Roma-Fiumicino? In bici

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Uno dei percorsi più belli e facili da fare in bici fuori porta vivendo a Roma è senza dubbio la ciclabile Tevere in direzione Fiumicino: da poco tempo il percorso è interamente ciclabile e per questo si può pedalare praticamente in totale sicurezza. Consigliato assolutamente per chi, come noi, trova elettrizzante l’idea di arrivare al mare pedalando da una città dove normalmente una giornata al mare nel weekend vuol dire ore di traffico in coda su Aurelia/Pontina/Ostiense/Via del Mare.
Così una di queste mattine d’ottobre io e la mia amica Alessandra, entrambe cicliste urbane ed entrambe lavoratrici del settore turistico (attualmente in standby, ovviamente, a causa della pandemia), ci siamo avventurate lungo la ciclabile Tevere: di fatto l’unica dorsale ciclabile compiuta di Roma.
Lo abbiamo fatto con le nostre amate pieghevoli Brompton, che pur essendo sicuramente ottime bici (per molti le migliori pieghevoli sul mercato), nessuno vi consiglierebbe di usarle sulla Roma-Fiumicino, visto che il fondo strada è davvero ciclabile solo in alcuni tratti mentre per la maggior parte è sterrato e sdrucciolevole, quindi poco adatto a ruote piccole come quelle di una pieghevole e/o di una bici da corsa.

Ci siamo date appuntamento alle 9.30 di mattina a un baretto accanto alla ciclabile di via della Magliana, angolo Viale Marconi. Io, partendo da San Giovanni, provenivo da un percorso tutto ciclabile: Metronia-Druso-Caracalla-Circo Massimo-Lungotevere Aventino-imbocco ciclabile Tevere di Porta Portese fino a Lungotevere di Pietra Papa. Alessandra invece da Viale Marconi. Caffè e partenza.

Il primo tratto di ciclabile Magliana non presenta note particolari, tranne alcune parti ciclo-pedonali in cui la raccomandazione è di moderare la velocità per stare attenti a bambini, anziani, disabili e ai cani al guinzaglio. Per il resto è piacevole: il percorso inizia cittadino poi ricosteggia il fiume e nell’ultima parte molto bella prima del viadotto della Magliana si pedala nel verde, con davanti il Colosseo Quadrato; nell’ultimo tratto, dove ci sono i campi da calcio e il Parchetto Fluviale Tevere Magliana, è possibile prevedere una prima sosta. Per esempio, per dare appuntamento a chi vuole raggiungervi con la Metro B scendendo a Eur Magliana (il collegamento ciclabile Metro Magliana-Tevere è tra quelli pianificati dalla giunta attuale, ma al momento non realizzato).

Attraversato il ponte della Magliana sul marciapiede ciclopedonale si pedala per un breve tratto sul lato sinistro del fiume su una ciclabile ampia e asfaltata dove è possibile incontrare automobili (noi ne abbiamo incontrata una sola che andava molto piano, probabilmente un abitante della zona) quindi fate attenzione se state pedalando con dei bambini al seguito. La parte macchinabile si interrompe all’altezza del bellissimo Ponte Romano, dove l’antica via Ostiense scavalca il fosso di Vallerano: un pezzo di storia indegnamente abbandonato in mezzo alla spazzatura. Proseguiamo pedalando nel verde sul lato sinistro seguendo l’ansa del fiume che fa un curvone a 90 gradi circa: alla nostra sinistra i resti dell’ippodromo di Tor di Valle, a destra il ponte Morandi, l’autostrada e il fiume.

Qui finisce il percorso cittadino e la ciclabile battuta, ma da questo punto in poi la ciclabile è quasi tutta segnalata grazie al lavoro incredibile fatto da volontari che negli anni si sono presi cura di risistemare il fondo, sfalciare le erbacce e segnalare accuratamente ogni svolta (Santi subito! Alla fine del percorso li amerete come noi). Quindi potete seguire il percorso anche senza traccia Gpx (anche se noi vi consigliamo di portarvene una, o comunque di seguire quella che vi lasceremo qui) e non dovrete preoccuparvi troppo per esempio se vi si dovesse scaricare il cellulare lungo il percorso.

Seguendo le fondamentali indicazioni dei volontari, saliamo sul marciapiede dell’autostrada Roma-Fiumicino per attraversare il fiume e riscendiamo dal lato destro dove inizia il lungo tratto country in cui il fondo è decisamente poco adatto a biciclette pieghevoli, bici da corsa e in generale a copertoni lisci e sottili o molto usurati. In questo lungo tratto che è bello e selvaggio, può capitare di forare, è capitato a molti (per fortuna non a noi che con le Brompton non siamo così esperte meccaniche) per cui per affrontarlo abbiamo due consigli: o copertoni a prova di bomba, o se non sapete cavarvela da soli e non avete tutto il materiale occorrente portatevi qualcuno nel gruppo che possa provvedere, perché è un tragitto di 7 km lontano da strade e irraggiungibile se non spingendo a piedi per chilometri.
Qui ci si dimentica proprio di stare in città e il panorama a tratti è molto bello, sono rari i momenti in cui l’incuria o qualche rifiuto qua e là ci ricorda di essere a Roma e non nel Nord Europa. In questa stagione però ci potrebbe essere l’inconveniente moscerini: sciami molto aggressive che si infilano ovunque: per una volta siamo state davvero felici di avere con noi occhiali e mascherine.

A Ponte Galeria il sentiero per superare il piccolo affluente Galeria si allunga fino alla Portuense per poi riavvicinarsi al Tevere, poi altri 5 km di ciclabile campagnola, dove volendo si possono trovare spazi per fare una pausa picnic lungo il fiume se si è stanchi, fino ad arrivare al bivio per la stazione di Parco Leonardo (di cui parleremo dopo), dove c’è una bella zona sosta con panchina e cartello esplicativo degli adorabili volontari (siamo circa al 25mo km da Ponte Marconi).

Poco dopo parte la ciclabile ufficiale del Comune di Fiumicino: una bellissima ciclabile in asfalto, ampia e comoda da pedalare, che attraversa una altrettanto piacevole vegetazione con pioppi bianchi e canneti e a sorpresa, dopo aver attraversato lunghi tratti di campagna e ruderi (tra cui una bellissima cisterna del Cinquecento), spiccano le mura restaurate del Castello di Porto con un caratteristico borgo medievale fortificato.

La ciclabile si immette quindi sulla Portuense (a fianco del marciapiede di sinistra che è molto ampio e non toglie spazio ai pedoni): siamo già a Fiumicino, e dopo poco finisce, con un cantiere ancora in corso all’altezza di via Coccia di Morto. Esiste però un progetto del Comune finanziato dalla Regione che dovrebbe collegare la Darsena con Parco Leonardo, quindi pensiamo che il cantiere sia un buon segno. L’ultimo tratto (di circa un chilometro) si può fare su strada solo se si è molto avvezzi al traffico automobilistico, altrimenti consigliamo di usare il marciapiede sul lato destro della Portuense che è abbastanza ampio, poco frequentato e munito di saliscendi.


Proseguendo si arriva alla rotatoria che porta alla Darsena e qui bisogna per forza avventurarsi nel traffico oppure attraversare come pedoni (se siete con bambini al seguito). Vi consigliamo di fare come noi: arrivare a guardare il mare fino al Faro rosso, farsi una foto ricordo e poi tornare indietro in uno dei ristorantini a mangiarsi una bella frittura di pesce con vinello. Qui la nostra app di tracking (noi abbiamo scelto Komoot ma ce ne sono molte altre) segna circa 35 chilometri da Ponte Marconi, per cui ci siamo assolutamente meritati una bella pausa pranzo.

Una volta rifocillate, siamo ripartite per la stessa ciclabile indietro per altri 10 chilometri, fino alla stazione di Parco Leonardo. Per arrivare alla stazione dalla ciclabile bisogna però attraversare la Portuense in un tratto piuttosto brutto, dove le macchine e i camion corrono, e poi girare su una strada trafficata e ancora su una secondaria (per circa 700 metri) fino alla stazione (il progetto del Comune di Fiumicino dovrebbe prevedere anche questo collegamento indispensabile). Quindi fate attenzione e se siete con bambini comportatevi come pedoni: attraversate solo sulle strisce, scendendo e assicurandovi che non arrivino macchine.
Alla stazione purtroppo l’ascensore non funzionava quindi ci siamo dovute camallare le bici per tre piani a salire e altrettanti a scendere per attraversare i binari col soprapassaggio visto che il binario per Roma è dalla parte opposta. Per fortuna avevamo le Brompton! Forse si può evitare il tutto continuando sulla strada, ma temo che il percorso sia poco sicuro, quindi provatelo solo se vi sentite capaci di affrontare il traffico in velocità. Dopo 10 minuti, è arrivato il trenino e in circa 40 minuti eravamo alla stazione Tuscolana e quindi a casa, molto felici della nostra piacevolissima scampagnata e soddisfatte di aver dimostrato che si può fare anche con ruote piccole e senza un allenamento da ciclisti sportivi.

Una raccomandazione sull’attrezzatura:

  • Borraccia: serve sicuramente perché si trovano pochissime fontanelle lungo il percorso e a maggior ragione se pensate di fermarvi prima di Fiumicino.
  • Camere d’aria: di questo abbiamo già parlato, ovviamente serve portarle solo se siete in grado di ripararle o avete tra gli amici e le amiche qualcuno che lo sappia fare (consigliatissimo!)
  • Occhiali e mascherina: barriera perfetta anti-moscerini!
  • Telefono e tracker per seguire la traccia (ma come ho detto non necessario, ci sono i cartelli abbastanza ben collegati: solo una volta abbiamo avuto un dubbio e stavamo sbagliando strada, ma comunque ce ne saremmo accorte poco dopo).

Di seguito qualche link utile:

30-10-2020 | © Riproduzione riservata

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