Fiumicino: niente buoni, spesa arriva a casa

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Anche Il Comune di Fiumicino ha attivato il servizio di fornitura di generi alimentari per le persone e le famiglie in difficoltà economiche a causa del Coronavirus, grazie allo stanziamento di fondi previsto dal Governo e dalla Regione Lazio. La strada intrapresa nella cittadina costiera è però diversa da quella attuata a Roma o in altre città.

Il decreto del Governo prevede infatti due modalità a disposizione dei comuni per gestire i fondi: si possono erogare buoni spesa (come deciso ad esempio dalla sindaca Raggi), oppure il Comune può provvedere direttamente all’acquisto degli alimenti e dei beni necessari per distribuirli a chi ne ha diritto.

“In questa fase iniziale abbiamo scelto questa seconda modalità – ha detto il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino – perché è più rapida e ci permette un risparmio, rivolgendoci – seguendo la logica della filiera corta – direttamente ai produttori, ovviamente del territorio, e ai grossisti. In questo modo, saremo in grado di rispondere alle esigenze di un numero maggiore di cittadini e per più tempo possibile”. 

A ogni famiglia che ne farà richiesta sarà recapitata inizialmente una fornitura di base, messa insieme secondo le indicazioni di una nutrizionista, per soddisfare il fabbisogno delle persone. Sulla base delle notizie che verranno poi fornite dalle stesse famiglie, saranno inseriti prodotti particolari per intolleranze, allergie o altre esigenze. Poi, man mano che si consumeranno i singoli alimenti, le scorte verranno integrate.

Per lo stoccaggio delle merci è stato allestito un centro a Maccarese, non aperto al pubblico. Le forniture saranno poi recapitate direttamente a casa di ciascun richiedente dagli operatori del comune e dai volontari di Croce Rossa, Misericordia, Caritas e Comunità di Sant’Egidio. 

 

Le persone a cui il servizio si rivolge non sono solo quelle già assistite dai servizi sociali, bensì chi si è ritrovato in uno stato di bisogno nelle ultime settimane, dopo lo sviluppo della pandemia. Il Comune di Fiumicino non ha comunque escluso, dopo una prima fase di rodaggio che avrà la funzione di test, che le misure possano poi essere integrate con un ulteriore sostegno alle famiglie, tipo buono spesa, che riguardi sempre beni di prima necessità.

Come si presenta la domanda? Chi ne avesse bisogno può telefonare ai numeri 0665210690-640-605 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, oppure al numero 3939741554 dalle 17.30 alle 20.30 e il sabato e la domenica. Si può anche scrivere una e-mail a segretariato.sociale@comune.fiumicino.rm.it

Un operatore dell’amministrazione comunale prenderà in carico la richiesta ed effettuerà un colloquio telefonico, per verificare che chi ha effettuato la domanda rientri tra quanti possono usufruire dell’assistenza, in base ai criteri stabiliti dal governo e dalla Regione. Durante il colloquio si potrà specificare di cosa si ha bisogno (ad esempio se si hanno allergie o intolleranze, se ci sono bambini e/o persone anziane con esigenze particolari, se c’è un animale domestico). L’operatore compilerà la scheda personale e la trasmetterà al centro di Maccarese, dove altro personale provvederà a confezionare la spesa. I prodotti saranno poi consegnati a domicilio.

Dopo il colloquio telefonico sarà necessario compilare un’autocertificazione sullo stato di emergenza in cui ci si trova a causa del Covid-19 e rimandarla all’indirizzo email indicato, allegando la copia del documento di identità di chi firma il modulo. Il modulo è disponibile sul sito del Comune di Fiumicino www.comune.fiumicino.rm.it 

Foto di Kostandin Minga diffusa su Flickr.com con licenza creative commons

Chi non dovesse avere a disposizione una stampante e uno scanner per inviare l’autocertificazione compilata, potrà utilizzare i moduli in bianco che saranno in dotazione agli operatori che porteranno la spesa a casa.

La fornitura base conterrà alimenti e beni, come detto precedentemente scelti anche in base alle indicazioni di una nutrizionista, in modo che non si possano verificare carenze di alcun tipo. Ad esempio ci saranno: pasta, riso, olio, zucchero, biscotti, caffè, tonno in scatola, marmellate, frutta e verdura di stagione, carne, pesce, legumi in scatola, conserva di pomodoro, latte, ecc. Sono disponibili anche prodotti per la pulizia della casa e l’igiene personale, oltre alla carta igienica. 

Sarà possibile chiedere anche il cosiddetto “Pacco bambino” con omogeneizzati, pannolini, pastina e biscotti adatti ai piccoli. Inoltre, chi avesse un animale domestico, riceverà anche il cibo per cani o gatti. Infine sarà possibile richiedere medicinali e altri presidi medici. 

Una volta consegnata la prima “fornitura base”, man mano che termineranno i singoli alimenti, basterà segnalarlo al comune per fare integrare ciò che manca.

Per ulteriori informazioni, consultate questa pagina web

[La foto del titolo è di Riccardo Romano ed è stata diffusa su Flickr.com con licenza creative commons]

 

05-04-2020 | © Riproduzione riservata

2 Comments

  1. Decisione che tiene conto di pochi aspetti. Non solo le famiglie che fanno richiesta di sostegno si trovano già in una decisione disagiata, adesso inoltre non possono neanche scegliere loro il tipo di prodotti che vogliono mangiare, ma ancora più grave in questo modo tutti sapranno chi sono i poveri e chi sono i ricchi. Abbastanza umiliante!

    • Ma vergognatevi . State umiliando la gente. Ma non è più semplice dare i soldi alla gente e ci pensano loro che tipo di alimentari prendere??????
      Ora dobbiamo specificare addirittura via telefono o via mail, che tipo di alimentari ci servono.

      Vergogna Vergogna Vergogna !!!!!!!!!!!!!!!!! Fate SCHIFO.

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