Trovate un nome vero al palazzone Bnl

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Da un po’ di tempo, accanto alla stazione dell’alta velocità di Tiburtina, svetta un grattacielo (oddio, forse grattacielo è esagerato: un bel palazzone) che somiglia a una nave hi-tech di vetro scuro. È la nuova sede della Bnl, banca ex pubblica che fa parte da anni del gruppo francese Bnp Paribas, e da ieri ha un nome ufficiale: Orizzonte Europa.

Un nome certamente denso di significato e prospettiva, per un edifico che si affaccia peraltro su via Altiero Spinelli (uno dei padri dell’Unione Europea e membro della commissione di Bruxelles), ma che secondo me avrà poca fortuna.

Intanto, perché Europa ricorda Eur, quartiere che sta da tutt’altra parte, mentre qui siamo in quello che doveva essere lo Sdo, il Sistema direzionale orientale ideato negli anni 50 e finora mai realizzato (ma pare ora che ci sia un progetto per fare nell’area un Parco del lavoro).

Poi perché un nome così impegnativo (il presidente della Bnl Luigi Abete ha spiegato che è stato individuato con un sondaggio interno, mettendo insieme le due parole  più gettonate) difficilmente sarà utilizzato dai romani.

Pensate al Palazzo della Civiltà del Lavoro: lo chiamiamo tutti Colosseo Quadrato. O al Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II: lo chiamiamo Vittoriano o più spesso Macchina da scrivere. Nuovo Corviale è il Serpentone o il Mezzo Chilometro. E il Palazzo di Giustizia è il Palazzaccio.

Ecco, servirebbe un modo più semplice per chiamare la nuova sede della Bnl. Per esempio, per parlare delle tre ultime opere architettoniche di rilievo a Roma, hanno funzionato bene sia Nuvola che Maxxi, mentre Auditorium Parco della Musica è per tutti l’Auditorium e basta (del resto anche sulle migliaia di cartelli stradali che lo indicano c’è scritto soltanto Auditorium).

Altrimenti, il nome dipenderà dalla fantasia dei romani. Probabilmente La Bnl, o Er palazzone della Bnl (io per esempio l’avrei chiamato la Nave).

Detto questo, l’edificio realizzato dallo studio di Alfonso Femia e Gianluca Peluffo, in cui lavoreranno 3.500 persone, costato 300 milioni e realizzato in poco più di 2 anni, è bello, è (a quanto pare) ecologicamente sostenibile e soprattutto rappresenta un investimento per Roma, città che invece sta combattendo contro il declino e la crisi.

(Certo, poi non lontano da lì, dormono per strada i giovani migranti africani aiutati da Baobab Experience, e allora pensi che magari Bnl potrebbe anche fare una bella azione e spendere qualche euro anche solo per dargli un capannone….)

[La foto del titolo è del fotografo Oskar Dariz]

14-07-2017 | © Riproduzione riservata

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