è rimasto a casa con la mamma che aveva un po’ di cose da fare ma “smartabili”. Con Giuliano abbiamo attraversato il Tevere e il centro in bici e come al solito c’erano un bel po’ di macchine in giro. Arriviamo appena in tempo per il suo turno di ingresso a scuola. Continuo a vedere coppie di genitori che accompagnano figli unici e mi chiedo perché. La cosa mi sembrerebbe strana anche in tempi normali, chissà forse così si fanno coraggio fra loro.

In ogni caso l’ingresso a scuola di Giuliano è ancora una roba più che ordinata e resto grato di ogni giorno di scuola guadagnato.

Prosegue disfida tra  Regioni,  Conte  e Speranza

La grande disfida tra il Fiero Conte, il giovane Speranza e i Capi delle Regioni prosegue su una questione fondamentale: i tamponi a chi farli e quando. Un po’ come la storia dell’80% di capienza per i mezzi pubblici.

Oppure come fu per la questione della distanza in aula che improvvisamente, sempre su pressione delle regioni, venne ridotta a zero purché si portassero le mascherine. Questa volta vogliono poter testare solo i sintomatici. Dopo che per mesi ci hanno fatto una testa così con contact tracing sarebbe singolare. Temo però che ci arriveremo, i capi delle regioni sono gente pratica se chiedono questo significa che è la migliore soluzione sul breve periodo e probabilmente la peggiore sul medio. Evidentemente non riescono a star dietro al contagio quindi preferiscono smettere di inseguirlo con tamponi i cui esiti arrivano troppo tardi. Non è una bella cosa ma così è.

Qui in ufficio ci sono ancora zanzare che non esitano a pizzicarmi. La caparbietà dei parassiti è una costante formidabile quanto fastidiosa. In fondo alche il covid nostro e un non troppo simpatico parassita.

Tutte le categorie colpite dal nuovo Dpcm, chi in un modo e chi in un altro, hanno cominciato a protestare, Geppy Gleijeses e Walter Veltroni si fanno portavoce del mondo del cinema e del teatro e sorprendentemente la cosa più giullaresca non la dice l’attore ma l’ex politico. Chiede perché le Chiese siano rimaste aperte se hanno chiuso teatri e cinema. Non sta a me che, sono anche un senza Dio, spiegare che cosa sia il diritto alla libertà religiosa. La cosa che mi colpisce è l’idea, cui partecipa anche Veltroni, di contenderci con acrimonia quei pochi spazi di libertà che ci sono rimasti. Immagino la preoccupazione e le difficoltà in cui si trovano tutti quelli colpiti professionalmente da questi provvedimenti: gli istruttori delle palestre, i baristi, i cuochi, i camerieri, gli attori, i musicisti, gli attrezzisti i bigliettai, e molti altri oltre, naturalmente, ai loro datori di lavoro. Però non dobbiamo cedere alla tentazione di metterci gli uni contro gli altri, almeno mi aspetto che non ci aizzino i più fortunati tra noi.

Non ha senso contrapporre le chiese ai teatro

<<I giovani non fanno il necessario per proteggersi e c’è un eccesso di sovrapposizione tra Governo, Regioni e Comuni, fanno tutti quello che vogliono.>> Questo dice Garattini, Istituto Negri, e temo sia la verità, cruda ma la verità. Non è simpatica non assolve nessuno ma è la realtà.

Anche la nostra classe dirigente si sta ammalando, fisicamente, il che non aiuta. Sullo sfondo il nostro messia, ossia il vaccino che pare sia efficace anche sugli anziani, questa la principale buona notizia di oggi. Domani ci dovrebbe essere il “decreto ristoro” che dovrebbe aiutare chi è stato costretto a chiudere.

Siamo tutti meno disposti della volta scorsa a sacrificarci ma in qualche modo lo dovremo pur fare.

Oggi niente nuoto e mi dispiace molto perché sono convinto che a Giuliano faccia bene e poi un po’ anche per i suoi istruttori che sono bravi e pazienti. In compenso Giuliano di sua sponte si sta impegnando nella stesura di una riduzione teatrale di Harry Potter e la Pietra Filosofale, lui lo chiama il copione lo vuole distribuire ai suoi compagni. Ieri sera l’ho ascoltato per me è sempre bello sentire la sua voce mi sembra però che se la stia cavando bene.

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi week-end 31

Carmina vs panem e il nuovo dpcm. Niente più piscina per Giuliano ma a scuola può ancora andare.

<<Da quando? No!>> Capisco di aver omesso troppo e gli spiego che per ora questa regola vale solo per le superiori quindi lui potrà continuare ad andare a scuola per il momento, certo fosse vissuto appena 150- 160 km più a sud a casa anche lui. Niente più piscina però le palestre chiudono, come i teatri e i cinema. Non ho capito i  musei.

Il vecchio adagio carmina non dant panem come quello più recente per cui con la cultura non si mangia, hanno fatto, come è tradizione, capolino nel dibattito pubblico sulle chiusure che il governo veniva invitato da più parti a fare. Non è mancato il buon vecchio manifesto degli intellettuali, questa volta definiti scienziati, per fare le dovute pressioni, non in favore della cultura ma della lotta la virus invitando a chiudere un po’ tutto.

Per il fiero conte non è stato facile anche perché i capi della regioni erano più propensi a chiudere le scuole, che non producono un Pil immediato, piuttosto che le palestre, bar i pub e i ristoranti. Pe un momento ho avuto l’impressione di intravedere un nuovo topos: carmina vs panem. La non troppo strana contrapposizione alla fine ha prodotto quello che un tempo, in altri contesti, avremmo definito un taglio trasversale, questa volte non di risorse ma di libertà e agibilità.

Il portavoce del Presidente della Repubblica Mattarella è anche lui positivo con sintomi, ci spiega però di non aver avuto contatti diretti con il presidente Mattarella. Stessa sorte sembra essere toccata a Casalino Portavoce di Conte. L’assedio del covid nostro alle istituzioni repubblicane sembra stringersi ogni giorno di più.

Prosegue l’assedio del covid alle istituzioni

Non ho le competenze per giudicare le misure prese fin qui, certo stiamo riperdendo tutto quello che ci sembrava di esserci ripreso da giugno in poi. Però che il virus ci sia e abbia ricominciato a colpire con violenza è evidente a chiunque non voglia chiudere gli occhi. A parte i tragici numeri, questa settimana per la terza volta raddoppiamo il numero di contagiati, anche solo le persone che conosco personalmente colpite dal sars-cov2 sono sempre di più e sembra che un cerchio lo stia facendo anche intorno a noi comuni cittadini.

Incremento contagiati settimanale

Giuliano mi spiega che le ultime lezioni di scacchi in presenza le ha fatte giocando a voce. Praticamente funziona così: solo uno dei due giocatori ha la disponibilità della scacchiera, l’altro debitamente distanziato muove parlando: <<Pedone in H4!>> l’altro lo muoverà per lui. Non ho capito cosa preveda il DPCM per questo genere di sport.

Scacchi a voce per Giuliano

A parte il fastidio per la retorica del Natale da salvare, come se fosse possibile risolvere la questione entro novembre, e per le promesse di bonifici sui conti correnti, per un rapido ristoro, cerco di comprendere le difficoltà e mi adeguerò come è mio dovere alle disposizioni del governo. Spero che altrettanto faranno i miei concittadini. Non c’è conversazione che intercetti nei bar e per le vie in cui non si mostri insofferenza e non si dia credito a una retorica uguale e contraria a quella della propaganda ufficiale. I tafferugli delle scorse notti ne sono un segnale sgradevole, anche fossero tutti camorristi o fascisti come si sostiene, cosa che mi pare improbabile, avranno un ruolo nell’evolversi di questa vicenda. Temo che in generale ci sia un minore senso di comunità e una minore disponibilità ad accettare quello che verrà.

Sabato chiusi in casa, dopo il pranzo  domenicale non resisto e comincio a proporre di fare un giretto; prima usciamo solo io e Giuliano, dopo un po’ ci raggiungono anche Martina ed Ettore incrociamo la chiusura del mercato di Porta Portese, vediamo tavoli chiusi e accatastati, grandi manovre di furgoni e grandi fagotti issati e portati via.

Adelante con judicio!

 

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 222

Come 20 piccoli indiani , una dopo l’altra le regioni stanno cadendo sotto il peso del covid nostro. Lo schema per ora è quello del coprifuoco e della DAD per le superiori. Già però De Luca, il lungimirante, chiede un lockdown nazionale, e chiusura dei confini tra regioni, e preannuncia che in ogni caso lui lo farà.

Bertolaso e Fontana riaprono l’ospedale in Fiera a Milano, le giornate si faranno più buie con il ritorno dell’ora solare, quello che sta per capitarci non sarà divertente.

Giuliano ed Ettore oggi sono andati a scuola io in ufficio, a piedi. Molti di noi rifuggono dai mezzi pubblici da tempo ormai; se possiamo andiamo a piedi in bici in macchina, in monopattino; non credo che riuscirò mai e dissociare l’arrivo dei monopattini a noleggio da quello delle mascherine  e del covid nostro.

Conte continua a presentarsi alle camere per parlare di un DPCM che tutti, lui compreso, considerano ormai superato dai fatti, sottolinea la differenza con marzo.  Differenza che c’è, senza dubbio, ma non so se in favore di quella o questa situazione. In marzo le decisioni avevano una regia nazionale ed era lui che le prendeva ora sembra aver lasciato l’iniziativa a una sorta di federalismo del covid nostro che per il momento ha una spetto tutt’altro che equo.

Arriva il federalismo del covid

Ci aspettano tempi cupi. Ettore oggi era felicissimo di tornare a scuola ma una strana coltre sembra ricoprire anche le nostre piccole gioie quotidiane. Stanno per arrivare numeri sempre più spaventosi e con loro il freddo, il buio e le altre sindromi influenzali. La pressione dell’epidemia e delle regioni preoccupate per la tenuta degli ospedali e del consenso spingono verso nuove chiusure. Anche solo le persone che conosco che sono state lambite dal covid nostro rispetto a  marzo si sono moltiplicate, perché a marzo qui a Roma, e in generale al sud, quasi non era arrivato.  Consola, come dice il presidente Conte, che abbiamo le mascherine ed infrastrutture ospedaliere più preparate? Un po’ sì però non basta.

<<Chiudere, chiudere tutto.>> Ricomincia ad essere il grido di battaglia e propaganda. Per il momento sembra che il governo non sia disposto a chiudere scuole e attività produttive. 100 scienziati hanno scritto a Conte e Mattarella per chiedere misure drastiche subito o sarà peggio.  Non so quanto il Governo riuscirà a reggere a questa pressione. Devo ammettere che questa volta spero che il fiero Conte riesca a riprendere la situazione in mano ed eviti quello che lui chiama un lockdown generalizzato.

Oggi era il centenario della nascita di Gianni Rodari autore simbolo delle scuole elementari italiane. Chissà che filastrocca avrebbe scritto sul covid nostro. Per intanto vi lascio con questa tra le mie preferite anche Giuliano l’ha imparata a memoria credo in prima o in seconda.

Ci sono cose da fare ogni giorno.

lavarsi, studiare, giocare,

preparare la tavola,

a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:

chiudere gli occhi, dormire,

avere sogni da sognare,

orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,

né di giorno né di notte,

né per mare né per terra:

per esempio, la guerra.

 

State bene e adelante con judicio!

 

 

Coronavirus – Diario di crisi giorno 221

<<Lui Snoopy. Hum. Che vuole lui?>> Ogni qualvolta Ettore scopre un nuovo personaggio o un nuovo animale, o che comunque si trovi a maneggiarlo con le parole o le mani, prima si accerta di averne detto il nome poi chiede, senza mezzi termini cosa voglia. <<Che vuole squalo? Mangiare!>>

<<[…] questa ordinanza della Regione Lombardia, uscita ieri un po’ in velocità, noi sindaci l’abbiamo vista ma eravamo concentrarci sul tema del coprifuoco.>> provo un grande imbarazzo per la nostra classe dirigente e in ultima analisi credo proprio per la nostra specie. Il virgolettato è dell’ex city manager della Moratti e dell’ex Commissario Expo, ex manager di spessore,  attuale sindaco di Milano. L’idea che la parte dell’ordinanza di Fontana che chiude di fatto tutte le scuole superiori della Lombardia sia passata in un momento di distrazione dei sindaci lombardi e dei loro staff, che avevano chiesto fortemente il provvedimento generale, poi fermato in un primo momento dal bevitore di mojto, mi imbarazza oltremodo e spero sia una penosa bugia. Poi mi ricordo gli apericena, le Milano che non si fermano, le Bergamo che runnano .

La scuola dovrebbe essere veramente l’ultima cosa e chiudere, e non la prima, meriterebbe però un po’ di franchezza da parte di chi decide delle sue sorti. Noi nel Lazio, che da domani spegniamo le luci presto pure noi, abbiamo un ordinanza più ambigua e quindi sperabilmente più flessibile.   Si parla di un incremento della didattica digitale per le scuole secondarie di primo grado, le superiori, del 50% con esclusione degli iscritti al primo anno.  Mi pare di aver capito che stanti così le cose un ragazzo di 16 anni potrebbe trovarsi nella seguente situazione: vuole farsi fare un massaggio, nessun problema, vuole andare in palestra a sudare un po’, ok, vuole andare dall’estetista per una ceretta californiana, ottimo, vuole andare in un centro commerciale a farsi un giro, ci mancherebbe,  vuole andare a scuola, beh un momento prudenza, magari da casa con il tablet.

Un sedicenne può fare tutto, certo la scuola però…

Nel frattempo il Ministro Azzolina scrive a De Luca, che è anche riuscito ad annunciare una riapertura che poi ha negato qualche ora dopo, per chiedergli elementari e medie in presenza e a Fontana per esprimere disaccordo con la decisione di chiudere tutte le superiori.

Pare di aver capito che anche questa volta  nonostante un po’ di retorica e qualche pubblico strepito la scuola non sarà l’ultima a chiudere ma la prima. Direi che anzi abbiamo cominciato a chiudere. In modo più graduale ma abbiamo cominciato.

Nel frattempo sembra che il comune di Roma voglia affittare dei pullman turistici per potenziare i trasporti ed aiutare il settore. Di ufficiale per ora c’è solo una mozione dell’Onorevole Marco Palumbo consigliere comunale di opposizione; l’Atac sembra aver reclutato degli psicologi per gli autisti sotto stress.

Il covid nostro però continua diffondersi piuttosto velocemente e secondo il Messaggero, il governo sta valutando un lockdown generalizzato di due settimane. Il fiero Conte dice alle Camere che la situazione è critica ma diversa da quella di marzo e che eventualmente sarebbero pronti a intervenire di nuovo. Temo che la fonte del messaggero non sia Palazzo Chigi del resto è noto che altri ministri hanno posizioni più rigoriste.

Magari non un lockdown ma qualcosa durante il wek-end dobbiamo aspettarcela.

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 220

<<Ssseppente. Cattivo, butto e cattico. Ammazziamo>> Il bellicosissimo Ettore vuole uccidere i serpenti possibilmente tutti. Provo a spiegargli che non sono necessariamente velenosi e che comunque hanno il loro ruolo nella natura, mangiano i topolini.  Ma niente <<Questo buco non cattivo ma seppenti cattivi via uccido tutti.>> Questa sua dichiarazione la fa tenendo fra le dita un po’ di pasta di sale viola, da noi autoprodotta in mattinata, con la quale ha fatto un serpentiforme. Un “buco” cioè un bruco. Credo che un ruolo in queste sue convinzioni ofidiofobiche lo abbia avuto anche Nagini, il terribile serpente di lord Voldemort che il fratello gli ha fatto vedere ieri sera in DVD.

I serpenti comunque non godono  di buona fama tra noi umani dai tempi di Adamo ed Eva quindi il mio amore piccolo è in buona compagnia. Sono da sempre il simbolo del male, del veleno, del peccato ma anche di Esculapio quindi della medicina.

Come si cura un malato do covid oggi? Un paucisintomatico? Alla fine le cose che hanno scoperto che abbiamo più o meno a ad immediata disposizione sono tre:  paracetamolo, cortisone, e per evitare o combattere sovrapposizioni batteriche un determinato tipo di antibiotico. In più l’eparina in alcuni casi per evitare trombi. Questo 4 farmaci sono quelli immediatamente disponibili che anche un medico di base può prescrivere e che un paziente può trovare in farmacia. I monoclonali, il plasma iperimmune, il Remdesivir sono cose meno disponibili ed accessibili. Queste sono le poche armi che abbiamo insieme al nostro sistema immunitario che si spera riesca a cavarsela.

Sta di fatto che oggi siamo rimasti a casa con brodo di pollo e pasta di sale. Il raffreddore di Ettore migliora e con esso anche il mio.

Le cose non vanno per il meglio, è ricomparso anche il bevitore di mojto che voleva impedire a Fontana il coprifuoco lombardo. Perché prima doveva capire. Fontana glielo deve aver spiegato per bene, con parole semplici, poi però ha formato l’ordinanza. Chiusura di tutto dalle 23 alle 5 e autocertificazione per gli spostamenti. Le scuole superiori temo che chiuderanno per passare alle lezioni a distanza. Oggi tra i lombardi è andata cosi: 4.126 positivi di cui 1.858 a Milano. In tutta Italia invece così: 15.199 nuovi casi e 127 morti ieri erano 10,874 ed i morti 89.

State bene e adelante con judicio!

I Re Magi con la mascherina

Coronavirus – Diario di crisi giorno 219

<<Ciao a domani.>> con il suo casco in mano Ettore saluta, tranquillo e serafico, le sue maestre che però ci hanno appena fatto capire che è veramente troppo raffreddato e che quest’anno.. cosi, così e così. Per capirsi il naso che cola non è tra i sintomi più comuni del covid nostro, la febbre e al tosse lo sono. Ora tutto considerato, credo che domai staremo a casa, anche perché farebbe bene anche a me. Però così perché si sappia il raffreddore con il naso che gocciola, gli sternuti non è, il covid nostro. Il raffreddore, diciamo così tradizionale, non ha smesso di circolare solo perché ora si è fatto avanti questo suo nuovo esotico parente. Comunque dato che ovviamente tutto quello che prendono i miei due figli, infinite volte baciati e abbracciati, lo prendo anche io, domani a  casa con il brodo di pollo.

Per intanto torniamo in bici dopo aver accompagnato Giuliano a scuola di scacchi. Passiamo davanti a Palazzo Chigi e vediamo garrire dal balcone, oltre  alle consuete bandiere europea e italiana, la bandiera Spagnola. Bella, nuova, e allegra con le sue bande rosse e gialle. Le macchine dell’ospite, Pedro Sanchez, e della sua delegazione, ora stazionano fuori dal Palazzo in piazza Colonna e credo non entrino più nel cortile come si usava un tempo. Ora lì ci fanno le conferenze stampa ho visto. Quante abitudini cambia il covid nostro.

Flaviano mio amico e collega dice che suo figlio, il piccolo Manfredi, non ricorda più quando le mascherine non c’erano. Fa un po’ impressione ma la memoria dei bimbi si sta formando ora.

Alcuni bambini non ricordano un tempo senza mascherine

C’è un bellissimo negozio di articoli sacri e abbigliamento per il clero che collega piazza della Minerva con largo argentina. Se non ricordo male Carlo Verdone ci ambientò anche un suo film. In cui lui stesso faceva il proprietario di un negozio di articoli religiosi.

Oggi passandoci affianco con Ettore non ho potuto fare a meno di notare un Presepio con i Re Magi mascariati. Attorniavano la sacra famiglia che invece era a volto scoperto. Lì per lì ho pensato ci fosse anche qualche allusine razzista, i Re magi sono stranieri e Baldassare è pure di colore. Poi mi son detto, sarà per rispettare la raccomandazione di proteggersi se si ospitano persone che non sono conviventi. In realtà non lo so perché e forse non lo voglio sapere. Forse è solo un po’ di marketing.

Comunque per strada tutti con ala mascherina  e facciamo bene perché la situazione non migliora anzi peggiora cominciano ad esserci problemi per le terapie intensive. Tutto ampiamente previsto ma così è.

De Luca Sun Tzu conosce l’arte della guerra

Pare che non sia vero che il buon De Luca, detto il lungimirante, non conosca l’arte della guerra. Tutto il mondo si sta misurando con nuove chiusure ma sembra che una cosa, a questo giro, debba essere preservata la scuola. È così in Germania, in Irlanda (dov’è in atto un vero lockdown) e un po’ ovunque. Quindi anche De Luca il lungimirante sembra rimodulare la sua strategia. Riapre le scuole elementari, pare, e chiude bar e ristoranti la sera. Il coprifuoco di De Luca Sun Tzu risparmierà le scuole elementari che riapriranno. Noi ne siamo felici e lo ringraziamo. Tra le cose che portano le persone a questa rubrica c’è la domanda di come si concilino l’ordinanza di De Luca e le disposizioni nazionali sulla scuola, purtroppo se il governo non ricorre si fa quello che vogliono le regioni, grazie a un combinato disposto del titolo V e dei dpcm.

Checché ne dica o ne direbbe Flaiano la situazione non solo è tragica ma è anche seria. Chi può cominci a stare a casa che male non farà.

State bene e adelante con judicio!

Bandiere a Palazzo Chigi

Coronavirus – Diario di crisi giorno 218

<<Il modulo non c’è, altri soggetti vedi lì? è vuoto. >> Lo stallo è quella situazione in cui se ti muovi muori, più o meno. Negli scacchi però, se la partita ha preso una brutta piega, può essere anche un obiettivo, lo stallo infatti decreta un pareggio.

Arriviamo di buon ora per un appuntamento preso quasi un mese prima, dobbiamo sbrigare una piccola cosa ma così è la burocrazia ai tempi del covid nostro. Quando arriviamo ci viene spiegato che abbiamo il tipo di prenotazione sbagliato quindi dobbiamo tornare, riprenotare o andare al collatino dove potremmo fare la pratica in giornata, noi eravamo a Trastevere. Protestiamo cerchiamo di spiegare che forse punirci mandandoci al Collatino è un po’ eccessivo potremmo farla li ormai c’eravamo, poi il tipo di prenotazione non era stata una nostra scelta.

A volte sembra che la burocrazia voglia essere punitiva

<<Avete la macchina? Al Collatino! Oppure vi insegno come prenotare domani!>> Il tono non era paternalistico era proprio punitivo. Dovevamo pagare l’errore commesso. Alla fine ci prospetta un’altra possibilità avremmo potuto fare il giorno stesso se qualcuno non si fosse presentato allo sportello. Mentre discutiamo e ci viene ribadito ancora che avevamo il tipo di prenotazione sbagliato quindi <<Io non posso, ho tutti gli sportelli già occupati da persone regolarmente prenotate. Insomma è una cosa da scuola elementare!>> Improvvisamente si libera un posto nella fila giusta.

Andiamo allo sportello, la guardia giurata che ci accompagna ci sussurra all’orecchio che demo da sta boni che mo’quella è peggio.

Arrivato difronte alla scrivania, debitamente schermata con il para sputi di plexiglass, vedo una sedia che mi sembra fuori posto, a circa due metri dalla postazione. Ingenuamente la prendo e faccio per spostarla verso il tavolo. <<Cosa fa? State fermi. Non vi dovete permettere! Restate lì. Se la sedia è lì deve stare, lì>>. La signora si alza  e mentre noi indietreggiamo rimette la sedia a due metri dal tavolo e dal para sputi.

Mi guardo intorno e vedo che tutti gli altri avventori sono seduti davanti ai rispettivi impiegati. Comunque non facciamo storie.  Mi sembra di essere un detenuto al suo primo ingresso in un film americano. Il mio ufficio matricola però è questa giovane signora dall’accento napoletano.  Per depositare i documenti ci bobbiamo chinare senza superare una linea beigiolina, una specie di genuflessione.

Dpcm: Tanto rumore per nulla

Alla fine dopo un lunga telefonata della signora, che ho immaginato chiamasse qualcuno in smart-working per farsi spiegare come fare, riusciamo.

La burocrazia spicciola spesso fa il verso a quella più grande che gestisce tanta parte del nostro Paese. Il tono e la condiscendenza è preoccupante.

Il Dpcm tanto atteso non ha prodotto niente di particolarmente rilevante. Direi quasi tanto rumore per nulla. Il Fiero Conte non ha voluto sentire ragione o regioni, nulla poté, raccontano le cronache, neanche il potente Franceschini: “La strategia è cambiata, bisogna tutelare salute ed economia”. Niente di draconiano se non la possibilità dei sindaci, immagino sentiti i prefetti, di chiudere le piazze orari più scaglionati per le scuole e qualche limitazione per i ristoranti e i bar. Per il trasporto pubblico, vero nodo della questione, non ho capito bene cosa si intenda fare. Comunque le scuole non sono state chiuse, e siccome era una richiesta di molti governatori, siamo grati al fiero Conte per aver resistito.

Purtroppo però mentre noi ci arrocchiamo nella speranza di uno stallo il covid nostro non sembra cercare la patta.

State bene e adelante con judicio!

Scrivania con para schizzi

Coronavirus: Diario di crisi, weekend 30

Ettore si aggira per casa con costume\pigiama da Dart Fener, con tanto di mantello, però se gli chiedo mi dice, ovviamente, che lui è Batman. Fuori c’è il sole ma oggi stiamo in casa. Tortellini ricotta e spinaci per loro tre, insalatona per me. Ieri invece ci siamo fatti una bella passeggiata, sempre on l’idea che potesse essere l’ultima, in centro. Beh signori miei Roma il sabato pomeriggio è piena di ragazzi e turisti come ai vecchi tempi o quasi. Prima di giungere all’Istituto Centrale per la grafica di stato, a me incognito fino ad ora, che ospita una spettacolare mostra con tanto di incisioni in acciaio e bronzo di Giovanni Battista Piranesi, incontriamo tanta bella gioventù biondazzurra, latina e colored. Tedeschi, francesi, pariolini e casilini tutti insieme per via del Corso. Dove un tempo il Piranesi aprì la sua bottega.

Giuliano ed Ettore divorano un pezzo di pizza con la mortadella che sembra la fine del mondo.

Mi sono chiesto se tutte quelle persone in giro, mascherate ma a spasso, sarebbero disposte a farsi rinchiudere un’altra volta. Perché il grande successo dello scorso lockdown è, a mio modestissimo avviso, stato anche riuscire ad ottenere la nostra quasi totale collaborazione. Ne ho parlato con Martina mia compagna di claustrazione e anche lei mi ha detto che non sa. L’altra volta eravamo più spaventati era tutto nuovo e terribile. Non so come reagiremo questa volta. Non voglio sembrare un “esagerazionista”, però spero che il Fiero Conte trovi un punto di caduta che non preveda la chiusura delle scuole o peggio il lockdown. Poi, sia chiaro, io mi adeguerò perché il faut.

Mi lascio andare queste riflessioni mentre con Giuliano osserviamo le claustrazioni immaginarie del grande Piranesi. Penso a mio padre, suo grande cultore, che si sarebbe perso volentieri tra incisioni ed acqueforti. Una delle sezioni si chiama appunto i capricci delle carceri, speriamo di poterci risparmiare sia gli uni che le altre.

Dobbiamo capirci su cosa sia essenziale. La scuola lo è!

So che ognuno di noi ha qualcosa di irrinunciabile, dipende da quello che siamo e da quello che facciamo. Chi ha la responsabilità di scegliere per tutti noi si trova in una situazione non facile. Si scelga in modo razionale e non emotivo se possibile, il covid nostro c’è è cattivo e ci dovremo convivere ancora per un po’. Si parla di nuovo di una data prossima per il vaccino, speriamo, per intanto attrezziamoci con quello che abbiamo.

La crescita è esponenziale di settimana in settimana, venerdì scorso eravamo arrivati a 20.989 questo venerdì siamo arrivati 43.240, più del doppio.

I tedeschi e i francesi non sembrano disposti a chiudere le loro scuole spero che si faccia altrettanto anche da noi, anche se la Campania è parte grande e notevole della nostra Italia ha in parte già proclamato la nostra resa.

Mentre scrivo le indiscrezioni sul prossimo Dpcm si susseguono a qualcosa dovremo rinunciare il punto e capirsi su cosa sia essenziale.

State bene e adelante con judicio!

Incremento settimanale dei casi

Coronavirus – Diario di crisi giorno 216

Oggi 16 ottobre, data già infausta per altre tragiche vicende romane, il diario mi costa un po’.

Sono troppo addolorato per la piega che le nostre vicende stanno prendendo. Al primo stormir di fronda i capi delle regioni hanno cominciato a chiudere le scuole. Dopo le prima avvisaglie dei giorni scorsi, con i presidenti di regione contrapposti alla Azzolina,

De Luca ha chiuso tutte le scuole in Campania, che aveva aperto per ultimo da pochissimo. Senza nessuna gradualità o differenza. Inevitabile quanto inutile la zuffa con il ministro dell’istruzione. A parte il desiderio di prendermela con il padre e la madre del titolo V della costituzione, che hanno un nome e un cognome preciso e sono anche regolarmente sposati, mi rendo conto che ancora una volta i primi ad essere sacrificati sono stati i bambini e che sarà così anche in altre regioni e poi, probabilmente, su tutto il territorio nazionale. Ricordo ancora una volta che la Campania è la regione con il maggior numero di abbandoni scolastici d’Italia in termini assoluti.

In tutto questo si è preparato per tempo un piano per la DAD (DID), didattica a distanza\didattica integrata? Pare di no. In un’epoca in cui tutto è smartabile (sic) pare che la capacità di programmare non lo sia. Eppure lo sapevamo che con i primi freddi sarebbe finita così. Perché non organizzarsi durante la tregua estiva? Oppure qualcuno ha veramente creduto al pettinatissimo e leccatissimo anestesista di mezza età? Per i trasporti nessuna soluzione se non la chiusura delle scuole.

Rabbia a parte ci dobbiamo organizzare. Dobbiamo fare in modo che i nostri figli almeno non restino imprigionati nelle pastoie della DAD. Devo immaginare un percorso, delle cose da fare e da dire con Giuliano ma anche con Ettore. Almeno noi genitori proviamo a programmare un po’. La mia speranza è ancora che non chiudano le scuole che provino qualcos’altro prima ma non mi pare che abbiano tanta fantasia, chiudere le scuole è facile ed anche efficace, per carità. Vedremo cosa si inventeranno per Milano tornata capitale morale del covid nostro.

Ci si avvia a grandi passi verso un nuovo Dpcm. La chiusura almeno dei licei sembra scontata inoltre si immagina un coprifuoco come in Francia, non si capisce se solo per alcune zone oppure ovunque. Pare che il problema principale siano i bus i trasporti pubblici ora non voglio fare la proposta classica dell’anziano fascistone ma l’esercito non ha un po’ di mezzi da mettere a disposizione?

Oggi quando andrò a prendere Giuliano ed Ettore saprò che potrebbe essere ancora una volta il loro ultimo giorno di scuola.

Sull’Ansa leggo una lunga articolessa di aggiornamento e trovo questa frase attribuita al Ricciardi, quello che aiuta Speranza prendere le decisioni sul Covid nostro. “Il contact tracing non sta funzionando né manualmente, con le interviste ai positivi al virus sui loro contatti, né tecnologicamente con l’app Immuni”.

Capisco che la situazione ci è sfuggita di mano e che ci aspetta un lungo e chiuso inverno. Da oggi lo Spallanzani ricovera solo per Covid.

State bene e adelante con judicio

Coronavirus – Diario di crisi giorno 215

<< Ma anche se ci sarà il lockdown per Babbo Natale non sarà un problema. Lui viene lo stesso vero?>>

<<Bah, meglio che preparate subito la letterina, quello è anziano, sovrappeso e sicuramente diabetico. Capace che deve stare in casa pure lui, ha troppi fattori di rischio>>.

<<Papà ma che dici, che ne sai che è diabetico>>?

<<Ma secondo te amore mio, questo signore anziano, con quel pancione che si ritrova, che in una notte si berrà qualche miliardo di tazze di latte e si mangerà qualche fantastilione di biscotti, può non essere diabetico? Per sabato voglio le letterine.>>

Così ieri sera a cena abbiamo affrontato la questione del lockdown natalizio. Con Ettore che diceva <<Bappo Natale potta regalini.>>

E così ridendo e scherzando ci stiamo preparando a quella che sembra un’eventualità sempre più prossima. Israele ha chiuso, approfittando di un periodo di festività, UK farà lo stesso, la Francia ha già messo in atto un coprifuoco che neanche ai tempi dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, in Olanda c’è qualcosa di molto simile. Non so come finirà ma io a comprare un po’ di giocattoli ci vado. Sopporterò come sempre tutto ma i “legalini di Bappo Natale” come dice Ettore sono il superfluo di cui abbiamo bisogno. Nel frattempo il fiero Conte prima rimanda la questione alle regioni e poi ammette esplicitamente che l’eventualità della chiusura c’è.

 I legalini di Bappo Natale, come dice Ettore, sono il superfluo di cui abbiamo bisogno

Sono un po’ infastidito da questa storia che se ci sarà o non ci sarà dipenderà dagli italiani. Bene che siamo un Paese cattolico e che Conte è devoto a Padre Pio però… Certo dobbiamo far tutto quello che possiamo come individui e come famiglie ma lui fa il presidente del consiglio avrà qualche responsabilità in più, o no, anche riguardo al covid nostro. Trasporto pubblico, tracciamento, organizzazione degli ospedali e delle scuole sono leve importanti su cui lavorare prima di ritrovarsi di nuovo costretti a chiudere.  Mi pare poco generoso il fiero Conte, poi considerando quanto deve al covid nostro.

Speriamo che ci aiuti almeno Babbo Natale che è una cosa seria sia quando c’è che quando va via come ci spiega in quest’articolo Massimiliano Di Giorgio.

Molti per regalo vorrebbero il vaccino per chiudere definitivamente questa storia, i capi delle nazioni a Bruxelles già discutono di come dividerli e distribuirli. Non è passato neanche un anno da quando la pandemia si è manifestata con tutta la sua violenza la prima volta. Quindi anche solo per una questione di tempo a disposizione le fasi tre della sperimentazione, quelle che si fanno su un campione di migliaia di persone, non sono ancora in grado di dirci quanto durerebbe la copertura, e il grado e della sua efficacia. Certo credo che lo prenderemmo anche se ci dicessero che ci copre per tre mesi e che ha un efficacia del 60%. Comunque non credo se ne parlerà così a breve.

Comunque Giuliano vuole delle carte Pokemon, ma delle carte in particolare speriamo che il nostro eroe di rosso vestito sappia smanettare un e-bay. Ettore invece vuole legalini.

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 214

Beh buon #Natale a tutti! Come purtroppo previsto dalle pagine del nostro diario (vedi giorno 193) il Natale è preda del Covid nostro. Il Professor #Crisanti, generale romano-veneto, salvatore della patria, detto il tamponatore, delle cui gesta contro la prima ondata parleranno anche i nostri nipoti, al grido di “delenda Coviddi” propone di chiudere tutto proprio a Natale. Il ragionamento del microbiologo non fa una piega: volete mantenere la continuità educativa? Volete tenere aperti gli uffici e le aziende? Ok, però a Natale quando ci sono le vacanze scolastiche, chiudiamo tutto.

Praticamente il #Grinch. Però razionalmente, a parte le evidenti conseguenze economiche che scaturirebbero dall’abolizione di imperio della più importante festa religiosa e mondana del nostro calendario, non riesco dargli del tutto torto. Quindi sbrigatevi a fare shopping che il Grinch chiude tutto per il 23.

Domani vado a comprare i Batman lego che avevo visto per Ettore, mi devo far dire da Giuliano che vuole credo voglia il Millennium Falcon quello costa però uno sproposito, dovrà addivenire a più miti consigli.

Comincio a vedere un po’ di mascherine anche nei format tv e presto irromperanno anche nelle fiction e nei cine panettoni.  I fa quasi più impressione che dal vivo. La tv era il mio tempio del mondo prima del covid nostro.

Purtroppo i dati non sono e non saranno confortati per un po’. Oggi sono andato in macchina con collega tutti e due con i musi azzurrini per le mascherine.  Ieri invece sono andato a prendere Giuliano in bicicletta, me la sono fatta tutta di corsa è stato bellissimo, mi sono sentito quasi giovani e bello.

Coronavirus – Diario di crisi giorno 213

Giuliano vuole che lo porti a tagliarsi i capelli, io un po’ esito ma alla fine lo porterò. È che il barbiere cui ci eravamo affezionati ha deciso dopo aver fatto l’ultima grande sforbiciata post  lockdown di chiudere per sempre. Si chiama Dino un uomo con tante storie da raccontare sempre gentile ma data l’età e l’onorato servizio comprendo. La volta scorsa dopo gli sport di contatto chiusero, le palestre, le piscine, le scuole e  i barbieri, appunto, in un crescendo di Dpcm che portò poi al lockdown del Paese.

Riuscirò a portare Giuliano dal barbiere prima che li chiudano?

I capi delle regioni sembra che nella notte abbiano chiesto di chiudere un po’ di classi per alleggerire il trasporto pubblico. Per il momento la Azzolina ha potuto prendersi un po’ di rivincite rispondendo di no a muso duro. “I ragazzi sono felici di andare a scuola e ci devono rimanere” il che nel caso dei miei è anche vero. Il fiero Conte nel frattempo riflette.

Intanto sui social almeno da qualche giorno gira questo testo:

SCIOPERO PER LA CHIUSURA DELLE SCUOLE CAUSA COVID 19:

Questo sarà il primo sciopero di una serie di tanti finché non cambierà qualcosa o almeno non otterremo la chiusura delle scuole.

È importante che aderiscano tutti perché ne va per il nostro bene. Domani 13 ottobre noi ragazzi dobbiamo presentarci davanti scuola senza creare assembramenti senza entrare a protesta del modo in cui dobbiamo trascorrere l’anno scolastico. Se qualcuno non aderisce allo sciopero è pregato di stare a casa ma non deve ASSOLUTAMENTE entrare a scuola.

Mi raccomando ragazzi facciamo bene le cose che siamo noi che possiamo cambiare le cose.

FATE GIRARE IL MESSAGGIO A QUALSIASI SCUOLA“.

La disinformatia con il covid nostro si trova  benissimo

A parte l’italiano più che incerto, quasi da phishing est europeo, non risulta nessuna organizzazione di ragazzi in carne ed ossa che abbia la paternità di questo sciopero. Sta di fatto che più di un figlio di miei conoscenti è rimasto a casa. La disinformatia può fare grandi cose ai tempi del covid nostro.

Del Dpcm con le raccomandazioni per una festa in casa ben riuscita ai tempo del covid-19 non vi dico nulla se non che non sarà l’ultimo e che a parte l’ironia, che vorrei ci fosse lasciata, ci dovremo abituare.

State bene e adelante con judicio

Coronavirus – Diario di crisi giorno 212

Con Ettore ieri abbiamo letto un bel fumetto di Batman, il suo più grande eroe. <<Che wole fare Batman, che wole fare?>> <<Vuole prendere i cattivi.>> <<Sìììì!!>> In questi casi bisogna stare attenti, perché Ettore vuole una risposta precisa che ha già in mente se la sbagliamo si arrabbia molto. Fino a poco tempo fa Batman correva solamente ora invece si impegna anche nel suo lavoro di acciuffa criminali.
A volte penso che anche noi come Ettore vogliamo una risposta e prescelta. Purtroppo però non sempre riusciamo nel nostro intento autoconfermativo. Gli “esagerazionisti” che non sono dei veri negazionisti, per esempio cercano disperatamente qualcuno che gli dica che in fondo è tutto un complotto per dominarli e spennarli e alla fine, pur non trovando quasi nessuno di autorevole che gli dia ragione si trovano fra di loro e si confermano nelle loro teorie.
Una delle frasi che mi ha torto le budella di più da quando è iniziata quest’orribile storia è “io al covid non ci credo”, come pure il suo contrario “io ci credo al covid”. Come fosse un atto di fede. Gli esagerazionisti tendono a dire che loro ci credono ma si sta esagerando, questo poi si declina in varie forme e modi.
Dopo la vicenda di ieri del capo di Gabinetto Prefetto Frattasi che ha precisato tre volte cosa siano l’attività motoria e quella sportiva per poi stabilire che nulla era cambiato per l’uso della mascherina, quindi, aggiungo io, in bicicletta si può andare senza, c’è da aspettarsi che con il Dpcm prossimo venturo ci saranno altri dettagli discutibili e al limite della fantasia della burocrazia italiana.
La sostanza però già la conosciamo, niente feste, niente calcetto, niente movida e niente assembramenti. L’inverno si avvicina e con lui anche quello che cominceremo presto a chiamare picco della seconda ondata. Quindi pur trovando fortemente limitativi delle nostre libertà personali i provvedimenti che si susseguiranno da qui alla prossima primavera dovremo adeguarci a meno che non si sia disposti a sacrificare una parte importante dei nostri anziani e più di qualcuno dei nostri adulti maturi.
La risposta che molti vogliono sentire alla loro domanda è <<Eureka abbiamo il vaccino! >> temo che nonostante gli annunci di molti dei governanti nostri e altrui dovremo aspettare ancora un po’.
Qui piove e fa un po’ più freddo se potete aprite comunque le finestre nei vostri uffici e non dimenticate di lavarvi le mani e mettervi la mascherina. Questo è quello che possiamo fare noi alle istituzioni tocca tutto il resto, che non è poco. Vediamo se i pediatri e i medici di famiglia verranno veramente dotati di strumenti utili come i test e se ci si occuperà del trasporto pubblico pericoloso ogni giorno di più se non potenziato. Vediamo se il sistema del tracciamento che in UK non funziona qui da noi è davvero così efficace. Vediamo se riusciremo almeno a fare i vaccini antinfluenzali, che poi cos’è questa storia dei vaccini cinesi per la Lombardia bocciato dall’Aifa. Abbiamo avuto un lungo periodo di tregua nel quale prepararci all’inverno non posso credere che non sia stato fatto nulla.
Una scelta politica sembra essere stata fatta un solo tampone in uscita dal covid nostro per averne di più a disposizione e testare più persone. 10 giorni anziché 15 di quarantena per aver più persone attive. Speriamo siano scelte giuste. Leggo solo ora che in UK ci sono più ricoverati che in marzo spero sia un errore ma temo di no.
State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario week-end (di paura) 29

Veniamo accolti da una guardia giurata con una notevole somiglianza con Hagrid, il guardiano di Hogwarts, ma con il barbone rossastro, che ci chiede se siamo lì per il tampone veloce o quello molecolare. Noi abbiamo sia una ricetta dematerializzata per il molecolare che una ricetta su carta bianca per il veloce. Hagrid ci dice che se non abbiamo dei motivi seri non ci fanno fare il veloce.
<<Perché se dovete fare il veloce vi faccio entrare che ho ancora qualche posto. Il molecolare invece.. aspettate qui.>>
Sono le otto del mattino e siamo in macchina fuori dal cancello dell’ex Forlanini dietro di noi si sta formando una fila notevole. Provo a spiegarvi come e perché ci siamo finiti.
I dottori ci rispondono e ci consigliano
Mentre sono al Pc verso le 17.00 di giovedì a scrivere proprio questo diario mi chiama Martina e mi dice che così, così e così. Insomma una persona della nostra cerchia familiare è risultata positiva al test sierologico. Io di persona personalmente non la vedo da 9 giorni però Martina ha avuto un incontro con una terza persona che l’ha visto da poco. Che fare? Intanto stabiliamo che Giuliano non va in piscina. Poi io mi metto a cercare su internet chi fa test sierologici a Roma. Ne trovo uno in viale Marconi una settantina di euro a testa per 4 sarebbe una spesa non trascurabile.
Decidiamo di chiamare il nostro medico di famiglia che nonostante l’orario dopo un po’ di tentativi e un paio di messaggi allarmati risponde. Ci consiglia un tampone rapido in un laboratorio privato ai Parioli, il test sierologico ce lo sconsiglia. Chiamiamo anche il pediatra che appurata la situazione ci dice sostanzialmente che possiamo fare quello che vogliamo ma ai bambini niente. Se risulteremo positivi noi allora si provvederà anche a loro.
Code davanti ad un laboratorio privato di Roma Nord
Si fanno più o meno le 18.00 questo laboratorio pariolino non risponde, del resto noi siamo di Roma sud quindi un po’ di scostanza ci sta. Decidiamo di andare. Sul sito si parla di percorsi protetti e tempi di attesa ragionevoli in un contesto che si dedica ai tamponi rapidi proprio dalle 18.00. Armati di una ricetta bianca che ci siamo fatti mandare con Wapp dalla dottoressa giungiamo sul posto. Troviamo un esercito di ragazzi che attornia la palazzina armato di un numeretto. Sono appiedati e si appoggiano o si siedono un po’ dove possono. Diciamo che me la sento senza tema di essere smentito che di definire quell’’insieme di persone in attesa un assembramento. Tutti mascherati ma serrati e vicini. Chiedo ad una coppia di ragazzi da quanto sono lì e come funziona, scopro che aspettano dalle 14.30 per avere un numeretto che ora gli darà diritto ad entrare nello stabile dove c’è il laboratorio, quando li chiameranno. In macchina mi aspettano due bambini e mia moglie penso che metterci in fila in quella situazione ci esporrebbe al virus più di qualunque altra nostra attività precedente. Risalgo in macchina e andiamo via. Noi non abbiamo nessuno cui lasciare i bambini quindi dobbiamo trovare una situazione che ci consenta di portarli con noi.
Ai Parioli una fila che sembra proprio un assembramento meglio il drive – in pubblico
Richiamiamo la dottoressa che ci risponde, devo darle atto di aver avuto una certa pazienza nonostante l’ora, conveniamo che a questo punto per noi sarebbe meglio fare un tampone molecolare al drive -in dell’ex-Forlanini.
Questo ci porta dal nostro Hagrid che dall’abitacolo della mia utilitaria sembra ancora più maestoso.
<<Ma c’avete sintomi?>> <<No però.>> <<Guardate che la fila è lunga secondo me il vostro è uno scrupolo eccessivo. Io al posto vostro me ne andrei.>> Insomma cerca di dissuaderci. Peraltro con il tampone molecolare dobbiamo aspettare l’esito in isolamento. Mi risuona in testa la voce della dottoressa che mi raccomanda di fare prima al spesa perché poi si sta chiusi in casa.
Scendo dalla macchina, varco il cancello e inizio una trattativa con Hagrid e i suoi aiutanti, uno di loro si spaventa un po’ quando gli spiego che uno dei miei familiari è positivo: si allontana di tre o quattro passi, mutando in modo anche un po’ comico la nostra prossemica. Il problema è che non ho la ricetta dematerializzata per il veloce anche perché la mia dottoressa non sapeva che lo potessimo fare lì. Insisto un po’ e mi chiamano un infermiere che dopo aver tentato anche lui di dissuadermi dal fare alcunché ed eventualmente consigliandomi di fare il molecolare ammette che con le ricette che ho posso fare anche l’altro, quello veloce, quella in carta bianca va bene.
Il tampone secondo Ettore
Dopo un’ultima trattativa con Hagrid finalmente entriamo nel piazzale e ci mettono nella fila dei tamponi veloci. Sono circa le 9:30 del mattino eravamo lì dalle 8.00. Restiamo in fila per altre tre ore. Certo Ettore e Giuliano sono fantastici riescono a giocare e a farlo con noi anche chiusi in un’utilitaria. Ettore passa davanti e comincia a far finta di guidare la macchina cosa che gli piace molto. Giuliano si è portato il suo album di carte Pokemon, Snorlax e Pikachu gli fanno una buona compagnia. Parliamo e scherziamo per cinque ore prima che tocchi a noi. Ettore trova anche una spada di plastica piena di acqua e sapone e ci dice che quello è il tampone. <<Tampone quetto, tampone!>> Le altre macchine in fila ospitano persone abbastanza giovani e molti genitori con figli, credo inviati lì dalle Asl per casi a scuola, oppure persone che, credo, vogliano partire, prendere l’aereo. Sul pratone che circumnavighiamo si formano anche dei piccoli capannelli di ragazzini che chiacchierano e giocano. Noi i nostri li teniamo in macchina.
Cinque ore di fila in tutto
Quando mi infilano il lungo cotton fioc nel naso fa un po’ male, il fastidio mi resterà per un po’. Dopo di me anche Martina, tutto restando seduti ai nostri posti. Il prelievo ce lo fa una ragazza, gentile e sorridente, che cambia i guanti ad ogni procedura e che è ovviamente tutta bardata con un tuta bianca “anti covid”, mascherina, para schizzi e tutto quello che serve.
Ci fanno parcheggiare al centro del giardino che abbiamo circumnavigato in quattro ore, dopo mezz’ora un’altra ragazza bianca comincia cercarci dicendo ad alta voce i nostri cognomi, macchina per macchina. Negativo e negativa. Tutto bene. Giuliano ci rimprovera di avergli fatto perdere un giorno di scuola inutilmente. Però siamo stati insieme ed è una bella cosa sempre, inoltre siamo decisamente più tranquilli.
Torniamo a casa e cominciamo a riprendere la normalità della nostra vita. Giuliano si mangia un pantagruelico piatto di pasta al gorgonzola e anche noi ci diamo il nostro bel da fare.
Dopo qualche ora cominciano ad arrivare i risultati delle altre persone che erano state a contatto con il nostro presunto paziente uno, tutti negativi. Allora dico a Martina ma hai visto mai che sia negativo anche lui? Perché il test sierologico non è affidabile come un tampone. Il giorno dopo sabato mattina, arriva il responso del tampone molecolare del nostro presunto paziente uno negativo anch’esso. Insomma stiamo tutti bene!
Riguardatevi e Adelante con judicio!
Ragazza con tutta anti covid

Coronavirus – Diario di crisi giorno 209

Giuliano comincia a leggere qualche libro dalla mia biblioteca. Ne ha pescato uno da solo senza alcun mio suggerimento. Sono stato tentato di dirgli che no, che era meglio che leggesse qualcos’altro ma poi ho lasciato perdere. Niente censura se poi lo troverà troppo complicato Amen.

Sole e acciaio di Mishima ha culti a me pressoché sconosciuti, corpo, arti marziali, ma ha un titolo di una bellezza rara. Giuliano ni chiede di interpretargli alcune metafore e similitudini sul corpo e la mente lo faccio volentieri. Mi accorgo che è incuriosito.

Di sole oggi ce n’era più di un po’. Ettore ha provato a guidare la macchina sulle mie ginocchia e si è molto divertito. Il Covid nostro lambisce le coste del nostro sud ogni giorno di più. Il dubbio che le regioni non abbiano usato il tempo prezioso avuto finora per organizzarsi e ampliare ospedali e terapie intensive comincia serpeggiare sui giornali.

La Germania nostro specchio ordinato, è molto più simile a noi di molte altre nazioni per storie, orrori e bagliori, ha anch’essa una brutta impennata di contagi. Del resto il generale inverno farà molti prigionieri e marcerà a passo sostenuto.

L’acciaio delle macchine in fila per eseguire i tamponi ha contato questa settimana 20.989 nuovi casi di contagio da coronavirus, il 50% in più. Se guardate un grafico fa un certo effetto questa settimana c’è stato proprio un brutto scatto. Una progressione simile potrebbe portarci in un baleno in acque perigliosissime.

La situazione non è paragonabile a marzo o ad aprile perché il rapporto tra tamponi fatti e positivi è decisamente diverso. 1 su 4 di allora contro i 3 su 100 di adesso. Anche il tasso di letalità è molto diminuito però la progressione dell’ultima settimana spaventa anche un profano come me.

Nel libro di favole di Giuliano ed Ettore c’è una bellissima fiaba che racconta di come un ricchissimo principe accettò di pagare un mercante che gli aveva portato un nuovo passatempo da lui inventato, che poi si rivelerà essere il gioco degli scacchi, con un compenso a scelta dell’eroe. Questi scelse di essere pagato con un chicco di riso e il suo doppio, ed il doppio del doppio e così via per tutti gli scacchi di una scacchiera. Il principe, in altre versioni lo Scià, il Faraone, gli chiese se fosse sicuro in fondo un pugno di riso era poca cosa. Il nostro eroe accettò. Al momento del pagamento il sovrano si rese conto di non avere abbastanza risorse per pagare il suo debito. Perché le caselle degli scacchi sono 64 e la progressione sarebbe quindi questa 2,4,8,16,32,64,128, 256,521,1024,2048,4096,8192,16384,32.768,65536,131072 e cosi via fino a raggiungere la cifra di diciotto miliardi di miliardi di chicchi di riso, cui dobbiamo aggiungere il riso che c’è nelle altre 63 caselle. Ok se il covid nostro prendesse questa piega, cosa possibile, come dice un mio amico “Semo der gatto”.

Oggi 5372.

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 208

Il delirio delle file per i tamponi per il momento ci è stato risparmiato. Notizie ferali però ci raggiungono su file di drive in non lunghe ma lunghissime. Spesso mi chiedo come mai nel mio Paese sia tutto così complesso è complicato. Anche vaccinare i bambini e noi stessi per l’influenza ordinaria è diventato piuttosto ostico. Sono giorni che mi sbatto tra numeri della Asl e pediatra con scarsissimo successo.
Giuliano vuole che rivediamo tutti Harry Potter, anche se lo conosciamo a memoria, perché è tradizione. Tra gli universi artificiali per bimbi grandi e piccini è uno dei miei preferiti, certo ho qualche difficoltà a riguardarlo tutto ogni autunno però lo faccio.
Pare che la regione stia aprendo qualche drive in in più, speriamo. Oggi c’è di nuovo il sole e anche Pomezia mi è sembrata più bella. In realtà l’azienda in cui siamo andati per dei corsi è molto interessante e tecnologica. Tutti con le mascherine ma tutti indaffarati. Progettano e testano pneumatici per uno dei più grandi marchi del mondo.
Tornando a casa su Viale Trastevere, pieno di persone verso le 17.00 come ai vecchi tempi, tutti a o quasi avevamo la mascherina. Attira la mia attenzione un signore che la tiene appesa all’orecchio mentre parla al telefono a fa qualcosa alla sua bocca, guardo meglio e mi accorgo che si sta pulendo i denti con un filo interdentale, così mentre passeggia e parla al cellulare. L’ho trovato un gesto particolarmente sconveniente soprattutto oggi.
Nel frattempo siamo arrivati a 4.458 nuovi casi e 22 morti.
State bene e adelante con judicio!
Uno degli ingressi del Senato. Quando entra un parlamentare che è di guardia sbatte la spada sulla placca in segno di saluto.

Coronavirus – Diario di crisi giorno 207

Fino alla fine dell’anno i licenziamenti sono bloccati e questo è stato sicuramente un bene. Il problema è che i tappi prima o poi saltano e, come mi spiega un collega in auto mentre raggiungiamo Pomezia, a un certo punto bisognerà che diano alle aziende di nuovo la possibilità di licenziare le persone perché altrimenti rischiamo di saltare le imprese stesse. Non so se sia sempre vero, sono state molto aiutate dalla cassa integrazione, ma l’idea di un fiume di licenziamenti con il nuovo anno mi spaventa. Mi informo chiedo un po’ in giro e scopro che alcune aziende hanno già una lista di esuberi, sanno di non potercela fare.

 

A Pomezia vado giusto nella zona industriale non vedo grandissimo movimento piove e viene giù il mondo. La zona è in parte abbandonata, altre crisi ci sono passate sopra lasciando più di qualche qualche segno.

 

Piove, leggo che a Venezia viene giù il mondo ma il MOSE funziona. Penso a Gianni De Michelis che ne sarebbe stato felice, ne fu un grande sostenitore quando contava più di qualcosa, quando diciamo era il “Doge”. Chissà che avrebbe detto del covid nostro. Lui che passava un mese l’anno in Cina quando l’ho conosciuto.

Da gennaio inizierà un fiume di licenziamenti?

Da Pomezia torno a Roma nel pomeriggio vado a prendere Giuliano ed Ettore. <<Dov’è mia mamma dov’è la mia mamma? Dov’è bicicletta dov’è, la tua bicicletta?>> Ettoruzzo è molto deluso dalla mancanza di Martina e dal fatto, ancora più inconsueto, che io sia a piedi. Però se gli spiego che la mamma è in ufficio e che la bicicletta in tre non possiamo alla fine si calma e capisce. Tutti abbiamo bisogno di spiegazioni, non andiamo sottovalutati dobbiamo sapere cosa ci succede e perché. Altrimenti è difficile pretendere da noi accettazione.

 

Passo parte importante della giornata con la mascherina addosso. Mi da fastidio, non mi piace credo sia una limitazione notevole della mia libertà, mostrare il mio viso e respirare liberamente non è una parte trascurabile delle mie libertà individuali, ma lo faccio perché mi hanno spiegato che così do una mano. I casi sono saliti oggi 3678 nuovi, qui nel Lazio +357 in Campania +544.

 

Ogni giorno andrà un po’ peggio. Il fiero Conte ci consiglia di usare le mascherine anche in casa quando riceviamo qualcuno e ha varato un decreto che rende le sue raccomandazioni diciamo così più stringenti.

Varato il decreto mascherine

La vera ciccia del DL è la proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021, e la riduzione dei poteri dei presidenti di Regione sul contenimento del Covid che potranno emanare solo ordinanze restrittive rispetto a quelle del governo e non più il contrario. Altra cosa importante e che si proroga la cassa integrazione in deroga il che allontana ancora per un po’ i licenziamenti.

Noi ci siamo ritirati nella nostra casetta per mangiare spezzatino e guardare il mitico Harry Potter

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 207

<<Papà è lotto quetto? Quetto è lotto?>> <<No amore non è rotto >> << Ah è aggiustato!>> Constata felice.

Per Ettore il contrario di rotto è aggiustato. Non è sano, intero o nuovo o funzionante, ma solo ed esclusivamente aggiustato.

La cosa è molto significativa, temo che in generale abbia più ragione lui che i vocabolari e il mio linguaggio da adulto corrotto da 40 anni di letture, buone e cattive, e scritture, di solito pessime. Le cose con cui abbiamo a che fare, soprattutto se importanti, tendenzialmente o sono rotte, irrimediabilmente o no , o sono state aggiustate. L’entropia, il caos, che tutto rovina consuma e rompe. Anche le malattie che effetto hanno sul nostro corpo, alla fine anche il covid nostro, o ci rompono irrimediabilmente oppure dopo un po’ il nostro corpo riesce ad aggiustarsi. Di solito anche grazie all’aiuto di qualche farmaco e di qualche buon medico.
Gli aggiustati, cioè i guariti nel mondo sono molti 26,908,407, quelli censiti, ma anche i rotti irrimediabilmente cominciano a spaventare 1,049,751. Ora si da il caso che uno degli aggiustati, anche se ancora non del tutto, sia il presidente degli USA e noi ne siamo contenti per lui.

Manca numero legale alla Camera anche a causa del covid

Il Dpcm è stato illustrato alla Camera dal Ministro Speranza e pare che sarà più laziale che campano, mascherine per tutti ma niente coprifuoco e chiusure anticipate del locali, che vengono lasciate alla libera scelta dei governatori. Il ministro mantiene una linea di prudenza e di cauto ottimismo; senza dire troppo esplicitamente che durate la stagione più fredda le cose non potranno che peggiorare. La maggioranza presenta una risoluzione alla Camera da far approvare credo anche per legittimare il prossimo Dpcm che comunque è un atto, diciamo così, individuale del presidente del consiglio.
Le risoluzioni come gli ordini del giorno non contano quasi nulla ma hanno un valore simbolico. Ebbene il covid nostro ha fatto mancare il numero legale. 41 deputati della maggioranza sono in quarantena fiduciaria, degli altri non so, comunque sta di fatto che il numero legale manca. La risoluzione non passa. Sul lungo periodo e su atti più importanti potrebbe cominciare ad essere un problema. Il Covid nostro comincia a rompere o almeno imballare il nostro sistema di rappresentanza che già secondo più d’uno aveva bisogno di una aggiustatina.

Accompagno Giuliano a scacchi è un bellissimo pomeriggio assolato di ottobre siamo tutti mascherati è un po’ spaventati.

Adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 205

<<Mascherinaaa!!>> Mi giro e mi accorgo che l’urletto è rivolto proprio a me. Una vigilessa un po’ âgé munita di un grande distintivo sul petto, che mi indica convinta. Volto il mio velocipede e protestato la mia innocenza: <<Guardi che in bicicletta posso non portare la mascherina!>> La pizzardona, che nessuno se ne abbia a male a Roma per via del grande cappello bianco a pizza li chiamiamo così, concilia ma mi ricorda di portarla con me. Cosa che io ovviamente faccio. L’idea che la signora possa da giovedì comminare multe fino da 3000 euro un po’ mi spaventa. Comunque riesco a raggiungere la scuola di Giuliano senza farmi comminare alcunché e lì ci mettiamo le mascherine. Lui è particolarmente contento dello zaino nuovo: abbiamo mandato in pensione quello dell’era glaciale che pare con il suo “mammuttone” non fosse più all’altezza della situazione.

Al grido mascherinaaa mi fermano in bicicletta

Spero che si goda questi giorni di scuola, che abbiamo scoperto non fermi nella nostra quotidianità come credevamo. I presidi chiedono di passare celermente ad una scuola per metà on line. Di fatto già 130 scuole, visitate più o meno frequentemente dal covid nostro, hanno dovuto passar alle lezioni a distanza.

Spero si possa resistere ancora un po’ vedremo..

La “normalità” fiscale invece sembra voglia tornare almeno attraverso le cartelle esattoriali che finora erano state bloccate per l’emergenza covid. Dal 15 di ottobre potrebbero riabbattersi su di noi 9 milioni di cartelle esattoriali! Una vera bomba. Ci si aspettava un emendamento, al Dl agosto, in commissione bilancio che questa notte non c’è stato. Potrebbero ripartire anche pignoramenti e su stipendi e pensioni. Chissà che non rinviino ancora magari nel prossimo decreto covid.

Mi ritrovo a Piazza Navona dopo un parco pranzo a base di un tramezzino preso in supermercato; mi guardo intorno e vedo ben tre comitive di turisti, quelle con il numero sulla paletta, i ristornati hanno i “buttadentro” in piena attività e qualche tavolino occupato. Questa parvenza di gioiosa normalità sembra che si debba dissolvere di nuovo.

Mentre il governatore della Liguria tenta una ribellione in stile marsigliese contro i nuovi provvedimenti nazionali che da mercoledì caleranno facendo un po’ più buio il nostro autunno, qui nel litorale laziale si è formato un super cluster nella provincia di latina. Il grappolone ha sfiorato anche l’uomo dei mojto, da quelle parti abbastanza di casa, per un incontro elettorale in un ristorante di Terracina.

Salvini nel grappolo del Tordo, ottimo ristorante di Terracina

Al Tordo un positivo, quella sera pare piovesse e quindi tutti dentro il ristorante con qualche mascherina su e qualcuna giù pure il Salvini cui ora i giornalisti fanno domande sul cluster di Terracina. La Asl di Latina ha sostanzialmente chiesto alle persone di stare chiuse in casa. Una sorta di lockdown volontario.

State bene e adelante con judicio.

Passanti con mascherine

Coronavirus – Diario di crisi week-end 28

Ettore, l’unico di noi che avrebbe diritto al viso scoperto, dopo un po’ chiede e ottiene la mascherina, ché ai bimbi non piace essere diversi.

Qui nel Lazio quest’obbligo non c’è stato neanche durante la prima ondata anche perché all’inizio le mascherine erano introvabili.

Les deux abbassano le loro chirurgiche colorate solo per nascondersi dietro a due supplì per la loro merenda.

Non ci sono abituato, dopo un po’ di cammino mi rendo conto che mi pesa anche fisicamente. Ho una gran voglia di toglierla. Mi chiedo come farei se fumassi ancora. Praticamente è stato proibito il fumo all’aperto poiché fumare con la mascherina su mi pare improbabile.

La domenica mattina l’abbiamo dedicata ai compiti e alla preparazione degli gnocchi. Ci sono venuti benissimo tutti diversi e appartenenti a quattro famiglie distinte.

Ettore mi insegue con un bruco fatto di pasta di sale; noi la facciamo con il sale, appunto, il doppio di farina un po’ d’acqua e zafferano, viene di un giallo strepitoso.

Giuliano mi chiede se mi piacciono più i bruchi o le farfalle, rispondo le farfalle, anche pensando al messaggio positivo, quanto banale, che la metafora della farfalla porta con se. Lui invece mi dice che preferisce il bruco è un po’ come se mi dicesse, per non uscire dalla metafora, che preferisce la sua infanzia oggi alla sua trasformazione, quanto mai incerta, domani. Eppure gli toccherà pure a lui.

Tra bruchi e farfalle decidiamo di fuggire in bicicletta verso il Tevere arriviamo fino alla Fao, ci divertiamo attraversiamo il Circo Massimo in sella. Abbiano l’illusione di essere liberi e normali senza mascherine e in mazzo al prato.

Il nuovo Dpcm pare prevederà controlli più frequenti e stringenti affidati anche ai militari dell’esercito e limiti per feste, ristoranti etc. speriamo bene. Oggi meno tamponi e, quindi, qualche contagio riscontrato in meno: 2578 casi di cui 412 in Campania.

State bene e adelante con judicio!

Bandiera dell’ONU alla FAO

Coronavirus – Diario di crisi giorno 202

Da domani mascherine obbligatorie anche all’aperto. Mi pare di aver capito che almeno in bici posso star senza, il che è importante, per poter portare Giuliano e il suo zaino ho bisogno di tutto il fiato possibile. Non siamo contenti ed è solo l’inizio di una serie di cose non belle che ci aspettano da qui alla prossima primavera, ma va fatta. Tutto quello che possiamo fare per aiutare a contenere la pandemia lo dobbiamo fare. Quindi su la maschera!

Oggi Ettore ha fatto tanti capricci voleva sempre qualcosa di nuovo e diverso ma la sostanza è che i suoi “vojo” si opponevano alla routine che sapeva lo avrebbe portato a scuola. La situazione nelle scuole di ogni ordine e grado non è facile. Molti genitori, quelli che possono, hanno cominciato a prendere in considerazione l’ipotesi di tenere i bambini a casa. La cosa ha un senso soprattutto se i piccoli non fanno le elementari o le medie ma la materna o l’asilo.

Se però le conseguenze della scuola, e della sua riapertura, si limiteranno all’incremento che stiamo vedendo ci si potrebbe quasi stare. Zingaretti annuncia test salivari a tappeto nelle scuole e una campagna vaccinale antinfluenzale senza precedenti. Si fa riprendere con la mascherina al viso e il tamponino in mano. Il Tar intanto si incarica di rimescolare un po’ le carte annullando l’ordinanza di Zinga che rendeva obbligatorio il vaccino per gli over 65 e gli operatori sanitari. Ora sul sito della mia ASL cominciano ad esserci le indicazioni per aderire alla campagna vaccinale 2020-2021.

Se durante la prima ondata i nostri conoscenti con il covid erano pochissimi ora cominciano ad essere di più. So di non essere un campione statistico attendibile ma sulla mia vita questo ha un peso e mi porta a pensare che questa volta qui tra noi al sud sarà peggio. La vicenda di Trump si svolge troppo fuori porta però l’ironia manzoniana del virus non arretra.

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 201

Il fiero Conte ha annunciato che prorogherà lo stato di emergenza fino al 31 di maggio. I casi son quello che sono. Rispetto a quello che sta succedendo ai nostri ancora relativamente buoni ma il covid nostro ci ha abituato a colpi di coda e colpi di scena. 2548 in 24 ore non sono comunque pochissimi. Speranza, il giovane ministro della nostra malandata salute, che prima diceva che dovevamo resistere fino a primavera ora dice che dobbiamo resistere altri otto mesi, e con il coltello tra i denti aggiunge, chissà quel bel visino dove avrà imparato questa espressione da marines. In questo momento in Italia risultano 52,647 casi attivi, insomma contagiati. Di questi il fato vuole che due siano senatori, una ventina calciatori, uno è un ex presidente del consiglio, che un po’ stiano al TG1 e che uno sia un bimbo che va nella stessa scuola di mio figlio.
A proposito Giuliano ora siede in uno dei mitici mini-banchetti e grazie a questa accortezza arcuriana si è trasferito con tutta a classe dal corridoio ad una classe. La differenza fondamentale, contata da Giuliano, sarebbe che la maestra umanistica ora vuole tenere tutte le finestre mentre prima pare che nel corridoio sentisse freddo.
Ettore fa il tempo pieno anche lui ed è contento, oggi però pranzo al sacco, cioè al posto di servirgli un pasto normale hanno dato loro dei panini. Chissà perché. Ho pensato ad una sanificazione di qualche ambiente in cui deve passare il cibo o alla positività qualcuno che lo maneggia o lo ha maneggiato. Probabilmente è un mio film ma tant’è.
Il mio ex capo Zaia ha di nuovo le sue gatte da pelare 445 casi solo da lui e anche il suo collega De Luca, nonostante le urla e le minacce, 390 casi. Qui da noi nel Lazio 265 di cui 151 a Roma. Il feroce Burioni ci mette in guardia da un virus che circola cattivo come a marzo.
Direi che oggi primo di ottobre i 15 giorni canonici nei quali il contagio si mostra, sono passati dall’apertura delle scuole e forse dobbiamo scontare anche questo al dato odierno, almeno in Veneto, nel Lazio e in Lombardia.
Passo per Campo dei Fiori che si sta preparando per la sera con il suo consueto passaggio dalla frutta alla birra. Ricordo quando era deserto e semichiuso. Dobbiamo stare attenti ma la vita o tornerà chiuso e triste.
Mi pare di aver capito che per risolvere il problema dei positivi in Sere A faranno meno tamponi. Ma sicuramente ho frainteso non sono dell’ambiente.
State bene ed adelante con Judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 200

I banchi “piccoli” poi non giunsero a scuola di Giuliano però i bambini hanno ricominciato a mangiare in mensa, che pare sia stata opportunamente sanificata. I bambini quarantenati, per ora a parte il bimbo “0” tutti in salute, hanno il problema di come continuare a studiare, quindici giorni non sono pochi.

I bimbi della prima avevano appena cominciato la scuola non so come si organizzeranno gli insegnanti ma le lezioni on-line con tutti i loro limiti mi sembrano l’unica soluzione, non so se siano già cominciate. I fratelli nelle altre classi invece devono cercare di non rimanere indietro sta un po’ anche ai loro compagni cercare dei aggiornarli raccontandogli cosa hanno fatto a scuola. Giuliano un po’ lo ha fatto ieri con alcune sue compagne costrette a casa con la sorellina quarantenata insieme a tutti i bimbi di prima.

L’impatto del calcio nella nostra cultura di massa è enorme e questa storia dei tamponi del Genoa ha molto colpito tutti, in grande sintesi se non funzionano per i campioni non funzionano per nessuno. A me invece ha fatto riflettere che avessero messo su un sistema che non prevedeva, praticamente in nessun caso quarantene, se i tamponi dei possibili contagiati risultavano negativi. Il mio timore e che i cittadini pensino lo stesso per loro stessi. Il punto è questo miei affezionati e preoccupati lettori se un nostro convivente o un nostro collega con cui condividiamo la stanza, e con i quale abbiamo contati stretti, dovesse risultare positivo al covid nostro oltre al tampone ci toccherebbe la quarantena: 15 giorni.

“E’ fatto obbligo alle Autorità sanitarie territorialmente competenti di applicare la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per giorni quattordici, agli individui che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva COVID-19″ Non dice è fatto obbligo di fare il tampone e poi amen.

Ora la Zampa, sottosegretario alla salute nonché storico portavoce di Prodi, ha detto che il campionato andava sospeso per poi fare marcia indietro precisando che sarà la FGCI a stabilirlo. Intanto due senatori del M5S sono risultati positivi vediamo che protocollo verrà utilizzato per loro, per ora tampone. Mi spiacerebbe constatare che i contatti stretti sono meno stretti per calciatori e senatori. Per ora sanificazioni in commissioni, un gran via vai di lavoratori, molto mascherati, dalle uscite di “servizio”. Tamponi anche per i funzionari. Del resto il covid nostro si è fatto strada tra i politici da un po’.

La guerra tra noi sudici e loro nordici, quell’ostilità sorda e inestinguibile che vidi materializzarsi per la prima volta in caserma, strano luogo ma posto in cui eravamo tutti costretti a mescolarci, con il covid nostro riemerge forte del male estremo e delle estreme misure.

L’idea che possano chiudere Lazio e Campania per l’aumento dei casi quando a marzo chiusero tutto anche se il problema era soprattutto al nord, soffia su un fuoco mai spento. Quando a maggio riaprimmo il paese la situazione era ancora più problematica per la Lombardia che per il sud che quasi non aveva casi. Ora con le nostre vacanze pazzerelle ci siamo rimescolati e l’ipotesi di chiusure locali è più che verosimile.

Ieri hanno trovato il primo caso di influenza stagionale a Parma, una bimba, la pressione aumenterà.

La mia Asl ha risposto a una mia mail in cui chiedevo del vaccino antinfluenzale rimandandomi ad informazioni che “a breve” avrei trovato sul loro sito. Per il momento niente: sul sito ci sono ancora le indicazioni per la campagna vaccinale scorsa.

C’è di buono che Roma è tornata ad essere quel formidabile e rumorosissimo posto in cui sono cresciuto e ingrassato: macchine in doppia fila in curva, grandi suonate di clacson, puzza di tubi di scappamento e comitive di turisti son tornati a popolare il centro della capitale del mondo antico. Lo smart working ha già subito un discreto decremento vedremo cosa succederà dal 14 ottobre data nella quale finisce la cosiddetta procedura snella per mettere un lavoratore in smart. Rispetto alle prospettive anche politiche che la questione ormai pone vi rimando a questo interessante articolo di Massimiliano di Giorgio.

State bene e adelante con judicio!

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 199

Inizialmente tendiamo a negare, anche se sappiamo molte cose sul male cui stiamo andando incontro. Perché il male non ci piace e diamo importanza a qualunque informazione lo possa allontanare e sottovalutiamo tutte quelle che lo avvicinano.

Tendiamo a dire che no ci deve essere uno sbagliò, ma chi lo dice.. ma siamo sicuri.. no vedrai che è una sciocchezza, una bufala. Eppure quando la chat delle mamme impazzisce perché una di loro ha parlato in piscina con una mamma della prima che le ha detto che c’è un caso di positività, appunto in prima, lo faccio forsennatamente, ma un po’ in mala fede. Vengo preso anche da un certo furore moralista perché commentano la notizia con le faccine spaventate. Protesto dicendo che non c’è nessuna ufficialità è che è solo un pettegolezzo, finché non ci girano, sempre in quella benedetta chat, una comunicazione urgentissima fatta dalla preside alle mamme della prima.

<<La sottoscritta comunica che oggi pomeriggio è stata messa al corrente dal genitore di codesta classe dell’esito positivo…>>

Ora… come pezza d’appoggio purtroppo era sin troppo buona. Per chiarire il flusso spaziotemporale: è venerdì sera, siamo in cucina che mangiamo risotto allo zafferano, fuori piove che Dio la manda, Ettore ogni tanto abbraccia il fratello.

La comunicazione finisce con la raccomandazione in cui si invita la classe prima a non venire a scuola il lunedì successivo. In attesa di ulteriori disposizioni secondo il protocollo previsto dalla Regione Lazio.

Insomma il covid nostro ci è venuto a trovare a scuola. E siccome è un bullo della peggior specie, se l’è presa con i più piccoli, i bambini della prima. Nello stesso edificio va a scuola anche Ettore che fa la materna e che non è stato toccato minimamente dalla discussione, invece Giuliano era abbastanza preoccupato gli chiediamo subito se pur stando in quarta avesse avuto modo di frequentare i bambini della prima. Ci dice, con un certo sollievo, che sono in piani diversi e che non si incontrano nemmeno a pranzo. Praticamente non li ha quasi mai visti anche all’ingresso hanno orari diversi.

 

Il punto è che alcuni bambini della prima hanno dei fratelli che vanno in classe con Giuliano e loro si, ovviamente, Giuliano li frequenta. Peraltro uno di loro era stato assente proprio quel venerdì. Ed era stata la prima cosa che Giuliano mi aveva detto quando lo era andato a prendere. Inizia una sorta di indagine per capire chi sia e se il bambino in questione possa essere il fratello o la sorella di uno dei compagni di classe di Giuliano.

Nella chat delle mamme qualcuno dice che se fosse stato suo figlio lo avrebbe detto subito. Ringraziando iddio, i padri costituenti e le cose che il garante per la privacy non ha ancora ceduto integralmente allo stato e ai media, il nome del bambino non viene fatto. E ad oggi nessuno di noi sa chi è, sappiamo solo che è della prima, il che a me sembra più che giusto.

Il problema dei fratelli però ovviamente c’è. Si immagina che tutta la famiglia del contagiato venga messa in quarantena ma i fratelli dei bambini della prima? Le mamme raccomandano di tenerli a casa. Ma la loya jirga della chat di classe per quanto autorevole non è l’autorità costituita. Noi quattro decidiamo di aspettare notizie ufficiali e per il week-end di non frequentare nessuno.

Domenica sera ci comunicano che la scuola durante il fine settimana è stata sanificata e che tutti bambini della prima e i loro fratelli devono fare la quarantena obbligatoria che in un documento successivo viene quantificata in 14 giorni con termine il 9 ottobre incluso. Lunedì la ASL RM 1 conferma la positività del bambino, immaginiamo con un secondo tampone, e la preside tramite circolare ci informa ufficialmente tutti dell’accaduto, ci dice anche che sono stati fatti i prelievi anche agli altri bambini della prima.

Lunedì a scuola i bambini all’ingresso sono di meno, qualcuno arriva un po’ dopo, in ritardo, come se i genitori fossero recalcitranti a portarli. Giuliano ci racconta la sera che l’unico cambiamento è stata la decisione di farli pranzare direttamente in classe e che i fratellini non c’erano, e che una delle maestre li ha cazziati dicendogli: <<Vedete quello che succede se non rispettate le regole, per questo la maestra vi dice sempre di mantenere le distanze e di non toccarvi.>>

Per il momento devo riconoscere che la scuola ha gestito la vicenda con grande civiltà e rispetto anche del piccolo paziente che non conosco e del quale mi auguro di non conoscere mai l’identità. Per il quale pregherei se non avessi litigato con il Signore tanti anni fa.

<<Papà però c’è una buona notizia.>>

<Cioè?>>

<<Domani arrivano i banchi quelli piccoli!>>

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 198

<<Buon giorno. Vorrei comprare o prenotare il vaccino antinfluenzale che faccio tutti gli anni. E’ possibile?>>
<<Guardi non è ancora chiaro come funzionerà, forse potrà farlo nei centri vaccini o dal medico di famiglia se ne ha diritto. Comunque non ne abbiamo. Qui ne arriveranno poche dosi. E a dire la verità settembre è ancora un po’ presto>>.
Ho preso l’abitudine di fare il vaccino antinfluenzale in un periodo in cui facevo un lavoro che onestamente non mio avrebbe permesso, o almeno così io pensavo, di restare a casa per curarmi. Devo dire che mi trovai piuttosto bene e da allora quasi ogni anno lo rifaccio e quando me ne dimentico me ne pento amaramente.
L’anno scorso l’ho fatto anche a Martina e anche lei si è trovata bene. Glielo faccio io nel senso che le inietto il siero che compro in farmacia e lo inietto anche a me stesso.
Ho fatto richieste simili al mio medico di famiglia e al pediatra dei miei figli. Il mio dottore di famiglia di solito me lo prescriveva, quest’anno mi ha risposto che non c’è bisogno della prescrizione e che posso andare direttamente in farmacia.
Il pediatra mi ha spiegato che non sapeva bene come avrebbe funzionato e che probabilmente tutto si sarebbe fatto nei centri vaccini e che forse non sarebbe stata necessaria la sua prescrizione.
Mi pare di aver capito che il grande acquisto delle regioni abbia messo un po’ in crisi i canali tradizionali. Di noi quattro l’unico ad aver diritto alla vaccinazione antinfluenzale gratuitamente è Ettore, da Giuliano in poi siamo troppo grandi e troppo giovani. Fuori dal target principale.
Provo a chiamare i singoli centri vaccinali e poi il RECUP del Lazio. Non mi risponde nessuno, mai in nessun caso. Faccio il numero unico regionale mi viene recitato un lungo articolo di legge da una voce registrata e poi mi mettono in attesa sono il numero <<30, 7, in linea, siete in linea>>. Poi mi risponde una signora gentilissima che mia aiuta dandomi un po’ di numeri della mia Asl. Provo ma non mi risponde nessuno neanche a questi come non mi rispondono al numero verde per le prenotazioni vaccinali che abbiano usato in passato per Ettore.
Alla fine mi arrendo anche perché ho anche altre cose da fare. Spero che le categorie a rischio abbiano un accesso più facile. Considerando che la campagna vaccinale qui nel Lazio inizia il 1 di ottobre mi pare ancora un po’ troppo farraginoso. Zingaretti ha reso obbligatorio, nel Lazio, il vaccino per gli over 65 sarà il caso che non sia troppo difficile procurarselo.
Mi pare che siamo un po’ nella stessa situazione delle mascherine all’inizio della pandemia la proporzione tra domanda e offerta rende il prodotto introvabile. Che arrivi il buon Arcuri in soccorso?
Mentre scrivo vedo l’allarme della fondazione Gimbe che giustamente dice che bisognerebbe vaccinare anche la popolazione generale per non sovraccaricare gli ospedali e i pronto soccorsi. I loro dati stimano per il Lazio 926.291 dosi per i troppo grandi e troppo giovani.
Comunque questa mattina niente febbre ne sintomi da raffreddamento nonostante piova a dirotto da giorni.
Noi si va avanti con tutte le precauzioni del caso. Perché dobbiamo giocare, studiare, mangiare e lavorare almeno un po’.
State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi week-end 27

Il nostro Paese risulta ogni giorno di più Covid oriented. Tutto si è in qualche modo misurato o adeguato al Covid nostro. La politica, le imprese, i media, la società civile,si sono reindirizzati e riadattati alla pandemia celermente. La scuola invece un po’ zoppica ma il nostro non è un paese per bambini si sa. Quando il Fiero Conte dice all’Onu che la pandemia è un’opportunità pensa un po’ a se ma non solo.

Insieme possiamo voltare questa pagina buia della storia, come 75 anni fa. Insieme possiamo costruire un futuro migliore per i nostri figli

Certo il Covid nostro ha cementato il suo governo ed esaltato la sua figura, ai più ignota fino a poco tempo fa, come nessuno immaginava possibile. Ha consentito al Paese di rinviare sine die una serie di problemi di bilancio che sembravano insormontabili e di accedere a fondi formidabili messi a disposizione dell’Ue. L’opposizione appare frastornata e recentemente anche febbricitante. Questo fine settimana è stato molto piovoso e ci ha costretti a stare in casa, ci siamo fatti una grande polentata con salsicce e spuntature.

Ettore e Giuliano si sono divertiti comunque hanno fatto una grande doccia insieme ed hanno giocato un po’ fra di loro e un po’ con me. Macchinine, via il tappeto e grandi corse per il corridoio.
Giuliano deve fare anche i suoi compiti. Qualche scuola a Roma ha avuto il suo alunno positivo. In alcuni casi è stato chiuso tutto, in altri la quarantena ha riguardato solo la classe dello studente in questione.
Fino a venerdì la situazione era questa: 500 le scuole che hanno registrato almeno un caso di covid nelle proprie classi e oltre 80 di queste sono state chiuse in tutto il Paese. Roma è la città che registra più scuole con almeno un caso: 22. Ora le dimensioni di Roma, è la città più grande e popolosa d’Italia, giustificano in parte questi dati però non è rassicurante e non è un bel primato.
Giuliano mi dice che non vuole ricominciare con le lezioni online. Lo capisco ma gli rispondo che ha ragione ma che faremo quel che ci sarà da fare. Per il momento si va a scuola.

Nel resto del mondo le cose procedono abbastanza bene per il Covid nostro che continua a falciare il grosso delle sue vittime in India, Usa, Brasile, Argentina. Mentre scrivo siamo arrivati a 999.418 morti. Ragionevolmente entro oggi toccheremo il milione. In Europa molte nazioni sono state costrette a nuove restrizioni.
Noi insieme al fiero Conte siamo un po’ inorgogliti dai riconoscimenti dell’OMS, e anche dal video che gira sui social, ma quel tanto di superstizione che alberga in me mi suggerisce di non farci troppo caso. Comunque ci viene riconosciuto di essere stati in grado di far fronte a una situazione drammatica, grazie agli sforzi congiunti dello stato e della popolazione. Sembra che noi si sia trovato un modo per non farci fare troppo male dal Covid nostro ma è meglio che lui non lo sappia. La voce si deve essere diffusa vedo più di qualche turista per il centro.

Miei affezionati lettori con gli sbalzi di temperatura verremo invasi dagli odiati ma meno pericolosi virus del raffreddore e da quelli para influenzali. Curatevi e fate tutto quello che ritenete opportuno ma non tutto è Covid. Anche se pensavo che in fondo tutte le precauzioni che prendiamo contro il coronavirus: mascherine, lavaggio delle mani, distanziamento dovrebbero mettere in difficoltà anche gli altri virus.

State bene e adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 195

Sono passati anche qui in Corso del Rinascimento, urlavano qualche slogan che non sono riuscito a capire. Non erano molti, un piccolo corteo. Poi sono andati in Piazza Montecitorio dove ogni giorno ha la sua pena e la sua manifestazione. Chissà che non riescano ad uscire dalla solita liturgia post sessantottina e a sorprenderci tutti chiedendo più scuola, più aule, più libri, più insegnanti e più ore di studio. Un po’ mi pare che lo facciano. In un tripudio di selfie, di fumogeni, di cameraman e musica inizia il corteo da Piazza Montecitorio. Molti di loro sono piccoli, saranno ginnasiali. Spero che un po’ si sia capaci di ascoltarli questa volta hanno più di qualche ragione. Domani di dovrebbe essere, sempre qui a Roma quella nazionale. Mi pare che fossero quasi tutti mascariati comunque.

Noi vecchi invece ce la dobbiamo vedere anche con l’agenzia delle entrate. Purtroppo quello che un tempo si faceva in un attimo mettendosi in fila ed aspettando il proprio turno ora, grazia al Covid nostro, è un po’ più difficile. Arrivati all’ingresso ci accorgiamo che ci sono due impiegati dell’agenzia e un paio di ragazzi della security che gestiscono gli avventori dall’esterno. La sostanza è che non si entra senza una prenotazione obbligatoria da fare on line. La facciamo con il mio Iphone e veniamo collocati nella seconda settimana di ottobre.

Con un pochino di sagacia in più ci si poteva arrivare prima senza bisogno di arrivare fisicamente in questa scatola vuota assediata da avventori sprovveduti come noi.

Ettore non voleva andare a scuola oggi chiedeva alla sua mamma di essere riportato a Roma. Pare che ora casa Plotta si chiami direttamente Roma. Alle precisazioni della mamma rispondeva che allora voleva andare a casa. Il pomeriggio invece voleva tornarci.

Nel frattempo l’ordine dei giornalisti, cui anche io sono iscritto, fa slittare le elezioni per il rinnovo degli organi interni. Pare che ciò sia dovuto al fatto che gli ordini campano e lombardo abbiano ritenuto di non convocare le elezioni nei termini stabiliti a causa dell’emergenza del covid nostro. La cosa appare singolare considerando che si è votato or ora per le regionali.

Uno dei nuovi focolai del Lazio ed in particolare della provincia di Latina è Sabaudia. Tutto sarebbe però cominciato con una festa romana cui partecipò un imprenditore della fu “Littoria.” Almeno questo è quello che spiega la sindaca Giada Gervasi su facebook, dove qualche ora più tardi annuncia l’obbligo di mascherina all’aperto su tutto il territorio comunale fino al 15 ottobre. Quest’obbligo sembra essere preso in considerazione per tutto il territorio regionale, così almeno riferisce il Messaggero.

Detto questo tornando a Sabaudia sono particolarmente interessanti i commenti ai post della Sindaca in cui più di un utente pretende di sapere i nomi di tutti contagiati. La comunità della cittadina, finita la stagione balneare, è piccola quindi immagino che molti dei nomi richiesti già circolino o che addirittura ne circolino in sovrabbondanza. Comunque non risulta al momento che la gogna faccia parte della terapia anticovid, però c’è tempo e noi abbiamo speranza.

State bene ed adelante con judicio!

Coronavirus – Diario di crisi giorno 194

Prima laLiguria, con La Spezia e Genova, poi Latina e provincia infine tutta la Campania. Con questa progressione sono state imposte nuove misure restrittive, che si sostanziano principalmente nell’obbligo di portare la mascherina anche all’aperto. Per Genova si parla dei carruggi stretti che non consentono alle persone di mantenere le distanze. Si sottolinea soprattutto la presenza di alcune etnie. Per Latina e la sua provincia non mi sembra ci siamo particolari toponomastici od etnici da sottolineare. Per quel che riguardala Campania che dire è una delle regioni italiane più densamente popolata, si fanno pochi tamponi ma i positivi sono sempre un bel po’. E poi vuoi mettere un provvedimento restrittivo si porta molto bene di questi tempi. Nel resto d’Europa le cose continuano ad andar malaccio, dal punto di vista dei contagi peggio che a marzo. Certo si fanno più tamponi e sembra che le persone muoiano un po’ meno.

“T’ho fame vojo mantare cioccolato”

Mi dice il mio Ettore che oggi si è salvato dagli acquazzoni. Ha smesso di piovere appena sono andato a prenderlo. Niente cioccolata però yogurt banana.

Certo andare in bicicletta con la mascherina mi darebbe un po’ fastidio ma con la chirurgica riesco. La speranza è che ci lascino quei margini di libertà indispensabili che il signor Johnson non crede ci stiano a cuore in quanto noi italiani e tedeschi di fondo siamo rimasti tutti un po’ fascisti. Devo ammettere che i pregiudizi del mondo non finiscono mai di stupirmi, unicuique suum.

Comunque meglio gli insulti di Bojo che il coronavirus, il covid nostro è meno biondo ma più pericoloso.

Nel frattempo a Milano settimana della moda sottotono e mascariati. Bellissime quelle che portano Dolce e Gabbana.

State bene e adelante con judicio.

Mascherine per bambini al Dinsney Store di Via del Corso


Coronavirus – Diario di crisi giorno 193

Ettore che gioca con le galosce saltando nelle pozzanghere come Peppa PIG mi avverte plasticamente della fine dell’estate e dell’arrivo dell’autunno. Con lui, come abbiamo sempre detto, le cose per il covid nostro miglioreranno e per noi peggioreranno non poco. Staremo più stretti, meno all’aperto e poi è inutile nascondersi dietro un dito la stagione delle influenze non è l’estate, la stagione delle polmoniti, la peggiore complicazione del covid nostro, nemmeno.

I casi qui nel Lazio, che poi alla fine la mia regione demograficamente è soprattutto Roma, salgono da un po’, il che non rassicura.

Ma la cosa peggiore che potrebbe capitarci quest’anno è la fine del Natale. Avete presente quei film americani in cui bisogna salvare il Natale perché un essere crudele vuole distruggerlo? Bene ci siamo, i cattivi sono il SARS-CoV-2, il Coronavirus che ci può infettare, e il Covid nostro, la sindrome che ne deriva precisamente chiamata COVID-19, e il generale autunno giunto ufficialmente fra noi da ieri 22 settembre.

Il pranzo di Natale tutti insieme, la famiglia riunita tre o quattro generazioni attorno all’albero e al fuoco acceso? I mercatini di natale, le luminari, lo shopping, i bambini attorno al presepe, la messa di Natale i regali da scartare al mattino? Beh tutte cose cui potremmo essere costretti a rinunciare. Sono assembramenti classici. Il picco previsto sarebbe proprio a dicembre. Le autorità sanitarie è qualche settimana che si dicono preoccupate per i pranzi di famiglia. Insomma dobbiamo prepararci quantomeno a un Natale più austero.

Le conseguenze sarebbero devastanti non solo sul nostro umore, e quello dei nostri figli, ma anche sulla nostra economia.

Il bambinello nascerà lo stesso ma ci troverà un po’ più spaventati e solitari del solito quest’anno.

Nei film americani alla fine il Natale viene salvato dai nostri eroi e forse è vero anche questa volta.

Una serie di cose le possiamo fare certamente: mantenere le distanze il più possibile, lavarci le mani, portare la mascherina (anche sopra il naso), evitare assembramenti inutili, cambiare aria nelle stanze frequentemente e stare all’aperto il più possibile.

Oggi mentre portavo Giuliano a scuola ho incontrato un muratore acrobatico e una sposa che si faceva truccare davanti a fontana di Trevi prima del servizio fotografico. Temo però che non basteranno un po’ di trucchi e qualche acrobazia per cavarcela questa volta.

State bene e adelante con judicio

QUI TUTTE LE GIORNATE PRECEDENTI FINO AL PRIMO GIORNO SENZA SCUOLA

02-03-2021 | © Riproduzione riservata

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