Quei romani che mangiano col Gas

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Conosco diverse persone che a Roma hanno fatto parte di un Gruppo di Acquisto Solidale o fanno ancora la spesa così, ritirando più o meno una volta alla settimana la loro cassetta di verdure e frutta, e certe volte anche carne, uova, formaggi freschi, marmellate e miele, comprate direttamente dai contadini e allevatori, Senza passare per intermediari, negozi o supermercati, col risultato forse non sempre di pagare meno ma sicuramente di comprare prodotti di qualità.

Diciamolo subito: quello dei Gas è un fenomeno di nicchia, se confrontato al volume di acquisti che passa per i supermarket o i mercati rionali. Ma se cominciamo a sommare i Gas ai farmer market (i mercati gestiti direttamente dai produttori agricoli e alimentari, come quelli organizzati da Coldiretti) al giro delle aziende – composte spesso da giovani –  che consegnano direttamente a casa prodotti di stagione, e alle botteghe equo-solidali, la questione comincia a  farsi interessante.

Frutta! Foto di Matteo Leoni. Da Flickr

I Gas oggi in Italia (soprattutto nel nord, meno nel centro, poco al Sud) sono più di 1.000, con circa 50.000 famiglie coinvolte e un giro d’affari da 100 milioni di euro l’anno, secondo dati della Res, Rete di Economia Solidale.
A Roma, I Gas che abbiamo censito (vedi scheda sotto), prendendo direttamente contatto coi responsabili, sono una trentina, anche se probabilmente non li abbiamo contati tutti ed esistono anche gruppi informali, chiusi. Altri si sono sciolti oppure fusi. Molti sono nati più di 10 anni fa, da esperienze diverse: centri sociali, associazioni ambientaliste, sezioni del Pd, comitati di quartiere, militanti grillini. Ma c’è anche un Gas nato in una parrocchia.

Non si tratta di semplici organizzatori di consumatori. I gasisti si ritengono consumatori critici, coscienti, che sostengono, accanto al valore del cibo prodotto senza inquinanti e senza sfruttare i lavoratori, l’importanza della partecipazione e della solidarietà. Spesso conoscono di persona almeno una parte dei produttori da cui si servono. Oltre a scegliere i prodotti (di solito online o attraverso una mailing list) e a ritirarli, di solito una volta a settimana, partecipano a riunioni e alla vita associativa del Gas.
Di seguito ho raccolto le testimonianze di alcuni amici e conoscenti che fanno parte di gruppi di acquisto solidale o ne sono usciti, per ragioni diversi. Qualcuno è contento, qualcun altro è critico. I loro racconti mi sembrano interessanti per chi vuole capire di più del mondo Gas.

Cominciamo da Sheena, una gasista dell’Appio Latino. “Prendiamo i prodotti da una cooperativa agricola che si trova sulla Laurentina e che fa agricoltura biologica. Fanno anche il formaggio. Si chiama ARIA. Organizzano uno o due volte all’anno anche giornate per visitare il posto e assaggiare i prodotti, ma ancora non sono riuscita ad andare.  Abbiamo anche contatti per prendere arance, limoni e mandarini dalla Sicilia, degli avocadi – buonissimi – e anche il tonno.  Ognuno di noi può prendere contatto e offrire al gruppo prodotti, di solito bio. Serve anche ad avere un prezzo più basso che come acquirente singolo”.

“Condividiamo i doveri (prendere i soldi, fare il bonifico, etc) anche se c’è una persona più coinvolta, che fa di più ed è in contatto con tutti. Io lo faccio perché i prodotti sono buoni e bio, a km 0, perché faccio la spesa senza andare in supermercato, perché aiuto i piccoli produttori, perché non costa tanto di più e anche perché c’è un senso di comunità, con la gente in zona”.

Una cassetta di agrumi. Foto di Gianna Elena. Da Flickr.Com

Alberto racconta invece la sua breve esperienza legata ad un Gas sul luogo di lavoro: “Aderii ad un Gas in ufficio in Telecom, dopo pochi ordini mi sfilaii… mi piacque però un certo talibanismo nella verdura (ossessivamente presentavano cavolo nero e porri, penso per fare peso…) e frutta di stagione”.

Guglielmo è da poco diventato membro di un gruppo: “Ho cominciato da qualche mese con il Gas di SCUP (Sport Cultura Popolare) che è un’occupazione autogestita a Via della Stazione Tuscolana. In generale mi trovo bene, anche se i miei acquisti da “single” hanno una ciclicità un po’ rarefatta… mezza cassetta di ortaggi mi dura due settimane”.

Sandra invece ha nostalgia del suo Gas, da cui è uscita per ragioni pratiche, dopo essere andata a vivere in un altro quartiere: “Ho fatto la spesa per parecchi anni tramite il Gas di San Lorenzo, Gaslò, quando abitavo lì. Anzi, potrei dire che l’ho visto nascere. L’idea è partita da una mia amica e abbiamo iniziato a coinvolgere produttori e persone del quartiere. Eravamo un po’ di persone che ogni tanto si ritrovavano a casa di qualcuno per organizzare il gruppo e fare altro, anche per provare a essere solidali in altri ambiti). Piano piano ci siamo evoluti fino ad arrivare a creare una piattaforma per fare l’ordine online: frutta, verdura, carne, cose puntuali o di stagione (pesce, arance della sicilia, ciliegie ecc.)”.
L’esperienza però è finita col cambio di quartiere: “Quando mi sono trasferita a San Giovanni ho provato a continuare con il Gaslò ma subito è stato un casino a livello organizzativo perché il punto di consegna era la bottega equosolidale di San Lorenzo, con orari scomodissimi venendo da San Giovanni”.
“Qui nel quartiere ho provato a fare un piccolo “gruppo di acquisto Gallia” per la carne con l’azienda Biobagnolese ma non ha funzionato. Eravamo troppo pochi e non avevamo un punto di consegna facile”.

Anche Paolo è un ex: “Sono stato in un Gas, il Testaccio Meticcio, per diverso tempo. Mi sono trovato bene… ho interrotto principalmente perché per i turni di lavoro non riuscivo ad essere fedele all’impegno di consegna della spesa”.
E oltre alla spesa? “Il gruppo di persone era interessante, organizzavano gite, visite, verifica degli agricoltori di riferimento, certificazioni “popolari”. Nel tempo hanno partecipato, ad adesione volontarie, ad un’economia mutuale attraverso il pre-finanziamento di agricoltori oppure produttori che trasformavano i prodotti. Si ordinava attraverso internet, e l’impegno personale era in genere quello di seguire un prodotto o un produttore per conto di tutto il gruppo, oppure essere responsabile della distribuzione una volta ogni due mesi. C’erano prodotti di ogni tipo…pure la carta, ma dipendeva dal numero delle persone che ordinava, perché sul alcuni prodotti ci deve essere un minimo di ordinanti”.
“A volte erano un po’ frikkettoni – conclude Paolo – sembrava quasi un reato entrare in un supermercato”.

Carote. Foto di Cristina Sanvito. Da Flickr.com

 Alessandra resta invece una gasista militante: “Il mio Gas si chiama San Basilico Torre, è un gas informale, abbiamo una mailing list interna ma non una pubblica. Ci siamo visti finora presso il Centro sociale La Torre, in via Bertero. Ora c’è un problema logistico e non so come procederemo in futuro”.
Il Gas, per Alessandra, è “l’unico modo in cui si dovrebbe fare la spesa”, anche se i gruppi di consumo critico “dovrebbero condividere esperienze con i produttori, non solo per conoscere il processo produttivo ma anche le difficoltà, per capire come sono costruiti i prezzi. L’unico parametro non è il prezzo o la qualità (bio, anche non certificato, se c’è relazione di fiducia e conoscenza col produttore) ma anche il metodo di coltivazione, la sottrazione di terreno all’industria agroalimentare, il voler costruire forme di economia alternativa, anche con esperienze di micro-credito con i produttori. Noi questo lo abbiamo fatto, ad esempio con la Fattoria il Papavero di Aprilia, con cui abbiamo un bellissimo rapporto di fiducia”.

Luca ha fatto parte con la compagna di un Gas all’Equilino, ma oggi dà un giudizio critico del fenomeno. “Il mio personalissimo e inutile pensiero sui gas: nell’immediato per dar da mangiare sano ai figli sono forse la cosa migliore, ma a me non piacciono perché sono elitari, e non potrebbero essere altrimenti, non solo per i costi ma proprio per come son strutturati non potranno che essere appannaggio sempre di una esigua minoranza. Anzi, proprio ‘grazie’ ai Gas quella, piccola, parte della popolazione più sensibile a determinati problemi trova una ‘apparente’ soluzione e si quieta”.
“Dico apparente perché risolve nell’immediato ma di fatto contribuisce a uccidere la piccola distribuzione. Il ‘nemico’ del mangiar sano è la grande distribuzione dei supermercati. Penso che soltanto aiutando i mercati rionali e dentro i mercati i produttori diretti, quindi a km zero, si può contrastare il cibo spazzatura. Perché i mercati rionali non sono elitari e soltanto con un target non elitario può sopravvivere il piccolo produttore”.

Flavia, invece, è la coordinatrice di un gas informale, che ha sede direttamente a casa sua, e traccia un bilancio positivo: “Il Gas Santi è un gruppo informale composto da circa 40 membri, attivo dal 2010, nato da genitori di una classe elementare della scuola Alfieri di Via Madonna del Riposo. Si è sviluppato negli anni assorbendo amici e referenti incontrati in altri Gas ormai perlopiù estinti sempre di zona, o attraverso il passaparola”.
“Il nostro è un sistema un po’ complesso ma molto efficiente”, spiega ancora Flavia. ”Funziona con una mailing list e per i più chiaccheroni con Whatsapp. Per la raccolta utilizziamo fogli Excel condivisi su Google Drive. Consegniamo in media ogni 15 giorni il mercoledì, tra settembre e giugno”.
“Lo scorso anno il nostro volume di acquisti ha superato i 20.000 euro. Saldiamo il più possibile tramite bonifico e per entrate e uscite utilizziamo un conto di Banca Etica, utilizzato solo per le funzioni del Gas, i cui movimenti sono sempre controllabili”.
Per il Gas i rapporti anche personali con i produttori sono fondamentali: “Per me tutti i produttori sono amici, di molti conosco lo stato di famiglia, i nomi dei figli… le questioni legate all’azienda ed alla produzione, ad esempio i mille problemi legati alla siccità dello scorso anno. Al nostro produttore di patate di Arquata del Ttronto abbiamo mandato 500 euro per comprarsi le catene perché dopo la nevicata del 17 gennaio scorso il suo mezzo non poteva circolare ed era in giro a spalare neve a mano da due giorni”.
“La produttrice di arance è una donna davvero in gamba, ogni anno combatte contro la mancanza di lavoro nella sua zona e lo scoramento per il marito che non riesce a lasciare il suo lavoro da bracciante stagionale o per i frequenti furti di prodotto che nottetempo la colpiscono”.

 

Peperoni rossi. Foto di Jimmy Baikovicious. Da Flickr.com

 

I GAS, uno per uno

(per eventuali segnalazioni o correzioni,  lasciare una nota nei commenti)

GASS Gruppo d’Acquisto Solidale e Selvaggio (Torpignattara)
Sito web: http://www.gasroma.org/gas/gass/
Email: gass@gasroma.org
È nato nel 2006 presso Villa Berta, dall’autunno del 2017 è ospitato presso lo Studio 54 di Via Serbelloni. Privilegia acquisti di prodotti biologici, a km zero, di piccoli produttori locali. Fa acquisti di frutta e verdura bio ogni settimana. Per altri prodotti dipende invece da stagionalità e richieste.

UnLit.Ro.diGAS ( Ostia, Infernetto, Fiumicino, Acilia e aree limitrofe)
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/groups/gasinfernetto
Email: starbearer@libero.it
Esiste da almeno cinque anni. È attivo tra il X Municipio di Roma e il Comune di Fiumicino. Preferisce prodotti non trattati di provenienza sicura, se possibile a km zero.

ErGas (Centocelle)
Email: ergas@100celleaperte.org
È un gruppo di acquisto solidale di Centocelle, vegan-vegetariano. Organizza laboratori per fare il pane, i saponi e i detersivi ecologici, e visite alle aziende per conoscere i produttori dai quali acquista

Gas Certosino (Torpignattara)
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/gascertosino2015/
Email: gascertosino@gmail.com
Opera nella zona di Villa Certosa, nella zona di Torpignattara. Organizza anche un bio-mercato.

GAABE – Gruppo di Acquisto di Alimenti Bio ed Equi (Montesacro, San Basilio)
Sito web: http://casalepodererosa.org/alimentazione/ilgaabe.html
È il gruppo d’acquisto nato all’interno del centro sociale Podere Rosa, che opsita anche una bio-bottega. Predilige coltivazioni biologiche e biodinamiche. Al gruppo partecipano circa 80 nuclei familiari.

Capo Horn (Acilia Madonnetta, Torrino-Mezzocamino)
Sito Web: http://www.altrabottega.org/gruppo-acquisto-solidale-axa-a…/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/groups/18882844748/
Email: gas.capohorn@yahoo.it, mezzocammino@equosolidale.info
È nato nel 2006 e coinvolge un’ottantina di famiglie nel territorio del X municipio. Offre prodotti come frutta e verdura, carne bianca, carne rossa, pesce, uova, pane, farine, parmigiano e formaggi freschi  certificati bio o biodinamici. Ha lo status giuridico di cooperativa di consumatori.

GAS Testaccio Meticcio (Testaccio)
Sito Web: http://www.gastm.org/home/cose
Email: info@gastm.org
Esiste dal 2011, ha sede in via Zabaglia e conta una trentina di partecipanti. Lo scarico dei prodotti (dal miele al sapone, dai salumi alla frutta) avviene una volta a settimana.

Gasper (II Municipio)
Sito Web: http://www.gasroma.org/gas/gasper/
Email: gas@gasroma.org
Questo gruppo copre un’area che comprende San Lorenzo, Piazzalele Delle Province, Piazza Bologna, Castro Pretorio, Piazza Fiume, Porta Maggiore. Si riunisce  in un locale di San Lorenzo tutti i venerdì sera.

La Città dell’Utopia (San Paolo, XI Municipio)
Sito Web: http://www.lacittadellutopia.org
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100007916869025
Email: gas@lacittadellutopia.org
La Città dell’Utopia è quello che in molti conoscono come “Casale Garibaldi” a San Paolo, gestito dal Servizio Civile Internazionale. Organizza anche un mercatino bio.

Pangea-Niente Troppo
Pagina Facebook: @pangeanientetroppo
Email: gas.pangeanientetroppo@gmail.com
Pangea gestisce tre botteghe equo-solidali a Roma e ha anche un proprio gas.

Gas Laurentina
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/groups/302729629818333/
Email: gasfontelaurentina@gmail.com
Nasce da alcuni residenti della zona di Fonte Laurentina. Utilizza, come molti ga, una mailing list per gli ordini.

Gas Libera Tutti (Garbatella, San Paolo, Ardeatino, Montagnola)
Sito Web: https://gasliberatutti.wordpress.com/
Email: gasliberatutti@yahoogroups.com
Raccoglie una trentina di famiglie, predilige il bio a km zero.

Gas RivoluzioMario (Monte Mario, Roma Nord)
Sito Web: http://www.gasroma.org/gas/rivoluziomario/
Email: gas.rivoluziomario@gmail.com
Esiste dal 2011, copre la zona di Monte Mario. Le consegne avvengono due o tre volte alla settimana. Ci sono poi consegne stagionali per arance e clementine e altre tre o quattro volte l’anno per parmigiano, detersivi, pasta, riso, olio.

Gasale
Pagina web: http://www.gasale.altervista.org/
Email: gasale@live.it
Opera nella zona di Centocelle, ha sede nel Casale Falchetti.

Gas Sale in Zucca (Fiumicino)
Sito Web: http://www.saleinzucca.org/
Email: flavia.cerulli@gmail.com
Predilige prodotti provenienti da agricoltura biologica e, più in generale, a basso impatto ambientale, a km zero.

Gasquilino (Esquilino)
Sito web: http://www.gasroma.org/gasquilino/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/gasquilino
Email: gas.esquilino@gmail.com
Il suo primo ordine è del gennaio 2011. Nasce da un gruppo di famiglie di alunni della scuola Di Donato., dove organizza ciclicamente un bio-mercato.

Gas Labaro
Email: gaslabaro@gmail.com
Nasce nell’ottobre del 2008, promosso dall’associazione culturale Centro Donna Artemisia. Effettua ordini settimana di verdura e prodotti da forno, ascadenza diversa per carne, formaggio, olio, vino.

Banda Gassotti (Monteverde)
Sito web: https://www.bandagassotti.it/
Email: bandagassotti@autistici.org
Il Gas è stato fondato nel 2005 e opera nella zona di Monteverde. Si riunisce ogni primo martedì del mese.

GasRoma Secondo
Pagina web: http://www.gasromasecondo.org/
Email: gasroma2@gmail.com
È nato nel 2009 e ha sede a via di Novella. Opera soprattutto nella zona Trieste-Salario. Le consegne sono settimanali per i cibi freschi, gli altri prodotti hanno scadenze diverse, dalle due settimane al mese (carne), oltre alle consegne stagionali.

Gasartov (Tor Vergata)
Email: gasartov@gmail.com>
Animato da dipendenti dell’area ricerca del Cnr di Tor Vergata, è aperto anche ad altri cittadini. Acquista soprattutto frutta e verdura.

Gasotto (Tor Bella Monaca)
Pagina Web: http://gasotto.altervista.org/blog/http://www.gasotto.org/
Email: gasotto@googlegroups.com
Nasce nel 2009 a Tor Bella Monaca. Le consegne sono settimanali.

GaSPolicarpo (Quadraro)
Email: paola-gianfranco@libero.it
Il gas è attivo presso la parrocchia di San Policarpo, vicino al Parco degli Acquedotti. Consente l’acquisto di frutta, verdura, carne e prodotti per la casa.

Gastorma (Garbatella-Tor Marancio)
Email: gastorma@gmail.com
Esiste almeno dal 2010. Consegna una volta a settimana.

GAS.P.A.R.8 (Municipio VI)
Sito Web: http://www.gaspar8.net/index.html
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Gaspar8-165900493556732/
Email: ordini@gaspar8.net
Ha sede a Torre Spaccata, esiste dal 2005.

Gas Spazio Etico (Casalotti)
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/spazioetico/
Email: gas@spazioetico.it
È nato nel 2008, nasce come associazione di promozione sociale, conta una trentina di aderenti.

Gas Mondi Possibili (Trieste-Salario)
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/GASmondipossibili/
Email: segreteria@tavolarotonda.org
Nasce nel 2010 per iniziativa dell’associazione Tavola Rotonda e del Circolo Legambiente Mondi Possibili. Le consegne sono di solito settimanali. Oltre a frutta, verdura e carne, si possono ordinare anche pesce, yogurt, seitan, tofu, olio, pane, vino e prodotti stagionali.

La macchina del Gas (Tivoli)
Sito web: http://www.lamacchinadelgas.org/
Contatti: http://www.lamacchinadelgas.org/contattaci.aspx
Esiste dal 2009.

 

[La foto del titolo è di Angela Schlafmutze ed è stata pubblicata su Flickr.com]

 

 

08-10-2018 | © Riproduzione riservata

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