In bici fino al Parco degli Acquedotti

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Il percorso che vi racconto oggi lo conosco molto bene, ci ho portato amici, bambini, turisti ed è quindi un giro che direi davvero adatto a tutte e tutti. É sufficiente avere tre o meglio quattro ore a disposizione (ma se si vuole fare come allenamento, due ore sono più che sufficienti), una bici con qualche marcia (le salite sono davvero poche e gestibili, ma ovviamente la valutazione è molto collegata al vostro livello di allenamento/forma fisica), e soprattutto ruote sufficientemente gonfie e resistenti (direi meglio non da corsa, ma noi l’abbiamo fatta tranquillamente in Brompton).

A me piace moltissimo perché è un percorso per tutte le stagioni e appunto tutte le gambe, perché è un mix perfetto tra natura, arte, storia e ti regala degli scorci e delle aperture di orizzonte mozzafiato. In più è quasi completamente in sicurezza e in alcuni tratti è anche a prova di picnicari della domenica. Che volete di più?

Questa volta siamo partite da Piazza Numa Pompilio, ma io consiglio per la prima volta come punto di partenza un qualsiasi ingresso della Caffarella, specialmente se venite con i bambini al seguito (in fondo vi darò alcune indicazioni su come raggiungere gli ingressi della Caffarella con i bambini in sicurezza).
Per arrivare all’ingresso di via Macedonia abbiamo attraversato i quartieri Metronio e Appio Latino, passando lungo la direttissima Pannonia-Epiro-Satrico-Zama-Macedonia che nei giorni festivi si può anche percorrere (se un minimo avvezzi al ciclismo urbano romano).
Vi sconsiglio vivamente di farlo in bici con bambini al seguito e in giorni feriali (a meno che non siano ragazzini esperti a muoversi in bici con i genitori per strada).

Una volta in Caffarella dirigetevi in direzione Sud-Est verso l’uscita di via dell’Almone verso l’Appia Antica (ci sono qua e là cartelli che la indicano e se seguirete il percorso che allego in fondo all’articolo non vi perderete di sicuro). Potreste dover attraversare, come abbiamo fatto noi, il grande prato antistante via Macedonia, e lì dovrete soltanto fare attenzione al fango (normalmente in inverno il mio consiglio è di tenervi sul lato Sud del pratone – che dà verso l’Appia antica – dove è tracciato un sentiero che però la mattina presto potrebbe essere ghiacciato).


Superato il casale della Vaccareccia seguite in direzione Sud-Est attraversando il passaggio del Ninfeo di Egeria dove è preferibile scendere dalla bici e spingere per la sicurezza vostra e di chi viene a piedi. Vi consiglio anche di leggere la storia di Ninfa e Numa Pompilio e di notare che alla vostra sinistra si trova un pezzo di muro, che non è un “semplice” muro ma un acquedotto romano.


Proseguite oltre risalendo sulla bici dove si apre un prato molto grande alla vostra destra e una collinetta alberata (Bosco Sacro), seguendo il sentiero che a un certo punto sale un po’ (questa è praticamente l’unica vera salita del percorso) vi troverete alla fine all’incrocio tra via dell’Almone e Appia Pignatelli. Qui oltrepassando il buco nella rete (non è un’uscita ufficiale, ma la prendono tutti perché è comunque più sicura che pedalare lungo via dell’Almone), dovrete stare molto attenti alle macchine che arrivano praticamente da ogni direzione. Attraversate scendendo dalla bicicletta prima via dell’Almone e poi via Appia Pignatelli al semaforo pedonale per poi attraversare nuovamente via dell’Almone e proseguire in direzione Appia Antica. Ultimo pezzettino in salita e poi vi ritrovate lungo la Regina Viarum che prenderete a sinistra.

Quando la strada diventa selciato, vi consiglio di seguire i sentieri laterali: se seguite la mia traccia non avrete problemi. Questo è il tratto dove incontrerete meno persone, perché è fortunatamente per noi pedalatori il tratto più difficilmente raggiungibile in auto (oltre che vietato tranne residenti, quindi occhio che ogni tanto potrebbe spuntare il Suvvone).


Potete fare una sosta al nasone all’incrocio di via di Tor Carbone che ha l’acqua più fresca di tutta Roma, e dopo poco all’altezza della Villa dei Quintili, girate a sinistra e prendete la stradina che passa per l’Appia Country Roma, dove incontrerete le rovine della villa romana, capre, cavalli e per un attimo vi sembrerà di stare fuori Roma (almeno così dicono sempre i turisti).

Arrivati sull’Appia Pignatelli attraversate la strada e procedete tenendo la sinistra per i cento metri prima del bivio, che vi farà girare sull’Appia Nuova, che dovrete attraversare al semaforo (purtroppo questo semaforo è quasi sempre rosso e vi farà aspettare un po’, approfittatene per riposarvi).

Proseguite dritto davanti a voi su viale Appio Claudio, dove, dopo aver passato due volte sotto i ponti della ferrovia vi troverete di fronte in tutta la sua magnificenza l’Acquedotto Claudio (qui il turista americano di solito fa ‘Wow!’).
Eccovi al Parco degli Acquedotti. Potete prevedere una sosta picnic prima di ripartire se siete stanchi, o andare a prendere la Metro A (fermate Subaugusta o Giulio Agricola) altrimenti proseguite seguendo il sentiero che prende a sinistra e costeggia l’Acquedotto Felice.

Arrivati in fondo al sentiero, se seguite la mia traccia raggiungerete la parte più fangosa del tragitto che è quella nel tratto che separa il Parco dell’Acquedotto da Tor Fiscale passando sotto la ferrovia in un paio di punti. La traccia esce dal Parco degli Acquedotti per un brevissimo tratto di via del Quadraro per rientrare subito dopo il ponte della ferrovia a destra e immettersi nuovamente nel sentiero in direzione Tor Fiscale (anche qui si trovano indicazioni).


Il sentiero passa per il Casale del Fiscale e seguendo l’Acquedotto Felice termina in zona Porta Furba, dove potrete scegliere se continuare la nostra traccia che porta all’Arco di Travertino (dove noi ci siamo fermate per una sosta kebab), e poi prosegue verso San Giovanni lungo la nuova ciclabile Tuscolana, o tornare verso il Parco della Caffarella (seguendo il secondo percorso che vi linko sotto), o prendere via del Mandrione (che comunque è molto bella e vi collega con Prenestina, Casilina e Porta Maggiore).

Di seguito, vi lascio qualche link:

Questa la traccia del nostro percorso
https://www.komoot.it/tour/294040880

Questo il link di una traccia animata con partenza e rientro in Caffarella https://www.relive.cc/view/r10004608263

Qui una visita guidata che segue lo stesso percorso per chi fosse interessato https://www.airbnb.it/experiences/98528

Altri modi di arrivare in Caffarella in bici:
Via di Porta San Sebastiano – Appia Antica, ingresso Quo Vadis da via della Caffarelletta: questa la consiglio solo a ciclisti esperti, perché purtroppo le macchine anche se non dovrebbero passano a velocità inaudite, assolutamente da NON fare con figli al seguito.
– Se si proviene dal Lungotevere, ciclabile Tevere: risalire all’Isola tiberina, attraversare il Ponte Palatino (noto anche come Ponte Inglese) e prendere la ciclabile di Circo Massimo (sul lato destro), proseguire sulla ciclabile di Caracalla, ciclabile Colombo (fare attenzione a svincolo via Marco Polo), girare a Parco Scott, attraversare Appia Antica, e siete all’ingresso del Quo Vadis. Questo percorso è totalmente in sicurezza ma bisogna avere degli accorgimenti agli attraversamenti, si può fare con bambini.
– Oppure in metro con bici al seguito (adesso è possibile!) scendere alla fermata Colli Albani e prendere via Menghini (se con bambini, si può fare sul marciapiede di destra, facendo ovviamente attenzione ai pedoni).

Le foto sono di Sergio Gatto e Alessandra Grasso

04-02-2021 | © Riproduzione riservata

1 Comment

  1. Bellissimo approccio a monumenti che ho sempre molto amato sin da ragazzino. Bravi gli autori, Anna in primis e bellisse anche le foto. Davvero complimenti a tutti!

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