Una buona azione di Natale per Monte Ciocci

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Walter Benjamin scriveva che, forse, il coraggio per protestare e lo spirito di sacrificio si nutrono meglio con l’immagine degli antenati in catene che non con quella dei propri figli liberati. Oggi,  anche assistere allo stato di degrado e abbandono in cui versano alcune aree giochi dove si vorrebbe lasciar correre i propri bambini, però, può portare a livelli di esasperazione laceranti.
Tanto più se – come nel caso di Monte Ciocci a Roma – lo spettacolo di scivoli, altalene e panchine divelte, a sua volta, è lasciato colpevolmente degenerare all’interno di un parco già trascurato e poco valorizzato.
Tutta l’area verde che domina Valle Aurelia, del resto, è da sempre sospesa tra alcuni scorci panoramici mozzafiato e mille contraddizioni deprimenti.  Solo nello spazio di pochi passi infatti, qui, si può alternare la vista di San Pietro a quella della Valle dell’Inferno, le insegne giganti del nuovo centro commerciale L’Aura e i recinti di una vecchia fattoria con pecore e tacchini, spazi con decine di cani portati a guinzaglio e altri con piccole volpi ormai semi-selvatiche che scorrazzano ancora liberamente.
Purtroppo le tante sfaccettature e le diversità che contraddistinguono il parco si riflettono anche nelle molte incertezze e fortune alterne del modo in cui – negli anni – è stato gestito dall’amministrazione.

L’estensione di Monte Ciocci è talmente ampia che arriva a toccare tre diversi Municipi. Questo e una lunga serie di conflitti e amnesie sulle varie competenze tra gli enti  e i dipartimenti a cui doveva spettare la manutenzione delle varie aree ha creato sicuramente ritardi e disagi. Dopo essere scampata anche a speculazioni edilizie, incendi e alluvioni, ora tutta l’area giochi sembra essere arrivata ad un punto di non ritorno, anche per quello che riguarda la sicurezza delle persone e non soltanto il loro semplice diritto al verde. 

Grazie alla mobilitazione del Comitato Monte Ciocci genitori, insegnanti e semplici frequentatori del Parco si sono riuniti lo scorso 30 novembre, decidendo poi di lanciare un appello a tutto il quartiere per una giornata di pulizia straordinaria di tutta l’area per la mattina di sabato 14 dicembre – appuntamento alle 10 al parco giochi accanto all’Istituto Agrario Domizia Lucilla –  e chiedendo al XIV Municipio anche l’apertura di una vertenza per la ristrutturazione del Casotto al suo interno. 

Per la portavoce del Comitato, Orchidea De Santis, “il parco soffre nella sua totalità di poca attenzione da parte delle amministrazioni, ma anche della poca sensibilità da parte della cittadinanza. E’ difficile descrivere il degrado di tutta l’area giochi; ormai il casotto e molte attrezzature per i bambini, dopo che sono state bruciate e prese a martellate, si sono ridotte a cumuli di macerie. Ultimamente c’è stato uno sfalcio, ma per tutta l’estate l’erba è stata persino più alta dei genitori”. 

Il comitato ha più volte cercato di denunciare lo stato di abbandono e pericolosità innanzitutto all’amministrazione, ma per De Santis “è fondamentale però per un rapido recupero del tutto anche la collaborazione dei cittadini, magari pensando ad uno spazio autogestito. Si potrebbe prendere a modello il lavoro di due realtà già sviluppatesi proprio all’interno del parco come quella dell’area cani e gli Orti urbani; due gioielli. Due aree già in partenza recintate e circoscritte, gestite da due associazioni che si sono appositamente formate proprio per prendersi cura di questi due spazi proprio per evitare che il degrado prendesse il sopravvento”. 

Grazie all’intervento della Commissione Trasparenza del XIV municipio, presieduta da Julian Colabello, si è chiarito almeno che tutto il parco, così come l’area giochi in questione, è di diretta pertinenza del dipartimento Ambiente del Comune. Colabello appoggia l’iniziativa di sabato e si augura che la mobilitazione dei cittadini possa contribuire a rendere operativa la proposta di mettere a bando la gestione del casotto, avanzata oltre un anno e mezzo fa dal precedente assessore all’ambiente Valeria Pulieri. 

Per Colabello “quella dell’affidamento della gestione con un bando pubblico è una strada collaudata per garantire una manutenzione veloce dell’area, a cui la cittadinanza tiene molto, come dimostrano gli interventi di recupero artistico realizzati in passato dal Collettivo Nemo. Non bisogna però cadere nell’equivoco che questa sia la sola via possibile. Sia perché il regolamento del comune di Roma prevede un’assicurazione, e quindi un costo per i cittadini volontari che vogliano intervenire, sia perché il bilancio di Roma Capitale è talmente cospicuo che può finanziare anche risanamenti diretti nel settore. Semmai è stato lo smantellamento del Servizio Giardini, con la divisione del lavoro tra le tante cooperative, che ha creato lacune e una gestione poco unitaria”.

L’esperienza degli interventi di pulizia volontaria con scioperi alla rovescia è particolarmente frequente in un Municipio verde e con molti parchi come il XIV. A Primavalle la Lista di lotta – Precari e disoccupati di Roma Nord Ovest ha più volte eseguito interventi di recupero in aree verdi e disagiate, più con l’idea di creare l’avvio di forme alternative di reddito che non quella di combattere solo il degrado. Il silenzio e la mancata collaborazione del Municipio però hanno contribuito a rallentare la frequenza di queste iniziative.

[La foto del titolo è di Roberto Bertolini. Le altre sono del Comitato Monte Ciocci]

12-12-2019 | © Riproduzione riservata

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