La parata dei potatori

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Se Atene piange, Sparta non ride, dicevano i Greci.
Oggi Roma piange sull’assunzione di giardinieri fatta in fretta e furia, senza bando, pescando dalle liste dei Centri per l’Impiego. Per poi scoprire, a contratto firmato, che, dei neoassunti, uno su tre ha un’invalidità dal 50 al 60%, e quindi non può arrampicarsi sui fusti pericolanti, salire sulle gru con la motosega per tagliare i rami secchi, ed utilizzare gran parte delle attrezzature proprie della professione. Attività di ordinaria amministrazione per ogni operaio del Servizio Giardini. Ergo, giardinieri che faranno gli uscieri.
Intanto, però nel Municipio con vocazione secessionista, il X, quello più verde di tutti, arrivano nuovi mezzi per il Servizio Giardini.

Con orgoglio viene lanciata una campagna di informazione in merito, capillare e pervasiva. Nell’era della comunicazione ad ogni costo e dell’iperconnessione, l’Amministrazione municipale invita i cittadini ad una sfilata dei mezzi, il 30 ottobre.
Chiude al traffico alcune strade, e si autocelebra beandosi della passerella di camion, piattaforme elevabili, furgoni, sui quali invece dovrebbe mettere di corsa i giardinieri specializzati e mandarli a bonificare le intricate selve, i parchi che hanno sconfinato sulle strade, i giardini divenuti pascoli di cinghiali.

Roma piange, ma i cittadini di Ostia certo non ridono.
Ma, per Ercole, in ogni amministrazione, nazionale o locale, che si rispetti, si fanno sfilare i mezzi, per lo più militari (ma quella contro le piante che fagocitano strade non è forse una guerra?), per far vedere le “proprie dotazioni”. Un po’ come il maschietto adolescente che mostra i suoi attributi agli amici, senza avere ancora ben chiaro cosa farci.

Nell’ubriacatura e nell’autoesaltazione della sfilata, per la quale alcune arterie viarie di Ostia sono state paralizzate, i rappresentanti dell’amministrazione pentastellata hanno battezzato i nuovi acquisti col roboante nome, che da queste parti fa sempre effetto, di “Macchine della Legalità”.
I cittadini del Municipio, costernati, fermi ai bordi delle strade, o presi dalla recitazione del rosario all’interno delle loro auto, hanno un che di drammaticamente comune con la faccia dell’amico dell’adolescente imberbe che nei bagni della scuola mostra la propria dotazione. 

Un momento della sfilata dei nuovi mezzi del Servizio Giardini davanti alla sede del X Municipio, a Ostia- L’immagine è tratta da un servizio tv dell’emittente Canale 10

Comunque, si auspica che già il giorno dopo la parata lidense di mezzi per la potatura, sulle “macchine della legalità” i giardinieri ci siano davvero saliti. Infatti, sulla zelante operatività del personale tecnico  addetto al Verde di Ostia, già diversi anni fa, imperversavano leggende, che raccontavano addirittura di un presidente di municipio fermo all’alba davanti le postazioni di timbratura del Servizio Giardini, per sperimentare “ipse praesens” se ogni tanto si sentisse almeno un bip.

In ogni caso, i cittadini del Municipio X, ripartono per strade invase dalla vegetazione, cercando di leggere segnali stradali fagocitati dai pioppi e tentando di schivare pini pericolanti, sotto i quali il passaggio è ogni giorno di più una scommessa.  

I romani, come e più di molti altri cittadini di grandi città italiane, sperimentano l’impressionante gap tra il dire ed il fare della politica locale. Tra apparenza e sostanza, tra comunicazione ed azione. Ed in questo divario tra narrazione della realtà ed effettiva realtà, testano quotidianamente una città ogni giorno più difficile da vivere.

Nell’euforia della propaganda isterica ormai gli amministratori della Capitale, in mancanza di risposte sufficienti al degrado di Roma, si impegnano a vendere immagine senza dare sostanza. Nell’assurda illusione che i cittadini, distratti dalle parate dei potatori, non si accorgano che qui non pota nessuno. Una volta c’erano gli statisti, oggi ci sono i piazzisti.  

Eppure i romani hanno un dono ce l’hanno: la più ricca di verde di tutte le altre metropoli europee. Pur duramente colpita dalla frenetica ed incontrollata urbanizzazione degli ultimi cinquant’anni. Un cuore verde dedicato a passeggiate, pedalate e corse di bambini, che ha eroicamente tenuto testa a colate di cemento in ogni dove. Sarebbe ottima cosa farci pace, con questo verde.
Dio non voglia che esista davvero la legge del contrappasso dantesca. E che, una volta guadagnato il Paradiso, mentre tutti corrono per le valli dell’Eden con corone di fiori, tra cori angelici, il Padreterno ci metta a fare i giardinieri.

 

[La foto del titolo è di Elisabetta Stringhi ed è stata pubblicata su Flickr.com con licenza creative commons]

05-11-2019 | © Riproduzione riservata

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