TerrAmare, ripartire dalla spiaggia

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Terminata la stagione balneare e messo via anche l’ultimo ombrellone, la spiaggia di Ostia torna ad essere realmente di Ostia. La chiusura degli stabilimenti a settembre ci restituisce il mare e quel poco di spiaggia, che l’intensa concentrazione di strutture balneari e l’erosione, ci lasciano.
Siamo in molti, in ogni stagione dell’anno, a riversarci su quei metri di litorale per una passeggiata, per correre o semplicemente per puntare il naso verso l’orizzonte e allungare lo sguardo finché non c’è più nulla da vedere.

La sfida, ancora tutta da vincere, per questo municipio è riuscire a far diventare il mare parte integrante non solo del paesaggio, ma del vero e proprio tessuto urbano e sociale del quartiere. Sfida con cui l’associazione TerrAmare ha scelto di misurarsi. Nata dall’amicizia tra Emiliano Mignani (presidente dell’Associazione), Stefano Flego, Gabriella De Luca, Stefano Paccagnella, Stefania Dantini, Francesco Bonafaccia ed Emanuele D’Innocenzo e dalla comune appartenenza geografica, culturale e sociale. TerrAmare è stata pensata come strumento di analisi e luogo di incontro per chi, come i suoi fondatori, vuole partecipare alla vita di questo territorio contribuendo attivamente alla sua valorizzazione.
Attraverso le sue tante iniziative si è mossa nel Municipio X organizzando passeggiate ecoculturali nella pineta di Castel Fusano a cura della professoressa Gabriella De Luca; dando vita alla Swim for fun, nuotata non competitiva, giunta alla sua seconda edizione, che quest’anno ha raccolto fondi per la Susan G. Komen, associazione impegnata per la lotta al tumore al seno, e la Run for fun, una corsa solidale sulla battigia di Ostia il cui scopo è la raccolta fondi per dotare le strutture balneari delle attrezzature per le persone con disabilità.

In questi mesi di restrizioni e contenimento sociale la TerrAmare ha messo in piedi il progetto Open Air presso la spiaggia libera Spqr di Ostia (di fronte la stazione Cristoforo Colombo della linea Roma-Lido) e individuando nel territorio stesso la risposta all’impossibilità di praticare molte discipline sportive.
In questi giorni hanno preso il via lezioni gratuite di prepugilistica, pilates, ginnastica funzionale e bioenergetica e ovviamente io, il mio fisico da moscerino e la macchina fotografica di comune accordo abbiamo scelto di infilarci tra sacchi e guantoni.

Prendo il trenino, a cui resto eternamente fedele pendolare pur senza lasciare Ostia e, invece di scendere come spesso faccio a Castel Fusano, mi spingo fino alla fermata successiva, Cristoforo Colombo, il capolinea. Zaino, macchina fotografica, una destinazione fuori dalla routine. Praticamente un viaggio in pochi minuti.

La spiaggia è insolitamente pulita, per essere inverno. Il punto di ritrovo è sotto le tettoie in prossimità della riva. Mi avvicino e individuo subito Stefano, con cui avevo preso accordi. Il suo entusiasmo lascia trasparire la passione per questo impegno e mi racconta della TerrAmare mentre cominciano gli allenamenti. Il gruppo è più numeroso di quanto non mi aspettassi, hanno moltissimo spazio e il distanziamento è parte della natura stessa del luogo.

Una diffusa gioia accompagna tutta la lezione. L’esigenza, che nei mesi si è trasformata in urgenza, di poter vivere in sicurezza le proprie relazioni sociali, praticando uno sport, ha finalmente trovato risposta.

Trascorro l’ora sguazzando nel controluce, incorniciando sguardi tra le nuvole e il mare e giocando ad incastrare i movimenti in un frammento di tempo con cui raccontarne tutta l’energia di quel momento, di quel luogo e di quel mare che per una volta non è solo sfondo.

09-12-2020 | © Riproduzione riservata

2 Comments

  1. Grazie per questo articolo bellissimo! Le parole arrivano dritte al cuore, ora come non mai. Quest’anno, in questo momento così difficile, ho per la prima volta nella mia vita vissuto veramente il nostro litorale, grazie a un gruppo stupendo che nuota in acque libere “Amanusa”. Grazie a loro ho riscoperto l’amore per questo nostro mare, per me a due passi da casa. Ed è da questa estate che lo frequento assiduamente, in acqua o facendo lunghe passeggiate, assaporando l’alba e il tramonto, il vento, il sole, e l’aria. È sinonimo per me di libertà. Tanta roba è questo mare di Ostia! Un bene prezioso da custodire e valorizzare. Per cui condivido pienamente quanto scritto, e mai parole più belle potevano essere scelte.

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