Dopo il voto Ostia prova a cambiare pagina

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A Ostia hanno vinto i 5 Stelle. Ma ha vinto anche la paura di ritrovarsi, ancora una volta, nel ciclone mediatico che la vittoria del centro destra avrebbe potuto comportare, non fosse altro per le semplificazioni giornalistiche che avrebbero quasi certamente messo sullo stesso piano (o su un piano molto simile) la destra di Giorgia Meloni e l’estrema destra di Casapound.

Su questo fronte – tra narrazioni giornalistiche spesso esasperate, elicotteri sopra la testa e camionette della polizia al Pontile – i cittadini del Decimo Municipio forse un calcolo se lo sono fatto, e la risposta potrebbe essere stata proprio quella di evitare le urne, visto che a votare sono andati un elettore su tre.

Ma oggi è un giorno nuovo, l’inizio di un nuovo capitolo per Ostia e i quartieri del suo entroterra. Prima di tutto perché si mette un punto all’esperienza del commissariamento per mafia (deludente, a dire di molti). In secondo luogo, perché, dopo due anni, si stanno per riaprire le porte del Municipio a cittadini, associazioni, comitati di quartiere. Che nel bene e nel male torneranno ad essere quotidianamente parte attiva della vita politica sul litorale di Roma.
Un po’ come girare pagina e iniziare la stesura di un nuovo capitolo del libro.

Onori e oneri di questo nuovo inizio vanno all’ex delegata della sindaca Virginia Raggi, Giuliana Di Pillo.
Un compito importante, il suo, che le viene consegnato con il voto di 35.691 elettori, quasi raddoppiati rispetto al primo turno (il 5 dicembre) quando i voti erano stati 19.777.
Un abbondante 59,60 %, il suo che, supportato anche da un nuovo consenso nei quartieri residenziali dell’entroterra, non concede troppe repliche all’avversaria Monica Picca (40,40 % con 24.196 voti) portabandiera di tutte le anime del centrodestra.

E proprio a destra ci si interroga sugli errori. Anche se la risposta è davanti agli occhi di tutti: la candidata di Fratelli d’Italia non rappresentava un’alternativa abbastanza moderata da poter attirare, al ballottaggio, i voti dal centrosinistra che al contrario hanno trovato una collocazione più naturale nell’alternativa del M5s.

Quando le porte del Municipio si spalancheranno, Di Pillo si troverà a guidare una maggioranza pentastellata in un’assise più che mai variegata che comprende, oltre agli altri, anche l’ex sacerdote Franco De Donno, il leader di Casapound a Ostia, Luca Marsella, e il giornalista ed ex volto di Roma Uno Andrea Bozzi.
Sui banchi del Municipio la propaganda grillina dovrà tradursi in fatti concreti e fare  buona amministrazione. Per forza. A meno che non si voglia trasformare il jolly della Raggi in un boomerang per l’amministrazione capitolina che oggi invece festeggia con la sindaca in prima linea la difesa della roccaforte grillina della Capitale.

 

[La foto è una rielaborazione di uno scatto di Robin dell’8 marzo 2011, diffuso con licenza creative commons su Flickr]

20-11-2017 | © Riproduzione riservata

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