Cinquanta sfumature di Gigi

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Da nord a sud della città, passando per il suo centro storico, Roma si sta via via tappezzando di nuove immagini dedicate a Gigi Proietti, attore amatissimo e da poco scomparso, interprete perfetto dello spirito, sia colto che popolare, della romanità.

Elenchiamo qui di seguito i murales finora apparsi in città a lui dedicati, per una sorta di visita guidata virtuale tra arte e omaggio alla memoria. Se vi fossero altre opere che ci sono sfuggite, o se delle nuove ne compariranno sui muri della capitale, nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, segnalatecele, per poterle così aggiungere alla nostra lista.

 

VIA TONALE (TUFELLO)

È il più grande e forse anche il più famoso. Occupa un’intera facciata di una delle palazzine dell’Ater di via Tonale, al Tufello, il quartiere dove Proietti trascorse parte della sua infanzia e adolescenza. Stiamo parlando dell’omaggio a Gigi Proietti realizzato da Lucamaleonte, uno dei più noti street artist italiani. Raffigura un Proietti visto di tre quarti, con in testa un cappello che ricorda vagamente quello del “Mandrake” da lui interpretato, immortalato in una posa sorridente, ironica, ma al tempo stesso velata di malinconia.

 

VIA CAPRAIA (TUFELLO)

Forse tra i primi murales comparsi a Roma, subito dopo la scomparsa di Gigi Proietti, è quello realizzato dal creative designer Harry Greb, al Tufello. L’attore appare durante una scena di uno dei suoi spettacoli più famosi: “A me gli occhi please” ed è circondato da uccellini festosi. L’autore è uno street artist noto per avere già riprodotto sui muri di Roma numerose immagini di personaggi scomparsi, da Ennio Morricone, a Rino Gaetano, ad Anna Magnani, ma anche silouhettes ironiche di politici e volti noti, ritratti spesso in pose inconsuete: da Papa Francesco che sfida Bruce Lee, alla sindaca Raggi che passeggia in moto con Alberto Sordi.

 

PIAZZA DEGLI EUGANEI (TUFELLO)

Sempre al Tufello, non molto distante da quello di Harry Greb, un’altra opera ricorda Proietti su un muro di piazza degli Euganei. L’attore è stato raffigurato nelle vesti di “Mandrake”, con accanto un suo aforisma: “Ricordare è un mestiere rischioso, perché ha bisogno di stimoli forti”. Al momento non siamo in grado di dire chi sia l’autore dell’opera.

 

MERCATO PIAZZA EUGANEI (TUFELLO)

Sempre a piazza degli Euganei, sul muro esterno del mercato del Tufello, è presente anche un grande manifesto di commosso saluto all’attore. Qui appare un Proietti monocromo, fatto a gouache, accanto a una frase tratta dal suo monologo “Mi’ padre partigiano”: “Ma insomma adesso er popolo comanna?”. Un chiaro omaggio alle note simpatie di sinistra di Proietti, evidenziato anche dalla firma “I compagni”, presente sul manifesto, accanto a una falce e martello.

 

VIALE JONIO (MONTESACRO)

Un bel murale dedicato a Gigi Proietti è presente anche in Viale Jonio, all’altezza del cavalcavia di viale Adriatico. Qui Proietti è rappresentato nei panni di Mandrake, anche se la scritta rimanda al “cavaliere nero” di un suo famosissimo sketch. L’opera è stata realizzata da Anna Maria Tierno, in collaborazione con l’associazione “Arte e città a colori”.

 

PIAZZA D’ARACOELI (CENTRO STORICO)

Accanto al Gran Caffè Roma, quello che nella finzione cinematografica era il bar di Catherine Spaak, la Gabriella del film “Febbre da Cavallo”, tra via della Tribuna di Tor de’ Specchi e piazza d’Aracoeli, c’è ora un manifesto che ritrae un Gigi Proietti nelle vesti di Mandrake. L’autore è lo street artist Laika.

 

VIA MERULANA (ESQUILINO)

Sulla serranda d’ingresso del Teatro Brancaccio, di cui l’attore fu per molti anni il direttore artistico, è apparso un grande ritratto di Gigi Proietti. L’autore è Maupal, nome d’arte di Mauro Pallotta.
Nell’immagine appare un Proietti sorridente, in giacca scura e camicia bianca, circondato da tanti numeri 18, che fanno da chiaro riferimento ad una sua famosissima barzelletta.

 

VIA DEL TRULLO, OTTAVO LOTTO (TRULLO)

Un ritratto dell’attore è presente anche su un muro del Trullo, accanto a un’immagine di Alberto Sordi dipinta dalla stessa mano. Proietti è in ampia camicia bianca e si rivolge verso lo spettatore, salutandolo con una romanissima frase: “Te saluta coso”, spesso da lui utilizzata in alcuni suoi sketch. Gli autori dell’opera sono Mario D’Amico e Manuela Merlo, ovvero PAT (Pittori Anonimi Trullo) e Uman Art.

11-11-2020 | © Riproduzione riservata

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