Caro Francesco, vogliamo parlare di tasse?

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A partire dai Patti Lateranensi del 1929, non si può nemmeno quantificare la somma esatta che il Vaticano ha incassato dal nostro Stato, visto che a oggi l’esborso italiano annuo supera i sei miliardi di euro. Come se non bastasse, l’enclave più ricca del mondo fa altri soldi o evade il fisco italiano in vari modi. Qualcuno già conosce l’ambiguo meccanismo della destinazione dell’8xmille o gli sconti sull’Imu alle strutture religiose presenti in Italia, ma abbiamo anche un nuovo esempio.

bergoglioTutti rapiti in estasi dal genetliaco del Papa, benché consapevoli che a fargli gli auguri in anticipo sarebbero stati bollati come dei menagramo, i giornalisti hanno dato sottovoce questa notizia: la Corte di cassazione ha dato ragione alla Agenzia delle Entrate nei confronti dell’Istituto delle Rosine, un pensionato femminile di Torino.

Le suorine, in virtù della stessa promiscuità abitativo-confessionale che già consente agli enti religiosi di risparmiare su Imu, Tasi e Tarsi, versavano anche l’imposta sul reddito delle società (Ires) con una aliquota notevolmente agevolata. Dopo un accertamento del Fisco, poi annullato dalla commissione tributaria del Piemonte nel 2015, con cui si rilevava che le tariffe del pensionato non erano così basse da giustificare la tassazione ridotta, l’Agenzia ha fatto ricorso ai giudici della Cassazione, sostenendo che non si può non tenere conto dell’attività “concretamente svolta” in queste strutture, di fatto, commerciali. 

La Corte ha dato torto all’Istituto delle Rosine, definendo il loro risparmio sull’Ires un vero e proprio “aiuto di Stato”, che peraltro prefigura una concorrenza sleale nei confronti di altri alberghi, meno pii. E così torniamo al punto di partenza: la genuflessione preventiva delle istituzioni nostrane va ben oltre i Patti Lateranensi e consente alle gerarchie ecclesiastiche di evadere milioni di euro (nella sola Capitale sono circa venti). Perciò da tempo invoco, ostinato e pressoché solitario, che Papa Bergoglio – che si è già mostrato sensibile al tema in passato – emani un “motu proprio” per sanare le molteplici irregolarità fiscali del proprio Stato. Oltre ai tre Re Magi tradizionali, con incenso, mirra e soprattutto oro, quest’anno un quarto Mago potrebbe essersi messo in viaggio verso la “capannina”: l’agente della riscossione.

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20-12-2016 | © Riproduzione riservata