Corsie ciclabili d’emergenza, i veri numeri

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Giorni fa, la giunta Comunale ha annunciato la creazione di corsie ciclabili d’emergenza, promettendo 150 km di nuovi percorsi in città, perché le nuove regole imposte dall’emergenza Coronavirus al trasporto pubblico rischiano di ridurre pesantemente il numero degli utenti e di aumentare invece la circolazione del traffico.

Si tratta di una misura importante, sollecitata con forza anche dalle associazioni di ciclisti e dagli ambientalisti  Ma è probabile che le corsie di emergenza nei prossimi mesi non vadano oltre i 30 o 40 km, per questioni di fondi, burocrazia e velocità dei lavori, secondo quanto riferito da alcune fonti a conoscenza della situazione.
E molto, sui successivi lavori, dipenderà da quale sarà la risposta del pubblico, cioè da quante bici saranno realmente in strada. “Forse riusciremo a fare altri 30 o 40 km entro l’anno, oltre ai primi”, ammette una delle fonti. “Il Comune è determinato, ma dipende anche da come saranno usate le corsie”.

Oggi il Comune conta su circa 270 km di piste ciclabili “ufficiali”, considerando quelle su strada e quelle sul verde. Secondo il sito piste-ciclabili.com, le ciclopedonali, le ciclabili e i sentieri coprirebbero in tutto oltre 600 km su circa 5.500 km di strade romana. Per l’associazione Salvaiciclisti, però, quella cifra è un bluff, perché la maggior parte dei percorsi, comunque realizzati in grandissima parte prima del 2014, non hanno indicazioni né infrastrutture.

Foto (2011) di Fabrizio Spano, diffusa su Flickr.com con licenza creative commons

Un primo appalto per la segnaletica necessaria alle nuove corsie, per circa 270.000 euro, è stato già assegnato. Un altro, di circa 240.000 euro, dovrebbe essere in pista di lancio. Le corsie d’emergenza non saranno delimitate da fioriere o “armadilli” (un tipo di cordoli di plastica), come è già stato fatto in alcune città britanniche e di altri paesi, per mancanza di materiale. Ma anche perché secondo alcuni tecnici che potrebbero essere pericolosi per i ciclisti. Si tratterà dunque di percorsi delimitati soltanto da strisce di vernice. Con la speranza che auto e moto rispettino poi le corsie, e i ciclisti.

I tecnici del Comune, intanto, stanno facendo i necessari sopralluoghi. La realizzazione delle prime corsie potrebbe prendere un paio di settimane, secondo una fonte. Le prime tre previste dal Campidoglio sono il cosiddetto Corridoio Tuscolano, 4,2 km (Tuscolana da P.zza Cinecittà – Acq. Felice – dir. Staz Tuscolana – Tuscolana – piazza Asti – via Matera – Lg Brindisi); il percorso Piazza Cina-Torrino-Eur, 3,8 km (Piazza Cina – G. Muraglia. – Fiume Bianco – Oceano Indiano – Egeo); e il Corridoio Gregorio VII, di 5 km (Giureconsulti – GB la Salle – Gregorio VII – Porta Cavalleggeri). 

Poi c’è un secondo stralcio, per altre tre corsie (Nomentana, Tor Pagnotta-Laurentina, Pio IX-Colli Portuensi): un totale di quasi 21 km e una spesa di circa 241.000 euro. Ma in questo caso, non ci sono ancora date previste.

Per coprire i 150 km annunciati ci vorrebbero dunque circa 2 milioni di euro, quasi 13.000 euro a km. Soldi che verrebbero da variazioni di bilancio, che però vanno ovviamente programmate e decise. E poi vanno realizzati i progetti.

Per fine anno, comunque, dovrebbero arrivare a compimento intanto almeno tre nuove piste “regolari”, delle cinque finanziate con i fondi europei: quella sul Lungotevere da via Rubattino a Ponte Sublicio, quella da via Lepanto a Ponte Matteotti e quella da piazzale Ostiense a via dei Cerchi, lungo viale Aventino. Ma in totale si tratta di circa 2 km.

Per altre due piste dello stesso pacchetto, da Termini al Verano e dal Verano alla Stazione Tiburtina, sono state chieste invece varianti, e i tempi si allungheranno. Mentre per altre infrastrutture, come il Grab, cioè il Grande Raccordo Anulare delle Bici, non se ne parlerà prima delle fine del 2022 (secondo i piani di marcia del Comune).

Monopattini elettrici a Parigi. Foto di Philip Denotto diffusa su Flickr.com con licenza creative commons

 

Invece “presto ma non subito, forse tra un mese”, dice una fonte, arriveranno i famosi monopattini a noleggio, che dovrebbero contribuire alla mobilità alternativa del Comune. Il numero massimo è previsto è di 16.000, ma nel frattempo le aziende interessate possono proporre di metterne su strada dai 750 ai 1.000 ciascuna.
I tecnici temono possibili incidenti nell’uso dei nuovi veicoli elettrici su strada, e avrebbero voluto vietare alcune strade alla circolazione, ma la sperimentazione parte in corsa, vista l’emergenza.

[La foto del titolo è di Annegret Hilse/Reuters]

 

05-05-2020 | © Riproduzione riservata

3 Comments

  1. Complimenti bel articolo preciso e pieno di dati come piacciono a me.
    Come al solito si sbandierano cose che sono solo intenti e poi la scarsa capacità organizzativa e progettuale della città di roma rende tutto poco utile o di scarso impatto.
    Speriamo non si perda questa occasione per un vero grande cambiamento in questa città .
    Mi sembra che La gente o i cittadini come amano chiamarci, siano pronti a cambiare stile di vita.
    Fabrizio

    • Purtroppo questa situazione è la conseguenza di anni di scarsa attenzione al tema della mobilità alternativa (ma anche a moltissime altre cose) e di una disorganizzazione quasi endemica. Questa giunta sarà probabilmente ricordata per i molti annunci senza effetto e per la tendenza a scaricare su altri le responsabilità, ma non sarà la sola. Secondo me, hanno soprattutto mancato un’occasione, quella di suscitare una partecipazione attiva delle persone a un cambiamento necessario. Speriamo, come dici, che non si sprechi questa occasione (che però ci saremmo risparmiati)

      • Grazie per le informazioni la chiarezza e la pacatezza . Il 90% dei commenti sull’argomento sono spesso sfoghi privi di logica di corretta informazione nonché di parte . Uso la bici per tutta la capitale e vedo spesso cose molto diverse da quelle spesso descritte .

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