Cercasi disperatamente pifferaio magico

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La notizia che la sindaca Virginia Raggi vorrebbe assumere il più noto imprenditore italiano specializzato nella deratizzazione, anche se in parte smentita ieri dal Campidoglio, è molto interessante. Perché Massimo Donadon, detto El Sorzon, (un soprannome che a Roma suscita qualche sorriso per l’assonanza con una parola un po’ più volgare) è quanto di più simile ci sia al Pifferaio magico della famosissima favola.
Il pifferaio, come è noto, viene ingaggiato dal sindaco della città tedesca Hamelin per scacciare dalla città le orde di topi che l’hanno invasa. Grazie al suo strumento magico il pifferaio conduce i ratti fino al fiume Weser e li fa annegare.
Quando però il sindaco si rifiuta di pagare quanto pattuito, il pifferaio suona di nuovo il suo strumento attirando i bambini della città, e portandoli con sé in una caverna, da cui non torneranno più.
(Esistono versioni a lieto fine della favola, come accade spesso per questi racconti, ma questa è la più nota)
Qualcuno potrebbe dire che oggi i pifferai magici che incantano il pubblico oggi siano parecchi, anche troppi. Renzi, Grillo, Salvini – Berlusconi è ormai troppo anziano, ammettiamolo – in politica. Altri eccellono in campi diversi. Ma andare a cercare un pifferaio dichiarato, in quest’epoca, è veramente un atto simbolico (il Campidoglio ha smentito l’incontro tra Raggi e Donadon, non l’interesse per la sua attività).

In fondo, quello che proprio manca a Raggi è la capacità di incantare, il carisma. Ha vinto le elezioni non per merito proprio, ma perché rappresentava la sola alternativa praticabile all’incapacità precedente. Però non sembra sfondare nell’immaginario, al momento, nonostante i suoi video ben recitati (e nonostante le parodie).

Perfino Ignazio Marino c’era riuscito, almeno all’inizio, con la bici e lo zainetto. La scoperta che la sindaca almeno parla bene inglese sembra addirittura una notizia.
Qualcuno dirà: bisogna andare alla sostanza. Certo. Per governare una metropoli non bastano né la bacchetta né il piffero magico, purtroppo, servono azioni concrete, cambiamenti. Che però non si vedono nel giro di pochi mesi, come stanno scoprendo anche quelli del M5s. Quindi, nel frattempo, servono atti almeno in parte simbolici che alimentino anche la fiducia: portare via le foglie, pulire le caditoie, ridipingere le strisce pedonali, andare a parlare coi cittadini nei quartieri (non solo nei video su Facebook).
Insomma, a Raggi non serve qualcuno che insegni ad acchiappare i topi (aiuterebbe per esempio non lasciare che l’immondizia si accumuli, per dire), ma i romani, forse.

02-12-2016 | © Riproduzione riservata

1 Comment

  1. Il Pifferaio sarebbe un reclutatore che condusse via buona parte della gioventu di Hamelin per fondare una colonia nella Germania orientale. Oltre che alle “epidemie coreutiche”, vale a dire balli di gruppo aventi spesso scopo terapeutico, la leggenda del pifferaio magico include elementi mutuati da remote tradizioni orali legate al viaggio verso un misterioso luogo.

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