Ora più vicini, con la radio accesa

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Qui parla Londra era l’incipit dei comunicati alla Resistenza che giungevano da Radio Londra sui territori occupati durante la Seconda Guerra Mondiale. In questi giorni stiamo vivendo situazioni surreali per alcuni aspetti riconducibili a quando c’era la guerra, con strade vuote, negozi chiusi, file ai negozi d’alimentari.
All’epoca fra i contatti con l’esterno che non fossero i vicini di casa, parenti o i negozianti in attività c’era proprio la radio da cui apprendere poche ma essenziali notizie. Oggi con l’Italia e il mondo in stato d’emergenza, la radio con la sua immediatezza ha ancora la capacità di affermarsi come uno dei migliori strumenti di comunicazione, pur affrontando diverse difficoltà.

Al tempo del coronavirus, il mezzo radiofonico si sta riproponendo in veste casalinga; è di queste ore la notizia che molti conduttori si stanno organizzando per continuare a trasmettere da casa per evitare spostamenti di ora in ora sempre più difficoltosi, come Linus di Radio Deejay che scrive in un post : “I ragazzi della radio sono venuti ad attrezzare il mio sottoscala/palestra/studio/sala giochi, se via Massena diventasse off limits potremo fare il programma da lì”.

Rosaria Renna di Radio Monte Carlo lo fa già dalla sua casa romana: sono una privilegiata: ho una postazione piccola ma fornita di tutto l’occorrente per poter trasmettere in diretta a casa mia a Roma. Ho il regista a Milano in diretta e l’autrice che lavora per me da casa sua. È tutto uno scambiarsi di email e whatsapp, ma per tenere compagnia agli ascoltatori questo e altro! Sono giornate importanti per chi fa il nostro lavoro, è bellissimo poter essere utili davvero”.

Foto di Fabrizio Vanelli diffusa su Flickr.com con licenza creative commons

Scrive Davide Camera fondatore dell’emittente casalinga Radio7: “Io resto a casa, anzi trasmetto da casa, ora con l’emergenza coronavirus, anche le radio principali comprese quelle che aborrivano l’home studio ma non le esterne dai locali da ballo, improvvisamente scoprono questa possibilità di andare in onda come la panacea di tutti i mali. E – azzardiamo – magari penseranno più spesso di utilizzarla anche quando tutta l’emergenza sarà finita”.

A fronte di diverse trasmissioni sospese, la tecnologia sta vendendo incontro  a chi, temerario del FM, non ci sta a far mancare la propria presenza ai radioascoltatori. Molti conduttori in queste ore stanno utilizzando le dirette social per saggiare l’umore dell’opinione pubblica come Alvise Salerno di Radio Panda a Milano costretto a casa da forza maggiore: “quel che posso dire è che la gente sta iniziando ad abituarsi alle nostre dirette giornaliere, sente la nostra vicinanza esattamente come la sente in radio e risponde anche bene in termini numerici e di engagement. Al netto di questo, credo ci sia la necessità di restare in contatto ma con degli argomenti concreti, non solo parlando a ruota, quindi dando dei contenuti che possano essere interessanti a livello artistico/musicale. Vedo anche un certo atteggiamento remissivo nei confronti di questa “nuova” soluzione da buona parte dei radiofonici e non credo possa essere il giusto approccio. Facciamo comunicazione, abbiamo scelto di tenere compagnia alla gente e poco importa, in uno stato del genere, se si usa la radio o i mezzi rimasti a nostra disposizione”.

Restiamo a casa e non dimentichiamoci di accendere la radio.

[La foto del titolo è di Irudayam ed è stata diffusa su Flickr.com con licenza creative commons]

12-03-2020 | © Riproduzione riservata

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