Com’è verde la mia Cassia

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L’autorevole paesaggista Gilles Clement, in molte delle sue opere, ha valorizzato la forza di adattamento di alcune piante ed erbe infestanti. Nonostante l’intervento dell’uomo e del cemento infatti, alcune specie di fiori ed arbusti non solo sono riuscite a sopravvivere in ambienti urbani del tutto ostili, ma anche ad evolvere e diffondersi. In certi casi, hanno finito persino per rimodulare nuovi preziosi spazi verdi altrimenti persi.

Con la stessa ostinazione, molti disoccupati e agricoltori dell’area romana stanno cercando di salvaguardare da speculazione edilizia e degrado decine di ettari di terreni incolti, il cui destino è ancora a rischio nonostante la vertenza di accesso alla terra del 2012.

La cooperativa Coraggio, tra i campi della Cassia, testimonia quotidianamente tutti i vantaggi che i parchi agricoli urbani possono offrire alla comunità. Oltre a creare lavoro, spazi verdi, nuove competenze e prodotti biologici a km zero, realtà come queste consentono a tutta la cittadinanza la possibilità di vivere in prima persona la campagna sotto casa.

Nelle scorse settimane, i ventidue ettari del Borghetto San Carlo, sede dell’Associazione hanno ospitatato anche Coltiva il tuo futuro, un ciclo di seminari atto a offrire tutti i punti di riferimento necessari per approcciare ad un’attività nel mondo rurale, con attenzione ai servizi o gli aspetti amministrativi connessi all’agricoltura.

Abbiamo parlato con Giacomo Lepri, presidente della cooperativa che ci ha chiarito meglio lo scopo di questi incontri e di tutto il loro lavoro. Dopo aver smentito la leggenda metropolitana secondo cui quell’area appartenesse prima alla banda della Magliana il giovane bracciante agricolo Lepri ha spiegato che tutto il Borghetto San Carlo era in precedenza un terreno di compensazione di un privato a cui poi è stato concesso dal Comune di andare a costruire altrove, lasciando a destinazione pubblica tutta la zona.

Scopo dei laboratori della Coop Coraggio è quello di tenere alta l’attenzione dell’opione pubblica sulla destinazione di risorse che appartengono a tutti. In un’area con forti pertinenze storiche, le lezioni non solo dimostrano che c’è chi si oppone alla cementificazione, ma che ci può essere un’alternativa positiva che offre lavoro e borse di studio.
Oltre settanta persone hanno imparato a cercare bandi, scrivere progetti di assegnazione per fondi europei e soprattutto ad affrontare più velocemente le trafile burocratiche per accedere ad un terreno agricolo pubblico. L’esperienza quadriennale di Giacomo e i suoi soci nel girare per gli uffici amministrativi è stata riassunta in pochi giorni di lezione in un contesto lavorativo che oltretutto è sempre aperto a chi volesse calarsi anche nelle nozioni specifiche di colture e coltivazioni.

Tutti quanti prima o poi abbiamo vagheggiato il sogno di un ritorno alla terra e alla natura. L’esempio della cooperativa Coraggio dimostra che questa non è solo un’idea romantica, ma una pratica concreta e praticabile, specie per chi vuole dedicarsi a uliveti e giardini.

Indurre alla vergogna i disoccupati e i loro familiari è un capolavoro del capitalismo perchè tramuta la rabbia in rassegnazione e garantisce la pace al sistema. Ma per fortuna esistono ancora opportunità garantite dalle risorse pubbliche che possono trasformare indifferenza l’allontanamento dalla società in un motore per cambiarla.

 

15-05-2017 | © Riproduzione riservata

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