Noi giornalisti contro il coronavirus

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Allora, parto da una considerazione: in questa fase il ruolo dei giornalisti è essenziale. Dare le notizie correttamente, evitare di dare spazio a indiscrezioni dannose. Informare i cittadini per evitare che si scateni il panico.

Per me, che lavoro all’ufficio stampa del consiglio regionale del Lazio, la mole di lavoro si è ridotta di molto. Non si riunisce l’assemblea, non sono convocate le commissioni. Mi limito, con i miei colleghi, a fare la rassegna stampa da casa e a pubblicare qualche nota istituzionale. Tutto da casa, con il cosiddetto lavoro agile. Siamo a disposizione per il tempo stabilito dal contratto di lavoro, ma niente di più.
E allora, come personale iniziativa che non impegna nessuno se non me stesso – lo preciso a scanso di polemiche – voglio provare a dare il mio piccolo contributo all’informazione dei cittadini, utilizzando i miei strumenti social personali, da Facebook a Instagram, per diffondere le notizie che arrivano dalla Regione.

Direte, ma a che serve se sono già sui siti?
Io credo che un ufficio stampa in questi giorni non possa limitarsi all’ordinario aspettando che le notizie si diffondano spontaneamente, ma che vada organizzata una vera e propria squadra social, che monitori quello che succede, provi a correggere false informazioni. E gli account ufficiali non bastano.

Foto di Esther Vargas diffusa su Flickr.com con licenza creative commons

Due piccoli esempi. Il primo, c’è carenza di sangue e si è diffuso nei giorni scorsi un messaggio virale che diceva: “Manca sangue allo Spallanzani, andate a donare”. Ora, la banca del sangue non è organizzata ospedale per ospedale, non bisogna proprio andare allo Spallanzani per donare. Eppure questo è il messaggio che è passato. Dire, garbatamente, non è così questi sono i numeri da chiamare, è un’attività utile e, secondo me, necessaria.

Il secondo, riguarda l’orario dei negozi. In molti gruppi si è sparsa la notizia della chiusura per un misterioso decreto nazionale di tutti gli esercizi la domenica. Non è così, c’è un’ordinanza della Regione che limita gli orari e impone la mezza giornata tutte le domeniche (si tratta di limiti massimi, ovviamente, poi ciascun esercizio può decidere aperture più limitate nei limiti consentiti dalla legge). Il risultato di questi annunci fake è che ieri la fila ai supermercati si era moltiplicata.
So che servirà a poco, ma il mare è fatto di tante gocce.
E ho bisogno di sentirmi un po’ più utile.
Per cui da oggi, in orario di lavoro utilizzerò gli strumenti social personali per cercare di dare informazioni corrette e ufficiali e contrastare le fake news.
Va fatto non solo sui propri profili, ma nei gruppi, nelle chat collettive. Tutti luoghi dove gli strumenti classici faticano ad arrivare.

Buona giornata e state a casa (a casa vostra non di amici e parenti).

[La foto del titolo è Esther Vargas ed è stata diffusa su Flickr.com con licenza creative commons]

19-03-2020 | © Riproduzione riservata

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